venerdì 13 gennaio 2017

Brioche bigusto: e siamo a 6...anzi a 50.

Happy Birthday - Steve Wonder 
Mentre leggete questo post, io sarò probabilmente in viaggio su un bus che mi porta a Napoli, per raggiungere un branco scatenato di amici blogger, ovvero la Community più divertente e gagliarda del web, quella dell'Mtchallenge.
Coincidenza ha voluto, che questo terzo raduno, cadesse proprio il giorno del 6 compleanno di queste pagine e del 50mo della qui scrivente, visto che ormai le nostre vite scorrono parallele, separate solo da 44 anni.
Quale miglior occasione per festeggiare in compagnia?
Non voglio parlare di numeri, perché ragionare in termini di "mezzo secolo", "10 lustri", o "sei 'na vecchia", ormai non mi fa più caldo né freddo.
Per altro la mannaia dei cinquanta cadrà quest'anno anche sulle le mitiche Julia Robert e Nicole Kidman (hai detto cotiche).
Posso quindi affermare di essere in meravigliosa compagnia e proverò ad illudermi di assomigliare un po' anche a loro, visto che nonostante siano silfidi irraggiungibili, l'alba del mattino le vuole vedere in faccia e qualche vampatella mi sa che se la raccontano.
Ebbene, tralasciando i deliri di una cinquantenne, il vero giovanotto qui, è lui, il mio caro e amato blog.
Che ormai sta diventando un ometto, a sei anni si va pure a scuola e si comincia ad avere pretese da grandi.
Eppure confesso che non è cambiato un gran che.
E' sempre il solito chiacchierone, confusionario, distratto, con la voglia di far baldoria e di ridere, ma sotto sotto perso dietro strani ragionamenti.
Se è ancora qui, dopo tanto tempo (perché sei anni sono davvero un traguardo) è grazie all'affetto dimostrato dai suoi lettori silenziosi, dalle amiche che comunque, nonostante il tran tran di sempre, si fermano a lasciare un saluto, dal piacere della sottoscritta, di condividere un pensiero ed una cosa buona.
Spero solo che la voglia di mantenere questo filo sottile con voi possa rinnovarsi ancora a lungo, perché per adesso è fonte di grande gioia.
E cosa è successo negli anni passati?
Poco, qualcosa, tanto.
Spesso mi succede di rileggere i post che noto vengono cercati maggiormente dalla rete e mi soffermo a leggere vecchi commenti, considerazioni, con un misto di commozione, nostalgia e gratitudine.
Non ho voluto preparare il Gran Pavese ed una torta da mille e una notte perché sarebbe stato uno spreco. In questa casa la dieta incombe.
Meglio una brioche semplice, soffice, profumata, con un ripieno misto, che ha fatto la gioia di mia figlia e della sottoscritta.
Ingredienti per uno stampo a cerniera da 20 cm 
250 di farina 00
100 g di farina forte w330
100 g di burro morbido a tocchetti
2 tuorli grandi
140 ml di latte tiepido
4 cucchiai di zucchero
10 g di lievito di birra fresco
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
Un pizzico di sale
Latte e zucchero a velo per rifinire.

Per il ripieno
Marmellata di albicocca e crema alla gianduia fondente qb
  • Versate il latte nella ciotola della planetaria aggiungendo un cucchiaino di zucchero preso dal totale ed il lievito sbriciolato. Mescolate a fare sciogliere e lasciate attivare per una decina di minuti
  • Intanto setacciate la farina e mescolate la farina con il resto dello zucchero ed il sale. 
  • Quando il lievito sarà attivo, aggiungete i tuorli e mescolate con un cucchiaio quindi versateci sopra la farina. Sistemate la ciotola sul corpo della planetaria e cominciate ad impastare con la foglia. 
  • Quando tutta la farina sarà incorporata e la palla avrà pulito i lati della ciotola, cominciate ad aggiungere il burro un tocchetto alla volta, passando al successivo solo quando il precedente non sarà completamente incorporato. 
  • Impastate a velocità media per almeno 10/15 minuti. 
  • Quando l'impasto sarà incordato, ovvero si sarà fortemente agganciato alla foglia, aumentate la velocità per 5 minuti e fate la prova del velo. 
  • Adesso liberate l'impasto dal gancio e sistematelo nella ciotola coprendola con una pellicola. Fate lievitare per c.ca 2 ore in luogo tiepido (forno con lucina accesa).
  • Quando avrà ben raddoppiato, versatela su una spianatoia leggermente infarinata e sgonfiatela con delicatezza. Stendetela con un mattarello in uno strato di 5 mm e ricavate dei cerchi con un coppapasta da 8 mm di diametro.
  • Su ogni cerchio alternate un cucchiaio di crema al gianduia e confettura di albicocche. Non esagerate con il ripieno altrimenti al momento della chiusura, lo perderete dai lati.
  • Piegate ogni cerchio a metà, come a formare una mezzaluna, quindi prendete i vertici della luna ed avvicinateli sigillandoli, ed ottenendo una sorta di petalo doppio, dal quale si intravedrà il ripieno. 
  • Proseguite così fino a ultimare l'impasto e via via sistemate i petali all'interno dello stampo imburrato, alternando un gusto all'altro e lasciando 5 mm di distanza tra un petalo e l'altro. 
  • Al centro ho posato 2 petali intrecciati fra loro a ricavare una rosa, questi però senza ripieno.
  • Fate lievitare nuovamente per almeno 1 ora.
  • Accendete il forno a 180° 
  • Spennellate la brioche con latte e spolverate di zucchero a velo, poi fate cuocere per 25/30 minuti fino a che la brioche non sarà bella dorata.
  • Sfornate ed attendete 5 minuti poi togliete dallo stampo.
  • Sistemate su una gratella per intiepidire e servite tiepida, spolverando con zucchero a velo o lucidando con gelatina di albicocche.



