venerdì 8 febbraio 2013

La qualità dell'Extravergine: Cavatelli con ceci di Navelli, cime di rapa ed Olio Extravergine Molisano

Flower's song - Alice in wonderland
La qualità dell'extravergine nasce principalmente nell'oliveto. 
All'origine chiunque ha la possibilità di produrre un eccellente olio extravergine se alcuni passaggi fondamentali vengono rispettati. 
La differenza di cultivar e di territorio non sono gli elementi discriminanti per la qualità, perché la varietà dona ad ogni olio un proprio carattere e personalità. 
Ciò che invece determina profondamente il risultato finale sta nel processo produttivo, ovvero nella raccolta, nel trasporto e nello stoccaggio delle olive. 
Questi sono i momenti critici che possono influire in maniera definitiva sulla qualità di un olio extra-vergine.
Come già ho accennato in precedenti post, la raccolta precoce delle olive tutela il frutto dal deterioramento che avviene soprattutto in fase di trasporto. In più la componente aromatica dell'olio viene salvaguardata. 
In alcune regioni, come la Sicilia, le olive si raccolgono già da metà ottobre, quando i frutti sono ancora verdi o hanno appena cominciato il processo di invaiatura (il "coloramento" della buccia). Ed il motivo non è il bel tempo, ma una conoscenza antica ed il rispetto di un prodotto.
La pigmentazione profonda del frutto (in questo caso sia di buccia che della polpa) è la causa principale dell'inizio dei processi di ossidazione e irrancidimento: i tessuti cellulari del frutto si degradano, rilasciano la sostanza oleosa e fanno aumentare inevitabilmente l'acidità dell'olio. Così olive raccolte troppo mature, o da terra, o conservate in sacchi per il trasporto, danno inizio all'azione dannosa degli enzimi presenti sulle bucce. 
All'interno del frutto si trovano i "vacuoli" che altro non sono che piccole celle in cui è contenuto l'olio. Se queste cellette si rompono, oltre a perdere l'olio, si avrà l'inizio di processi di fermentazione che causeranno gravi difetti nel prodotto finale (di cui ho già parlato qui).
Il miglior metodo per assicurare la raccolta di un'oliva sana e la nascita di eccellenti oli è ovviamente quello a mano ed il solo ausilio delle macchine per i punti più alti della pianta. 
Le olive che toccano terra, non andrebbero raccolte per le ragioni di cui sopra ed il rischio di mosca olearia.
Le olive andrebbero trasportate velocemente in frantoio su cassette di plastica traforate per permettere l'aerazione e non dovrebbero essere eccessivamente pesanti (20/25 kg). 
L'ammasso in sacchi di plastica o iuta è assolutamente deleterio. 
Le olive giunte al frantoio, dovrebbero essere frante il giorno stesso della raccolta, per evitare lo sviluppo dell'acido lattico dovuto proprio allo stoccaggio delle olive, al calore prodotto dall'inizio di fenomeni di fermentazione che possono raggiungere anche i 40°. Questo purtroppo crea il gravissimo difetto del "riscaldo". 
In breve il bravo oleicoltore dovrebbe seguire queste semplici regole:
RACCOLTA: precoce, all'inizio dell'invaiatura, quando il frutto va dal verde chiaro al rosato violaceo, evitando la completa maturazione.
TRASPORTO DELLE OLIVE: Con mezzi idonei a garantire l'integrità dei frutti, utilizzando cassette di plastica aerate ed impilabili con facilità
STOCCAGGIO DELLE OLIVE: deve avvenire in locali freschi, aerati e senza presenza di muffe, nel completo rispetto delle norme igieniche. Le olive dovranno essere frante il giorno della consegna insieme ad olive della stessa tipicità. 
Per saperne di più, voglio consigliarvi un bel libro di semplice lettura dal titolo "La via dell'Olio" di Massimo Epifani, attraverso il quale potrete avvicinarvi al mondo dell'olio extravergine in maniera appassionante. 
La consueta rubrica sulla cucina dell'Extravergine oggi si addentra in una delle regioni meno conosciute d'Italia, il Molise. 
Qualche tempo fa ed in più riprese, ho espresso la mia dichiarazione d'amore per questo luogo bellissimo ed adesso mi ritrovo a parlarne, rendendo omaggio ad un olio che riserva ogni volta delle sorprese per la sua incredibile bontà. 
Già il nome della cultivar è una poesia: Gentile di Larino. Non è bellissimo?
Quindi con le mie amiche di avventura, questa volta andremo sulle colline rotonde e morbide dove nasce l'oliva Gentile e dove il vento trasporta l'odore del mare e della terra. 
Non perdetevi le ricette che sono state preparate in abbinamento a questo straordinario olio:
Minestra con fagioli di Badda e verza a casa di Stefania, Cardamomo and co.
Topinambur in crema a casa di Teresa, Scatti di gusto
Insalata tiepida di fagioli e finocchi a casa di Fausta, Caffè col Cioccolato

