venerdì 29 novembre 2013

Mini Pie di mele selvatiche: una questione di atteggiamento.

I say a little payer - Aretha Franklin
"La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre misura.
E' la nostra Luce, non le nostre Tenebre, ciò che più ci spaventa.
Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, splendido, ricco di talento, favoloso?
In realtà, chi NON devi essere?
Sei un figlio di Dio. Farti piccolo non serve al Mondo.
Non vi e nulla di illuminante nel restringersi cosicché gli altri attorno a te non si sentano insicuri.  Noi siamo nati per rendere manifesto il divino che è dentro di noi. 
Non è soltanto in alcuni di noi: è in tutti.
Facendo brillare la nostra Luce, inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso. 
Mentre noi ci liberiamo della nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri." 
(Nelson Mandela, dal discorso di Insediamento del 1994).

Oggi voglio raccontarvi una storia che ho letto qualche tempo fa ma non ricordo bene dove, che mi torna in mente ogni volta che mi sento come oggi, ovvero completamente smarrita e senza alcuna percezione di quel che sarà il mio futuro. Questa sensazione purtroppo è ciclica e puntualmente si presenta alla fine di un anno complesso, duro, frustrante e possibilmente da dimenticare, come quello che sta chiudendosi.
Mi aggrappo con le unghie e con i denti a questo pensiero e spero che sia utile anche a voi, se non altro per non perdere mai la voglia di guardare avanti, di avere fiducia e credere profondamente in se stessi.

Nel dicembre del 1914, il laboratorio di Thomas Edison, fu ridotto in cenere da un terribile incendio che si scatenò nell'edificio per motivi mai chiariti.
I danni furono enormi, terribili, ed all'epoca superavano i 2 milioni di dollari.
Per ironia della sorte, il laboratorio era coperto da un'assicurazione che però risarciva solo 1 decimo dei danni stimati, perché essendo i muri di cemento, erano considerati resistenti alle fiamme.
Il lavoro di una vita dello scienziato andò in fiamme quella notte, sviluppando un incendio di spettacolare portata.
Il giovane figlio ventenne di Edison, Charles, cercava il padre disperatamente non trovandolo tra il fumo e le macerie, quando ad un certo punto lo vide seduto sui resti di un muretto.
L'uomo osservava pacifico la scena, il volto illuminato dalle fiamme ed i bianchi capelli mossi dal vento.
Charles sentì il cuore stringersi alla vista di quel vecchio che guardava la sua vita incenerirsi senza battere ciglio.
Il vecchio Edison, all'epoca quasi settantenne, vide il figlio e di colpo cominciò ad urlare: "Dov'è tua madre? Trovala immediatamente, portala qui: non vedrà mai uno spettacolo del genere in tutta la sua vita."
Il giorno dopo, tornando sul luogo del disastro, lo scienziato abbracciando il figlio disse: "Un disastro è molto utile. Tutti i nostri errori sono inceneriti.
Grazie a Dio siamo ancora qui e possiamo ricominciare".
Tre settimane dopo l'incendio, Thomas Edison consegnò il suo primo fonografo.
Non devo dire nulla di questa ricetta, in realtà è di una semplicità disarmante e di una bontà che non ha eguali e che naturalmente è scontata ogni qualvolta si ha come protagonista un semplice frutto come una mela.
In questo caso si tratta di mele selvatiche, che arrivano direttamente dal Molise, dagli alberi selvatici della Casa del Vento (un giorno vi parlerò anche di lei).
Sono mele di cui non conosco l'origine, ma hanno un gusto dolce e lievemente acidulo, con un lontano sentore di rosa. Sono fantastiche al naturale...ma ve le farei sentire cotte!
Se vorrete provare la ricette, scegliete le vostre mele preferite, in particolare quelle non troppo dolci, toste e che non si sfarinino con la cottura.
Usate la ricetta di questa frolla meravigliosa, che in realtà è una "shortcrust", la vera base usata per le pie, in cui non sono aggiunte né uova né zucchero.
Il contrasto sapido della frolla estremamente friabile e profumata di burro, con il ricco ripieno, rende queste mini pie irresistibili.
Ingredienti per 6 piccole pie 
Per la frolla
260 g di  farina 00
1/2 cucchiaino di sale
110 g di burro non salato
acqua gelata q.b.
Per il ripieno
400 g di mele tagliate in spicchi e quindi a fettine sottili
50 g di uvetta
50 g di burro salato
1 cucchiaio di zucchero muscovado
1 cucchiaino di cannella in polvere
il succo di mezzo limone.
Preparate la frolla
Mettete la farina, il burro freddo a cubetti ed il sale nella planetaria e cominciate a mescolare a media velocità fino ad ottenere delle fini briciole. A questo punto abbassate la velocità ed aggiungete un cucchiaio di acqua gelata, continuando a mescolare e ad aggiungere acqua (lentamente e senza esagerare). Alzate la velocità e appena il composto starà insieme in una palla, interrompete, avvolgete il tutto nella pellicola e passate in frigo per un'ora.
Mentre riposa la frolla, preparate il ripieno.
Mettete a mollo l'uvetta in acqua calda.
Sbucciate ed affettate le mele e mettete le fettine in una larga ciotola.
Versate il succo del limone, aggiungete lo zucchero, la cannella e l'uvetta ammorbidita e ben strizzata. Mescolate bene.
Tirate la sfoglia ad uno spessore di 3 mm c.ca quindi con un coppapasta rotondo, ricavate dei cerchi con cui andrete a foderare uno stampo da 6 di muffin che avrete pre-imburrato ed infarinato.
fate in modo che parte della pasta sbordi dagli stampini. Bucate i fondi con una forchetta.
Riempite le tortine con il ripieno di mele e su ogni ripieno, mettete un pezzettino di burro salato. Tagliate i "coperchi" delle pie ai quali farete un piccolo foro centrale per consentire al vapore di uscire durante la cottura.
Pizzicate la pasta in modo sigillare bene i bordi con il "coperchio" e passate in forno a 180°C per c.ca 30 minuti.
Controllate la cottura: quando le pie saranno dorate, togliete lo stampo.
Fate raffreddare qualche minuto, quindi formate e fate raffreddare su una griglia.
Servitele ancora tiepide...sono perfette con gelato alla vaniglia, crema inglese o semplice panna.

