mercoledì 6 aprile 2016

Giornata Nazionale del Bunet per il Calendario del Cibo Italiano

You sexy Thing - Hot Chocolate
Si scrive Bonet ma si pronuncia Bunet, con la dieresi sulla u, il che vi indica che dovete sporgere le labbra, stringerle come se voleste baciare a distanza e mischiare u ed i mentre cercate di non sembrare dei perfetti idioti.
La "u" francese, che meraviglia.
L'ho amata fin dalla prima volta che l'ho ascoltata uscire fluida ed elegante dalle severissime labbra della mia prima professoressa di francese, la Signorina Bassi, un vero mastino.
Fin da subito ne sono stata così conquistata che il dover ascoltare/subire i tentativi impacciati dei miei compagni di classe quando leggevano "iun" (une) o "siurtut" (surtout) o "pliu" (plus), mi faceva rivoltare le budella dal fastidio.
Sarà il retaggio lombardo, sarà il mio orecchio per le lingue, a me quella "u" delicatamente fischiata è sempre riuscita benissimo.
Oggi la ritrovo qui, in quello che posso senza timore affermare essere in cima alle mie preferenze dolciarie (insieme al suo meno sofisticato cugino Crème Caramel) perché contiene profumi per i quali vado in visibilio: il cioccolato mischiato all'amaretto.
Purtroppo l'amaretto è un aroma che molti dispregiano ed io non riesco a capirne la ragione, visto che è figlio naturale della mandorla.
Se ti piacciono le mandorle, amerai anche l'amaretto. O no?
Invece no, l'amaretto è un aroma retrò, forse troppo incisivo e invadente, forse troppo dolce, suadente, pervasivo. A molti non piace. Ai bambini in particolare (ma loro sono giustificati perché hanno un palato semplice, che sta formandosi).
Relativamente agli adulti invece dovrei capirne la ragione, forse qualcuno un giorno me lo spiegherà.
Ma sul Bunet, ragazzi, non ci sono storie: se non l'avete mai provato, perdete una delle meraviglie della nostra pasticceria.
Denso, cremoso, con due livelli di consistenza dovuti all'inevitabile precipitazione della farina di amaretti.
Qui c'è un mistero da spiegare: nella mia testa gli amaretti sbriciolati dovrebbero risultare più pesanti del resto dell'impasto, quindi, una volta sistemata la crema negli stampi, questi dovrebbero scendere verso il basso, che una volta terminata la cottura, si trasforma nella parte alta del dolce (in quanto va capovolto).
Invece la parte più densa della crema, quella in cui si percepisce il biscotto, resta sempre nella parte bassa del dolce (quella che in realtà sarebbe la superficie) una volta capovolto. Ovvero nella sua "nuova" base.
Voi ci avete mai fatto caso? Ed esiste una spiegazione?
O forse è solo una mia idea?
La mia prima volta è stata a La Morra, al ristorante Belvedere, uno di quei posti in cui è passata la storia e dove, una volta arrivato,  non riesci materialmente, a tenere gli occhi fermi: se da un lato le molteplici vetrate ti scaraventano a volo di gabbiano sul mare ondulato delle Langhe, dall'altra le pareti sono costellate di foto d'epoca, con personaggi da far tremare i polsi per l'emozione.
E poi sulla tavola, una tale carrellata di bontà da innamorarsi perdutamente di questo territorio.
Come ovviamente è successo a me.
Il mio primo Bunet è stato qui, una ventina d'anni fa, e tutt'ora lo ricordo come si ricorda il primo bacio.

Per la Giornata Nazionale del Bonet, vi invito con tutto il cuore a leggere il post ufficiale che trovate sul blog dell'Associazione Italiana Food Blogger e raccontatoci da Sabrina Fattorini del Blog Architettando in Cucina, ambasciatrice della giornata

Ricetta riportata da Virginia Prandi (1960) - Grande Libro della cucina Albese
Ingredienti per 8 persone per uno stampo da c.ca 2 litri (a ciambella o da cake)
1 litro di latte intero
4 tuorli medi
2 uova intere
100 g di zucchero semolato
100 g di amaretti macinati finemente
80 g di cacao amaro
1 bicchierino di Rum

Per il caramello
150 g di zucchero semolato
50 g di acqua

Fate caramellare lo zucchero direttamente nello stampo (se avete uno stampo di alluminio) appoggiandolo su uno spargifiamma e mantenendo la fiamma dolce.
Quando il caramello sarà pronto, con cautela ruotate lo stampo in maniera da rivestire la base e le pareti. Lasciate pure raffreddare mentre preparate il resto.
Portate il latte quasi ad ebollizione.
In una larga ciotola sbattete bene le uova con i tuorli e lo zucchero con una frusta a mano.
Aggiungete il cacao setacciato e gli amaretti ridotti in polvere.
Mescolare ancora con la frusta, quindi versate lentamente il latte continuando a mescolare ed in ultimo aggiungete il rum.
Versate il composto nello stampo caramellato e posizionate lo stampo in una pirofila che possa contenerlo comodamente.
Riempite la pirofila con acqua bollente fino a metà dello stampo del bonet, quindi fate cuocere a bagno maria in forno preriscaldato a 170° per c.ca 1 ora.
Fate la prova cottura con un coltello: la lama dovrà uscire perfettamente pulita.
Togliere lo stampo dal forno, porlo a contatto con acqua fredda e farlo raffreddare completamente.
Passatelo uno notte in frigo.
Per sformarlo, passate una lama affilata lungo i bordi dello stampo, capovolgetelo su un piatto di portata scuotendolo con delicatezza per farlo staccare.
Se necessario potete immergere lo stampo in acqua bollente per qualche istante.
Servitelo con amaretti secchi e se vi piace, panna montata non zuccherata.


15 commenti:

  1. Patty, io sono tra quelli che non amano per gli amaretti, ma per questo dolce sono letteralmente impazzita!!! Ne ho fatta anche una versione "bianca" e adesso non so più quale preferisco... meno male che non amo gli amaretti!

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  2. Vado pazza per il bonet o come lo chiamiamo in famiglia Bunèt!
    Buona Giornata Nazionale!!! :)

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  3. che meraviglia! complimenti!

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  4. Una prestazione raffinata di questo dolce tradizionale, bella!

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  5. Bellissimo il tuo buinet :-) io sono amante degli amaretti ma non dei budini, eppure questo dolce mi ha conquistato!

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  6. Bellissimo il tuo buinet :-) io sono amante degli amaretti ma non dei budini, eppure questo dolce mi ha conquistato!

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  7. Bellissimo il tuo buinet :-) io sono amante degli amaretti ma non dei budini, eppure questo dolce mi ha conquistato!

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  8. Che meraviglia,non l'ho mai assaggiato ma ne ho sempre sentito parlare..senza ombra di dubbio è di una goduria e di una bontà unica,non immagini l'acquolina incredibile che mi ha fatto venire:)).
    Un bacione e grazie mille per la bellissima ricetta:))
    Rosy

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  9. Lo adoro, e' il mio dolce preferito.

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  10. La ragione speravo me la spiegassi tu, visto che amo le mandorle in ogni versione ma il sapore di amaretto mi mette subito il palato di cattivo umore. Non mi garba, per niente.
    Però le tue foto sono così belle che il bonet lo assaggerei ugualmente.
    Un bacio...e a presto!

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  11. Bellissima presentazione Patrizia, il dolce crea dipendenza

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  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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