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venerdì 13 gennaio 2023

"Take Home chocolate cake": torta al cioccolato di Ottolenghi. Un altro compleanno.

"Volver 
con la frente marchita
las nieves del tiempo platearon mi sien
sentir que es un soplo la vida
que veinte años no es nada
que febril la mirada, errante en las sombras
te busca y te nombra
vivir con el alma aferrada
a un dulce recuerdo
que lloro otra vez…”. 
(Carlos Gardel) 

Quanti compleanni su questo blog. 
Quante parole, quanti ragionamenti solitari condivisi con volti sconosciuti, quante storie piccole, sorrisi, malumori e desideri espressi mai esauditi. 
Quante ore davanti ad un forno ingolosita dall'aspettativa.  
O instancabile dietro a un treppiede sbirciando da un obbiettivo a caccia di luce e ispirazione. 
Entusiasmo e disillusione mescolati malamente, mossi come maree nell'oceano della mia irrequietezza. 
Dodici anni di tempo dedicato ad una passione che, nonostante tutto, pare non placarsi. 
Si, sono una persona diversa da quel 13 gennaio del 2011, quando intimorita, ho lanciato il primo post nell'etere della blogosfera. 
Lo sono a tal punto che per ricordarla, ogni tanto mi soffermo a leggere i miei scritti. 
Mi intenerisco e mi sorprendo e nuovamente mi chiedo "ero io?". 
Quello a cui sono arrivata dopo tanto tempo di blogging, è la certezza che quanto resterà qui dentro, servirà di certo più a me che a voi, cari amici. 
La memoria piano piano sbiadisce. 
Le parole e l'emozione che le definisce restano, come le indicazioni su una mappa da seguire per ritrovarmi. 
Tanti auguri a me. 
Tanti auguri ad Andantecongusto. 
Ho aspettato il momento buono per preparare questa torta. 
Era sulla mia lista da qualche anno, dopo l'uscita di Sweet, il libro di Ottolenghi e Helen Goh sulla pasticceria. 
Non è una torta "economica" in senso stretto. Per costi e calorie. 
Ma è una signora torta al cioccolato. Una di quelle che vi fanno ricordare da chi l'assaggia. 
L'ho offerta agli amici dell'Orchestra in cui suono, ed è scattata l'ovazione. 
Quindi non faccio riferimento al mio palato, spesso troppo esigente e critico, ma a quello di chi ha assaggiato senza sapere nulla di questo dolce, non il suo contenuto né la sua provenienza. 
Ha solo spazzolato una fetta di "pura torta al cioccolato", di quelle che ci si immaginano quando ci viene voglia: non stucchevole, non dolce, non eccessiva. 
Puro velluto da godersi in pace accoccolati sul divano. 

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 23 cm di diametro 
250 g di burro a temperatura ambiente
200 g di cioccolato fondente al 70% sminuzzato 
1 cucchiaino e mezzo di caffè istantaneo in granuli
350 ml di acqua bollente 
220 g di zucchero semolato 
2 uova grandi a temperatura ambiente leggermente sbattute
2 cucchiaini di estratto di vaniglia 
240 g di farina autolievitante
30 g di cacao amaro 
un pizzico di sale 

Per la ganache 
200 g di cioccolata al 70% tritata finemente
200 g di panna liquida, fresca 
1 cucchiaino di miele millefiori
20 g di burro morbido

Per la farcitura (se vi piace) 
375 ml di panna fresca
190 g di mascarpone
i semi di un baccello di vaniglia
2 cucchiaini e mezzo di caffé espresso macinato finissimo
mezzo cucchiaino di cannella 
2 cucchiai e mezzo di zucchero a velo 
  • Accendete il forno a 170° C statico. Imburrate e foderate bene lo stampo cercando di isolare dall'interno la possibilità che parte dell'impasto possa fuoriuscire dalla base (sarà piuttosto liquido).
  • Mettete il burro, il cioccolato e l'acqua bollente in cui avrete sciolto il caffè, in una larga ciotola, mescolando con una spatola fino a che tutto sia perfettamente sciolto ed omogeneo.
  • Aggiungete e mescolate lo zucchero con una frusta fino a scioglimento. Aggiungete le uova e la vaniglia e proseguite mescolando bene. 
  • Per ultimo aggiungete la farina, il cacao e il sale mescolati e setacciati ed incorporate bene nei liquidi aiutandovi con una frusta o una spatola. Il composto sarà molto liquindo ma è così che deve essere. 
  • Versate tutto nello stampo ben foderato e cuocete per 60 minuti. Fate la prova stecchino, che dovrà uscire asciutto con solo pochi briciole attaccate. Non cuocete troppo. Noterete che sulla superficie si saranno formate delle crepe: è così che deve presentarsi. 
  • Una volta tolto dal forno, lasciatelo raffreddare almeno 20 minuti nello stampo prima di estrarlo. Quindi lasciatelo raffreddare completamente prima delle operazioni successive. Io l'ho fatto raffreddare e l'ho avvolto nella pellicola per terminarlo il giorno dopo.
  • Preparate la ganache. Fate scaldare la panna con il miele e toglietela dal fuoco prima che arrivi a bollore. Versatela sul cioccolato tritato che avrete sistemato in una ciotola di acciaio. 
  • Lasciate in infusione un paio di minuti quindi mescolate con una spatola senza incorporare aria. Quando il composto sarà vellutato ed omogeneo aggiungete il burro a pezzettini e mescolate fino a scioglimento. 
  • Adesso mettete la pellicola a contatto con la cioccolata e fate riposare in luogo fresco per c.ca 2 ore (dipende dalla temperatura della vostra casa o dell'esterno in cui lo lascerete. Valutate la consistenza. Se desiderate una glassatura liscia e lucida, attendete una mezz'ora. Se volete una consistenza spalmabile come ho scelto io, attendete un po' di più. 
FARCITURA 
  • Se optate per una farcitura, scegliete il vostro ripieno del cuore o seguite la ricetta, mettendo tutti gli ingredienti in una ciotola ben fredda e montateli con una frusta elettrica. Quando si formeranno dei picchi stabili, potrete farcire. Solo successivamente procedete alla glassatura. 
  • Una volta glassata, lasciate riposare fino a indurimento della glassa. La torta si conserva perfettamente per 4 o 5 giorni in frigo. Tenerla a temperatura ambiente almeno 1 ora prima di servirla. 
  • Solo un commento: da perderci la testa! 



martedì 13 marzo 2018

Rose per un uomo: pensando sempre a te, papà.

