martedì 16 ottobre 2018

Il pane è oro per Avanzi Tutta!

Don't leave me this way - Andy Abraham
Questa volta abbiamo scomodato pure Massimo Bottura, giusto qualcuno che di cucina non se ne intende.
Per trovare nuovi modi di recuperare il pane vecchio  ci siamo affidate al libro Il Pane è Oro scritto dal grande chef e ne sono uscite ricette straordinarie.
La mia scelta è caduta su certi passatelli che mi hanno incantato al primo sguardo.
Ma non vi lascio qui la ricetta perché insieme alla mia ve ne solo altrettante magnifiche che vi invito ad andare a leggere direttamente sulla rubrica di Mag About Food: Avanzi Tutta! 
So che troverete ispirazione.
Il pane è una risorsa d cui possono nascere dei capolavori.
Buona giornata a tutti e buon recupero.


lunedì 15 ottobre 2018

Blondies ai lamponi, cioccolato bianco e mandorle salate: il senso di un luogo.

Heart of glass - Blondie 
Sono rientrata da un luogo in cui ho trovato un'estate perenne.
Temperature che rasentavano i 32° C, cieli di un azzurro sfacciato, turisti arrossati e sfiancati dalle file sotto il sole.
Se avrò tempo, vi racconterò dell'Andalusia poco a poco, perché da dire c'è veramente tanto, ma ogni volta che viaggio, rientro poi con un carico di riflessioni che mi perseguitano per giorni.
La prima della quale è che molte persone viaggiano perché devono e non perché amano farlo.
E per dovere, intendo quel meccanismo che lega uno status symbol alla percezione che gli altri hanno di te.
Purtroppo il viaggio è considerato prima di tutto uno status symbol che un mezzo di crescita individuale, di godimento, di cultura.
Questo terribile ingranaggio travolge la maggior parte del turismo che arriva da Oriente, per il quale non c'è differenza tra l'essere nei giardini del Generalife o sulla torre della Giralda: conta soltanto scattare millemila fotografie per riempire l'album di figurine.
Celo, manca.
Questa volta ho avuto modo di osservare da vicino le dinamiche di questi popoli in viaggio, provando un profondo senso di disagio e un latente desiderio di far partire gomiti appuntiti sotto le costole di malcapitati.
Ormai nell'era di Instagram, non si scattano più fotografie.
Si selfeggia con brutale arroganza, roteando mazze su cui campeggia l'ultima meraviglia della telefonia mobile, assumendo posizioni indecenti e impedendo a chiunque voglia godere di un qualunque paesaggio, l'attimo d'estasi.
Per affacciarmi al belvedere dell'Alhambra ho dovuto attendere 10 minuti che un vichingo di due metri finisse di fotografare la sua dolce metà sdraiata sul muretto come la maya desnuda, ammiccando alla platea.
Ovviamente se viaggi seguendo i classici circuiti turistici negli orari canonici, non hai scampo.
Accompagnando un gruppo ho sùbito tutto questo.
L'unico istante in cui ho apprezzato realmente il concetto di viaggio/scoperta, è stato quando ho potuto abbandonare il gruppo mezz'ora ed addentrarmi nella parte più "popolare" di Siviglia, attraverso corti e giardini nascosti dove non passava un'anima.
Capisco anche che nessuno ha la possibilità di restare in un luogo quanto vorrebbe, ma il mio personale modo di vedere l'esperienza del viaggio è di non porsi mai il limite di "tanto non ci tornerò".
Provate per una volta a visitare una città senza l'ansia di vedere tutto, di provare tutto e cercare di lasciarsi del tempo per "perdersi", letteralmente, fra strade sconosciute.
Staccate le mani dal cellulare, dalla macchina fotografica,  e guardatevi intorno.
Osservate la gente, osservate la vita che scorre intorno a voi. Ascoltate i suoni ed i rumori.
Annusate l'aria.
Riempitevi del "senso" di un luogo e non solo del suo aspetto. Forse, avrete cominciato a viaggiare veramente.
Ma come glielo spiego questo a 50 coreani intruppati?
Mi avevano detto che in Italia era brutto tempo.
Sono rientrata e a casa mia c'erano 24°.
Anche oggi che scrivo, un sole rovente fuori dalla finestra.
Ho sperato che fosse freddo, magari anche un po' di grigiore: troppo sole mi aveva provata.
Niente. L'autunno qui si fa beffe di noi.
Ma la voglia di preparare un dolce, veloce veloce non me l'ha tolta nessuno.
Da una vita voglio preparare dei Blondies, che altro non sono che la versione "chiara" dei Brownies, dove la cioccolata fondente è sostituita da quella bianca.
In più, ho voluto osare un piccolo gioco di gusto rubato ad Ottolenghi, che se ne intende, ed ho aggiunto alla ricetta una manciata di mandorle tostate e salate, portate a casa da Malaga (buone da perderci la testa).
Insomma, ne è uscito un dolce irresistibile e qui vi metto la ricetta.
Mi saprete dire.

