mercoledì 4 marzo 2015

Quiche di carciofi, prosciutto e menta fresca: i miei 10 viaggi da sogno.

New World Symphony - Antonin Dvorak
Arrivo in questo periodo dell'anno e puntualmente comincio a guardare le valige.
Lo faccio con desiderio, con speranza e con assoluta dipendenza.
Nella mia vita partire è stato prima una necessità professionale, poi nel tempo, una necessità vitale.
Ho fantasticato e ancora lo faccio su quei viaggi e quei luoghi che hanno sempre avuto per me un significato speciale.
A volte sono stata tentata di buttare giù una lista delle "100 cose da fare prima di morire" poi ho soprasseduto perché ero certa che almeno 80 sarebbero stati luoghi da visitare e l'impresa diventava ardua assai.
Ma nessuno mi impedisce di sognare, così continuo a farlo ed oggi condivido con voi una lista piccola piccola dei 10 viaggi che avrei sempre voluto fare e che non credo farò mai (ma chi lo sa...qualcuno dice che se lo puoi sognare, lo puoi fare :D).
Mi piacerebbe che anche voi mi raccontaste i vostri, anche impossibili, ma che sono nella vostra testa quei luoghi di sogno in cui rifugiarvi.
Ecco i miei. L'ordine ovviamente,  è puramente casuale.