Alone again - Gilbert O'Sullivan
Non è cambiato poi molto sai.
Siamo sempre noi, con le nostre vite normali, a tratti frenetiche, a tratti ferme come l'acqua di lago.
Ci alziamo ogni giorno con la lista delle cose da fare nella testa; ci arrabbiamo col mondo per sciocche, stupide cose e cerchiamo di ridere ogni tanto, che ridere segna la via di fuga dai pensieri.
Qualcosa carica i nostri gesti automatici, riempie ogni momento di quanto ci sembra importante, ci distrae, ma non del tutto.
Tu ritorni in un flash.
E' quella buca per strada che prendi in pieno e che fa sobbalzare i pensieri e fermare il cuore; è un'immagine che passa, qualcosa che mi sembra di riconoscere e che di corsa mi riporta a te.
E' una parola, un suono, una canzone, un profumo.
E' un fruscio che avverti nella casa silenziosa; un soffio di vento con i vetri chiusi.
Il ricordo di un sogno che ritorna al mattino.
Oggi nascevi papà.
La prima telefonata del giorno era per te, che non volevi saperne ma il tuo sorriso dietro la cornetta, tradiva la gioia di sentirti celebrato.
Non so davvero come vivrò questa giornata, pensando che non potrò fare quella telefonata, che non ti preparerò una torta, che il tuo compleanno coincide beffardamente con sei mesi di vuoto di te.
La vita è più forte di ogni dolore, tristezza, disperazione.
Lei va avanti per la sua strada e trascina tutto dietro di sé.
Forse è grazie a questo che sono qui a parlare con te, a parlare di te, perché l'unica cosa che mi rende meno doloroso questo vuoto, è ricordarti, è raccontarti.
Mi succede così spesso.
Con chi mi chiede "come stai".
Non voglio dire come sto, non è importante.
Voglio parlare di te. Parlare di te è averti qui, è sentirti con me.
Sei anni fa scrivevo una cosa per te. Non ricordavo di averlo fatto.
Avevo preparato una torta per il tuo compleanno, un lievitato quando ancora non capivo nulla di impasti e lievitazione, ma orgogliosa perché era forse uno dei primi risultati non disastrosi tra i miei mille tentativi.
Oggi ti dedico lo stesso dolce. L'ho preparato convinta di dovertelo portare.
Mentre impastavo ho lasciato la mente correre indietro nel tempo, ai giorni felici della nostra vita alla Bagnaia. 
Il mio ricordo di te è profondamente legato a quel luogo ed alla tua figura sempre in tenuta da cavallo.
Quando si è bambini e poi ragazzi, non ci si rende conto di quanto speciali siano i nostri genitori.
Ovviamente l'amore è il sentimento che governa il nostro sguardo, ma papà è mamma sono così: i nostri eroi normali.
Solamente da adulti, quando la vita passata si srotola sotto i nostri occhi come una specie di mappa piena di segni tracciati dal tempo, che ci accorgiamo quando quegli "eroi normali", siano in verità eroi molto speciali, unici ed inimitabili.
Il mio papà era un cavaliere, bello, forte e senza paura.
Lo è stato ogni giorno della sua vita, anche quando la paura lo ha blandito e messo a dura prova.
Non potrò stringerti ed augurarti buon compleanno oggi, ma il mio cuore è così pieno di te da far male.
Ciao papà.
Mio padre non amava i dolci troppo "dolci" ma aveva una vera e propria passione per la zuppa inglese.
Non disdegnava le crostate che accettava sempre volentieri ma si illuminava come un bambino quando riceveva un sacchettino pieno di Cantucci che centellinava con gusto dopo cena,  insieme ad un bicchierino di vino dolce. I biscotti secchi, si, con quelli non sbagliavi mai.
Questa torta di rose gli sarebbe piaciuta ma in realtà ha per me un senso simbolico e metaforico.
Volute soffici, avvolgenti come un abbraccio, quello che mi manca.
Ho cercato una ricetta che nella malinconia, mi regalasse un po' di lieve felicità.
Ed ho trovato quella di Federica, la blonde del mio cuore, che non racconta solo belle storie sul suo blog, ma dispensa anche grandissime ed affidabili ricette.
Questa torta è soffice, leggera, profumata e resta tale per giorni dopo la cottura.
Sono i fiori più belli per il mio papà. Grazie Fede.
Ingredienti per una tortiera di 26/28 cm di diametro 

120 ml di latte a temperatura ambiente
12 g di lievito di birra fresco
300 g di farina forte (w330 o manitoba)
200 g di farina 00
3 uova (io grandi) a temperatura ambiente
50 g di zucchero semolato fine
1 cucchiaio di maraschino (o grappa o brandy - io l'ho sostituito con la scorza grattugiata di un limone e 1 cucchiaino di estratto di vaniglia)
100 g di burro morbido a dadini

Per la farcia delle rose
100 g di zucchero semolato
40 g di burro pomata.
zucchero a velo per rifinire
  • Sbriciola il lievito e fallo sciogliere nel latte intiepidito mescolando.
  • Versa le farine setacciate, lo zucchero, le uova, gli aromi ed il latte con il lievito nella ciotola dell'impastatrice e con il gancio a foglia comincia ad impastare. Impasta c.ca 5 minuti, l'impasto si staccherà dalle pareti senza difficoltà. 
  • Adesso togli la foglia e sostituisci con il gancio. A velocità media, comincia ad aggiungere il burro a piccoli fiocchi e aggiungi il fiocchetto successivo solo quando il precendente sarà stato incorporato. 
  • Una volta esaurito il burro, aumenta la velocità ed impasta almeno 8/10 minuti, fino a che non otterrai un impasto ben aggrappato al gancio, lucido ed elastico. Dovresti con facilità ottenere il velo. 
  • Togli il gancio, lascia l'impasto nella ciotola. Copri con pellicola od un panno umido e fai lievitare in luogo tiepido per 1h30. 
  • Una volta passato questo tempo, l'impasto sarà praticamente raddoppiato. Rovescialo sulla spianatoia leggermente infarinata. Sgonfialo e stendilo in un quadrato di 40 cm di lato. 
  • Mescola vigorosamente lo zucchero con il burro per la farcia, fino ad ottenere una crema spalmabile e stendila aiutandoti con una spatola, sull'intera superficie della pasta, senza lasciare spazio sui bordi. 
  • Con una rotella per pizza o un coltello ben affilato, taglia delle strisce di 4 cm l'una, cercando di essere il più preciso possibile per ottenere delle rose della stessa dimensione. Otterrai 10 strisce che dovrai arrotolare su se stesse e posizionare nello stampo imburrato e foderato di carta forno, distanziandole almeno 1 cm l'una dall'altra perché cresceranno sia nella seconda lievitazione che in cottura. Io sono riuscita a posizionare solo 8 rose nel mio stampo. Le restanti due le ho cotte dentro due stampi grandi da muffin. 
  • Adesso fai lievitare nuovamente al caldo, coperto da pellicola per 1h30 c.ca 

  • Preriscalda il forno a 165/170°. Una volta pronto, spennella la superficie con poco latte e spolvera il tutto con zucchero a velo. Fai cuocere per 35/40 minuti controllando che la superficie non si scurisca troppo (nel caso copri con un foglio di alluminio). 
  • Togli dal forno e fai raffreddare una decina di minuti prima di sformare e lasciare raffreddare completamente su una gratella. 
  • Servi a temperatura ambiente spolverato di zucchero a velo e conserva ben coperta da pellicola o in una busta per alimenti. Si mantiene morbida fino a 3 giorni ed è perfetta fatta a fette  tostata. 


sabato 13 gennaio 2018

Torta al cioccolato e lamponi: 7 anni di Blog.

