venerdì 16 giugno 2017

Oreo Cookie Garden Cakes per Starbooks

Gimme gimme gimme - Abba
La ricetta di oggi è un dolcetto realizzato con i famosi biscotti Oreo ed un mix di altri ingredienti micidiali, realizzabile senza l'uso del forno.
Qualcosa che piacerà sicuramente ai vostri ragazzi e che è perfetto per feste di compleanno e pomeriggi fra amici.
Se volete scoprire la ricetta e quanto velocemente si può fare, come sempre andate a leggere QUI

 

lunedì 12 giugno 2017

Crostata frangipane alle albicocche con frolla di nocciole e gli inutili segni del destino.

Sweet Louise - Ironhorse
Non ho inventato niente.
Che l'albicocca sia meravigliosa sposata alla mandorla, è un dato di fatto.
Che mi piacciano le mandorle è risaputo.
Che adori le albicocche, pure.
Che la frolla sia una delle mie basi del cuore è abbastanza chiaro in questo blog.
Che abbia atteso una vita prima di postare questa ricetta no, non lo sa nessuno.
Perché fatta, rifatta e spesso portata a casa da amici e parenti e mai fotografata, la mia frangipane alle albicocche è rimasta un dolce da occasione destinato a restare nel privato di convivi mai raccontati.
Una volta mi ci sono messa d'impegno e l'ho preparata apposta ma la mia demenza ha voluto che mi intestardissi a riempire il guscio con troppa frangipane che, una volta in cottura, ha tracimato come l'Arno in piena, bruciandosi sulla piastra del forno.
Un'altra volta mi si è rotta mentre la toglievo dallo stampo.
Ho preso questi fatti come "avvertimenti", visto che non mi era mai successo prima.
Così mi sono convinta che non dovevo postarla, tanto non mi sarebbe venuta come si deve.
Però poi sono arrivate loro, le albicocche.
In un bel cestino carico, ammiccanti come solo loro sanno essere quando ci si mettono.
Ho fatto finta di niente: preparo una crostata per la domenica.
E mentre preparavo le basi, lavoravo anche sul resto del pranzo, distraendo il destino.
Alla fine la mia crostata si è palesata, in tutta la sua bontà, senza capricci di sorta, pronta per essere gustata.
Certi "avvertimenti" sono solo il segno della nostra sbadataggine.
E' cominciata la stagione delle albicocche.
Ho già visto in giro coraggiosi preparare chili e chili di confettura.
Le mie, quelle dell'albero di mamma, sono ancora verdi verdenti e forse saranno pronte a luglio.
Aspettiamo, sennò ho sempre i miei omini di fiducia per albicocche km 0.
Così, per celebrare la loro Giornata Nazionale per il Calendario del Cibo Italiano, ho deciso che avrei preparato la mia frangipane.
Certi frutti hanno vita breve, se possiamo, godiamoceli adesso.
E poi le albicocche sono ricche di vitamina A e fanno bene alla pelle: altrimenti perché il modo di dire "pelle d'albicocca"?
Se cercate altre ricette con questo meraviglioso frutto vi consiglio anche La torta di Nocciole e Albicocche davvero golosissima.
Ingredienti per uno stampo da 10 x 26 con fondo amovibile

Per la frolla
150 g di farina 00
50 g di farina di nocciole
90 g di burro
80 g di zucchero
1 uovo medio
scorza grattugiata di limone
1 pizzico di sale

Per la crema frangipane 
90 g di burro morbido
90 g di zucchero
90 g di farina di mandorle
1 uovo grande.
20 g di farina 00
6 piccole albicocche non troppo mature
80 g di confettura di albicocche (io la mia)
20 g di mandorle in lamelle