Blondies con lamponi, cioccolato bianco e mandorle salate
150 g di burro fuso
90 g di light brown sugar (sostituibile con muscovado)
90 g di zucchero semolato
210 g di farina 00
2 uova grandi
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
150 g di lamponi freschi
120 g di cioccolato bianco di buona qualità tritato grossolanamente
80 g di mandorle tostate e salate tritate grossolanamente

  • Preriscalda il forno a 180° e fodera uno stampo quadrato da 20 cm di lato alto almeno 4 cm
  • Sciogli il burro e fallo intiepidire. Mescolalo con gli zuccheri in una larga ciotola
  • Aggiungi le uova e la vaniglia e con una frusta incorpora al composto di burro
  • Aggiungi la farina setacciandola dall'alto insieme al lievito quindi mescola tutto con la frusta. 
  • Con delicatezza, utilizzando una spatola di silicone, aggiungi i lamponi, la cioccolata e le mandorle. Lascia una manciata di lamponi per decorare la superficie. L'impasto sarà piuttosto sodo quindi la frutta resterà in superficie. 
  • Versa l'impasto nello stampo e livellalo con la spatola quindi fai cuocere per 25/30 minuti. Fai la prova stecchino che dovrà uscire pulito. 
  • Fai raffreddare prima di tagliare: ti riuscirà più semplice e preciso ed il dolce non si sbriciolerà.
  • Servi a temperatura ambiente e conserva in una scatola ermetica per 4/5 giorni. 



mercoledì 3 ottobre 2018

Cosa ci faccio con le nocciole? Ravioli di zucca con burro noisette per Mag about Food

Harvest moon - Neil Young 
E' la stagione delle nocciole.
Chi non le ama?
Io ne sono praticamente dipendente. Nella mia dispensa non mancano mai.
E se spesso e volentieri sono apparse su queste pagine all'interno di dolci golosi, la nocciola dimostra di essere perfetta per piatti salati, dai primi ai secondi, basta avere un po' di fantasia.
E se quella scarseggia, non vi resta che sfogliare Il Mag di Mtc, ed in questo splendido articolo, troverete un mare di proposte irresistibili.
Non vi dico altro.
Correte a leggere.


lunedì 1 ottobre 2018

Pie di prugne rosse: l'età dell'esperienza.

Every day is winding road - Sheryl Crow
Ultimamente non ho avuto granché tempo di scrivere se non per ricette destinate a Starbooks, che faccio sempre con grande piacere, ancora di più se si trovano libri come How to Eat a Peach.
Mi manca però l'abbandonarmi a quel flusso di coscienza che all'inizio di questa avventura di blog, era la molla che mi spingeva a scrivere.
Pare che sempre di più sia la vita ad avere ragione su di me.
Da una parte un lavoro che richiede impegno e concentrazione e dall'altra la corsa frenetica al voler fare di tutto e di più, mentre contemporaneamente il corpo mi dice: "Ahò, sarà ora che la smetti?"
Il corpo ha una ragione che la ragione non vuole stare a sentire.
Questa mattina, mentre state leggendo queste poche righe, io mi dirigo verso la Spagna, là dov'è ancora estate: Andalusia.
Ogni tanto ritorno a fare il quello che ho fatto per molti anni appena ho aperto l'agenzia: accompagnare i gruppi durante i loro viaggi.
Non capita più molto spesso, perché negli ultimi 25 anni il turismo è davvero molto cambiato. Direi radicalmente.
Resiste qualche sparuto gruppo di highlander del viaggio in bus.
Sono quelle persone che non amano viaggiare da sole per età o inesperienza.
Stavolta accompagnerò questo gruppetto di baldi giovani, le cui età messe insieme, fanno cc.a 18 secoli.
Un bel pacco di esperienza, gente! Credo che al mio ritorno avrò delle storie da raccontare.
Nell'attesa, vi lascio la ricetta di questa torta, la cui frolla è davvero formidabile e perfetta per accogliere ripieni morbidi di frutta.
L'autore non poteva che essere quel diavolo della cucina che è Jamie Oliver.
Potrete aromatizzare l'impasto come più preferite: arancia, cannella, anice....io ho scelto il classico limone e vaniglia.
Ma sperimenterò, promesso.
Ingredienti per uno stampo da pie di 23 cm di diametro
Frolla old fashioned di Jamie Oliver

