martedì 19 maggio 2015

Biscottini di mandorla e limone: il patentino di madre non idonea.

Blower's daughter - Damien Rice
Si cresce.
Un'ennesima prova si profila all'orizzonte, neanche troppo lontano e osservando dall'esterno, alla ricerca di emozioni, paure, sudori freddi, nulla, se non uno sguardo perso in chissà quale mondo.
Lei vive leggera e inconsapevole.
O forse no. Forse sono io, madre apocalittica che assorbe ogni tensione e fa sua quella che dovrebbe essere una preoccupazione se pur accettabile, di una bimba preadolescente.
Allora scavo, sondo la mia memoria. Mi sembra così lontano, nebuloso. Una cosa però me la ricordo: andare a scuola mi piaceva.
Qui invece non capisco. Non più.
Quell'immagine di bimba che mi ero fatta nella testa, adesso ha lasciato posto ad una signorina che si muove come un'ombra per casa.
Vive chiusa nella propria camera da letto per accedere alla quale servono strumenti pesanti di disinfestazione.
Nella nostra vita si ripete ogni giorno l'ennesima epocale lotta tra il bene e il male: lo studio o il cellulare.
Non racconto nulla di nuovo, so che milioni di famiglie vivono il nostro stesso calvario quindi è solo un modo come un altro per raccontare una storia uguale a se stessa. Se non fosse che a meno di 4 settimane la signorina in questione dovrà affrontare il suo primo vero esame, la sua prima vera prova da piccolo individuo pensante, e l'unica persona presa dal panico in famiglia sono io.
Roba che non ci dormo la notte.
Si può essere più deficienti? Io vorrei tanto fare la madre forte, evoluta, cinica, che di fronte all'indifferenza dei figli sull'argomento studio, li lascia in balia della marea. Se bocciano sarà una lezione che non dimenticheranno e diventeranno più forti.
Ma dov'è scritto?
Io mi rendo solo conto che vivo ogni suo fallimento, ogni sua debolezza, ogni suo sbaglio come una sconfitta personale. Come la riprova di un'inadeguatezza nel lavoro di genitore: "madre non idonea" c'è scritto sul mio patentino.
Poi torno a pensare a freddo a com'ero io alla sua età, a quanto tempo passavo sui libri: poco. Quando tempo passavo a giocare: tanto. Non c'erano cellulari, ma c'era la musica, lo sport, i libri, la televisione. Ogni scusa era buona per svicolare l'impegno. Eppure sono sopravvissuta.
Ieri sera a tavola, durante una bellissima cena in terrazza al calore di un maggio generoso, parlando di scuola (ormai è l'argomento quotidiano), ho sospirato esclamando con reale nostalgia e desiderio:"quanto vorrei tornare a scuola".
Di tutta la mia vita, di ogni istante meraviglioso vissuto, di ogni gioia e conquista, di ogni regalo o scoperta, gli anni della scuola sono stati il vero ed unico periodo di totale libertà e spensieratezza.
Per ognuno di noi.
Non c'è e non ci sarà mai più un momento così assolutamente perfetto. Per ognuno di noi.
Dovrebbero scriverlo sulle istruzioni per l'uso.
L'amarezza della preoccupazione va smorzata con qualcosa di avvolgente, dolce ma non troppo, profumato e dal cuore fondente. Ma con una sorpresa croccante che risveglia l'umore e lo spinge verso l'allegria, la positività.
Se non esiste medicina per tutto ciò, ci sono i biscottini di mandorla con l'aroma inebriante del limone. Ma ricordate di usare mandorle di ottima qualità per ottenere dei dolcetti assolutamente indimenticabili.
Io ho usato delle stupende mandorle di Avola procurate dalla mia amica Flavia e che sto per terminare.
Non le batte nessuno. Pur avendo provato le pugliesi di Toritto o Bitonto, quelle di Avola sono di una eleganza sensoriale unica.
Per finire, questi sono tra i miei biscottini preferiti in assoluto. Non dimenticate le mandorle amare o le armelline, mi raccomando.
Ingredienti per c.ca 40 biscottini
250 g di farina di mandorle
5 g di farina di mandole amare o armelline
175 g di zucchero
2 albumi (60 g c.ca)
la scorza grattugiata di un limone non trattato
100 g di granella di mandorle tritate al coltello.
In una larga ciotola miscelate la farina di mandole, di mandorle amare, lo zucchero e la scorza di limone quindi aggiungete gli albumi leggermente sbattuti.
Lavorate il composto con un cucchiaio fino ad ottenere una palla, quindi lasciatelo riposare un'oretta coperto da una pellicola.
Aiutandovi con un cucchiaino, prendete dei pezzi di impasto e formate delle palline grandi come ciliegie.
Stendete la granella di mandola su una spianatoia e rotolatevi sopra le palline in modo che si rivestano di briciole su tutta la superficie.
Una volta ricoperte, schiacciatele leggermente fra le mani ed appoggiatele su una teglia ricoperta di carta da forno.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per c.ca 20 minuti.
Dovranno essere dorate e croccanti all'eterno e morbide e fondenti all'interno.
Lasciate raffreddare e conservatele in scatole di latta o vasi di vetro ermetici. Resteranno morbide per 5/6 giorni migliorando nel sapore.
Per gli amanti di pasta di mandorle, sono assolutamente irresistibili.

