lunedì 12 luglio 2021

Timballo di Annelletti alla siciliana

Gli ultimi quattro giorni li ho trascorsi in Sicilia. 
Oggi riparto, in macchina, per riavvicinarmi lentamente a casa. 
Fortunatamente non farò l'intera tratta come all'andata, da Siena a Giardini Naxos. 
12 ore di piccolo calvario in una macchina scomodo (a noleggio) per accompagnare mio marito durante una missione di lavoro. 
Per la prima volta nella mia vita ho attraversato lo Stretto di Messina ed è stata una sensazione stranissima, pensando a quelle migliaia di persone che lo fanno abitualmente ogni giorno. 
La Sicilia mi ha accolta con 40°C all'ombra, un mare azzurrissimo battuto da un vento instancabile ed un intenso profumo di oleandro ed altri fiori estivi che non sono riuscita a riconoscere. 
Che terra incredibile.
A proposito di cucina siciliana.
Non la conosco. ⁠
Almeno non quanto vorrei. ⁠
Quel poco che ne so, arriva da assaggi avvenuti sul posto durante le mie sporadiche visite, dai libri di Camilleri e dalla sperimentazione avventurosa delle più famose e classiche ricette della tradizione, anche se non ho modo di giudicarne il risultato non conoscendo la versione originale. ⁠
Eppure so che è una delle più ricche della nostra penisola, la più contaminata ed anche quella che maggiormente è legata al suo passato fatto di occupazioni, di culture variegate, di ricchezza di ingredienti e materie prime meravigliose. ⁠
Forse anche una delle più complete a livello nutrizionale e più saporite grazie alla forza di un clima generoso anche se spesso un po' tiranno. ⁠
Certo è che vorrei saperne di più, vorrei conoscerla da vicino, osservare mani femminili trasformare gli ingredienti in piatti sontuosi, annusare i profumi che escono dalle pentole e rubacchiare segreti qua e là, con gli occhi, le orecchie e soprattutto con la mia bocca. ⁠
La cucina siciliana resta un mistero che ho voglia di svelare, come anche la sua terra, che mi è entrata nel cuore ma vorrei tanto donarle più spazio. ⁠

Così in tema di tentativi avventurosi, eccone uno (che comunque ho già ripetuto più di una volta e posso garantire che è buonissimo). 

Il Timballo di annelletti con le melanzane secondo la tradizione sicula, che è buono ed ancora di più il giorno dopo, appena tiepido da mangiarsi anche sotto l'ombrellone in spiaggia. 

Io lo adoro e spero che gli amici siciliani mi perdonino. Ho letto e trovato molte versioni. 

Ho messo insieme i pezzi ma so che non sarà mai come l'originale. 

Il mio vuole essere un rispettoso omaggio ad un piatto straordinario che letteralmente adoro. 


TIMBALLO DI ANNELLETTI ALLA SICILIANA 

Difficoltà: facile

Preparazione: 2 ore 

Cottura: 30 min. per le melanzane – 1h30 per il ragù – 30 minuti per il passaggio in forno. 

Si può preparare in anticipo. 


Ingredienti per 4/6 persone 

500 g di aNnelletti o pasta corta a vostro piacere 

400 g di carne macinata mista (manzo e maiale)

1 carota 

1 gambo di sedano

1 piccola cipolla 

2 foglie di alloro 

200 g di piselli (freschi o surgelati)

800 ml di passata di pomodoro 

mezzo bicchiere di vino bianco 

un mazzetto di basilico 

200 g di scamorza 

5 melanzane scure (le violette non vanno bene) 

2 cucchiai di parmigiano 

Olio extravergine per friggere 

Pan grattato qb

Sale e Pepe 

  • Preparate il ragù. Dopo aver pulito e tritato gli odori, versateli in una larga casseruola con 3 cucchiai di extravergine e le foglie di alloro e fate passire a fiamma media sempre mescolando. 
  • Quando le verdure saranno morbide e traslucide, aggiungete la carne e fatela rosolare bene nel fondo fino a che non avrà perso i suoi succhi e sarà dorata. A quel punto alzate la fiamma, bagnatela con il vino e fate sfumare. Aggiustate di sale e pepe. 
  • Aggiungete la passata di pomodoro ed i piselli e mescolate bene. Abbassate la fiamma al minimo, profumate con tanto basilico ed aggiustate di sale, quindi coprite e fate cuocere per almeno 1 ora e mezza.
  • Mentre il ragù cuoce, lessate la pasta al dente (3 o 4 minuti meno del tempo indicato dalla confezione, scolatela e mettetela in una ciotola mescolandola con un cucchiaio d’olio. 
  • Tagliate la scamorza a dadini. 
  • Affettate le melanzane sottilmente per la lunghezza, cospargetele con sale grosso e mettetele in uno scolapasta sovrapposte e schiacciatele con un peso. Lasciatele così una ventina di minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. 
  • Una volta pronte, passatele sotto l’acqua corrente strizzandole per eliminare il sale. Strizzatele bene ed asciugatele perfettamente nella carta assorbente. 
  • In una larga padella per frittura, versate due dita di olio extravergine e fatelo scaldare a 180°. Immergete poche melanzane alla volta e friggetele fino a doratura. Fatele asciugare su carta assorbente. 
  • Una volta pronte, ungete uno stampo circolare ad anello, cospargetelo di pan grattato ed adagiate le melanzane sovrapposte a metà l’una all’altra lasciando che una parte strabordi all’esterno. 
  • Condite la pasta con il ragù e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano quindi mettete metà del composto nello stampo sopra le melanzane. Aggiungete la scamorza al centro lungo tutta la corona circolare e rifinite con la restante pasta. Richiudete le melanzane sulla pasta e mettete in forno a 190° per 30 minuti fino a quando la superficie non sarà ben dorata. 
  • Sformate su un piatto di portata e servite caldo o a temperatura ambiente. Sarà comunque buonissimo. 

Potete preparate il timballo il giorno prima conservandolo in frigo, e cuocerlo al momento di servirlo. 

In alcune zone della Sicilia si aggiunge anche del salame ed uova sode. 

Esiste anche una versione senza melanzane. 




martedì 6 luglio 2021

Tarte senza cottura con mousse di yogurt al miele.

Non credevo che avrei postato una nuova ricetta prima di Settembre. 
Ormai siamo tutti molto concentrati a quello che l'estate ci porta.
Io personalmente, non paga del lungo periodo di ferie forzate, sogno delle vacanze degne di questo nome e partirei ogni minuto e mezzo, giusto il tempo di rifare la valigia. 
Sono incorreggibile, lo so, ma è nel mio DNA.
Comunque. 
Cambiamo argomento. 
Ho preparato un dolce. 
Figurati, un dolce,  tanto per cambiare. L'ultimo post non era forse una torta? E quello prima dei biscotti? 
Ho una giustificazione. 
Questa tarte non si cuoce e fa pure bene. 
Pochi zuccheri e tutti naturali, frutta fresca ed una mousse di yogurt che è una vera delizia. 
Ci vuole anche poco, solo un po' di pazienza ad attendere i tempi di raffreddamento e poi potrete mangiarla anche a colazione e a merenda, perché il guscio contiene tanti nutrienti che fanno benissimo alla salute e all'umore. 
In particolare ho scoperto le miscele di semi macinati a freddo Linwoods, che contengono magnesio, omega 3, sali minerali e tante fibre e mi sono abituata ad utilizzarli in molte preparazioni, senza scaldarli perché perderebbero le loro proprietà benefiche.  
In estate sono perfetti ma li utilizzerò tutto l'anno perché hanno un sapore fantastico e sono molto versatili grazie a miscele con semi e frutta secca diversi. 
Per questa ricetta ho usato la miscela con semi di lino, noci brasiliane, mandorle e noci e a dirla tutta sarei in grado di mangiarmela a cucchiaiate. Nel guscio di questa tarte sono strepitosi. 
Se vi interessassero, sappiate che potete trovarli nei negozi di Naturasì, CuoreBio, Biobottega ma anche on line in numerosi siti. 

