mercoledì 5 giugno 2013

Cake con fragole, cioccolata bianca e zenzero candito: la scuola è finita!

My girl - The Temptations
La prima media è finita!
Lo dico con un senso di sollievo che non solleva, perché dietro di lui già vedo la scia di maggiori incasinamenti in arrivo con la seconda. 
Ovviamente le scuole chiudono l'8 giugno, ma in casa Andante è come se chiuse lo fossero già.
Mia figlia cresce. 
All'apertura di questo blog compiva 9 anni ed era una frugola dolce e sensibile con la propensione al fantastico. 
Adesso di anni ne ha 11 e quei 9 sembrano lontani anni luce. 
Non è più una frugola ma una signorina nel corpo di una quindicenne. 
E' certo ancora dolce e sensibile, in maniera sporadica direi, e la propensione al fantastico si è evoluta in una predisposizione all'invenzione bugiardesca. 
Ha maturato un'abilità superiore allo slalom scansa libri ed alla digitazione supersonica su uotsap. 
Ha un'idiosincrasia dichiarata per la doccia, che fa solo sotto minacce estreme ed una volta sotto, si dimentica ovviamente di tutto il resto, passandoci più di un'ora. Per farla uscire devo accendere l'acqua calda in cucina! 
Oltre che ad un senso dell'umorismo che lascia esterrefatti mio marito e me, non prima di averci fatto ridere fino alle lacrime. 
Siamo a tavola a cena, finalmente insieme, e cerchiamo di strapparle racconti sulla sua giornata a scuola. Più che racconti, sono mugugni a bocca piena e frammenti di verità. 
Così la strategia per farla parlare è escluderla dalla conversazione. 
Se io e mio marito siamo presi in un dialogo serrato, lei si deve intromettere o protestare a viva voce perché non può dire la sua. 
Tacciamo contemporaneamente e la invitiamo: su, parla.
Lei si gira dalla mia parte in ovvio imbarazzo (non sa evidentemente cosa dire), quindi tira là la prima domanda a caso: 
"Ma tu mamma, qual'è il film più pauroso che hai visto?"
Espressione a gomitolo della sottoscritta. 
E questo che c'entra? Mio marito ride sotto il baffi ed io resto in silenzio per qualche istante...mi pare che stessimo ragionando di vacanze...sono ovviamente smarrita e cerco di concentrarmi sulla sua domanda.
"Boh, ma che domanda è...ce ne sono tanti...forse l'Esorcista..."
"Ma che l'esorcista" - ribatte mio marito
"Ah, si, dai...Shinning...Il sesto senso?...Damien Il Presagio?...ma che ne so!"
Lei ci guarda con una faccia che è tutta un programma e con voce stentorea dice: "Il film più pauroso che ho visto è Peppa Pig! Davvero inquietante...con quei porcellini che ripetono sempre le stesse cose....ero ipnotizzata, non riuscivo a staccare lo sguardo dallo schermo! 
Silenzio. 
Mio marito ed io ci arrotoliamo sul tavolo, con lei che ghigna perfida e continua a ripetere Peppa Pig, Peppa Pig....
Mia figlia è proprio come questo cake. 
Tenera e dolce, fresca come una fragola con la nota piccante dello zenzero caramellato che smorza la vellutata dolcezza del cioccolato bianco. 
Una nota che d'impatto disturba ma incuriosisce e nel finale, conquista. 
La prossima volta voglio inserire nell'impasto anche delle foglioline di menta fresca. Sono certa che ci stiano divinamente. 
Ingredienti per uno stampo classico da cake:
125 gr di burro
130 gr di zucchero
2 uova a temperatura ambiente
1/2 tazza di latte
360 gr di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
50 gr di cioccolata bianca tagliata grossolanamente
100 gr di fragole tagliate a fette spesse
20 gr di zenzero caramellato
Nella planetaria montate il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungete le uova una alla volta, senza inserire il secondo se il primo non è stato completamente assorbito. Continuate a sbattere fino ad ottenere un composto spumoso. 
Unite la farina setacciata ed il lievito, quindi aggiungete il latte (non di frigo), e amalgamate. Aggiungete per ultimi i pezzetti di cioccolata e lo zenzero.
Date un ultima mescolata.
imburrate una teglia per plumcake e foderatela con carta da forno. Versatevi il composto e disponete le fragole sulla superficie premendo leggermente. 
Infornate a 180° e fate cuocere per c.ca 45 minuti, facendo sempre la prova stecchino. Raffreddate su una gratella prima di servire. 



