venerdì 10 gennaio 2014

Fave e cicoria e lo splendore di un borgo antico: Bitonto.

Lu pollo cusutu 'culo - Checco Zalone
Fave e cicoria ovvero: l'ode alla semplicità! 
Se esiste un piatto povero che potrei mangiare fino a sentire uno strappo nei pantaloni, quello è proprio il modestissimo Fave e Cicoria.
Che se potessi, chiamerei in dialetto nella bella lingua della sua terra, la Puglia.
Pugliese non sono, ma fortemente innamorata si, per cui oggi farò una piccola immersione in quella regione, che ho potuto riabbracciare proprio prima del Natale, in una tre giorni intensa e soleggiata nella piccola e poco conosciuta città di Bitonto.
Insieme a tre amiche speciali ed a persone che ti aprono la porta della loro casa come si fa con un parente che non si vede da lungo tempo, che ti accolgono con gli occhi sempre sorridenti, con la battuta pronta e la voglia di scherzare che non manca mai.
I pugliesi sono così e non si può non perderne la testa.
Se poi, dietro allo scherzo, ci sta anche una bella fetta di "fugazza", allora non c'è proprio nulla che li batta!
A Bitonto sono tornata dopo 4 anni, grazie all'ultima tappa di Girolio 2013, organizzato dall'Associazione Nazionale Citta dell'Olio  ed il Comune di Bitonto.
L'ultimo di una serie di interessanti eventi all'interno del progetto MedDiet di cui ho già parlato qui.
Non vi tedierò con troppe parole ma mi farò aiutare dalle immagini, come sempre, perché sono quelle che poi ci trascinano in luoghi lontani anche solo con la fantasia.
Vi parlerò di Bitonto come una turista, una che ama viaggiare e che del viaggio ha fatto il suo lavoro, così magari, un giorno non molto lontano, deciderete anche voi di fare una tappa tra queste mura di pietra chiara.
Bitonto è piccola, ma neanche tanto se si pensa che gli abitanti sono c.ca 56.000, poco meno di quelli della mia città, e si trova nella provincia di Bari.
Da qui, l'unico mare che si vede, è quello degli oliveti che la circondano quasi a proteggerla dietro una barriera argentata.
Il centro storico è un reticolato di viuzze, passaggi stretti, gallerie vicinali, corti e palazzi cinque/seicenteschi in pietra chiara dalla bellezza travolgente.
Non ci siamo perse nel nostro girovagare, grazie alla presenza di una guida bravissima, la simpatica Chiara Cannito, che non ci ha abbandonato un attimo, mostrandoci gli angoli più incantevoli della città.
La cosa più incredibile è stato apprendere che il centro città si è lentamente spopolato negli ultimi 40 anni, lasciando disabitati la maggioranza di questi eleganti palazzi.
Ma negli ultimi anni stanno riprendendo vita grazie alla lungimiranza di appassionati.
Se deciderete di pernottare a Bitonto, sappiate che non ci sono Hotel ma una rete di b&b assolutamente splendidi, molti dei quali situati all'interno di queste strutture storiche.
E per essere coccolati con un costo medio di € 40 a notte, credetemi il gioco vale la candela.
Arrivando a Bitonto, accederete al centro storico dalla Porta Baresana, imponente porta in pietra bianca che guarda in direzione di Bari.
Chiara ha visto bene di aprire le danze prendendoci per la gola, con la sosta ad una delle pasticcerie artigianali storiche del centro città: Boccabò, proprio a due passi dalla porta. Come dire: i bocconotti più buoni della storia!
Giusto per spiegare a chi non è della zona: i bocconotti sono delle pastarelle di frolla tirata molto sottile e dalla ricetta segreta, ripiene di ricotta freschissima e cotte al forno. Di una bellezza delicata e antica.
Non mancano mai sulle tavole della festa a Bitonto, ma la storia vuole che anche i contadini che in passato lasciavano la casa per lavorare la terra restando in campagna tutta la settimana, portassero con se un bocconotto al giorno, che restava fresco per tutto il periodo (è vero, sono buonissimi anche dopo 3 o 4 giorni).
Siamo arrivate che stavano cuocendo, e li abbiamo visti palpitare da dietro il vetro del forno....
Ovviamente ditemi voi come si possa restare indifferenti a questa magia! 
La colazione era già stata fatta ma dire di no a tale bellezza, è un vero sacrilegio!
Ne sa qualcosa la famiglia proprietaria del forno, Amedeo e Mariella Savoni, che con il figlio adolescente, gestiscono con successo questa attività artigianale, fatta di grande attenzione alla qualità, alla storia della tradizione ed anche alle tasche dei loro clienti.
Ed ovviamente, secondo un rito immancabile, il primo bocconotto che esce dal forno, è per il proprietario (ma non abbiamo scoperto chi, tra Mariella ed Amedeo, sia il fortunato!).
Tutto questo per dirvi che perdere una sosta a Boccabò arrivati a Bitonto, è peccato mortale!
Ripartire per la visita dopo una così dolce sosta, non è tanto complicato.
Si attraversa il centro storico in direzione della cattedrale e ciò che si incontra è davvero incantevole.

