mercoledì 21 ottobre 2020

Biscotti al cioccolato con extravergine e rosmarino per il COOKIE SHARE

Chocolat - Rachel Portman

Riapre la stagione del cioccolato. 
Non appena fuori si abbassano le temperature, ecco che si alza il bisogno di endorfine da cacao. 
L'ho già raccontato mille volte, ma il mio bisogno di cioccolato finisce con l'arrivo di giugno. 
Il bello è che non lo cerco neanche nel gelato...mi stucca tantissimo: col caldo cerco freschezza in tutti i sensi. 
Però, però...
Appena arriva il fresco, eccolo puntuale maledetto lui, nascosto in un quadratino sul divano dopo cena, in un biscottino inzuppato nel te la mattina, in quella fetta di torta fondente seduta al tavolino di un bar in un pomeriggio con le amiche (questo è solo un sogno visto il momento). 
Il cioccolato è un piccolo momento di felicità alla portata di tutti. 
Toglie la malinconia, le paturnie, fa svanire nuvole grigie piene di pensieri inutili. 
Ho incontrato anche persone a cui non piaceva il cioccolato, ma ho sempre dubitato di loro :D  
La ricetta di oggi arriva da un libro della collezione "Starbooks" testato di recente. 
Si tratta di Cocoa della Sue Quinn, da cui sono uscite splendide proposte come questi biscotti  alla banana cioccolato e Tahine.
In questo caso, i protagonisti sono due: l'olio extravergine, che io ho usato appena franto da un'azienda della mia Valdorcia, e la cioccolata. Il rosmarino lega benissimo questi due ingredienti richiamando il lieve erbaceo dell'olio e valorizzando la nota tannica della cioccolata. 
Sono certa che vi piaceranno moltissimo. 
Non li cuocete oltre il tempo indicato, pena il diventare troppo secchi.

Ingredienti per c.ca 18 biscotti 
140 g di farina 00
20 g di cacao amaro in polvere
1 rametto di rosmarino finemente tritato
3/4 di cucchiaino di bicarbonato di soda
1/4 di cucchiaino di sale marino in fiocchi
60 ml di olio extravergine (io ho usato un olio "nuovo" della Valdorcia, molto fruttato) 
120 g di light brown sugar (in alternativa usate dello zucchero di canna integrale)
1 uovo grande 
120 g di cioccolato amaro al 60/70% di burro di cacao tritato grossolanamente
20 g di mandorle spellate e non tostate, tritate grossolanamente
  • In una ciotola più grande versate le polveri: farina, cacao, bicarbonato, rosmarino e sale e miscelateli bene usando una frusta a mano. 
  • Montate l'olio con lo zucchero e l'uovo con una frusta elettrica, fino a che non sia bello cremoso e gonfio. Dovrete cercare di incorporare aria quindi montate per almeno 5 minuti.
  • Versate il composto di zucchero ed olio nella ciotola delle polveri, quindi aggiungete metà del cioccolato ed impastate bene con una spatola di gomma. Mettete in frigo per 1 ora in modo che il composto rassodi. 
  • Accendete il forno a 180° e preparate due teglie con carta da forno. 
  • Una volta pronto, con un cucchiaio raccogliete la quantità di una grossa noce e con le mani inumidite formate una palla. Sistematela su una teglia schiacciandola poi delicatamente con la mano per ottenere un cerchio di c.ca 6 cm di diametro. Sistemate ogni pallina di impasto a c.ca 5 cm dall'altra e fate così con tutte. Una volta pronte, rifinite con le mandorle e la cioccolata sulla superficie dei biscotti. 
  • Cuocete per c.ca 12/15 minuti girando la teglia a metà cottura. Rimuoveteli dal forno quindi aiutandovi con una spatola, trasferiteli su una gratella a raffreddare completamente. 
  • Conservateli in una scatola ermetica. 


 

lunedì 19 ottobre 2020

Panini intrecciati alla zucca e salvia con Tangzhong

Have I told you - Van Morrison 

Era un po' che non mi dedicavo ai lievitati. 
Mi sono innamorata di una ricetta scovata sul bellissimo blog di Tiziana - Deliziosa Virtù (se non lo conoscete, conoscetelo!) e la stagione gioca complice con uno dei miei ingredienti preferiti: la zucca. 
Si tratta di bellissimi panini intrecciati, aromatizzati con polpa di zucca e salvia (mia aggiunta) il cui impasto è fatto con il metodo Tangzhong di cui vi ho già parlato in questo post. 
Un metodo di origine cinese che conferisce agli impasti lievitati una speciale morbidezza e capacità di conservazione. Vi consiglio vivamente di provare. 
Quello che mi ha affascinato di questi panini, è l'intreccio che li trasforma in piccole corolle o se volete, anche piccole zucche. 
Sembrerebbe un lavoro complicato invece è un procedimento semplicissimo che se proverete, vi stupirà.
I panini sono deliziosi, morbidi e potete servirli con un bel tagliere di affettati e formaggi, affettarli e tostarli per una ricca colazione o un brunch oppure potrete congelarne una parte una volta freddi, e si conserveranno come appena sfornati. 
Ingredienti per 10 panini
500 g di farina tipo 1
180 g di zucca cotta ridotta in purea
30 ml di olio extravergine 
1 uovo 
6 g di lievito di birra fresco 
10 g di sale
7/8 foglie di salvia 

Per il Tangzhong 
200 ml di acqua 
20 g di farina 0

Per rifinire 
1 tuorlo 
1 cucchiaio di latte 
semi misti (sesamo, papavero, lino, zucca a piacere)
  • Preparate la purea di zucca come preferite, cuocendola al forno con la salvia, sale e pepe, oppure lessandola e successivamente frullatela inclusa al salvia, con 2 cucchiai di olio extravergine. 
  • Procedete con il Tangzhong: mettete la farina in un pentolino sciogliendola con l'acqua, e cuocete a fiamma dolce fino a che non raggiungere la temperatura di 65°. A questo punto lasciate raffreddare. 
  • Mettete la farina nella ciotola dell'impastatrice con l'olio, la purea di zucca, il lievito ed il Tangzhong e cominciate ad impastare. Quando gli ingredienti cominceranno a stare insieme, aggiungete l'uovo ed il sale. Se notate che l'impasto è leggermente duro, aggiungete un paio di cucchiai d'acqua (il tipo di farina che userete, può assorbire maggiori liquidi). Lavorate a velocità media per almeno 10/15 minuti. Otterrete una palla elastica che sistemerete in una ciotola con pellicola e lascerete riposare in frigo tutta la notte. 
  • Al mattino togliete dal frigo e lasciate a temperatura ambiente 1 ora. Dividete l'impasto in 10 pezzi da 90 g ciascuno e fate delle palline. Tirate ogni pallina in un cordoncino di 45 cm. Fate un nodo come in foto.  Richiudete il lembo sinistro sopra il nodo e quello destro dietro, formando l'intreccio. 
  • Lasciate lievitare su teglie coperti con carta da forno, ben distanti l'uno dall'altro, almeno 1h/1h30. Spennellate con il tuorlo sbattuto con il latte e decorate con i semi preferiti. 
  • Cuocete a 180°fino a che non saranno ben dorati e lasciateli raffreddare su una gratella. Si possono congelare. 


