mercoledì 11 dicembre 2013

Biscotti al brown sugar e la mia specialissima playlist di Natale.

Joy to the World - Faith Hill 
Ci avviciniamo passo dopo passo. 
Domenica 8 Dicembre abbiamo tutti fatto l'albero, anche se qualcuno di mia conoscenza non riesce ad aspettare e si butta nelle decorazioni dal 1 di Dicembre (confesso che l'avrei fatto anche io se solo avessi potuto).
In casa Andante non si fa l'albero né si dispongono le decorazioni in giro per casa se non c'è l'adeguata colonna sonora. In questo periodo si ascolta solo musica natalizia. 
Non mi prendete in giro: voi non sapete quante versioni di Jingle Bells esistano al mondo. Ho un intero CD Natalizio in stile Cajun, con tanto di banjo e percussioni del profondo sud Americano, comprato a NY in un raptus qualche anno fa. Divertente.
Non può assolutamente venire a noia il Natale con la musica giusta, per cui ci vado giù pesante.
E se vi dico che ho una raccolta di musica da fare impressione, credetemi.
Potrei ascoltare canzoni natalizie da oggi fino a Capodanno ininterrottamente.
Poi ovviamente ci sono i grandi classici, e quelli non si toccano.
Come per esempio "The Christmas Song" cantata da Nat King Cole....ecco, con quella io sono già fuori combattimento. Fatemi sentire qualsiasi versione, ma nessuna è in grado di emozionarmi come il grande Nat.
Di recente invece ho scoperto un incredibile Bruce Springsteeen super rock con una strepitosa versione di Santa Clause's coming to Town che a dirla tutta sto ascoltando praticamente tutti i giorni per una buona iniezione di energia prefestiva. E si che quel pezzo è stato tradotto in versione rock da moltissimi grandi performer, ma il Boss è decisamente insuperabile!
Altro pezzo che mi instilla una piacevole malinconia, è forse meno conosciuto ai più, ma io lo trovo assolutamente perfetto, moderatamente stucchevole, intensamente ipnotico e soprattutto molto molto 80ties (è del '79, ero ragazzina e me lo ricordo benissimo), con sonorità che diventeranno un classico in tutto il decennio della mia adolescenza, è Wonderful Christmas Time di Paul McCartney & Wings.
Quei campanelli che trillano per tutta la durata del pezzo ed il sintetizzatore con l'eco mi fanno letteralmente impazzire.
Ovviamente poi ci sono anche i grandi Carol natalizi, che sono magnifici solo se eseguiti da cori di voci bianche e grandi orchestre (anche se poi esiste come sempre la versione pop forse meno maestosa), e ce ne sono due nella mia playlist personale, che voglio regalarvi: Oh Holy night nella versione cantata da Jennifer Hudson's , molto gospel style (e che voce pazzesca) e anche nella versione da magone del coro di voci bianche di Cambridge, e la stupenda Carol of the Bells del coro di voci bianche di Vienna .
Finisco col dirvi che Adeste Fideles dalla voce di Pavarotti non smette mai di commuovermi.
Adesso però siete voi che dovrete svelarmi qual'è o quali sono i vostri canti di Natale che portate nel cuore. Ci tengo!
Alla prossima!
Faccio una piccola premessa. 
In questa ricetta ci sono due ingredienti di non facile reperibilità.
Il primo è il brown sugar, che potrete fare benissimo in casa con estrema semplicità. Il brown sugar non è zucchero di canna raffinato come potremmo erratamente intuire da una traduzione sommaria.

