mercoledì 3 giugno 2015

Coniglio all'Etrusca: la scoperta dei diari della mia giovinezza.

Occhi di ragazza - G. Morandi
Che questo blog sia molto blog e poco food è abbastanza palese.
Ma che sarei finita nuovamente a scrivere forse era scontato.
In uno scaffale della mia incasinata libreria, nascosti in seconda fila dietro libri letti e riletti, ho trovato i miei diari di ragazza.
Ho tenuto diari praticamente da sempre e stamattina mentre cercavo un libro li ho visti.
Mi sono sentita strana e li ho osservati da lontano, inquieta.
Poi li ho presi, quaderni rivestiti di carta fiorita o a pois, diari con copertine rigide di stoffa e nastri per chiuderli, confidenziali massicci dalle pagine scurite scritte fitte fitte con penne colorate, stilo e pennarelli.
Sono una grafomane da sempre e spesso scrivo a mano perché mi piace.
Li ho sfogliati senza leggere, facendo scorrere veloce le pagine. Sono saltati fuori foglietti, lettere, appunti, note, cartoline, qualsiasi cosa.
Una strana malinconia mista ad estraniamento mi ha pervaso e ho riconosciuto una parte di me che non è mai cambiata e che è ancora qui, dentro questo blog.
Poi ho aperto l'ultimo diario, quello che avevo cominciato prima di decidere che avrei smesso del tutto, quasi fosse una dipendenza di cui vergognarsi e nella prima pagina ho letto:

"Oggi ho visto una coppia.
Lui teneva nella mano destra un sottile bastone bianco che faceva rimbalzare sul selciato, timidamente, senza offesa.
Il viso, rivolto al sole, sembrava annusare la vita. Sorrideva lievemente, indifeso in quella sua goffa andatura.
Solo dopo ho capito che era cieco.
L'altra metà della coppia si aggrappava fortemente a quel braccio tentennante. Parlava e rideva e guardava la gente stringendosi a lui, piccola. Mi è sembrata grandissima.
In braccio teneva un bambino, un fagotto incappucciato e rubizzo. Non smetteva di baciarlo su quelle guance di pesca, e parlava e rideva.
Nel breve tratto in cui li ho seguiti con lo sguardo, quel piccolo riassunto di felicità mi è parso un globo di pura luce. Non saprei dire se fosse lei a segnare la strada o lui a farsi guidare.
Quel piccolo globo di luce proseguiva portando con sé un pezzo del mio cuore.
Si, ho visto una coppia" (28/1/92).
Oggi una ricetta toscanissima e facile, perfetta per chi ama il coniglio.
Direttamente dall'Artusi, un piatto appetitoso e di stagione.
Io ho tenuto il coniglio a bagno in acqua e aceto per qualche ora prima di cucinarlo, per togliere eventuali odori quindi l'ho sciacquato ed asciugato bene prima di passare alla rosolatura.
Gli ho voluto dare un tono piccantino utilizzando una salsa piccante ma potete anche usare del peperoncino in polvere o a pezzi, oppure della 'nduja o harissa...decidete voi. La ricetta originale non prevede il piccante.
Ingredienti per 4 persone
1 coniglio di 1 kg tagliato i 12 pezzi incluso il suo fegatino
80 g di pancetta o rigatino
200 g di olive nere
1 cipolla bianca
1 carota
1 gambo di sedano
2 spicchi d'aglio
3/4 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
1 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale - pepe (io l'ho sostituito con 2 cucchiaini di Salsa del diavolo de La Gallinara)
Brodo vegetale qb
In una larga casseruola a fondo spesso, mettete gli odori tritati (cipolla, carota e sedano), la pancetta tagliata sottile, gli spicchi d'aglio e l'olio extravergine e fate passire a fiamma dolce.
Quando le verdure saranno morbide e la pancetta ben rosolata, alzate la fiamma, aggiungete il coniglio con il trito delle erbe aromatiche ed il fegatino tritato, e fate rosolare a fuoco vivace una decina di minuti su tutti i lati.
Quando sarà ben rosolato, bagnate con il vino e fate sfumare quindi abbassate la fiamma, aggiustate di sale e continuate la cottura per c.ca 1 ora bagnando via via con brodo vegetale caldo.
Cuocete coperto lasciando un piccolo spiraglio aperto con un cucchiaio di legno.
Quando il coniglio sarà quasi cotto, aggiungete le olive e la salsa piccante e fate ben insaporire per altri 10 minuti  sulla fiamma.
Servite ben caldo accompagnandolo con il vostro contorno preferito.

16 commenti:

  1. Ho tenuto diari per parte della mia adolescenza, e sai una cosa? Non ho assolutamente il coraggio di riprenderli in mano, forse quell'inquietudine che nomini tu è troppa, ancora.
    Ma il brano che citi è di una poesia senza fine.

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    1. Effettivamente non ho avuto il coraggio di leggerli. Ho aperto la prima pagina dell'ultimo e poi l'ho richiusa. Forse dovrò aspettare un altro ventennio.
      Un bacione cara Stefania.