mercoledì 14 ottobre 2020

Viennesi al miele per il COOKIE SHARE

Honey Pie - The Beatles 

Improvvisamente è arrivato il freddo. 
Ero qui che aspettavo una di quelle meravigliose ottobrate tutto sole e vento ma la storia è molto diversa.
Piove ed in casa c'è quella temperatura che ti fa venire voglia di vestirti da palombaro, ovvero l'uniforme casalinga che abitualmente indosso durante tutto l'inverno. 
Non la vivo benissimo visto che sto seduta quasi tutto il giorno davanti al computer: già dopo un'oretta comincio a sentire le spalle che si contraggono verso il collo, in una rigidità tipica del rigor mortis. 
Il problema è che ho una certa età. 
L'illusione di essere ancora una ragazza mi fa fare cose strane, tipo comprare un corso di ginnastica on line che promette risultati mirabilissimi ed un fisico da lap dancer. 
Ho incominciato subito, lo confesso, e mi sono pure divertita. 
Peccato che il giorno dopo avevo dolori dappertutto e per un momento ho creduto che mi fosse passato sopra un camion durante la notte. 
E' un vero dramma amiche mie. 
Si perde la percezione della realtà convincendosi che il nostro corpo risponda fedelmente ai comandi della mente quando invece è esattamente il contrario. 
Provate a chiedere al vostro bacino di roteare sinuosamente disegnando un otto senza scappottamento delle teste dei femori. 
Oppure a piegarvi in posizione accucciata e rialzarvi con un piccolo agile balzo. Nella mente avrete ben chiaro questo comando, ma in pratica al via, sarete ancora là che raspate per terra come una gallina. 
Se state leggendo ed avete meno di 40 anni, fate finta che non abbia detto niente, ma ricordate queste parole: un giorno vi sveglierete nel corpo di un'altra. 
Non è metempsicosi. Non è possessione diabolica. Non è rapimento alieno. 
Sono i 50 amiche! 
Per il secondo appuntamento con il COOKIE SHARE di cui vi ho parlato in questo post , ho preparato dei Viennesi di frolla montata al miele, quindi senza zucchero saccarosio aggiunto, dal libro Golosi di Salute di Luca Montersino. 
Li volevo fare da molto tempo ma ho sempre un po' di soggezione nei confronti della frolla montata. 
Posso garantirvi che questa è assolutamente perfetta. 
Non si smonta, mantiene perfettamente la forma ed il sapore è delicatissimo, con una texture friabile ma fondente al tempo stesso. 
Sono biscotti meravigliosi per il te ma anche da regalare in una bella scatola. 

Ingredienti per c.ca 40 biscotti 

300 g di burro morbido
120 g di miele di acacia
85 g di uova a temperatura ambiente
270 g di farina di farro
100 g di farina di avena 
30 g di fecola di patate 
5 g di scorza di arancia non trattata grattugiata
i semi di una bacca di vaniglia 
1 pizzico di sale 
  • Montate il burro nella planetaria con la frusta, insieme al miele, alla scorza di arancia ed alla vaniglia. Quando il composto sarà bello gonfio e areato, aggiungete lentamente a filo le uova e continuate a montare sino a quando il composto non sarà omogeneo 
  • Aggiungete allora le farine ben setacciate con il sale ed impastate con la foglia fino a quando non sarà tutto ben amalgamato. 
  • Versate parte del composto in un sac a poche con bocchetta a stella di 1 cm e modellate i biscotti su una teglia coperta di carta da forno. Potrete effettuare lo stesso motivo oppure degli anelli o quanto la fantasia vi ispiri. 
  • Via via che i biscotti sono pronti su una teglia, fate passare la teglia in frigo almeno uno decina di minuti. 
  • Cuocete a forno preriscaldato a 150° per 150/20 minuti. I biscotti dovranno dorarsi ma non scurirsi. Fate attenzione alla cottura perché una temperatura più alta, impedisce all'impasto di cuocere completamente all'interno. Verificate la cottura dividendo a metà un biscotto nel punto delle ondulazioni sovrapposte. 
  • Fate raffreddare su una griglia e conservate in scatole ermetiche. Si conservano per un paio di settimane. 


 

martedì 13 ottobre 2020

Anzac caramel slices per lo Starbooks di Ottobre

How sweet is (to be loved by you) - M. Gaye

Riapriamo le danze  per il nuovo Starbooks del mese.
Ottobre sarà all'insegna della dolcezza, con un libro furbo: in un'unica teglia, tutti i dolci che possono venirvi in mente! ONE TIN BAKES. 
La cosa ha ovviamente intrigato tutto il gruppo di Starbooker e ci siamo già messi al lavoro. 
Oggi la ricetta è particolarmente golosa ma per sapere di cosa stiamo parlando, vi invito a leggere il post ufficiale sul sito Starbooks 

Questa potrebbe essere già una buonissima idea per qualche vostro regalo goloso in vista delle feste. Buona giornata amici e buona lettura. 



mercoledì 7 ottobre 2020

Biscotti "Plumcake" ed il Cookie Share!

Sharing Love - Chic 

Un altro post nella stessa settimana? 
Ma che siamo matti? 
Ebbene no. Stavolta la ragione è tutta  divertimento. 
Voglio coinvolgere tutti voi che avete un account Instagram, in una scatenata festa a tema biscotti che durerà 7 settimane, a partire da oggi. 
Ogni mercoledì, sul mio profilo, su quello di Mary @unamericanafragliorsi e Rita @rita.giaquinta, verranno pubblicate ricette inedite di biscotti, seguendo un percorso tematico che potrete leggere nella foto di chiusura al post. 
Taggando i nostri profili, tutte le vostre ricette verranno ricondivise sulle Stories e alla fine dell'avventura, vi regaleremo una bellissima raccolta delle ricette da noi pubblicate che potrete utilizzare per i vostri regalini da preparare a Natale. 
Una cosa molto semplice, per movimentare il concetto di condivisione reale e disinteressata fra persone vere, che è sempre stato il motore del blogging nei tempi d'oro. 
Beh, adesso Instagram la sta facendo da padrone, quindi partiamo da qui e finiamo di là: la storia è sempre la stessa. 
Se avrete piacere di partecipare, sarò strafelice: vi aspetto e sono certa che preparerete cose magnifiche. 
Nella settimana di apertura, ho voluto prepare questi biscotti e lasciatemelo dire, si tratta di vera e propria pasticceria secca come potreste trovare in una bottega come si deve. 
La ricetta dei Biscotti Plumcake dal manuale di Pasticceria di Giovanni Pina, una garanzia in fatto di dolci fatti bene. Il nome probabilmente è stato ispirato dalla presenza dell'uvetta e burro che caratterizza questo tipo di dolce anglosassone. 
Biscotti deliziosi, fantastici con il te e soprattutto, durano a lungo mantenendosi friabili e buonissimi. 
Io li ho voluti fare con una variante: ricetta originale con uvetta, variante di Patty con gocce di cioccolato perché conosco i miei polli! 
Spero che vorrete provarli. Sono assolutamente perfetti. 

