May Be - Janis Joplin
Fino a che non smetterà di piovere, continueremo imperterriti a cucinare ma già la voglia di stare dietro ai fornelli scarseggia, così come quella di abbandonarsi a pasti luculliani, sontuosi, a cui difficilmente rinunciamo nella brutta stagione (valore consolatorio?).
Insomma riparte la voglia di stare "fuori".
Di pensare a tutto quanto si possa fare all'aperto, nella luce meravigliosa del mese di giugno.
Che quest'anno, Maremma piovosa, è partito proprio male.
La mia terrazza, sede agognata di cene al lume di una candela, avvolti dall'incantevole profumo del gelsomino in fiore, è tutt'ora orfana di movimento.
I morbidi cuscini delle poltroncine da giardino, sono tutt'ora rinchiusi in cantina in attesa che il sole possa nuovamente baciarli.
I miei portacandele di vetro colorato, sostano sul tavolo di legno pieni di acqua piovana.
Un po' stufa lo sono, lo ammetto.
Ho voglia d'estate, che non è propriamente la voglia di spiaggia o di mare o di caos viaggiante, ma è quella di cambiare pelle e di vivere fuori le 4 mura.
Con la leggerezza tipica degli abiti impalpabili che vi sfiorano il corpo in questa stagione, anche il cibo si avvicina a quel desiderio di levità.
Così ho scoperto il grano saraceno, tenuto prigioniero in dispensa da un po' senza idea di quale fine fargli fare.
Ho optato per una fine semplice, veloce, leggera ed indolore.
Soprattutto buona buona.
Di grano Saraceno sentiamo spesso parlare sotto forma di farina ed anche in questo blog potete trovare qualche ricetta tipo questa.
Ma il chicco, dalla caratteristica forma conica, non l'avevo mai assaggiato prima e ne ero molto curiosa.
Poche parole per dire che non si tratta di un vero e proprio cereale in quanto non fa parte della famiglia delle Graminacee, ma come la quinoa è uno pseudo-cereale.
La maggiore zona di produzione in Italia è il Trentino e la Valtellina (da qui i celebri pizzoccheri).
Le sorprese che riserva questo alimento sono molte: grande fonte di sali minerali come ferro, zinco e selenio.
Ricco di antiossidanti come rutina (che rafforza i vasi capillari riducendo il rischio di emorragie ed aiutando la microcircolazione) e tannini.
Inoltre come molti celiaci ed intolleranti sanno, è privo di glutine quindi amatissimo da coloro che soffrono di questi problemi.
Insalata di grano
Saraceno, verdure grigliate e radicchio rosso
Ingredienti per 4 persone.
320 g di grano Saraceno
200 g di primo sale
1 zucchina tonda
1 melanzana lunga non troppo grande
1 cespo di radicchio rosso
1 cipolla rossa di Certaldo
10 pomodorini tipo Piccadilly
50 ml di olio extravergine + 3 cucchiai
un rametto di menta fresca
un ciuffetto di maggiorana
un ciuffetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino di aceto balsamico
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino di miele
sale e pepe qb
Lavate e ragliate a julienne il radicchio rosso.
Affettate sottilmente la cipolla e mettete 3 cucchiai d'olio in una larga padella.
Fate passire con dolcezza la cipolla per una 10 di minuti, se necessario aggiungendo dell'acqua.
Aggiungete il radicchio e fatelo stufare per 7/8 minuti. Aggiustate di sale quindi tenete da parte.
Lavate e affettate la zucchina e la melanzana ad uno spessore di 3/4 mm e fateli grigliare su una bistecchiera molto calda fino a che non mostreranno le caratteristiche strisce abbrustolite su entrambi i lati. Una volta pronte, tenete da parte.
Fate una concassé con i pomodorini e conditeli con un filo d'olio e poco sale.
Fate una citronette con l'olio, il balsamico, il miele, lo spicchio d'aglio pulito e diviso a metà, e le erbe aromatiche. Aggiungete il sale e il pepe a piacere, e sbattete bene con un forchetta. Fate riposare nel tempo che cuocete il grano.
Mettete a bollire abbondante acqua salata e cuocete il grano saraceno per c.ca 15/20 minuti (seguite le indicazioni sulla confezione).
Scolate e passate immediatamente sotto abbondante acqua fredda.
Versate il grano in una larga ciotola.
Aggiungete il radicchio brasato, le verdure grigliate ridotte a striscioline, la concassé di pomodorini, i primo sale ridotto a dadini.
