giovedì 18 dicembre 2014

La difficile ed abusata arte di riciclare i regali: zuppa di verza e ceci neri di Pomarico

The Christmas Waltz - Christine Chenoweth
Ci siamo.
Fra poco meno di una settimana affronteremo quello che per molti è il periodo più atteso dell'anno e per alcuni, una concreta ragione per sparire dalla faccia della terra: il Natale.
Lasciamo perdere tutte le belle motivazioni, il calore della famiglia, la magia, la festa per i bimbi e concentriamoci su quello che per tutti, e dico tutti, diventa ragione di ansia, stress, panico, fatica, noia, malumore: Fare i regali.
No, non alzate la manina per dirmi che voi vi divertite, che per voi è una gioia e bla bla bla.
Non ci crede nessuno. Perché in fondo in fondo lo so che vi girano le scatole.
E vi girano perché ci sarà sempre quel regalo che dovete fare e per il quale non avete la benché minima idea. Come voi, tutti!
E' questa la ragione per cui sotto l'albero, il giorno di Natale, apriremo scatole che noi umani preferiremmo non avere mai scoperchiato; indosseremo facce di cera che nemmeno al Madame Tussaud; formuleremo ringraziamenti falsi come i soldi del Monopoli. E penseremo immediatamente quale fine miserrima far fare al dono appena ricevuto.
E qui comincia il bello.
Perché nessuno al mondo sa riciclare i regali.
Il più delle volte si viene scoperti. Ve lo dice una che il giorno del suo matrimonio ha aperto un dono al cui interno c'era ancora il biglietto destinato alla persona da cui proveniva.
Non ci si rimane bene.
Per svariate ragioni: la prima, quella più bruciante, è la consapevolezza che di voi quella persona non ha capito nulla e pur di onorare il dovere (qualcuno di voi si è mai preoccupato del fatto di non aver ricevuto un regalo da un parente o un conoscente? mah....), vi rifila la più ignobile ciofeca della storia, riciclata o meno poco importa.
Meglio niente per favore.
La seconda, è che certe cose sono talmente inutili e brutte che a chiunque vogliate rifilarle, farete sempre una figura di merda. Ergo, non lo fate.
La terza è che bisogna essere bravi, davvero, e pochi lo sono, forse nessuno.
Si potrebbe porre fine all'ignobile catena di S. Antonio del ricicloregalo, fermandosi prima di spendere.
Non hai idea cosa regalare alla tua vicina di casa? Alla suocera? All'insegnante di danza?
Togli la mano da quel soprammobile orrido e vai dal fioraio. I fiori non passano mai di moda.
Ti hanno appena regalato una collana bijou che neanche Marie Antoinette?
Blocca l'insano pensiero di impacchettarla per darla a tua sorella...quando avrai smesso di ridere, fagliela vedere scherzandoci sopra, e magari sarà lei a chiedertela.
Fare un regalo dovrebbe essere un momento di piacere e divertimento dettato dall'affetto e non dal  sadico gusto (o crudeltà gratuita) tipico di quei genitori che abbinano nomi impossibili a cognomi deliranti (di Guido Piano e Guglielmo Marconi il mondo è pieno).
Fermatevi.
Fate un regalo in meno, date un abbraccio in più. Lo so, sono retorica.
Ma a riciclare i regali, tanto non siete capaci.
E per calmare l'acidità di stomaco sollevata dall'ennesimo sgradito pensiero (ma chi ha inventato il detto che "basta il pensiero"?), una bella zuppetta, sana, deliziosa, confortante quanto un abbraccio. Facilissima quanto raccontarla.
Zuppa di verza e ceci neri di Pomarico
Ingredienti per 4 persone
200 g di cavolo verza tagliato a julienne
2 patate medie
1 carota
una gamba di sedano
una piccola cipolla rossa
150 g di ceci neri di Pomarico già cotti (preparati come indico qui)
una foglia di alloro
3 cucchiai di passata di pomodoro
un cucchiaino di paprica dolce
pepe nero macinato fresco
Olio extravergine
Pulite le verdure: pelate e tagliate a rondelle la carota.
Pelate la patata e tagliatela a dadini, lavate e affettate a julienne la verza, affettate sottilmente la cipolla ed il sedano.
Versate 3 cucchiai d'olio in una larga casseruola insieme al sedano ed alla cipolla ed alla foglia di alloro.
Fate cuocere a fiamma dolce fino a che non saranno morbidi.
Aggiungete la passata di pomodoro ed il cucchiaino di paprica dolce.
Fate andare qualche minuto sempre a fiamma dolce quindi aggiungete le verdure e mescolate bene per insaporire quindi coprite il tutto con acqua fredda a filo.
Fate cuocere per c.ca 1 oretta. Dopo 45 minuti aggiungete i ceci cotti e proseguite la cottura aggiustando di sale.
Se vi piace, potrete passare una parte della zuppa con il mixer a immersione, per ottenere un brodo cremoso (io non l'ho fatto).
Servite ben calda con un filo di olio extravergine Gentile di Larino, una macinata di pepe nero fresco e piccoli crostini di pane.