  1. Viaggiare su una nave cargo. Essenziale, economico, silenzioso e rilassante. Un viaggio per il quale non è necessario un bagaglio stratosferico e dovrei solo preoccuparmi di caricare un Kindle di libri da leggere ed un portatile per scrivere. Fermarsi fuori dalle rotte abituali dove la nave scarica le merci. Nulla a che vedere con le crociere urlanti e le folle inferocite al buffet. Qui i passeggeri possono essere un massimo di 8/12. Scendere nelle città dove le soste sono lunghe, anche 2 giorni. Un viaggio per viaggiatori veri, dove l'elemento avventura è tenuto a bada dai ritmi rigorosi della nave. 
  2. Milonga e Patagonia: un sogno bellissimo nel quale indulgo spesso. Poter trascorrere una settimana a Buenos Aires in una scuola di Tango con il mio uomo di casa, imparare degnamente questo ballo meraviglioso, trascorrere le serate nelle milonghe fumose della Boca per poi spostarsi ad ascoltare il rumore dei ghiacci millenari del Perito Moreno che si staccano e piombano nel mare della fine del mondo. 
  3. Borneo Malese: se siete cresciuti col mito di Sandokan (presente), non potete avere almeno una volta desiderato di scoprire quelle foreste e quelle spiagge. Il Borneo è la terza isola al mondo per grandezza e quasi l'intera superficie è coperta di foreste nelle quali vivono una quantità immensa di animali. Una parte di questa isola non è mai stata esplorata. Ci potete credere che esista al mondo qualcosa di ancora sconosciuto all'uomo? 
  4. Get your kicks on Route 66: Se fosse per me partirei per gli Usa un giorno si e l'altro pure. Posso anche dire che li ho visitati un bel po' ma questo sogno resta. Una bella attraversata dalla città del vento Chicago a quella del cinema, Los Angeles, nella vera bassa, depressa provincia americana. Come? Sarebbe bello in moto, ma anche in Camper non è male. Anche se viaggiare in auto lungo quelle strade a volte eternamente dritte, è il modo migliore ovviamente. 
  5. British Colombia, Rocky mountains e Alberta: ecco, questo è uno di quei sogni che mio marito ed io programmiamo ogni anno per poi rimandarlo a quello dopo. Si parla di Canada, costa occidentale. Un viaggio impegnativo economicamente, ma forse con la più bella natura che si possa immaginare. Città dal fascino irresistibile come Vancouver e foreste incontaminate, laghi, montagne imponenti...forse questo sogno riuscirò ad esaudirlo un giorno. 
  6. The Beach: credo che molti di voi abbiano visto quel film, piuttosto angosciante in verità, in cui Di Caprio arriva ad una spiaggia simbolo di paradiso in terra, libertà e ideali di fratellanza, rivelandosi poi un incubo da cui scappare. Si tratta della spiaggia di Maya Bay sull'isola Thailandese di Ko Phi Phi Lee. Questa è la mia idea di mare perfetto. Che continuerò a sognare, perché dopo l'uscita del film, questa spiaggia si è trasformata in luogo di turismo selvaggio, proprio quello da cui desidero allontanarmi. 
  7. Machu Pichu: beh, sono scontata lo so. Non è un viaggio impossibile in quanto turisticamente ormai si può fare con grande facilità. Per me resta un sogno, una di quelle destinazioni mitiche, come per molti può essere il Messico con i suoi templi o l'Egitto con le sue Piramidi. Questo villaggio costruito a oltre 2400 metri in un luogo impervio e difficile da raggiungere, ha rappresentato per me, nella mia testa di ragazzina, l'incredibile. Il fascino che ancora riesce a produrre sulla mia immaginazione, il suo nome e le foto che via via mi capita di vedere, lo mettono in assoluto fra i luoghi che vorrei con tutto il cuore vedere. 
  8. Orient Express: Ditemi che ci avete pensato almeno una volta. Un viaggio all'insegna del lusso e dell'eleganza, in carrozze che sembrano saloni reali, cuccette accoglienti e romantiche. Ecco, oggi tutta la poesia dell'originale Parigi-Istambul non esiste più, ma ci sono treni di lusso che ricordano questo percorso mitico con tratte più brevi. Una la farei volentieri. E non disdegnerei neanche la Mosca - Vladivostoc in Transiberiana. 
  9. El Camino de Santiago: non ridete. Può sembrare ridicolo ma a questo viaggio ci ho pensato più di una volta. Specialmente quando ero una ragazzetta. Mi sarebbe piaciuto farlo in bici e assolutamente tutto, attraversando i Pirenei a Roncisvalle. Un pochino l'ho fatto, visitando Burgos, Estrella, Logrono, Pamplona, ma così non vale. Bisogna conquistarlo con la fatica e forse, il dono per chi riesce, è una migliore comprensione di sé e del proprio sentire. 
  10. Botswana e Delta dell'Okavango: non poteva mancare l'Africa, quella più nera e misteriosa. Quella lontana e mitica, dove la natura ti sovrasta e ti parla attraverso il barrito degli elefanti ed il ruggito dei leoni. Quell'Africa in grado di farti un incantesimo da cui non potrai più liberarti. Quella terra che abbiamo scoperto attraverso i documentari di fronte ai quali abbiamo imparato a riconoscere gli animali selvaggi. Soltanto sentirne pronunciare il nome mi fa accelerare i battiti del cuore. 

