lunedì 4 ottobre 2021

Mini tarte alle prugne e frangipane

Continua il trip per la frolla in forma "moderna".
La stagione aiuta perché le prugne o susine, altro frutto versatilissimo, ottimo per dolci e piatti di carne (l'avete mai provata la mia arista alle prugne? ) che ci seguirà fino a novembre inoltrato e che io consiglio a tutti di valorizzare. 
Sono state loro a ispirarmi per queste piccole tarte deliziose. 
La crema frangipane, che cuocendo si trasforma in un soffice e fondente cuscino al profumo intenso di mandorla, si esalta con l'abbinamento a frutti aciduli: lamponi, albicocche, mirtilli rossi. Non stona neanche con pere e cioccolata, ma quella è un'altra storia. 
Insieme alla prugna crea un contrasto favoloso perché l'acidità del frutto è appena accennata e si sviluppa soprattutto in cottura, che è proprio quello che noi vogliamo.
Insomma: croccantezza leggera della frolla, morbidezza della frangipane, dolcezza, acidità...che vi devo dire, me ne sono innamorata. 
In più si conservano in maniera spettacolare per 3/4 giorni dando il loro meglio proprio dal giorno dopo in poi. 
Se volete omettere la decorazione con le prugne fresche, potrete farlo e servirle così come escono dal forno. A me le fettine di prugna sono piaciute molto perché danno proprio un tocco di freschezza ed umidità in più al dolce. Ma voi siete liberi di crearle a vostro piacimento. 
Allora buon lavoro e buona settimana. 

La bellissima alzata che vedete in foto, mi è stata donata dagli artigiani del vetro borosilcato Blue Side di Perugia. Andate a vedere i capolavori che riescono a realizzare con questo materiale di una leggerezza aerea. 
Come per la ricetta delle tartelette di cui vi ho messo il link sotto, la quantità della frolla vi avanzerà esattamente per la metà. Potrete quindi utilizzarla per altre preparazioni, dai biscotti ad altre tortine utilizzando la vostra fantasia. 
Potrete anche surgelarla per 3 mesi ed utilizzarla quando avrete bisogno. 
Ingredienti per 6 tarte 
 
Per la frolla seguite la ricetta nel post delle tartelette al limone e more 

Per la frangipane 
40 g di burro a pomata
30 g di zucchero a velo 
1 uovo medio 
1 pizzico di sale 
40 g di farina di mandorle 

Per la rifinitura
200 g di confettura di prugne 
6/8 prugne rosse o sangue di drago 
Granella di pistacchi 
  • Preparate la frolla come indicato nella ricetta delle tartelette al limone e more fino alla formatura dei gusci, senza cuocere. Quando avrete realizzato i gusci, metteteli in frigo insieme alla teglia, mentre preparate la frangipane. 
  • Sbattete il burro morbido con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema leggera e chiara. Aggiungete l'uovo e mescolate bene fino ad incorporarlo completamente. Aggiungete la farina di mandorle ed il sale ed incorporate perfettamente. Versate la crema in un sac a poche con bocchetta liscia da 1 cm e mettetelo in frigo mentre fate scaldare il forno a 160°  
  • Togliete le tartelette dal frigo. Ricoprite il fondo con uno strato di 3 mm di confettura di prugne.  Distribuite la frangipane formando un nastro a spirale sopra la confettura coprendola completamente. 
  • Tagliate le prugne a metà e poi a fettine sottili. Mettete 3 o 4 fettine di prugna affondandole delicatamente nella frangipane quindi mettete in forno e cuocete per c.ca 30 minuti, fino a quando la crema non sarà ben gonfia e dorata ed il guscio ben cotto.  Togliete dal forno e fate raffreddare quindi liberate le tarte dal loro anello. 
  • Quando saranno ben fredde procedete alla finitura: passate uno strato sottile di confettura di prugne sulla superficie. Disponete le fettine di prugna in maniera elegante e cospargete al centro un pizzico di granella di pistacchio. 
  • Potete conservare le tarte senza la finitura di prugne fresche, dentro una scatola ermetica per 3/4 giorni. Miglioreranno col tempo. 


mercoledì 29 settembre 2021

Torta di riso e zucca con provola al profumo di salvia

Mele e zucca? 
La serie è cominciata! Siamo blogger senza fantasia. 
Personalmente non posso farne a meno. A me la zucca piace e le mele sono il frutto più confortante e versatile che esista. 
Se parliamo di cucina, lasciateci gongolare nelle nostre sicurezze.
Il riso al forno o dolce come il risolatte, cosi come tutto ciò che è a base di questo cereale, è molto amato da questo blog. Di ricette ce ne sono davvero tante e non smetto di provarle.
Stessa cosa dicasi per le mele, ma questo ormai lo sapete. 
Quindi, senza che mi prolunghi oltre che altrimenti divento noiosa, vi lascio qui sotto la ricetta e vi invito a provarla al più presto, perché è buonissima e piace a grandi e piccini. 
Buona giornata amici. 
Ingredienti per una teglia da 30 cm di diametro
250 g di riso originario 
750 ml di latte parzialmente scremato
800 g di polpa di zucca gialla 
250 g di scamorza o mozzarella appassita tagliata a dadini 5mm di lato
100 g di parmigiano grattugiato 
2 uova 
25 g di burro
una manciata di foglie di salvia tritate 
olio extravergine Trevi Dop qb
Sale - pepe nero macinato fresco 
2 cucchiai di pan grattato 
  • Portate ad ebollizione il latte e cuocetevi il riso che avrete preventivamente risciacquato, fino a che non abbia assorbito quasi completamente il latte. Salate e pepate quindi tenete da parte 
  • Grattugiate la zucca con una grattugia a fori grandi. Lasciate qualche fettina a disposizione per decorare la superficie della torta a piacere. 
  • Mettete il resto in una larga ciotola, aggiungete il riso e mescolate con cura, condite con 2 cucchiai di extravergine quindi aggiungete la scamorza ed il parmigiano (meno 20 g), le uova, la salvia tritata ed aggiustate di sale e pepe. Mescolate con cura fino a che il composto non sia omogeneo.
  • Oliate una teglia rotonda di ferro con 2 cucchiai di olio e cospargete il pan grattato su tutta la superficie. 
  • Distribuite il riso nella teglia e livellatelo con cura.
  • In un padellino sciogliete il burro con 2 o 3 foglie di salvia e fatelo noisette, quindi irrorate la torta, decoratela con le fettine di zucca e cospargetela con il parmigiano rimasto.
  • Cuocete in forno preriscaldato a 180° fino a che non sarà bella dorata (c.ca 30/35 minuti) e passatela sotto il grill gli ultimi 5 minuti.
  • Servitela ben calda, ma anche tiepida è deliziosa. 


