Perché no - L. Battisti
Cacciucco di ceci?
Occheseimatta? Se ti sente parla' un livornese, ti insegue con un bastone e te lo dà ni' capo!
Macchè ni' capo... il bastone glielo tiro dietro eccome e il cacciucco di cecini me lo mangio uguale, che è tanto bono e lo faceva pure la mi' nonna coll'avanzo delle verdure servati'he che aveva raccolto ni' ccampo.
Sa' come faceva?
Metteva a mollo i ceci in tanta acqua e ce li lasciava tutta notte, li bellini a riposa'.
Poi di giorno, li scolava, rimetteva l'acqua nova e ce li copriva bene dentro al coccio.
Du' foglie d'alloro e piano piano a foco pio, li faceva morbidi e quando la pelle cominciava a levassi, li toglieva dall'umido, profumava l'olio bono con du' spicchi d'aglio e ce li buttava.
Tenea il foco bello pieno e rimestava svelta e poi ci lasciava cade' du' acciughine sotto sale e continuava a rimesta' contenta, perché dal coccio arrivava un profumino che ti levava di sentimento.
Quando le acciughe s'erano disfatte tra i ceci, chiappava una manciata di erbine verdi mondate a modino e le faceva cuocere là dentro, fino a che diventavan tenere.
E siccome alla mi' nonna non gli garbavano i pomodori nel cacciucco, un ce li metteva.
Però quarche volta c'aveva voglia di cipolla così ce ne buttava un pochettina.
Pe' desina, prendeva una scodella e col pane abbruscato ci copriva il fondo.
Con le su' mani che sapevan di mille sapori, ci strisciava bene bene l'aglio e poi giù con l'olio bono che quello non dovea manca' di certo.
Du' mestolate di cacciucco per coprire il pane e tanto pepe pe' profuma'.
E ancora olio...ma tanto, perché fa bene e a noi cittini ci garbava un monte.
Perdonate la parentesi in vernacolo senese improvvisato.
Era un pretesto per raccontare come questo piatto sia di tradizione sulla tavola toscana contadina, e di come la parola cacciucco non voglia identificare esclusivamente la famosa zuppa di pesce livornese.
Fino a poco tempo fa credevo che il cacciucco di ceci fosse un piatto tipicamente senese, invece ho scoperto che è un piatto ampiamente conosciuto anche nelle province di Arezzo e Grosseto.
L'origine della parola "cacciucco" è ancora poco chiara ma la teoria maggiormente riconosciuta è che derivi dalla parola turca "Kucuk", che significa minuto, piccolo, e nella fattispecie un insieme di minutaglia come avviene per altro per la zuppa di pesce più famosa.
Anche nel cacciucco di ceci infatti, si ha un miscuglio di legumi e verdure, bieta erbetta magari selvatica o spinacini novelli, insaporiti da aglio, cipolla e acciughe sotto sale per la sapidità (la ricetta infatti non prevede sale).
Il tutto servito su pane tostato e generosamente agliato condito con abbondante olio extravergine.
La bella notizia di oggi è che ripartiamo con "La cucina dell'Extravergine", la rubrica promossa dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio, nella quale si valorizzano gli oli extravergini regionali attraverso ricette realizzate da uno sparuto ed agguerrito gruppo di blogger.
Ricominciamo da dove ci eravamo fermati, con rinnovato entusiasmo e nuovi splendidi oli.
Questa settimana si va in Puglia, nella fattispecie nell'area di Andria e Corato, dove di produce una delle maggiori quantità di olio extravergine italiano.
La cultivar sovrana che cresce lungo le pendici da cui si staglia la poderosa Fortezza di Castel del Monte è la Coratina.
La caratteristica principale di questa cultivar è la sua amarezza e l'intenso piccante, ancora più evidente nell'olio appena franto.
Ho pensato di abbinarlo ai ceci ed alla bieta che hanno una preponderante dolcezza ed hanno bisogno di uno sprint che sicuramente gli arriva da quest'olio così pieno ed intenso.
Per questa ricetta ho utilizzato l'olio Elixir prodotto dal Consorzio Olivicolo Oro di Andria , un olio eccellente estremamente fruttato e dai sentori di erba tagliata, molto piccante all'assaggio.
