lunedì 23 aprile 2018

Pains au chocolat per Starbooks

Sous le ciel de Paris - Edith Piaf
Oggi una preparazione che richiede tempo ed attenzione perché maledetta me, amo le sfide che mi impongono attesa e concentrazione.
Ma soprattutto quella che io considero la colazione perfetta: il pain au chocolat.
Se vorrete buttarvi nella mischia prima che sia troppo caldo e provare una ricetta praticamente perfetta, dovrete andare a leggere sul post di Starbooks, in cui tutto è spiegato al dettaglio.
Buon lunedì amici.

martedì 17 aprile 2018

Tosca Cake per lo Starbooks di Aprile

Surprise
Una torta che arriva dalla tradizione nordica e scoperta all'interno del nuovo libro Starbooks solo grazie all'insuccesso di una esecuzione.
Forse a volte non bisognerebbe incaponirsi tanto di fronte agli errori e restare nel dubbio, perché poi si rischia di innamorarsi perdutamente.
Come è successo a me con la Tosca Cake.
Se volete scoprire la ricetta non dovrete fare altro che leggere il post su Starbooks
Buona giornata.

lunedì 16 aprile 2018

Passiamole in Rivista: Mag about Food di Aprile!

A new flame - Simply Red 
Per gli appassionati di riviste straniere, oggi sul Magazine targato Mtc, dall'eloquente nome di Mag about Food, troverete un nuovo articolo della rubrica Passiamole in Rivista, ovvero uno sguardo attento e critico ai contenuti delle riviste di cucina di tutto il mondo.
Quest'oggi vengono passate al setaccio Good Food e Olive, famose riviste inglesi, con una selezione di ricette provate per voi da un manipolo di blogger volenterose.
Per trovare ispirazione o comunque curiosare nel Mag, vi invito a leggere l'articolo, dove troverete anche la ricetta da me scelta, una pseudo-carbonara vegana molto curiosa.
Per saperne di più, Passiamole in Rivista!

martedì 10 aprile 2018

La Stroscia di Pietrabruna: una Cenerentola in pasticceria

You got a friend - James Taylor & Carol King 
Ci può innamorare di una ricetta?
Cos'è che ci attrae irresistibilmente di un piatto?
Il suo sapore? Il suo aspetto? La sua facilità di esecuzione?
Me lo chiedo davvero molto spesso, quando mi rendo conto di aver ripetuto più volte lo stesso piatto in tempi brevissimi.
Non mi stanco di assaggiarlo, non mi stanco di prepararlo.
E soprattutto non smetto di raccontarlo agli amici, lodarne le qualità, la sua meravigliosa unicità.
Da quando ho incontrato lei, ho capito che questa "è 'na passione, chiù forte 'e na catena".
La Stroscia.
Al nome non dareste proprio nulla. Neanche due lire.
Il suono non è bello, specialmente per noi toscani, che spesso definiamo "sbroscia" qualcosa di immangiabile. E l'assonanza, voi m'insegnate...
Eppure guardatela.
Un disco di farina dallo spessore indefinito, una linea grezza, rustica, un aspetto povero, modesto.
Su un buffet di dolci la lascereste per ultima, come un calice di legno tra mille calici di metallo prezioso (Indiana Jones docet).
Ma provate a staccarne un pezzettino (in dialetto "stroscia" significa appunta stacca, spezza).
Portatelo alla bocca ed ascoltate il suono croccante della sua anima.
Quindi cercate di capire quali profumi nasconda: ci riuscirete, ma solo un po'.
Perché sono pochi e si mescolano benissimo.
E se userete una signora materia prima, allora avrete un momento di pura estasi.
Sentirete qualcosa che vi sorriderà dentro ed uscirà fuori, sulle vostre labbra.
Allora allungherete ancora la mano, ne staccherete un altro pezzettino, e poi ancora un altro pensando che non riuscite a smettere.
La Stroscia è così. Ti rapisce.
Mangiarla con gli amici è un rito che rafforza l'allegria.
Mangiarla da soli spinge alla meditazione.
Un consiglio: mangiatela in compagnia, così non avrete sensi di colpa, perché da soli, la finireste inevitabilmente.
Questa ricetta ha preso un posto speciale nel mio cuore non solo perché è di una bontà senza limiti, ma perché mi è stata consegnata dalle mani di una persona speciale che l'ha preparata per me.
Mi ha donato due versioni di questa meraviglia: la versione classica ed una sua rivisitazione, aprendomi un mondo di possibilità creative.
La mia amica Fausta è uno degli incontri più preziosi regalatomi dal Blog.
Come sempre ho detto, fuori da questi spazi ho pochissime vere amicizie.
Diciamo che non arrivano alle dita di una mano.
Poi ci sono le amiche arrivate attraverso questa finestra.
Quando ormai non pensavo che avrei potuto fare nuovi incontri.
Eppure la rete con me è stata generosa e mi ha regalato una manciata di amicizie vere, importanti, sincere.
Faustina, come adoro chiamarla perché è una donna versione tascabile, è uno dei miei primi incontri dall'apertura di Andante con gusto.
Ho amato il suo blog sin da subito.
Le sue ricette "pulite", eleganti, semplici nella più positiva valenza del termine, le assomigliano.
Se c'è una cosa che mi ha insegnato fino dall'inizio, è che la vita va presa con allegria, con il sorriso.
In momenti in cui il buio era l'unica cosa che riuscivo a prevedere nel mio quotidiano, i suoi "interventi" sono stati doni di pura luce.
Recentemente sono andata a trovarla, in una giornata di vento furioso, e lei mi ha regalato una passeggiata fra i vicoli storici della sua città. Mi sono innamorata.
Ci siamo scatenate fotografando ed interrogandoci sui meravigliosi misteri della fotografia, passione comune che lei esercita con grande maestria.
Vi lascio qualche scorcio.
Faustina aspettami che tornerò presto a darti noia :) !