martedì 7 settembre 2021

Tartelette con crema al limone e composta di more

Blackberry way - The Move

Negli ultimi mesi, pur non cucinando un granché, ho fatto una full immersion nello studio della pasticceria più "raffinata", chiamiamola così, anche se in realtà è più un passo verso la pasticceria seria, che incute sempre un grande timore. 
Il mio sogno è sempre stato quello di riuscire a preparare delle tartelette alla maniera francese, con quei gusci sottili, croccanti e così deliziosamente friabili, farciti di creme e frutta con una tale grazia da avere quasi paura ad affrontarne il morso per il dispiacere di rovinare decorazioni così artistiche.
La realtà è che tutto è possibile con un po' di pazienza, pratica e gli strumenti adatti. 
Ho sempre amato preparare la frolla ed in effetti la crostata è un mio cavallo di battaglia ormai acclamato da famiglia ed amici, ma sappiamo tutti benissimo che esistono millemila tipi di frolla ed ognuna ha il suo scopo. 
Inoltre la ricetta è importante ma inutile se non si seguono delle regole, la prima delle quali è che la frolla vuole il minimo di lavorazione a temperature possibilmente basse.
Parole d'ordine: veloce e freddo. 
Detto questo,  la ricetta di oggi è il primo esperimento utilizzando dei cerchi in acciaio microforato per le tartelette e tappetino di silicone e teglia di alluminio entrambi microforati proprio per la cottura uniforme di frolle e biscotti. 
Non sono qui a fare pubblicità, siamo chiari. Ma pretendere di realizzare un guscio di frolla con cottura in bianco, dallo spessore uniforme in uno stampo tradizionale senza che i bordi crollino e senza l'utilizzo di fagioli o altri pesi, è praticamente impossibile. 
Gli stampi microforati, oltre ad aiutare la cottura ad essere uniforme e disperdere l'umidità,  offrono alla frolla la possibilità di "aggrapparsi" verticalmente al cerchio sostenendosi grazie ai forellini ed una volta cotto, il guscio scivola via dallo stampo che è una bellezza. Cotto alla perfezione, super croccante e bellissimo. 
Altro segreto per ottenere una tartelette delicata e cotta perfettamente, è la temperatura del forno. L'impasto deve cuocere a bassa temperatura, che non superi i 160°, più a lungo tra i 25/30 minuti, controllata a vista ovviamente. 
In questo modo si cuocerà alla perfezione, non si deformerà e sarà perfetta. 
Il mio primo esperimento è stato piuttosto semplice. 
Volevo usare le more, elegante frutto di stagione ma anche una crema ricca e fresca come una crema al limone. L'idea dei due gusti insieme mi piaceva molto ed ho avuto ragione. 
La nota dolce ma fresca della composta di more smorza l'acidità della crema al limone creando un bellissimo accordo. 
La panna è un piccolo tocco in più che ho usato per decorare insieme ai frutti freschi ma che alla fine ingentilisce il tutto. Spero che vi piacciano. Vi consiglio vivamente di provarle. 

Ingredienti per 6 tartelette di 8 cm di diametro.

Per la frolla
140 g di burro pomata
70 g di zucchero a velo setacciato
50 g di uova 
1 g di fleur de sel 
230 g di farina 00 setacciata 
40 g di farina di mandorle 

Per la crema di limone 
50 g di succo di limone 
220 g di zucchero 
85 g di burro 
85 g di uova 
35 g di latte 
45 g di maizena

Per la composta di more 
250 g di more + una manciata per decorazione 
25 ml di succo di limone 
30 g di zucchero 

Panna chantilly per decorazione a piacere. 
Preparate la frolla ed i gusci (potete fare questo un giorno prima) 
  • Mescolate lo zucchero con il burro usando una spatola di silicone, fino a quando il burro non avrà assorbito lo zucchero, quindi aggiungete la farina, il sale e la farina di mandorle e continuate ad incorporare fino ad ottenere un composto bricioloso. 
  • Aggiungete l'uovo ed impastate molto velocemente fino a che l'impasto non starà insieme formando una palla. Schiacciatela un poco quindi avvolgetela nella pellicola e mettete in frigo almeno per un'ora. 
  • Una volta riposata, toglietela dal frigo, tagliatela a metà ed una parte riponetela in frigo o nel congelatore per utilizzarla più avanti. 
  • Stendete la metà tra due fogli di carta da forno ad uno spessore di 3 mm.  Coppate la pasta con un cerchio da 8 cm di diametro e sistematelo in fondo agli anelli microforati direttamente sul tappetino di silicone sistemato su una teglia di alluminio microforato. Bucateli e mettete in frigo. Recuperate il resto della frolla e riunitelo in un palla. Stendetela sempre tra i due fogli allo stesso spessore e mettetela in frigo ben stesa per 1 ora. 
  • Quando sarà pronta e ben fredda, ricavate dal foglio steso, 8 strisce per foderare i bordi degli anelli. Premete bene in modo che la frolla si "agganci" ai bordi grazie ai fori presenti e con un coltellino affilato rifinite perfettamente i bordi dalla frolla in eccesso. 
  • Rimettete le tartelette in frigo per almeno 30 minuti mentre accendete il forno. 
  • Cuocete a 160° per c.ca 25 minuti, controllando che siano ben dorate ma non si scuriscano troppo. Una volta pronte, si staccheranno perfettamente dagli anelli e potrete fare raffreddare i gusci su una griglia. Una volta fredde conservatele in una scatola di latta fino all'utilizzo. 
Preparate la crema e la composto di more 
  • Mescolare lo zucchero con l'amido di mais. Sbattete le uova ed aggiungetele allo zucchero lavorando bene il tutto per ottenere un composto cremoso. Versate il limone in una casseruola a fondo spesso, aggiungete il composto cremoso ed il latte e fate cuocere a fiamma dolce fino a che la crema non arriverà ad ebollizione addensandosi (c.ca 7/10 minuti). Togliete dal fuoco e versate in una ciotola fredda di frigo così da abbassare la temperatura. Coprite con pellicola a contatto e fate raffreddare. Dovrete portare la crema a 45° di temperatura. In caso fate un passaggio in frigo 
  • Per la composta di more, mettete la frutta in una casseruola con il limone e lo zucchero e fate cuocere fino a che la frutta non si spappoli e si addensi leggermente. Passatela al setaccio per eliminare i semini e tenete da parte. 
  • Quando la crema avrà raggiunto la temperatura richiesta (sarà tiepida), aggiungete il rimanente burro freddo a dadini e con un mixer a immersione, frullate bene. Vedrete la crema gonfiarsi ed addensarsi diventando bella lucida. A questo punto dovrete velocemente assemblare le tartelette prima che la crema raffreddando, si indurisca 
  • Versate un cucchiaino di composta sul fondo del guscio e spandetela con cura. Sulla composta versate la crema al limone fino al bordo del guscio. Proseguite così con tutte le tartelette e mettete in frigo una decina di minuti. 
  • Montate 200 ml di panna con un cucchiaino di zucchero a velo e mettetela in un sac a poche con bocchetta tonda da 1 cm. 
  • Decorate le tartelette a vostro piacere con la panna e le more e qualche fogliolina di menta. Servite subito o conservate in frigo fino al momento di servire. Si conservano perfette in frigo per 2 o 3 giorni ma non dureranno così a lungo.