35 commenti:

  1. Le mamme, mia cara Patrizia, non devono essere patentate, né perfette. Non lo saremo mai! possiamo incoraggiare i nostri figli, indirizzarli, aiutarli, ma le scelte sono solo le loro.
    Io ho un piccolo mostro treenne che me l'ha fatto capire da subito: ha sempre deciso lui cosa e quanto dormire, cosa e quando mangiare, cosa indossare e altre tragedie quotidiane, visto che è perennemente uno scontrarsi! per non parlare della scuola, che già odia, sebbene vada ancora alla scuola dell'infanzia...
    Pazienza. Infinita pazienza, con qualche attimo di urla e sbattimento di porte. Perché noi mamme per essere quelle che siamo dobbiamo essere noi stesse :D

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    1. Giusto Stefania, il non intervengo sulle sue scelte se non quando mi sembrano assolutamente azzardate, ma scelte importanti non ne fa in quanto è ancora "piccola". Quello che invece vorrei ricevesse da me, è l'idea di avere qualcuno di cui fidarsi e a cui appoggiarsi quando pensa di non farcela o ha dei dubbi, perchè quello che vedo adesso è una persona che dice "faccio da me" solo per non avermi intorno, per poi non fare proprio nulla. E allora tocca fare il cane mastino. Sob. Goditelo fino a che è piccolo...il caratterino è interessante. Un abbraccio.

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  2. Patty, sbagli a definirla "bimba preadolescente" perché se come mi par di capire sta affrontando l'esame di terza media, non è più né l'una e né l'altra, fattene una ragione :-)
    Per il resto, il senso di inadeguatezza credo sia comune a tutte le mamme, te lo dice una che ancora non ha digerito una sconfitta del figlio, sconfitta che poi si è rivelata in un certo senso una fortuna.
    Quindi keep calm e datti pace, che poi passa anche questo periodo e si sopravvive (la creatura sta per compierne 21).
    Per gli afrori della camera invece una soluzione non l'ho trovata... :-)

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    1. Cercherò di farlo cara Perla. Leggere i vostri commenti mi solleva.
      Un abbraccione.

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  3. Anche a me andare a scuola piaceva, e nonostante fossi una brava studentessa passavo poco tempo a studiare, forse perchè facendolo con piacere non mi pesava. Poi c'erano tante altre cose e non il cellulare, ma insomma per perdere tempo si trova sempre modo.
    Lei sarà impeccabile, e tu perfetta, nonostante quello che scrivi ;)
    Ed i biscottini sono FAVOLOSI per amante di limone e mandorla come la sottoscritta.

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    1. Quello che penso Stefania, è che probabilmente le persone che i nostri figli diventeranno, non le riconosciamo adesso che vanno a scuola. Forse un pochino ma quando troveranno l'interesse che li accende, cambieranno e allora li vedremo diventare adulti. Adesso mi ci vuole un quintale di biscotti per tirarmi su. Ti abbraccio.