lunedì 9 gennaio 2017

Flan Parisien: chi è felice ha ragione.

Meraviglioso - Domenico Modugno
E sotto la spinta di un refolo di tramontana, anche gli ultimi barlumi di festa sono stati spazzati via.
Non ho rispettato la tradizione e per la prima volta, dopo quasi 6 anni, non ho trovato il tempo per farvi gli auguri come si deve.
Gli auguri come il perdono, non cadono mai in prescrizione vero?
Ma se sono ancora in tempo per augurarvi un Migliore 2017, forse sono un po' troppo cresciuta per lasciarmi andare ai soliti buoni propositi come facevo da ragazza.
Che, a pensarci bene, qualcuno è cambiato, ma qualcuno è sempre lì, che lampeggia come una lucetta di emergenza sulla consolle di comando.
I buoni propositi con me non hanno mai funzionato perché sono sempre stata un po' allergica alle liste, tranne che a quelle degli ingredienti.
Nell'età della ragione, pur vagheggiando intorno a desideri effimeri e materiali come ogni essere umano che si rispetti, nel profondo so quello che sento e che voglio.
Il desiderio supremo ma così informe, nebuloso e al contempo chiaro, inseguito senza tregua nei secoli dalla storia dell'uomo: l'essere felice, l'essere vivo, l'essere amato.
Ognuno di noi lo sa e lo persegue.
Come diceva il buon vecchio Tolstoy, "chi è felice ha ragione".
Il problema è che la felicità non va cercata, non va inseguita.
La felicità non è la meta ma è l'origine.
E' il modo in cui vogliamo affrontare ogni nuovo giorno, siamo noi a generarla grazie alla leggerezza con cui riusciamo a fronteggiare la vita.
Nella gentilezza con cui gestiamo ogni nostro rapporto, nell'attenzione con cui ascoltiamo gli altri quando si tratta di ascoltare e nella cura con cui scegliamo ogni parola quando si tratta di parlare.
L'attenzione, la cura, la gentilezza, il pensiero silenzioso generano felicità.
La maggiore fiducia nell'altro.
La paura uccide la felicità.
La fiducia l'alimenta.
Per quanto mi riguarda, in questo nuovo anno che termina con un numero infelice, io cercherò di abbassare ogni mia pretesa, cercando di fare bene quello che sto facendo, e non "meglio" (meglio di chi, di cosa?).
Cercherò di ridere ogni giorno, perché ridere disinnesca la rabbia, e poi guarisce l'anima.
Cercherò di fare una cosa gentile per me ma anche una per qualcuno ogni giorno.
E non mi vergognerò di attaccare discorso con gli sconosciuti, specialmente se mi rendo conto che sono in difficoltà.
Vorrò bene alle mie rughe incomberti come faceva Anna Magnani.
Cercherò di scrivere di più, di leggere di più, di uscire di più, di imparare di più.
Sarò più felice ed avrò ragione io.
Anche se l'anno è già iniziato da nove giorni, non si può non cominciare in maniera dolce e spettacolare.
Fare dolci è una delle cose che mi procura maggiore felicità quindi, anche se cercherò di non esagerare (altro proposito difficile da mantenere), il Flan Parisien ha un potere doppio.
Va fatto perché è di una bontà fuori del comune.
Secondo, e non ultimo, perché Parigi è sempre una buona idea, e riportare ricordi e sapori alla mente, è un esercizio che non dovremmo mai trascurare.
Dal libro "Baklava to Tatin"di Bernard Laurence, che abbiamo recensito a Ottobre con Starbooks, ne ero rimasta folgorata fin dal primo sguardo e mi ero riproposta di farla quanto prima possibile.
E' diventata la torta di compleanno per mia cognata, pazza per i dolci con le creme, accompagnata da un coulis di lamponi per dare uno spunto di dolce acidità e freschezza all'insieme.
Provatela, è assolutamente magnifica.

