martedì 26 agosto 2014

La "mia" Amsterdam da Anna agli Zoccoli!

Come away with me - Norah Jones
Sono stata presente a singhiozzo su questo blog negli ultimi due mesi.
Zero voglia di cucinare ma anche di stare chiusa dietro un video.
In realtà neanche tante cose da raccontare senza rischiare di annoiare.
Da giugno si ha voglia di chiudere e pensare alle vacanze, che come tutti sappiamo, finiscono in un nanosecondo.
Nel mio caso sono volate ma sono state comunque bellissime.
Negli ultimi anni siamo costretti a partire a Ferragosto mettendo insieme le esigenze di tutta la famiglia. Non è propriamente il periodo migliore per viaggiare ma non sempre si può scegliere.
Questa volta ho messo in azione l'agente di viaggio che è in me ed ho cercato di trovare una soluzione accettabile per poter andare a visitare Amsterdam nei giorni più cari della stagione.
Dopo uno sguardo ai voli diretti, ho capito che neanche quest'anno avremmo potuto permettercela. Ovviamente partire a Ferragosto non significa avere date precise e definitive con mesi di anticipo.
Purtroppo fino all'ultimo (vale a dire un mese prima), non possiamo dire di essere sicuri.
Il che significa che le occasioni di ottime tariffe aeree sono ormai sfumate da tempo.
Amsterdam è una delle destinazioni più gettonate nella bella stagione e non è propriamente una città economica dal punto di vista dell'ospitalità e del volato.
Ho provato a pensare come sarebbe stato arrivare su un altro aeroporto e raggiungere la capitale olandese via terra. In effetti, volando su Bruxelles, il costo del biglietto è decisamente un'altra storia (non abbiamo speso più di 250 euro incluse tasse, in 3). Parlo ovviamente di Ryanair e non di linea.
Arrivando dal Belgio, abbiamo potuto includere la visita nei dintorni di Amsterdam (Volendam, Marken, Zaanse Schans), il nord con l'oceano, i piccoli borghi marinari, le grandi spiagge amate dai surfers e kiters, Delft e tornando verso Bruxelles, anche Brugge.
Ad Amsterdam abbiamo dedicato 2 giorni e mezzo, giusto un assaggio, ma quello che mi dico sempre è che i luoghi stanno lì, non se ne vanno e noi possiamo sempre ritornare, no?
Difficile raccontare un luogo meraviglioso come questa città e la sua gente.
Cercherò di farlo brevemente, attraverso un ABC speciale e personalissimo.
Spero torni utile a chi di voi deciderà di partire per l'Olanda.
ANNA: è probabilmente la sua donna più celebre e rappresentativa.
Parlo della piccola Anna Frank, la cui casa in Prinsengracht 263-267 (nel Jordaan) è uno dei posti più tristemente celebri al mondo.
E' stato l'unico luogo che abbiamo voluto fortemente visitare, in una fila di due ore sotto la pioggia e con una temperatura che si aggirava intorno ai 12 gradi.
Stremati dal freddo non abbiamo neanche per un momento rimpianto quelle ore in coda. Una visita emozionante e commovente e non solo se si hanno bambini al seguito. Si può prenotare l'ingresso on line ma difficilmente si trova posto se non ci si muove con largo anticipo.
BICICLETTE: sono tante, sempre e ovunque. Pedalano tutti, giovani, vecchi, mamme con bambini, manager in abito scuro, signore eleganti con i tacchi, ragazze con cassette piene di cibo o animali da compagnia. L'intera Olanda è una pista ciclabile perfettamente organizzata. Il 50% della popolazione le usa ogni giorno per spostarsi e per piacere.
La sensazione che si ha vedendo tutta questa gente pedalare con allegria è splendida ed il senso di emulazione scatta immediatamente per qualsiasi ignaro turista. Dico ignaro della pericolosità della cosa. Non voglio spaventarvi, ma non date retta a chi vi dice: "Noleggiate una bici per visitare Amsterdam". A meno che non siate dei bravi ciclisti, con ottimi riflessi e grande destrezza nel traffico, sappiate che se come me noleggerete una bici per scoprire la città, starete l'intera giornata in tensione, concentrati esclusivamente sulla strada estremamente trafficata, e non vedrete nulla di ciò che accade intorno a voi. Dovrete fermarvi spesso per consultare la mappa e con molta probabilità, diventerete causa di incidente. Non voglio spaventarvi, ma pensateci bene. Non è così facile come sembra.
