giovedì 2 febbraio 2017

Tortelli di cavolo nero: i pulcini prendono il volo.

Albachiara - V. Rossi
Fra qualche giorno l'asparagina di casa partirà per il suo primo vero viaggio da sola.
Da sola, senza genitori, verso una grande città a cui arriverà volando.
Vivrà in una famiglia straniera e per qualche breve istante proverà l'emozione dell'autonomia e dell'immersione in una realtà diversa dalla sua, senza l'intervento rassicurante della sua famiglia.
Il conto alla rovescia è cominciato 4 mesi fa, dal momento in cui l'abbiamo iscritta al progetto e non c'è stato giorno in cui non si sia parlato di questo viaggio, di Madrid, di come saranno quei giorni, eccetera eccetera.
L'eccitazione ha avuto un crescendo così progressivo e incontrollato che ad una settimana dalla partenza si è ammalata: una sana e generosa influenza come da tradizione.
Io ho tirato un sospiro di sollievo al pensiero che avrebbe potuto accadere qualche giorno più tardi, e l'ho lasciata dormire 4 giorni di seguito.
Osservare il suo desiderio di partire misto a preoccupazione mi provoca una tenerezza infinita.
Ricordo il mio primo viaggio da grandi con la scuola, in Germania, ed il divertimento con le amiche, le scoperte di luoghi incantevoli, la lingua complicata e l'imbarazzo nell'usarla.
E se la memoria non m'inganna, il pensiero dei miei genitori non mi passò neanche per l'anticamera del cervello. Quindi a rigor di logica, sarà così anche per lei.
Per Alice sarà tutto molto più semplice: oggi i nostri ragazzi sono già più smaliziati di noi nell'affrontare qualsiasi situazione, ma non posso impedirmi di provare un moto di protezione nei suoi confronti quando la vedo silenziosa persa nei suoi pensieri che so benissimo essere rivolti a questo viaggio.
Io non riesco a non essere felice per lei, per quella che sarà una delle prime esperienze più belle della sua vita, di cui, ahimé, sentiremo parlare per i prossimi mesi.
Il mio pulcino prende il volo. Che emozione.
Ogni tanto bisogna tornare a matterello e spianatoia, altrimenti si perde l'abitudine e soprattutto l'opportunità di mangiare piatti di vera sostanza.
Il mio amore per la pasta fresca non si spegne mai: questi tortelli li ho preparati per un compleanno doppio e sono stati grandemente apprezzati.
Ma nel complesso la ricetta è semplice, ingredienti locali con un tocco di sud nei deliziosi ceci materani, valorizzati da un profumo di aglio, olio nuovo ed un Pecorino Toscano Dop stagionato al punto giusto.

Ingredienti per 4 persone
Per la sfoglia
300 g di farina 0
3 uova medie
1 pizzico di sale

Per il ripieno 
350 g di cavolo nero mondato
300 g di ricotta di pecora
2 patate medie
1 uovo grande
1 porro
80 g di pecorino toscano DOP fresco grattugiato + per rifinire
sape - pepe nero macinato fresco qb
olio extravergine qb

Per la vellutata di ceci
200 g di ceci secchi (io ho usato dei piccoli ceci Materani Gemme dei Sassi)
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
sale - pepe qb
Olio extravergine Chianti Dop