Both sides now - Jony Mitchell
Oggi non sono qui.
Una parentesi fuori di casa che coincide con una data speciale, in realtà non programmata.
Vi racconterò in futuro la ragione di questo viaggio; al momento è ancora tutto in divenire e non sarebbe corretto.
In ogni caso, chi mi segue da un po' sa che questa giornata coincide con due nascite: quella della sottoscritta e di questo spazio virtuale.
Tralasciando i festeggiamenti per il primo evento, che gli anni ormai non si contano più e le candeline sulla torta potrebbero provocare l'incendio di S. Francisco, preferisco concentrarmi sul numero 7 pari agli anni di questo blog.
Sono andata a leggermi il significato del 7 in numerologia e ciò che ho scoperto è sorprendente.
Il 7 è legato strettamente alla spiritualità, alla capacità di intuizione e di fondere il "magico" con il quotidiano.
Secondo i Pitagorici era il simbolo della ciclicità ed era rappresentato come un cerchio.
A livello esoterico, il 7 richiama numerose corrispondenze, basti pensare alle 7 note musicali, ai 7 peccati capitali, ai 7 Angeli dell'Apocalisse, ai 7 giorni della settimana, le 7 costellazioni, ecc.
Ritrovare spesso questo numero sulla tavola numerologica di una persona, ci indica che questa ha grandi doti spirituali, possiede diversi talenti molto importanti, alcuni dei quali ancora inespressi.
Ecco, invece di pensare che questo sia l'anno della crisi come nei matrimoni di un tempo, voglio credere che il 7 possa portarmi la capacità di cercare e trovare il lato spirituale e magico nella mia vita, anche nelle scelte che mi troverò a fare.
Lasciarmi guidare dall'intuizione, dal sentimento molto più che dalla ragione che ha sempre governato la mia vita.
Con il tempo si tende ad indurirsi, a chiudersi al mondo, ad avere meno voglia di farsi domande, quelle importanti, trascinati dal corso della vita come su una zattera che ormai si comanda da sola.
Più ci penso e più non voglio che la mia vita sia così e neanche che questo piccolo spazio soffra di sindrome da abbandono.
Beh, speriamo che questo 7 sia un numero fortunato. In ogni caso, è un numero primo! :)
Questa è una torta preparata e non mangiata.
Beh, appena assaggiata si, ma non goduta a pieno visto che il giorno dopo siamo partiti.
Quindi la torta ha preso strade diverse e spero che chi l'ha ricevuta possa apprezzarla.
Premetto che non sono tipo da torte super farcite, ma questa mi intrigava assai.
L'ispirazione mi è arrivata da lei, ma al solito ci ho messo del mio, modificando e semplificando ulteriormente il tutto.
Ho ridotto gli strati a due, ho modificato la farcia, ho personalizzato il ripieno, insomma...è lei ma con un diverso carattere.
Lamponi e cioccolato è un'accoppiata formidabile. Specialmente se c'è la presenza di una farcia che lascia la bocca leggermente "grassa" come può essere un'ottima ganache o una crema al burro.
Nella ricetta originale l'autrice usa una crema al burro.
Io personalmente non l'amo moltissimo, quindi mi sono limitata ad una ganache al cioccolato fondente montata al profumo di arancia.
La base è una fantastica torta al cioccolato, umida al punto giusto, fondente quanto basta, e perfetta per essere farcita.
Ingredienti per 2 stampi da 18 cm di diametro a cerniera (2 strati di torta)
50 g di cacao non zuccherato
125 ml di acqua bollente
200 g di zucchero di canna finissimo
125 g di burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 uova medie a temperatura ambiente
150 g di farina 00
8 g di lievito per dolci

Per la ganache montata
150 g di cioccolato fondente di ottima qualità al 70%
150 g di panna fresca
15 g di burro
la scorza intera di una arancia non trattata (pelata senza toccare la parte bianca).

Per la finitura
80 g di confettura di lamponi
125 g di lamponi freschi
zucchero a velo a piacere.

  • Prepara le basi: versa l'acqua bollente sul cacao setacciato che avrai messo in una ciotolina e mescola bene fino ad ottenere una crema liscia che lascerai raffreddare mentre prepari il resto. 
  • Metti il burro nella ciotola di un mixer e montalo con la frusta per c.ca 1 minuto. Con una spatola pulisci bene i bordi della ciotola quindi aggiungi lo zucchero e l'estratto di vaniglia e monta a velocità medio alta per 3/4 minuti fino a quando non avrai ottenuto un composto leggero e pallido. 
  • A questo punto aggiungi un uovo alla volta, e non incorporare il prossimo prima che il primo non sia ben amalgamato.
  • Quando le uova sono state incorporate, devi aggiungere il cacao e la farina setacciata con il lievito in 2 tempi. Comincia con la metà del cacao, quindi metà farina, il resto del cacao ed il resto della farina. Amalgama bene.
  • Suddividi il composto nei due stampi che avrai imburrato e foderato con carta da forno, e cuoci a 180° per 25/30 minuti (fai la prova stecchino che dovrà uscire pulito). 
  • Lascia riposare 10 minuti nella teglia prima si sformarli e capovolgerli su una griglia. Fai raffreddare completamente. 
  • Mentre le basi cuociono, prepara la ganache. Metti la panna ed il burro in un pentolino con la buccia dell'arancia e porta a fremere. Spegni e lascia in infusione (almeno 20 minuti) mentre tagli il cioccolato grossolanamente. 
  • Metti il cioccolato in un ciotola di acciaio, riscalda nuovamente la panna quindi privala della buccia e versala sul cioccolato. Lascia riposare 1 minuto, quindi con una frusta mescola lentamente per far sciogliere bene il cioccolato ed ottenere un composto lucido e cremoso. Adesso devi lasciare raffreddare completamente la ganasce. 
  • Quando la ganache sarà fredda, potrai montarla con la frusta a mano o nella planetaria. Vedrai che si schiarirà e gonfierà creando un composto leggero, morbido e stabile. 
  • Aiutandoti con una spatola, versalo in un sac a poche munito di bocchetta liscia di 1cm e mezzo, e preparati a farcire la torta. 
  • Posiziona la base sul piatto di portata. Scalda la confettura con un cucchiaino d'acqua, in modo che sia facilmente spalmabile e versala al centro della torta dandole la forma di un cerchio (lo strato dovrà essere almeno di 5 mm) e lasciando 2 cm di bordo lungo la circonferenza. Al centro della confettura, fai un ciuffetto generoso di ganache quindi decora i bordi con tanti ciuffetti di ganache come vedi in foto. Per ottenere dei ciuffi tondi, posizionati con il sac a poche in verticale sulla torta, spingendo con delicatezza verso il basso e allontanandoti repentinamente per ottenere una bella punta di crema. 
  • Metti la seconda base sempre con il lato liscio in alto, e termina la decorazione. Questa volta con tanti ciuffi di ganache il più possibile regolari nella dimensione e termina aggiungendo i lamponi in maniera casuale sui ciuffi. Spolvera con dello zucchero a velo se ti piace. 
  • Se non la servi subito, puoi conservare tranquillamente fino a 3 giorni in frigo, ma toglila almeno mezz'ora prima di servirla per riportare la ganache alla sua cremosità. 