Ingredienti per c.ca 100 biscotti (per 15 g ciascuno a crudo)
300 g di ottimo burro 
200 g di zucchero a velo 
10 g di miele di acacia 
190 g di tuorlo (c.ca 10 uova grandi)
350 g di farina debole 00 (160/180 W)
100 g di fecola di patate
5 g di lievito in polvere 
50 g di farina di mandorle 
25 g di latte in polvere 
10 g di Rum (facoltativo)
130 g di uva sultanina 
130 g di gocce di cioccolato 
i semi di una bacca di vaniglia 
  • Fate ammorbidire il burro senza che perda la propria plasticità e montatelo con una frusta elettrica sino a che non sia soffice. Aggiungete lo zucchero a velo setacciato sempre montando, con miele e vaniglia (che potrete sostituire con la scorza di una arancia non trattata). Fate in modo di incamerare aria durante il montaggio. 
  • A questo punto, continuando a montare, aggiungete lentamente a filo il tuorlo sbattuto freddo di frigo. 
  • Miscelate e setacciate bene le farine insieme al lievito, il latte in polvere e alla farina di mandorle versando il tutto nella massa montata. Incorporate con delicatezza utilizzando una spatola. 
  • Una volta ottenuto un composto liscio, aggiungete il rum se volete e dividete l'impasto. 
  • In una parte aggiungete l'uvetta che avrete fatto ammollare in acqua tiepida e nell'altra le gocce di cioccolata. Mescolate per incorporare uniformemente. 
  • Preparate due sac a poche con bocchetta liscia del diametro di 1 cm e riempitele con i due impasti. Foderate le teglie con carta da forno e formate delle mezze sfere di composto (del peso di c.ca 15 g) distanziate 3 cm l'una dall'altra. Su quelle con l'uvetta potrete mettere a piacere della granella di zucchero. 
  • Cuocete a forno preriscaldato a 190° per 15 minuti nella parte centrale. I biscotti dovranno dorarsi in superficie ma non scurirsi. 
  • Una volta freddi conservateli in una scatola di latta. Si manterranno bene per 2 mesi al riparo dall'aria e dalla luce. Sono perfetti per il te del pomeriggio o per un delizioso regalo. 




lunedì 5 ottobre 2020

Gratin di patate con ripieno a sorpresa

Let's call the whole thing off - E. Fitzgerald 

Le ricette su questo blog sono quasi un migliaio. 
Tanta tradizione ma anche tanta esplorazione dei sapori del mondo. 
Eppure se controllo bene, mi rendo conto che c'è un ingrediente che non utilizzo spesso, o per lo meno non fra queste pagine. 
Mi dispiace dirlo, non ho nulla contro di loro perché mi piacciono da morire, ma le patate qui dentro sono un po' trascurate. 
E' come se la patata fosse un ingrediente comprimario, relegato a ruoli di spalla a protagonisti ben più importanti...insomma uno di quegli attori che valorizza la star e magari gli fa prendere anche l'Oscar.  
Però lei, di nomination neanche una. 
Così, dopo una vita che aspettavo di fare questa ricetta, vista su un vecchio numero di Saveur France (Settembre 2017) eccomi qua con questo delizioso gratin di patate con un ripieno a sorpresa. 
Le patate devono essere di media grandezza, con una polpa soda e compatta. 
Con queste si crea una sorta di guscio che fodera lo stampo al posto della tradizionale pasta sfoglia o brisé. 
Il ripieno è poi ricoperto in maniera elegante con una spirale di patate che cuoceranno creando una crosticina irresistibile e proteggendo a dovere il ripieno. 
Un piatto perfettamente autunnale, veloce da preparare e anche semplice e senza grandissime pretese, ma che sicuramente arrivando in tavola, strapperà un gridolino di entusiasmo. 
Ingredienti per uno stampo da 22 cm di diametro 

1 kg di patate con polpa ben ferma 
2 uova 
25 cl di latte 
700 g di macinato di macinato di manzo 
2 cipolle bionde 
1 spicchio d'aglio 
mezzo bicchiere di birra rossa 
2 cucchiaini di senape in polvere 
2 cucchiaini di Paprika dolce 
1 rametto di rosmarino 
sale - pepe nero macinato fresco qb
olio extravergine d'oliva qb 

  • Affettate sottilmente le cipolle. Fate scaldare 3 generosi cucchiai di extravergine in una larga casseruola e versatevi le cipolle e lo spicchio d'aglio. Fatele passire a fiamma dolce per fino a che le cipolle non siano traslucide e cominciano a dorare. A questo punto aggiungete la carne e mescolatela bene con le cipolle alzando leggermente la fiamma per cuocerla bene e completamente, per una decina di minuti.
  • Quando la carne avrà perso tutti i suoi succhi e sarà ben rosolata, alzate la fiamma e aggiungete la birra. Fate sfumare mescolando continuamente. 
  • Adesso aggiungete senape, paprika, condite bene con pepe e sale ed assaggiate. Lasciate intiepidire da parte. 
  • Accendete il forno a 200° quindi sbucciate le patate ed affettatele finemente con una mandolina o con un coltello ben affilato.
  • Preparate lo stampo: ungetelo bene quindi create una base con le fettine di patata leggermente sovrapposte e allineatele anche sui lati in modo da creare una sorta di guscio. Versatevi la carne cotta e pressatela leggermente con un cucchiaio. 
  •  Cominciate a coprire il ripieno con uno strato di patate disposte ordinatamente come vedete in foto in modo da creare un coperchio. Quando avete disposto la prima fila, condite con sale e pepe e proseguite con il secondo giro e completate la decorazione. Salate e pepate. 
  • Tritate finemente il rosmarino e spolverate la superficie quindi condite con un filo d'olio extravergine.
  • Cuocete per 1 ora circa. Controllate la cottura e coprite con un foglio di alluminio in caso le patate si colorino troppo.
  • Dopo un'ora sbattete le uova con il latte,  sale e paprika, quindi versate delicatamente il tutto sul guscio di patate (in caso aiutatevi con un pennello da cucina per distribuire bene il liquido) quindi proseguite la cottura per altri 15 minuti fino a che il tutto non sia ben dorato e gratinato. 
  • Servite ben caldo con insalata di stagione. 


mercoledì 30 settembre 2020

Apple Pie al burro noisette: il velo invisibile della malinconia

Moonlight Serenade - E. Fitzgerald

La bellezza dell'autunno sta nella sensazione che tutto rallenti. 
Dico sensazione perché poi nella realtà è tutto diverso. La maggior parte di noi ricomincia a correre in maniera forsennata cercando di fare tutto e anche di più, altro che lentezza.
L'altro elemento che si porta dietro questa stagione, è il velo invisibile della malinconia. 
La natura ci mette del suo: nebbie mattutine, il suono della pioggia, la luce che sfuma velocemente verso il buio, la luce... 
Adoro l'Autunno ma odio il buio. 
Ho sempre affermato di essere una persona da pannello solare: dovrei fissarne uno sulla schiena in modo da riceverne la carica come una dinamo. 
Comunque, da buona Capricorno, nella malinconia e nel mood introverso/riflessivo, io ci sguazzo come un maiale nel fango. 
Datemi un viale alberato coperto di foglie secche e mi viene il magone, l'odore della legna bruciata che esce da un camino e mi spunta una lacrima, un temporale in arrivo e cerco il divano come un assetato nel deserto. 
Il bello è che mi piace. Sentirmi così mi piace vergognosamente. 
Non lo dò a vedere, lo nascondo come l'imbarazzo che provo nel guardare film romantici cercando di non piangere o al desiderio di entrare in pasticceria da sola, per strafogarmi con una meringa alla panna. 
Cose così. 
Tutto questo manca nella lista del mio amore per l'Autunno, solo perché mi vergogno assai ad ammetterlo.
Cosa che ho appena fatto, insomma. 

