giovedì 23 gennaio 2020

Torta della nonna: noi donne d'altri tempi

Sing Sing Sing - Benny Goodman
Sono una donna retrò.
Nella mia anima convivono due spiriti antitetici di cui non mi capacito, ma che individuo molto bene e alla fine accetto benevolmente: la donna che guarda al passato ed il maschiaccio impunito.
Ci sono sempre stati, da che io ricordi.
Dopo i 12 anni, il maschiaccio ha lasciato maggior spazio alla ragazzina nostalgica, tranne poi fare capolino in molte situazioni quotidiane.
Nello sport, nel gusto per la competizione, nel modo di vestire (avete mai avuto la fissazione per le cravatte o le Clark, i gilet da uomo, le salopette di jeans, i pantaloni larghi con le pences, i capelli corti alla maschietta? Beh, io si).
In tarda adolescenza, ho lasciato che l'anima da donna "vintage" prendesse il sopravvento.
Mai minigonne, solo longuette, gonne a ruota della mamma o pantaloni capri con le ballerine.
Ho avuto il periodo degli abiti di cotonina floreale un po' "francesi",  dei pull oversize, preferibilmente cardigan (quelli anche adesso e per sempre), le espadrillas piatte di tutti i colori e quelle con la zeppa ed i lacci che ho amato ed amo senza riserve.
Idolatro lo stile "anni 40": se potessi mi farei le onde nei capelli come la Rita Hayworth.
Adoro le gonne strette in vita, a tubino, a tulipano, le magliette a righe da marinaio.
Indosso i pantaloni per praticità ma sono una donna da gonna (se solo non fossi troppo freddolosa).
Ho ricominciato ad indossare i tacchi soltanto da quando ho ripreso a studiare il Tango, e questa la dice lunga sul mio amore per il passato.
Se parliamo di musica, sono stata una ragazzina "vecchia" inside.
Quando tutte impazzivano per Miguel Bosé, io rispondevo con i Beatles e tutt'al più mi difendevo con Lucio Dalla.
Nelle cassette del mio walkman, c'era Mozart, Tchaicovsky, Debussy, Nina Simone, Nat King Cole, Benny Goodman e Glen Miller.
Nonostante gli anni '80 siano stati il mio periodo Duraniano, avrei pagato oro per un concerto dei Berliner o di Santana.
Per non parlare del cinema.
Tutti i Musical di Hollywood, Fred e Ginger, Gene Kelly e Cyd Charisse, Frank Capra, De Sica, Minnelli...sono stati la mia formazione e la mia fuga dalla realtà.
Il film che ha rappresentato la chiave che ha aperto il mio cuore alla settima arte, è Via Col Vento, di cui conosco i dialoghi a memoria.
Ovviamente il maschiaccio ogni tanto si rifaceva vivo, altrimenti non potrei amare così tanto l'epopea di Guerre Stellari e Indiana Jones.
Potrei continuare a parlare di questo per ore, ma il mio sguardo, oggi più che mai, è rivolto al passato.
Senza rimpianto, ma come fonte di ispirazione e irraggiungibile bellezza.
Perfettamente in tema con il mio essere donna d'altri tempi, è la modesta e immensamente buona Torta della Nonna.
Non sto a raccontarvi storie o leggende sulla sua nascita.
Io ricordo di averla sempre vista sui banchi delle pasticcerie della mia città e nella maggior parte dei casi, ha la superficie coperta da una granella di frutta secca e non pinoli, per non confonderla con la cugina, la "pinolata", anche questa ripiena di crema pasticciera ma avvolta da pasta biscuit.
La "mia" torta della nonna, ovvero quella che a me piace mangiare, deve essere un guscio di frolla non croccante ma avvolgente, ripieno di tanta crema pasticciera dalla consistenza sostenuta, ma ancora cremosa, non so se mi spiego.
Quei ripieni rigidi che assomigliano a budini, li rifuggo come la peste.
La crema si deve sciogliere in bocca, essere dolce, ma non troppo e profumare di limone e vaniglia.
Questa è la mia torta della nonna. E' come piace a me e forse, un po' mi assomiglia.