  •  Preparate la frolla: miscelate le due farine ed il sale. Aggiungete la scorza di limone. Sabbiate il composto aggiungendo il burro ben freddo a tocchetti e riducendolo in briciole con la punta delle dita pizzicandolo a contatto con la farina. Cercate di effettuare questa operazione velocemente senza scaldare il burro. Incorporate lo zucchero quindi aggiungete l'uovo e mescolate con una forchetta quindi quando sarà ben distribuito, impastate velocemente per ridurre il tutto ad una palla. 
  • Schiacciatela ed avvolgetela nella pellicola lasciandola in frigo mentre preparate il resto.
  • Lavate bene le albicocche ed asciugatatele. Dividetele a metà privandole del nocciolo, quindi dividete ogni metà in due parti.
  • Montate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio e lo zucchero sia ben sciolto. 
  • Sbattete l'uovo che dovrà avere la stessa temperatura del burro, quindi mentre il composto monta, aggiungetelo a filo molto lentamente. 
  • Quando l'uovo sarà ben incorporato, aggiungete la farina di mandorle con una spatola di silicone mescolando delicatamente. 
  • Stendete la frolla sulla spianatoia allo spessore di 3/4 mm e foderatevi la teglia imburrata, bucando il fondo con i rebbi di una forchetta.
  • Con un cucchiaio distribuite uniformemente la confettura di albicocca in uno strato sottile. 
  • Sopra l'albicocca, spalmate con delicatezza la crema frangipane in modo che arrivi appena sotto il bordo della frolla.
  • Decorate la superficie con le albicocche a spicchi schiacciandole leggermente dentro la crema e rifinendo il tutto con le lamelle di mandorle
  • Fate cuocere il forno pre riscaldato a 180° per 35/40 minuti, fino a che la superficie non sarà bella gonfia e dorata. 
  • Fate raffreddare bene prima di sformare.
  • Lucidate le albicocche con un filo di confettura di albicocche appena scaldata e servite. Buonissima appena fatta, il giorno è meravigliosa. 


sabato 10 giugno 2017

CREPE IS THE NEW BLACK: il sesto libro di MTC

Let me out - Gorillaz 
Il lancio dell'ultimo nato targato Mtchallenge, è partito dai carceri di tutto il mondo. 
Un manipolo di delinquenti comuni con espressioni minacciose e a volte stordite, si è fatto portavoce suo malgrado, dell'uscita di un volume di impareggiabile bellezza, che va a rimpolpare la già ricca collana nata dalla sfida più gagliarda del web. 
Crepe is the new black esce oggi in tutte le edicole, con una promozione super speciale allegata ai quotidiani La Nazione e Il Resto del Carlino.
Nelle librerie dal 15 giugno e fin da adesso potrete acquistarlo su Amazon o Ibs con uno sconto del 15%. 
Con le splendide foto di Paolo Picciotto e la freschissima, geniale grafica di Mai Esteve, il nuovo nato Ed. Gribaudo, vede la Crepe e le sue sorelle, protagoniste di originali ed irresistibili ricette. 
Dopo un'introduzione teorica che ci guida all'utilizzo degli strumenti ed attrezzature, ci viene svelata la storia di Crepe, pancakes, waffels, blinis, cialde e tutto ciò che nasce da una pastella e si trasforma in un involucro goloso presente sulle tavole di tutto il mondo. 
A questo proposito, la parte centrale del volume è proprio un Giro del Mondo in 45 Crepes, dove vengono celebrati i Cinque continenti in ricette creative e tradizionali. 
Non manca una sezione dedicata alla realizzazione domestica di burri "vecchi" e nuovi, pralinati, creme, sciroppi, curd, confetture e paté...ovvero tutto quanto serve a farcire in maniera degna queste delizie. 
Una sezione che certamente piacerà ai più golosi. 
Grande spazio è quindi dato alle ricette della Sfida, la parte creativa del libro, in cui ritroviamo molti dei piatti realizzati dalla Community Mtc.
Il libro si chiude con una sezione amata da chi non ha tempo da perdere e si vuole lanciare velocemente nel mare goloso delle Crepes: "Facile e Veloce". 
In breve, oltre 100 ricette irresistibili che sappiamo fin d'ora, vi lasceranno senza parole. 
Crepe is the New black è davvero un libro di grandissima eleganza ed originalità, dall'anima buona: continua infatti il sostegno a Piazza dei Mestieri attraverso la vendita dei volumi Mtchallenge. 
Con il suo acquisto infatti, ognuno di voi contribuirà ad aiutare ne suo piccolo, questo meraviglioso progetto. 
Il ringraziamento più grande va ad Alessandra Gennaro, mente diabolica e geniale nascosta dietro le quinte ma vera anima di questo libro. 
Ed è anche merito suo se un branco di delinquenti disperati, escono oggi sulla parola! 




