lunedì 27 novembre 2017

Ciao Michael, baraonda e pane dolce per te.

The long and winding road - The Beatles (live)
"Se un giorno non mi vedessi più varcare la soglia della porta come sono solita fare, 
alza gli occhi al cielo turchese di un nuovo giorno 
e cercami fra le stelle che accendono la luce della volta celeste, 
fra le odorose ginestre gialle che incorniciano le nostre colline.
Cercami negli occhi di chi ami.
Cercami nel silenzio del tuo cuore"
(Stephanie Sorrel) 

Credo di essere la persona meno adatta per parlare di addii. Non adesso comunque. 
Dovrei raccontarvi di Michael ma l'unica cosa che vorrei fare con tutto il cuore, è sedermi di fronte a te, Eleonora, tenerti le mani e finire per piangere insieme.
Da due mesi la mia vita è cambiata: è diventata un raccoglitore di domande a cui non riesco a dare risposta. 
Certe volte, una voce che non so riconoscere, mi avvicina alla verità mentre faccio le cose più strane, mentre lavo i piatti o cerco un barattolo in dispensa. 
Certe volte, poco prima di addormentarmi, mentre stesa nel letto, vago spersa nel buio. 
Se chiudo gli occhi e non penso a niente, sento che certe verità sono sempre state dentro di me, e mi placo.
Ci prepariamo agli addii fin da quando ci è dato di capire. 
Quando sei piccola, lasci andare una persona cara con atteggiamento più saggio e fiducioso. 
L'inconsapevolezza ti fa guardare il cielo con serenità perché là, dietro quella nuvola, seduta su una morbida poltrona bianca, c'è la nonna, e accanto a lei il nonno che fuma una sigaretta. 
Quando siamo piccoli, le assenze vengono colmate dal sogno, da una luce benevola che ci riscalda, dall'alone che lasciano gli angeli. 
Forse vediamo davvero le cose come stanno. 
Ma quando si cresce, quando si è adulti, è tutta un'altra storia. 
Vorrei poterti dire che dopo due mesi diventa più facile, che il vuoto non è spaventoso come la notte più buia. 
Vorrei poterti dire che alla nostra età siamo ormai persone grandi e sagge, e che non ci vergogniamo di comportarci come tali, quando invece tutto ciò che desideriamo è sentirci ancora bambine, avvolte tra le braccia forti e rassicuranti dei nostri padri. 
Perché non si è mai pronte a diventare grandi, non così. 
Il dolore che provo nello scriverti oggi, è ancora più forte, consapevole che tu, un padre con cui sentirti ancora bambina, lo avevi appena incontrato. 
Una persona speciale, luminosa, bella ed di intelligenza fuori del comune, che tu generosamente hai condiviso con noi, lo hai voluto fortemente e di questo ti saremo sempre grati. 
Penso che certe persone arrivino nella nostra vita per una ragione, perché hanno un messaggio per noi. 
In ogni singola parola che ho potuto leggere di Michael, in ogni post, in ogni scherzoso messaggio, c'era un invito alla celebrazione piena e gioiosa della vita. 
Rimpiango solo di non averlo mai potuto incontrare, come invece ho fatto con te alla prima occasione, e come amo fare con tutti gli amici che compongono questa meravigliosa community. 
Certo è, che Michael ha lasciato un segno così grande nei nostri cuori come solo pochi riescono in un tempo così breve ed attraverso spazi così grandi. 
Se oggi prepariamo un pane, il tuo pane della festa, che ha l'aspetto meraviglioso di una treccia, è per ricordare che i nostri cuori sono indissolubilmente intrecciati al tuo, che i nostri pensieri sono legati al ricordo di Michael come dei nodi d'amore inscindibili. 
Sono certa che Michael si farebbe una sana risata di fronte a tutta questa baraonda e magari direbbe  che siamo le solite esagerate. 
Perché fare casino, questo è certo, è la cosa che in MTC riesce meglio. 
Ti voglio tanto bene cara Eleonora. 
Ciao Mich.

Questa ricetta è già presente su questo blog perché fu una delle più belle sfide Mtc a cui ho partecipato ad oggi. 
E' stato anche uno dei primi lievitati con cui mi sono cimentata, in maniera fallimentare lo ammetto pubblicamente. Se cercherete sul blog, troverete quanto i miei primi esperimenti siano diversi da questo, ed io conosco benissimo gli errori che feci, ma non ve li dirò neanche sotto tortura. 
Questa volta ho sbagliato nuovamente e l'ho rifatta due volte. 
Quella che vedete è il secondo tentativo. 
Dovrei vedere il significato della Cabala per chi sbaglia per 3 volte consecutive. 
Diciamo quindi che al quarto tentativo, andando ormai a memoria sulla ricetta e lavorando solo di cuore, ho ottenuto il mio primo successo. 
Per non complicarmi la vita ulteriormente, sono andata su un ripieno semplice: mele Granny, uvetta e noci, il tutto profumato di cannella. 
Quando ho tolto il mio pane dal forno, mi sono emozionata come non mi succedeva da tempo.