Ingredienti per uno stampo rettangolare 35 x 11 cm o uno rotondo da 18/20 cm diametro

Per il guscio 

150 g di mandorle
50 g di Semi di lino, mandorle, noci brasiliane e noci macinati Linwoods
150 g di datteri secchi denocciolati
30 g di olio di cocco
un pizzico di sale

Per la Mousse
 
200 ml di yogurt greco a temperatura ambiente 
250 ml di panna fresca
2 fogli di colla di pesce
3 cucchiai di miele di cardo
la scorza grattugiata di un lime
Frutta di stagione per decorare

  • In un mixer con lama tritate mandorle e datteri in un composto fine. Miscelate con i semi Linwoods in una ciotola. Aggiungete l'olio di cocco sciolto e intiepidito e mescolate bene con un cucchiaio. 
  • Distribuite il tutto su uno stampo rettangolare, pressando bene anche sui bordi e cercando di creare uno spessore di 4/5 mm. Mettete in frigo almeno 1 ora. 
  • Preparate la mousse. Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Mescolate lo yogurt con il miele che avrete leggermente scaldato per fluidificarlo. 
  • Sciogliete la gelatina strizzata nel microonde alla massima temperatura per qualche secondo, quindi incorporatela nello yogurt mescolando bene. 
  • Montate la panna con un paio di cucchiaini di zucchero a velo se desiderate maggior dolcezza, quindi incorporatela con una spatola nella crema di yogurt. Adesso la mousse è pronta da stendere nel guscio. 
  • Aiutatevi con una spatola e distribuite uniformemente la mousse nel guscio sbattendo lo stampo lievemente sul piano di lavoro in modo che eventuali bolle spariscano. Una volta pronto, mettete in frigo per almeno 3 ore o tutta la notte. 
  • Quando sarete pronti a servirla, decoratela con la frutta estiva che preferite: io ho utilizzato pesce nettarine, albicocche, ciliegie, lamponi ed una composta di lamponi che ho fatto appositamente. Potete arricchirla con frutta zuccherina come uva, banane, melone o anguria che stanno benissimo con la base fresca e già dotata di giusta acidità. Servite ben fredda
  • Si conserva in frigo coperta per un paio di giorni. 

venerdì 11 giugno 2021

Old Fashioned Cherry Cake

Cherry Pie - Sade 

Passo al volo per riproporre una ricetta già fatta qualche anno fa ma che è il genere di torta che io amo senza limiti. 
Un dolce di casa, con frutta fresca ma con un favoloso profumo di burro che si fonde con l'aroma di mandorla e la fresca dolcezza delle ciliegie.
La ricetta originale, di Diana Smith, vuole l'utilizzo di ciliegie candite, ma io ho ribaltato la frittata ed avendo a disposizione delle ciliegie quasi al punto di passire, ho deciso di utilizzarle nell'impasto. 
Il risultato è quello che vedete: una classica torta all'inglese, texture densa, morbida e leggermente umida, superlativa con il te.  Migliora nei giorni successivi ma dura ben poco, ve lo garantisco. 

Unica raccomandazione: fate in modo che tutti gli ingredienti abbiano la stessa temperatura perché al momento dell'inserimento delle uova, l'impasto potrebbe stracciarsi.  Nel caso succeda, non vi preoccupate perché si recupera con l'inserimento della farina, ma sarebbe meglio non fare prendere troppi choc all'impasto. 
 
Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18 cm
200 g di ciliegie private del nocciolo e tagliate a metà (potrete usare anche le ciliegie candite quando la stagione sarà finita) 
175 g di burro a temperatura ambiente
175 g di zucchero semolato fine
3 uova grandi a temperatura ambiente e sbattute leggermente
175 g di farina 00
½ cucchiaino di lievito in polvere
75 g di farina di mandorle
qualche goccia di estratto di mandorle (io ho usato un cucchiaino di armelline in polvere). 
1 cucchiaio di latte
  • Sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Gradualmente aggiungete le uova sbattute poco alla volta,  (attendete che siano ben incorporate prima di aggiungere il prossimo quantitativo.)
  • Setacciate la farina con il lievito in polvere e con cura incorporateli al composto cremoso usando un cucchiaio di metallo o una spatola di silicone. 
  • Mescolate due terzi delle ciliegie con la farina di mandorle ed incorporatele con cura nel composto aggiungendo una o due gocce di estratto di mandorle e il latte.
  • Adesso versate il composto nello stampo preparato, livellando la superficie con un cucchiaio quindi cospargete il resto delle ciliegie e con l’aiuto di un cucchiaino, spingetele delicatamente sotto la superficie dell’impasto.
  • Cuocete la torta al centro del forno per 45/50 minuti a 180°C, quindi copritela con un foglio di alluminio e continuate a cuocerla per 10 minuti e fino a quando sarà elastica al tatto. Prima di sfornarla fate comunque la prova stecchino. 
  • Fate raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti prima di sistemarlo su una griglia per il completo raffreddamento. Conservate coperta o in un contenitore ermetico. 


lunedì 24 maggio 2021

Il Bensone modenese: un dolce che sa di casa

In questo week end appena trascorso, abbiamo fatto un salto a Firenze con l'idea di visitare gli Uffizi. 
Poi ci siamo resi conto di essere partiti troppo tardi, di non avere prenotato come da procedure anti Covid ed abbiamo lasciato perdere per dedicarci ad una passeggiata fra le vie di questa incredibile città.
Sembrava un normale giorno di piena stagione turistica, stracolmo di gente ovunque, a piedi, in auto, in bicicletta, in monopattino...diciamo che forse era anche la prima vera giornata di primavera, con un caldo davvero presente nonostante il vento. 
Ogni tanto nel caos percepivo voci straniere, soprattutto tedesche e dentro il cuore sentivo che un'idea di normalità cominciava a prendere forma. 
Se non fosse stato per i volti coperti da mascherine, avremmo potuto credere che nulla fosse mai accaduto. 
Quanto è strano.
Un anno e mezzo in cui il mondo si è capovolto, è successo di tutto, abbiamo perso cari, amici, pezzi di cuore. Però come sempre, la vita si fa spazio e va avanti. 
La vita che va avanti ha un nome: speranza. 