CANALI: Beh, solo qualche numero: 165 canali, 80 ponti. La presenza dell'acqua è qualcosa di estremamente romantico e rende questa città assolutamente unica.
Chiamarla "Venezia del Nord" è riduttivo. Le prime ore della mia visita le ho passate fotografando ponti e canali. Sono qualcosa di ipnotico ed emozionante. Di giorno e di notte.
Di certo troverete il vostro preferito e non smetterete di innamorarvi delle meravigliose case sui canali nelle quali avrete voglia di abitare.
DOLCI: Le pasticcerie ad Amsterdam sono numerose così come le sale da te (lasciamo stare i coffe shop, altra roba). Le torte multistrato, ricche di creme e farciture, ricordano un po' la pasticceria viennese, ma quello che posso dire per esperienza personale, è che la torta di mele resta un must da non perdere. Se dovessi descriverla, potrei dire che è una pie con il ripieno di uno strudel: davvero fantastica.
EDAM: Che è come dire formaggio. L'orgoglio della nazione ed un simbolo che troverete ovunque, lungo strade e piazze, ed all'interno di bellissimi palazzi storici. Non avrete difficoltà ad assaggiarne nelle botteghe di prodotti tipici. Personalmente non lo amo moltissimo, ma lo trovo estremamente fotogenico.
FEBO: Ovvero quando l'ingegno dello snack si fa organizzazione.
Avete fame e non avete né tempo né soldi da spendere per un pranzo completo? Entrate in un FEBO, ovvero moderne rosticcerie a gettoni. Cibo caldo e freschissimo preparato al momento e sistemato in distributori automatici simili alle nostre macchinette per gli snack. Selezionate quello che vi interessa, inserite le monete e mangiate il tutto appena fatto. Pochi euro e deliziose crocchette, panzerottini, hamburger, patatine, ecc....Una sorta di McDonald ma tutto automatico e completamente  autoctono.
GAY FRIENDLY: C'è da dire poco in proposito. Amsterdam insegna a tutta Europa la tolleranza in ogni campo ed in quello sessuale è sicuramente la capitale della libertà e del rispetto.
HARD: Prima di partire, parlando con mio marito avevo esordito dicendo: "mi raccomando, evitiamo il quartiere a luci rosse", preoccupata che mia figlia avesse un'idea della città lievemente distorta.
Il primo giorno di visita, arrivando dal nostro Hotel abbiamo fatto casino con la mappa e ci siamo finiti dentro con tutte le scarpe. Orgogliose signorine in mutande e reggiseno sorridono da dietro ai vetri, sexy shop con le dotazioni più improbabili per notti burrascose all'insegna della passione accanto a locali che pubblicizzano ogni sorta di spettacolo per l'universo maschile. Tantissimi giovani e turisti passeggiano tranquilli pensando ai fatti propri. Capire dove ci trovavamo c'è voluto un istante ma mia figlia, decisamente più saggia e composta dei suoi imbarazzati genitori, ci ha messo subito a posto esordendo: "Mamma, guarda che lo so dove siamo. Ho visto un documentario con nonna su Marco Polo". Glob!
ISOLE: Circa 90 le isole che compongono la città e c.ca 500 i ponti che le collegano. Ma contrariamente a Venezia, non è una città che muore trasformandosi lentamente in un museo accessibile solo a pochi. Questa città è un brulicante centro culturale, economico ed amministrativo e pare colpita dalla sindrome di "Benjamin Button": ringiovanisce con il passare del tempo.