Condite con la citronette preparata, dopo avere eliminato l'aglio, aggiustate di sale se necessario, rifinite con foglioline di rosmarino e servite.
giovedì 9 giugno 2016
lunedì 6 giugno 2016
Torta al cioccolato dei "5 Minuti": il drammatico potere del riordino.
Bad Day - Daniel Powter
Mai avuta la terribile esperienza di un week end da incubo, vissuto in casa vostra, in cui niente, assolutamente nulla è al proprio posto e dove un marito ipercinetico traffica senza sosta nella vostra cabina armadio, momentaneamente sfrattata di ogni abito, oggetto e accessorio che di conseguenza gravita sopra qualsiasi piano d'appoggio della camera da letto, letto ovviamente incluso, e dove l'insopportabile puzza della vernice antimuffa ha preso residenza ovunque compresi i vostri capelli?
E mentre suddetto marito bonifica l'oggetto del vostro incubo, voi realizzate con un moto di nausea, che a breve chi dovrà rimettere ogni cosa al suo posto sarete voi, con circa un migliaio di spostamenti, sollevamenti peso, piegamenti sulle ginocchia, il tutto in stato di apnea per non respirare la puzza di cui sopra.
Quando avete finito e la vostra percezione degli arti inferiori è identica a quella di un budino di semolino, l'unico gesto che riuscite a fare è scaraventarvi a donna morta sul divano ed è lì, nella più totale quiete, nella consapevolezza che potrete godervi le prossime brevi ore in rilassamento, che lei si presenta.
Lei: la maledetta, insopportabile voglia di una fetta di morbida, confortante, semplice torta al cioccolato, in grado di riempire quel senso di insofferenza da stanchezza atavica che neanche il più sdolcinato, appiccicoso film romantico è in grado di fare.
Allora si che si diventa irrequiete: perché nella dispensa ci sono solo biscotti secchi senza zucchero (ci illudiamo di essere a dieta), un barattolo ormai alla fine di crema al gianduia (proibita assolutamente), e poco altro.
Inutile frugare in frigo perché gli yogurt saranno anche buoni, ma che tristezza, le fragole le abbiamo finite e resta solo la panna, tutto il resto è noia.
Con la verve di un leone in gabbia, si comincia compulsivamente a cercare su web: tortechesifannodasole, tortefacilivelocissime, tortecolteletrasporto, tortesubito...
Niente.
Fermi Tutti: ma qui c'è una torta in 5 minuti.
Ok, si può fare!
E' solo grazie a lei che trascinate il vostro corpo insensibile in cucina.
Miracolosamente realizzate di avere tutti gli ingredienti, li pesate in un attimo e ecco che l'impasto è già pronto.
Non ci credo.
Speriamo almeno che sia buona.
NOTA: la foto non doveva essere proprio così.
Lo styling prevedeva 3 fette identiche, tagliate alla perfezione, ma dopo aver avvisato gli abitanti della casa di non toccare mentre preparavo il set, una fetta è misteriosamente sparita.
L'ho ritrovata nella bocca del marito, spiaggiato allegramente sul divano, che con sguardo innocente mi fa: ma lo potevi dire!
Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro
180 g di zucchero di canna sottile
130 g di farina 00
20 g di maizena (in alternativa fecola di patate)
30 g di cacao amaro
40 g di cioccolato fondente al 50%
3 uova grandi a temperatura ambiente
240 ml di panna fresca
8 g di lievito in polvere
zucchero a velo per rifinire
Accendete il forno a 170°
Tritate grossolanamente il cioccolato e fatelo sciogliere a bagno maria facendo attenzione che l'acqua non tocchi il fondo della ciotola.
Una volta sciolto, toglietelo dalla pentola e lasciatelo intiepidire mentre proseguite la preparazione.
Mettete le uova nella planetaria con lo zucchero e montatele con la frusta ad alta velocità, fino a che non avranno triplicato il loro volume in un composto soffice, chiaro e leggero.
A quel punto senza togliere la frusta, aggiungete le polveri: farina, maizena, cacao e lievito il tutto ben setacciato. Accendete a bassa velocità ed impastate fino a che gli ingredienti non saranno omogenei (pochi secondi).
Aggiungete la panna continuando ad impastare e per ultimo il cioccolato.
Otterrete un composto vellutato e cremoso che verserete nello stampo precedentemente foderato con carta da forno.
Fate cuocere a 170° i primi 7/8 minuti quindi aumentate la temperatura a 180° e continuate per 30/35 minuti.
La torta si gonfierà ma si abbasserà con il raffreddamento.
L'impasto resta molto umido e fondente, la consistenza è leggera, soffice, avvolgente.
Non è eccessivamente dolce ed il giorno dopo potrebbe essere utilizzata per esser farcita con confetture o creme perché ha un ottima stabilità.