martedì 6 giugno 2017

Lorighittas di Morgongiori: quando la nostalgia avanza, facciamo la pasta!

Ain't no Sunshine - Bill Withers
Poco più di un anno fa, durante i festeggiamenti di S. Efisio, mi trovavo a Cagliari per lavoro.
Ci ripensavo proprio in questi giorni, quando la nostalgia per quell'isola meravigliosa si è palesata prepotentemente lasciandomi con un senso di irrequietezza, un po' come quello che provano gli innamorati lontani dall'oggetto della loro passione.
Al ricordo di certi colori, di certi profumi nell'aria, di certi paesaggi dalla bellezza turbativa, cercavo di consolarmi ripetendomi: "ma dai, almeno tu ci sei stata...cosa devono dire quelli che non hanno neanche idea di cosa si perdono?".
A dirlo è facile. Però non si spiega.
Capisco benissimo coloro che mi parlano di "Mal d'Africa".
Certi luoghi nel nostro paese, mi fanno lo stesso medesimo effetto. Ed uno di questi è la Sardegna.
Allora per disperdere un po' di malinconia, ho deciso che avrei preparato le Lorighittas di Morgongiori.
Si tratta di un formato di pasta di semola molto antico e preparato ancora a mano (non saprei proprio come potrebbe essere replicato in maniera industriale), dalle abili mani delle donne locali.
Un filo di pasta elastica e sottile intrecciato intorno alle dita e magicamente trasformato in un monile commestibile.
La prima volta che li ho visti, qualche anno fa, non potevo credere che qualcuno potesse spendere ore nella preparazione di questo complesso formato. Credevo fosse impossibile pure da imparare.
Mi sono dovuta ricredere. Con pazienza ci sono riuscita.
Mi hanno aiutato i numerosi video in rete, in particolare un documentario bellissimo che vi invito a guardare, perché racconta l'incantevole storia delle Lorighittas e della sua splendida gente.
Questo post è dedicato con tanto affetto alle mie due "Giuseppine" di Cagliari, con la speranza di riabbracciarle presto.
La preparazione delle Lorighittas non è terribilmente complessa.
Ci sono formati più difficili in cui mi sono cimentata (le trofie per esempio, o le orecchiette che non ho mai ancora postato perché mi vengono malissimo). Si tratta solo di un lavoro piuttosto lungo che sarebbe decisamente più piacevole fare in compagnia, come sanno bene le donne sarde.
Si lavora si chiacchiera e magari si ride anche di cuore, che ridere scaccia tutte le fatiche.
Il segreto è come sempre l'impasto, che deve essere molto bel lavorato e non troppo umido, perché l'umidità non aiuta l'intreccio.
Allora il consiglio di base è impastare a lungo e lasciare riposare l'impasto almeno mezz'ora. Questo fornirà la giusta elasticità per ottenere dei lacci di pasta molto sottili, che contribuiscono ad ottenere delle Lorighittas aggraziate e leggere.
Qui di seguito vi lascio la ricetta per provare a cimentarvi

Ingredienti per 3/4 persone
300 g di semola rimacinata
150g di acqua in cui avrete sciolto un generoso pizzico di sale.