mercoledì 1 settembre 2021

Torta di Mele di Sant'Orfeo

September - Marcela Mangabeira

E' risaputo che questo blog ama le torte di mele. 
Tante sono state provate in questi anni. 
Molte sono diventate le vostre beniamine, altre aspettano di essere testate. 
Ma tutte hanno un fattore in comune: non stancano mai. 
Per celebrare l'inizio di uno dei mesi che amo di più, ho pensato che non potesse esserci nulla di meglio di qualcosa di consolatorio come una torta di mele. 
E qui le mele sono davvero protagoniste: un'impasto fondente ma appena percettibile, da cui il sapore dolce acidulo di questo meraviglioso e mitico frutto, emerge in tutta la sua grazia. 

Lascio parlare la ricetta perché in questi mesi di silenzio estivo non è successo granché nella mia vita. Anzi, ho sperato che l'estate volasse velocemente e così è stato, non senza qualche patimento dovuto al caldo infernale che tutti voi avrete sperimentato. 
Così, con la speranza di essere più loquace in futuro, vi lascio con un abbraccio di bentornati.

Quella di oggi è una torta antica, la cui origine si è persa nella notte dei tempi. 

Di lei si sa che arriva dall’Umbria, ed è un dolce che potremmo chiamare “di recupero” perché gli ingredienti sono veramente basici, pochissima farina, qualche cucchiaio di zucchero e tanta, tantissima frutta a conferire una texture più vicina a quella di un budino che ad una vera torta. 

E’ certamente un dolce di origine rurale, là dove non era difficile reperire frutta, uova ed una manciata di farina. Per dare un’idea di maggiore ricchezza e sapore, si aggiungeva dell’uva passa ed il gioco era fatto. 

Sulla preparazione c’è solo da dire che è facilissima ed impiegherete più tempo a sbucciare le mele che a fare il resto. 

Il risultato finale, se accompagnato da un bel bicchierino di passito, farà la gioia degli astanti ma la verità è che questa torta è buona così com’è, tiepida o a temperatura ambiente, e migliora nei due giorni successivi (se non ve la finite prima). 


INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DA 20 CM DI DIAMETRO

5 mele a grandezza media private di buccia e torsolo

170 g di pera abate

130 g di uvetta sultanina

80 g di farina 00

4 cucchiai di zucchero + 1 per la superficie

8 g di lievito per dolci 

150 g di burro 

3 uova medie a temperatura ambiente

20 ml di latte

2 cucchiai di succosi limone

1 cucchiaino di cannella in polvere 

1 pizzico di sale

  • Mettete a mollo l’uvetta in acqua tiepida e fatela rinvenire per 30 min. Una volta morbida, scolatela e asciugatela con cura. 
  • Tagliate le mele in quarti e riducetele a fettine spesse mezzo cm. Sistemandole in una ciotola con il succo di limone per prevenire l’ossidazione. 
  • Sciogliete il burro e fatelo intiepidire 
  • In una larga ciotola, amalgamate le uova con lo zucchero, la farina setacciata con cannella e sale, il burro fuso e il lievito sciolto nel latte tiepido. Mescolate bene.
  • Incorporate le mele e l’uvetta mescolando ancora fino a che la frutta non sia ben avvolta dall’impasto. 
  • Versate il tutto nella tortiera che avrete foderato con carta da forno, livellate bene la superficie con una spatola, cospargetela con lo zucchero semolato e mettete in forno statico a 170°.
  • Cuocete per c.ca 45/50 minuti, fino a che la superficie non sia ben dorata e lo zucchero caramellato
  • Una volta pronta, lasciala nello stampo a raffreddare perché sarà molto morbida. 
  • Servitela tiepida, spolverizzandola con zucchero a velo se vi piace o semplicemente così com’è. 






giovedì 5 agosto 2021

Cheesecake cioccolata, moka e caramello senza cottura

Ultimi giorni prima delle mie ferie ed unica ricetta di Agosto, se ancora mi è rimasta della voglia di cucinare.
Ma confesso che come al solito, vado a pescare in ricette d'archivio, che stanno lì a galleggiare aspettando il momento buono che io mi decida a pubblicarle. 
Ho ricominciato a lavorare ed anche se è poco, tra il non fare assolutamente nulla e ritrovarmi a mantenere dei ritmi più o meno "allegri", la differenza è tremenda, con la conseguenza che arrivo in fondo alle mie giornate completamente sfatta.
La testa è stanchissima ma lo spirito comincia a riprendersi da preoccupazioni più o meno pressanti. 
Quindi, nonostante le ferie siano state forzate per quasi un anno e mezzo, adesso sento il bisogno di ferie vere e meritate per pensare di vivere una parvenza di normalità. 
Non mi dilungo oltre. 
Vi lascio la ricetta e vi auguro buone vacanze, se ancora non le avete fatte. 