44 commenti:

  1. Tesoro stavo cercando una ricetta per la pie...dici che se uso queste dosi mi viene una Tortina da 20 chiusa o devo raddoppiare la dose? Certo che anche piccoli e così sono stupende! Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Chiara, dovresti raddoppiare le dosi. Se vuoi una ricetta per la pie meravigliosa, che io ormai uso con grande successo, ti lascio il link. Non è tanto per la shortcrust che è comunque eccellente, ma per come viene lavorato il ripieno. Il giorno dopo è assolutamente meravigliosa. Fammi sapere
      http://andantecongusto.blogspot.it/2012/06/prodigi-della-memoria-e-la-apple-pie.html

      Elimina
    2. ci dò subito un occhio! Grazie Patty!

      Elimina
  2. Non avevo mai sentito questa storia, grazie per avermela regalata, mi serviva proprio questa settimana... Ho imparato una cosa importantissima. Sei unica e speciale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Stefania, è una storia che rasserena ed incoraggia. Spesso si dimentica che gente più sfortunata di noi affronta prove durissime reagendo con un coraggio ed una dignità che lasciano disorientati. Ma come possono farcela? Non so, quella forza ce l'abbiamo tutti. Dobbiamo trovare il modo di trovarla dentro di noi. Ti abbraccio forte carissima.

