La complainte de la Butte - Patrick Bruel
Durante i primi anni di attività ero solita accompagnare i miei gruppi nei loro viaggi.
Oltre a garantirmi di avere la situazione sotto controllo, il viaggiare con 40/50 persone mai viste prima, stimolava la formazione di attributi e carattere di ferro, oltre che regalare una visione generale del genere umano.
Ho cominciato molto giovane e posso dire che in un anno di attività di questo genere, si accumulano esperienze che qualcuno non fa in una vita.
Una delle destinazioni più vendute dalla mia agenzia è sempre stata Parigi.
Mi capitava di andarci dalle 4 alle 7 volte l'anno ma posso dire che tornare spesso nella Ville Lumière non mi ha mai pesato quanto il dover gestire certi personaggi.
Grazie all'accompagnamento nei viaggi, ho imparato a vincere la mia timidezza, a parlare in pubblico, ad essere autoritaria quando necessario, a rispondere ai maleducati, a tenere a bada signore troppo esuberanti, a frequentare gli ospedali, le questure e le farmacie di svariate parti d'Europa, ad accettare complimenti e doni ed a rendermi invisibile durante le ore di tempo libero.
Quest'ultimo era naturalmente il momento del viaggio che amavo di più e quando davo la via al branco per le poche ore di attività individuali, io scappavo più lontana possibile da loro, a visitare hotel o ristoranti con cui poter lavorare o a farmi gli affari miei in santa pace.
Durante una di queste mattinate, mi ritrovai in Place de l'Abbesses a Montmartre.
Non so quanto rimasi a fissare la Giostra dorata ai piedi della Butte, ipnotizzata dall'incanto di quel momento. Poi, senza avere nessuna intenzione di salire fino al Sacro Cuore, lentamente cominciai a scendere verso la piazza in cerca di un ufficio postale.
Consultavo la mia cartina ed ero certa di averne visto uno proprio nei pressi qualche tempo prima e mentre giravo su me stessa per orientarmi, mi accorsi di un'ombra che si avvicinava lentamente.
"Puis-je vous aider mademoiselle?"
Di fronte a me stava un distinto signore sulla settantina con barba e capelli argentati, la baguette sotto il braccio sinistro ed una piccola busta della spesa inforcata sul polso destro.
Mi osservava sorridendo, con lo sguardo aperto di chi ha tempo da perdere e desiderio di essere utile.
Non sono il tipo da dare confidenza al primo che mi si avvicina, anzi, tendo a passare oltre con modi piuttosto spicci ma allora, colsi la palla al balzo e chiesi dove potessi trovare l'ufficio postale.
Il signoretto gentile mi indicò quanto ciò che cercavo fosse vicino ma prima che io potessi ringraziare e salutarlo, cominciò a chiedermi da dove venissi e cosa facessi a Parigi (quando si dice farsi i fatti propri).
Presa dall'indulgenza che sempre si dovrebbe avere con gli anziani, risposi sorridendo ma appena terminai la frase pronunciando la parola Siena, lo vidi illuminarsi come se avesse visto la Madonna.
Gli occhi si fecero lucidi ed il sorriso si aprì a 88 denti.
Cominciò a parlare concitatamente, raccontandomi che a Siena aveva studiato da ragazzo per preparare una tesi di Storia Medievale, e che quelli erano stati gli anni più belli della sua vita.
Mi tenne agganciata a quella conversazione facendomi le domande più disparate: "ma c'è ancora quel forno vicino alla contrada della Tartuca? E lo conosce il prof Tal dei Tali? E così via per forse un'ora, in piedi in mezzo alla piazza, mentre intorno a noi scorreva Parigi indifferente.
Quando finalmente lo salutai dicendo che dovevo raggiungere il mio gruppo, mi strinse la mano con forza senza smettere di guardarmi e sorridermi, ripetendo "merci merci" per avergli regalato la breve illusione di un viaggio nella sua giovinezza.
Questo episodio mi torna sempre in mente quando qualcuno cerca di attaccare discorso per il solo piacere di parlare.
A volte bisognerebbe solo aver il coraggio di ascoltare senza pregiudizi.
A trovare il coraggio ci può venire d'aiuto il potere sfacciato del cioccolato, in questo caso sotto forma di un cake spudoratamente esagerato per il quale dovrò
maledire ringraziare Sonia, perché dal momento che l'ho visto
sul suo blog ho solamente desiderato rifarlo.
Se vi piace il cioccolato senza riserve, se vi piace la consistenza umida, densa, fondente, se cercate una ricetta facile, veloce e d'effetto, allora dovete provare questo cake.
Se invece vi piace l'idea di questo tipo di consistenza ma preferite la voluttà della vaniglia, allora potrete provare
questa versione.
INGREDIENTI PER UNO STAMPO da 23/25 cm di lunghezza
- 200 g di formaggio morbido spalmabile tipo quark (temperatura ambiente)
- 150 g di farina 00
- 150 g di cioccolato 70% cacao
- 100 g di cioccolato al latte di altissima qualità
- 100 g di burro morbido
- 100 g zucchero semolato fine
- 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
- 3 uova grandi a temperatura ambiente
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 7 g di lievito in polvere per dolci
- un pizzico di sale.
- Scaldate il forno a 160° (nel mio devo tenerlo a 170°)
- Tritate grossolanamente il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria. Lasciatelo intiepidire.
- Mettete il burro nella planetaria con lo zucchero e montate fino a che non avrete un composto chiaro, gonfio e leggero.
- Unite il formaggio che avrete prima reso cremoso con un cucchiaio. Amalgamate bene con il burro quindi cominciate ad aggiungere le uova, una alla volta, senza aggiungere il secondo se il primo non è stato ben incorporato.
- Aggiungete la vaniglia.
- In una ciotola setacciate la farina, il cacao, il lievito ed il sale.
- Adesso aggiungete il cioccolato fuso nel composto di burro e uova e mescolate bene con una spatola.
- Rimettete la ciotola sulla planetaria con la frusta ed aggiungete le polveri poco a poco continuando ad impastare a bassa velocità fino a che tutto non sarà perfettamente cremoso ed amalgamata.
- Imburrate e foderate lo stampo da plumcake con la carta da forno quindi versateci 2/3 dell'impasto.
- Spezzettate metà del cioccolato al latte e distribuiscilo sulla superficie dell'impasto. Copri il tutto con il resto dell'impasto e completa la decorazione con il resto della cioccolata.
- Inforna cuocendo per 45 minuti c.ca (fai la prova stecchino che dovrà uscire pulito).
- Sforna, attendi 5/10 minuti prima di togliere il cake dallo stampo e fallo raffreddare su una gratella. Servi tiepido o a temperatura ambiente, semplice o accompagnato con panna semimontata (yummmm).