venerdì 13 gennaio 2017

Brioche bigusto: e siamo a 6...anzi a 50.

Happy Birthday - Steve Wonder 
Mentre leggete questo post, io sarò probabilmente in viaggio su un bus che mi porta a Napoli, per raggiungere un branco scatenato di amici blogger, ovvero la Community più divertente e gagliarda del web, quella dell'Mtchallenge.
Coincidenza ha voluto, che questo terzo raduno, cadesse proprio il giorno del 6 compleanno di queste pagine e del 50mo della qui scrivente, visto che ormai le nostre vite scorrono parallele, separate solo da 44 anni.
Quale miglior occasione per festeggiare in compagnia?
Non voglio parlare di numeri, perché ragionare in termini di "mezzo secolo", "10 lustri", o "sei 'na vecchia", ormai non mi fa più caldo né freddo.
Per altro la mannaia dei cinquanta cadrà quest'anno anche sulle le mitiche Julia Robert e Nicole Kidman (hai detto cotiche).
Posso quindi affermare di essere in meravigliosa compagnia e proverò ad illudermi di assomigliare un po' anche a loro, visto che nonostante siano silfidi irraggiungibili, l'alba del mattino le vuole vedere in faccia e qualche vampatella mi sa che se la raccontano.
Ebbene, tralasciando i deliri di una cinquantenne, il vero giovanotto qui, è lui, il mio caro e amato blog.
Che ormai sta diventando un ometto, a sei anni si va pure a scuola e si comincia ad avere pretese da grandi.
Eppure confesso che non è cambiato un gran che.
E' sempre il solito chiacchierone, confusionario, distratto, con la voglia di far baldoria e di ridere, ma sotto sotto perso dietro strani ragionamenti.
Se è ancora qui, dopo tanto tempo (perché sei anni sono davvero un traguardo) è grazie all'affetto dimostrato dai suoi lettori silenziosi, dalle amiche che comunque, nonostante il tran tran di sempre, si fermano a lasciare un saluto, dal piacere della sottoscritta, di condividere un pensiero ed una cosa buona.
Spero solo che la voglia di mantenere questo filo sottile con voi possa rinnovarsi ancora a lungo, perché per adesso è fonte di grande gioia.
E cosa è successo negli anni passati?
Poco, qualcosa, tanto.
Spesso mi succede di rileggere i post che noto vengono cercati maggiormente dalla rete e mi soffermo a leggere vecchi commenti, considerazioni, con un misto di commozione, nostalgia e gratitudine.
Non ho voluto preparare il Gran Pavese ed una torta da mille e una notte perché sarebbe stato uno spreco. In questa casa la dieta incombe.
Meglio una brioche semplice, soffice, profumata, con un ripieno misto, che ha fatto la gioia di mia figlia e della sottoscritta.
Ingredienti per uno stampo a cerniera da 20 cm 
250 di farina 00
100 g di farina forte w330
100 g di burro morbido a tocchetti
2 tuorli grandi
140 ml di latte tiepido
4 cucchiai di zucchero
10 g di lievito di birra fresco
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
Un pizzico di sale
Latte e zucchero a velo per rifinire.

Per il ripieno
Marmellata di albicocca e crema alla gianduia fondente qb
  • Versate il latte nella ciotola della planetaria aggiungendo un cucchiaino di zucchero preso dal totale ed il lievito sbriciolato. Mescolate a fare sciogliere e lasciate attivare per una decina di minuti
  • Intanto setacciate la farina e mescolate la farina con il resto dello zucchero ed il sale. 
  • Quando il lievito sarà attivo, aggiungete i tuorli e mescolate con un cucchiaio quindi versateci sopra la farina. Sistemate la ciotola sul corpo della planetaria e cominciate ad impastare con la foglia. 
  • Quando tutta la farina sarà incorporata e la palla avrà pulito i lati della ciotola, cominciate ad aggiungere il burro un tocchetto alla volta, passando al successivo solo quando il precedente non sarà completamente incorporato. 
  • Impastate a velocità media per almeno 10/15 minuti. 
  • Quando l'impasto sarà incordato, ovvero si sarà fortemente agganciato alla foglia, aumentate la velocità per 5 minuti e fate la prova del velo. 
  • Adesso liberate l'impasto dal gancio e sistematelo nella ciotola coprendola con una pellicola. Fate lievitare per c.ca 2 ore in luogo tiepido (forno con lucina accesa).
  • Quando avrà ben raddoppiato, versatela su una spianatoia leggermente infarinata e sgonfiatela con delicatezza. Stendetela con un mattarello in uno strato di 5 mm e ricavate dei cerchi con un coppapasta da 8 mm di diametro.
  • Su ogni cerchio alternate un cucchiaio di crema al gianduia e confettura di albicocche. Non esagerate con il ripieno altrimenti al momento della chiusura, lo perderete dai lati.
  • Piegate ogni cerchio a metà, come a formare una mezzaluna, quindi prendete i vertici della luna ed avvicinateli sigillandoli, ed ottenendo una sorta di petalo doppio, dal quale si intravedrà il ripieno. 
  • Proseguite così fino a ultimare l'impasto e via via sistemate i petali all'interno dello stampo imburrato, alternando un gusto all'altro e lasciando 5 mm di distanza tra un petalo e l'altro. 
  • Al centro ho posato 2 petali intrecciati fra loro a ricavare una rosa, questi però senza ripieno.
  • Fate lievitare nuovamente per almeno 1 ora.
  • Accendete il forno a 180° 
  • Spennellate la brioche con latte e spolverate di zucchero a velo, poi fate cuocere per 25/30 minuti fino a che la brioche non sarà bella dorata.
  • Sfornate ed attendete 5 minuti poi togliete dallo stampo.
  • Sistemate su una gratella per intiepidire e servite tiepida, spolverando con zucchero a velo o lucidando con gelatina di albicocche.