Solo che al giorno dopo non ci arriva!
Mai avuta la terribile esperienza di un week end da incubo, vissuto in casa vostra, in cui niente, assolutamente nulla è al proprio posto e dove un marito ipercinetico traffica senza sosta nella vostra cabina armadio, momentaneamente sfrattata di ogni abito, oggetto e accessorio che di conseguenza gravita sopra qualsiasi piano d'appoggio della camera da letto, letto ovviamente incluso, e dove l'insopportabile puzza della vernice antimuffa ha preso residenza ovunque compresi i vostri capelli?
E mentre suddetto marito bonifica l'oggetto del vostro incubo, voi realizzate con un moto di nausea, che a breve chi dovrà rimettere ogni cosa al suo posto sarete voi, con circa un migliaio di spostamenti, sollevamenti peso, piegamenti sulle ginocchia, il tutto in stato di apnea per non respirare la puzza di cui sopra.
Quando avete finito e la vostra percezione degli arti inferiori è identica a quella di un budino di semolino, l'unico gesto che riuscite a fare è scaraventarvi a donna morta sul divano ed è lì, nella più totale quiete, nella consapevolezza che potrete godervi le prossime brevi ore in rilassamento, che lei si presenta.
Lei: la maledetta, insopportabile voglia di una fetta di morbida, confortante, semplice torta al cioccolato, in grado di riempire quel senso di insofferenza da stanchezza atavica che neanche il più sdolcinato, appiccicoso film romantico è in grado di fare.
Allora si che si diventa irrequiete: perché nella dispensa ci sono solo biscotti secchi senza zucchero (ci illudiamo di essere a dieta), un barattolo ormai alla fine di crema al gianduia (proibita assolutamente), e poco altro.
Inutile frugare in frigo perché gli yogurt saranno anche buoni, ma che tristezza, le fragole le abbiamo finite e resta solo la panna, tutto il resto è noia.
Con la verve di un leone in gabbia, si comincia compulsivamente a cercare su web: tortechesifannodasole, tortefacilivelocissime, tortecolteletrasporto, tortesubito...
Niente.
Fermi Tutti: ma qui c'è una torta in 5 minuti.
Ok, si può fare!
E' solo grazie a lei che trascinate il vostro corpo insensibile in cucina.
Miracolosamente realizzate di avere tutti gli ingredienti, li pesate in un attimo e ecco che l'impasto è già pronto.
Non ci credo.
Speriamo almeno che sia buona.
NOTA: la foto non doveva essere proprio così.
Lo styling prevedeva 3 fette identiche, tagliate alla perfezione, ma dopo aver avvisato gli abitanti della casa di non toccare mentre preparavo il set, una fetta è misteriosamente sparita.
L'ho ritrovata nella bocca del marito, spiaggiato allegramente sul divano, che con sguardo innocente mi fa: ma lo potevi dire!
Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro
180 g di zucchero di canna sottile
130 g di farina 00
20 g di maizena (in alternativa fecola di patate)
30 g di cacao amaro
40 g di cioccolato fondente al 50%
3 uova grandi a temperatura ambiente
240 ml di panna fresca
8 g di lievito in polvere
zucchero a velo per rifinire
Accendete il forno a 170°
Tritate grossolanamente il cioccolato e fatelo sciogliere a bagno maria facendo attenzione che l'acqua non tocchi il fondo della ciotola.
Una volta sciolto, toglietelo dalla pentola e lasciatelo intiepidire mentre proseguite la preparazione.
Mettete le uova nella planetaria con lo zucchero e montatele con la frusta ad alta velocità, fino a che non avranno triplicato il loro volume in un composto soffice, chiaro e leggero.
A quel punto senza togliere la frusta, aggiungete le polveri: farina, maizena, cacao e lievito il tutto ben setacciato. Accendete a bassa velocità ed impastate fino a che gli ingredienti non saranno omogenei (pochi secondi).
Aggiungete la panna continuando ad impastare e per ultimo il cioccolato.
Otterrete un composto vellutato e cremoso che verserete nello stampo precedentemente foderato con carta da forno.
Fate cuocere a 170° i primi 7/8 minuti quindi aumentate la temperatura a 180° e continuate per 30/35 minuti.
La torta si gonfierà ma si abbasserà con il raffreddamento.
L'impasto resta molto umido e fondente, la consistenza è leggera, soffice, avvolgente.
Non è eccessivamente dolce ed il giorno dopo potrebbe essere utilizzata per esser farcita con confetture o creme perché ha un ottima stabilità.
Solo che al giorno dopo non ci arriva!
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