Scaglie di Pecorino Dop stagionato per rifinire.
  • La sera prima metti a mollo i ceci in acqua ed un pizzico di sale. 
  • Versa la farina su una spianatoia e fai la fontana. Al centro rompi le uova e metti un pizzico di sale. Con la forchetta sbattile leggermente e comincia ad incorporare piano piano la farina. Quando i liquidi diventeranno molto densi, potrai cominciare a lavorare con le mani, aiutandoti a raccogliere la farina con un tarocco, quindi iniziando ad impastare come anche spiegato in questo post . Lavora l'impasto non meno di 15 minuti, fino ad ottenere una palla liscia e setosa che farai riposare avvolta dalla pellicola per almeno 30 minuti. 
  • Metti a cuocere i ceci in abbondante acqua salata con le foglie di alloro. Fai cuocere fino a quando non saranno morbidi ma non sfatti (ci vorrà c.ca 1h30). Se preferisci potrai usare la pentola a pressione, che dimezzerà i tempi di cottura. 
  • Sbuccia le patate e falle lessare in acqua fredda fino a che non saranno morbide. Fai poi raffreddare. 
  • Prepara il ripieno. Pulisci il cavolo nero privando della costa centrale e parte del gambo se troppo coriaceo. Lavalo con cura quindi riducilo a julienne con un coltello molto affilato. Affetta finemente il porro e fallo passire in una larga padella con 4 cucchiai di extravergine per almeno 10 minuti, fino a che non sarà morbido. Aggiungi poca acqua se necessario.
  • Versa il cavolo nero a julienne nella padella, mescola con cura e fai cuocere a fiamma dolce per c.ca 15 minuti, aggiungendo dei mestolini di acqua calda via via che cuoce. Assaggia e verifica che sia cotto e non troppo al dente, quindi aggiusta di sale. Fai raffreddare. 
  • In una larga ciotola versa la ricotta, le patate schiacciate ripetutamente con uno schiacciapatate, il cavolo nero cotto, il pecorino toscano grattugiato finemente, l'uovo e mescola tutto molto bene per ottenere un composto omogeneo. Aggiusta di sale e pepe. 
  • Stendi la pasta ad uno spessore di c.ca 1,5 mm. Non deve essere troppo sottile ma sostenere bene il ripieno senza risultare grossolana. Ritaglia dei quadrati di c.ca 4 cm di lato e metti al centro una noce di composto. Chiudi il quadrato sovrapponendo due vertici opporti in modo da ricavare un triangolo. Salda bene i lati quindi, con la base del triangolo verso di te, ripiega verso di te la punta e chiudi il tortello tenendo fra pollice ed indice un angolo della base e facendo girare intorno all'indice l'altro angolo, che andrà a richiudersi sul primo. Otterrai così il tuo tortello. Prosegui fino a terminare gli ingredienti. Dovresti ottenere tra 6/7 tortelli a persona.  
  • Metti a bollire l'acqua per i tortelli.
  • Nel frattempo prepara la vellutata di ceci: in una casseruola fai profumare due cucchiai d'olio con uno spicchio d'aglio ed il rametto di rosmarino. Senza far troppo dorare l'aglio, aggiungi i ceci con un po' della loro acqua e mescolali in modo da avvolgerli bene nel suo profumo. Fai cuocere per 5/6 minuti. Una volta pronti, scolali (conservando l'acqua) e versali in un bicchiere da mixer a immersione. Aggiungi un mestolo della loro acqua e 2 generosi cucchiai di extravergine, un pizzico di sale e pepe, e frulla fino ad ottenere una crema. Controlla la densità e nel caso aggiungi un po' di acqua di cottura. La vellutata non deve essere liquida ma cremosa e soffice. Se la vuoi particolarmente setosa, passa il composto al setaccio o allo chinois. 
  • Versala calda sul fondo dei piatti di portata in uno strato non superiore al centimetro. Cuoci i tortelli in acqua bollente (ci vorranno dai 4/5 minuti), quindi scolali con cura. 
  • Disponili con grazia sulla vellutata e rifinisci con olio extravergine, pepe, e scaglie leggere di pecorino Toscano Dop stagionato. Servi immediatamente. 

11 commenti:

  1. Te lo dò io il cavolo, Diana? :PPPP

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    1. ahahahahahahah...ma guarda che sei perfida! ahahhaah

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  2. Faccio finta di nulla e sorvolo sulla frase non finita...io non riesco a non essere felice per lei e poi ? E poi nulla...lo prenderà ma questo volo sarà breve e il nido è sempre a casa tua. Il vero volo è quanto fanno la valigia, quella è roba seria. Il fatto è che per quanto tutte noi forti ed emancipate ci vuole del tempo per diventare consapevoli che il periodo quando siamo veramente indispensabili nella vita dei nostri figli passa in un lampo...fra le vaccinazioni, le feste nelle ludoteche e i colloqui con i professori. E quando prendono il volo a noi arriva il,feedback su quanto abbiamo fatto bene o male. Tutto normale, lo,so però mi hai fatto piangere...
    Un abbraccio,
    Marina
    Te possino...a te e ai tortelli 😊

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    1. Ecco l'alter ego...come hai fatto a capire che mi sono trattenuta, che avrei voluto scrivere altro? Perché davvero sono felice per lei...ma se potessi vorrei tatuarmela sulla pelle. Lasciamo perdere va sennò piango anche io, mannaggia atté che mi sgami sempre.