23 commenti:

  1. Ahahah! Senti, in occasione della mia laurea, una ricca signora amica di famiglia - perché sono spesso le ricche signore che riciclano, 'ste spilorce - mi ha regalato un CAMMEO. Sì: proprio un cammeo. Col cinturino di velluto nero. Ipolverato, così come la scatola che lo conteneva: si vede che l'aveva tenuto sopra al comò per qualche secolo prima di rifilarlo a me, che a 25 anni, nel 2003 e non nel 1800, ricevevo in dono un CAMMEO.
    :D
    Trovo elegantissimi e buoni i ceci neri, ma non avendo la pentola a pressione mi ci vogliono le ferie per cuocerli. Ora che ci penso: potrei farmela regalare... magari a qualcuno gl'impiccia in casa :D
    Baci Pat!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come, un Cammeo e non te lo metti? Così bello sul collo che fa tanto figlia di Dracula? ahahahaha....si per i ceci neri ci vuole un'eternità a cuocere. Ma una volta pronti, si salvi chi può!
      Un bacio pestifera!

      Elimina
    2. Ma è un cammeo vero? Perché in tal caso mi candido al riciclo e me lo vengo pure a prendere!!!
      Pat, tanti tanti auguri che non si perde il buon umore per così poco!

      Elimina
  2. Mia zia per un Natale mi regalò una confezione di saponette che le avevo regalato io stessa alcuni anni prima, sempre per Natale.
    Un riciclo più spudorato di questo sfido chiunque a trovarlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahhhhhhh....ecco quello che mi ero dimenticata di scrivere: se riciclate, ricordate sempre chi vi ha dato quel regalo per evitare di girarglielo come nel gioco dell'Oca. Tu ci sei cascata in pieno!
      L'ho detto io: non siamo capaciiiii!
      Baci cara Perla, mi fai sempre ridere.

      Elimina
  3. Personalmente odio i soprammobili, che tanto non servono a niente e sono talmente impersonali da essere quasi un gesto di sfida. Piuttosto dimmi che ti sto sulle beeeeeeeeppppp........Non sopporto fare regali, tranne che alla mia bimba: le compro ció che a me sarebbe piaciuto da seienne...e poi, forse, canno pure....anche perché i seienni d'oggi, mi capisci, non s'accontentano per niente....tecnologici come pochi...e chi se lo sognava un tablet quasi quarant'anni fa???? Io facevo le code alle bambole, mica quelle diavolerie da scaricare....che brutta parola poi scaricare.....
    Senti: secondo me meglio non farsene di regali, piuttosto, se mi stai simpatico, andiamo a farci una mangiata!!!
    E la zuppa la riservo solo a pochi intimi, proprio quelli che riscalderei con un abbraccio vigoroso!!
    Bacetti Patty, sei una forza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo con te: il divertimento più grande l'ho quando devo comprare qualcosa a mia figlia. A dire il vero penso sempre a lei anche se adesso comincia ad essere difficile visto che ha un interesse monotematico e tutto quello che riguarda i One Direction ce l'ha ormai in doppia copia. Per il resto, i regali fatti dalle mani del donatore sono per me i più preziosi. Ti mando un bel bacio Giuli.

      Elimina
  4. Quanto mi hai fatto ridere! :-)
    Hai descritto proprio bene il mio stato d'animo.. Non solo la poca voglia di comprare regali (se si tratta di cucinarli è diverso) e la fatica di evitare i soliti orrori antiestetici e inutili, ma anche l'irritazione di dover fingere gratitudine per cose che non soddisfano né te né chi le ha comprate. Insomma, come infastidire tutti e vivere ingombri e scontenti.
    E applichiamolo questo detto: basta il pensiero. Ti ho pensato tanto e non ti ho comprato niente. Fattelo bastare. :-)
    Un abbraccio cara Patty!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il "ti ho pensato tanto e non ti ho comprato niente" mi piace da impazzire. Peccato che poi alla resa dei conti, tutti noi ci sentiamo monchi se non portiamo almeno un pacchettino ai nostri cari.
      Allora facciamoli in casa questi regali: qualcosa di buono e che dura poco. Così almeno si finisce subito e non ingombra. Ti mando un bacio grande cara Alice.

      Elimina
  5. Le tue riflessioni destano sempre in me ilarità; ottima zuppa,calda ed avvolgente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccoti Mariabianca. Baci anche a te.