Questa ricetta vagola nel mio archivio da tempo immemore e solo da poco ho ritrovato le foto e mi sono ricordata di averla. 
Un dolce di casa così buono a confortante che è un peccato non condividerlo. 
Il Bensone o Bensoun, come lo chiamano nella provincia di Modena, è una sorta di pagnotta di pasta frolla lievitata molto morbida e profumata, che originariamente non prevedeva alcun ripieno.
Nel tempo, grazie alla fantasia delle casalinghe, nell'impasto è finita dell'ottima confettura di amarene, spesso miste a prugne ed oggi ognuno lo arricchisce con fantasia, secondo il proprio gusto. 
In realtà questo era il dolce della domenica, che nei periodi di festa veniva portato in Chiesa per essere benedetto e da qui pare derivi il suo nome, ovvero da "benedizione" a "bensone" il passo è stato breve. 
La prima volta che ho avuto occasione di assaggiarlo, accompagnavo un gruppo a visitare la zona. 
Pranzavamo a Nonantola, presso il Ristorante Il Patriarca,  e alla fine del pasto ci fu portato questo semplice dolce casalingo accompagnato da un bicchierino di Nocino, liquore di cui questa provincia è grande custode e produttrice. 
Morbido, friabile, confortante e così piacevolmente casalingo, senza pretese né trucchi ma solo ingredienti semplici che tutti abbiamo in casa. 
Sfacciatamente ebbi il coraggio di chiedere la ricetta al gestore con cui orami lavoravo da tempo e quella che vi lascio è la versione della sua famiglia, quindi affidabile al 100%.
Le mie colazioni sono così piacevoli con una fettina di bensone e la sera, dopo cena, una perfetta chiusura avvolgente come una carezza. 
Siccome la cosa più complicata è trovare la consistenza della frolla, che deve comunque restare malleabile e non sostenuta come quella delle crostate, ed anche per capire la formatura, vi lascio un video molto chiaro dove è spiegato bene tutto il procedimento. Spero vi sia utile. 
Provatelo e saprete dirmi. 

Ingredienti per 2 Bensoni
500 g di farina 00
200 g di zucchero semolato 
250 g di burro morbido 
2 uova piccole + 1 per spennellare 
la scorza ed il succo di un limone piccolo 
12 g di lievito 

Per la farcitura
500 g di confettura di amarene (oppure potete mischiare amarene con prugne) 

Per rifinire
Granella di zucchero qb 
  • In una larga ciotola, versate lo zucchero con il succo di limone e la scorza. Con una spatola mescolate con energia in modo che lo zucchero si sciolga leggermente nel limone quindi aggiungete il burro ed incorporate bene con una spatola. 
  • Aggiungete le uova e mescolate ancora in modo da incorporarle bene quindi setacciate la farina con il lievito sul composto e cominciate ad impastare con una spatola cercando di aggregare gli ingredienti. 
  • A questo punto rovesciate il tutto su una spianatoia bene infarinata. Questa frolla morbida che si va formando, va lavorata velocemente con le mani impastandola con cura. Nel caro vi risulti troppo morbida sotto le mani, aggiungete una manciata di farina. Quando avrete ottenuto una palla liscia e duttile ma non eccessivamente morbida, dividetela in due parti identiche, appiattitele, avvolgetele nella pellicola e mettetele in frigo per 20 minuti. Non deve diventare dura. 
  • Preparate una teglia coperta con carta da forno e scaldate il forno a 180°.
  • Sulla spianatoia spargete una manciata di farina e schiacciate con le mani la prima pallina. Mettetela su un foglio di carta da forno. Aiutandovi con le mani o utilizzando un matterello, stendete un cerchio spesso 5/7 mm. Al centro versate la metà della confettura e spargetela con una spatola lasciando 3 cm di bordo, 
  • Arrotolate l'impasto su se stesso aiutandovi con la carta da forno con la chiusura verso l'alto. Mettete in frigo il primo Bensone e preparate il secondo allo stesso modo, che lascerete riposare per almeno 30 minuti. 
  • Una volta trascorso il tempo in frigo, trasferite i due bensoni sulla teglia distanziati almeno 5/7 cm l'uno dall'altro. Rovesciateli sulla teglia facendo in modo che la chiusura vada sotto. Schiacciate le estremità a 3 cm dal fondo in modo che non fuoriesca la confettura e piegandole sotto al bensone. 
  • Spennelateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli con granella di zucchero. In senso longitudinale praticate un taglio lungo una decina di cm al centro dell'impasto e fateli cuocere per 40/45 minuti fino a quando non saranno dorati ma non troppo scuri. Il taglio aiuterà la lievitazione e farà in modo che l'impasto non si spacchi in maniera irregolare. In ogni caso, siccome la frolla è molto morbida, è possibile che durante la cottura vi si apra proprio come è successo a me. Mal di niente,  e' buono lo stesso.
  • Fate raffreddare sulla teglia e spostateli su una gratella solo quando saranno quasi freddi perché l'impasto sarà comunque morbido e molto friabile. 
  • Si conservano per una settimana coperti o tagliati e conservati in una scatola di latta. 


lunedì 17 maggio 2021

Pan Brioche laminato al cioccolato

Ultimamente il blog langue. 
Ciò non significa che non stia cucinando come se non ci fosse un domani. 
Purtroppo, ma per fortuna non per il blog perché da qualche mese sto collaborando con la rivista Ci Piace Cucinare dove via via potete trovare le mie ricette.
Lavorare per delle riviste ha tempi molto rigidi quindi quando mi arrivano gli incarichi, entro in uno stato di immersione totale nella ricetta e nella realizzazione fotografica da poter fare poco altro. 
La settimana appena trascorsa è stata una di quelle. 
Però nel weekend, complice un clima pestifero, sono riuscita a cucinare per me e a realizzare questo bellissimo pan brioche laminato. 
Il forno è ancora al lavoro e credo che lo sarà ancora per qualche settimana perché le previsioni non danno nulla di buono fino alla fine di maggio. 
Da lì in poi, piomberemo direttamente sulla graticola e si ritornerà a lamentarsi del caldo come sempre facciamo quando non si ha nient'altro da dire.  
Veniamo a questa stupenda brioche.
La ricetta arriva dal blog della bravissima Tiziana - Deliziosa Virtù. 
Ne sono rimasta incantata non appena ho visto l'immagine sulla sua galleria Instagram e mi sono detta che l'avrei provata appena possibile. 
L'occasione è arrivata grazie all'appuntamento del "Cestino del Pane", un gruppo di allegre panificatrici di cui faccio parte proprio su Instagram, dove ogni mese lanciamo un tema che ognuna può realizzare secondo il proprio spirito. 
Questo mese era "il pane bicolore" e la tentazione arrivata da Tiziana, si è fatta concretamente brioche. 

La preparazione presenta qualche lieve difficoltà nella preparazione della laminatura, ovvero del "foglio" di cioccolata che viene inserito nell'impasto per ottenere questo delicato effetto zebrato. Se in un ciambellone è facile perché la texture dell'impasto è semi liquida, qui non si può utilizzare lo stesso procedimento. 
Si procede con delle pieghe che possano assorbire questo sottile strato di cioccolata senza spargerla e che in fase di lievitazione si formi questo bellissimo disegno. 

Siccome ho preparato la brioche la sera, finendo di cuocerla a mezzanotte, non sono stata in grado di fotografare il procedimento di inserimento dell'intarsio di cioccolata, ma vi rimando alla pagina di Tiziana, dove c'è un passo passo chiarissimo.
Non abbiate fretta: potrete dividere la preparazione in due tempi come vi spiego sotto. Ma il risultato vi piacerà moltissimo. Buon lavoro. 