E' incredibile pensare di essere a Dicembre con un cielo di questo colore.
La Puglia è davvero il paese del sole!
La cattedrale di Bitonto è un vero gioiello e fa parte del trittico delle cattedrali in stile romanico pugliese insieme a quelle di Ruvo e di Minervino.
Soltanto questi tre meravigliosi esempi architettonici della presenza normanna in Puglia, varrebbero un viaggio in questa regione. Vi consiglio di farlo con una guida esperta come la nostra Chiara, per apprezzare in pieno il grande valore di questo monumento, la cui visita richiederà almeno un'ora.


Essere foodblogger ha un unico neo: non ci si può esimere dall'assaggiare ciò che ti viene presentato con grande gentilezza.
Quindi quando Chiara ci ha condotto in uno dei forni più antichi della città (si parla del 1800), è ovvio che tutte noi abbiamo fatto le personcine educate e sorridendo, abbiamo detto si.
Che poi, diciamocela tutta, quanto sarà mai difficile dire di si a questo?
Il Forno di San Giovanni (U' furn de San Giuann), è un'altra realtà a completa gestione familiare.
Le deliziose sorelle Rosa ed Enza Marinelli, insieme al padre che è il "capitano" alla bocca del forno, sono i proprietari di un luogo dove restare senza fiato. Non si tratta di un forno qualsiasi.
Se vi affacciate alla bocca del forno, vi si apre una vera e propria stanza di oltre 50 mq in cui vengono ordinatamente sistemate con l'ausilio di una pala lunghissima e sostenuta da un argano ingegnoso, un numero impressionante di teglie per taralli, focacce, dolci tipici, pani, e tutto quello che la vostra fantasia riesce ad immaginare.
Questa meravigliosa famiglia, tieni in piedi una tradizione secolare, ovvero il forno ad uso conto terzi.
Vale a dire che un tempo non si andava al forno a comprare il pane, ma a cuocere quello che si preparava in casa. Un concetto ed un uso assolutamente magnifico, tutt'ora ancora valido al Forno San Giovanni, ma che sarebbe bello ripristinare in molte zone della nostra penisola.
Non c'è bisogno che vi dica che la focaccia è fantastica vero?

Dopo molte fatiche (che sono quelle di assaggiare), siamo entrate sfacciatamente in casa di una adorabile signora di Bitonto, la suocera della nostra Chiara, e l'abbiamo osservata preparare delle favolose orecchiette, con religioso silenzio (solo il rumore degli scatti era percepibile! )