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  2. IO spero invece tu abbia cambiato idea e deciso che vale la pena continuare a scrivere, lo fai troppo bene!

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    1. Mi piace scrivere, è una delle cose che faccio con maggior piacere quando non devo pensare di scrivere qualcosa in particolare. Se invece so che devo farlo, pagina bianca. Terribile.
      Grazie carissima.

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  3. Cara Patty,sono passata a trovarti dopo una lunghissima assenza dal blog e come sempre leggo un post profondo e interessantissimo,come del resto tutti quelli che pubblichi:)). Anch'io ero solita soprattutto durante l'adolescenza ma a dire la verità a partire dall'infanzia,ascrivere diari dove oltre a raccontare la mia giornata
    riflettevo su problemi o eventi con i quali avevo a che fare..non
    molto tempo fa ho avuto modo di rileggerli e ti devo confessare che mi sono sentita strana...ho avvertito malinconia mista a inquietudine.....penso che comunque l'abitudine di scrivere sia sempre positiva:aiuta a riflettere e a porci domande alle quali cerchiamo di fornire risposte....
    La ricetta che proponi mi piace tantissimo:io adoro il coniglio e nel blog ho pubblicato varie ricette che lo vedono protagonista..anch'io sono solita marinarlo un'ora in acqua e aceto,trovo che questo procedimento attenua quel saporino particolare non sempre gradito... Il tuo coniglio di sicuro è gustosissimo,sicuramente proverò questa splendida ricetta,mi attira troppo:))un bacione e grazie mille per la condivisione:).
    Rosy

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    1. Tu sei stata coraggiosa. Io devo aspettare ancora un po'. E' una persona che non riconosco quella dentro quei diari. Un abbraccio mia cara Rosa.

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  4. Ciao Patty che emozione rileggere "vecchi passi" della propria vita..sembra sempre un tempo infinitamente lontano...anch'io ho tenuto qlc diario ma proprio appena appena adolescente, poi me ho tenuto un altro durante la mia prima gravidanza e adesso...il blog, ma non e' lo stesso scrivere dei propri sentimenti a penna e sperare poi che questi non vengano letti da altri occhi :)! Questa ricetta la segno, magari un giorno la riprendo per un secondo diverso dal coniglio arrosto classico! Grazie ed è' sempre bello leggerti...
    Buona serata Luisa

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  5. Li ho tenuti anche io, in passato li ho anche riletti, ma ci sono i diari di periodi, come quello dell' università, che non ho ancora ripreso in mano e non so ancora se mi va!!
    Mi piace questo coniglio, lo voglio cucinare, di solito lo faccio alla ligure, cambiamo un po' regione!! Buona serata!

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    1. Alla ligure non conosco la ricetta. Magari me la passi ok? Un abbraccione.

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  6. Che bello quello che hai scritto...devi riprendere i tuoi diari...o magari dargli un'altra forma...scrivendo qui per noi, per esempio!!
    Io i miei non ho il coraggio di riprenderli. E comunque, diciamocelo...le mie erano tutte seghe mentali!!
    Ottimo questo coniglio mi sa proprio di casa, di fattoria...di noi etruschi! ;-)
    Un abbraccio.

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    1. MA guarda che anche le mie come sempre quando si ha dai 15 ai 25 anni. Tanta energia e poca visione di come e dove incanalarla.
      Si, questo coniglio è proprio nostro. Hai detto bene Alice. Un bacione grande.

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  7. E devo dire che hai sempre avuto un gran talento per la scrittura, leggendo quel passo di qualche anno fa.
    Mi ha tanto ricordato Montale e la sua "Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale", che amo profondamente.

    E comunque il tuo blog è anche food, e che food, cibo di quello vero, buono, schietto, vero, quello che vorrei sulla mia tavola, proprio come questo coniglio!

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    1. Ah che meraviglia Montale. Non ci ho pensato ma lo ricorda, hai ragione.
      Grazie Giulia come sempre. Ti mando un bacione.

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  8. ahahah... grafomane fin da giovane, eh? :))) Bella Pat!
    Antonio è ipovedente; ha frequentato (all'epoca era così perché le scuole non avevano la possibilità di educare un bimbo che aveva un residuo visivo molto scarso) un Istituto per ciechi e mi racconta ancora oggi cose che hanno dell'incredibile. Ragazzi completamente ciechi che sapevano aggiustare le radioline a transistors o che facevano lavori di falegnameria... senza contare quando hanno "rubato" l'auto del maestro per provare a guidarla nel cortile della scuola. Hai (avevi) ragione, sai? Spesso il confine tra chi "guida" e chi è "guidato" è davvero molto labile... Il tuo coniglio? Quanto mi piacerebbe assaggiarne un pezzettino! Purtroppo ad Antonio non piace, quindi se voglio mangiare coniglio o vado in un ristorante o nisba. Farlo solo per me non mi è mai sembrato il caso... ma dai, che forse, dopo aver visto il tuo, ci provo pure! Un bacione!!!

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