JORDAAN: Uno dei quartieri più caratteristici ed interessanti che negli ultimi anni è diventata sede di numerose gallerie d'arte, negozi di antiquariato e locali tipici. E' stato il quartiere degli artigiani e lavoratori che arrivavano da tutta Europa istallando lì la propria attività. Nel secolo d'oro, ovvero in tutto il 600, era così densamente popolato da essere piuttosto malsano per le scarse condizioni igieniche. Ma oggi ha lo stesso charme che hanno acquisito i Marais a Parigi dopo il loro recupero a partire dagli anni 80. Le più belle case storiche a bordo canale sono proprio qui. Dimenticavo: è il quartiere dove risiede la casa di Anna Frank.
KO: E' come vi sentirete lasciando Amsterdam.
LUCE: Speciale, trasparente, tanta d'estate, come in tutti i paesi nordeuropei.
Per gli abitanti di questa città la luce è fondamentale e lo raccontano le grandi finestre delle case, spesso spoglie di tende o comunque con pochissima stoffa per non ostacolarne l'accesso.
Non per questo si è autorizzati a sbirciare dentro le case dalle finestre direttamente sulla strada. Che è praticamente una cosa impossibile da evitare, visto la bellezza delle abitazioni: l'occhio ce lo butti comunque. Se lo fate, almeno siate discreti.
MULINI: Forse il simbolo più noto ed amato di questo paese di terre d'acqua.
Amsterdam ne conserva ancora alcuni, 8, dentro la città e che personalmente non sono andata a cercare. Ne abbiamo contati diversi viaggiando da Bruxelles ad Amsterdam, tutti bellissimi.
Avendo la macchina, abbiamo preferito spostarci nei dintorni, nella vicina Zaanse Schans, dove un piccolo borgo contadino è diventato un museo a cielo aperto e località iper-turistica dove vedere i Mulini ancora in azione. A parte trovare schiere di giapponesi come ovunque d'altronde, verrete soggiogati dal diffuso profumo di cacao nell'aria. Non è un'allucinazione ma il vicino laboratorio dove viene prodotto. Tutto il posto è incantato. Turistico ma realmente pieno di fascino.
A soli 15 minuti da Amsterdam.
NUVOLE: I cielo di Amsterdam ne è sempre pieno. Anche con il sole. Tanto si spostano con la velocità del vento. Se hai la fortuna di imbatterti in una giornata senza pioggia (non è impossibile), non riesci a non guardare il cielo che ti sembra sempre così vicino e mobile.
Le nuvole di Amsterdam sono parte del paesaggio. Se le osservi ti rendi conto del perché di certi quadri di Van Gogh. Nuvole e vento sono un binomio che dovrai considerare una volta laggiù. E finiranno col piacerti moltissimo.
OLANDESI: cordiali, sorridenti, ospitali, disponibili, belli, easy.
Un popolo fantastico proiettato verso il futuro. Sono il riflesso della propria città e della propria storia, una civiltà che si è aperta verso il mondo e che il mondo lo ha conquistato e popolato con intelligenza. Ho invidiato l'ordine, la libertà disciplinata, gli spazi organizzati, la cura e l'attenzione per le giovani generazioni per le quali sono costruite scuole e servizi meravigliosi (se non ci credete, basta dare un occhiata al conservatorio di musica, un palazzo in vetro con auditorium immenso e sale prove affacciate sulla città).
PATATINE: Piatto nazionale, si mangiano ovunque, possibilmente camminando e possibilmente bollenti, coperte di salse. Se i miti vengono smontanti solo dal confronto, quelle che tutto il mondo  conosce come "French fries", in realtà dovrebbero chiamarsi "Dutch fries", perché buone come quelle che ho mangiato qui, ancora devo trovarle.
In particolare, andate a scovare la minuscola bottega Vlaams Friteshuits Vleminchx che si trova in Voetboogstraat 31/33, fatevi una breve fila (per altro servizio velocissimo) e gustatevi queste meraviglie magari "nature", senza troppe salse. 
Consiglio la dose piccola, che è comunque generosa. Dopo però, sarà difficile tornare alle vecchie sticks senza rimpianto.  
QUANDO: Andare ad Amsterdam sempre. In Estate, Autunno, Inverno o Primavera. 
E' sempre il momento di andarci. Non sarà mai troppo freddo o troppo ventoso o troppo caldo per rinunciare. E' la mia nuova malattia. Conterò alla rovescia il giorno per ritornare. 