Aspettando i vostri viaggi da sogno, apro le danze alla primavera che sta già tutta dentro questa quiche deliziosa, preparata con il resto di un sacchetto di farina di farro che volevo terminare e quattro carciofi che languivano in frigo. Una manciata di menta già rigogliosa nella mia fioriera ha impreziosito il tutto. Non tralasciate il prosciutto perché i carciofi lo amano appassionatamente.
Ingredienti per uno stampo da 30x10 cm con fondo amovibile
Per la brisé
190 g di farina di farro
90 g di burro salato molto freddo
2 cucchiai di acqua gelata
una macinata di pepe nero fresco
Per il ripieno
4 carciofi grandi
2 limoni
1 porro
2 uova grandi
50 g di prosciutto crudo tagliato a fettine
2 cucchiai di olio extravergine
80 ml di panna fresca
50 g di parmigiano grattugiato
una manciata di foglie di menta fresca tritata grossolanamente
sale - pepe qb
Preparare la brisé mettendo su una spianatoia la farina a fontana ed il burro tagliato a cubetti. Prima di cominciare sporcate la farina con una macinata di pepe nero.
Sabbiate la farina pizzicando il burro con la punta delle dita cercando di ridurlo in briciole incorporando la farina stessa. Quando il composto sarà bricioloso e leggero, aggiungete l'acqua ben fredda ed impastate giusto il tempo di far stare il tutto insieme in una palla.
Avvolgete con pellicola e mettete in frigo per 30 minuti. Se l'ambiente in cui lavorate non è molto caldo, potete già stendere la pasta e foderare lo stampo, mettendo poi il tutto in frigo a riposare mentre preparate il ripieno.
Pulite i carciofi: eliminate le foglie dure esterne, tagliate il gambo lasciando un paio di cm.
Tagliate la punta dei carciofi a c.ca 2/3 dal cuore e poi tagliate a metà il fiore. Togliete il fieno e le eventuali spine che dovessero essere al centro quindi mettete i carciofi in una ciotola piena di acqua fredda acidula con il succo di un limone.
Fate bollire una casseruola d'acqua acidulata con limone e quando i carciofi saranno pronti, buttateli in acqua e fateli sbianchire per 3/4 minuti.
Scolateli bene. Tenete da parte 3 metà carine che vi serviranno a decorare la quiche e riducete in piccoli spicchi i restanti carciofi.
Affettate finemente il porro e fatelo imbiondire con dolcezza nell'olio extravergine quindi aggiungete i carciofi a spicchi e le 3 metà. Fate insaporire bene, salate e cuocete aggiungendo un o due cucchiai d'acqua se necessario, per 5 minuti. Fate raffreddare.
Sbattete le uova in una ciotola, aggiungendo la panna, il parmigiano, la menta tritata, sale e pepe. Aggiungete i carciofi a spicchi e tenete da parte le metà. Mescolate bene
Foderate con la brisé il vostro stampo, bucherellatelo nel fondo e coprite la base con le fettine di prosciutto.
Versate il contenuto della ciotola e distribuitelo bene nella base.
Aggiungete le 3 metà graziosamente sulla superficie e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per c.ca 35 minuti, fino a che il tutto non sia bello dorato e gonfio.
Fate raffreddare leggermente, sformate e servite con una bella insalatina di misticanza.


mercoledì 25 febbraio 2015

Torta morbida alle fragole e limone: quando sono diventata madre.

