lunedì 9 gennaio 2017

Flan Parisien: chi è felice ha ragione.

Meraviglioso - Domenico Modugno
E sotto la spinta di un refolo di tramontana, anche gli ultimi barlumi di festa sono stati spazzati via.
Non ho rispettato la tradizione e per la prima volta, dopo quasi 6 anni, non ho trovato il tempo per farvi gli auguri come si deve.
Gli auguri come il perdono, non cadono mai in prescrizione vero?
Ma se sono ancora in tempo per augurarvi un Migliore 2017, forse sono un po' troppo cresciuta per lasciarmi andare ai soliti buoni propositi come facevo da ragazza.
Che, a pensarci bene, qualcuno è cambiato, ma qualcuno è sempre lì, che lampeggia come una lucetta di emergenza sulla consolle di comando.
I buoni propositi con me non hanno mai funzionato perché sono sempre stata un po' allergica alle liste, tranne che a quelle degli ingredienti.
Nell'età della ragione, pur vagheggiando intorno a desideri effimeri e materiali come ogni essere umano che si rispetti, nel profondo so quello che sento e che voglio.
Il desiderio supremo ma così informe, nebuloso e al contempo chiaro, inseguito senza tregua nei secoli dalla storia dell'uomo: l'essere felice, l'essere vivo, l'essere amato.
Ognuno di noi lo sa e lo persegue.
Come diceva il buon vecchio Tolstoy, "chi è felice ha ragione".
Il problema è che la felicità non va cercata, non va inseguita.
La felicità non è la meta ma è l'origine.
E' il modo in cui vogliamo affrontare ogni nuovo giorno, siamo noi a generarla grazie alla leggerezza con cui riusciamo a fronteggiare la vita.
Nella gentilezza con cui gestiamo ogni nostro rapporto, nell'attenzione con cui ascoltiamo gli altri quando si tratta di ascoltare e nella cura con cui scegliamo ogni parola quando si tratta di parlare.
L'attenzione, la cura, la gentilezza, il pensiero silenzioso generano felicità.
La maggiore fiducia nell'altro.
La paura uccide la felicità.
La fiducia l'alimenta.
Per quanto mi riguarda, in questo nuovo anno che termina con un numero infelice, io cercherò di abbassare ogni mia pretesa, cercando di fare bene quello che sto facendo, e non "meglio" (meglio di chi, di cosa?).
Cercherò di ridere ogni giorno, perché ridere disinnesca la rabbia, e poi guarisce l'anima.
Cercherò di fare una cosa gentile per me ma anche una per qualcuno ogni giorno.
E non mi vergognerò di attaccare discorso con gli sconosciuti, specialmente se mi rendo conto che sono in difficoltà.
Vorrò bene alle mie rughe incomberti come faceva Anna Magnani.
Cercherò di scrivere di più, di leggere di più, di uscire di più, di imparare di più.
Sarò più felice ed avrò ragione io.
Anche se l'anno è già iniziato da nove giorni, non si può non cominciare in maniera dolce e spettacolare.
Fare dolci è una delle cose che mi procura maggiore felicità quindi, anche se cercherò di non esagerare (altro proposito difficile da mantenere), il Flan Parisien ha un potere doppio.
Va fatto perché è di una bontà fuori del comune.
Secondo, e non ultimo, perché Parigi è sempre una buona idea, e riportare ricordi e sapori alla mente, è un esercizio che non dovremmo mai trascurare.
Dal libro "Baklava to Tatin"di Bernard Laurence, che abbiamo recensito a Ottobre con Starbooks, ne ero rimasta folgorata fin dal primo sguardo e mi ero riproposta di farla quanto prima possibile.
E' diventata la torta di compleanno per mia cognata, pazza per i dolci con le creme, accompagnata da un coulis di lamponi per dare uno spunto di dolce acidità e freschezza all'insieme.
Provatela, è assolutamente magnifica.

Ingredienti 
(Per una tortiera da 24 cm di diametro - io 26)

Per la brisé 
225 g di burro, tagliato a cubetti freddi di frigorifero
250 g di farina 00
50 g di fecola di patate
3g  di sale
30 g di zucchero
15 g  di tuorlo d'uovo
55 ml  di latte

Per la crema
315 g di zucchero
1 pizzico di vaniglia in polvere (io i semi di una bacca di vaniglia) 
130 g di amido di mais 
160 g di uova sbattute (c.ca 3 uova grandi)
60 g di tuorli (c.ca 3 tuorli di uova grandi)
1300 ml di latte parzialmente scremato 
20 g di burro 