Le apple pie vanno lasciate fare a chi le ha inventate. 
Quindi questa ricetta arriva direttamente dall'immenso e infallibile archivio di Martha Stewart. 
L'idea originaria era quella di fare la Miles high Apple Pie, chiamata così proprio per la sua altezza improbabile. 
Io ho messo insieme quella e questa ricetta per ottenere una Pie alta, ricca di ripieno e dotata di una crosta burrosa e resistente (adoro la crosta delle pie e quasi me la mangio separata dal ripieno). 
Sulla decorazione della crosta, non fatevi illusione che io sia un'artista. 
Bensì potrei vantarmi di essere un'artista del rammendo: visto che in alcuni punti la pasta mi si era rotta posizionandola, ho pensato bene di coprire le magagne con delle foglie ed il resto è quello che vedete. 
L'arte di mascherare i difetti aiuta in tante situazioni. 
Ma veniamo alla ricetta. 
Ingredienti per uno stampo da pie di 20/22 cm di diametro. 

Per la crosta:
500 g di farina 0 più extra per infarinare
100 g di zucchero a velo setacciato
250 g di ottimo burro freddo a cubetti
la scorza grattugiata di un limone non trattato
2 uova grandi sbattute
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
1 goccio di latte freddo 
1 tuorlo + 1 cucchiaio di latte per lucidare
zucchero di canna o brown sugar per spolverare.

Per il ripieno 
55 g di burro non salato
6/7 mele Granny Smith sbucciate, private del torsolo e tagliate in 8 spicchi. 
1 cucchiaio di succo di limone spremuto fresco 
30 g di farina 00 
1/2 cucchiaino di sale marino 
140 g di zucchero semolato 
100 g di brown sugar 
i semi di una bacca di vaniglia 
  • Preparate la frolla mettendo la farina setacciata con lo zucchero nella ciotola dell'impastatrice insieme al burro a dadini. Con la foglia, sabbiate il tutto ottenendo briciole non troppo sottili. Aggiungete il limone e mescola ancora. Sbattete le uova ed aggiungetele alla farina, impastando fino a che non si formerà una palla. Schiacciate il tutto ed avvolgilo nella pellicola. Fatela riposare almeno 30 minuti in frigo. 
  • Sciogliete il burro in una casseruola a fiamma medio bassa e fate cuocere ruotando la padella, fino a che il burro non sia marrone dorato e fragrante, per c.c 8 minuti. Lasciate raffreddate.
  • Mettete le mele in una larga ciotola, cospargetele con il succo di limone e mescolate bene. Miscelate la farina, il sale, gli zuccheri ed i semi di vaniglia in un'altra ciotola, cercando di schiacciare eventuali grumi di zucchero con le dita e con una forchetta. 
  • Aggiungete il burro noisette alle mele, e di seguito la miscela di zucchero e farina. Mescolate con cura. 
  • Stendete 2/3 dell'impasto con uno spessore di c.ca 3/4 mm e foderate il piatto imburrato per la pie. Fate in modo che l'impasto esca leggermente dai bordi. Bucherellate il fondo della sfoglia. A questo punto riempite il guscio con le mele disponendole un po' a piramide quindi spennellate i bordi con un po' di acqua. Stendete il resto dell'impasto per il coperchio e coprite bene il tutto facendo combaciare bene i bordi. Fissate la pasta, quindi tagliate l'eccesso. 
  • Sigillate bene i bordi decorandoli come meglio credete e con i ritagli abbellite la vostra pie, bucherellandola in modo che il vapore possa uscire. Mettete il tutto in frigo per almeno 30 minuti. 
  • Accendete il forno a 200°. Preparate l'uovo per la lucidatura finale. Spennellate bene la crosta e cospargetela di zucchero mettete la griglia nella posizione più bassa ed appoggiatevi un foglio di carta da forno per raccogliere eventuali gocce di succo che potranno uscire. Sistemate la torta sul fogli e fate cuocere per 15 minuti.
  • Passato questo tempo, abbassate la temperatura a 180 e alzate la griglia al centro. Continuate a cuocere per un'altra ora fino a che non sia ben dorata. Adesso coprite la torta con un foglio di alluminio e continuate a cuocere per altri 20/30 minuti. I succhi avranno cominciato a colare lungo lo stampo. 
  • Togliete la torta dal forno e mettetela su una griglia a raffreddare. Dovrete avere pazienza perché la torta dovrà raffreddarsi completamente prima di essere tolta (almeno 6 ore).  Può essere fatta un giorno prima e conservata a temperatura ambiente. 
  • Servitela con panna o gelato alla vaniglia e consumatela entro 3 giorni. 


lunedì 21 settembre 2020

Ciambella con composta di mele e sidro: riaccendiamo il forno!

The Automn Leaves - Nat King Cole

Primo giorno di autunno. 
Primo giorno di piogge e temporali, scarpe chiuse e giacchettina. 
Chiedetemi se sono felice.
Ho già una collezione di zucche pronte ad essere trasformate in qualcosa di buono e stasera, in tavola ci sarà una bella zuppa di verdure per la gioia del mio pancino (magari qualcun altro mi manderà a stendere da qualche parte).
Insomma, aspetto solo di sentire scrocchiare le foglie secche sotto i piedi e poi siamo a posto. 
Ho finalmente riacceso il forno. 
Ma poi cos'è un forno? Ogni volta faccio una fatica cane perché purtroppo, a causa di un'abitazione mignonne, mi tocca stiparlo di teglie e pirofile che non so dove mettere. 
Voi che cucinate, sapete perfettamente di cosa sto parlando. Ogni volta è un dover spostare questa pila di roba con l'abilità di un giocoliere ubriaco. 
Basterebbe solo questo a far passare la voglia. Ma io non cedo, no! 
Mi rassegno al caos imperante di me che cucino ma non mollo! 
E poi avevo una voglia forsennata di preparare di nuovo questo dolce.
Che non ho inventato io ovviamente....la colpevole è sempre lei, la Marthona universale, che ovviamente non ne sbaglia mai una. 
La scusa è stata ritrovarsi con un cestino colmo di mele passite. 
Buone solo per essere cotte. Così ho deciso di farci una composta seguendo la ricetta che trovate su questo blog e che è la base per questa deliziosa tarte . Assolutamente facilissima e molto aromatica.
Buona da finirsela a cucchiaiate, ma anche perfetta per essere utilizzata per dolcificare molte preparazioni, come torte, muffin e quello che la fantasia vi suggerisce. 
Però, prima provatela in questa ciambella. Mi ringrazierete. 
E' meravigliosa il giorno dopo, quando avrà riposato e tutti gli aromi emergeranno trionfali. 