Ingredienti per uno stampo tipo pastiera da 20 cm di diametro

Per la frolla 
300 g di farina 0
200 g di burro freddo a dadini
100 g di zucchero fine tipo Zefiro
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone non trattato
1 uovo grande

Per la crema pasticciera 
500 ml di latte intero
4 tuorli grandi
130 g di zucchero
40 g di maizena
la scorza di un limone non trattato pelato senza intaccare la parte bianca
i semi di mezza bacca di vaniglia

Per rifinire
80 g c.ca di pinoli, nocciole e mandorle tritati grossolanamente al coltello
albume qb
zucchero a velo a piacere.
  • Per prima cosa preparate la crema così potrete farla raffreddare bene prima di usarla (volendo anche la sera prima). Separate i tuorli dagli albumi. Mettete il latte sul fuoco a fiamma dolce e portate quasi ad ebollizione con l'aggiunta del limone e vaniglia. Lasciate in infusione per una ventina di minuti. Nel frattempo miscelate lo zucchero con la maizena aiutandovi con una frusta. Mettete il composto in una ciotola ed aggiungete i tuorli. Sbattete bene con una forchetta fino ad ottenere uno zabaione chiaro e gonfio. 
  • Scaldate nuovamente il latte fino a farlo fremere quindi versatene un terzo nella ciotola dello zucchero ed uova per rompere il composto che mescolerete bene prima di versarlo nella casseruola del latte. 
  • Fate cuocere a fiamma dolce mescolando con una frusta fino a che la crema non arriverà ad ebollizione e raggiungerà la consistenza desiderata. NOTA BENE: state attenti a non far stracciare la crema lasciandola bollire troppo (un paio di minuti sono sufficienti). La crema non dovrà essere troppo densa perché continuerà poi a cuocere nella torta. Sta al vostro occhio. Questa è la parte più difficile: valutare il grado di densità della crema. Considerate più o meno la densità della crema che mettereste in un bombolone o in un bigné. 
  • Una volta pronta, versatela in una ciotola e copritela immediatamente con pellicola a contatto per non far formare la "crosta". Fate raffreddare e poi mettete in frigo fino al momento in cui preparerete la torta. 
  • Preparate la frolla mettendo in un mixer con lame la farina setacciata con il lievito, il burro e la scorza di limone. Fate frullare con il pulse fino a che non otterrete un composto di briciole fini. Aggiungete a questo punto lo zucchero e frullate ancora per un breve istante. 
  • Aggiungete l'uovo e fate frullare fino a che non l'impasto non starà insieme in grosse briciole. Rovesciatelo su una spianatoia e velocemente dategli la forma di una palla impastando con le mani senza scaldarlo. Avvolgete nella pellicola appiattendolo un po' e mettete in frigo per 30/45 minuti. 
  • Imburrate lo stampo e foderate il fondo e i bordi con carta da forno. Stendete 2/3 dell'impasto ad uno spessore di c.ca 3/4 mm e formate il guscio della torta nello stampo. Punzecchiate il fondo con una forchetta. 
  • Versatevi la crema che livellerete sbattendo la tortiera delicatamente sul tavolo e con il resto della frolla formate il "coperchio" della torta. Rifinite i bordi con un coltello affilato e schiacciate bene i bordi con le dita o con una forchetta. 
  • Spennellate la superficie con un po' di albume e cospargete con la frutta secca tritata. 
  • Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti, quindi abbassate la temperatura a 160° e proseguite la cottura per altri 50 minuti c.ca, fino a completa doratura. 
  • Togliete la torta dal forno e fatela raffreddare su una griglia. Potete tenerla in frigo tutta la notte prima di servirla, ma ricordate di riportarla a temperatura ambiente prima di tagliarla (almeno 1 ora fuori dal frigo). 
  • Si conserva ottimamente per 3 giorni sempre in frigo. 

lunedì 20 gennaio 2020

Fregola, green, pecorino per Starbooks

Manic Monday - The Bangles
E' sempre un po' urticante per me, rimandare o bocciare una ricetta Starbooks.
Prima di tutto perché se si è scelto un libro, si hanno sempre delle grandi aspettative.
E poi perché un autore come Nigel Slater è sull'Olimpo della perfezione e mai ci si aspetterebbero delle proposte meno che sorprendenti.
Invece pare che anche i grandi abbiano dei punti deboli ed in questo caso non sto a dirvi quali, perché se vorrete scoprirlo, dovrete andarvi a leggere il post ufficiale sul sito Starbooks.
Una buon giornata amici.