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  4. I biscotti sono favolosi!
    Non te la prendere, non esistono madri "idonee". Ti parla una che non ha avuto figli e per questo osserva attentamente i figli degli altri. Non è una TUA sconfitta se non le piace studiare o se non le piace la scuola e sicuramente non sarà bocciata. A me piaceva andare a scuola perchè vedevo gli amici e chiacceravo, ma ammetto che non ho mai studiato. Mi è sempre andata bene fino alla maturità (un onesto 48) - Non mi sequestravano il cellulare perchè non c'era ma avevo il lucchetto al telefono e tenevo il libro che stavo leggendo sopra a quello di scuola dando l'impressione di studiare molto... Anche la mia stanza era inagibile come credo quelle del 98% dei ragazzi. Il restante 2% o ha la governante o ha dei seri problemi ossessivo-compulsivi. Crescono e se fa l'esame di terza media non è in preadolescenza ma in piena adolescenza. Auguri!!!

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    1. Silvia, io ero come te, non ero una secchiona ma sentivo forse il senso della responsabilità, cosa che non avverto in lei, o almeno non me lo fa vedere. Poi magari mi sbaglio, perchè non conosceremo mai i nostri figli fino in fondo, ma un pochino più presa mi piacerebbe vederla :D....Ti mando un bacione.

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  5. Io ho una bimba di sei anni. Sto assistendo con le stesse tue preoccupazioni a cambiamenti che mai avrei immaginato. Non ha preso bene la scuola, non l'ha presa come un impegno.
    Io reagisco come te, passo le notti a pensarci, lei ci saltella sopra.

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    1. Ecco...Mia figlia ha fatto lo stesso. La scuola non è mai stata la sua priorità. E' una parentesi trascurabile nei suoi impegni di ragazzina sognatrice. E adesso non voglio allarmarti di più, ma armati di tanta pazienza. Un abbraccio grande.

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  6. non penso la tua essenza di madre sia così manchevole come dici tu...
    abbi fiducia in te stessa!

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    1. Di fiducia ne ho a vagoni....ho paura di aver perso la pazienza però...:D
      Bacissimi.

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  7. bèh...non sai quello che ho passato io con mio figlio...prima l'asilo...vedrai dicevano, a scuola tutto cambierà..poi le elementari...e vedrai crescendo cambierà...poi le medie...le superiori...
    un'agonia da essermi quasi ammalata di nervi, o forse lo ero.
    ha mandato in tilt tutti i miei sentimenti, emozioni, tutto quello che pensavo tutto quello che avevo sognato per lui, non c era sera che non andassi a letto piangendo e mi risvegliavo piangendo guardandomi allo specchio mi chiedevo come avrei fatto ad arrivare alla sera...
    anni da incubo.
    adesso lavora, è sereno, ha tanti amici, una ragazzina, è un ragazzo con la testa a posto, prudente, sensibile gentile ora poi che è pure innamorato è anche dolcissimo.
    ma i sensi di colpa per i miei fallimenti mi fanno ancora compagnia.
    non so se me ne libereràò però vederlo così mi fà stare bene, mentre vedo altri suoi amici "persi " nel nulla invece lui mi sembra lui abbia le idee chiare e sia ben "saldo" allora chissà forse non tutti i mali vengono per nuocere.
    tutto questo per dirti... non smettere di curare la tua "Piantina" anche quando non ce la farai più o non avrai più speranze, servirà. E' la nostra forza. di noi donne.
    un abbraccio forte
    ps deliziosi questi dolcini!!

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    1. Simona....umammina. Vedi che alla fine nonostante le tue agitazioni è cresciuto sano e equilibrato.
      Io mi arrabbio e mi preoccupo, è come stare sulle montagne russe: un giorno è perfetto l'altro un disastro. Vedremo. Sembra un karma: io non ho mai dato preoccupazioni a mia madre, forse salta una generazione! :D
      Ti abbraccio carissima.