L’accensione del forno in estate, provoca sempre seri turbamenti specialmente se questo avviene durante le ore più calde della giornata. 

Per quelle belle cene in terrazza con gli amici, se la chiusura di un menù a base del solito gelato ci è venuta ormai a noia, trovare una alternativa che non ci costringa ad un passaggio tra le fiamme di una cucina rovente non è sempre facilissima. 

Eppure esistono moltissimi dolci realizzabili senza alcun bisogno di forno e con cotture minime ed arrivano per la maggior parte dai paesi anglo sassoni, che più di noi sono artisti in queste delizie con preparazioni “a freddo”. 

Andando contro corrente a ricette che vedono la frutta estiva protagonista assoluta dei dessert del solleone, io ho voluto proporre un dolce sontuoso e golosissimo, perfetto per una chiusura di menù dal voluttuoso profumo di caffè e cioccolato. 

Un cheesecake facilissimo da preparare, che non richiede l’aggiunta di colla di pesce proprio grazie alla presenza del cioccolato, ottimo addensante naturale e che mantiene una cremosità spettacolare che lascerà a bocca aperta i vostri ospiti. 

Le volute di cioccolata al caffè che caratterizzano la superficie, sono il tocco d’artista che firmerà il vostro capolavoro. 

Ingredienti per 6/8  persone – Stampo da 20 cm di diametro

400 gr di biscotti Digestive al cioccolato ridotti in briciole sottili
75 gr di burro sciolto ed intiepidito
400 gr di formaggio spalmabile (tipo Philadelphia)

400 g di mascarpone
Zucchero a velo (secondo gusto personale)

200 g di cioccolato al latte 

100 g di cioccolato fondente al 70%

10 g di caffè liofilizzato 


Per la finitura

100 g di cioccolato fondente 50% 

80 ml di panna fresca 

15 ml di miele 

1 cucchiaino di caffè liofilizzato in polvere

15 g di burro


Mischiate le briciole di biscotto con il burro usando un cucchiaio dalla parte del dorso in modo da impregnare bene le briciole con il burro. Versate il tutto sulla base di una tortiera a cerniera da 20 cm e livellate bene. Pressate fortemente con un oggetto dalla base piatta (tipo il batticarne) fino a che la base non sarà bella piatta e compatta. Mettete la tortiera in frigo

  • Mettete il formaggio, mascarpone e lo zucchero a velo (stabilite voi il vostro grado di dolcezza preferito considerando che il cioccolato al latte è già molto dolce), e mescolate dolcemente con un cucchiaio fino ad ottenere un composto cremoso. 
  • Sciogliete la cioccolata a bagnomaria insieme al caffè liofilizzato che avrete ridotto in polvere, facendo attenzione che l'acqua non tocchi il fondo della ciotola in cui metterete il cioccolato. 
  • Aggiungete una cucchiaiata di crema al formaggio nella ciotola della cioccolata sciolta e mescolate velocemente fino a che questa non sia ben incorporata. (Non vi spaventate se vi sembrerà che il cacao si separi dalla parte grassa, continuate). Aggiungete una seconda cucchiaiata e mescolate velocemente. Continuate così fino a che il composto comincerà a sembrarvi uniforme. A questo punto aggiungete tutto il resto della crema al formaggio e mescolate per incorporare bene.
  • Versate la crema all'interno della tortiera e livellate bene pressando, affinché non restino bolle d'aria o spazi vuoti. Mettete il cheesecake in frigo per almeno 20 minuti mentre preparate il topping. 
  • Per la finitura, mettete il cioccolato, il caffè liofilizzato in polvere, il miele, il burro e la panna in una ciotola a bagno maria e fate sciogliere bene tutti gli ingredienti. Mescolate bene con una spatola di silicone fino a che non otterrete una ganache cremosa e scorrevole. Lasciatela intiepidire per una decina di minuti quindi togliete il cheesecake dal frigo e versate la ganasce formando delle onde su tutta la superficie della torta. Immergete una lama nel dolce e muovetela formando dei ghirigori che si mischino con la parte cremosa, come più vi piace. 
  • Adesso mettete in frigo e fate riposare e raffreddare per almeno 3 ore. Potete servite accompagnato con panna semimontata. 



lunedì 12 luglio 2021

Timballo di Annelletti alla siciliana

Gli ultimi quattro giorni li ho trascorsi in Sicilia. 
Oggi riparto, in macchina, per riavvicinarmi lentamente a casa. 
Fortunatamente non farò l'intera tratta come all'andata, da Siena a Giardini Naxos. 
12 ore di piccolo calvario in una macchina scomodo (a noleggio) per accompagnare mio marito durante una missione di lavoro. 
Per la prima volta nella mia vita ho attraversato lo Stretto di Messina ed è stata una sensazione stranissima, pensando a quelle migliaia di persone che lo fanno abitualmente ogni giorno. 
La Sicilia mi ha accolta con 40°C all'ombra, un mare azzurrissimo battuto da un vento instancabile ed un intenso profumo di oleandro ed altri fiori estivi che non sono riuscita a riconoscere. 
Che terra incredibile.
A proposito di cucina siciliana.
Non la conosco. ⁠
Almeno non quanto vorrei. ⁠
Quel poco che ne so, arriva da assaggi avvenuti sul posto durante le mie sporadiche visite, dai libri di Camilleri e dalla sperimentazione avventurosa delle più famose e classiche ricette della tradizione, anche se non ho modo di giudicarne il risultato non conoscendo la versione originale. ⁠
Eppure so che è una delle più ricche della nostra penisola, la più contaminata ed anche quella che maggiormente è legata al suo passato fatto di occupazioni, di culture variegate, di ricchezza di ingredienti e materie prime meravigliose. ⁠
Forse anche una delle più complete a livello nutrizionale e più saporite grazie alla forza di un clima generoso anche se spesso un po' tiranno. ⁠
Certo è che vorrei saperne di più, vorrei conoscerla da vicino, osservare mani femminili trasformare gli ingredienti in piatti sontuosi, annusare i profumi che escono dalle pentole e rubacchiare segreti qua e là, con gli occhi, le orecchie e soprattutto con la mia bocca. ⁠
La cucina siciliana resta un mistero che ho voglia di svelare, come anche la sua terra, che mi è entrata nel cuore ma vorrei tanto donarle più spazio. ⁠

Così in tema di tentativi avventurosi, eccone uno (che comunque ho già ripetuto più di una volta e posso garantire che è buonissimo). 