Ingredienti per uno stampo da 26/28 cm di diametro


50 g di burro fuso, più extra per imburrare
240 g di farina 00
120 g di farina integrale
1 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
250 g di zucchero di canna naturale
240 g di sidro di mele
195 g di olio extravergine d'oliva
195 g di salsa di mele 
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 uova grandi a temperatura ambiente
  • Preriscaldate il forno a 175°. Imburrate ed infarinate generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiate insieme entrambe le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, il bicarbonato ed il sale. 
  • In un'altra ciotola mescolate bene insieme lo zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungete il composto di uova alla miscela di farine e mescolate con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferite l'impasto nello stampo.
  • Cuocete, ruotando lo stampo a metà cottura, e fino a che uno stecchino inserito al centro non uscirò asciutto e pulito, per 45/50 minuti. Trasferite lo stampo su una griglia e fate raffreddare per 15 minuti.
  • Togliete dallo stampo e fate raffreddare completamente e rifinite con zucchero a velo con un pizzico di cannella e servite. Si conserva morbido ed umido se protetto dall'aria.  


venerdì 18 settembre 2020

Polpettone arrotolato ai peperoni

Disco Inferno - The Trammps 

Non mi voglio lamentare del caldo. 
Si parla del tempo quando non si ha nient'altro da raccontare, ma negli ultimi giorni è stata davvero dura. 
Poi ieri, mentre ero in macchina e guidavo per tornare a casa, ascoltavo le notizie e sento dire che un gruppo di scienziati ha previsto che entro il 2040, un terzo del nostro pianeta sarà funestato da temperature costanti ad una media di 29°.  Ventinove costantemente. 
Avete presente?
Se sarò ancora qui, avrò quell'età in cui i vecchi sono le prime vittime delle calure e certamente avrò sviluppato un'insofferenza feroce per il caldo, così me ne starò rintanata in casa in una cassa iperbarica con ventilatore incorporato. 
La cosa che invece mi spaventa, è pensare a mia figlia ed a tutti i bambini e giovani che riceveranno in eredità un pianeta che sta andando a pezzi, in cui popolazioni disperate scapperanno in massa dalla propria terra per raggiungere luoghi più ospitali, con la conseguente recrudescenza di odio per "lo straniero". 
La prospettiva non è allettante: prevedo guerre, scontri tra civiltà, povertà crescente e disperazione. 
Ma queste cose già ce le raccontano futuri distopici narrati nei disaster movie che ci propinano costantemente in tv. 
Siamo talmente abituati a queste visioni che non ci fanno né caldo né freddo. 
Eppure dovrebbe interessarci. E parecchio. Il futuro è cioè che facciamo oggi e a dirla tutta, non è che ci  stiamo impegnando più di tanto. 
Per tornare a bomba, è il Settembre più caldo degli ultimi anni, forse anche più di quello del 2003, e lo ricordo benissimo, perché è stato il mese in cui mi sono trasferita nella casa in cui vivo adesso e non avevo ancora allacciato l'acqua calda. 
Ricordo che mi facevo la doccia fredda, ed ero la persona più felice del mondo! 

Per le cene estive ma anche per questo inizio d’autunno caldo, così come per un buffet con gli amici, ho pensato ad un polpettone un po’ sui generis, in cui della carne delicata si fonde perfettamente senza tradire il gusto, con dell’ottimo tonno sott’olio. 

Ho pensato di usare dei filetti di Tonnetto del Mediterraneo Iasa, perché il tonno in questa ricetta è un comprimario silenzioso ma intrigante e gioca con le sfumature complici del peperone che vivacizza il ripieno. 

Un parte di tonno più importante come una ventresca, non avrebbe potuto esprimere il suo meglio, ma in questo caso l’armonia fra gli ingredienti con una parte meno “nobile” del tonno, è assolutamente perfetta. 

Il tocco che accende il palato, è la presenza della salsa al peperoncino nel condimento di accompagnamento, così golosa, che spinge sul gusto grazie alla sua decisa piccantezza. 

Una ricetta semplice, che si può preparare in anticipo e che piace a grandi e piccini. 


Ingredienti per 4 persone

250 g di carne macinata di vitello
200 g di macinato di maiale 
200 g di Tonno in scatola scolato (io Iasa Tonnetto del Mediterraneo) 
3 uova grandi 
50 g di parmigiano grattugiato 
1 cucchiaio di capperi
1 cipollotto di Tropea 
3 peperoni (1 giallo, 1 rosso, 1 verde)
1 pomodoro ramato 
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro 
1 cucchiaiono di salsa di peperoncino piccante Iasa
1 ciuffo di basilico 
Sale - pepe 
  • Preparate i peperoni. In questa ricetta potrete inserirli sia crudi che abbrustoliti e privati della pelle. In ogni caso dovrete ottenere dei filetti sottili. Vi avanzeranno sicuramente e vi serviranno per la salsa. 
  • Fate rassodare 2 uova. Raffreddatele e tagliatele a spicchi. 
  • In una ciotola versate le due carni, il tonno sgocciolato, i capperi, l'uovo rimasto, il parmigiano, il basilico tritato. Mischiate tutto molto bene con le mani ed aggiustate di sale e pepe. 
  • Stendete l'impasto fra due fogli di carta da forno leggermente oleati, per ottenere un rettangolo alto c.ca 2 cm e di dimensione 20 x 25 cm. 
  • coprite la superficie con i filetti di peperone e l'uovo distribuito uniformemente e cominciate ad arrotolare dal lato lungo, stringendo mentre procedete. 
  • Chiudete il rotolo nella carte da forno come una caramella. Se necessario usate un secondo foglio in modo che sia ben sigillato e chiudetelo con un giro di spago. 
  • Fatelo cuocere in una casseruola che possa contenerlo per lungo, coperto di acqua leggermente salata, sobbollendo per 40/50 minuti. Giratelo a metà cottura. 
  • Scolatelo e fatelo raffreddare completamente prima di metterlo in frigo o di servirlo. 
  • Preparate la salsa con i peperoni rimasti. Fate soffriggere il cipollotto in una larga padella con poco olio extravergine. Una volta passito, aggiungete il pomodoro, il concentrato, la salsa piccante e, qualche foglia di basilico e continuate a cuocere sino a che il pomodoro non avrà creato un po' di salsa. Aggiustate di sale. 
  • Togliete il tutto e versatelo in un bicchiere da mixer a immesione e frullate con 2 o 3 cucchiai di extravergine per ottenere una salsa vellutata. Servite anche tiepida con il polpettone a fette. 


mercoledì 16 settembre 2020

Torta di ricotta con mele caramellate: Starbooks ricomincia!

Harvest Moon - Neil Young

Chi segue questo blog, sa che un appuntamento mensile a cui sono legata ormai da 9 anni, è lo Starbooks. Il Covid ha messo a dura prova anche noi, che ad un certo punto abbiamo deciso di interrompere la programmazione per ovvie ragioni. 

Adesso riprendiamo e con rinnovato entusiasmo, con un libro che è l'inno alla vita di casa, al pensare al futuro in maniera produttiva e felice. Si tratta di Summer Kitchen di Olia Hercules, un libro sulla cucina Ucraina che smitizzerà definitivamente l'idea che in quel paese si mangi solo cavolo e verza! 

Seguiteci e resterete sorpresi. Oggi troverete questa bellissima torta ma per saperne di più, dovrete leggere il post ufficiale su Starbooks. 

Buona giornata amici. 



lunedì 7 settembre 2020

Riso al forno con pomodori e mozzarella: quanto è difficile mangiare bene fuori casa!