lunedì 3 giugno 2013

ThreeF: non solo ricette

You're beautiful - James Blunt 
Quando ho aperto il blog un milione di anni fa (non è vero ma la sensazione è quella), la prima cosa che ho pensato è che non sarei mai stata in grado di gestire il lato "immagini" del mio diario gastronomico. 
Cucinavo con passione, scrivevo con grande gioia, ma sul lato fotografia ero completamente annichilita da quello che vedevo in giro: foto professionali, creative, di una bellezza imbarazzante. 
Un esercito di aliene con reflex incorporata vagava sicuro nella blogosfera ed il mio pensiero è stato: ma c'è proprio bisogno dell'ennesimo blog di cucina?
Ho preso un grande respiro e mi sono detta che tenere questo diario on line non avrebbe aiutato nessuno, ma di certo avrebbe divertito me e questa era la cosa più importante.
Non avevo fatto i conti con il mio carattere né con la mia propensione ad assecondare le passioni volatili che periodicamente si impossessano della sottoscritta e la possiedono. 
Quando qualcosa mi prende davvero, io devo andare a fondo e scoprire il più possibile, imparare e diventare artefice, avere il completo controllo di ciò che sto facendo
Senza di questo, la fiamma dentro di me si spegne e finisco con l'abbandonare tutto. 
Quello che è successo con il blog sul lato fotografia, è stato esattamente questo: la piccola compatta, che mi ha accompagnato nel primo anno e mezzo di blog, ha lasciato il passo ad una reflex per la quale ho perso la testa e che detiene un'enormità di segreti ancora da svelare. Ed il mistero ovviamente, tiene accesa la passione.
Mai avrei pensato di poter un giorno, collaborare ad una rivista come ThreeF, che dell'immagine e dell'eleganza ha fatto la sua nota distintiva.  
Oggi, con un impeto di orgoglio e malcelato imbarazzo, posso dire "ci sono anche io", ma vivo nonostante tutto ancora un senso di inadeguatezza di fronte alla bravura di tutte le stupende amiche ed amici che hanno collaborato e danno vita ad una pubblicazione di questo livello.
ThreeF non è una rivista di cucina. 
ThreeF è un viaggio emotivo nel colore che guida le immagini e la nostra fantasia. 
Il grande potere evocativo di ThreeF sta nell'abilità di chi lo costruisce e nella maniera in cui, attraverso collegamenti cromatici, si racconta una storia. 
Le ricette non sono il fine, ma il mezzo, e a chi cerca ricette in questa rivista, io dico: guarda più a fondo. 
Personalmente sfogliandola ho avuto grandi emozioni. 
Viaggiatrice nell'anima, mi sono sentita trasportare lontano, ho sentito il salmastro sulle labbra, il profumo delle spezie portate dal vento, il calore del sole lambirmi i capelli. 
Ho udito il brusio della gente accalcata di fronte a bancarelle di souvenirs e lo scalpiccio di piedini vivaci che giocano in cortile. 
Ho ascoltato il rumore delle cicale e la voce delle donne che tendono i panni allo spuntare del sole. Da lontano, lo scampanellio di biciclette che volano su una strada sterrata alzando la polvere. 
Se guarderete più a fondo, allora troverete davvero ThreeF. 
Grazie Federica, Grazie Fausta, Grazie Francesca, con tutto il cuore. 
Vi invito a sfogliarla, a gustarvela con lentezza, a lasciarvi andare con la fantasia. Per le ricette ovviamente, potrete leggerle sulla rivista oppure stamparvele andando qui
Le ragazze della redazione hanno previsto tutto, anche magnifici pdf da stampare e conservare gelosamente. 
Non mi resta che augurarvi buon viaggio!