mercoledì 13 gennaio 2016

Cinque anni di Blog e molti, molti di più di vita: Chiffon cake al Te e Cioccolato

Heroes - David Bowie live
Ieri ho cominciato!
E' così: chi se lo dimentica quel post intimorito, stupefatto, incredulo che non volevo decidermi a lanciare nell'etere.
Ci ho messo quasi un mese, cercando di dimenticarmene, di prendere tempo. Alla fine mi sono ritrovata a dare alla luce questo blog il giorno stesso in cui celebravo la mia nascita, in maniera completamente non premeditata.
In quell'istante ricordo di essermi sentita come sul palcoscenico di un teatro vuoto, la platea al buio.
Un' unica domanda: ma che cavolo sto facendo?
E' bastato un commento e poi due e non ero più libera.
Cinque anni di blog mi turbano assai: penso a tutte le parole spese, le ore rubate, i piatti finiti nella rumenta, i chili accumulati, la voglia di lasciare perdere tutto (quella è piuttosto frequente) e di controparte, il calore di amicizie nate qui ma cresciute nella vita vera (grazie a Dio).
Di tutto quello che questo spazio riesce a darmi, l'aspetto umano è quello che porterò sempre con me e che, sono certa, continuerà oltre queste pagine.
Cinque anni in realtà non sono nulla se confrontati ai quasi 50 che mi appresto a compiere, eppure oggi mi sento come la Patty che si chiedeva: " Il primo post è come il primo dentino o il primo bacio, o il primo amore che non si scorda mai?".
E' un giorno speciale e va certamente festeggiato: Tanti auguri a me!
Due volte :D
Una torta, non poteva essere altrimenti.
Un torta grande, alta e morbida (un po' come me :) ), con una mise elegante per l'occasione ed un profumo decisamente unico.
La Chiffon, un semplice ciambellone di origine americana che richiede solo una premura: quella di montare bene gli albumi ed incorporarli al resto con estrema delicatezza.
Un risultato che lascia sempre incantati, in particolare al taglio della fetta, quando si scopre una consistenza leggera, soffice e leggermente umida. Una morbidezza che resta tale a lungo.
Per  questa giornata ho pensato ad una Chiffon al Te e Cioccolato, utilizzando un te molto aromatico, un Earl Grey dalle note agrumate.
Può sembrare un abbinamento azzardato ma provare per credere.
E per favore, non chiamatela Fluffosa :)

Chiffon al  Te e Cioccolato 
Ingredienti per uno stampo di 26 cm di base inferiore e 20 di base superiore (stampo da Angel Cake) 
- 225 gr di farina 00
- 300 gr di zucchero fine tipo Zefiro
- 60 g di Cacao amaro Olandese ben setacciato 
- 6 uova grandi (il peso degli albumi deve essere di 350 gr)
- 180 ml di Te Earl Grey preparato e fatto raffreddare completamente. 
- 120 gr di olio di semi
- 1 bustina di lievito per dolci
- 8 gr di cremor tartaro
- un cucchiaio di essenza naturale di vaniglia
- 2 cucchiai di Grand Marnier
- un pizzico di sale
Per la rifinitura
- Zucchero a Velo
- 50g di cioccolato fondente al 70%

Gli albumi costituiscono la struttura che consentirà a questo dolce di restare alto e gonfio nonchè morbidissimo, quindi montate gli albumi aggiungendo il cremor tartaro setacciato, con la planetaria. Fate questa operazione a lungo, fino a che non abbiano triplicato il loro volume. 
Non usate il sale che non aiuta l'operazione come invece molti credono. Meglio un cucchiaino di limone. 
Setacciate la farina con il cacao, lievito e lo zucchero ed un pizzico di sale in una ampia ciotola, quindi aggiungete l'olio, i tuorli,  il te freddo, la vaniglia ed il liquore ed impastate con le fruste elettriche fino ad avere un composto omogeneo e molto liscio. 
Adesso vanno aggiunti gli albumi all'impasto di farina e questa operazione va fatta in tre tempi, mescolando sempre dall'alto in basso per non smontare il tutto. 
Quando l'impasto darà omogeneo e gonfio, versate il tutto nello stampo CHE NON AVRETE IMBURRATO(fondamentale) e mettete in forno già caldo a 160° per almeno 50 minuti. 
Posizionate la torta sulla parte inferiore del forno affinché si cuocia bene anche sul fondo vista l'altezza dello stampo. 
Senza togliere lo stampo dal forno, cuocete altri 10/15 minuti a 175/180°. 
E' importante che conosciate bene il vostro forno. Prima di togliere la torta, fate sempre la prova stecchino:  nel mio caso ho dovuto tenere la torta almeno 15 minuti in più. 
Dopo i primi 20 minuti vi accorgerete che la torta è già cresciuta in maniera impressionante e continuerà a farlo elevandosi almeno 3/4 centimetri dal bordo dello stampo.
A cottura, toglietela dal forno e capovolgetela, appoggiandola sul collo di una bottiglia come potete vedere qui, fino a che non sarà completamente fredda. 
Con un coltello sottile ed affilato tipo spilucchino, staccate con attenzione il dolce dallo stampo quindi capovolgetelo e fatelo scivolare fuori. 
Appoggiatelo sulla gratella e spolveratelo abbondantemente con zucchero a velo.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e versatelo in un conetto/sac a poche.
Decorate la superficie come preferite: io ho realizzato del cerchi e delle volute molto semplici, lasciando colare un po' di cioccolata anche sui lati. 
Servite con un buon Moscato Naturale e brindate alla mia salute. 

mercoledì 25 febbraio 2015

Torta morbida alle fragole e limone: quando sono diventata madre.