      Elimina
  3. Tu Patty sei un tesoro!
    Non conoscevo questa storia di Edison e mi sono venuti i brividi a leggerla! La conserverò gelosamente nella mia memoria :)

    Amo la Apple Pie in tutte le sue forme, soprattutto questa piccole e graziose che hai fatto tu! Da divorare! :)

    Un bacione!
    Fede

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Federica, grazie. E' una storia toccante, la storia di un uomo che al tramonto di un'esistenza, trova il coraggio e la forza di affrontare vittorioso una nuova alba. La fenice che rinasce dalle sue ceneri. Dovremmo essere tutte splendidi fenici senza paura di bruciare. Baci grandi.

      Elimina
  4. Pat, resto fulminata da queste parole di Mandela. Racchiusi in queste poche righe di pensiero ci sono i miei ultimi anni di percorsi e di lavoro interiore...
    Grazie per il regalo che oggi mi fai.
    Io contraccambio con questo, che ne è perfettamente all'altezza
    http://www.youtube.com/watch?v=wU-JcKB9hC4
    prenditi un attimo, solo 3 minuti, per ascoltarla... anche qui si parla di mele guardacaso, ma il testo è qualcosa di così poetico!
    Ti abbraccio a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Pat, anch'io mi sento come un tronco impeganto a galleggiare e arrabattarsi nella corrente delle cose di tutti i giorni. E, pensa che dopo Cagliari non trovo più la carta d'identità: un messaggio forte, quasi un tentativo per dirmi che sto perdendo il mio riferimento interno, "chi sono"..
      per venire a Firenze ho dovuto rifarla apposta (con la denuncia e tutto quanto) perché non ero sicura di ritrovarla
      Ricambio l'abbraccio con affetto e il Cuore

      Elimina
    2. Cara Cinzia, la cosa che in questo momento mi da incredibile coraggio, è la consapevolezza che quello che vivo è condiviso, che come me altre persone si sentono smarrite. La condivisione di un malessere è un punto di partenza e di forza. Averti conosciuta è stato un regalo prezioso e sono certa che condivideremo ben oltre le nostre malconce incertezze. Ti abbraccio fortissimo.

      Elimina
  5. Mi dispiace per il tuo anno difficile e da quel che s'intuisce qua e là nei tuoi post non penso sia a causa degli errori, ma di una politica economica che diminuisce sempre più le risorse per il ceto medio e per i piccoli piaceri che si poteva concedere, come un bel viaggio ogni tanto. Questo malgrado le concorrenze di internet, dei low cost e di tutti i cambiamenti tecnici, cui invece è sempre più facile far fronte, passato lo spaesamento iniziale. Mille auguri, comunque.
    Ogni scienziato sogna di poter all'infinito buttare via tutto e rifare da capo, meglio, pensa lui, specie a settant'anni quando non avrà più molto tempo davanti per arrivare alla perfezione... o semplicemente a "fare le cose come dico io". E ogni scienziato vero, soddisfatti i bisogni primari, tiene meno al guadagno che al divertimento nel fare. Uno scienziato famoso come Edison, poi, troverà sempre un appoggio in qualche laboratorio per trafficare, pure se il suo momentaneamente brucia. Malgrado la toccante bellezza di certi aneddoti, più spesso la nostra vita non è retta dalle regole e dalle costrizioni o dai vantaggi con cui si confronta la genialità, bensì la medietà. Tuttavia è grazie all'esistenza della medietà che la genialità può più facilmente manifestarsi e fiorire. E si torna al discorso di cui sopra.
    Una preghiera: sai per caso dove si può trovare l'integrale del discorso di insediamento? E' di una abilità psicologica travolgente... grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Pellegrina, leggerti è sempre incredibile. Leggere il tuo blog è speciale. Seguire le vicende della tua vita è esemplare e romanzesco. Quello che tu dici è assolutamente vero. Quando si ha 20 anni rialzarsi o affrontare una nuova sfida è stimolante, un balsamo per l'amor proprio, un veicolo per trasformare la rabbia in energia. Chi come me si è buttato nel mondo del lavoro da giovane e con le proprie forze, oggi si trova a dover ricominciare. Tutto da capo. Solo che l'energia non è più quella. La forza, la voglia...chissà! Allora penso ad Edison...non ho ancora 70 anni, magari ho ancora il tempo di buttarmi, arrabbiarmi, innamorarmi di un progetto. Devo solo crederci. Ti cerco il discorso ma non so se te lo trovo in italiano.
      Ti abbraccio forte e grazie come sempre. PAt