Vi tranquillizzo: non abbiamo mangiato le orecchiette, purtroppo non queste, però di cose buone lungo il nostro cammino ce ne sono state tante, ma tante che se vi facessi l'elenco, vi verrei a noia!
O no?
Il pomeriggio è volato in un attimo all'interno di una splendida azienda olivicola e produttrice di mandorle nonché ciliegie ferrovia.
Si tratta del Feudo dei Verità , un'antica masseria che apparteneva in origine ad una famiglia nobile di origine spagnola e che adesso invece, è di proprietà della famiglia Delorusso.
La sorpresa più piacevole è stata scoprire che l'azienda viene intelligentemente guidata dall'abilità di una  donna, una ragazza in verità, Francesca Delorusso, che si occupa della qualità del prodotto e del settore commerciale e che ha portato l'azienda verso una direzione dinamica e di successo con l'apertura del settore di trasformazione delle mandorle prodotte, vendute ed esportate anche fuori Italia.
Per altro di una bontà unica: possono spedirle ovunque ed il costo è assolutamente onesto.
Abbiamo brindato a Francesca con l'olio appena spremuto! Evviva le donne!
Le mie stupende amiche Benedetta, Anna e Cristiana con cui ho trascorso un week end di emozione e di risate, mi hanno abbandonata la mattina della domenica, sfuggendo allo show cooking che era stato previsto dall'organizzazione insieme allo chef Emanuele Natalizio del ristorante Il Patriarca Natalizio.
Emanuele è una forza della natura, cucina da Dio e domina la scena alla grande.
Quando ho saputo che avrei dovuto cucinare con lui davanti a tutti, sono entrata modalità stand by.
Poi come al solito, è emersa la faccia a gomitolo della sottoscritta e mi sono buttata.
Prima di me però si sono esibite due belle ragazze di Bitonto, entrambe grandissime cuoche ed ho scoperto con mio grande piacere che una di loro, Elena Piscopo, è anche una bravissima blogger!
In meno di mezz'ora ha preparato un tortino di patate e polpo con pesto di rucola e crema al balsamico da leccarsi i baffi.
Anche nella splendida presentazione, ha dimostrato di essere veramente molto brava.
La mia partecipazione a Girolio si è conclusa con questo gioco sul palco, in cui ho "fatto finta" di cucinare a fianco di questo omone simpatico e pieno di energia e mi sono divertita come non mai.
Le mie facce probabilmente lo raccontano.
 Mi porto ancora nel cuore il ricordo di questi splendi tagliolini con gamberi, cime di rapa, funghi cardoncelli e pomodorini: di una facilità estrema ma di un sapore unico e pieno come il carattere dei pugliesi!
Grazie Bitonto!
E per finire, sperando che non siate svenute stremate sul computer, vi lascio la ricetta delle fave e cicoria con la speranza che vogliate provarle: sarà un colpo di fulmine anche per voi, ne sono certa!
Ingredienti per 4 persone
300 g di fave secche decorticate (le mie non lo erano)
1 patata media
1 o 2 foglie di alloro
700 g di verdura come cicoria o catalogna o cicoria selvatica
olio extravergine Terre d'Otranto Dop
Sale
Mettete le fave secche in una grande ciotola e copritele abbondantemente con acqua fredda ed un pizzico di sale. Lasciatele a bagno tutta la notte.
Il giorno dopo scolate le fave.
Sbucciate e tagliate la patata a fette di c.ca 1 cm di spessore, riponetela sul fondo di una pentola, possibilmente di coccio (io ho usato il mio coccio toscano), versatevi sopra le fave e coprite il tutto con acqua fredda. L'acqua deve coprire le fave di almeno un paio di cm.
Aggiungete la foglia di alloro e cominciate a cuocere a fuoco dolce per almeno 1h30.
All'inizio dovrete schiumare le fave perché cuocendo, il bordo si coprirà di schiuma.
Cercate di non mescolare il composto nei primi 45 minuti di cottura.
Aggiungete acqua calda quando questa raggiungerà il livello delle fave: dovranno essere sempre lievemente sommerse dall'acqua.
Aggiungete il sale una decina di minuti prima della fine della cottura, e mescolate energicamente.
Le fave si trasformeranno in una purea granulosa.
Possono essere servite frullate con un mixer a immersione o anche nella loro consistenza di fine cottura. L'arte di questa ricetta è far si che il purea di fave non sia troppo asciutto e duro, ma neanche brodoso.
Mentre cuociono le fave, lavate bene e pulite la cicoria.
Cuocetela in abbondante acqua salata per 5/6 minuti affinché resti croccante.
Scolatela.
Versate la purea di fave nel fondo di una scodella.
Prendente una forchettata di cicoria, realizzate un piccolo nido e disponetelo sul pure.
Servite irrorando con abbondante olio extravergine pugliese ed aggiungete pepe macinato fresco o peperoncino a piacere.