Il Timballo di annelletti con le melanzane secondo la tradizione sicula, che è buono ed ancora di più il giorno dopo, appena tiepido da mangiarsi anche sotto l'ombrellone in spiaggia. 

Io lo adoro e spero che gli amici siciliani mi perdonino. Ho letto e trovato molte versioni. 

Ho messo insieme i pezzi ma so che non sarà mai come l'originale. 

Il mio vuole essere un rispettoso omaggio ad un piatto straordinario che letteralmente adoro. 


TIMBALLO DI ANNELLETTI ALLA SICILIANA 

Difficoltà: facile

Preparazione: 2 ore 

Cottura: 30 min. per le melanzane – 1h30 per il ragù – 30 minuti per il passaggio in forno. 

Si può preparare in anticipo. 


Ingredienti per 4/6 persone 

500 g di aNnelletti o pasta corta a vostro piacere 

400 g di carne macinata mista (manzo e maiale)

1 carota 

1 gambo di sedano

1 piccola cipolla 

2 foglie di alloro 

200 g di piselli (freschi o surgelati)

800 ml di passata di pomodoro 

mezzo bicchiere di vino bianco 

un mazzetto di basilico 

200 g di scamorza 

5 melanzane scure (le violette non vanno bene) 

2 cucchiai di parmigiano 

Olio extravergine per friggere 

Pan grattato qb

Sale e Pepe 

  • Preparate il ragù. Dopo aver pulito e tritato gli odori, versateli in una larga casseruola con 3 cucchiai di extravergine e le foglie di alloro e fate passire a fiamma media sempre mescolando. 
  • Quando le verdure saranno morbide e traslucide, aggiungete la carne e fatela rosolare bene nel fondo fino a che non avrà perso i suoi succhi e sarà dorata. A quel punto alzate la fiamma, bagnatela con il vino e fate sfumare. Aggiustate di sale e pepe. 
  • Aggiungete la passata di pomodoro ed i piselli e mescolate bene. Abbassate la fiamma al minimo, profumate con tanto basilico ed aggiustate di sale, quindi coprite e fate cuocere per almeno 1 ora e mezza.
  • Mentre il ragù cuoce, lessate la pasta al dente (3 o 4 minuti meno del tempo indicato dalla confezione, scolatela e mettetela in una ciotola mescolandola con un cucchiaio d’olio. 
  • Tagliate la scamorza a dadini. 
  • Affettate le melanzane sottilmente per la lunghezza, cospargetele con sale grosso e mettetele in uno scolapasta sovrapposte e schiacciatele con un peso. Lasciatele così una ventina di minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. 
  • Una volta pronte, passatele sotto l’acqua corrente strizzandole per eliminare il sale. Strizzatele bene ed asciugatele perfettamente nella carta assorbente. 
  • In una larga padella per frittura, versate due dita di olio extravergine e fatelo scaldare a 180°. Immergete poche melanzane alla volta e friggetele fino a doratura. Fatele asciugare su carta assorbente. 
  • Una volta pronte, ungete uno stampo circolare ad anello, cospargetelo di pan grattato ed adagiate le melanzane sovrapposte a metà l’una all’altra lasciando che una parte strabordi all’esterno. 
  • Condite la pasta con il ragù e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano quindi mettete metà del composto nello stampo sopra le melanzane. Aggiungete la scamorza al centro lungo tutta la corona circolare e rifinite con la restante pasta. Richiudete le melanzane sulla pasta e mettete in forno a 190° per 30 minuti fino a quando la superficie non sarà ben dorata. 
  • Sformate su un piatto di portata e servite caldo o a temperatura ambiente. Sarà comunque buonissimo. 

Potete preparate il timballo il giorno prima conservandolo in frigo, e cuocerlo al momento di servirlo. 

In alcune zone della Sicilia si aggiunge anche del salame ed uova sode. 

Esiste anche una versione senza melanzane. 




martedì 6 luglio 2021

Tarte senza cottura con mousse di yogurt al miele.

Non credevo che avrei postato una nuova ricetta prima di Settembre. 
Ormai siamo tutti molto concentrati a quello che l'estate ci porta.
Io personalmente, non paga del lungo periodo di ferie forzate, sogno delle vacanze degne di questo nome e partirei ogni minuto e mezzo, giusto il tempo di rifare la valigia. 
Sono incorreggibile, lo so, ma è nel mio DNA.
Comunque. 
Cambiamo argomento. 
Ho preparato un dolce. 
Figurati, un dolce,  tanto per cambiare. L'ultimo post non era forse una torta? E quello prima dei biscotti? 
Ho una giustificazione. 
Questa tarte non si cuoce e fa pure bene. 
Pochi zuccheri e tutti naturali, frutta fresca ed una mousse di yogurt che è una vera delizia. 
Ci vuole anche poco, solo un po' di pazienza ad attendere i tempi di raffreddamento e poi potrete mangiarla anche a colazione e a merenda, perché il guscio contiene tanti nutrienti che fanno benissimo alla salute e all'umore. 
In particolare ho scoperto le miscele di semi macinati a freddo Linwoods, che contengono magnesio, omega 3, sali minerali e tante fibre e mi sono abituata ad utilizzarli in molte preparazioni, senza scaldarli perché perderebbero le loro proprietà benefiche.  
In estate sono perfetti ma li utilizzerò tutto l'anno perché hanno un sapore fantastico e sono molto versatili grazie a miscele con semi e frutta secca diversi. 
Per questa ricetta ho usato la miscela con semi di lino, noci brasiliane, mandorle e noci e a dirla tutta sarei in grado di mangiarmela a cucchiaiate. Nel guscio di questa tarte sono strepitosi. 
Se vi interessassero, sappiate che potete trovarli nei negozi di Naturasì, CuoreBio, Biobottega ma anche on line in numerosi siti. 