RIJKSMUSEUM: Lo so, il vecchio Van Gogh è un appuntamento imperdibile se si va ad Amsterdam ma io ho fatto una scelta diversa. Ad Aprile è stato riaperto il meraviglioso Rijskmuseum dopo un lungo restauro e un'opera straordinaria come "The night watch" di Rembrandt ha fatto finalmente ritorno a casa. Però, nello stordimento generale dato da opere grandiose ed immortali come le molteplici di Rembrandt e l'immensa "Waterloo" che occupa un'intera parete, io ho lasciato il cuore tra la cornice di un piccolo dipinto dalla potenza senza limiti. E mi sono accorta di amare Vermeer senza speranze (ah, dimenticavo, nel Museo si può fotografare! ).
SINGEL: E' la Via ed omonimo canale che taglia in 2 la parte Settentrionale della città.
Vi ci imbatterete spesso, probabilmente già dal primo giorno cercando di raggiungere Piazza Dam, il cuore antico di Amsterdam. E' molto importante ed interessante in quanto praticamente tutti gli edifici che si affacciano sul canale sono stati costruiti a partire dal 1600.
TETTI: Altra meraviglia di questa città. Credo di non averne visto uno identico all'altro, o probabilmente ho perso il senno cercando di imprimermi nella memoria tutta quella sequenza di curve, riccioli, punte, pinnacoli senza soluzione di continuità.
Saranno i tetti di Amsterdam a togliervi il sonno per la nostalgia quando tornerete.
Tetti su case strette e lunghe costruite così per sottostare ad una tassa che puniva le case con facciate troppo ampie. Da qui la costruzione in altezza, vicine vicine spesso con solo 2 o massimo 3 finestre a piano.
UNIVERSITA': Ebbene si, Amsterdam è una città universitaria ed è sede di due antiche università, la prima del 1632 (UvA), per scienze umanistiche, legge, medicina, economia e scienze sociali. Accoglie studenti da tutto il mondo. La seconda è la Libera Università di Amsterdam, nata alla fine del XIX secolo fondata da ortodossi e protestanti. Ha 12 facoltà.
VENTO: C'è, non si può evitare. Ed è fonte di energia pulita. Da qui i mulini e le pale eoliche. E capelli struffati, acconciature improbabili, giacche a vento e surf/kite passion.
WAFFLE: Non pensate ai waffle che servono in Belgio, grandi, morbidi e farciti con panna, cioccolata e palla di gelato alla vaniglia. Non che manchino anche qui, ma la vera specialità sono delle cialde sottili e croccanti, accoppiate come dei piccoli sandwich farciti di sciroppo al caramello.
Le potete trovare in qualsiasi market, pasticceria e negozio di souvenir. Hanno un meraviglioso aroma di cannella e sono il regalo perfetto da portare dall'Olanda. Se riuscite a non smettere di mangiarli.
XXX: Le tre croci di Sant'Andrea, che campeggiano sullo stemma della città di Amsterdam (croci bianche su fondo nero in campo rosso). Le trovate ovunque: finestre, porte, tombini, biciclette, magneti. Insomma, prima di pensare a qualche bandiera piratesca, guardatevi intorno.
YES: I speak English. Nonostante l'olandese sia una lingua impossibile (magari se conosci il tedesco, riesci ad intuire il significato di qualche parola), chiunque in città parla Inglese. Dall'anziana signora al bambino della materna. E questo è un altro segno di enorme civiltà.
ZOCCOLI: Che Olanda è senza zoccoletti? Ho dovuto combattere contro mia figlia che voleva assolutamente portarne a casa un paio della sua misura (il 40 avete presente? Mi sarebbe servito un secondo bagaglio solo per quelli). Adesso non si trovano più persone che indossano queste calzature particolari, ma i laboratori non mancano e neanche gli estimatori. In città ci sono alcuni posti dove potrete osservare un artigiano produrre uno zoccolo sotto i vostri occhi. Noi abbiamo visitato la bottega sull'isola di Marken, assolutamente splendida, come l'isola tutta.
Potrei raccontarvi ancora molto ma credo di avervi già tediato abbastanza.
Voglio però lasciare una piccola carrellata di foto per farvi venire voglia di partire.
Mi aspetto di sentirvi raccontare la "vostra" Amsterdam.