Ingredienti per 2 trecce ripiene (io ho usato la metà degli ingredienti per una sola)

500 g di farina 0
2 uova medie dal peso di c.ca 60/62 g con il guscio ciascuna. 
100 g di zucchero semolato
125 g di acqua tiepida (36° c.ca)
125 ml di olio extravergine d'oliva
20 g di lievito di birra fresco 
10 g di sale
2 mele Granny Smith tagliate a dadini piccoli
50 g di uvetta passa
50 g di noci spezzettate 
30 g di burro 
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
1 tuorlo d'uovo per lucidare + 1 cucchiaio di panna o latte
miscela di semi di lino, sesamo e papavero per rifinire, qb
  • Setacciare bene la farina 
  • Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero e fatelo attivare per una di minuti. Quando vedrete la schiumina in superficie sarà pronto da usare. 
  • Nella ciotola della planetaria versate la farina, lo zucchero e miscelate con una frusta. Formate la fontana ed il sale posizionatelo sui bordi della farina in modo che non venga in contatto con il lievito. Al centro versate il lievito sciolto nell'acqua. 
  • Iniziate ad impastare con il gancio a velocità bassa. Quando l'impasto l'acqua avrà assorbito abbastanza farina da creare grossi grumi, cominciate a versare l'olio a filo, sempre continuando ad impastare. 
  • Le uova andranno aggiunte una alla volta, e la seconda non prima che la precedente sia stata ben incorporata. 
  • Aumentate la velocità a media ed osservate l'impasto. Metterà qualche minuto prima di cominciare ad incordare. Se vi sembra troppo umido ed appiccicoso, aggiungete un cucchiaio raso di farina. La capacità di assorbimento delle farine è molto diversa l'una dall'altra e può succedere che il vostro impasto abbia bisogno di maggiore farina come è successo a me (ne ho aggiunti un paio di cucchiai). 
  • Quando l'impasto sarà incordato, lavorate a velocità più sostenuta fino a che le pareti della ciotola non saranno belle pulite, quindi togliete il gancio e coprite la ciotola con la pellicola. 
  • Fate lievitare in luogo tiepido per almeno 2 ore, e comunque fino al raddoppio. 

  • Mentre l'impasto lievita, preparate il ripieno, che dovrà essere freddo quando farcirete. Tagliate le mele sbucciate a piccoli pezzi e fatele cuocere in una padella con il burro. Cuocetele coperte così da non aver bisogno di acqua per ammorbidirle e quando saranno morbide ma non sfatte, aggiungete la cannella e profumatele mescolando. Mettete in una ciotola, aggiungete l'uvetta che avrete fatto ammollare in acqua calda per una 15na di minuti, e le noci spezzettate grossolanamente. Mescolate bene il tutto e tenete da parte. 
  • A questo punto rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, sgonfiatelo e dividetelo in 3 parti di eguale peso. Stendete ogni parte in strisce lunge c.ca 35 cm e larghe tra i 10/15 cm (dipende da quanto ripieno vorrete mettere). Aggiungere il ripieno nel centro, come nella foto. Richiudete le strisce portando il lembo lungo sull'altro e formando un lungo salsicciolo. Fatelo rotolare su se stesso, in modo che la chiusura resti di sotto. 
  • Una volta pronti i 3 capi della treccia, cominciate ad intrecciare con delicatezza, cercando di non fare intrecci troppo "blandi". Quando arriverete in fondo, cercate di richiudere la treccia facendo ruotare l'ultimo capo sotto la treccia come a formare un nodo. 
  • Trasferite la treccia su una placca da forno coperta di carta e rimettete a lievitare. A me sono serviti 1h45 m. per avere una bella treccia gonfia. Nel caso fate la prova dito: se schiacciando l'impasto, resta l'impronta, potete mettere in forno. Se l'impronta sparisce subito, dovete attendere ancora. 
  • Sbattete il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di panna (a me non piace l'odore della lucidatura, perché spesso emerge fortemente l'odore di uovo, così aggiungo sempre la punta di un cucchiaino di estratto di vaniglia e sbatto bene. 
  • Spennellate bene tutta la superficie quindi rifinite con i vostri semi preferiti. 
  • Fate cuocere in forno preriscaldato a 200° per c.ca 20/25 minuti, fino a che la superficie non sia ben dorata. Controllate comunque la cottura intorno ai 15 minuti. 
  • Fate raffreddare su una griglia e servite tiepido. E' buonissimo anche il giorno dopo appena scaldato sul tostapane. Si può congelare senza problemi. 



11 commenti:

  1. Patty, mi hai commossa.
    Io in queste situazioni mi trovo in un imbuto emotivo e le parole mi vengono a mancare.
    Voglio tanto bene anche a te. ♡

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  2. Che post toccante, cara Patty...

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  3. Mi sono ripromessa di non prendere un aereo almeno fino a giugno prossimo. Per mille ragioni, prima delle quali è che sono esausta. Però, però... vorrei prenderne uno adesso, verso Siena, solo per tenerti quelle mani e ascoltarti e ascoltarci, anche senza dire nulla. Vorrei abbracciarti forte e lo faccio dalla distanza e scusami, ma non ho davvero più parole.
    Grazie Patty, ti voglio bene. Grazie di cuore, che anche se sembra una frase fatta, non lo è.

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  4. Patty, come te nessuno mai. Hai detto ciò che forse tutte avremmo voluto scrivere...
    O forse sono io che sento le tue parole così mie, vista la scomparsa, pochi giorni dopo Michay, di mio zio...che io consideravo come il nonno che non ho mai conosciuto. Ti abbraccio forte forte!!

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  5. Si sente il cuore, qui. Si sente sempre nei tuoi post, qui in modo speciale.

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  6. Grazie per tutto , mi hai commosso , sei bravissima come sempre.
    Un forte abbraccio.
    Marcello .
    Roma

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  7. Sei incredibilmente vera e anima bella.
    <3

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