Ingredienti per uno stampo rettangolare 35 x 11 cm o uno rotondo da 18/20 cm diametro

Per il guscio 

150 g di mandorle
50 g di Semi di lino, mandorle, noci brasiliane e noci macinati Linwoods
150 g di datteri secchi denocciolati
30 g di olio di cocco
un pizzico di sale

Per la Mousse
 
200 ml di yogurt greco a temperatura ambiente 
250 ml di panna fresca
2 fogli di colla di pesce
3 cucchiai di miele di cardo
la scorza grattugiata di un lime
Frutta di stagione per decorare

  • In un mixer con lama tritate mandorle e datteri in un composto fine. Miscelate con i semi Linwoods in una ciotola. Aggiungete l'olio di cocco sciolto e intiepidito e mescolate bene con un cucchiaio. 
  • Distribuite il tutto su uno stampo rettangolare, pressando bene anche sui bordi e cercando di creare uno spessore di 4/5 mm. Mettete in frigo almeno 1 ora. 
  • Preparate la mousse. Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Mescolate lo yogurt con il miele che avrete leggermente scaldato per fluidificarlo. 
  • Sciogliete la gelatina strizzata nel microonde alla massima temperatura per qualche secondo, quindi incorporatela nello yogurt mescolando bene. 
  • Montate la panna con un paio di cucchiaini di zucchero a velo se desiderate maggior dolcezza, quindi incorporatela con una spatola nella crema di yogurt. Adesso la mousse è pronta da stendere nel guscio. 
  • Aiutatevi con una spatola e distribuite uniformemente la mousse nel guscio sbattendo lo stampo lievemente sul piano di lavoro in modo che eventuali bolle spariscano. Una volta pronto, mettete in frigo per almeno 3 ore o tutta la notte. 
  • Quando sarete pronti a servirla, decoratela con la frutta estiva che preferite: io ho utilizzato pesce nettarine, albicocche, ciliegie, lamponi ed una composta di lamponi che ho fatto appositamente. Potete arricchirla con frutta zuccherina come uva, banane, melone o anguria che stanno benissimo con la base fresca e già dotata di giusta acidità. Servite ben fredda
  • Si conserva in frigo coperta per un paio di giorni. 

venerdì 11 giugno 2021

Old Fashioned Cherry Cake

Cherry Pie - Sade 

Passo al volo per riproporre una ricetta già fatta qualche anno fa ma che è il genere di torta che io amo senza limiti. 
Un dolce di casa, con frutta fresca ma con un favoloso profumo di burro che si fonde con l'aroma di mandorla e la fresca dolcezza delle ciliegie.
La ricetta originale, di Diana Smith, vuole l'utilizzo di ciliegie candite, ma io ho ribaltato la frittata ed avendo a disposizione delle ciliegie quasi al punto di passire, ho deciso di utilizzarle nell'impasto. 
Il risultato è quello che vedete: una classica torta all'inglese, texture densa, morbida e leggermente umida, superlativa con il te.  Migliora nei giorni successivi ma dura ben poco, ve lo garantisco. 

Unica raccomandazione: fate in modo che tutti gli ingredienti abbiano la stessa temperatura perché al momento dell'inserimento delle uova, l'impasto potrebbe stracciarsi.  Nel caso succeda, non vi preoccupate perché si recupera con l'inserimento della farina, ma sarebbe meglio non fare prendere troppi choc all'impasto. 
 
Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18 cm
200 g di ciliegie private del nocciolo e tagliate a metà (potrete usare anche le ciliegie candite quando la stagione sarà finita) 
175 g di burro a temperatura ambiente
175 g di zucchero semolato fine
3 uova grandi a temperatura ambiente e sbattute leggermente
175 g di farina 00
½ cucchiaino di lievito in polvere
75 g di farina di mandorle
qualche goccia di estratto di mandorle (io ho usato un cucchiaino di armelline in polvere). 
1 cucchiaio di latte
  • Sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Gradualmente aggiungete le uova sbattute poco alla volta,  (attendete che siano ben incorporate prima di aggiungere il prossimo quantitativo.)
  • Setacciate la farina con il lievito in polvere e con cura incorporateli al composto cremoso usando un cucchiaio di metallo o una spatola di silicone. 
  • Mescolate due terzi delle ciliegie con la farina di mandorle ed incorporatele con cura nel composto aggiungendo una o due gocce di estratto di mandorle e il latte.
  • Adesso versate il composto nello stampo preparato, livellando la superficie con un cucchiaio quindi cospargete il resto delle ciliegie e con l’aiuto di un cucchiaino, spingetele delicatamente sotto la superficie dell’impasto.
  • Cuocete la torta al centro del forno per 45/50 minuti a 180°C, quindi copritela con un foglio di alluminio e continuate a cuocerla per 10 minuti e fino a quando sarà elastica al tatto. Prima di sfornarla fate comunque la prova stecchino. 
  • Fate raffreddare il dolce nello stampo per 15 minuti prima di sistemarlo su una griglia per il completo raffreddamento. Conservate coperta o in un contenitore ermetico. 


lunedì 24 maggio 2021

Il Bensone modenese: un dolce che sa di casa

In questo week end appena trascorso, abbiamo fatto un salto a Firenze con l'idea di visitare gli Uffizi. 
Poi ci siamo resi conto di essere partiti troppo tardi, di non avere prenotato come da procedure anti Covid ed abbiamo lasciato perdere per dedicarci ad una passeggiata fra le vie di questa incredibile città.
Sembrava un normale giorno di piena stagione turistica, stracolmo di gente ovunque, a piedi, in auto, in bicicletta, in monopattino...diciamo che forse era anche la prima vera giornata di primavera, con un caldo davvero presente nonostante il vento. 
Ogni tanto nel caos percepivo voci straniere, soprattutto tedesche e dentro il cuore sentivo che un'idea di normalità cominciava a prendere forma. 
Se non fosse stato per i volti coperti da mascherine, avremmo potuto credere che nulla fosse mai accaduto. 
Quanto è strano.
Un anno e mezzo in cui il mondo si è capovolto, è successo di tutto, abbiamo perso cari, amici, pezzi di cuore. Però come sempre, la vita si fa spazio e va avanti. 
La vita che va avanti ha un nome: speranza. 