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  8. Non so cosa sia successo tra una generazione e l'altra. Tra quella dei nostri genitori e la nostra di nuovi genitori. Ricordo i miei che non mi hanno mai spronata a studiare e la cartella me la preparavo da sola con quel gran senso di responsabilità che molti della nostra generazione avevano già dentro fin dalle elementari. I miei mi hanno sempre ripetuto due frasi: 'prima il dovere e poi il piacere' e 'studiare è il tuo dovere come il nostro è quello di lavorare'. Saranno stati fortunati con me e raramente mi sono stati seduti al mio fianco per farmi fare i compiuti o per prepararmi ad un esame. Sarà che loro hanno fatto la guerra e il dono dell'essenzialità e delle responsabilità glielo si leggeva in faccia. Poi sono arrivati i ragazzi, i figli della nostra generazione: l'inserimento all'asilo che dura un'eternità, il cattivo mondo che ci circonda, la mancanza di fiducia verso gli altri, la finta sicurezza che regala il telefonino e la difficoltà nel dire dei NO forse per un senso di colpa strisciante che chissà da dove arriva... Pare che questi ragazzi vogliano spiccare il volo ma siano sempre legati al cordino ombelicale. Non giudico, non ho figli, ma vedo e condivido l'esperienza di tanti genitori e mi viene da dire che forse eravamo più fortunati noi, con meno comodità ma più spensieratezza e liberà e con il senso del dover diventare grandi. Immagino a volte come sarebbe essere madre, e penso che ci voglia un sacco di coraggio per 'lanciare i figli verso il futuro'. Ecco Patty, come al solito i tuoi post sono riflessioni sull'essere più che sulla cucina :-)

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    1. Non lo so Roberta. Per me è stato lo stesso. Io ho fatto sempre tutto da sola. Loro si fidavano di me. Mai una volta mi hanno detto: vai a studiare o a fare i compiti. Li facevo, o non li facevo se non mi andava ma ero consapevole che avrei incorso in problemi. Qui invece bisogna stare col fucile puntato ma anche quello serve a poco perchè non c'è soluzione alla distrazione ed al divagare ogni tre per due. E resta sempre il dubbio che l'essere troppo presente impedisca alle loro ali di rafforzarsi come dovrebbero.
      I miei post sono riflessioni sulla vita che scorre nella mia cucina...in effetti è così. Un abbraccione.

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  9. Patty, se posso permettermi, a mio parere i termini incui la questione e' posta sono "sbagliati" a priori. Mi spiego: che la piccola sia o meno "interessata" alla scuola non dovrebbe entrare nemmeno in considerazione. Il punto non e' l'interesse (che se c'e', meglio, ma se non c'e'...) il punto e' la responsabilita'. La scuola ci prepara a prenderci carico delle nostre responsabilita' Alla sua eta' e' un obbligo, e' infatti cosi' e' definita la scuola, studiare e fare i compiti con diligenza.
    Altrimenti, da adulta, non avra' gli strumenti per prendersi cura non solo di se', ma di chi a sua volta dipendera' da lei. Tu lavori, sua padre lavora, lei ha anche un dovere da svoilgere, che e' studiare. Immagini se in ufficio il capo si rivolgesse all'impiegata: "Scusi, Miss Jones, quand'e' che le interesserebbe iniziare a lavorare sulla relazione che deve consegnarmi per le 3:00pm? Sono gia' le 2: 15pm e lei sta ancora navignado in internet per leggere che colore andra' di moda l'iverno prossimo".
    Se non fa i compiti e non si prepara non ci sono telefonini, TV, accesso ad internet e cosi' via. Zero. Cosi' come se un lavoratore ozia viene licenziato.
    Stare sveglia di notte non l'ha fatta studiare fino ad ora e non servira' a niente nemmeno in seguito.
    Io la farei sedere alla scrivania, le farei un programma di studio degli argomenti che deve rivedere fino all'esame in modo da suddividerli un po' per giorno e se non vengono completati con diligenza niente telefonino etc.
    Qual e' il peggoio che puo' capitare? che faccia il broncio? sara' peggio se non passa l'esame o se lo passa meno bene di quanto avrebbe potuto studiando con impegno.
    Studiare o meno non e' una scelta che puoi delegare a lei--non e' un'adulta. Puo' scegliere se mettersi la maglia rosa o gialla, che gusto di gelato mangiare, se andare in piscina o fare jogging, ma fare il suo dovere a scuola non e' contemplato nella lista di opzioni. Va fatto e basta.

