mercoledì 22 giugno 2016

Pollo con olive spagnole per lo Starbooks di giugno

Aquellas Pequenas cosas - Ketama
In concomitanza con l'arrivo dell'estate (speriamo), lo Starbooks si lascia intrigare dal fascino delle Tapas e dalla condivisione vivace e confusionaria delle tavole spagnole, sempre ricche di piattini, colori e fantasia.
Tapas Revolution di Omar Allibhoy è appunto una festa che percorre la penisola iberica attraverso il racconto delle sue tapas e dei piatti che chiamano una tavola animata e divertita, dai sapori schietti, intensi e dalle preparazioni non così impegnative come quella che vi presento oggi.
Se volete saperne di più, scoprite la ricetta in questo post nostalgico.
Vi aspetto y Buen Provecho!

10 commenti:

  1. Ho letto con piacere il tuo post nostalgico..le sensazioni descritte le ho provate anch'io per luoghi legati alla mia infanzia o adolescenza nel corso degli anni completamente cambiati (sempre per una fastidiosa ed esagerata massificazione turistica ) per divenire 'altro', snaturandosi...
    e distruggendo tutti i miei ricordi di bambina e di ragazzina....
    il pollo con le olive che proponi è sicuramente buonissimo oltre che incredibilmente sfizioso, assolutamente da provare:) grazie mille per la condivisione, un bacione:))
    Rosy

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  2. Corro subito a leggere sia Tapas Rev che il pollo (mi ispira molto con quelle olive!!!)

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  3. Pat scusa io non riesco a trovare l'olio nella lista degli ingredienti, con tutto che poi ne parli nelle note e nel procedimento. Facile che sia begalina io, eh.

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  4. P.S.: comunque vorrei dire una cosa su queste ricette di pollo, vedi anche la shawarma: perché mai usare sempre e solo una parte? D'accordo, perché in questo modo la cottura riesce più uniforme. Ma per diversi motivi mi sembrerebbe meglio usare un pollo intero a pezzi, che ogni macellaio ti fa, persino al mercato, facendo eventualmente più piccoli i pezzi di cosce.
    1) per evitare sprechi
    2) perché un pollo è un pollo, non una coscia
    3) perché una bestia intera è più controllabile, forse, di pezzi che sono lavorati prima e poi impacchettati venduti, ecc. venendo molto più probabilmente da allevamenti industriali su larga scala che dispongano o forniscano grandi impianti di lavorazione - a tutto scapito di una produzione artigianale, anche qui.
    Insomma mi sembra che i libri di ricette, forse perché in larga preponderanza ormai concepiti nel mondo anglosassone o a sua imitazione stiano operando e trasformandosi per avvicinare il più possibile al modello alimentare e commerciale anglosassone, basato sulla GDO (e poi vallo a difendere l'olietto speciale EVO... specie mentre i salari non fanno che calare, quando ci sono) e sulla lavorazione massiccia e prefatta dei cibi primari. Il che comporta anche una perdita di manualità, collateralmente. La faccenda delle dosi di lievito, su cui io sono fissata, va nella stessa direzione. con la scusa che "così viene di sicuro" si sta abituando a un modo di produzione casalingo del cibo che non si allontani da quello industriale più artificioso, garantendo così un gusto uniforme che non ponga obiezioni a ciò che conviene al mercato vendere. A tutto scapito della reale necessità, varietà e genuinità di ciò che si mangia.

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    1. Sono completamente d'accordo con te, infatti pur non dicendolo nella ricetta, io ho cotto più parti diverse perché compro sempre i polli interi. E' una domanda che mi faccio sempre anche io, considerando che le cosce del pollo non le mangio mai perché è forse una parte che non amo granché contrariamente a quando ero piccola, quindi la tua visione etica è più che sottoscritta dalla presente. Sull'olio nella lista, l'ho praticamente dimenticato....vado a rimediare. Un bacione mia cara.

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    2. Grazie! In generale forse si potrebbe farlo osservare nella presentazione delle ricette.
      Nel frattempo ho comprato le olive.

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    3. Ci farebbe anche piacere che tu intervenissi in Starbooks con queste considerazioni che sicuramente possono aprire un dibattito interessante.
      Intanto voglio sapere come ti viene sto pollo! :D
      Un bacione

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Lo faro' domani... ma devo confessarti che sarà una faraona. Vale? Confesso, mi piace più del pollo, probabilmente perché non riesco a trovare un serio pollo ruspante e contadino come quelli del senese. Comunque ti faro' sapere.

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  5. Dunque il pollo è buono, da rifare, anche a me non si è infiammato ma potrebbe essere dovuto alla mia scarsa perizia. Di certo non è una tapas, su questo il libro merita una solenne tirata d'orecchi perché fa un po' il furbino. Inoltre non precisa neppure la temperatura dell'acqua o brodo che sia al omento dell'aggiunta: ambiente? tiepida? bollente? io l'ho scaldato ma non è automatico. Invece è vero che l'aglio non sovrasta per nulla, dato tutto il liquido in cui cuoce. Per l'olio ho fatto a occhio...
    insomma con carne rosolata al vino e cipolla grandi guai non ne puoi fare e sarà sempre appetitosa, ma sul libro in sé continuo ad aggiungere riserve...

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