Si tratta in realtà di zucchero grezzo mescolato a melassa, che gli conferiscono il caratteristico colore brunato ed una consistenza umida e granulosa.
Con il medesimo procedimento si ottengono il più conosciuto "brown sugar" e con una percentuale minore di melassa, il più leggero "light brown sugar".
Mentre nei paesi anglosassoni ed oltreoceano si può trovare con estrema facilità in qualsiasi food store, qui da noi non si trova, o comunque molto raramente in negozi specializzati.
E' più facile invece trovare la melassa, anche nei negozi di prodotti bio, per cui questo tipo di zucchero ce lo possiamo fare in casa.
Possiamo usare le seguenti proporzioni: 10 parti di zucchero bianco e 1 parte di melassa.
Quindi con 200 g di zucchero e 20 g di melassa (calda per renderla morbida e facilmente mescolabile), si ottengono 220 g di brown sugar.
In genere si mescolano zucchero e melassa con un mixer, o frusta elettrica, ma con un po' di pazienza anche a mano.
Tagliando il brown sugar con zucchero bianco 50:50, si ottiene il light brown sugar, che spesso si trova in molte ricette di dolci e biscotti anglosassoni. 
La caratteristica di questo tipo di zucchero, è il suo inconfondibile aroma di caramello, molto piacevole e profumato e rende i dolci morbidi e friabili.
Il secondo ingrediente è il Golden Syrup, presente spessissimo in molti dolci americani. 
In Italia non si trova o per lo meno solo nelle grandi città ed in negozi di specialità gastronomiche straniere. Io ho fatto scorta a Londra dove costa una sciocchezza.
Non lo avevo mai assaggiato e l'effetto che ho avuto quando ho provato la punta di un cucchiaino, è che per me è pericolosissimo, perché potrei anche finirmelo così, d'emblé! 
Ho scoperto studiando nel web, che il Golden Syrup è praticamente "il famigerato zucchero invertito" di cui abbiamo sentito parlare da esimi pasticceri molte volte. Un caramello molto liquido preparato con acqua calda in alta percentuale rispetto allo zucchero. 
Vi consiglio di leggere questo interessante articolo di Bressanini , in cui si spiega facilmente come ottenerlo. 
In caso non abbiate voglia di farlo in casa, potrete usare a sostituzione, dell'ottimo miele millefiori o d'acacia, che è una sorta di zucchero invertito al naturale. 
Scusate la lungagnata, ma ritengo che sia importante per questa ricetta. 
Ingredienti per c.ca 36 biscotti
200 g di zucchero a velo
3 cucchiaini di cannella in polvere
335 g di farina 00
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di misto spezie
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di soda (o baking)
120 g di burro ammorbidito
175 g di brown sugar
115 g di golden syrup
1 uovo (a temperatura ambiente)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
la scorza grattugiata di un'arancia (non trattata).
Preriscaldate il forno a 180°C.
Setacciate lo zucchero a velo con 2 cucchiaini di cannella in polvere in una ciotola e mescolate bene. Tenete da parte.
In un'altra ciotola setacciate e mescolate farina, la cannella rimanente, le spezie ed il bicarbonato di soda.
Nella ciotola della planetaria mettete il burro, il brown sugar, il golden syrup, l'estratto di vaniglia e la scorza d'arancia e montate il tutto fino a che non avrete un composto spumoso e chiaro.
Aggiungete l'uovo leggermente sbattuto e continuate a montare fino a che non sarà ben incorporato.
A questo punto aggiungete la miscela di ingredienti secchi e mescolate finché il tutto non sarà uniforme.
Aiutandovi con un cucchiaino, prelevate la quantità di impasto che vi serve per formare una pallina grande come una noce, che metterete su una teglia coperta da carta da forno.
Tenete le palline distanti almeno 3 cm l'una dall'altra perché si allargheranno.
Il mio consiglio è, una volta riempita la teglia, di passarla in frigo almeno 15 minuti in modo che il burro si riprenda un po'.
Fate cuocere per c.ca 10/15 minuti (controllate in base al vostro forno), fino a quando i biscotti non saranno dorati e presenteranno una superficie crepata.
Con una piccola spatola e con estrema delicatezza, togliete subito i biscotti (che saranno molto morbidi) dalla teglia e piazzateli su una griglia per farli raffreddare 5 minuti, quindi passateli nella ciotola con lo zucchero a velo speziato, facendo in modo che si coprano abbondantemente.
Rimetteteli sulla gratella e fateli raffreddare completamente.
Conservateli in una scatola ermetica. La loro caratteristica è di essere morbidi e pastosi, con un meraviglioso aroma di spezie e caramello, regalatogli dal golden syrup e dal brown sugar.
Per un effetto ancora più goloso e decadente, omettete lo zucchero a velo ed immergete metà biscotto in  cioccolato fondente di copertura, facendolo poi raffreddare completamente.
Sono tra i biscotti più buoni mai assaggiati ad oggi.



lunedì 9 dicembre 2013

Kugelhopf: l'amore è gratis.