  • Versate la semola sulla spianatoia e fate una fontana. Cominciate a versare l'acqua al centro pizzicando la semola per assorbire l'acqua. Aiutatevi mescolando con la mano ed aggiungete acqua via via che questa verrà assorbita. 
  • Quando avrete terminato l'acqua, cominciate ad impastare, raccogliendo le briciole di impasto intorno a voi, con un tarocco. Impastate con energia ma senza strirare troppo l'impasto, che dovrà essere richiuso su se se stesso usando i polsi. Dovrete dedicare all'impasto almeno una decina di minuti, per ottenere una palla liscia e setosa, senza alcuna imperfezione. 
  • Fatela riposare avvolta da pellicola trasparente. 
  • Una volta pronta, cominciate. Le tecniche per ottenere i fili di pasta sono due: alcuni usano una chitarrra da cui, con una sfoglia alta c.ca 3 mm, ottengono degli spaghetti che poi lavorano. Mentre la tradizione vuole che il filo di pasta venga "filato" direttamente dalla palla come potete vedere anche dal video che ho linkato. Personalmente ho tagliato dei piccoli pezzi di impasto che ho tirato mantenendo il resto della pasta sempre coperto per non farlo seccare. 
  • Arrotolate il filo di pasta intorno a 2 o 3 dita facendo 2 giri e recidendo la pasta a contatto con il suo capo. Adesso dovete effettuare una torsione dei due anelli di pasta ai vertici, arrotolandoli su se stessi con estrema delicatezza. Questi si intrecceranno formando una piccola "catenella" simile ad un orecchino. 
  • Appoggiate la vostra lorighittas su un panno di cotone o lino cosparso di semola (meglio di tutto sarebbe in uno dei cesti tradizionali in cui vengono fatte seccare), e lasciatela all'aria fino a che non si indurisca. Proseguite così fino all'esaurimento dell'impasto (o il vostro, scegliete voi). 
  • Una volta seccate, potranno conservarsi a lungo protette da polvere ed umidità. 
I condimenti tradizionali sono il sugo con galletto ruspante o il più semplice ragù di salsiccia, che è quello che ho preparato io per condire questa specialissima pasta. 
In ogni caso almeno qui, siete liberi di usare la vostra fantasia. 
Ragù di salsiccia con alloro
Ingredienti per 4 persone
250 g di salsiccia fresca nostrale privata di pelle
400 g di salsa di pomodoro (la mia fatta in casa)
1 cipolla bionda piccola
2 foglie di alloro
olio extravergine di Oliena
1/2 bicchiere di vino Vermentino di Sardegna
sale - pepe qb
  • Affettate finemente la cipolla quindi fatela passire a fuoco dolce in una larga padella,  con 3 cucchiai di olio extravergine profumato con le foglie di alloro. Se necessario, aggiungete piccole quantità di acqua affinché la cipolla non si bruci.
  • Una volta che sarà morbida e trasparente, aggiungete la salsiccia sbriciolata e fatela rosolare a fiamma media con le cipolle, cercando di spezzettare ben bene le cipolle con una spatolina di legno. 
  • Alzate la fiamma e sfumate bene con il vino e quando l'alcool sarà evaporato, aggiungete la salsa di pomodoro e proseguite la cottura per un'oretta fino a che la salsa non si sarà "tirata" a dovere.
  • Aggiustate di sale e pepe solo in fondo.
  • In una abbondante pentola con acqua bollente salata, cuocete le lorighittas. Ci vorranno dai 10 ai 12 minuti, dipende dallo spessore della vostra pasta. Assaggiate perché la cottura non è sempre semplice, visto l'intreccio, e deve bollire un po' per non sentire troppo "l'anima" sotto i denti. 
  • Una volta pronta, scolatela e versatela nella padella del condimento. Saltatela brevemente e servitela, accompagnata da una bella manciata di pecorino sardo grattugiato. 



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...