Per  la laminatura 
30 g di Farina 0
10 g di amido di mais 
100 g di cioccolato fondete 70% 
20 g di cacao in polvere 
60 g di zucchero semolato 
140 ml di latte 
20 g di burro
2 albumi a temperatura ambiente (cca 70 g) 
1 pizzico di sale 

Per la brioche 
300 g di farina 00
200 g di farina di forza w 320 (o Manitoba)
10 g di lievito di birra fresco
5 g di sale 
260 ml di latte intero tiepido 
2 uova medie 
60 g di burro morbido
100 g di zucchero 

Preparate la laminatura di cioccolato 
  • Fate fondere a bagnomaria  il cioccolato tritato con il burro. Nel frattempo setacciate farina, amido, cacao in una ciotola e aggiungete lo zucchero e il sale. Versate a filo il latte mescolando con una  frusta quindi una volta ben incorporato, aggiungete il cioccolato, mescolate bene. Per ultimo aggiungete gli albumi. 
  • Versate il composto in una casseruola e cuocete a fiamma dolce fino a quando il composto non si sarà rassodato (ci vorranno c.ca 20 minuti) ed avrà una consistenza quasi plastica. Spegnete, togliete da fuoco e fate raffreddare completamente. 
  • Una volta fredda, versatela su una carta da forno su ci avrete disegnato un rettangolo da 25 x 22 cm. Appiattitela con le mani dandogli una forma quadrata. Coprite con pellicola trasparente e stendetela con delicatezza in modo da riempire completamente il rettangolo sulla carta. Mettete in frigo ad indurire per almeno 3 ore o tutta la notte. Prima di utilizzarla, dovrà stare 1 ora in congelatore. 

Preparate la pasta brioche 
  • Mettete le farine nella ciotola della planetaria. Aggiungete il latte in cui avrete sciolto il lievito con un cucchiaino di zucchero, e le uova. Con il gancio cominciate ad impastare e fate in modo che i liquidi assorbano le farine. Aggiungete lo zucchero ed il sale e continuate ad impastare per qualche minuto per ottenere un impasto omogeneo. 
  • Cominciate ad aggiungere il burro a fiocchetti, facendo in modo che la massa assorba il grasso prima di aggiungere il successivo fiocchetto. Aumentate la velocità e proseguite ad impastare per almeno una decina di minuti fino a che terminerete il burro e l'impasto sarà lucido e ben elastico. Fate la prova del velo tirando l'impasto e se si strappa senza formare il velo, continuate ad impastare ad alta velocità per altri 5 minuti. L'impasto non si dovrà scaldare. In caso interrompete per qualche minuto e poi proseguite. 
  • Quando l'impasto si sarà attaccato bene al gancio ed avrà lasciato la ciotola pulita, sarà pronto per la prima lievitazione. Formate una palla e coprite la ciotola con pellicola. Mettetelo in forno con la lucina accesa per c.ca 1h30 o comunque fino al raddoppio. A questo punto potrete anche mettere l'impasto in frigo e farlo maturare tutta la notte per poi procedere alla seconda fase la mattina dopo. Un impasto freddo sarà più semplice da stendere e arrotolare. Richiederà solo maggior tempo per la seconda lievitazione. 
  • Al momento del raddoppio l'impasto sarà bello gonfio e molto morbido. Se vi sembrerà leggermente appiccicoso, versate una bella manciata di farina sulla spianatoia e rovesciatevi l'impasto sgonfiandolo.  Stendetelo con un matterello in un rettangolo di 28 x 48 cm. 
  • Al centro del rettangolo posizionate il rettangolo di cioccolata e richiudete i lembi della pasta brioche sul cioccolato (ogni lembo arriverà al centro della laminatura). 
  • Fate combaciare bene i lembi in modo che coprano completamente il rettangolo di cioccolato.
  • Adesso girate il rettangolo con la chiusura di fronte a voi e stendetelo con un matterello per ottenere un rettangolo della stessa larghezza ma lungo 60 cm.
  • Fate una piega a 3 (a portafoglio) chiudendo i lembi del lato lungo, al centro del rettangolo.
  • Girate nuovamente il rettangolo con la chiusura alla vostra sinistra e stendetelo nuovamente con il matterello per ottenere un rettangolo di 25 x 52 cm. 
  • Partendo dal lato corto, arrotolate l'impasto lasciando liberi gli ultimo 20 cm, che taglierete con un coltello affilato ottenendo delle strisce di 2 cm di larghezza ciascuna (le strisce dovranno essere tagliate parallele al lato lungo) 
  • Attorcigliate le strisce ed avvolgetele intorno al rotolo quindi trasferite con delicatezza il rotolo nello stampo foderato con carta da forno. 
  • Fate lievitare sempre in forno nuovamente per un' 1h/1h20 fino a che l'impasto non sarà arrivato a 2 cm dal bordo, 
  • Spennellatelo con un tuorlo sbattuto con poco latte e cuocete in forno pre riscaldato a 180° per 45/50 minuti nel 3 inferiore del forno (se verso la fine vedrete che la brioche si alza molto e tende a scurirsi, copritela con alluminio). 
  • Toglietela dal forno ed aiutandovi con la carta, toglietela pure dallo stampo, facendola raffreddare completamente su una gratella. 
  • Si può congelare pretagliata a fette. E' buonissima appena fatta, e ancora meglio tostata nei giorni successivi. 





 




lunedì 3 maggio 2021

Muffin brownies: una miscela entusiasmante.

Dopo sette mesi di chiusura coatta, oggi riapriamo l'agenzia. 
Quasi un parto. 
Una sensazione strana, di lieve euforia, nonostante io sappia che probabilmente non vedrò nessuno. 
Però rispetto alla riapertura dello scorso giugno, c'è una differenza. 
La consapevolezza che non siamo sul versante in salita ma che abbiamo appena superato la vetta e stiamo lentamente scendendo verso valle, in un ritorno "a casa" che sa di speranza. 
Per mia natura, non riesco ad essere completamente possibilista: questo capricorno avvocato del diavolo è sempre sull'allerta nel valutare con realismo se è il caso di gioire o meno. 
Al momento aspetto. 
Anche perché il mio lavoro vero, che è quello che mi porta a interagire con clienti d'oltre oceano, è comunque al momento fermo. 
Ma è comunque un giorno felice e questo lo voglio dire. 
Mi auguro davvero che questi prossimi mesi anticamera dell'estate, possano consentire alla gente di realizzare i loro sogni di viaggio senza troppe difficoltà. 
Nel frattempo noi aspettiamo e continuiamo a sperare. 
 
La colazione del lunedì deve essere più incoraggiante di ogni altro giorno della settimana. 
Deve darci energia ma anche entusiasmo, risolutezza ed allegria. 
Insomma, un piccolo turbo per farci muovere convinti per il resto della settimana. 
Non lo pensate anche voi? 
Questi sono un ibrido interessante. Non veri muffin, non veri brownies. 
Un incontro fra i due che come in ogni miscela fra anime diverse, si rivela entusiasmante. 

Buona giornata amici. 