Preparate la brisé

  • Sabbiate il burro a cubetti con la farina, la fecola di patate, il sale e lo zucchero. Io ho utilizzato la planetaria con la foglia e fate andare a velocità media fino a che il burro non avrà creato delle briciole sottili con la farina. Se non avete la planetaria, potrete fare tutto a mano avendo cura di usare la punta delle dita, pizzicando burro e farina e bagnandovi le mani con acqua fredda se saranno troppo calde. 
  • Sbattete leggermente latte e tuorlo d'uova e mentre la planetaria è in moto, versatelo sulle briciole e continuate ad impastare fino a che non si formerà la palla. Il composto sarà morbido. Vi consiglio di preparare questo giorno in una giornata non troppo calda perché sarà più complicato gestire la brisé. Copritelo con la pellicola e mettetelo in frigorifero per almeno 30 minuti o più se vi sembrerà particolarmente morbido. 
  • Stendete l'impasto con il matterello su una spianatora leggermente infarinata (non esagerate con la farina). In caso si può stendere la pasta direttamente sulla carta da forno. Dovrete ottenere uno spessore sottile (2 mm) che in cottura crescerà. Se fa molto caldo, lavorate a turni, rimettendo l'impasto in frigo per alcuni minuto se diventa troppo morbido, quindi ricominciando a stenderlo.
  • Se usate un anello da pasticceria, appoggiatelo su una placca per dolci rivestita di carta forno. Va benissimo anche una tortiera col bordo apribile, anche in questo caso rivestite il fondo con carta forno e imburrate accuratamente il cerchio. 
  • Con l'aiuto di un matterello, spostate la pasta sul cerchio/tortiera e con delicatezza fatelo scendere fino a rivestire lo stampo completamente. Con un coltello ritagliate le parti in eccesso e bucherellate la base con una forchetta, poi via in frigorifero fino al momento di usarla.

Preparate la crema
  • Preriscaldate il forno a 180 °C. Mettete 180 g di zucchero e l'amido di mais in una ciotola sufficientemente ampia, in grado poi di accogliere il latte. Aggiungete le uova intere (sbattute) ed i tuorli .
  • In una grossa casseruola mettete il latte, il burro e il rimanente zucchero ed i semi con la bacca di vaniglia e portate a fremere. 
  • Appena accenna a bollire, versatelo nella ciotola contenente il composto di zucchero, amido e uova, mescolando senza interruzione. Mescolate bene il tutto e trasferitelo nuovamente nella pentola. Portate a bollore a fuoco basso e, sempre mescolando, fate cuocere per per 3 o 4 minuti. La consistenza della crema non dovrà essere troppo liquida ma neanche troppo densa.
  • Trasferite la crema nel guscio di pasta e livellate la superficie. Cuocetelo in forno dai 40 ai 50 minuti, tenendolo d'occhio durante la cottura: gonfierà e diventerà ben colorito. Io ho cotto i primi 30 minuti con la griglia del forno nella metà bassa poi ho portato il dolce al centro del forno per la migliore cottura della parte superiore. Per il completamento della cottura e caramellatura della superficie, a me sono stati necessari almeno 12/15 minuti in più. 
  • Fatelo raffreddare completamente su una gratella per dolci prima di toglierlo dalla tortiera, quindi fatelo raffreddare per almeno 3 ore in frigorifero prima di mangiarlo. Toglietelo dal frigo almeno 30 minuti prima di servirlo per far si che il guscio e la crema ritrovino la giusta consistenza e tutti i profumi siano più evidenti. 
  • Per ulteriori consigli ed indicazioni e soprattutto per una versione gluten free, potrete leggere l'esaustivo post di Gaia direttamente su Starbooks. 



23 commenti:

  1. Chi ben comincia è già a metà dell'opera, dolcissima Patty ❤️

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  2. Verissimo ! Ad un certo punto si può anche decidere di essere felici...se di è consapevoli di quello che hai appena detto una spintarella davanti allo specchio in una mattina di un lunedì di gennaio. Se lo facciamo tutti, poi ce lo raccontiamo in primavera...un bacio !

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    1. Esatto cara Marina, ma tu sei decisamente più saggia di me.
      Un grande bacio.

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  3. Due volte l'ho fatto questo flan parisien e mi è sempre riuscito male! Ma ora ho la tua guida e quindi vale assolutamente la pena di ritentare :))
    Ciao bella topolona!

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    1. Avevo paura nel prepararlo: che la brisé si bagnasse troppo, che cedesse, che la crema non si cuocesse...insomma tutte quelle fisime da tragedia greca che siamo brave a farci quando siamo in cucina. Ma alla fine se si lavora senza fretta, si fa, ed il risultato è quello che vedi. Te lo garantisco.
      Abbraccione cara Fede

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  4. Mi piace chi é felice ha ragione. Mi piace il flan tolosissimo. Bellissimo post!

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    1. Grazie cara Elisa. Bisogna crederci no? Sono felice che ti sia piaciuto post e ricetta. Un caro abbraccio.