500 g di farina 00 più extra per infarinare
100 g di zucchero a velo setacciato
250 g di ottimo burro freddo, tagliato a cubetti
la scorza grattugiata di un limone non trattato
2 uova grandi sbattute
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (mia aggiunta)
1 goccio di latte freddo
1 tuorlo +  cucchiaio di latte per lucidare
zucchero di canna per rifinire

Per il ripieno
1 kg di prugne rosse mature ma non molle
80 g di zucchero di canna
15 g di maizena
  • Nella ciotola dell'impastatrice, setaccia la farina dall'alto in modo che prenda aria e successivamente aggiungi lo zucchero a velo sempre setacciandolo. Mescola con una frusta quindi aggiungi i cubetti di burro.
  • Con la foglia, impasta per sabbiare il burro con la farina, fino a quando non otterrai un composto di briciole piuttosto fini. Aggiungi la scorza di limone grattugiato e mescola velocemente. 
  • Aggiungi le uova sbattute in cui avrai versato la vaniglia ed il goccio di latte e impasta velocemente fino a che l'impasto non diventerà una palla. 
  • Toglilo dalla ciotola e schiaccialo leggermente quindi avvolgilo nella pellicola e fallo riposare in frigo per il tempo in cui prepari il ripieno. 
  • Lava le prugne e tagliale a metà eliminando il nocciolo. Taglia le due metà in spicchi non troppo grossi. Mettile in una ciotola con lo zucchero e copri con la pellicola. Fai riposare per almeno mezz'ora. 
  • Mentre le prugne riposano, taglia la frolla in due parti. Stendi una parte ad uno spessore di 3/4 millimetri. Imburra uno stampo da pie e foderalo con la pasta lasciandola sbordare. Taglia quella in eccesso. 
  • Rimetti la frolla in frigo mentre prepari la farcitura. Prendi le prugno e appoggia un setaccio su una ciotola vuota. Versa le prugne nel setaccio e raccogli il liquido che avranno rilasciato.
  • Versa il liquido in una casseruola con lo zucchero ed accendi il fuoco a fiamma dolce. Setaccia la maizena sul liquido e con una frusta mescola continuamente per un paio di minuti fino a che il liquido comincerà ad addensarsi come una crema. A questo punto lascia raffreddare qualche minuto poi versa il succo sulle prugne e mescola bene prima di versare il tutto nel guscio di frolla. 
  • Adesso stendi la rimanente frolla per creare il coperchio. Potrai lasciare la frolla intera, praticando un foro al centro per fare uscire il vapore, oppure creare delle strisce e formare una griglia classica oppure a cestino come ho fatto io. 
  • Avvolgete i bordi in modo da sigillare bene la torta e potrete poi formare delle piccole decorazioni come in foto. Sbattete il tuorlo con il latte e spennellate bene tutta la superficie. Per finire cospargete tutto bene di zucchero di canna.
  • Cuocete a 180° per 45 minuti/1 ora fino a che la torta non sia ben dorata e vedrete il succo della frutta sobbollire attraverso le losanghe. Un consiglio: coprite la griglia su cui appoggerete lo stampo, con della carta forno, in modo che se dovesse fuoriuscire del succo (è possibile) in modo che non coli sulla vostra piastra forno e bruci. 
  • Se notate che la superficie si colora troppo, copritela con un foglio di alluminio.
  • Lasciate raffreddare prima di sformarla.