      Elimina
  6. Che splendido post Patty!Ricco di positività e di voglia di ricominciare, del resto ci avviciniamo alla fine dell'anno e io pure sono carica di buoni propositi e speranze!Adooooro queste mini pie solo che adesso mi hai messo una curiosità incredibile riguardo la casa del Vento, che nome magico...ma cercherò di avere pazienza!Baci abbracci e felice we <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahahaha Meggy, bello il nome vero? Ma il posto è ancora più bello. Ne parlerò presto, è la casa di mio zio acquisito molisano, e lui l'ha chiamata così. Un posto magico.
      Ti mando un bacio grandissimo e grazie delle tue parole.

      Elimina
  7. Mai parole furono più appropriate! Sarà l'età che avanza, sarà il periodo difficile un po' per tutti, ma una pacca sulla spalla quando ti senti a terra è sempre di grande aiuto. Ecco, questo tuo post oggi per me è una pacca sulla mia di spalla, un incoraggiamento che accolgo di buon grado e ricambio con l'augurio che tutto possa risolversi al meglio.
    Intanto ho giusto delle deliziose meline nel mio frigo... ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Clara, speravo che avesse per voi proprio questo effetto. La carezza di un'amica, un abbraccio affettuoso, una pacca incoraggiante...insomma hai reso benissimo l'idea. Ti mando un bacio grande.

      Elimina
  8. Patty:* riuscire a trovare dentro di noi la forza per ricominciare è indubbiamente il regalo più bello che possiamo concederci; guardare con occhio vigile e distaccato che si sono inceneriti anche gli errori nei precedenti progetti è grandioso.. davvero grandioso.. e mi piacerebbe acquistare con gli anni questa forza morale positiva tanto da non lasciarmi abbattere dai cambiamenti e scalfire dai fallimenti... Ricominciando con l'energia giusta, traendo vantaggio dagli errori commessi ma senza lasciarmi abbattere troppo dal fatto che sto "ricominciando" qualcosa... Forse in quest'ottica anche il futuro fa davvero meno paura...
    Come sempre, passare di qui mi lascia un senso di benessere... e non parlo solo delle ricette...sempre deliziose, dalle semplici alle più complesse, tu riesci a tirare fuori i pensieri comuni, smembrarli e regalarci uno spunto su cui riflettere... Grazie... e che sia un anno decisamente migliore quello che sta per arrivare.. te lo auguro di cuore:*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Simona, sei un tesoro. In effetti il blog riesce a mettere a nudo il nostro animo. Con la scusa di una ricetta finiamo col confidarci con chi ci legge, cercando appoggio, condivisione, incoraggiamento. Sono una persona piuttosto pudica in questo senso, ma attraverso il blog ho scoperto che le emozioni si possono lasciare fluire senza troppo vergognarsi.
      Ti mando un abbraccio fortissimo.

      Elimina
    2. E ti ammiro lo sai? al tuo contrario non riesco mai ad esternare i miei sentimenti pubblicamente, condividerli e confidarmi... anche se a volte ne sento il bisogno... Mi blocco e non riesco a vincere la mia timidezza, rischiando spesso di apparire fredda e distaccata, esattamente il contrario di quello che sono...Un abbraccio fortissimo anche te:*

      Elimina
  9. Anno difficile, cara Patty come e quanto ti capisco.. non è ancora finito ma spero che dalle ceneri di quest'anno avrò il coraggio e la forza per darmi una spinta in avanti come il signor Edison ma .. forse c'è un signor Thomas Edison dentro ognuno di noi?
    Ma non sempre è così facile, non almeno come creare questo dolci eccezionale che proponi e che di sicuro un po' di gioia e carica porta dentro le nostre case e al nostro palato.
    Buona giornata!
    Un grandissimo abbraccio

    Laura

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse non ci sarà un Edison dentro di noi, ma di sicuro ci sono armi che non conosciamo per rispondere alle sfide più difficili. Un pila d'emergenza insomma, qualcosa con cui possiamo illuminare nel buio. Dobbiamo solo scoprire dove l'abbiamo messa.
      Grazie Laura, passo a trovarti molto presto. Un bacio.