Arrivederci Tristezza - Brunori Sas 

Mangiare bene fuori casa è un'impresa titanica. 
Da anni ho smesso di fidarmi di consigli di amici che non reputo affini nell'amore totale per il cibo. 
Quando qualcuno mi chiede consiglio su dove andare, sono sempre iper critica e metto il "warning" su molti dei posti che in genere vengono esaltati dalla maggioranza. 
Non è un atteggiamento snob, ve lo giuro. E' che detesto essere presa in giro. 
Quando leggo le recensioni dai siti universalmente noti dove tutti scrivono sentendosi ispettori della Michelin, parto dai voti più bassi. Quello è il vero parametro su cui si può giudicare l'affidabilità della recensione. 
Se chi scrive fa melina, adducendo scuse ridicole pur di trovare un difetto, allora comincio a salire il range e alla fine decido se fidarmi. 
In genere se non sono certa al 90% del posto in cui devo andare, preferisco stare a casa. 
L'ultima immensa fregatura l'ho presa al mare proprio nel weekend appena passato, quando abbiamo deciso di uscire all'ultimo minuto e presi dalla fame e dalla tarda ora, ci siamo infilati in un ristorante sulla spiaggia che aveva un aspetto simpatico e rilassato. 
Un po' troppo rilassato. 
Alla lettura della carta, che sembrava scritta da Jacopo Ortis in preda ad esaltazioni da Prozac, ho cominciato a capire che forse era il caso di alzarsi e andare via: "Risotto in elogio vivo di granchio e vongole veraci", "Orchestra di pregiati marini in salsa aioli", "Scala reale di crudi"...già all' "elogio vivo" un'orticaria feroce aveva cominciato a salirmi lungo i polpaccetti. 
Mentre nessuno pareva essersi accorto di noi ed io mi stavo ribaltando sul tavolo alla lettura del menù chiedendomi chi fosse l'autore di tanta ridondanza e sfacciataggine, mi cade l'occhio sulla lavagna dei piatti del giorno e leggo "alici del Cantabrico con petali di burro e focaccia". 
A parte i petali di burro che mi suonavano al pari del più famoso petaloso, il resto mi sembrava semplice. 
"Si va sul sicuro" mi sono detta. 
Così quando è arrivato il piatto, un vassoio con una bella scatoletta rotonda da aprire, la ciotolina di scaglie di burro su ghiaccio e la focaccia calda, l'impressione è stata subito positiva. 
La quantità di alici era enorme, ci avrebbero mangiato bene 3 persone; le acciughe deliziose su quella focaccia calda spalmata di burro. Al termine eravamo già sazi, ma avevamo ordinato una pizza ed un piatto di pesce quindi, ormai rincuorati dal bell'inizio, abbiamo atteso il resto. 
Scoprire di aver scelto le due più immonde schifezze di tutta la carta, è stato un po' come aspettarselo.  Sicuramente è colpa nostra. Forse siamo sempre troppo ottimisti. 
La pizza immangiabile, il pesce crudo e gommoso. 
Il portafoglio defraudato di 80 euro per una scatoletta di Alici.
Ma del Cantabrico eh! 

Ci tornerò al ristorante. 

Ma prima devo sbollire il nervoso, perché se non fossi stata la persona educata e gentile che sono, avrei fatto volare il mio piatto come un frisbee verso gli ombrelloni che potevo osservare dalla nostra postazione sulla veranda. 

Come reagite voi quando capite che un posto sopravvive solo per l'ineducabile palato d'amianto dei consumatori? Perché io le ho lette le recensioni su quel luogo e non me lo so spiegare! 


Andiamo sul sicuro, e confortiamoci con un bel riso al forno con pomodori maturi nel loro momento di gloria, ottima mozzarella fiordilatte e semplicità, semplicità che è sempre garanzia di bontà! 


500 g di riso Roma

1 kg di pomodori maturi tipo San Marzano

400 g di mozzarella fior di latte

50 g di grana grattugiato

2 spicchi d’aglio

un bel ciuffo di basilico fresco e per rifinire

olio extravergine d’oliva

sale qb

  • Per prima cosa preparare la salsa, incidendo a croce i pomodori sulla punta e buttandoli in acqua bollente per 2/3 minuti. Scolateli e metteteli in una ciotola con acqua molto fredda ed attendete qualche minuto. Si spelleranno con molta facilità. Una volta spellati, tagliateli a metà, eliminate il frenulo ed i semi e riducete le due metà a filetti.
  • In una larga casseruola versate 3 abbondanti cucchiai di extravergine e gli spicchi d’aglio e lasciate insaporire bene l’olio per 5/6 minuti a fiamma vivace. Versate i filetti di pomodoro e fate cuocere mescolando bene, aggiungete il basilico ed abbassate la fiamma. Salate e fate cuocere ancora una decina di minuti fino a che i filetti non si saranno quasi disfatti. Spegnete e tenete da parte.
  • Cuocete il riso in abbondante acqua salata per non più di 5 minuti. Scolate e passatelo sotto l’acqua fredda per interrompere la cottura.
  • Con un mixer ad immersione frullate la metà dei filetti di pomodoro. Versate la salsa ottenuta (tenendo da parte un paio di cucchiaiate), ed i filetti in una larga ciotola che possa contenere anche il riso. Aggiungete il riso e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano ed un bel filo d’olio e finite di condire.
  • Versate metà del riso in una pirofila di 24/26 cm di diametro, che avrete adeguatamente oleato, e fate uno strato uniforme su cui adagerete la mozzarella che avrete strizzato bene e ridotta a dadini, tenendone da parte una manciata. Coprite la mozzarella con il restante riso, livellate bene e cospargete con la salsa e la mozzarella rimaste.
  • Cuocete in forno a 180° per c.ca 45 minuti, sino a che la superficie non sarà bella dorata e si sarà formata una bella crosticina. Lasciate riposare 15 minuti prima di servire. E’ buonissimo anche tiepido.


 

lunedì 31 agosto 2020

Le melanzane ripiene di Angelina

Estate - B Martino 

Riprendiamo le fila del discorso. 
La riapertura dei battenti coincide con una brusca virata della stagione ed un fine agosto caratterizzato da tuoni, fulmini e saette che si sono abbattuti generosi su tutta la Toscana. 
Nonché un vento dalla potenza di mille cavalli, che si è divertito a sradicare alberi precari con risultati drammatici in tutto il nord Italia. 
Come tante volte ho raccontato in questo blog, il cambio di vento, che porta via Mary Poppins dalla famiglia Banks, coincide con il ritorno a casa della mia voglia di cucinare.
Confesso di non avere ancora acceso il forno, perché non sono molto concentrata sul versante dolci ed al momento spesso sono sola, quindi conoscendo la mia capacità di indulgere sugli zuccheri, evito di sana pianta. 
Mentre ho voglia di cucinare piatti di casa, di tradizione, che mi ricordano momenti felice e lontani e che soprattutto seguano l'andamento della stagione. 
Adesso posso sfruttare ancora le verdure dell'estate nel loro pieno potenziale di sapore e bontà e cerco di farlo il più spesso possibile. 
Da tantissimo tempo avevo il desiderio di preparare le melanzane ripiene come le faceva Angelina, la nonna di mio marito. 
La prima volta che le ho assaggiate, più di 30 anni fa, non mi capacitavo di come di potesse spolpare una melanzana intera lasciando solo la buccia. 
Nonna Angela riusciva a svuotare delle melanzane grandi poco più di un uovo, lasciando un involucro sottilissimo, che in cottura diventava un tutt'uno con il ripieno. 
Non sto a descrivere il sapore perché a detta di tutti, erano qualcosa di inarrivabile e neanche mia suocera riesce a farle alla stessa maniera. 
La mia prova non ha ambizioni di eguagliarla ma vuole essere un omaggio alla sua memoria perché le persone che non sono più nelle nostre vite, continuano a vivere in ogni gesto che compiamo pensando a loro. 
Non mi è ancora capitato di vedere le melanzane preparate allo stesso modo in rete. 
Credo che la farcitura di verdure intere sia una peculiarità della cucina medieorientale e questa cosa mi affascina assai. 
Cercherò maggiori informazioni e vi farò sapere, ma nel frattempo, se le proverete, fatemi sapere. 
La cosa importante è utilizzare baby melanzane perché il risultato è decisamente migliore. 