32 commenti:

  1. Ciao Patty, che bel reportage e foto, m'hai fatto venire voglia di andarci subito!

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    1. Non posso che dirti: vai. Io l'ho desiderato tanto e adesso vorrei tornare, subito!

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    1. Grazie di cuore Giulia! Un bacio.

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  3. non ci hai tediato affatto!!
    un particolare resoconto, davvero emozionante. Mi è piaciuto molto questo ABC e ne terrò conto sicuramente quando andrò in questa bellissima città che ancora non conosco.
    Grazie Pat e bentrovata!
    un abbraccio

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    1. Ma grazie Franci. Sono tornata. Spero di non sparire ancora! Bacissimi.

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  4. Mi è venuta voglia di partire già dalla prima foto :-) sono una inguaribile viaggiatrice e Amsterdam è nei miei sogni da tempo! Anche io avevo pensato di passare da Bruxelles e ora che ne parli anche tu sono sempre più convinta di farlo! Grazie per la preziosissima guida :-)
    Buona giornata!
    V

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    1. Grazie a te Virginia per essere passata. L'idea di arrivarci via terra è interessante e a me piace rendermi conto del territorio quando visito per la prima volta una città. Abbiamo ammirato le infinite pianure olandesi e campi pieni di mucche, cavalli e mais altissimo. Un vero piacere.

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  5. Beh Patty a me non annoi MAI! anzi trovo il post interessante, scorrevole, ben curato e soprattutto ben spiegato (che è un'arte!) io sono stata Ad Amsterdam moltissimi anni fa, ricordo poco e quel poco non è un granchè (ma era colpa della compagnia non della città) per cui ho apprezzato il tuo post moltissimo!
    per la zero voglia di cucinare e di stare dietro al monitor... ohhhhhhhhhhh quanto ti capisco! bacioni

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    1. Simona, le tue parole mi fanno molto piacere. E sono anche d'accordo con te sul fatto compagnia di viaggio. Non c'è elemento più pericoloso per il fallimento di un'esperienza che avere compagni di viaggio complicati e con cui non si ha empatia. Diventa una punizione anziché una gioia. Così come il viaggiare quando si è innamorati: tutto diventa meraviglioso, anche la bettola più improbabile. Ti abbraccio carissima.

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  6. Un reportage originale e personalissimo, e foto splendide: grazie!
    Giulia

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  7. Concordo su tutto, dalle tariffe al formaggio fotogenico, e grazie per averci dato un'idea bella e personale di questa città che purtroppo ancora non conosco. Molto del tuo alfabeto potrebbe applicarsi a Strasburgo, dove ero la settimana scorsa, più piccola e meno animata, certo, ma con deliziosi canali, abitanti gentili ed educati, nuvole veloci nel cielo e prezzi per arrivare stratosferici (io aereo + TGV da Parigi e ho speso più di voi da sola!).