      Elimina
  10. Sono tipo le bramley, a quanto mi sembra dalla foto. le mele intendo.
    per il resto... che bellissima storia patty!
    e ancor di più mi è piaciuto il discorso di mandela. un grandissimo.
    e anche le pie. ti stai preparando a gennaio ? ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NOn conosco quel tipo di mela, ma posso solo dirti che sono molto molto piccole, puoi vederlo dalla foto, quasi sono più piccole delle minipie.
      Si, il discorso di Mandela è meraviglioso. E per le pie...ho già acceso il motore! ;)

      Elimina
  11. Patty, ti abbraccio stretta e ti rilascio un po' del mio buon umore di oggi. non è proprio buon umore ma è una nota profumata e allegra di sottofondo, come se qualcuno mi dicesse, dentro dentro: tranquilla, va tutto bene..
    e te lo dico anche a te: tranquilla, andrà tutto bene.
    ti voglio bene Patty, non è molto lo so, ma ti voglio bene!
    delle mini-pie credo non ci sia niente da dire, solo da farle e mangiarle!
    stretta stretta, ti abbraccio, va bene?
    Sandra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi va bene questa stretta, anzi osa pure di più. Com'è strano parlarsi dopo aver potuto conoscere le nostre voci ed i nostri volti fuori di qui. Si avverte la mancanza forte, la voglia ed il bisogno di ritrovarsi per riconoscersi negli occhi e nelle parole dell'altra. Ringrazio il giorno che ho aperto questo blog. Ti bacio forte Sandrina.

      Elimina
  12. dopo l'emozione del titolo e della tua bellissima foto ne ho trovata un'altra ben più grande nel leggere il tuo post...
    esterni dubbi, incertezze , paure che sono anche mie e quindi ti sono vicina e so come si sta...
    non resta che fare nostre le parole di mandela e ricordare la storia che hai raccontato. l'araba fenice risorge dalle ceneri...non è proprio un gioco da ragazzi ;-) ma...ci proveremo! baci cosmici!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roby capisco come questo post ti tocchi perché anche tu ti troverai ad affrontare l'ignoto. Ma pensando a te ed ai tuoi molti talenti, riesco solo a vederti volare in alto.
      Ci proveremo eccome. Ti abbraccio forte.

      Elimina
  13. "Guardo indietro la mia vita, bilancio che non ho quadrato mai...." (cit. O. Vanoni).
    Si tutto vero quello che dici. Ma noi siamo ancora qui, pronti a continuare. Il domani ci attende, sia quel che sia. Altra citazione: "Di cosa hai paura? Ridi in faccia al mondo, alzati, e cammina con me" (anonimo).
    CorradoT

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Corrado, sei grande. E le tue citazioni sono stupende. Una risata in faccia al mondo poi, non si nega a nessuno!
      Grazie! Baci grandi.