Ingredienti per 2 persone 
4 mini melanzane globose 
2 spicchi d'aglio 
2 pomodorini maturi 
150 g di pane raffermo (casereccio tipo toscano)
un mazzetto di prezzemolo
50 g di caciocavallo grattugiato 
olio extravergine 
un mazzetti di basilico 
500 ml di passata di pomodoro (io fatta in casa)
Sale - pepe qb 
  • Lavate le melanzane e tagliate il cappello giusto al di sotto delle ramificazioni del picciolo. Con uno scavino rotondo, facendo attenzione a non bucare la buccia, scavate tutto l'interno lasciando il guscio il più sottile possibile (3 mm). Aiutatevi raschiando con delicatezza e vedrete che non sarà difficile svuotare bene le melanzane. 
  • Tritate il ripieno con un coltello in briciole di media grandezza (comunque si ridurranno nella cottura), quindi il una larga padella versate 3 cucchiai d'olio ed uno spicchio d'aglio. Fate rosolare l'aglio in modo da profumare l'olio senza bruciarsi ed aggiungete le melanzane, che cuocerete a fiamma media fino a che non saranno ben rosolate (ci vorranno una decina di minuti). Salate all'inizio della cottura. 
  • A metà cottura aggiungete 2 pomodori San Marzano maturi ma non troppo grandi, tagliati a piccoli pezzi. Se volte potrete pelarli prima di cuocerli, oppure eliminare le bucce una volta cotti, tanto verranno via con facilità. 
  • Una volta cotte, tenetele da parte. 
  • In una ciotola mettete il pane ammollato e strizzato bene riducendolo in briciole. Aggiungete le melanzane e tutto il fondo di cottura, il prezzemolo tritato, il caciocavallo, sale e pepe e mescolate tutto bene con le mani per ottenere un composto omogeneo. 
  • Riempite le melanzane in modo da spingere bene il ripieno in tutta la cavità fino alla bocca. Coprite con il "cappello" e fissatelo con due stuzzicadenti o meglio, con del filo da cucina chiudendo la melanzana come un pacchetto. 
  • In una casseruola dove possano entrare le melanzane bene "in piedi" appoggiate l'una all'altra, versate olio extravergine insieme allo spicchio d'aglio e fate rosolare. Sistemate bene le melanzane quindi versate la salsa di pomodoro con un po' di acqua in modo da coprirle per metà, aggiungete il basilico in abbondanza ed aggiustate di sale. 
  • Abbassate la fiamma, coprite con un coperchio sollevato da un cucchiaio di legno, e fate cuocere a fiamma dolce fino a che non saranno morbide e la salsa si sia ridotta (almeno 30 minuti ma verificate con uno stecchino. La buccia cederà facilmente al tocco). 
  • Servitele calde o tiepide con la sua salsa ed usate la rimanente per condire la pasta. 


venerdì 31 luglio 2020

Orecchiette di grano arso con salsa di peperone alici e burrata: cosa farai da grande?

Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - The Beatles 
Oggi vi chiedo di tornare indietro con la memoria.
Ricordare la risposta o le risposte che vi è capitato di dare a quella famigerata, detestabile, odiosa domanda che tutti abbiamo avuto modo si sentirci rivolgere da bambini: Cosa farai da Grande?
E non parlo di quando avevate 15/16 anni, quando non sapevamo neanche che cosa avremmo fatto un minuto dopo. 
Ma proprio da piccoli piccoli,  a 5/6 anni, quando il mondo era un universo di realtà meravigliose e tutto, nella nostra testa e nel nostro cuore era possibile. 
E' un esercizio di memoria complicato, ma soprattutto è un tornare alle origini delle nostre propensioni, di quei sogni impossibili che però nascondevano una parte sincera del nostro essere piccole persone in grado di pensare in grande. 
E dopo aver ricordato quel sogno, vorrei che mi diceste quando lontani siete adesso da lui, o se invece qualcosa di ciò che fate e siete, gli assomiglia almeno un po'.
Vorrei farvi ritornare bambini per un momento, così concluderei questo gioco lasciandovi la possibilità di confessare senza pudore ciò che invece vorreste fare oggi. E per essere più generosa possibile, potete scegliere tutto, qualsiasi cosa (non mi dite per favore "vorrei un lavoro" o "vorrei vincere quel concorso" o "vorrei essere ricca e bella"). Volate alto con il vostro desiderio più segreto, anche quello a cui non avevate mai pensato ma, toh, eccolo qui. 
Comincio io. Da piccola volevo fare la pittrice o la disegnatrice di fumetti o vestiti (a 6 anni non sapevo neanche cosa fosse una stilista). Questo desiderio è durato sino ai 15/16 anni. 
Oggi sono un agente di viaggi che cucina. Probabilmente disegno con la fantasia. 
Se potessi avere una seconda vita, sarei un'artista di musical. Una roba alla Corus Line, ballare e cantare su un palcoscenico con un grande cast. Non necessariamente la stella, ma una del gruppo. 
Adesso tocca a voi! 
Continua la collaborazione con l'azienda Iasa di Cetara, di cui vi ho parlato in questo post. 
Oggi ho voluto valorizzare le meravigliose acciughe sotto sale e la salsa piccante all'interno di una salsa di peperoni molto golosa. 
Il peperone è, insieme alla melanzana, un inno all'estate. 
Io l'ho scoperto da poco nel senso che mi è sempre stato un po' indigesto ma privandolo della buccia, diventa tutto più semplice. Arrostendolo in forno, non solo si facilita l'operazione di "sbucciatura", ma si conferisce un aroma di leggera affumicatura che meravigliosamente si sposa con il gusto delle orecchiette di grano arso. Il grano arso ha un sapore tostato molto particolare ma di grande suggestione e se riuscite a trovarle in commercio, vi consiglio di provare. 
La presenza della burrata, dolce ed avvolgente, ben si sposa con il carattere deciso del peperone e della salsa piccante che conferisce una spinta sensoriale molto interessante. 
Le acciughe invece, sono l'elemento di sapidità che lega tutti gli elementi in un connubio armonico. 
Ho pensato a questa ricetta come un inno alla cucina Pugliese, una delle mie preferite di sempre con la speranza di poter tornare in quella terra nelle prossime vacanze. 

Ingredienti per 4 persone 
360 g di orecchiette di grano arso 
2 peperoni 
50 g di alici sotto sale Iasa 
2 cucchiaini di salsa piccante Iasa 
50 ml di olio extravergine 
200 g di burrata 
Basilico 
sale e pepe qb 
  • Arrostire i peperoni in forno a 220° per 30/40 minuti su tutti i lati. Quando saranno bruciacchiati sulla pelle, toglierli e metterli in un sacchetto di plastica per 10/15 minuti. La pelle verrà via velocemente e ricaverete dei filetti per la salsa. Tenere da parte. 
  • Mettete a cuocere le orecchiette secondo le indicazioni sulla confezione, in abbondante acqua bollente salata.
  • Nel frattempo preparate la salsa: mettete i filetti di peperone in un bicchiere per mixer a immersione con 50 g del cuore di burrata, 1 cucchiaio di salsa piccante, l'olio extravergine, una manciata di basilico e frullate. Se la salsa dovessere essere troppo densa, aggiungete piccoli cucchiai di acqua di cottura per dare fluidità.
  • Scolate la pasta e mettetela in una ciotola. Aggiungete la salsa e mescolate bene. Impiattate e rifinite con i filetti di acciuga che avrete deliscato e desalato, e una cucchiaiata di burrata sulla pasta. Rifinite con ottimo extravergine e foglioline di basilico. Servite immediatamente.  