Ingredienti per 10 muffin medi
45 g di farina 00
2 uova a temperatura ambiente 
35 g di cacao amaro 
150 g di zucchero tipo zefiro 
113 g di burro 
80 g di cioccolato 70% 
20 g di gocce di cioccolato per rifinire. 
1 pizzico di sale 
  • Preriscaldate il forno a 180°. Preparate lo stampo per i Muffin con dei pirottini e tenete pronto. 
  • Fate sciogliere il cioccolato tritato grossolanamente con il burro a bagnomaria. Una volta sciolto togliete dal calore e tenete da parte. 
  • Setacciate la farina con il cacao ed il sale in una piccola ciotola e tenete da parte. 
  • Montante con una frusta elettrica le uova con lo zucchero per almeno 5/8 minuti, in modo da ottenere una massa gonfia, che abbia raddoppiato di volume e bella chiara. Questo aiuterà ad ottenere una crosticina lucida sulla superficie del vostro muffin, tipica dei brownies. 
  • Quando la massa sarà pronta abbassate la velocità della frusta ed aggiungete il cioccolato sciolto con il burro, incorporando bene. 
  • Con una spatola di silicone, aggiungete le polveri in due o tre tempi, mescolando sempre dal basso in alto per non smontare il composto. Una volta incorporata, ma senza mescolare oltre, distribuite l'impasto nei pirottini riempiendoli per 2/3 e decorandoli con le gocce di cioccolato. 
  • Cuocete per 15/17 minuti, facendo la prova stecchino che dovrà uscire con qualche briciola umida e non asciutto. L'interno deve mantenere una consistenza fondente ed umida. 
  • Togliete i pirottini dagli stampi e fate raffreddare su una gratella. 
  • Conservateli coperti sotto una campana fino a 3 giorni (se durano). 




giovedì 29 aprile 2021

Bundt cake fragola e cioccolato

Ancora qualche settimana al grande caldo. 
Qui primavera non pervenuta. Ma ormai siamo abituati. 
La cosa più disturbante, in questo lungo anno di lockdown, è passare dall'inverno all'estate in una botta sola.  
L'anno scorso questa cosa mi ha creato una forte dissociazione ma quest'anno credo che sarà anche peggio perché davvero, io da casa sono uscita pochissimo. 
Adesso però ho molta voglia. 
Ho bisogno di muovermi, di camminare, di respirare, di sapere che sono ancora in grado di progettare una fuga dell'ultimo minuto, di vedere gli amici, di andare a ballare, al cinema. 
E' una necessità vitale, per cui capisco la reazione inconsulta di masse di persone, giovani per lo più, che si  sono riversati nelle strade nei giorni scorsi, non appena si è riparlato di riapertura. 
Una sorta di miraggio, una diga che ha rotto gli argini. 
E' una necessità per sentirsi ancora vivi. 
Di contro, siccome siamo tutti (o quasi) dotati di cervello, biasimo al massimo certi comportamenti ed attendo il mio turno. 
Così, mentre fuori piove e l'aria odora di novembre, io sto in casa e cucino. 
Cucino e sogno di partire. 
Questa torta mi ha fatto pensare ad un viaggio di molti anni fa, destinazione Cuba. 
Partii nel Capodanno del 2000 insieme ad una coppia di amici, ed è stato il viaggio più avventuroso e sorprendente della mia vita. Magari una volta ve ne parlerò.
Ma perché Cuba? Grazie ad un piccolo film cubano, dal titolo Freisa y Chocolate, che racconta la storia di due amici, un giovane e attivissimo studente castrista ed un omossessuale con una visione della vita libera e fuori da ogni schema. 
I due si incontrano da Coppelia, la gelateria più famosa dell'Avana, ed il loro rapporto così strano ed imprevedibile si rivela esattamente come due gusti agli antipodi, la fragola ed il cioccolato, che fondendosi creano una sorprendente armonia. Se riuscite, vedetelo. 

Ingredienti per uno stampo da 10 cup (24/26 cm di diametro)

226 g di burro a temperatura ambiente 
300 g di  farina 00
2 cucchiaini di lievito per dolci 
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
100 g di zucchero semolato
120 g di brown sugar 
4 uova grandi a temperatura ambiente 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
1 confezione di yogurt greco da 170 g
70 ml di latte 
140 g di fragole private del picciolo e tagliate a dadini
80 g di gocce di cioccolato fondente 
zucchero a velo a piacere
  • Accendete il forno a 180°. Imburrate bene e infarinate uno stampo da bundt. Setacciate la farina con le polveri lievitanti ed il sale e tenete da parte.
  • Nella ciotola della planetaria, con la frusta, a velocità media montante il burro con gli zuccheri fino ad ottenere un composto bello chiaro e gonfio (c.ca 5 minuti). Aggiungete la vaniglia. 
  • Inserite adesso le uova, una alla volta, senza proseguire con la successiva se la prima non è stata perfettamente incorporata. Con una spatola di silicone, pulite le pareti della ciotola dopo ogni inserimento. 
  • Miscelate lo yogurt con il latte mescolando bene. Abbassate la velocità della frusta a 1. Cominciate ad inserire la farina nella massa di burro, in tre tempi, alternando con lo yogurt, cominciando e terminando con la farina.  
  • Togliete la ciotola dalla planetaria e mescolate con la spatola per pulire bene le pareti e ottenere un composto ben omogeneo. 
  • Infarinate le fragole con un cucchiaio di farina ed incorporatele con delicatezza nel composto, fate lo stesso con la cioccolata.
  • Distribuite il composto nello stampo, sbattendolo leggermente per fare in modo che l'impasto piuttosto denso si distribuisca omogeneamente. Mettete in forno su una griglia nel terzo inferiore e cuocete per 50/60 minuti. Fate la prova stecchino che dovrà uscire pulito e asciutto. 
  • Fuori dal forno, lasciate riposare 5 minuti, quindi rovesciate la torta su una griglia e fate raffreddare completamente. Si conserva per 3 o 4 giorni coperta e migliora col tempo. 




lunedì 19 aprile 2021

Las conchas: il pane dolce messicano

La bellezza di cimentarsi in ricette di altri paesi è quella di scoprire, insieme al cibo, molte curiosità e abitudini relative a questi territori. 
Sempre che uno abbia la voglia di non fermarsi di fronte ad una lista di ingredienti. 
Io non riesco a studiare una ricetta se non vado a infilare il naso nella sua storia. 
Oggi vi racconto di questi "panini" che altro non sono brioche morbide con una glassa particolare, originarie del Messico: las Conchas.
Il nome in italiano gli arriva dalla particolare decorazione che li fa assomigliare a delle conchiglie, anche se molte panetterie utilizzano delle incisioni personali che vogliono essere la firma della casa. 
Ho scoperto che il Messico ha una forte tradizione di forno e pasticceria. 
Anche nei villaggi più piccoli, si possono trovare numerose botteghe il cui intenso profumo si diffonde nelle strade. 
Per il popolo messicano il pane, tradizionale o dolce, ha un'importanza enorme nella vita quotidiana e la sua origine può farsi risalire al periodo della Colonizzazione spagnola, ovvero intorno al 1520. 
Sembra che la causa dell'inizio della coltivazione del grano grano abbia avuto origine da un incidente. 
Una cospicua quantità di grano finì accidentalmente in un carico di riso in arrivo nel porto di Veracruz nel 1522. 
Dalla semina spuntarono delle distese di grano dorato che introdusse l'abitudine di coltivare il grano finalizzato alla panificazione.  
Il successivo intervento francese portò fra i sapori locali di stampo spagnolo, la ricchezza ed eleganza della pasticceria europea, a partire dal pane bianco e i dolci lievitati. 
Se l'origine della semina e panificazione può essere attribuita agli spagnoli, l'abitudine alla pasticceria quindi ai "pan dulce" è certamente francese, anche se nei secoli, il sapore messicano ha completamente stabilito l'identità del sapore con il proprio patrimonio di aromi e spezie.
La ricetta di oggi arriva dal blog di Tiziana, Deliziosa Virtù  ricchissimo di stupende ricette di lievitati dolci che sempre mi incantano. 
Alla sua ricetta ho fatto delle piccole varianti diminuendo il lievito ed utilizzando il burro al posto dell'olio per la pasta brioche. 
La particolarità è la copertura, che vuole essere una glassa ma che assomiglia in tutto e per tutto ad una "craquilin", una copertura croccante che possiamo trovare su bigné o paste ripiene e delicate. 
Sono soffici, con una alveolatura fitta ma piacevolissima,  e sono buonissimi il giorno stesso. 
Nei giorni successivi, il mio consiglio è tostarli o scaldarli un poco per ridare loro la morbidezza burrosa che li caratterizzano. 
Ed ecco la ricetta. 