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  5. Patty cominciare con un dolce come questo credo che un po' aiuti e poi tu sei un tostissimo capricorno, come mio marito, quindi riuscite sempre a trovare il meglio in ogni situazione, da lui ho imparato a non dire mai "non ce la facciamo"...un abbraccio
    Ps farò il dolce appena smaltisco quelli in eccesso è meraviglioso

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    1. Lasciamo stare gli smaltimenti...dovrò cominciare a pensare in verde, perché di dolci in questo periodo...mamma mia!
      Grazie Tamara, ti abbraccio e in effetti mai dire mai.

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  6. sono anni che ti leggo. Se devo essere sincera più che per le tue ricette, per le tue riflessioni che trovo sempre molto piacevoli e stimolanti

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    1. Ti confido un segreto: le ricette sono solo un pretesto :D. La realtà è che sono una che si fa un sacco di domande e rompe le scatole a voi per le risposte.
      E le tue parole non sai quanto mi tocchino.
      Grazie di cuore. Baci grandi.

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  7. Quest'anno anch'io ho "perso il treno" per gli auguri. Sarà anche stata colpa delle forme influenzali che hanno steso tutta la famiglia costringendoci a restare a Milano invece che trascorre giorni lieti nella Casetta Gialla.
    Per questo farò ammenda nei prossimi giorni.
    Come te sono anni che non faccio "buoni propositi" visto che, nemmeno le liste degli ingredienti riesco a seguire pedissequamente...
    Questo dolce invece lo rifarò di certo, appena riuscirò a trovare una scusa (ops! occasione) degna per replicarlo. E questa volta seguirò la lista alla lettera (al grammo!).
    Buon anno Patty. A te, alla tua bella famiglia e a tutti coloro che ami.
    Nora

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  8. Cara Patty, ti leggo sempre con piacere e con altrettanto piacere, che sollecita anche il gusto, osservo le tue creazioni culinarie nelle quali, se posso permettermi: vedo sempre tanto amore.. ed è quello che per me, migliora ogni ricetta, piatto, azione e sembrerò anche una romantica non nel senso "rosa" del termine (vedi romanticismo corrente di fine '800) ma credo che l'amore, inteso in senso ampio sia un motore potentissimo, un'attivatore, il lievito della vita.
    Dolce meraviglioso! a presto

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  9. un dolce affascinante così come il proposito difficilissimo nella sua semplicità, che mi proponi

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  10. Anch'io trovo questo dolce assolutamente affascinante cara Pat, in particolare tutta quella crema, così soda ma allo stesso tempo così avvolgente.
    Che dire dei propositi... Ormai non ci penso più solo all'inizio dell'anno, ma molto più spesso (in particolare il voler bene ai miei bargigli... quello ad esempio, lo specchio me lo rende obbligatorio ogni giorno! :-D )
    Un bacio cara amica, e un abbraccio

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  11. Vengo qui attratta da una ricetta francese, con gli occhi a cuore perchè adoro i flan e tutto ciò che contiene la parola "Parigi" nel nome, ma poi leggo e trovo anche parole che sottoscrivo, riflessioni per cui la testa annuisce e insieme viene proprio voglia di sentirla, sottopelle, quella felicità... e di far di tutto per averla...

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  12. Questo mi ero sfuggito.... Reduce dalla preparazione dei macarons mtc questa sera... Vedendo questo dolce continuo a pensare che la pasticceria francese l'adoro! La tua torta potrebbe essere esposta in una delle tante pasticcerie di parigi. É divina!

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  13. Patty, sei una garanzia! Come ti avevo detto ho scelto "lui" per il Recipe-tionist di questo mese, e mai scelta fu più azzeccata! Un abbraccio

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  14. Buonissimo! Ricordi, l'ho fatto come prima ricetta dello Starbooks...

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  15. A prima vista questo dolce mi piace, e direi che vale la pena provarci, anche s enon sono un genio che i dolci!!
    Confermo quello che dice una tua amica, facevi le foto di m.....
    quelle che vedo ora sono molto valide!!
    Che faccio, ma si ti faccio anche gli augur, in fondo siamo solo al 2 febbraio l'anno è appena iniziato ;)
    Piacere di conoscerti e di leggerti!!

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    1. Ciao Agnese, auguri anche a te.
      Beh, sulle foto posso dire che ero una vecchia appassionata di foto analogiche ed ho girato il mondo con una vecchia Olympus (bei tempi). Poi la malaugurata idea del blog, una macchinetta digitale che non sapevo neanche tenere in mano e via, buttata nella mischia.
      Ma che fossero indecenti :D lo sapevo anche io.
      In sei anni, se sei una capatosta, qualcosina magari riesci a migliorare. L'importante è far si che sotto la foto non ci sia il nulla!
      Questo dolce è speciale: richiede particolari attenzioni nella preparazione ma il risultato finale lascia a bocca aperta.
      Buona serata.

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