Questa ricetta vagola nel mio archivio da tempo immemore e solo da poco ho ritrovato le foto e mi sono ricordata di averla. 
Un dolce di casa così buono a confortante che è un peccato non condividerlo. 
Il Bensone o Bensoun, come lo chiamano nella provincia di Modena, è una sorta di pagnotta di pasta frolla lievitata molto morbida e profumata, che originariamente non prevedeva alcun ripieno.
Nel tempo, grazie alla fantasia delle casalinghe, nell'impasto è finita dell'ottima confettura di amarene, spesso miste a prugne ed oggi ognuno lo arricchisce con fantasia, secondo il proprio gusto. 
In realtà questo era il dolce della domenica, che nei periodi di festa veniva portato in Chiesa per essere benedetto e da qui pare derivi il suo nome, ovvero da "benedizione" a "bensone" il passo è stato breve. 
La prima volta che ho avuto occasione di assaggiarlo, accompagnavo un gruppo a visitare la zona. 
Pranzavamo a Nonantola, presso il Ristorante Il Patriarca,  e alla fine del pasto ci fu portato questo semplice dolce casalingo accompagnato da un bicchierino di Nocino, liquore di cui questa provincia è grande custode e produttrice. 
Morbido, friabile, confortante e così piacevolmente casalingo, senza pretese né trucchi ma solo ingredienti semplici che tutti abbiamo in casa. 
Sfacciatamente ebbi il coraggio di chiedere la ricetta al gestore con cui orami lavoravo da tempo e quella che vi lascio è la versione della sua famiglia, quindi affidabile al 100%.
Le mie colazioni sono così piacevoli con una fettina di bensone e la sera, dopo cena, una perfetta chiusura avvolgente come una carezza. 
Siccome la cosa più complicata è trovare la consistenza della frolla, che deve comunque restare malleabile e non sostenuta come quella delle crostate, ed anche per capire la formatura, vi lascio un video molto chiaro dove è spiegato bene tutto il procedimento. Spero vi sia utile. 
Provatelo e saprete dirmi. 

Ingredienti per 2 Bensoni
500 g di farina 00
200 g di zucchero semolato 
250 g di burro morbido 
2 uova piccole + 1 per spennellare 
la scorza ed il succo di un limone piccolo 
12 g di lievito 

Per la farcitura
500 g di confettura di amarene (oppure potete mischiare amarene con prugne) 

Per rifinire
Granella di zucchero qb 
  • In una larga ciotola, versate lo zucchero con il succo di limone e la scorza. Con una spatola mescolate con energia in modo che lo zucchero si sciolga leggermente nel limone quindi aggiungete il burro ed incorporate bene con una spatola. 
  • Aggiungete le uova e mescolate ancora in modo da incorporarle bene quindi setacciate la farina con il lievito sul composto e cominciate ad impastare con una spatola cercando di aggregare gli ingredienti. 
  • A questo punto rovesciate il tutto su una spianatoia bene infarinata. Questa frolla morbida che si va formando, va lavorata velocemente con le mani impastandola con cura. Nel caro vi risulti troppo morbida sotto le mani, aggiungete una manciata di farina. Quando avrete ottenuto una palla liscia e duttile ma non eccessivamente morbida, dividetela in due parti identiche, appiattitele, avvolgetele nella pellicola e mettetele in frigo per 20 minuti. Non deve diventare dura. 
  • Preparate una teglia coperta con carta da forno e scaldate il forno a 180°.
  • Sulla spianatoia spargete una manciata di farina e schiacciate con le mani la prima pallina. Mettetela su un foglio di carta da forno. Aiutandovi con le mani o utilizzando un matterello, stendete un cerchio spesso 5/7 mm. Al centro versate la metà della confettura e spargetela con una spatola lasciando 3 cm di bordo, 
  • Arrotolate l'impasto su se stesso aiutandovi con la carta da forno con la chiusura verso l'alto. Mettete in frigo il primo Bensone e preparate il secondo allo stesso modo, che lascerete riposare per almeno 30 minuti. 
  • Una volta trascorso il tempo in frigo, trasferite i due bensoni sulla teglia distanziati almeno 5/7 cm l'uno dall'altro. Rovesciateli sulla teglia facendo in modo che la chiusura vada sotto. Schiacciate le estremità a 3 cm dal fondo in modo che non fuoriesca la confettura e piegandole sotto al bensone. 
  • Spennelateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli con granella di zucchero. In senso longitudinale praticate un taglio lungo una decina di cm al centro dell'impasto e fateli cuocere per 40/45 minuti fino a quando non saranno dorati ma non troppo scuri. Il taglio aiuterà la lievitazione e farà in modo che l'impasto non si spacchi in maniera irregolare. In ogni caso, siccome la frolla è molto morbida, è possibile che durante la cottura vi si apra proprio come è successo a me. Mal di niente,  e' buono lo stesso.
  • Fate raffreddare sulla teglia e spostateli su una gratella solo quando saranno quasi freddi perché l'impasto sarà comunque morbido e molto friabile. 
  • Si conservano per una settimana coperti o tagliati e conservati in una scatola di latta. 


lunedì 17 maggio 2021

Pan Brioche laminato al cioccolato

Ultimamente il blog langue. 
Ciò non significa che non stia cucinando come se non ci fosse un domani. 
Purtroppo, ma per fortuna non per il blog perché da qualche mese sto collaborando con la rivista Ci Piace Cucinare dove via via potete trovare le mie ricette.
Lavorare per delle riviste ha tempi molto rigidi quindi quando mi arrivano gli incarichi, entro in uno stato di immersione totale nella ricetta e nella realizzazione fotografica da poter fare poco altro. 
La settimana appena trascorsa è stata una di quelle. 
Però nel weekend, complice un clima pestifero, sono riuscita a cucinare per me e a realizzare questo bellissimo pan brioche laminato. 
Il forno è ancora al lavoro e credo che lo sarà ancora per qualche settimana perché le previsioni non danno nulla di buono fino alla fine di maggio. 
Da lì in poi, piomberemo direttamente sulla graticola e si ritornerà a lamentarsi del caldo come sempre facciamo quando non si ha nient'altro da dire.  
Veniamo a questa stupenda brioche.
La ricetta arriva dal blog della bravissima Tiziana - Deliziosa Virtù. 
Ne sono rimasta incantata non appena ho visto l'immagine sulla sua galleria Instagram e mi sono detta che l'avrei provata appena possibile. 
L'occasione è arrivata grazie all'appuntamento del "Cestino del Pane", un gruppo di allegre panificatrici di cui faccio parte proprio su Instagram, dove ogni mese lanciamo un tema che ognuna può realizzare secondo il proprio spirito. 
Questo mese era "il pane bicolore" e la tentazione arrivata da Tiziana, si è fatta concretamente brioche. 