The first Noel - Lionel Richie
Visto che siamo ufficialmente entrati nello spirito natalizio e contrariamente a quanti pensano che il Natale sia l'undicesima piaga d'Egitto, io non ce la faccio a trattenere un senso di euforica agitazione, di confusa aspettativa, ho deciso che da qui al 25 dicembre racconterò solo storie felici.
Così abbiate pietà di me, per lo zucchero che troverete nelle ricette e nei miei post.

La piccola Emma stava seduta al tavolo della cucina e scriveva concentrata su un foglietto, tenendo ben stretta la matita nella mano di bimba. Dopo un'ultima lettura, si alzò ed andò dalla mamma che stava preparando la cena in cucina.
Le consegnò il foglietto con uno strano sorriso e gli occhi attenti e vide la madre leggere concentrata: "Per averti apparecchiato la tavola quando sono venuti i nonni: 1 euro"; per aver messo in ordine la mia cameretta e tutti i giocattoli: 1 euro; per aver preso 9 al compito di italiano: 2 euro; per avere annaffiato le tue piantine: 50 centesimi; per essere uscita a comprare il pane: 50 centesimi. Totale da pagare: 5 euro."
La mamma finì di leggere e guardò sua figlia sorridendo. Pensieri le vorticavano nella testa. Allora prese una penna, girò il foglio e cominciò a scrivere: "I Nove i mesi che ti ho portato nel mio grembo aspettando che nascessi: gratis; Tutte le notti che non ho dormito per allattarti e cullarti mentre piangevi spaventata: gratis; Tutte le volte che sono rimasta accanto a te mentre avevi la febbre ed il raffreddore: gratis; Tutte le preoccupazioni che mi hai dato quando facevi i capricci o disubbidivi: gratis. I giocattoli, le bambole, le caramelle, le torte di compleanno, le feste, i vestitini carini, i baci, le carezze e gli abbracci: se faccio la somma di tutto cara Emma, il mio amore per te è gratis."
E consegnò il foglio alla bimba.
Emma leggeva e la sua espressione cambiava. Alzò gli occhi verso la mamma e con i lucciconi le disse: "Oh mamma, ma io ti voglio tanto bene davvero".
Prese la sua matita e tracciando una riga sulla sua nota scrisse: "TUTTO PAGATO".
Se non siete mai stati in Alsazia, trovate l'occasione per farlo.
Magari proprio sotto Natale.
Questa regione francese si trova al confine con la Germania, a ridosso della Foresta Nera. Da Strasburgo in un attimo si più arrivare a Freiburg ed i paesaggi che attraverserete per visitarla, sono costellati da vigneti, castelli e borghi incantevoli. Al solo pensiero mi viene voglia di tornarci di corsa.
Colmar è ufficialmente la città con le più belle luminarie d'Europa. 
Un gioiello di case a graticcio costruite su canali eleganti che attraversano il centro storico.
Una imponente cattedrale gotica sul cui tetto, se siete fortunati come me, potete anche scorgere il nido di una cicogna.
La strada principale piena di deliziosi negozi tra cui numerose panetterie le cui vetrine traboccano di Kuglehopf o Kouglof come lo chiamano loro.
Sono praticamente anni che desidero replicare questo dolce molto Natalizio (che però viene preparato in tutto il resto dell'anno), e qualsiasi delle ricette trovate in rete non mi soddisfava o aveva comunque qualche particolare che non riusciva a convincermi.
Sono incappata per caso sul sito di Marcotte (le blogger che hanno combattuto come me contro la dipendenza da Macarons, sanno di chi parlo) ed ho capito che era lei la ricetta che cercavo.
Fragrante, burrosa, con pochissimo zucchero e molta uvetta...un signor lievitato che magari non vi darà la soddisfazione di un Pandoro o un Panettone, ma che comunque richiede tempo e pazienza e non durerà molto sulla vostra tavola.