Le altre ricette che potrete leggere oggi per la cucina ell'extravergine sono:
Vellutata di lattuga con ricotta fritta di Stefania
La finta genovese di Teresa
Torta rustica con finocchietto selvatico e cipolla di tropea di Sabina
Ecco la ricetta
Per 4 persone:
300 g di ceci secchi del Chianti o ceci piccoli
200 g di bietoline
2 acciughe sotto sale
1 spicchio d'aglio
pepe nero macinato fresco
pane toscano abbruscato
Olio extravergine Elixir del Consorzio Oro di Andria
Ammollare i ceci in acqua con una manciata di sale grosso per tutta la notte.
Il giorno dopo, scolare i ceci quindi versarli in una casseruola capiente, coprendoli d'acqua aggiungere 2 foglie di alloro e fateli cuocere per almeno 30 minuti o fino a quando saranno morbidi ma non sfatti.
A questo punto fate rosolare uno spicchio d'aglio in un filo d'olio extravergine e buttatevi i ceci, mescolandoli spesso per farli insaporire. Dopo qualche minuto unite le acciughe sotto sale ai ceci e continuate a mescolare fino a che non si saranno sciolte fra i legumi. Non salate.
Aggiungete la bietta erbetta precedentemente pulita e continuate la cottura, se necessario aggiungendo un mestolino d'acqua.
Quando la bieta sarà morbida e ben amalgamata ai ceci, il piatto sarà pronto.
Tostate una bella fetta di pane toscano o casereccio e strofinateci sopra una spicchio d'aglio.
Condite con olio Elixir e coprite con il cacciucco di ceci.
Irrorate con generoso olio e finite con una macinata di pepe nero. Servite subito.
venerdì 7 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Quando il gioco si fa duro.....
Manca poco meno di un mese alla scadenza del Contest promosso insieme a Pamirilla e Cose dell'altro pane.
Ad oggi faccio un piccolo bilancio perché mi rendo conto che l'argomento "Pasticceria naturale" non sia così facile per molti.
In particolare non è facile l'idea di avvicinarsi a qualcosa di buono e sano modificando le proprie abitudini e cercando ingredienti che abitualmente non useremmo.
Però mi rendo conto che forse il nostro contest non è stato capito fino in fondo.
A questo scopo, se vi ricordate, abbiamo inserito la presenza di una Tutor nella figura di Pami che è stata di grande aiuto a coloro che l'hanno contattata nel momento del dubbio.
E proprio di Pami, vorrei riportare uno stralcio interessante del suo post che vi invito a leggere:
"E allora voi e questo contest?
Quello che io e Patty vorremmo suggerire è: facciamoci delle domande, chiediamoci che impatto hanno le cose che mangiamo sul nostro organismo e sull’ambiente.
Come scegliere cose “buone”? èsSenza ha bandito i conservanti e la margarina, perché? Sappiamo tutti cosa sono i grassi idrogenati? Lo zucchero fa bene, fa male o non fa niente?
Come scegliere cose “buone”? èsSenza ha bandito i conservanti e la margarina, perché? Sappiamo tutti cosa sono i grassi idrogenati? Lo zucchero fa bene, fa male o non fa niente?
E poi le intolleranze. Qualcuno di noi soffre di allergie, qualcuno di intolleranze, altri sono affetti da celiachia, quasi tutti, prima o poi, avremo un’intolleranza magari anche momentanea a qualche alimento.
Dunque c’è un popolo di emarginati che deve fare lo slalom tra i banchi del supermercato o possiamo mangiare tutti bene, tutti insieme, tutti con soddisfazione anche del gusto?
E ora andiamo in cucina.
Partiamo dal senza glutine. Molte di voi sono già esperte altre affrontano un mondo nuovo.
Volete mettervi tutte alla prova con le farine alternative?
Eliminando il glutine in realtà si apre un mondo. La farina di grano è fantastica, come negarlo.
Ma costringersi a non usarla vuol dire scoprire tanti prodotti che magari non si erano mai presi in considerazione prima e che invece sono buonissimi e pieni di principi nutritivi di grande valore.
Perciò vi invito a sperimentare le farine di grano saraceno o castagne. Quelle di ceci o lenticchie. Guardatevi intorno e liberate la fantasia.
E non accontentatevi dei sacchetti già pronti di farine “gluten free” o almeno guardate cosa c’è scritto sull’etichetta. Scoprirete che in molti casi vi stanno vendendo solo amido di mais. Ma la natura ci dà cose molto più buone di questo, credetemi!
Eliminando il glutine in realtà si apre un mondo. La farina di grano è fantastica, come negarlo.
Ma costringersi a non usarla vuol dire scoprire tanti prodotti che magari non si erano mai presi in considerazione prima e che invece sono buonissimi e pieni di principi nutritivi di grande valore.