La preparazione presenta qualche lieve difficoltà nella preparazione della laminatura, ovvero del "foglio" di cioccolata che viene inserito nell'impasto per ottenere questo delicato effetto zebrato. Se in un ciambellone è facile perché la texture dell'impasto è semi liquida, qui non si può utilizzare lo stesso procedimento. 
Si procede con delle pieghe che possano assorbire questo sottile strato di cioccolata senza spargerla e che in fase di lievitazione si formi questo bellissimo disegno. 

Siccome ho preparato la brioche la sera, finendo di cuocerla a mezzanotte, non sono stata in grado di fotografare il procedimento di inserimento dell'intarsio di cioccolata, ma vi rimando alla pagina di Tiziana, dove c'è un passo passo chiarissimo.
Non abbiate fretta: potrete dividere la preparazione in due tempi come vi spiego sotto. Ma il risultato vi piacerà moltissimo. Buon lavoro. 

Per  la laminatura 
30 g di Farina 0
10 g di amido di mais 
100 g di cioccolato fondete 70% 
20 g di cacao in polvere 
60 g di zucchero semolato 
140 ml di latte 
20 g di burro
2 albumi a temperatura ambiente (cca 70 g) 
1 pizzico di sale 

Per la brioche 
300 g di farina 00
200 g di farina di forza w 320 (o Manitoba)
10 g di lievito di birra fresco
5 g di sale 
260 ml di latte intero tiepido 
2 uova medie 
60 g di burro morbido
100 g di zucchero 

Preparate la laminatura di cioccolato 
  • Fate fondere a bagnomaria  il cioccolato tritato con il burro. Nel frattempo setacciate farina, amido, cacao in una ciotola e aggiungete lo zucchero e il sale. Versate a filo il latte mescolando con una  frusta quindi una volta ben incorporato, aggiungete il cioccolato, mescolate bene. Per ultimo aggiungete gli albumi. 
  • Versate il composto in una casseruola e cuocete a fiamma dolce fino a quando il composto non si sarà rassodato (ci vorranno c.ca 20 minuti) ed avrà una consistenza quasi plastica. Spegnete, togliete da fuoco e fate raffreddare completamente. 
  • Una volta fredda, versatela su una carta da forno su ci avrete disegnato un rettangolo da 25 x 22 cm. Appiattitela con le mani dandogli una forma quadrata. Coprite con pellicola trasparente e stendetela con delicatezza in modo da riempire completamente il rettangolo sulla carta. Mettete in frigo ad indurire per almeno 3 ore o tutta la notte. Prima di utilizzarla, dovrà stare 1 ora in congelatore. 

Preparate la pasta brioche 
  • Mettete le farine nella ciotola della planetaria. Aggiungete il latte in cui avrete sciolto il lievito con un cucchiaino di zucchero, e le uova. Con il gancio cominciate ad impastare e fate in modo che i liquidi assorbano le farine. Aggiungete lo zucchero ed il sale e continuate ad impastare per qualche minuto per ottenere un impasto omogeneo. 
  • Cominciate ad aggiungere il burro a fiocchetti, facendo in modo che la massa assorba il grasso prima di aggiungere il successivo fiocchetto. Aumentate la velocità e proseguite ad impastare per almeno una decina di minuti fino a che terminerete il burro e l'impasto sarà lucido e ben elastico. Fate la prova del velo tirando l'impasto e se si strappa senza formare il velo, continuate ad impastare ad alta velocità per altri 5 minuti. L'impasto non si dovrà scaldare. In caso interrompete per qualche minuto e poi proseguite. 
  • Quando l'impasto si sarà attaccato bene al gancio ed avrà lasciato la ciotola pulita, sarà pronto per la prima lievitazione. Formate una palla e coprite la ciotola con pellicola. Mettetelo in forno con la lucina accesa per c.ca 1h30 o comunque fino al raddoppio. A questo punto potrete anche mettere l'impasto in frigo e farlo maturare tutta la notte per poi procedere alla seconda fase la mattina dopo. Un impasto freddo sarà più semplice da stendere e arrotolare. Richiederà solo maggior tempo per la seconda lievitazione. 
  • Al momento del raddoppio l'impasto sarà bello gonfio e molto morbido. Se vi sembrerà leggermente appiccicoso, versate una bella manciata di farina sulla spianatoia e rovesciatevi l'impasto sgonfiandolo.  Stendetelo con un matterello in un rettangolo di 28 x 48 cm. 
  • Al centro del rettangolo posizionate il rettangolo di cioccolata e richiudete i lembi della pasta brioche sul cioccolato (ogni lembo arriverà al centro della laminatura). 
  • Fate combaciare bene i lembi in modo che coprano completamente il rettangolo di cioccolato.
  • Adesso girate il rettangolo con la chiusura di fronte a voi e stendetelo con un matterello per ottenere un rettangolo della stessa larghezza ma lungo 60 cm.
  • Fate una piega a 3 (a portafoglio) chiudendo i lembi del lato lungo, al centro del rettangolo.
  • Girate nuovamente il rettangolo con la chiusura alla vostra sinistra e stendetelo nuovamente con il matterello per ottenere un rettangolo di 25 x 52 cm. 
  • Partendo dal lato corto, arrotolate l'impasto lasciando liberi gli ultimo 20 cm, che taglierete con un coltello affilato ottenendo delle strisce di 2 cm di larghezza ciascuna (le strisce dovranno essere tagliate parallele al lato lungo) 
  • Attorcigliate le strisce ed avvolgetele intorno al rotolo quindi trasferite con delicatezza il rotolo nello stampo foderato con carta da forno. 
  • Fate lievitare sempre in forno nuovamente per un' 1h/1h20 fino a che l'impasto non sarà arrivato a 2 cm dal bordo, 
  • Spennellatelo con un tuorlo sbattuto con poco latte e cuocete in forno pre riscaldato a 180° per 45/50 minuti nel 3 inferiore del forno (se verso la fine vedrete che la brioche si alza molto e tende a scurirsi, copritela con alluminio). 
  • Toglietela dal forno ed aiutandovi con la carta, toglietela pure dallo stampo, facendola raffreddare completamente su una gratella. 
  • Si può congelare pretagliata a fette. E' buonissima appena fatta, e ancora meglio tostata nei giorni successivi.