Non avendo a disposizione farina forte, ho voluto provare ad utilizzare la semola rimacinata Senatore Cappelli e l'intuito mi ha premiata. La semola ha contribuito a reggere la lievitazione ottimamente, ha conferito al dolce un profumo caratteristico ed il sapore riconoscibile della semola. Inoltre, il colore ...beh, valutate voi. Assolutamente buonissimo.
Ingredienti per uno stampo scanalato da 22 cm di diametro. 
300 g di farina forte (semola rimacinata Senatore Cappelli senza tagli di altre farine).
35 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di miele
6 g di sale
15 g di lievito di birra
125 g di uova
90 ml di latte intero
200 g di burro + per lo stampo
75 g di uvetta sultanina
kirsch (facoltativo - o altro liquore dolce in cui ammollare l'uvetta)
mandorle intere per la decorazione
zucchero a velo per la finitura
Fate riprendere l'uvetta in acqua calda addizionata o meno con il liquore.
Nella ciotola della planetaria versate il latte intiepidito in cui farete sciogliere il lievito di birra con il cucchiaino di miele ed aggiungete 100 g di farina per realizzare un lievitino che farete riposare c.ca 1 ora coperto con un panno umido. Ponete la ciotola in un ambiente caldo (dentro il forno con la luce accesa va benissimo).
Quando il lievitino avrà raddoppiato il proprio volume, aggiungete nella stessa ciotola lo zucchero, le uova leggermente battute, il sale ed il resto della farina.
Con il gancio lavorate l'impasto a velocità media dai 10 ai 15 minuti fino a che la pasta non si staccherà dalle pareti lasciando la ciotola lucida.
A questo punto cominciate ad aggiungere il burro ammorbidito a dadini, pochi alla volta facendoli incorporare bene prima di aggiungere i successivi, e continuate ad impastare fino a che il burro non sarà ben incorporato.
Da questo momento continuate ad impastare: l'impasto risulterà morbido ed appiccicoso ma con il lavoro comincerà a essere liscio e lucido, incordandosi al gancio e staccandosi dalla ciotola lasciandola pulita. Continuate ad impastare e prima di smettere fate la prova del "velo": prendete con due dita una estremità dell'impasto e tirate verso l'esterno: se la pasta è elastica e non si strappa raggiungendo uno spessore di trasparenza come quello di un velo, allora il vostro impasto è pronto.
Aggiungete a questo punto l'uvetta sgocciolata, impastate qualche istante per incorporarla e distribuirla bene, quindi togliete la ciotola dalla planetaria, copritela con un panno umido e fatela lievitare almeno un'ora.
Imburrate lo stampo e disponete una mandorla in ciascuna scanalatura alla base.
Togliete l'impasto dalla ciotola: sarà estremamente morbido ed un po' appiccicoso. Consiglio di cospargervi le mani di un goccio d'olio prima di maneggiarla.
Prendetela con delicatezza e allungatela in maniera da avere una sorta di rotolo da sistemare nello stampo circolare. Spingete bene l'impasto nello stampo quindi lasciate nuovamente riposare il tutto per un'ora sempre nel forno al calore sviluppato dalla luce accesa e coperto sempre da un panno umido.
La pasta dovrà raddoppiare di volume ed arriverà ad emergere dal bordo del vostro stampo.
Infornare a 180°C e far cuocere per 30/35 minuti (la mia era cotta perfettamente a 35 minuti, ma fate comunque la prova stecchino e valutate in base alle calorie sviluppate dal vostro forno).
Rovesciate la torta su una griglia e fatela intiepidire.
Cospargete di zucchero a velo e se vi piace, lucidiate le mandorle con una goccia di miele.
Se la consumate il giorno dopo, ricordate di scaldarla lievemente per riprendere la fragranza data dal burro.