Ingredienti (per 12 bioches) 

Per l'impasto
250 g di farina 00
250 g di farina W320 
100 g di zucchero 
8 g di lievito di birra fresco o 4 disidratato
100 g di burro morbido o 80 ml di olio di semi 
2 uova 
180 ml di latte 
la scorza grattugiata di un limone non trattato 
un pizzico di sale 

Per la copertura bianca 
60 g di farina
60 g di zucchero
60 g di burro morbido

Per la copertura al cacao 
50 g di farina 
10 g di cacao setacciato
60 g di zucchero 
60 g di burro morbido
  •  Miscelate e setacciate le farine nella ciotola della planetaria. Aggiungete lo zucchero, la scorza di limone ed il sale e mescolate quindi fate la  fontana e versate il latte intiepidito dove avrete attivato il lievito di birra. Cominciate ad impastare con il gancio ed unite le uova, una alla volta.
  • Continuate ad impastare ed appena comincerà a formarsi una palla, cominciate ad aggiungere fiocchetti di burro morbido aumentando la velocità del gancio. Osservate che il burro sia stato completamente incorporato prima di aggiungere il prossimo pezzettino. 
  • Impastate per c.ca 15 minuti in tutto, per ottenere una pasta lucida, vellutata e ben incordata. Io ho impastato fino ad ottenere il velo. 
  • Togliete l'impasto dalla ciotola, rovesciatelo sulla spianatoia e lavoratelo dandogli una forma rotonda. Mettetelo in una ciotola unta di olio e fatelo raddoppiare in un luogo tiepido (nel forno con la lucina accesa), per c.ca 2 ore. 
  • Una volta cresciuto, dividete l'impasto in 12 pezzi di 80 g ciascuno e pirlate con cura formando delle palline omogene. Sistematele via via ben distanziate su due teglie coperte con carta da forno. Fateli raddoppiare sempre in forno per c.ca 1 ora. 
  • Mentre i panetti crescono, preparate la copertura. Per quella bianca, montate il burro con lo zucchero fino a che non sia bianco e spumoso, quindi aggiungete la farina ed incorporate bene con una spatola. Formate un panetto ed avvolgetelo nella pellicola e fate riposare fino ad utilizzo. Stessa cosa per quella al cacao. I panetti si solidificheranno in frigorifero. 
  • Una volta raddoppiate le brioche, dividete i due panetti in 6 pezzi ciascuno da c.ca 25 g . Stendeteli fra due fogli di carta forno e dategli una forma rotonda con diametro di 8 cm e posizionateli con delicatezza sul ogni brioche. 
  • Con un coltellino affilato, tipo spelucchino, praticate delle incisioni stando attenti a non incidere la brioche, che ricordino le striature di una conchiglia. 
  • Mettete in forno a 180° e cuocete per c.ca 30/40 minuti. Le brioche cresceranno anche in cottura. 
  • Una volta pronte fatele raffreddare su una gratella e consumatele tiepide o a temperatura ambiente. Si possono congelate una volta raffreddate. 




mercoledì 14 aprile 2021

Tart con salmone e pasta sfoglia veloce da fare in casa per Starbooks

Waitin' on a sunny day - B. Springsteen

Una nuova ricetta per lo Starbooks di aprile, tutto dedicato a Pie e Tart con declinazioni infinite. 
The Book on the Pie è il titolo di questo fantastico testo che vi consiglio di mettere sulla vostra lista quanto prima. 
Intanto, per saperne di più potete seguirci sul sito Starbooks dove troverete la mia ricetta di oggi, ed avrete un assaggio delle straordinarie proposte di questo libro. 
Buon giornata amici. 


lunedì 12 aprile 2021

Torta di grano saraceno e nocciole, naturalmente gluten free

Piove, guarda come piove, guarda come viene giù...
Ehm, scusate, è che scrivendo vicino ad una finestra che è quasi grande come una parete, non posso fare a meno di guardare fuori e le parole scappano da queste dita un po' come gli pare. 
Giorni di novembre ad aprile...ancora per un po' mi dicono dalla regia. 
Anche il cielo sa che non possiamo andarcene in giro come navigatori impazziti alla ricerca dell'isola misteriosa, quindi ci aiuta servendoci su un vassoio un tempo da lupi che ispira solo la ricerca del materasso perfetto su cui rotolarsi come una cotoletta. 
Vabbè. 
Non ho molto da raccontare quindi faccio melina, come i calciatori che aspettano il fischio del novantesimo. Si era capito no? 
In realtà, parlando della ricetta di oggi, qualcosa da dire ce l'ho. 
Questa è la classica torta trentina di grano saraceno e confettura di lamponi. 
Un dolce prettamente autunnale ovvero perfetto per questi giorni :D 
Per trovare la ricetta che mi convincesse, ho fatto il giro del web, dove ogni volta mi sembra di essere uno sciatore che fa lo slalom tra fantasiose proposte presentate da foto galattiche, ma che alla lettura mi lasciano tra lo sconcertato ed il dubbioso. Quindi passo oltre. 
Poi sono arrivata sul sito di Alice di Il dolce di Alice  e li mi sono fermata. 
La ricetta è ben spiegata e convincente nei bilanciamenti tra ingredienti. 
Inoltre lei propone alcune varianti sul finale ed io ho preso al volo quella con la mela grattugiata perché ho immaginato che il grano saraceno, essendo senza glutine (e la ricetta con pochi liquidi) potesse dare una consistenza un po' asciutta. 
Ed ho avuto ragione perché la texture finale ha quella bella umidità che piace a me. 
Ho solo diminuito un po' il lievito, perché non ne sopporto il sapore e la meringa aiuta la spinta lievitante quindi si può fare. 
Cosa importante da dire, è che questo dolce è naturalmente senza glutine. 

Ingredienti per una tortiera da 22 cm di diametro 
150 g di burro morbido 
3 tuorli grandi 
3 albumi grandi a temperatura ambiente 
150 g di farina di grando saraceno
150 g di farina di nocciole 
150 g di zucchero semolato 
mezza mela grattugiata 
1/2 cucchiaino di cannella 
300 g di confettura di lamponi 
1 pizzico di sale 
10 g di lievito in polvere . 

