Venerdì 3 febbraio: Roma si sveglia sotto una pioggia gelata. Guardo fuori dalla finestra ed è ancora buio. Accendo la televisione ed il colonnello del tempo indica con una lunga bacchetta nuvole cariche di neve sulla mia regione. Forse nel pomeriggio neve sulla capitale. Dovrei preparare la borsa e le cartelle per gli ultimi appuntamenti al workshop ma un senso d'ansia e lieve preoccupazione mi assale. Mi sento tanto un animale che ascolta il suo istinto ed automaticamente metto in valigia le mie cose, raccolgo gli oggetti in giro per la stanza, controllo gli orari dei treni sul computer e scendo di corsa a far colazione. Non sono ancora le otto ma ho deciso: torno a casa.
E' assurdo lo so: sono una persona scrupolosa sul lavoro, fin troppo. Se ho un impegno, cadesse il mondo lo porto in fondo, ma oggi sento che devo andarmene da Roma il prima possibile. Alle 8,30 sono già in stazione a fare la fila per il biglietto. Quando chiedo per Siena via Chiusi, il simpatico ometto al di là del vetro mi guarda e sorride: "è sicura"? Con gli occhi sbarrati domando se ci sono dei problemi e lui mi risponde che l'unico treno garantito al momento è quello in partenza alle 9.13 e che il tratto da Chiusi a Siena è previsto in bus a causa della linea interrotta per la neve - "Signora, prenda questo, mi dia retta. Almeno è sicura di arrivare!". Gulp...l'ansia parte al galoppo. Faccio la strada che mi separa dalla biglietteria all'infinitamente lontano binario 2 est quasi di corsa ed arrivo sconvolta, la lingua ai ginocchi. Il treno è lì bello pronto. Salgo, prendo il mio posto e mi accomodo con il cuore più calmo.
Superiamo Settebagni, la pioggia è incessante. Mi distraggo, sfoglio Vanity ed alla prima galleria chiudo la rivista. Appena riappare la luce, fuori è tutto cambiato: la campagna è bianchissima, nevica a vento, un altro pianeta. Resto per qualche istante senza fiato. La campagna romana, fino a pochi istanti prima di un verde lucido, adesso è lattea e lontana...
Sono arrivata a casa alle 4 del pomeriggio, stravolta. Mi dico che è una delle decisioni più sensate che abbia preso in vita mia, per una volta ascoltando la voce interiore. Guardo fuori lontana dal caos: è tutto bianco intorno.
Quando ancora mezza Italia è sommersa dalla neve e lo sarà per qualche tempo credo, è innegabile che questo bianco elemento impreziosisca l'inverno. Vale la pioggia, vale la nebbia ed il freddo boione, valgono i temporali che durano giornate. Ma la neve parla d'inverno e quando lei arriva, allora tutto rallenta magicamente, la casa è più casa e chi ha più voglia di uscire? Tutto quello di cui ho bisogno è una tazza di cioccolata calda, un bel film strappabudella e un paio di queste ciambelline americane, i meravigliosi Doughnuts di Homer Simpson, che per una volta potremo goderci senza grossi sensi di colpa perché BADA BEN BADA BEN BADA BEN, sono AL FORNO!
Il risultato finale è estremamente soffice e leggero e non vi farà rimpiangere quelle fritte. A piacere, le più golose potranno glassarle all'americana, con glassa al cioccolato o perché no, al limone.
- 1 uovo a temperatura ambiente
- 225 ml di latte intero tiepido
- 60 gr di zucchero semolato
- 450 gr di farina (270 di manitoba ed il rimanente di 00)
- 7 g di lievito di birra disidratato
- 100 gr di burro a temperatura ambiente
- 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
- 1 pizzico di sale
Per la finitura:
- burro fuso
- zucchero semolato
Versare nella planetaria l'uovo leggermente sbattuto, lo zucchero, il latte, l'estratto di vaniglia ed il sale, mescolare bene il tutto utilizzando la foglia. Aggiungere c.ca 2/3 della farina con il lievito ed impastare a bassa velocità fino a quando non si otterrà un composto liscio ed omogeneo. Montare il gancio ed azionare la planetaria a velocità medio bassa, aggiungendo il burro morbido tagliato a cubetti, un cubetto alla volta, ed impastare fino a quando l'impasto non avrà assorbito tutto il burro (c.ca 5/8 minuti). Aggiungere la farina rimanente, un po' per volta (non è detto che dobbiate usarla tutta), ed impastare fino ad ottenere un composto lucido ed elastico, morbido ma non eccessivamente appiccicoso. Versare l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo brevemente a mano fino a quando non si attaccherà più alle mani.
Trasferire l'impasto in un recipiente leggermente unto, coprire con uno strofinaccio umido e lasciar lievitare in un luogo tiepido per c.ca 1 ora. Sgonfiare l'impasto e stenderlo ad uno spessore di c.ca 1cm o poco più e ricavare le ciambelle utilizzando un coppapasta da 7,5 cm ed uno di 2,5 cm. Sistemare gli anelli ben distanziati sulle teglie coperte di carta da forno e continuare la lievitazione coperti di pellicola, per altri 30 minuti, o fino a quando il volume non sarà praticamente raddoppiato. Cuocere in forno statico preriscaldato a 200° per c.ca 6/8 minuti, o fino a quando i doughnuts non saranno leggermente dorati. Una volta fuori dal forno, spennellarli con burro fuso e passare in abbondante zucchero semolato. Servire caldi.
E i buchi dei doughnuts? Guardate un po' qui:
Si, perché ovviamente non si spreca niente e siccome i "buchi" erano così carini che non potevo reimpastarli, li ho messi su una teglia e li ho passati al forno per 5 minuti. Un boccone dietro l'altro.
Quelli che avanzano (se avanzano) possono essere conservati sotto la pellicola in modo che non si secchino. Per dare nuova fragranza alle ciambelline basta scaldarle nuovamente in forno per qualche istante.
Vi lascio con un'immagine della nostra campagna alle porte di Siena, la vista sconfinata di un Chianti vestito di bianco in posa per l'occasione.
Così strano vederlo innevato, ma così incantevole.
Con questa ricetta partecipo al contest del Molino Chiavazza sui dolci per il Carnevale.