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    1. Strasburgo è adorabile così come tutta l'Alsazia. Ci sono stata un paio di volte e devo dire che l'ho molto amata, anche in questo caso per la presenza dell'acqua che rende tutto così romantico (devi vedere Colmar...ancora più bella). Sui prezzi posso immaginare. E' una destinazione poco ben collegata. Io ci sono arrivata sempre via terra. Però su Amsterdam posso solo dire: vai! Ti abbraccio mia cara.

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  8. ...ed io che ti aspettavo al lago?

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    1. Lo so, lo so....sono una capra. Potrò mai farmi perdonare? Ti abbraccio cara Gianly.

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  9. splendido post, splendido reportage, tutto descritto benissimo e con dovizia di particolari:)) l'ho letto davvero con piacere e mi hai fatto venire una voglia incredibile di visitare questa città della quale ho sempre sentito parlare bene :))prima o poi devo andarci!!!!!!
    grazie mille per il bellissimo post e per le foto meravigliose:))
    un bacione:))
    Rosy

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    1. Rosy sono molto felice che ti sia piaciuto. E posso solo immaginare che se ti sia piaciuto anche solo leggerlo, quando potrai andarci ti innamorerai come è successo a me. Un grande abbraccio.

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  10. Cara Patty ho avuto la fortuna anni fa di visitare Amsterdam e devo dire che ne ho un ricordo bellissimo, le sue strade, i suoi canali e la sua aria libertina è rimasta dentro di me, vorrei proprio tornarci e grazie al tuo racconto ed alle tue foto bellissime è come se avessi realizzato questo mio sogno.
    Grazie per aver condiviso il tuo viaggio con noi!.
    Bacio
    Coscina di pollo

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    1. E grazie a te per passare sempre di qui. Superbacio.

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  11. Ciao Patty mi piace leggere le tue presentazioni invitanti delle città! Anche quelle come Amsterman che magari non mi attirano all'idea dei coffee e sexy shop, diventano mete appetibili da scoprire anche con i bambini! Grazie un bacione Luisa

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    1. Cara Luisa, ero prevenuta lo ammetto, rispetto agli argomenti da te indicati. Ma guarda che la naturalezza e "il distacco" con cui la città vi si rapporta è incredibile. Amsterdam è una città a misura di bambino ed è bello visitarla in famiglia. Ti abbraccio.

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    2. Grazie cara la terrò presente allora come "regalo" del maritino in alternativa alle "solite" Londra o Parigi ;)!!! Ciao buona giornata Luisa

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  12. Pensavo che alla V avrei trovato van gogh e invece.....hai fatto una descrizione meravigliosa di questa città e mi hai fatto ricordare il mio viaggio di laurea fatto con il mio attuale marito...che esperienza indimenticabile!!! Un abbraccio

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    1. Hai visto? Troppo scontato. Il grande Vincent è un po' ovunque secondo me. Anche se quello in Olanda non è stato il suo periodo più felice ed i suoi colori più belli sono esplosi solo dopo aver vissuto in Provenza. Però molti scorci della città e dei suoi dintorni mi ricordano i suoi quadri. E' vero, Amsterdam è una esperienza indimenticabile. Baci cara Chiara.

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  13. Bellissimo resoconto stupendo non ho parole chiaro e ottima lìidea dell'alfabeto fai una carrellata come se davanti a te avessi la guida...brava. Amsterdam so che è bella abbiamo conosciuto olandesi in campeggio proprio di la e come dici tu con il tedesco ci siamo arrangiati frammisto all'inglese. Si, tutte le regioni al nordo ed anche all'est ora, imparano da piccoli la lingua più parla nel mondo perchè la loro è difficile olandese, svedese, ungherese, lettone ecc. è un peccato che da noi non lo facciano da sempre e anche adesso non lo ritengono ancora tanto importante. Grazie infinite di questo racconto e se ci vado so a chi rivolgermi. Un abbraccio e buona giornata.