      Elimina
  14. Già.
    Sai cosa mi sta accadendo in questo periodo e resistere alla tempesta a volte è peggio che abbandonarsi.
    Tuttavia hai detto una cosa saggia saggia: la condivisione è il bene più prezioso. Mai come in questo periodo le mie parole d'ordine sono condivisione, gruppo, insieme, persone, perché mai come adesso l'unione può davvero aiutare a sconfiggere le parole.
    C'è solo una cosa che invidio a Edison: la chiarezza negli intenti. Quella mi manca.
    Un bacione e grazie per questo prezioso post.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mentre scrivevo questo post pensavo a me ed a tutte le mie amiche come te, che stanno per lanciarsi nel vuoto. Pensavo a tutte queste donne meravigliose piene di talento, di intelligenza, di autoironia e capacità critica. Pensavo che il mio modo di guardare una donna da quando ho aperto questo spazio, è definitivamente cambiato. Da buona proto-femminista, ho sempre creduto e pensato che il mondo femminile sia ineguagliabile tranne che perdere questa convinzione negli ultimi 20 anni. Soltanto adesso, in poco più di tre anni mi rendo conto che ho sempre avuto ragione. Le donne sono oltre, per sensibilità, intelligenza, caparbietà, forza e coraggio. Possono sembrare foglie secche nella tempesta, ma è sempre da loro che riparte la ricostruzione di un disastro. Ebbene quello che voglio credere è che anche adesso succederà questo.
      La chiarezza degli intenti ci sarà rivelata dalla nostra volontà e dal cuore che metteremo nello sforzo.
      Grazie a te Roby, ti abbraccio fortissimo.

      Elimina
  15. Ripartire da zero, ricominciare a costruire sulle macerie dei nostri sogni è cosa che succede, putroppo e non solo nel lavoro. Si impara di nuovo a camminare, si scoprono strade mai percorse e si incontrano persone nuove. A volte basta poco per ripartire, con coraggio e magari con un pizzzi di incoscienza. Altre volte, soprattutto se non si è più ventenni con davanti un futuro che si immagina infinito, è più difficile, più doloroso. Ma si riparte, anche se un po' acciaccati, un po' più lenti, un po' più timorosi di cadere di nuovo....
    Un abbraccio, davvero
    Claudette

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo Claudette. Non mi è mai mancata la paura di rimettermi in gioco. Mai.
      Neanche quando mi si brucia una torta. Ricomincio e la rifaccio. Magari smoccolo un po', però poi mi rimetto in moto. Ti abbraccio forte anche io!

      Elimina
  16. mi sembrano deliziose...devo provare la pasta che hai fatto, deve essere perfetta per questo tipo di dolci!
    P.s. dopo la tempesta viene sempre il sereno...basta crederci...anche se non è facile, io faccio una fatica tremenda...
    ...anche per me questo è stato un anno terribile, pieno di problemi e preoccupazioni, quindi ti capisco in pieno e ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
  17. Cara Patty, torno e ritorno a leggere questa storia e ne traggo insegnamento. Nella mia vita, pur non utilizzando le stesse parole, le mie maniche sono sempre state rimboccate per andare avanti con buona volontà e pensando che il futuro non può mai riservare qualcosa di talmente brutto da non poter trarre degli insegnamenti per essere migliori.
    I blogger veri non mettono solo ricette. Aprono i loro cuori e ad occhi chiusi regalano anche le loro debolezze, per condividerle con chi, ansioso, passa. E, stranamente, è proprio questo che colpisce. Che ci si ritrova, non solo nelle risate e nei momenti leggeri della vita, ma anche e soprattutto, nei momenti di smarrimento.
    Sono comuni e forse avvengono anche nello stesso periodo. Saranno le congiunture astrali? sarà qualche motivo a noi sconosciuto? mah!
    La prossima volta che ci incontriamo, e sarà presto, cercheremo uno spazio serio per parlare un pò d noi.
    Per ora ti abbraccio qui.
    Aspetto Bitonto per abbracciarti davvero.
    Anna

    RispondiElimina
  18. Che bella storia Patty! In questo periodo di grandi incertezze in cui il futuro di noi è più che mai nebuloso e si tende a rimanere ancorati al passato, fa molto bene leggere queste righe. L'importante è non fermarsi mai, avere sempre voglia di scoprire, di fare, di migliorarsi.... Meravigliosi questi dolcetti alle mele! Ho giusto comprato cinque chili di mele e nel fine settimana avevo anch'io in mente di "pasticciarci" un po'! un grande abbraccio