Credo che sia venuto il momento della ricetta, la più facile del mondo.
La Stroscia di Pietrabruna (o Imperia - quella di Fausta)

Per una Stroscia di 21 cm di diametro
300 g di farina 0 (io ho utilizzato una farina integrale macinata a pietra, molto rustica).
90 g di zucchero semolato + un paio di cucchiai per rifinire
90 g di olio extravergine d'oliva (Riviera di Ponente Dop) o comunque un extravergine ligure.
60 g di Marsala

  • Metti farina e zucchero in una larga ciotola. Fai la fontana e versa al centro l'olio. Con un cucchiaio incorpora la farina nell'olio quindi quando vedrai che la massa avrà assorbito l'olio, versa poco a poco il liquore adesso impastando con le mani ma senza cercare di compattare l'impasto, anzi, cercate di lavorare come se steste sabbiando il tutto. 
  • Versa l'impasto in una teglia coperta di carta da forno e con le mani compatta il tutto schiacchiando con delicatezza senza cercare di appiattire la superficie, che dovrà restare grumosa, rustica. Se la pasta si sfalda, va bene, basta avvicinare i pezzetti al resto dell'impasto senza schiacciare troppo. Con la cottura si unirà perfettamente. 
  • Cospargi la superficie con poco zucchero semolato.
  • Metti in forno a 180° e cuocete per c.ca 40/45 minuti fino a coloritura. 
  • Togli dal forno e fate raffreddare nella teglia una decina di minuti quindi trasferite su una gratella.
  • Servi con del buon Vino liquoroso o della crema tiepida, dello zabaione o quanto vi ispiri. 
LA MIA VARIANTE: la ricetta che vedete in foto, a parte la farina integrale, ha scorza di arancia non trattata come aroma e Liquore all'arancia al posto del Marsala. 
Fausta mi ha preparato una variante con mandorle spezzate e scorzette di arancia sciroppate alla vaniglia. FAVOLOSA! 
Voi potrete variare secondo la vostra fantasia, ma vi prego di provare per prima volta la versione classica che resta davvero inossidabile. 



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