Ingredienti 
(Per una tortiera da 24 cm di diametro - io 26)

Per la brisé 
225 g di burro, tagliato a cubetti freddi di frigorifero
250 g di farina 00
50 g di fecola di patate
3g  di sale
30 g di zucchero
15 g  di tuorlo d'uovo
55 ml  di latte

Per la crema
315 g di zucchero
1 pizzico di vaniglia in polvere (io i semi di una bacca di vaniglia) 
130 g di amido di mais 
160 g di uova sbattute (c.ca 3 uova grandi)
60 g di tuorli (c.ca 3 tuorli di uova grandi)
1300 ml di latte parzialmente scremato 
20 g di burro 

Preparate la brisé

  • Sabbiate il burro a cubetti con la farina, la fecola di patate, il sale e lo zucchero. Io ho utilizzato la planetaria con la foglia e fate andare a velocità media fino a che il burro non avrà creato delle briciole sottili con la farina. Se non avete la planetaria, potrete fare tutto a mano avendo cura di usare la punta delle dita, pizzicando burro e farina e bagnandovi le mani con acqua fredda se saranno troppo calde. 
  • Sbattete leggermente latte e tuorlo d'uova e mentre la planetaria è in moto, versatelo sulle briciole e continuate ad impastare fino a che non si formerà la palla. Il composto sarà morbido. Vi consiglio di preparare questo giorno in una giornata non troppo calda perché sarà più complicato gestire la brisé. Copritelo con la pellicola e mettetelo in frigorifero per almeno 30 minuti o più se vi sembrerà particolarmente morbido. 
  • Stendete l'impasto con il matterello su una spianatora leggermente infarinata (non esagerate con la farina). In caso si può stendere la pasta direttamente sulla carta da forno. Dovrete ottenere uno spessore sottile (2 mm) che in cottura crescerà. Se fa molto caldo, lavorate a turni, rimettendo l'impasto in frigo per alcuni minuto se diventa troppo morbido, quindi ricominciando a stenderlo.
  • Se usate un anello da pasticceria, appoggiatelo su una placca per dolci rivestita di carta forno. Va benissimo anche una tortiera col bordo apribile, anche in questo caso rivestite il fondo con carta forno e imburrate accuratamente il cerchio. 
  • Con l'aiuto di un matterello, spostate la pasta sul cerchio/tortiera e con delicatezza fatelo scendere fino a rivestire lo stampo completamente. Con un coltello ritagliate le parti in eccesso e bucherellate la base con una forchetta, poi via in frigorifero fino al momento di usarla.

Preparate la crema
  • Preriscaldate il forno a 180 °C. Mettete 180 g di zucchero e l'amido di mais in una ciotola sufficientemente ampia, in grado poi di accogliere il latte. Aggiungete le uova intere (sbattute) ed i tuorli .
  • In una grossa casseruola mettete il latte, il burro e il rimanente zucchero ed i semi con la bacca di vaniglia e portate a fremere. 
  • Appena accenna a bollire, versatelo nella ciotola contenente il composto di zucchero, amido e uova, mescolando senza interruzione. Mescolate bene il tutto e trasferitelo nuovamente nella pentola. Portate a bollore a fuoco basso e, sempre mescolando, fate cuocere per per 3 o 4 minuti. La consistenza della crema non dovrà essere troppo liquida ma neanche troppo densa.
  • Trasferite la crema nel guscio di pasta e livellate la superficie. Cuocetelo in forno dai 40 ai 50 minuti, tenendolo d'occhio durante la cottura: gonfierà e diventerà ben colorito. Io ho cotto i primi 30 minuti con la griglia del forno nella metà bassa poi ho portato il dolce al centro del forno per la migliore cottura della parte superiore. Per il completamento della cottura e caramellatura della superficie, a me sono stati necessari almeno 12/15 minuti in più. 
  • Fatelo raffreddare completamente su una gratella per dolci prima di toglierlo dalla tortiera, quindi fatelo raffreddare per almeno 3 ore in frigorifero prima di mangiarlo. Toglietelo dal frigo almeno 30 minuti prima di servirlo per far si che il guscio e la crema ritrovino la giusta consistenza e tutti i profumi siano più evidenti. 
  • Per ulteriori consigli ed indicazioni e soprattutto per una versione gluten free, potrete leggere l'esaustivo post di Gaia direttamente su Starbooks. 



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...