Per ancora qualche puntata niente dolci su questi schermi!
Lo so, lo so che nella dinamica del mondo blogger, la pubblicazione di un dolce attira quanto il miele le api, ma la mia vita in questo periodo è incasinata, girovaga e soprattutto tende al frettoloso. Non ho tempo di stare lì a vedere lievitare, montare a neve, assemblare, farcire e tutto quello che viene dopo.
In più ho ricevuto l'aut aut dalla regia per cui il prossimo dolce che riuscirò a postare (quando, non lo so), sarà assolutamente innocuo (ma non faccio promesse da marinai).
In compenso vago su altri tipi di ghiottonerie ed in questo ci mette lo zampino la Redazione di Donne Sul Web che da qualche settimana mi ha amorevolmente adottata, chiedendomi di pensare ad una ricetta con i salumi.
I SALUMIIIII? Ma tu mi inviti a nozze!
Quando si parla di salumi, in Toscana si apre un mondo.
Non
c’è piccola trattoria, vinaio o osteria che si rispetti che non abbia pronto un
ottimo tagliere di affettati e formaggi per ingannare l’attesa della portata
principale in maniera golosa e spesso fin troppo generosa.
Salame e prosciutto
nostrali, la preziosa Cinta Senese regina della norcineria della mia provincia,
salsicce fresche e secche, rigatino, capocollo e buristo e su, su, fino ad
arrivare alla rinomata Mortadella di Prato ed al sublime lardo di Colonnata.
Devo ammettere con un certo imbarazzo che di fronte a si tanta
varietà meravigliosa, io ho decisamente la mia preferita. Quella che spesso compro se ho
voglia di una cena veloce, che mi piace da sola ma mi fa morire tra due fette
di pane di Altopascio e per la quale mio marito è capace di assalti notturni al
frigorifero (sempre giustificati).
E’ lei, la Finocchiona
Toscana. Per me è la regina dei nostri insaccati, il perfetto equilibrio
tra sapidità ed aromi, tra il pepe nero e quei semi di finocchio selvatico che
la rendono elegante e perfetta per ogni occasione ed il cui profumo è in grado
di riempire una stanza in un attimo. Quell'impasto morbido, quella grana vellutata...ora che ci penso, me ne sono avanzate un paio di fette. Scusate, io vado!
E’ tempo di fave e pecorino. Da noi si servono con alcune
fettine di salamino e pane ovviamente non salato. Io ho pensato di metterle in
un guscio di focaccia con dadini di Pecorino di Pienza fresco, sposandole alla
Finocchiona per dare un aroma più intenso al ripieno. Servite calde su un letto
di insalatina di misticanza, sono assolutamente irresistibili. Una ricettina facile e velocissima, credetemi!
RICETTA PER 4/6 MINI
QUICHE
1 rotolo di pasta per focaccia confezionata
300 gr di fave sgranate
2 uova medie + 1 tuorlo
200 gr di pecorino di Pienza fresco
100 gr di Finocchiona tagliata a fette
4 foglie gradi di salvia
100 ml di latte
un rametto di foglie di origano fresco
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe
Sgranate in baccelli e mettete le fave in acqua bollente
salata per 5 minuti. Fate raffreddare e togliete la pellicina a quelle grandi.
Le piccole saranno ugualmente tenere. Tagliate il pecorino fresco a dadini piccoli.
Tagliate la finocchiona a strisce larghe 3 cm.
Stendete la focaccia e con un mattarello. Assottigliatela
(3/5 mm). Con un pennello da cucina, oleate bene 6 stampi da tortina quindi con
un coppa pasta da 10 cm tagliate la pasta e sistematela negli stampi tirandola
come si fa con la pizza, lasciando il bordo che fuoriesca un po’ dai lati.
Versate uno strato di fave sul fondo degli stampi, quindi copritele con il
pecorino a dadini. Aggiungete delle striscioline di salvia e qualche fogliolina
di origano. Arrotolate una striscia di finocchiona a formare una rosellina e
sistematela nel centro degli stampi, sostenuta dalle fave ed dal pecorino.
Aggiungete pezzettini di finocchiona a coprire il tutto. Con un mestolino
versate il composto di uova sul ripieno, lasciando qualche millimetro dal
bordo. Spennellate i bordi con il tuorlo appena sbattuto con un goccio di
latte.
Mettete le quiche in forno preriscaldato a 180° per almeno
30 minuti o fino a quando non saranno belle dorate. Servirle calde.