Zucchero a velo per rifinire 
  • Montate il burro morbido con 100 g di zucchero usando delle fruste elettriche fino ad avere un composto chiaro e leggero.
  • Aggiungete i tuorli, uno alla volta quindi procedete ad inserire le farine miscelate con il lievito setacciato, il sale e la cannella. Incorporatele in due o tre tempi, utilizzando una spatola di silicone in modo da avere una massa omogeneta e liscia. 
  • Aggiungete la mela grattugiata e mescolate bene. 
  • Accendete il forno a 170°. 
  • Montate gli albumi in una ciotola di acciaio con le fruste elettriche e quando cominceranno a schiumare, aggiungete i restanti 50 g di zucchero e continuate a montare fino ad ottenere una meringa ferma e bella lucida. Aggiungetene una cucchiaiata al composto e mescolate energicamente in modo da ammorbidirlo (il composto sarà piuttosto denso). Proseguite incorporando il resto della meringa con la spatola, mescolando con delicatezza dal basso verso l'alto. 
  • Versate il composto nello stampo foderato sulla base con carta da forno ed imburrando bene le pareti. Livellate l'impasto e fate cuocere per c.ca 40/45 minuti.
  • Controllate che la superficie non si scurisca. Nel caso, dopo 30 minuti, copritela con alluminio e proseguite la cottura. 
  • Fate la prova stecchino prima di sfornarla. 
  • Lasciate raffreddare nella teglia quindi prima di farcirla, consiglio di farla riposare tutta la notte o almeno 3 ore. Il taglio sarà più preciso senza sbriciolarsi. 
  • Tagliate la torta quindi versate la confettura al centro della torta. Stendetela con una spatola fino ad un paio di cm dal bordo. Appoggiate il disco superiore centrando bene e pressate con delicatezza in modo da spingere la confettura fino al bordo. 
  • Rifinite con abbondante zucchero a velo e servite con un ottimo te aromatico. 



giovedì 1 aprile 2021

Pasca rumena: Buona Pasqua a tutti!

Ancora una ricetta tratta da quel meraviglioso libro che è Carpathia, di cui mi sono innamorata al primo sguardo. 
Ho voluto attendere il suo periodo perché questa torta di ricotta vestita con una brioche burrosa e fragrante, ha una sua storia molto bella. 
Le famiglie rumene la portano in chiesa insieme alle uova dipinte ed al Cozonac (un pane  brioche variegato alle noci e profumato di rum) la sera del Sabato Santo, così che il sacerdote possa benedirla durante la messa della Veglia Pasquale. 
La mattina di Pasqua le famiglie si recano in chiesa per prendere il cibo benedetto e festeggiare la gioia della risurrezione. 
Mi sono innamorata dell'intreccio, del cuore cremoso di ricotta nel quale si perdono dolci, uvetta e profumo di agrumi. 
Siete in tempo a prepararla e a servirla per le vostre feste perché oltre che ad essere buonissima, è di una bellezza senza limiti. 
Ringrazio l'autrice del libro, Irina Georgescu, che ce l'ha fatta scoprire. 
E lasciandovi con la ricetta di questo dolce festivo, colgo l'occasione per augurarvi oggi una serena Pasqua. 
Saremo nuovamente casalinghi e qualcuno di noi anche solitario, ma cerchiamo di concentrarci sui giorni che verranno e che certamente porteranno un'evoluzione positiva nelle nostre vite. 

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 26 cm di diametro. 
Per la brioche 

300 g di farina W240/320
30 ml di latte a temperatura ambiente 
4 g di lievito di birra disidratato 
1 cucchiaio di zucchero semolato 
3 uova a temperatura ambiente 
150 g di burro a dadini, ammorbidito 

Per il ripieno 
200 g di ricotta fresca 
3 tuorli 
3 cucchiai di zucchero semolato 
100 g di uvetta sultanina ammollata in acqua tiepida (tenete da parte un cucchiaio per rifinire)
15 ml di Grand Marnier o Rum
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 

Per rifinire 
1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte 
la scorza grattugiata di una arancia non trattata 
10 g di burro a fiocchetti

  • Per la pasta brioche, mettete la farina, il latte, il lievito e lo zucchero nella ciotola dell'impastatrice con il gancio. Mescolate per miscelare gli ingredienti quindi aggiungete le uova, una alla volta ed impastate a velocità media. 
  • Quando l'impasto comincia a staccarsi dalla ciotola, cominciate a versare i fiocchietti di burro, poco alla volta attendendo che la massa lo incorpori prima di aggiungerne altro. Aumentate leggermente la velocità e continuate ad aggiungere il burro impastando per almeno 15 minuti. 
  • Negli ultimi 5 minuti, aumentate la velocità e fate la prova del velo. L'impasto dovrebbe essere molto elastico e lucido. Se sentite che l'impasto si scalda, interrompete per 5 minuti e poi continuate. 
  • Una volta bel incordato, coprite la ciotola con pellicola e lasciate lievitare nel forno con la lucina accesa per c.ca 2 ore o comunque fino al raddoppio. 
  • Se sentite che l'impasto è molto morbido e difficile da lavorare, potete raffreddarlo per un paio d'ore o tutta la notte prima di proseguire. 
  • Dividete l'impasto in due parti uguali. Imburrate lo stampo e stendete una parte dell'impasto su una teglia coperta di carta da forno ottenendo un cerchio leggermente più largo della dimensione della base (che non dovrete utilizzare) e piazzate l'anello di metallo sull'impasto. Taglierete ciò che resta fuori dopo la cottura. 
  • Tagliate a metà la parte restante e arrotolatela in modo da ottenere due cordini lunghi almeno 85/90 cm. Arrotolate i cordini morbidamente formando una sorta di treccia a due capi. Non dovrete stringere troppo i giri per consentire all'impasto di lievitare con comodità. (v. foto)
  • Appoggiate la treccia lungo i bordi dell'anello creando una sorta di corona. 
  • Preparate il ripieno mescolando tutti gli ingredienti per ottenere una crema morbida, aggiungete l'uvetta scolata e strizzata ed incorporate bene, quindi versate il tutto al centro della corona. 
  • Lasciate lievitare ancora 45 min./1 ora cca
  • Accendete il forno a 190°. Spennellate la brioche con il tuorlo sbattuto con il latte e cospargete la crema con la scorza di arancia ed i fiocchi di burro. 
  • Cuocete per c.ca 25/30 minuti fino a che la brioche sia dorata ed il centro ancora leggermente tremolante. Se notate che l'impasto tende a scurire, copritelo con alluminio e proseguite la cottura. 
  • Servite con una manciatina di uvetta al centro. 


martedì 30 marzo 2021

Chiffon cake con namelaka al limone

You belong to me - Annie Lennox 

Per la serie "siamo già a Pasqua", voglio concentrarmi sull'idea che questa sia l'ultima Pasqua in lockdown e che certamente il prossimo anno saremo in viaggio in qualche bella località. 
Viviamo quindi il momento, consolandoci nelle nostre case insieme alla presenza delle persone più importanti per noi, con la calma rassegnazione di chi ha già vissuto questo momento e sa che non c'è nulla in più da fare che non si stia già facendo. 
Ho pensato a questa torta perché mi sembra un inno alla primavera, sia nel suo aspetto che nei suoi profumi, dove il limone trionfa sul resto. 
Avrei voluto inserirci anche delle fragole poi ho pensato che avrebbero dovuto essere perfette nel gusto ma è ancora tanto presto per quelle davvero buone e lascio la scelta a voi. 
Per me la primavera ha il profumo fresco e acidulo del limone, che il piatto sia dolce o salato. 
Lo uso spessissimo e diventa un complemento fondamentale nel condimento delle insalate e verdure.
Vorrei poter conservare il più a lungo possibile questo aroma, forse il mio preferito in assoluto dopo quello del basilico (non per niente insieme stanno da Dio). 
La chiffon è un dolce che su questo blog è molto amato. 
Con le dovute precauzioni è semplice da preparare (consigliabile avere una impastatrice o planetaria per ottenere una massa montata con i controfiocchi) ed anche piuttosto veloce, in più è versatile e si mantiene soffice per diversi giorni adeguatamente coperta. 
La texture è talmente morbida da ricordare l'ovatta ed è possibile aromatizzarla con qualsiasi liquido (io l'ho fatta anche con l'Earl Grey e cioccolata). 