You're the sunshine of my life - Steve Wonder
Tredici anni fa a quest'ora giacevo annientata dall'anestesia in un lettino d'ospedale.
Mentre lentamente emergevo dalla nebulosa dell'incoscienza, cercavo di mettere a fuoco l'esserino frignante che si agitava nella culla sistemata al mio fianco: un robino lungo lungo, pieno di peli, capelli, e dalla pelle giallognola che, a dirla tutta io non riconoscevo, perché l'ex abitante della mia pancia aveva assunto nella mia testa, nell'arco di quei nove mesi, le decise sembianze di un angelo.
Si, insomma, uno di quei bambini della pubblicità, tutto guance, fossette, pelle rosea e sorrisoni.
Lei, il mio robino lungo, tutto era tranne che angelico.
Anzi, bruttarello in verità.
Poi niente, non sapevo dove mettere le mani, né avevo idea di come si maneggiasse tale oggetto.
Tutto quello che potevo sentire, era un dolore continuo, una debolezza spaventevole.
Immobile a letto, osservavo le altre mamme muoversi veloci intorno alle culle, cambiare i propri bambini, allattare, tornare ad una parvenza di normalità.
Io invece niente.
Vivevo in attesa di una montata lattea che non arrivava e di una creatura affamatissima che, stufa di non ricevere segni di vita dalle mie mammelle per altro gonfissime, vide bene di innamorarsi del biberon e chi s'è visto s'è visto.
Care amiche lettrici che siete già mamme e voi che lo diventerete un giorno, non credete a chi vi dice che la maternità è insita in ognuna di noi. Balle.
Tutto questo fiume d'amore che vi inonda non appena vi mettono fra le braccia il vostro bambino....mah.
Siamo piuttosto creature smarrite, che cercano di capire quale genere di alieno sia potuto uscire dal nostro corpo, realizzando immediatamente che quell'esserino rumorosissimo non farà nulla da solo per almeno i prossimi due, tre anni.
Credetemi, madri non si nasce.
Nessuna di noi è pronta a diventarlo, e la maggior parte di noi lo fa in maniera del tutto incosciente.
La natura.
La natura ci toglie ogni capacità razionale altrimenti nessuno di noi si riprodurrebbe considerando la situazione.
Ho capito di essere totalmente e indissolubilmente legata a mia figlia intorno al suo terzo mese di vita. Prima c'è stato di tutto: depressione, pianti, rabbia, paura, lancio dell'infante sul letto, terrore di non farcela.
Fu un suo sguardo, uno di quelli per cui potesti gettarti in fondo ad un dirupo.
Un lungo sguardo di adorazione, gioia, eccitazione rivolto proprio a me e a nessun altro.
Non un giocattolo, non un oggetto. Ma a me sola.
In quel momento sono diventata la mamma di Alice.
Non ho mai mancato un appuntamento con il suo compleanno anche in questo blog.
Che Alice è cresciuta lo si vede dalle torte che le ho preparato.
Ci sono state scarpette da ballo e mille piani per una principessa, per poi dirigersi verso la morbidezza di una ciambella alla panna. 
Stavolta ancora un segno di primavera che si avvicina con una torta morbida, confortante, e facilissima, con le prime fragole avvolte dal profumo del limone.
Ma la torta ufficiale per la sua festa è già stata ordinata.
Perché non sembra, ma la ragazza comincia ad avere le idee molto chiare e pare che la sua torta preferita sia in assoluto un certo cheesecake. 
Vi lascio gli ingredienti per questo dolce buonissimo e facile, al quale potrete abbinare la frutta che preferite, o addirittura nulla, per poi tagliarlo e farcirlo come più vi suggerisce la fantasia.

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 24/26 cm 
NOTA BENE: TUTTI gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente
200 g di farina
80 g di fecola di patate
5 uova grandi
180 di burro morbido
100 g di yogurt bianco magro
50 g di panna fresca
la scorza grattugiata di 2 limoni non trattati
250 g di zucchero semolato
2 cucchiai di limoncello
1/2 bustina di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di fragole, lavate e tagliate a metà
zucchero a velo per rifinire

Per la decorazione:
100 g di cioccolato fondente
una decina di fragole
Rompete le uova e separate gli albumi dai tuorli.
Nella ciotola della planetaria montate il burro morbido e lo zucchero con la frusta, opre c.ca 5 minuti a velocità media, fino ad ottenere un composto soffice e pallido.
A questo punto cominciate ad aggiungere i tuorli, uno alla volta, senza aggiungere il secondo prima che il precedente non sia stato completamente amalgamato.
Mentre la frusta continua a montare aggiungete la panna e lo yogurt che avrete miscelato bene insieme con un cucchiaio, la scorza dei limoni, la vaniglia, il limoncello.
Senza smettere di montare, aggiungete un cucchiaio alla volta, le farine setacciate con il lievito.
Una volta incorporata la farina, fermate la frusta.
Montate a neve ferma gli albumi ed incorporateli con estrema delicatezza al composto, usando una spatola di gommapiuma, e miscelandolo dall'alto in basso.
Versate il composto nello stampo già imburrato e infarinato sistemate sulla superficie le fragole divise, disegnando dei cerchi concentrici.
Mettete in forno a 180° e cuocete per c.ca 60 minuti. Fate la prova stecchino.
Mentre la torta cuoce, fate fondere a bagno maria la cioccolata ed immergetevi le fragole ben lavate ed asciugate.
Fate indurire la cioccolata su un foglio di carta da forno.
Una volta pronta la torta, fatela raffreddare per c.ca 15 minuti e poi sformatela e mettetela su una griglia.
Fa fredda, rifinite con lo zucchero a velo e le vostre fragole al cioccolato.
Servite la torta con una cucchiaiata di panna semimontata.

martedì 25 febbraio 2014

Ciambella alla panna acida: una torta per amore.