      Elimina
  6. Patty, tu resterai tra le mie preferite in rete. La tua scrittura è sempre leggere ma taglia come il miglior coltello affilato, potresti dire tutto con quella tastiera. E sai come la penso sul Natale, mi concentro sui restanti 364 giorni e stringo i denti fino a quando questo periodo di regaliluminariebabbinatalifintobuonismo non finisce.
    Ti abbraccio cara amica e che se sotto l'albero tu possa trovare quello che desideri.
    PS: il commento di Sara mi ha fatto ruzzolare dalle risate

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu mi conosci abbastanza per sapere che io sono una "pro-natale", perché inside sono ancora una ragazzetta di 12 anni che aspetta la festa, le belle musiche, le lucine e la tavola imbandita. Dei regali mi è sempre importato poco anche se trovo quel momento uno dei puzzle che compongono la magia. Quindi per me Natale dura sempre troppo poco. Quello che non mi piace, è l'incapacità generale di sapere stare insieme per il solo piacere di farlo. Che poi quei giorni volano via e ci resta sempre un piccolo rimpianto insieme alla borsa vuoto a perdere.
      Sotto l'albero, e mai sono stata più sincera come adesso, vorrei trovare tanta serenità. Che auguro anche a te. Un bacio grandissimo.
      PS - Sara è oltre!

      Elimina
  7. Io comunque un paio di anni fa partecipando ad un contest on-line sul regalo più brutto ricevuto (una zia che mi aveva regalato una babbo natale auto-illuminante sberluccicoso pieno di paillettes che se non erro suonava pure) ho vinto 6 bottiglie di vino. W il riciclo, quando ha anche questi risvolti :P

    Bona la zuppa di verza e ceci, quelli di Pomarico poi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, ah, benedetto regalo! Ma il vino era buono, almeno?

      Elimina
    2. Ma tu sei un mito. Certo è che battere il tuo regalo ce ne vuole. Avrei partecipato anche io volentieri a quel contest, non per il vino ma perché troppo divertente.
      Un gran bacio cara Gilietta.

      Elimina
  8. Un post divertentissimo, esilerante, è sempre un piacere leggerti:))) secondo me se decidiamo di fare un regalo questo ci deve partire direttamente dal cuore, perchè ci fa piacere, perchè ci teniamo a quella determinata persona.... se al contrario diventa un obbligo, un'imposizione, una forzatura, si arriva a compiere gesti obbrobriosi come riciclare i regali..è veramente deplorevole donare agli altri ciò che noi
    consideriamo un ingombro dal quale liberarci!!!! A quel punto sarebbe più lodevole onesto non regalare
    niente!!!
    complimenti per questa invitantissima zuppa di ceci, sicuramente è buonissima:))
    un bacione:))
    Rosy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rosy, sante parole. Ecco perché là dove non so mai dove sbattere la testa, ripiego su un dolce fatto con le mie mani e dei fiori. Alla fine io non ho nobili nella mia famiglia ed i miei amici sono persone semplici che mi assomigliano. Ti abbraccio forte cara Rosy.

      Elimina
  9. A me piacciono da matti i regali, sia farne che riceverne. Il problema di questi ultimi venti anni è che, pur senza avere istinti di sperpero, le persone normali hanno sempre meno soldi per acquistare oggetti sempre più cari, e così, a parte il cattivo gusto del riciclo a caso, si finisce per comprare cose mediocri e inutili, per mere questioni di budget (un'ennesima inutile sciarpina ci sta, un buon maglione di lana vera, è inarrivabile)!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah cara Pellegrina. A chi non piace ricevere regali? Io adoro, ma sono sempre in imbarazzo, specialmente quando il regalo mi arriva quando io sono a mani vuote. E soprattutto quando quello che ricevo è qualcosa lontanissima dal mio modo di essere. Una volta non sapevo proprio cosa dire per un paio di collant molto particolari, taglia XXL. Vabbè...io sono alta e abbastanza longilinea....forse quella persona mi vedeva come la donna cannone perché in quelle calze ci entravano due di me.
      Ho imparato ad essere sempre entusiasta per ogni pacchetto che ricevo e ringrazio con la gioia nel viso. Poi dopo mi nascondo a ridere, ma quella è un'altra storia.
      Sulla questione del budget, concordo con te. Con i soldi è tutto più semplice. Sulla mancanza di gusto però, non ci si può fare proprio niente.
      Fai finta che sia lì e che ti abbraccio forte. Buone feste mia cara.

      Elimina
  10. che zuppa stupenda... ti scalda il cuore....

    RispondiElimina
  11. eh, bisogna educarle le persone, noi regaliamo solo farine, legumi, cereali, marmellate prese in posticini speciali e chicche varie, solo roba che si consuma e così abbiamo istruito gli amici... chi non segue le istruzioni, pace, in ogni caso non mi faccio tanti problemi, se ricevo una roba orrenda la "butto"!
    ottima zuppa, tanti auguri!

    RispondiElimina
  12. C'è quel desueto oggetto chiamato libro, che di solito non tradisce, come regalo.
    Io e il mio gruppo di amici non lo chiamiamo riciclo, ma rigirio di regali tra persone, a ciascuno il più adatto, anche se in origine lo avevano regalato a un altro.
    E, altrimenti, li allottiamo alla lotteria della scuola.

    RispondiElimina

Ciao! Grazie per esserti fermato nel mio angolino. Se ti va, lascia un pensiero, un commento, una critica. Se potrò ti risponderò qui, altrimenti verrò sicuramente a trovarti. La tua opinione è importante.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...