La ricetta è quella della Chiffon all'arancia che trovate già su questo blog, con questa variante:
  • la quantità di succo di limone è 100 ml + 80 di acqua. 
Inoltre, per la perfetta riuscita, fate attenzione a queste indicazioni:
  • Separate le uova (tuorlo da albume) e portatele a temperatura ambiente 
  • Non aggiungete sale alla montata di albumi, ma solo il cremor tartaro ed eventualmente un mezzo cucchiaino di limone che stabilizza la montata
  • Lo stampo per questo dolce è fondamentale: stampo da ciambellone americano o Angel cake con o senza piedini, 26 cm diametro nella parte più larga 
  • Lo stampo NON SI IMBURRA pena il disastro totale. La torta deve potersi "aggrappare" all'alluminio mentre cresce ed una volta sfornata dovrà essere capovolta sui suoi piedini o infilata a testa in giù sul collo di una bottiglia. Non si sforna fino a che non sia fredda. 
  • Ogni altra spiegazione, la troverete sul post indicato. 
Qui di seguito vi metto la ricetta della Namelaka al limone, facoltativa, con cui potrete fare la decorazione. Questa quantità vi servirà per la decorazione del top ed anche se vorrete, della farcitura. Quella che vi avanza può essere congelata e riutilizzata su altri dolci tipo crostatine con frutta. 

Namelaka al Limone 
340 g di cioccolato bianco
400 g di panna fresca 
200 g di latte intero
120 g di succo di 1 limone e la sua scorza grattugiata
5 g di colla di pesce in fogli 
25 g di acqua 
  • Spezzettate i fogli di gelatina e metteteteli in una ciotolina con l'acqua
  • Sciogliete il cioccolato a bagnomaria in una ciotola abbastanza ampia
  • Portate ad ebollizione il latte e versateci la gelatina mescolando per farla sciogliere completamente
  • Versate il latte in 3 tempi sul cioccolato, mescolando di volta in volta per incorporare bene. Non aggiungete altro latte se il primo non è ben incorporato.
  • Aggiungete la panna ed emulsionate con il Minipimer avendo cura di non incorporare aria 
  • Aggiungete il succo di limone e la sua scorza e mescolate con un cucchiaio. La crema si addenserà come per magia. 
  • Mettete in frigo tutta la notte coperta con pellicola a contatto.
  • Il giorno dopo decorate con un sac a poche con la vostra bocchetta preferita. Io ho usato una tonda liscia da 1 cm di diametro. 



venerdì 26 marzo 2021

Crostata salata di primavera e la tristezza della moderazione.

Primavera - Marina Rei 

Ultimamente ho dovuto prendere una decisione che mi ha creato un moto di tristezza.
Piegata dalla quantità di spam, riversata sui commenti di qualsiasi post pubblicato in passato o recentemente, ho deciso di mettere la moderazione ed impedire quindi l'imbrattamento di questo spazio con questa pratica avvilente. 
I vostri commenti verranno pubblicati non prima di essere vagliati da me. 
In passato cancellavo quei pochi messaggi spam al momento della ricezione, ma si contavano sulla punta delle dita ed erano per lo più messaggi in lingua straniera creati ovviamente da macchine. 
Negli ultimi due mesi invece, sono stata investita da messaggi provenienti da account fake in cui si inveiva contro una persona in particolare, di cui si faceva nome e cognome, un tale avvocato, accusato di pratiche ignobili. Una sorta di gogna mediatica attraverso pagine ignare. 
Siccome questa cosa è andata avanti per settimane nonostante il mio alacre cancellare, aumentando esponenzialmente giorno dopo giorno, ho dovuto prendere questa decisione, che vivo come una mutilazione della mia e vostra libertà di comunicare senza "censura". 
Ho anche deciso di decidere se rendere pubblici o meno i commenti "anonimi" in cui chi scrive e mi conosce, non si palesi con un nome, perché dietro l'anonimato c'è una forma di vigliaccheria insopportabile che mi fa venire voglia di perdere il mio aplomb capricorniano e lanciarmi in invettive senza moderazione. 
Perché io adoro il confronto se costruttivo, perché non sono perfetta e se c'è una critica e questa viene fatta con educazione, l'accetto di buon grado e la considero fonte di crescita personale. 
Invece, l'anonimato nella rete, è solo una maniera ignobile di offendere e colpire a tradimento persone di cui si è invidiosi, facendosi forti di questa invisibilità che invece ci fa solo piccoli. 
Quindi "cari" anonimi lettori che venite qui per mortificare me ed i miei amici attraverso commenti sgradevoli ed inutili, non troverete pane per i vostri denti su queste pagine, ma solo uno sguardo pietoso sulla vostra  triste e futile  esistenza. 
Scusate amici per l'introduzione necessaria, ma in qualche modo bisogna pur difendersi.
Pensiamo a cose belle come la primavera e prepariamo una ricetta che più facile di così non ce n'è. 
A metà tra una Pasqualina ed una torta salata, la differenza la fa la freschezza degli ingredienti. 
Scegliete i migliori mi raccomando. 

Ingredienti per 6/8 persone 
Stampo da 24 cm diametro 

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda 
300 g di ricotta di pecora freschissima
200 g di fave sgusciate 
200 g di bieta erbetta novella
50 g di parmigiano grattugiato 
2 uova medie + 1 tuorlo 
la scorza di un limone grattugiato 
sale - pepe qb 
1 cucchiaio di olio extravergine 
  • prepara il ripieno: fate scolare bene la ricotta su un setaccio e mettetela in una larga ciotola 
  • lavate accuratamente la bieta erbetta. Tenete da parte una manciata di quelle più tenere e belle ed il resto scottatela per 3 minuti in acqua bollente. Scolatela, strizzatela bene e sminuzzatela al coltello. 
  • Scolate le fave 1 minuti in acqua bollente e privatele della pellicina 
  • Versate favette, bietola nella ciotola con le uova, il parmigiano, la scorza di limone e l'olio. Mescolate bene quindi aggiustate di sale e pepe.
  • Coprite lo stampo con carta da forno quindi sistemate il primo rotolo di sfoglia con cura. Bucatelo con i rebbi di una forchetta. Versate il ripieno livellandolo con una spatola. Cospargete la superficie con le foglioline di bieta rimasta. 
  • Dal secondo rotolo, ricavate delle strisce larghe a vostro piacimento e disponetele sul ripieno in maniera creativa o creando una griglia come per una crostata. Spennellate il tutto con il tuorlo rimasto sbattuto con poca acqua. 
  • Fate cuocere a 180° per 35/40 minuti o comunque fino a che tutto non sia ben dorato. 
  • Servite calda o tiepida accompagnata da una bella insalata mista, favette sgusciate o crudité di stagione.