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  14. sto già guardando le tariffe aeree... ti dico solo questo!!
    ma cos'è la lonely planet in confronto a te???? ;)

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  15. la mia amsterdam è quella che ho nei miei sogni! sono anni, lustri, decenni che sogno di andarci perchè credo che potrebbe essere la mia città idelae! mi sono bevuta letteralmenete il tuo post arrivando alla fine delusa : come??? già finito?? :-) bellissime le foto (ma cosa te lo dico a fare???) ma ancor più bello questo tuo alfabeto che mi ha fatto venir ancor più voglia di andarci...grazie patty!!! ti abbraccio fortissimo!!
    (sappi che rileggerò questo post fino ad impararlo a memoria per sentirmi immersa in questa atmosfera olandese come se ci fossi stata davvero!)

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  16. Bellissimo reportage di una Amsterdam che ho amato moltissimo e che mi ha emozionata: ho girato tre settimane tra Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi e ho amato tutto il Benelux.... di tappe da ricordare ne ho moltissime, ma forse quelle che mi sono rimaste più nel cuore sono state la casa di Rembrandt, pittore da me amatissimo, e proprio i quartieri a luci rosse, dove le signorine sono state di una carineria unica con mio figlio, allora ancora piccolo (aveva nove anni) ma che ho sempre cresciuto nella libertà più completa e che si è trovato a ridere e scherzare con loro e coccolato da tutte!
    Ciao, Tatiana

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  17. Che bello ritrovare nel tuo alfabeto tutti i dettagli di una città che amato moltissimo! Ci sono stata 3 anni fa e da allora ho voglia di rivederla... Mi ritrovo in tutto quello che hai scritto, mi piacerebbe commentare ogni lettera e aggiungerne ancora altre, per rivedere davanti ai miei occhi quella bellezza... Mi tengo il sogno di questo viaggio, magari per unirlo ad una visita in Belgio, che non ho mai visto e vorrei visitare.
    Grazie per aver condiviso questi ricordi e questi scatti.
    Alice
    P.S.: da quanto tempo non sentivo la parola "struffata"...lo diceva mia nonna, hai risvegliato in me una grande tenerezza. :-)

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  18. Bellissimo reportage e foto stupende. Anche il nostro primo piano per le vacanze prevedeva un giro tra Belgio e Olanda, poi un imprevisto ci ha fatto cambiare completamente programma. Peccato, dovrò rimediare al più presto, soprattutto ora che ho letto il tuo post. Mi sbaglio o anche in belgio le patate fritte sono uno dei piatti nazionali?
    Capisco perfettamente la questione delle bici ed è per questo che quando abitavo a Londra non ho mai preso le boris bike, nonostante l'insistenza dei miei amici (aggiungi anche il fatto della guida al contrario!). Un bacio, Chiara

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  19. Ben ritrovata Patty!
    Io Amsterdam l'ho vista 5 anni fa durante un giro in treno fatto con la dolce metà per le capitali (e non) europee (ribattezzato "l'Interrail dei fuori quota").
    Fra le cose che mi hanno colpito ci sono le case, alte e strette e con quella sporgenza col gancio in alto sotto il tetto, che serviva per tirare su i mobili dato che dalle scale non ci passavano.
    Le persone che fanno picnic nel posto macchina davanti a casa, che se gli casca il piatto dal tavolino finisce nel canale.
    E poi il Begijnhof nascosto dietro una porticina, che l'abbiam trovato giusto perché s'è aperta per far uscire una persona.
    Per le bici non ho trovato alcuna difficoltà, sarà che sono abituata alle insidie del traffico fiorentino e poter disporre di una ciclabile come cristo comanda non mi pareva vero (l'hai visto cosa non è il parcheggio bici davanti alla stazione?); l'unica difficoltà è stata trovare una bici per la mia altezza, che io son tappa e lì invece ci son certi brindelloni...
    E comunque bisogna che ci torni, che quando ci sono stata il Rijks era in restauro e abbiamo visto solo una selezione delle opere (la mitica lattaia comunque c'era).

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