You are so beautiful - Joe Cocker
Ho scoperto di aspettare un bambino perdendone uno.
Per strani percorsi della mente e forse anche del destino, sapevo che avrei avuto i gemelli. Di sicuro, lo desideravo tanto.
E poi, da buona primipara attempata, sapevo che le probabilità di incappare in parti gemellari sono superiori a quelli di una giovane madre.
Mettendoci dentro anche la nonna paterna madre di gemelli, alla fine ero convinta che sarei diventata una mamma bis al cento per cento.
Il destino mi aveva ascoltata, eccome.
Dopo aver tanto rimandato il momento di allargare la famiglia, non avrei pensato che sarebbe stato tutto così veloce.
Ad aprile mio marito ed io abbiamo deciso: facciamolo!
A maggio ero già incinta.
Ma a giugno, perfettamente in orario sul calendario, ho scambiato un aborto spontaneo per il mio ciclo mestruale.
Ho continuato a non sapere di essere incinta per quasi 8 settimane, fino a che il malessere, la stanchezza ed una debolezza che non conoscevo, mi hanno costretto ad aprire gli occhi.
Però ormai, non ero più bis. 
Il fagiolino di Alice resisteva strenuamente come ha fatto per tutti i nove mesi di una gravidanza roller coaster, piena di ostacoli e piccoli traumi.
Il 25 febbraio di un lunedì di 12 anni fa, alle 9.00 del mattino, quella creaturina secca e stropicciata vedeva la luce attraverso un cesareo programmato di corsa.
Quando l'ho vista, giallognola, tutta coperta di peli, una testa piena di capelli scuri scuri, ho pensato: mioddio ho avuto una scimmia!
Ma l'effetto dell'anestesia mi ottenebrava la mente e poi, diciamocela tutta, appena partorito non è che siamo pervase da tutto questo senso materno.
Quello che posso dire è che quando questo succede, quando la maternità ti pervade, è un sentimento che ti travolge come un treno. Una cosa difficile da spiegare e da raccontare.
Il primo senso che percepito forte in me e che non credo svanirà mai, è stato quello di volerla proteggere, prima di ogni altra cosa.
Non essendo riuscita ad allattarla, per mesi anche dopo lo svezzamento, ogni volta che la sentivo piangere, avvertivo una fitta dolorosa al seno.
Credo che ognuna di noi abbia episodi del genere da raccontare quando si tratta di figli.
Io posso solo dire che per anni (e forse non ho mai smesso), sono stata terrorizzata dal pensiero di perderla, talmente forte che spesso mi sono svegliata la notte con la faccia bagnata di lacrime, a causa di incubi orribili.
Oggi quella creaturina lunga, secca e stropicciata compie 12 anni.
Non c'è stato anno da quando ho aperto questo blog, in cui non abbia celebrato la sua presenza nelle nostre vite. Ho cominciato che aveva 9 anni, era una piccola ballerina ed oggi mi ritrovo con una gazzella innamorata della palla a volo e dei One Direction.
Se devo preparare una torta, se devo scegliere l'oggetto del mio amore senza limiti e confini, allora non posso che scegliere lei, Alice, la mia bambina. La mia signorina.
E preparo una torta semplice, rassicurante e buona perché è ciò che lei cerca adesso da me: semplicità, sicurezza e affetto.
Con un bocciolo di rosa a decorarla, pronto a schiudersi e bello, delicato com'è lei.
Buon compleanno amore mio.
Una torta di stampo americano, una torta di casa, senza enormi pretese ma esageratamente buona.
Si allontana dal classico ciambellone e ricorda la consistenza delle sponge cake.
Utilizzate stampi profondi e se avete voglia, tagliatela in 3 strati e decoratela con la vostra farcitura preferita.
Non ha bisogno di bagne, è umida naturalmente. Piacerà ai vostri bambini, di più ai vostri mariti!
Ingredienti per uno stampo da Chiffon cake o angel cake con fondo amovibile
450 g di zucchero
226 g di burro
6 uova grandi, tuorli e albumi separati a temperatura ambiente
360 g di farina 00
250 ml di panna acida
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
la scorza grattuggiata di un arancia non trattata
1 cucchiaio di succo d'arancia
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di cremor tartaro
burro e farina per lo stampo
Mettete lo zucchero ed il burro a temperatura ambiente e montate per c.ca 10 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e bianco.
Cominciate ad aggiungere i tuorli, uno alla volta e continuate a mescolare fino a che l'uovo non sarà ben amalgamato. A questo punto aggiungete il secondo. Fate così per i restanti tuorli.
Quando tutti i tuorli saranno ben assorbiti nell'impasto, aggiungete la vaniglia, la scorza d'arancia ed il succo, mescolate ancora ed aggiungete la panna acida, mescolando ancora affinché il composto non sia omogeneo.
Setacciate la farina con il bicarbonato ed il sale.
Aggiungetela gradatamente a cucchiaiate al composto di uova e amalgamate.
In una capiente ciotola cominciate a montare con la frusta elettrica gli albumi, a cui avrete aggiunto il cremor tartaro e montateli a neve ben ferma.
Aggiungete una cucchiaiata di albumi al composto e mescolate velocemente per ammorbidire l'impasto, quindi continuate con il resto, incorporandolo con una spatola di gomma miscelando dall'alto in basso per non smontare il composto.
Versate il tutto nella tortiera imburrata ed infarinata e mettete in forno preriscaldato a 170° C.
Fate cuocere per 1h15/30 controllando la cottura con uno stecchino che deve uscire asciutto.
Il tempo di cottura dipende dalla tortiera: se il volume si sviluppa verso l'alto, avrete bisogno di qualche minuto in più. In ogni caso non aprite il forno prima di 1h.
Una volta pronta, fatela raffreddare quindi sformatela e cospargete abbondante zucchero a velo.
E' un dolce ricco ma buonissimo e perfetto anche come base per torte decorate con pasta di zucchero. A me piace semplice e magari servita con un po' di confettura.
Resta morbida ed umida per giorni.

Con questa ricetta partecipo con piacere all'ultimo contest di Imma Dolci a gogo in collaborazione con Wald


lunedì 25 febbraio 2013

La mia Red StrawVelvet cake gluten free: il grande cuore delle donne.

Woman - J. Lennon
Il 14 febbraio scorso, in quello che ufficialmente viene celebrato come il giorno dell'amore e degli innamorati, milioni di donne nel mondo hanno dato vita uno dei più grandi eventi mediatici degli ultimi tempi: hanno alzato il pugno verso il cielo ed hanno danzato.
One Billion Rising: una donna su tre subisce violenza durante la sua vita. 
La metà di queste donne subisce violenza in famiglia da uomini che dicono di amarle.
One Billion Rising, e vi consiglio di andare a leggere il sito e guardare i commoventi video, è ad oggi la più grande azione a denuncia della violenza contro le donne. 
In un flash mob mondiale, stupende donne vestite di rosso hanno danzato sfogando la loro gioia e la loro rabbia nei confronti di una cultura che ancora oggi non considera lo stupro come un delitto primario contro la persona. 
"Il 14 febbraio, esprimiamo insieme la gioia e l'oltraggio e la nostra ferma e globale richiesta di un mondo dove le donne siano libere, salve, considerate ed uguali. One Billion Rising ha riunito coalizioni di gruppi ed individui che non hanno mai lavorato insieme prima, stimolando nuovi sostenitori ed associazioni e masse di uomini che non si sono mai sentiti coinvolti ma che adesso vedono la sconfitta della violenza come l'obbiettivo della loro lotta. Tutto ciò è stato possibile mettendo la violenza contro le donne al centro della discussione globale. One Billion Rising ha rotto tabù, sollevato il velo del silenzio ed ispirato una manifestazione radicale che lotti per rivelare il sistema patriarcale nel mondo, fondamenta a supporto della violenza. 
One Billion Rising ha mostrato che la violenza contro le donne non è nazionale, tribale, etnica o religiosa, ma un fenomeno globale. Attraverso questo risveglio e supporto mondiale, le sopravvissute posso ritrovare la fiducia e convincersi che la violenza non è colpa loro".
"L'amore non lascia lividi in faccia: un uomo che ci mena, non ci ama, è uno stronzo e dobbiamo capirlo subito..." come disse la Luciana Littizzetto in uno dei suoi più bei monologhi durante la presentazione di Sanremo, prima di lanciarsi anche lei in "Break the Chain".
Il 14 febbraio, mentre milioni di donne nel mondo danzavano nei loro stupendi abiti rossi, una bellissima giovane donna moriva per mano del suo "amore". 
Qualcosa mi dice che il mondo ha ancora tanto bisogno di essere sensibilizzato sull'argomento e che troppe donne soffriranno prima di vedere la fine della violenza. 
Stefania mi perdonerà se in questo post non parlo di celiachia, per lo meno non direttamente. 
Diciamo che parlo di lotta. Una lotta generale che come tutte le lotte si innesca di fronte ad episodi che hanno profonde basi di incomprensione e ignoranza. In questo caso di una lotta che coinvolge il fatto stesso di essere donne. Ed essendo questo un MTC su tacco 12, quale occasione migliore per parlarne? 
Non ho potuto evitarlo: il rosso di questa torta mi ha emozionato per giorni. 
Osservando la carrellata di meravigliose preparazioni delle mie amiche dell'MTC, piene di fantasia, grazia, femminilità. 
Ammirando quegli splendidi capolavori, mi convinco che la Red Velvet assomigli al cuore di una donna. Mille strati che nascondono le mille qualità e contraddizioni dell'animo femminile. 
Il colore, la dolcezza, la morbidezza. La stabilità di un impasto. L'immancabile tocco di acidità nella farcitura che nell'essere donna spesso si fonde con l'ironia. 
L'animo femminile si svela strato dopo strato ma mai fino in fondo e quello che mi convince sempre di più, ogni qualvolta sento parlare di violenza e di donne uccise in nome dell'amore, è che questi uomini infelici non si rassegnano di fronte alla loro incapacità di scoprire completamente l'animo delle proprie donne, di possederle o di mortificare la loro femminilità.  
La mia Red Velvet, è un omaggio alle donne, a tutte le meravigliose donne su questa terra, alle nostre figlie, piccole donne in fiore, ed a quelle che ci hanno 
protette sotto le loro fronde come alberi secolari. 
Posto questa torta il giorno del compleanno di mia figlia, una piccola donna in fiore che spero non debba mai conoscere violenza. 
Per lei,  che tanto ama il rosso, una StrawVelvet Cake, con un frutto che ha la forma di un cuore, rosso e generoso come quello delle donne. 