Il non ho potuto evitare di preparare dei cavatelli, il piatto di pasta forse più celebrato in questa regione. 
Li faccio in casa, su insegnamento di mia suocera e per maggiori dettagli potrete leggere questo post
Li ho voluti servire con dei piccoli e dolcissimi ceci di Navelli (Abruzzo) che non hanno bisogno di stare a mollo per lungo tempo, e delle tenere cime di rapa a dare una punta di amaro che a me piace tanto. Naturalmente generoso olio extravergine e una spolverata di peperoncino (per uno slancio di carattere) e si ha un piatto completo, bilanciato e veramente appetitoso. Piacerà anche ai vostri bambini, garantito! 
L'olio che celebriamo con questa ricetta è un olio Molisano prodotto a Larino
L'Olio di Flora, spremuto dalle olive raccolte a mano di “Gentile di Larino”, che, già a qualche mese dalla sua prima raccolta, ha saputo farsi conoscere ed apprezzare per la sua qualità di olio extravergine fruttato leggero con due performance: la medaglia d’oro quale 1° classificato al Premio “Goccia d’Oro” e la stella del Concorso Biol, quale biologico di alta qualità.
Anche le raccolte 2009 e 2010 sono state oggetto di riconoscimenti da parte di questi due concorsi, insieme all’inserimento nella Guida ai migliori oli extravergini del mondo “Flos Olei” 2010 e 2011, con il mensile di gastronomia più longevo (1929) “La Cucina Italiana”, che lo riporta per due anni consecutivi grazie alla selezione fatta da un grande esperto, l’oleologo Luigi Caricato.
Nel numero di maggio del 2009 di questa prestigiosa rivista viene inserito fra “i cinque oli per le verdure cotte”e l’anno successivo, sempre a maggio, fra i venti oli extravergine di eccellenza, monovarietali, dop o biologici, con un articolo dal titolo molto significativo, “Fuoriclasse de 2010”.
Fruttato leggero, delicato, avvolgente che emana note di carciofo, di sedano e di lattuga; sentori di salvia e di menta e al gustoortaggi freschi con mandorla dolce a marcare il retrogusto. Perfettamente dosati l'amaro ed il piccante, ciò che rendono equilibrato ed armonico l'Olio di Flora, caratteristiche perfette per accompagnare un piatto di pasta come i cavatelli che condivido con voi.

Ingredienti per 4 persone:
350 gr di farina di semola rimacinata
acqua (quanta ne prende l'impasto, più o meno un bicchiere)
un pizzico di sale
Per la preparazione dei cavatelli fate riferimento al post che vi ho indicato sopra.
Per il condimento:
150 gr di ceci di Navelli secchi
300 gr di cime di rapa molto tenere
2 foglie di alloro
1 spicchio d'aglio
olio extravergine L'Olio di Flora
Sale - Pepe q.b.
Peperoncino a piacere
Mettete i ceci a mollo in abbondante acqua e sale per c.ca 2 ore.
Fateli cuocere a fiamma moderata per c.ca 1 ora con 2 foglie di alloro ed un pizzico di sale grosso. Dovranno cuocere sobbollendo e mai ad alto bollore.
Mentre i ceci cuociono, lavate, mondate le cime di rapa e conservate le parti più tenere ed i fiori. Un una pentola fate bollire abbondante acqua salata quindi cuocetevi le cime di rapa per 5/7 minuti e scolatele ancora croccanti conservando l'acqua di cottura.
In una larga padella versate un paio di cucchiai d'olio e fatelo profumare con uno spicchio d'aglio (non fate colorare l'aglio), aggiungete le cime di rapa ed i ceci scolati dalla propria acqua, eliminando le foglie di alloro.
Saltate bene e fate insaporire. 
Cuocete i cavatelli nell'acqua delle cime di rapa e scolateli non appena saliranno a galla (2/4 min c.ca). Versateli nella padella con le cime di rapa ed i ceci e saltate per qualche istante. Servite immediatamente con un generoso filo d'olio.

Vi aspetto fra due settimane per un nuovo appuntamento con la Cucina dell'Extravergine.





27 commenti:

  1. Che bel post interessante, ma io sono rimasta incantata davanti a questo magnifico piatto! Bravissima e buon fine settimana!

    RispondiElimina
  2. Un piacere leggerti...anche perché parli di cose a me sconosciute...la ricetta mi sembra perfetta. vado a studiare le altre...cri

    RispondiElimina
  3. Conosco bene la produzione molisana, tra l'altro mio cugino coordina una cooperativa a Rotello, a pochi chilometri da Larino, è un olio ottimo, ci sono cresciuta e quando non me lo regala mia madre compro solo quello.
    Il tuo piatto è una favola, unione tra Abruzzo e Molise, casa mia!
    Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  4. sono daccordissimo, la qualità dell'olio è super importante.. che bella ricetta, io adoro i ceci *_* e che bel blog! ti seguo
    baci

    RispondiElimina
  5. io adoro l' olio buono.questo excursus sull' olio e interessantssimo e poi tu con il tuo piatto ne hai esaltato il gusto.e che gusto:)bacione grande.grazie davvero

    RispondiElimina
  6. Bellissimo il piatto..con quelle belle verdure....e poi l'olio evo di qualità esalta tutti i cibi....bello il post sull'olio ,molto interessante.Ciao a presto Lia