NOTA: scusate l'irriverenza della colonna sonora: non ho potuto esimermi. 
Un pugliese che si prende gioco dei suoi conterranei è da sentirsi male dal ridere! Vedetelo

DIMENTICAVO: NON MANCATE LUNEDI' - 
C'E' UNA FESTA DA ANDATE CON GUSTO! 

44 commenti:

  1. mi hai fatto lacrimare.
    io ho mangiato per la prima volta fave e cicoria che avrò avuto 15 anni o forse 16 in vacanza dentro a un trullo di una certa sig.ra Maria che era segnalata dalla guida Michelin dell'epoca: mi ricordo quello che dici tu, gli occhi, l'accoglienza, l'amicizia. mai visti prima ma accolti come principi!
    e sono così al sud. sono meravigliosi.
    avrei volentieri fatto questo viaggio con voi, mi sarebbe piaciuto dividere questo we con le amiche del cuore. chissà quanto avete chiaccherato e riso, mangiato e assaggiato insieme!
    belle tutte!
    Sandra

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    1. Sandra, ti ho pensata e sono certa che ti saresti divertita da matti. Ma le occasioni non mancheranno davvero quindi tu tieni sempre una valigia pronta, che tanto presto si riparte! Intanto cerchiamo di fare un viaggio corto e di riabbracciarci! Un bel bacio mia cara.

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    2. io vi suggerirei,di accompagnare a questa ottima pietanza dei bei pezzi di pane croccante...e vedrete che bontà...



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  2. Mannaggia a me che l'ho saltato !!!! L'unica cosa che mi consola è che non potevo fare diversamente...ma la consolazione è davvero magra. Un gioiellino sembra Bitonto...conosco Lecce che è un'altra cosa e anche Otranto. La cucina pugliese, secondo me, insieme a quella siciliana è quella che rappresenta di più il Mediterraneo...è una meraviglio quel angoletto accanto alla cattedrale penso...quello con il loggione a triangolo. Che cos'è ? Che belle foto Patty...

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    1. Grazie Marina, quell'angolo è il balcone di un palazzo attaccato direttamente alla cattedrale, che io credo sia una parte sempre della diocesi. Ma scoprire Bitonto è stata una vera sorpresa e tu l'avresti amata di sicuro. Un bacione grande!

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    2. State parlando della "loggia delle benedizioni", fatta costruire dal vescovo Fabrizio Carafa il 1629, esempio del tardo rinascimento bitontino.

      Bitonto è una antichissima città, una città di fondazione ILLIRICA risalente al II Millennio a.C..
      L'antica BYTON illirica, poi BOTONTOS greca e successivamente BUTUNTUM romana, è giunta fino ai nostri giorni insistendo nello stesso sito dove, di volta in volta, ha sigillato le città delle varie epoche .
      Gli scavi effettuati nella Cattedrale, hanno riportato alla luce strutture elleniche de VI secolo a.C., romane e paleocristiane .

      Nel III secolo a.C., Bitonto aveva una sua zecca e coniava proprie monete con le effigi di TARAS, ATENA, SPIGHE di GRANO, CIVETTA (animale sacro a ATENA) e fasci di FULMINI (ZEUS), sulle quali è riportata la scritta "BYTON TINON".

      Il riferimento usato di norma per monetazione di Butuntum è Historia Numorum - Italy, un testo pubblicato in Gran Bretagna nel 2001 a cura di un gruppo di numismatici coordinato da Keith N. Rutter. Nei cataloghi si trova un riferimento del tipo "HN" o "HN Italy" seguito dal numero, da 753 a 756[1].
      Altre fonti di catalogazione sono le Sylloge Nummorum Graecorum. In genere sono usate le più recenti o più diffuse, come quella dell'American Numismatic Society, quella di Copenaghen e quella di Francia. Dato che si tratta esclusivamente di bronzi è anche usata la Sylloge della collezione Morcom, una collezione di bronzi dell'Occidente greco, con sede in Gran Bretagna. Nei cataloghi si trova un'indicazione abbreviata della Sylloge, del tipo "ANS", "Cop.", "France" o "Morcom", seguita dal numero della moneta raffigurata.
      Per la monetazione di Butuntum è stato pubblicato nel 2011 un testo intitolato "La zecca di Butuntum".