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    2. Perché avresti scritto semplicemente "io sono felice per lei", una cosa normale e logica. E invece hai scritto "non riesco a non essere felice per lei" che lascia pensare che la tua condizione naturale in questo momento sarebbe di non sentirtela di essere felice per altri motivi ma lo sei perché non cè la fai alla fine a farla diversamente. Ingarbugliato ? No...solo che l'ho vissuto con Martina a settembre 😊 e non piangere che ti vengono le occhiaie e alla nostra età ci mettono un poco per scomparire...

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  3. Sarà un viaggio magnifico che la arricchirà tanto. Sono felice ed emozionata per lei. A te un forte abbraccio! I tortelli sono sul menù di domenica ovviamente!

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    1. OH MAMMA....una dritta Pasqualina...se li vuoi rendere un po' più rustici, prendi del rigatino tagliato sottile e fallo diventare croccante su una piastra. E poi quando lo hai asciugato bene, sbriciolalo sopra ai tortelli. Io al compleanno li ho serviti così...da libidine!
      Ti abbraccio fortissimo.

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  4. Belli i tortelli, vedo che questa cosa della pasta ripiena sulle vellutate di legumi va per la maggiore, mi lascia un po' così, ma in realtà so che è un mio pregiudizio e sono buonissimi. L'aspetto è da tuffo immediato.
    Bravissima, come sempre.
    Per l'asparagina che lascia il nido andiamoci piano. Il vero abbandono del nido avverrà più in là, quando se ne andranno davvero, e penseranno a noi solo in terza, quarta, quinta oppure decima battuta.
    Io ci penso sempre ultimamente a questo momento.
    Adesso so di essere ancora parecchio al centro dei pensieri dei miei figli, ma fra pochi anni non sarà più così. Mi penseranno ogni tanto, spesso vedendomi come una rompipalle, o un ostacolo, o magari una fonte di sostentamento. Dev'essere durissima (per i genitori intendo).
    Adesso quando vanno via da soli, cosa che accade di rado, ma ogni tanto accade, quando vanno agli scout ad esempio, non penso al nido. Sinceramente penso ai film che andrò a vedere con mio marito. E alla casa libera :-) Sono la prima a spingerli ad andare via, il più presto possibile, e preferibilmente molto lontano, via da questo paese dove non avranno un futuro. Però l'idea che possano andarsene, e che magari fra noi ci possa essere un oceano, mi è insopportabile.
    Ti ho attaccato un bottone, scusa, ma è un tema che sento molto mio.

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    1. Ciao cara Gaia, non vorrei aver dato un messaggio diverso in questo post. Non ho parlato di pulcini che lasciano il nido, ma che prendono il volo, il che è un po' diverso. La penso esattamente come te sui tempi e le modalità, ancora c'è da aspettare (ma non molto credi), ed io, anche se non sono punto pronta all'idea che se ne andrà e probabilmente lontano, visto che la strada che ha preso è quella dell'internazionalità, mi sto preparando mentalmente. A malincuore ho dovuto abituarla a stare lontana da noi anche per mesi, da quando aveva neanche due anni, che passava le estati in Molise mentre noi lavoravamo. Però è dura perché anche se è una, riempie la casa e la nostra vita. Per questa settimana di assenza, ho già programmato un calendario fitto di impegni con il marito. Come vedi non mi faccio trovare impreparata :D
      Sui tortelli, questa cosa non la sapevo perché io credo di averlo sempre fatto, ma se me lo dici, mi fa piacere, sono stata una pioniera. E sono parecchio buoni.
      Un bacio grande cara mamma!

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  5. Il primo viaggio che Enri fece era per lavoro, ma era piccolo, aveva 21 anni e cominciava un'avventura che l'avrebbe portato per un anno in giro per il mondo a seguire quello che lui amava tanto, i grandi premi di formula uno. Ricordo come fosse ieri la gioia e l'emozione forte. Sono esperienze che servono nella vita. Devono esserci per farli crescere bene. Poi se prima di partire, si mangiano un piatto di tortelli così! Beh...la mamma non se la scorderanno mai! 😘😘😘

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  6. Che dire? Credo che essere genitori sia un compito molto difficile e delicato, e quante volte uno debba mettere da parte se stesso, i figli nemmeno se lo immaginano. Amore più grande non c'è.
    Detto questo, anche io ho un debole per la pasta ripiena, ma come Gaia sono sospettosa verso l'associazione con le vellutate di legumi...forse perché non li ho mai assaggiati insieme! Sul cavolo nero, non c'è niente da dire... :-)

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