You're the sunshine of my life - Steve Wonder
Tredici anni fa a quest'ora giacevo annientata dall'anestesia in un lettino d'ospedale.
Mentre lentamente emergevo dalla nebulosa dell'incoscienza, cercavo di mettere a fuoco l'esserino frignante che si agitava nella culla sistemata al mio fianco: un robino lungo lungo, pieno di peli, capelli, e dalla pelle giallognola che, a dirla tutta io non riconoscevo, perché l'ex abitante della mia pancia aveva assunto nella mia testa, nell'arco di quei nove mesi, le decise sembianze di un angelo.
Si, insomma, uno di quei bambini della pubblicità, tutto guance, fossette, pelle rosea e sorrisoni.
Lei, il mio robino lungo, tutto era tranne che angelico.
Anzi, bruttarello in verità.
Poi niente, non sapevo dove mettere le mani, né avevo idea di come si maneggiasse tale oggetto.
Tutto quello che potevo sentire, era un dolore continuo, una debolezza spaventevole.
Immobile a letto, osservavo le altre mamme muoversi veloci intorno alle culle, cambiare i propri bambini, allattare, tornare ad una parvenza di normalità.
Io invece niente.
Vivevo in attesa di una montata lattea che non arrivava e di una creatura affamatissima che, stufa di non ricevere segni di vita dalle mie mammelle per altro gonfissime, vide bene di innamorarsi del biberon e chi s'è visto s'è visto.
Care amiche lettrici che siete già mamme e voi che lo diventerete un giorno, non credete a chi vi dice che la maternità è insita in ognuna di noi. Balle.
Tutto questo fiume d'amore che vi inonda non appena vi mettono fra le braccia il vostro bambino....mah.
Siamo piuttosto creature smarrite, che cercano di capire quale genere di alieno sia potuto uscire dal nostro corpo, realizzando immediatamente che quell'esserino rumorosissimo non farà nulla da solo per almeno i prossimi due, tre anni.
Credetemi, madri non si nasce.
Nessuna di noi è pronta a diventarlo, e la maggior parte di noi lo fa in maniera del tutto incosciente.
La natura.
La natura ci toglie ogni capacità razionale altrimenti nessuno di noi si riprodurrebbe considerando la situazione.
Ho capito di essere totalmente e indissolubilmente legata a mia figlia intorno al suo terzo mese di vita. Prima c'è stato di tutto: depressione, pianti, rabbia, paura, lancio dell'infante sul letto, terrore di non farcela.
Fu un suo sguardo, uno di quelli per cui potesti gettarti in fondo ad un dirupo.
Un lungo sguardo di adorazione, gioia, eccitazione rivolto proprio a me e a nessun altro.
Non un giocattolo, non un oggetto. Ma a me sola.
In quel momento sono diventata la mamma di Alice.
Non ho mai mancato un appuntamento con il suo compleanno anche in questo blog.
Che Alice è cresciuta lo si vede dalle torte che le ho preparato.
Ci sono state scarpette da ballo e mille piani per una principessa, per poi dirigersi verso la morbidezza di una ciambella alla panna. 
Stavolta ancora un segno di primavera che si avvicina con una torta morbida, confortante, e facilissima, con le prime fragole avvolte dal profumo del limone.
Ma la torta ufficiale per la sua festa è già stata ordinata.
Perché non sembra, ma la ragazza comincia ad avere le idee molto chiare e pare che la sua torta preferita sia in assoluto un certo cheesecake. 
Vi lascio gli ingredienti per questo dolce buonissimo e facile, al quale potrete abbinare la frutta che preferite, o addirittura nulla, per poi tagliarlo e farcirlo come più vi suggerisce la fantasia.

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 24/26 cm 
NOTA BENE: TUTTI gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente
200 g di farina
80 g di fecola di patate
5 uova grandi
180 di burro morbido
100 g di yogurt bianco magro
50 g di panna fresca
la scorza grattugiata di 2 limoni non trattati
250 g di zucchero semolato
2 cucchiai di limoncello
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di fragole, lavate e tagliate a metà
zucchero a velo per rifinire

Per la decorazione:
100 g di cioccolato fondente
una decina di fragole
Rompete le uova e separate gli albumi dai tuorli.
Nella ciotola della planetaria montate il burro morbido e lo zucchero con la frusta, opre c.ca 5 minuti a velocità media, fino ad ottenere un composto soffice e pallido.
A questo punto cominciate ad aggiungere i tuorli, uno alla volta, senza aggiungere il secondo prima che il precedente non sia stato completamente amalgamato.
Mentre la frusta continua a montare aggiungete la panna e lo yogurt che avrete miscelato bene insieme con un cucchiaio, la scorza dei limoni, la vaniglia, il limoncello.
Senza smettere di montare, aggiungete un cucchiaio alla volta, le farine setacciate con il lievito.
Una volta incorporata la farina, fermate la frusta.
Montate a neve ferma gli albumi ed incorporateli con estrema delicatezza al composto, usando una spatola di gommapiuma, e miscelandolo dall'alto in basso.
Versate il composto nello stampo già imburrato e infarinato sistemate sulla superficie le fragole divise, disegnando dei cerchi concentrici.
Mettete in forno a 180° e cuocete per c.ca 60 minuti. Fate la prova stecchino.
Mentre la torta cuoce, fate fondere a bagno maria la cioccolata ed immergetevi le fragole ben lavate ed asciugate.
Fate indurire la cioccolata su un foglio di carta da forno.
Una volta pronta la torta, fatela raffreddare per c.ca 15 minuti e poi sformatela e mettetela su una griglia.
Fa fredda, rifinite con lo zucchero a velo e le vostre fragole al cioccolato.
Servite la torta con una cucchiaiata di panna semimontata.
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