      Sempre città florida fra le più popolose in Puglia : nella seconda metà del 1200, dopo il primo censimento focatico voluto da Carlo I d'Angiò, è seconda città di Peucezia dopo Barletta ; nel 1700 è seconda città di Puglia dopo Lecce . Città popolosa e ricca per il suo "oro giallo" (l'extravergine d'oliva Cima di Bitonto), seppe valorizzare la sua economia e con essa fiorirono arte e nobiltà . Testimonianze ne sono i magnifici palazzi : Palazzo Calò - sede della Galleria Nazionale della Puglia - Palazzo Vulpano, Palazzo De Lerma, palazzo Rogadeo, Bove, De Ferraris, Sersale, Labini, Planelli, Giannone-Alitti, Franco, Regna, Leondari, Termite ecc., tutti capolavori rinascimentali che fanno di Bitonto uno scrigno d'arte e cultura .

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  3. Fave e cicoria, io contemporaneamente - o quasi - lo mangiavo a Matera. All'osteria dei sassi, dove presto lo mangerai pure tu... credo! :)
    Amo la puglia, quanto avrei voluto essere li' con voi... :((

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    1. Hai visto? Come si chiama la telepatia gastronomica? Boh, ma spero di mangiare fave e cicoria insieme a te la prossima volta, ok?
      All'osteria dei Sassi ci ho mandato tanti gruppi per lavoro ;) Ma io non ci sono mai stata! Un bel bacione.

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  4. Sono passata per il "modestissimo" fave e cicoria, che io ho adorato al primo assaggio e mi sono trovata catapultata in un mondo magico. Le tue foto mi hanno veramente fatto sognare, posto stupendo!! Un saluto Emanuela.

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    1. Ma grazie Emanuela, sono felice che anche tu abbia potuto viaggiare con la mente attraverso le immagini! Ti mando un forte abbraccio!

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  5. Il tuo sorriso è impagabile e quella faccetta simpatica mentre assaggi la brevetterei. Un bacione.

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    1. hihihhihi.....faccetta da schiaffi! ;)
      Un bacio Annarita!

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  6. Che bel giro che mi hai fatto fare a Bitonto, che conoscevo per il suo olio speciale! Stupende le foto della città e cattedrale.
    Ho mangiato la purea di fave con un sughetto di peperoni arrostiti che era una favola: deliziosa la versione con la cicoria!
    Isabel
    PS vuoi che muoro? A pubblicare la foto della focaccia con i pomodori, a quest'ora?!?!?!

    Isabel

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    1. Lascia perdere....per quella focaccia potrei fare robe inenarrabili!
      Grazie infinite Isabel. Un bacio grande!

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  7. Patty, ecco, mi hai preso il core… Quando ero piccoletta invece del latte mi davano fave e cicoria, magari con il peperoncino. Battuta a parte, tempo fa postai questa ricetta e un po' me ne vergognavo, perché per me rappresenta la Ricetta della Puglia che sa di terra un po' selvatica e rustica. Un piatto che amo tanto, senza orpelli e puro. Sono felice che tu abbia scelto questo, un po' meno felice di non essere stata presente a Bitonto a godermi la bella compagnia e le sue prelibatezze. Passo, ti bacio e chiudo :)

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    1. Perché vergognarci di una ricetta che ha tutta l'anima della vita vera? Non so dirti, io l'ho scoperto solo dopo che ho conosciuto mio marito, perché mio suocero è pugliese e questo piatto lo fanno spesso in casa, ma tra l'assaggiarlo e perderci la testa è bastato un attimo. E a Bitonto ti saresti divertita ed io sarei stata felice di divertirmi con te! Alla prossima dai! Un bacione e passo e chiudo!

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  8. Che bello vedervi, queste sono le cose più belle che possono nascere attraverso un blog, il cibo che unisce e lega. Questo piatto mi piace tanto ed ho imparato ad apprezzarlo grazie ai miei genitori che sono buongustai. La Puglia è magica per colori e sapori e dalle tue foto vengono tutti fuori.
    Un abbraccio grande
    P.s. ieri sera mi sono divertita tanto con voi :-)

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    1. ahahaah carissima, lascia perdere che io ridevo come una matta a leggere i commenti che arrivavano via via cinguettando! Non mancherai la prossima volta! E ti ringrazio per le tue parole che sono verissime. Il blog è una grande risorsa di belle scoperte! Un abbraccione.