    RispondiElimina
  7. Cara Patty.. grazie del tuo commento al mio ultimo post!
    Te ne avevo scritto uno a questo tuo strepitoso piatto un'ora fa ma il mio pc si è impallato e non l'hai inviato!
    Post interessante .. come sai qualcosina sull'olio d'oliva la so ma ben più informato mio padre che lo produce per noi..
    Mai cosa più giusta:raccolta,trasporto e stoccaggio sono fondamentali per avere un'ottimo olio.. Se sbagli qualcosa in questa catena, puoi anche avere l'uliveto migliore del mondo ma l'olio non sarà eccellente!
    E brava la Patty!
    Sei un fenomeno.. questo piatto lo preparo presto .. semplice e buonissimo!
    Ti abbraccio forte
    Laura

    RispondiElimina
  8. Il tuo sito è bellissimo! Mi sono aggiunta ai tuoi followers...io sono ancora all'inizio ma se ti va di passarmi a trovare su http://ibiscottidellazia.blogspot.it sarebbe un grande onore!
    ps:si accettano consigli! Grazie

    RispondiElimina
  9. Impeccabile!! Post e ricetta, non conosco questo olio molisano, immagino che sia sempre prodotto in versione monovarietale, giusto?

    RispondiElimina
  10. @Cristina: esatto. Monocultivar Gentile di Larino! Bacio carissima.

    RispondiElimina
  11. Ammetto candidamente, vista la foto mi sono fiandata subito sulla ricetta... tralasciando tutto il resto ;-)

    Bacione e buon week end

    RispondiElimina
  12. Grazie Patty, non sai quanto sia felice di veder parlare del Molise :)

    E anche i cavatelli preparati da te sono stupendi :D

    un abbraccio

    RispondiElimina
  13. Meraviglia, cara Pat, questo si, che è saper parlare di eccellenze.
    Il piatto che hai preparato mi ispira tantissimo. e Sai che con la pasta dei pici avevo preparato anche i cavatelli? :))
    Bravissima, Un abbraccio!

    RispondiElimina
  14. Questa ricetta me la stampo e la porto a mia madre. E' in trip da pasta fresca e i cavatelli mancano all'appello! Deliziosi solo a guardarli, brava -come sempre-
    Un bacione, buon we
    Sonia

    RispondiElimina
  15. un post interessantissimo che mi ha fatto venire una gran voglia di preparare questi cavatelli che nonho mai nè mangiato nè preparato. ma con te so bene di andare sul sicurissimo per cui copio tranquilla !
    baci e buon we
    Alice

    RispondiElimina
  16. Cara Patty, quando studiavo agraria a Perugia il mio professore di industrie agrarie non riusciva a parlare delle caratteristiche dell'olio meglio di te!
    Sempre molto interessanti le tue informazioni sull'olio e sulle tecniche di produzione. Un caro saluto

    RispondiElimina
  17. che primo piatto prelibato...slurp!!!!

    RispondiElimina
  18. Mi sono unito ai suoi lettori buonasera

    RispondiElimina
  19. Buoni i ceci, buone le cime di rapa....mi sa che è buono tutto questo piattino!!!!

    RispondiElimina
  20. Leggere i tuoi post è sempre interessantissimo. Mi fai conoscere cose sconosciute, ma importanti da sapere per la scelta di prodotti di qualità.
    Ovviamente, anche la ricetta, è azzeccatissima, e adesso, dopo aver provato i tuoi pici, non posso non lanciarmi nei tuoi caratelli! :*

    RispondiElimina
  21. ciao! se ti va/se hai tempo ti ho lasciato l'invito per un piccolo gioco fra blogger nel mio blog :) baci

    RispondiElimina
  22. Ciao Patrizia, stamattina mio suocero mi ha detto:"sul giornale (La Nazione) c'è una come te (food blogger)" ... sono rimasta malissimo della mia ignoranza perché non ti conoscevo! Sono venuta subito a fare ammenda e a segnarmi subito tra i tuoi lettori fissi! Il tuo blog merita proprio di essere conosciuto!!!
    Se ti va di conoscermi mi trovi qui: http://architettandoincucina.blogspot.it/
    sono toscana anch'io !!!

    RispondiElimina
  23. Io sono di Poggibonsi, il limite opposto della provincia di Siena rispetto a Piancastagnaio ... e tu abiti ancora lì???

    RispondiElimina
  24. ... io lo sapevo che fare un salto qui equivale a farmi venire fame!!! (fame, non appetito...)
    Ciao

    RispondiElimina
  25. Ciao Patty,
    una ricetta e un post fantastico!
    la genuinità e la qualità dei prodotti ripagano appieno soprattutto al palato!
    vorrei proprio replicarla e ti faccio sapere!

    RispondiElimina
  26. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina

Ciao! Grazie per esserti fermato nel mio angolino. Se ti va, lascia un pensiero, un commento, una critica. Se potrò ti risponderò qui, altrimenti verrò sicuramente a trovarti. La tua opinione è importante.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...