martedì 28 luglio 2020

Wannabe Tiramisù al cioccolato con pesche caramellate ed amaretti

Don't Rain on my Parade - B. Streisand 
Fra poco più di una settimana andrò in ferie e le sto attendendo come un assetato nel deserto.
Più che la necessità di riposare, visto che non sto lavorando e che le prospettive di una ripartenza del settore turistico si allontanano come il paesaggio dal finestrino di un treno in corsa, sento il bisogno di allontanarmi da qui, con l'illusione che tutto intorno a me sia normale.
Non un viaggio come quelli che abitualmente sogno, ma un ritorno a luoghi conosciuti nel sud del nostro paese, che ho voglia di rivedere insieme alla famiglia.
Ma l'umore generale non è quello che di sempre.
Ho paura del settembre che arriverà e di un inverno che sarà duro e pieno di incognite.
Continuo a sentire che buona parte della positività che mi ha sempre accompagnato nella vita, specialmente sul fronte lavorativo, si sta sciogliendo come un cono gelato sotto il sole.
Mi faccio una quantità di domane senza risposta ed ho sviluppato la propensione al timore ed all'insicurezza.
La realtà vera è che nonostante io abbia sempre amato le sfide, adesso sono stanca.
In quasi 30 anni di questa professione, ne ho dovute affrontare troppe e se all'inizio, l'energia e l'entusiasmo, non ché il fatalismo che mi ha sempre accompagnata, mi aiutavano a superare le difficoltà, adesso è come se non avessi voglia di rialzarmi.
Un'altra prova che non voglia di domare per dimostrare la mia forza.
Spero solo che i pochi giorni di vacanza, portino belle notizie o almeno degli spiragli da cui intravedere una speranza. Ne avrei davvero bisogno.
Una ricetta completamente estiva, senza cottura (a parte la pastorizzazione delle uova) e velocità di esecuzione. Stagione di pesche succose da abbinare ad una crema di mascarpone al cioccolato, per un "wannabe Tiramisù" davvero delizioso.

Ingredienti per 4 persone
350 g di mascarpone a temperatura ambiente
250 ml di panna fresco
115 g di zucchero
150 g di cioccolato fondente tritato finemente
6 tuorli
24 amaretti + 4 per rifinire
6 pesche grandi
80 g di zucchero
  • Preparate la crema di mascarpone pastorizzata. In un pentolino a fondo spesso versate lo zucchero e 35 ml di acqua e fate bollire per 4/5 minuti sino a che non si formeranno delle bolle grandi e trasparenti al centro.
  • Mentre si forma lo sciroppo di zucchero, mettete i tuorli in una ciotola e con una frusta elettrica iniziate a montarli. Quando lo sciroppo sarà pronto, versatelo lentamente a filo sulle uova mentre continuerete a montare ad alta velocità. Dovrete continuare a montare sino a che i tuorli non avranno raddoppiato di volume, saranno chiari, spumosi e lucidi, c.ca 10 minuti. La cosa migliore sarebbe usare un’impastatrice con gancio a frusta.
  • Sciogliete il cioccolato a bagnomaria quindi versatelo a filo nel composto di uova ed incorporatelo. Con una spatola aggiungete il mascarpone e per ultimo la panna montata a neve ferma. Incorporate tutto con una spatola con delicatezza.
  • In una larga padella, fate sciogliere lo zucchero fino ad ottenere un caramello biondo quindi aggiungete le pesche sbucciatate e tagliate a dadini. Fatele caramellare saltandole per qualche minuto fino a che non saranno dorate. Tenetele da parte con il loro succo. Formate i bicchierini mettendo la crema in un sac a poche. Il primo strato di c.ca 1 cm sarà di crema, poi pesche, 2 amaretti sbriciolati, crema in uno strato di 3 cm, pesche, amaretti e strato finale di crema. Rifinite con le pesche, scaglie di cioccolato e gli ultimi amaretti sbriciolati. Mettete in frigo per almeno 3 ore o tutta la notte.


mercoledì 22 luglio 2020

Tortine Paradiso variegate con More e Mirtilli

People - Barbra Streisand 
Lo so, non è proprio il periodo adatto per accendere il forno, ma certi fruttini meravigliosi si trovano solo adesso, e la voglia di infilarli in un dolce era irresistibile.
Così invece della solita torta, ho pensato a delle mono porzioni, che sono davvero deliziose.
Si presterebbero benissimo per un te con le amiche, magari bello ghiacciato al fresco di un giardino, se si ha la fortuna di possederlo.
In ogni caso, abbiate occhio di surgelare un po' di questi frutti per l'inverno, perché vi torneranno utili per mille preparazioni.
Oggi sono di corsa.
Mi aspetta una giornata di preparazioni per una cena importante ed a partire dalla spesa, sono già in ansia.
Presto vi farò vedere che cosa ho preparato, ma in genere su cene che richiedono un certo impegno, vado abbastanza sul tradizionale, confidando nei miei cavalli di battaglia.
E voi come vi comportante in questo caso?
Cercate di stupire con effetti speciali, o ricorrete alle vecchie, care ricette che vi fanno sentire padroni della vostra cucina?
Una buonissima giornata amici.
Ingredienti 
Per 6/8 tortine da stampo muffin classico o 3 tortine diametro 10 cm

100 g di burro morbidissimo 
100 g di zucchero 
100 g di farina 00
2 uova medie a temperatura ambiente 
1 cucchiaino di lievito per dolci 
la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato 
50 g di more freschi 
50 g di mirtilli freschi 
Burro per gli stampi
Zucchero a velo per rifinire 

Composta di more e mirtilli
100 g di frutti misti
2 cucchiai di zucchero semolato
il succo di mezzo limone
  • Preriscaldate il forno a 180°. Montate il burro con lo zucchero con una frusta elettrica fino ad ottenere un composto pallido e soffice. Sbattete bene le uova quindi aggiungetene una cucchiaiata alla volta al composto di burro, senza aggiungere la successiva se la prima non sarà stata ben incorporata. Continuate così montando fino al termine delle uova. 
  • A questo punto aggiungete la scorza di limone, la farina setacciata con il lievito ed incorporate bene con una spatola,
  • Imburrate e spolverate di farina gli stampi quindi versate metà del composto in ognuno. Distribuite la metà delle le more ed i mirtilli sull’impasto  quindi ricoprite con il resto del composto e distribuite il resto dei fruttini. Fate in modo che gli stampi siano riempiti per 2/3 della loro capienza perché cresceranno in cottura. 
  • Infornate per 20/25 minuti (per gli stampi piccoli) e per c.ca 30 minuti per quelli più grandi e fate la prova stecchino per la cottura: dovrà uscire pulito. 
  • Fate raffreddare le tortine negli stampi quindi sformate e servite cospargendo con zucchero a velo. Potrete accompagnare con composta di mirtilli e more e panna fresca montata. 
  • Si conservano per 3/4 giorni sotto una campana. 
Per la composta
  • Mettete i frutti in una piccola casseruola insieme a zucchero e limone. Fate cuocere a fiamma media mescolando via via in modo che i frutti si cuociano fino a disfarsi, c.ca 10 minuti. Quando il composto sarà denso e sciropposo, spegnete e filtrate attraverso un colino. Fate raffreddare e servite insieme alle tortine