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  9. ...e allora dillo che ti diverti a stare sul palco a cucinare?! Che dici, la prossima tappa sarà Masterchef? :-)
    Sei proprio brava, fai venire la voglia di partire perché sai raccontare con tono garbato ed entusiasta i luoghi che visiti. C'hai un futuro mia cara...
    Ti abbraccio

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    1. Sul palco mi ci hanno fiondata a forza (per altro era un freddo porco e cercavo di non battere i denti), e mi sarebbe piaciuto cucinare davvero invece di affettare aglio e cipolla! ;) prima di Masterchef preferisco farmi brutalizzare con un gatto a nove code, mi vergogno di meno! Sul raccontare, quello lo sai, sono una chiacchierona! Ti abbraccio forte Roby!

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  10. cara patty la ringrazio per il cuore che a dedicato alla mia città, tante sono le cose ancora nascoste che circondano in questa metropoli paesana, la passione che avvolge la città con la cucina e la cultura saranno sempre a disposizione di una brava giornalista come lei e come tutte le sue colleghe food, quando vorrà sarò sempre a disposizione anche per i segreti dei veri piatti bitontini a lei tutto sara concesso basta mostrare il suo sorriso contagioso un immenso saluto e )la prossima volta cucinera lei veramente ed io dovrò assaggiare..........

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    1. Carissimo Chef Emanuele, a cui io mi ostino a dare del tu (e spero che farai così anche tu in futuro), l'onore ed il piacere è stato assolutamente mio. Sul cucinare ho scherzato perché so che in certe manifestazioni è veramente complicato gestire tempi e persone ma la mia gioia è stata comunque essere lì, con voi, ed osservare un grande chef all'opera. Solo questo mi riempie di ammirazione e voglia di imparare. E quando avrò la possibilità di venire a Bitonto nuovamente, ti avviserò in anticipo, e magari faremo scambio di ricette, io portandoti un piatto senese e tu regalandomi il segreto del tuo piatto del cuore. Grazie ancora della splendida esperienza! Un abbraccio.

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  11. Adoro la Puglia ma Bitonto mi manca.. tu sei grande: con i tuoi racconti, le foto, la ricetta hai saputo trasportarmi in un attimo in questa meravigliosa cittadina e un pò è come se fossi stata lì anch'io. Ci incontreremo prima o poi?? Spero proprio di sì! un bacione!

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    1. E' quello che spero fortemente anche io Francy. Dai che quest'anno ce la facciamo!
      Un bel bacione. Pat

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  12. Che invidia! Quanto avrei voluto essere con voi!!!
    Le foto sono strepitose e già te l'avevo detto su FB e il resoconto una meraviglia!
    P.s. Ma non avevi detto che volevi partecipare al 100% Gluten Free (Fri)day? Ti aspetto! <3

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    1. Ciao Stefy, ti inforno che da lunedì ci sarà una sorpresa che ti farà molto piacere. Spero che verrai a trovarmi. Un bacione amica mia.

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  13. Cosa vuoi che ti dica?! Che ho amato la Puglia invernale come non immaginavo?! Che ho amato le orecchiette con le cime e il purè di fave?! Ebbene sì, colpita e affondata. Non sono stata a Bitonto ma la settimana che ho passato a gironzolare fra Salento e Valle d'Itria mi ha fatto innamorare anche della gente... Ti stritolo in un abbraccio ;)

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    1. Sei stata in alcuni dei posti più meravigliosi della Puglia. E mentre leggevo il tuo resoconto su twitter e Instagram, avevo voglia di tornare. Siamo veramente malate!
      Ti stritolo anche io!

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  14. Ehi!! Non ho letto...sono andata a spizzichi e bocconi ché ho paura di ripetermi...tra qualche giorno vado col mio e non sai quanto mi pento della mia timidezza con la macchina fotografica! Non posso che ringraziarti ancora per avermi dato la possibilità di conoscere te, le altre due "foodbloggers"v(:-)) e questa cittadina meravigliosa! Un bacio cri

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    1. Non vedo l'ora di leggere il tuo e non sai che piacere è stato potere conoscerti e passare del tempo insieme. Un bel bacione splendore biondo.
      PAt

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  15. Riguardo al forno che avete visitato, non era il più antico di Bitonto, ve ne è un altro, che risale al 1200, accanto alla chiesa di San Francesco d'Assisi. Piccolo e quasi immutato. Se dovessi capitare dalle nostre parti, ti consiglio di farci un salto!