La mia Red StrawVelvet cake gluten free con gelatina di fragole. 
160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Vital Nature)
60 gr di fecola (Pedon)
30 gr di  Maizena 
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro (Equosolidale glufree)
110 gr burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie 
1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon 
240 ml di buttermilk (io l'ho comprato da BioVita)
1 cucchiaio la punta (50 mg) di colorante rosso (Colorant Breton in polvere Rouge Cerise gluten free - non si trova in Italia)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. 
In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte in terrazza). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.

Per la farcia Cheese Creme
- 400 ml di panna fresca
- 250 gr di formaggio fresco tipo Philadelphia
- 250 gr di mascarpone
- 200 gr di zucchero a velo. 
- essenza di vaniglia naturale, 2 cucchiaini.
Mischiare a crema il mascarpone con il philadelphia e lo zucchero a velo. Io ho messo solo 150 gr ed il resto l'ho unito alla panna. Aggiungete la vaniglia e mescolate bene.
Montate a neve ferma la panna con lo zucchero ed unitela con delicatezza al composto fino ad ottenere una crema morbida ed omogenea. Mettere a riposare in frigo per almeno un'ora. 
Questa creme cheese risulta molto alleggerita dalla panna ed è assolutamente irresistibile.
Per la gelatina di fragole (2 dischi da 18 cm di diametro)
500 gr di fragole
il succo di mezzo limone
70 gr di zucchero 
120 ml di acqua
2 gr di Agar Agar (Rapunzel)
Rifinitura
- 100 gr fragole fresche
Lavate e tagliate le fragole. Mettetele in una casseruola a bordi alti con l'acqua e lo zucchero, il succo di limone e portate a ebollizione. Quando comincia a sobbollire, toglietela casseruola dal fuoco e frullate il minipimer fino ad ottenere una purea molto liscia e vellutata. Rimettete sul fuoco e portate a ebollizione. 
Fate sciogliere l'agar agar in un cucchiaio di acqua tiepida per non formare grumi, quindi versatelo nella purea di fragole. Fate bollire sempre mescolando per un minuto quindi togliete dal fuoco.
Versate la gelatina in due stampi da 18 cm di diametro foderati con pellicola trasparente, passandola attraverso un filtro che tratterrà i semini delle fragole. Avrete due dischi di c.ca 1 cm di spessore. Mettete al fresco (io li ho lasciati in terrazza tutta la notte - in realtà dopo un paio d'ore sarà già pronta). 
ASSEMBLATE IL DOLCE 
La riuscita delle basi è stata perfetta. Avevo provato in passato l'impasto normale ma per il futuro utilizzerò l'impasto gluten free di Stefania. 
Mi è piaciuto davvero tantissimo. Consistenza morbida ma compatta, leggera, un sapore splendido che anche mio marito (non facile a complimenti per questo genere di dolce) ha apprezzato con entusiasmo. 
Tagliare le due basi a metà. 
Io ho fatto una base di 18 cm ed una base di 20. Ho affilato i bordi della torta da 20 cm ottenendo un'altra base da 18, ed il più l'ho messo da parte per la decorazione esterna. 
Predisponete un foglio di carta da forno grande come il piatto su cui servirete il dolce e tagliatelo a metà. 
Sistemate le due metà una leggermente sovrapposta all'altra sul piatto: questo sistema vi aiuterà e mantenere il piatto pulito e ad eliminare la carta con facilità una volta decorata la torta.
Prendete la prima base e spalmatela con uno strato di 1 cm di creme cheese e livellate bene. 
Prendente il primo disco di gelatina con estrema delicatezza, aiutandovi con 2 spatole sollevatela e sistematela sulla creme cheese.
Spalmate nuovamente la creme cheese e livellatela, quindi sovrapponete il secondo disco di pasta. 
Nuovo strato di creme cheese. Prendete 2 fragole per la rifinitura, lavatele e tagliatele a fettine di 5 mm quindi disponetele sullo strato di crema. 
Prendete una metà della seconda base e tenendola sul palmo della mano, cospargetela e livellatela con la crema. Sistemate il lato spalmato delicatamente sulle fragole. 
Ripetete la farcitura come per i primi tre punti ed avrete la torta assemblata. 
A questo punto spalmate uno strato piuttosto spesso tutto intorno al dolce, livellando bene i lati e sulla cima mettete uno strato di almeno 2 cm di crema. Con una spatola sottile, tracciate una spirale partendo dal centro della torta e ruotando lentamente la torta in maniera da far emergere i solchi della spirale. Lavate bene una fragola e sistematela al centro della spirale. 
Prendete le rimanenze della base e mettete in un mixer con lama, riducendole in briciole sottili.
Con grande delicatezza, applicate le briciole su tutta la superficie laterale della torta (operazione che richiederà un po' di pazienza). Otterrete un bellissimo effetto velluto. 
Tenete al fresco fino al momento di servire e togliete dal frigo almeno mezz'ora prima per consentire al dolce di riprendere la sua consistenza morbida. 
Il giorno dopo è ancora più buono. 
Con questo post partecipo all'MTC di febbraio con la Red Velvet gluten free di Stefania ed all'MTC tacco 12 con grande emozione.