Perciò vi invito a sperimentare le farine di grano saraceno o castagne. Quelle di ceci o lenticchie. Guardatevi intorno e liberate la fantasia.
E non accontentatevi dei sacchetti già pronti di farine “gluten free” o almeno guardate cosa c’è scritto sull’etichetta. Scoprirete che in molti casi vi stanno vendendo solo amido di mais. Ma la natura ci dà cose molto più buone di questo, credetemi!
Poi potreste provare una ricetta senza lattosio. O senza uova. O senza ….. proponetelo voi.
Questo NON è obbligatorio, è però un valore aggiunto della ricetta.
Attenzione!!! Non dovete togliere TUTTO, cioè non ci aspettiamo prodotti SENZA glutine e SENZA lattosio e SENZA zucchero ecc….CONTEMPORANEAMENTE…..
togliete “qualcosa” , OK?
togliete “qualcosa” , OK?
Quello che non vogliamo sono le cose “cattive”: in casa non si utilizzano normalmente additivi e coloranti e nemmeno migliorativi da industria. Ma un olio di oliva o uno di semi non sono la stessa cosa. Margarina? No, grazie. Dolcificanti o zucchero? Il glucosio?
Restrizioni tassative non ne vogliamo mettere ma pensate le vostre ricette sui parametri che ho spiegato, pensate al buono, ragionate anche in termini di quantità: un cucchiaino di zucchero non è come mangiarne un etto, no? Il buon senso è vostro amico. Usatelo!
E per ogni domanda, dubbio o esitazione contattatemi e vi risponderò.
E per ogni domanda, dubbio o esitazione contattatemi e vi risponderò.
Allora riepilogo:
SI : GLUTEN FREE - OBBLIGATORIO ma non TASSATIVO -
Con il glutine la vostra ricetta non potrebbe essere prodotta in azienda per problemi di contaminazione. Se avete però un’idea bella e volete partecipare comunque, mandatela lo stesso. Mi piacerebbe però che rimaneste in linea con le caratteristica di Cose dell’altro pane, che è gluten free.
SI : PRODOTTI ALTERNATIVI E POCO NOTI - NON OBBLIGATORIO -
cerchiamo, cresciamo, scopriamo! Spiegate le vostre scelte, motivatele, fate conoscere qualcosa di nuovo a tutti noi, facciamo girare le idee!
SI : ATTENZIONE ALLE INTOLLERANZE -NON OBBLIGATORIO-
Pensiamo a chi deve astenersi dal lattosio (per esempio), o dalle uova o cerca un alternativa allo zucchero.
Un giorno potrebbe tornarci utile e poi forse c’è un’amica che………
NO : GRASSI IDROGENATI, MARGARINA, COLORANTI, SCIROPPO DI GLUCOSIO - OBBLIGATORIO – questi per favore proprio no!
Restrizione tassativa sul tipo di ricetta: non sono ammessi i prodotti freschi o semi-freschi da consumare in giornata perché questi, in una produzione commerciale, sono sottoposti alla catena del freddo e impacchettati con macchinari diversi da quelli che utilizzeremo.
Quindi NIENTE creme, salse, frutta, frosting, farce morbide e cremose ecc…
SI a biscotti, pasticcini secchi, crakers, grissini, salatini. Ammessi pani e panini.
Ammessi plum cake e muffin purchè privi di creme e quanto sopra escluso."
Quello che mi farebbe piacere è leggere post e ricette pensate e volute per questo contest.
Che significa anche fermarsi un momento e farsi delle domande, informarsi e studiare un po'.
Significa apprezzare lo sforzo ed il lavoro fatti da una realtà come Cose dell'altro pane, che ogni giorno si mette alla prova cercando nuove idee e prodotti per quella parte di mondo che non ha la fortuna di potersi concedere di tutto.
Mi piacerebbe che come questa azienda, che ospiterà i vincitori a trascorrere una giornata di ESPERIENZA SUL CAMPO, anche voi immaginaste di dover creare qualcosa per chi ha bisogno di un dolce "speciale".
Lasciatevi ispirare dalle proposte di èsSenza, i biscotti e pasticcini dai nomi Shakespeare ed inventante anche voi il vostro dolce Senza.
Ricordate sempre di apporre il link a questo post ed a Cose dell'altro Pane e per il regolamento, leggete pure qui .
Vi aspetto tutte entro il 31 marzo. Avete ancora tantissimo tempo. In bocca al lupo.
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