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    1. Ciao, mi dispiace non sapere chi sei. In effetti nel forno di cui mi parli ci sono stata ed ho anche assaggiato la sua focaccia, giusto poco prima di partire. E' molto bello. Ma come puoi leggere, ho scritto che S. Giovanni è uno dei forni più antichi, perché so che di queste realtà nella vostra città ce ne sono diverse. Grazie per il tuo commento. A presto.

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  16. Fantastici come sempre i tuoi reportage, ti invogliano veramente a voler partire x questi posti! Mi piacciono le immagini di questi paesini antichi e che dire dei prodotti una bonta' esagerata...che conosco grazie ad amici pugliesi :)!!! Buon anno cara Patty ciao ciao luisa

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  17. Patty !!!! fave e cicoria é un sogno per me, confinata in Provenza. La cicoria qui non esiste proprio, fave ne ho in credenza ma non decorticate. Bellissimo reportage e invidia pura per i magnifici prodotti del nostro paese: é la cosa che mi manca di puù in assoluto. Baci

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  18. anche io sono innamorata della Puglia...dei suoi colori, profumi, sapori e del sole. Quando vado cerco di portarmi sempre un po' dei loro sapori a casa....e proveró questo capolavoro di semplicità

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  19. Qui io faccio un tuffo nel passato.
    I miei nonni erano pugliesi sai?
    Ed io ahimé non sono mai stata in puglia.
    Però adoravo questo piatto che guarda tu non ho mai rifatto.
    Si cerca sempre la novità ma poi si perdono per strada i piatti di casa.
    Assurdo no?
    Ancora auguri gioia bella.
    Un bacino

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  20. Pat mi ero persa questo post e grazie per avermelo detto!
    che meraviglia di racconto! sono letteralmente con l'acquolina per il bocconotto e la focaccia.
    Io non sono mai stata in Puglia, la sogno da anni, sogno Lecce, sogno il suo mare, sogno il Salento, sogno il suo cibo. E fave e cicoria, sono speciali davvero!
    un altro bacio

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  21. che meraviglia di post hai scritto Patty!
    io che notoriamente tesso le lodi della mia regione, me ne sono reinnamorata. Mannaggia quanto è bella davvero.
    E che bella giornata abbiamo trascorso insieme.
    Fantastiche le nostre amiche/colleghe blogger.
    La nostra fantastica guida, la suocera, il cognato, il profumo di pulito della loro casa, il calore delle loro passioni, Le nostre risate, i sapori della terra miaaaa.
    O mamma che meraviglia.
    Meno male che son venuta, va.
    ti abbraccio forte e con te le altre nostre amiche.
    Anna
    venite in Pugliaaaaaaaaaaaaa

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  22. Mai stata a Bitonto, ma me ne hai fatto innamorare.. della cucina pugliese non si può dire nulla, se non.. che nostalgia!
    Bellissimo post, bellissime foto!

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  23. Come mi sarebbe piaciuto... Come mi sarebbe piaciuto!
    Per fortuna le tue foto, le tue parole, i tuoi racconti... :*

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  24. Fave e cicoria è il piatto che in assoluto più adoro della tradizione pugliese, noi di solito lo prepariamo con le cicorielle selvatiche che sono leggermente più amarognole ma non sempre le abbiamo a disposizione e la cicoria catalogna è una validissima alternativa. E hai mai provato a farle senza patata? Il gusto è un po' più forte ma buonissimo.
    Quanto mi sarebbe piaciuto essere lì con voi a passeggiare per le strade di Bitonto, a ridere e chiacchierare, deve essere stato bellissimo. E bellissime voi :)
    Un bacione grande!

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  25. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  26. Ciò che compri con la giusta scelta ha un valore doppio. Scopri i funghi alla pugliese. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2NDAzNzEzOCwwMTAwMDAxMixmdW5naGktYWxsYS1wdWdsaWVzZS0zMTRtbC5odG1sLDIwMTYwNjIwLG9r

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