    RispondiElimina
  19. storia per storia si narra che Socrate, pochi minuti prima che la sentenza venisse eseguita, venne trovato ad imparare una nuova aria per flauto. A chi gli chiese " a cosa ti servirà?" lui rispose pacifico " a sapere quest'aria prima di morire". Ecco cosa mi ha riportato alla memoria il tuo aneddoto, che non conoscevo, su Edison. Non è bello che i grandi uomini non si arrendano mai e non perdano mai la voglia di sapere, fare, scoprire, nonostante tutto? Forse è proprio questo che li rende grandi...
    Ho riletto da poco "Furore", nella nuova traduzione appena uscita. Se mi fa male pensare che le vicende della Grande Depressione potrebbero benissimo essere ambientate ai giorni nostri, ad un secolo di distanza, mi viene anche da pensare che in mezzo ci sono stati periodi di benessere e prosperità. Dunque animo, cara Pat, non sappiamo cosa ci riserverà il futuro, ma ciò non vuol dire che non potranno essere belle sorprese :) .
    Ed arrivo alla shortcrust che mi ha mandato in crisi... queste piccole pie con le melette che solo tu potevi scovare sono una creazione meravigliosa. Aspetta solo che passi questo periodo in cui cerco di tenermi un po' lontana dai grassi animali e poi... te le copio! Un bacione amica cara e su di morale! :)

    RispondiElimina
  20. Non sempre abbiamo la forza di affrontare gli errori e i fallimenti alla Edison, però si dovrebbe. Credo che alla fine, guardando al lato positivo, alla possibilità di ricominciare e di ricostruirsi, spesso finiamo per avere opportunità insperate.
    Bellissime le tue mini-pie.. golosissime.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  21. Trovo che Edison era una gran bella persona e trovo anche che in quel momento abbia avuto fortuna. :-). Penso però che il ripartire dal nulla sia sempre una grande avventura e che ci possa essere solo un miglioramento visto che prima non c'è nulla.....
    Non ho mai fatto dei pie questi tuoi mini sono di una bellezza unica, oltre che bontà indiscussa :-) Un bacione

    RispondiElimina
  22. Cara Patty ti capisco eccome. Quando siamo prese da malessere tendiamo a rinchiuderci in noi stesse. In questo periodo anch'io mi dibatto tra scelte da portare avanti o meno. In tutto questo mi manca la condivisione con altre persone amiche perché non tutto si può sempre dire o scaricare addosso agli altri. Tu condividi i tuoi pensieri con noi e lo fai con leggerezza, trasmettendo un alito di positività e solidarietà, e tutto questo è molto bello da parte tua. Edison è stato un grande, Mandela pure. Ti ringrazio e ti abbraccio!

    RispondiElimina
  23. Grazie per questo racconto incoraggiante!
    Bellussime queste little wild apple pie :-)
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  24. Cara Patty, mi emozioni sempre con le tue parole. Per il significato e per il modo unico in cui sai trasmetterle. I cambiamenti ancor di più se non ricercati e desiderati, mi hanno sempre messo un po' d'ansia... e la condivisone mi ha sempre aiutata, perché mi fa sentire un po' meno sola nell'affrontarli.
    Tu sei una donna piena di qualità e di risorse, con un'energia contagiosa... Sono sicura che trasformerai questa situazione in un'opportunità :-)
    Un abbraccio enorme

    RispondiElimina
  25. Mi piace molto leggere anche la parte precedente alla ricetta in sè per sè...Arricchisce e da fiducia, in un momento come questo, in cui la speranza e l'entusiasmo sono da un bel pezzo spariti....Essere positivi e credere in sè stessi, questo è molto importante ed è quello che mi ha colpito di più...
    Chiaramente a colpirmi sono state anche le ottime pie...sembrano gustosissime, uniche...

    RispondiElimina

Ciao! Grazie per esserti fermato nel mio angolino. Se ti va, lascia un pensiero, un commento, una critica. Se potrò ti risponderò qui, altrimenti verrò sicuramente a trovarti. La tua opinione è importante.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...