    --Ann

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    1. Cara Ann, ho letto con grande piacere il tuo commento. Ed il nodo è proprio quello: il senso di responsabilità. Che nonostante tutto non riesco a vedere in mia figlia o a farle capire. E credimi quanto tu dici è quello che noi applichiamo o cerchiamo di fare con lei. Programmi di lavoro, tempi, check, ripetizioni insieme. Il problema è che io dovrei controllare ogni istante il suo lavoro, starle sulla spalla come un avvoltoio per vedere se fa le cose perchè mia figlia ha la capacità di distrarsi ogni tre secondi ed il senso di responsabilità è vero che si può insegnare ma non è detto che venga acquisito. Ma ho anche una mia vita e spesso trascuro il lavoro per stare dietro a lei. E punizioni, litigate, minacce, telefonino nascosto per mesi. Te lo garantisco. Ad oggi i risultati sono miseri. Spero che la situazione migliori. In compenso io ho ripassato tutte la storia del primo e secondo dopoguerra e con piacere mi sono riletta tutte le guerre di colonizzazione....
      Grazie per essere passata, ti mando un forte abbraccio.

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    2. Patty, dal di fuori e' tutto piu' 'semplice' e le soluzioni sono sempre 'ovvie'. Quando in realta' solo chi le vive sa come sono davvero le situazioni. Spero di non aver dato l'impressione e mi scuso, di offrire LA verita' assoluta su come affrontare il problema che descrivi e che pur comunissimo assume sfumatore diverse in ogni diversa famiglia. E purtroppo per alcune e' piu' difficile che per altre. Detto questo credo che sia un problema generazionale. Per noi della generazione X, che siamo cresciuti con dei genitori che non solo non avevano aspettative in generale, nei nostri confronti, ma che sinceramente non si "preoccupavano" al nostro posto, fare il nostro dovere, essere responsabili era inevitabile perche' nessuno lo faceva per noi. E adesso che siamo genitori, volenti o nolenti, consapevoli o meno, compensiamo con i nostri figli quell'attenzione, quella preoccupazione che da parte dei nostri genitori a noi e' obbietivamente mancata. E il paradosso sta proprio in questo; piu' ci preoccupiamo noi, meno i nostri figli sono stimolati a preoccuparsi loro delle proprie responsabilita'. Anche le punizioni, le sgridate, seppure negative, sono una forma di attenzione e di coinvolgimento da parte nostra. E il messaggio che comunicano e' che noi i nostri figli non li ignoriamo, non ci diamo per vinti e vorremmo aiutarli ad ogni costo. I nostri genitori (sempre in senso generale, generazionale) non si chiedevano se fossero all'altezza, se avessero fallito ad un certo punto, di certo a differenza nostra non perdevano il sonno a chiedersi se ce l'avremmo fatta. Queste sono domande che ci poniamo noi. Io ho figli e queste conversazioni le ho fatte innumerevoli volte con mio marito, e con mia madre per esempio, perche' noto la differenza nel mio modo di essere genitore ripsetto a quello con cui sono cresciuta.. Non mi ricordo che mia madre si preoccupasse cosi', e mi ha confermato che e' vero. Noi giocavamo fuori fino a sera, senza adulti che ci guardassero, per esempio, con solo la raccomandazione di tornare per cena; adesso sarebbe impensabile. Eppure i compiti li ho sempre fatti senza supervisione. Sono convinta che per i nostri genitori sia stato molto meno complicato.
      Un abbraccio forte anche a te

      --Ann

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    3. Non ti devi scusare assolutamente perchè il tuo intervento è giustissimo e sacrosanto. E anche nel ragionamento che hai fatto adesso io mi ritrovo, perchè io come te ho avuto genitori che mi hanno lasciato gestire le mie cose senza la minima preoccupazione. Cioè studiare rientrava nelle cose che ci si aspettava da noi, come il rispetto per i genitori, la buona educazione, il saluto ecc. Se mio padre mi guardava storto, capivo più di mille parole. Noi siamo cresciuti con maggiori vantaggi dei nostri genitori e forse maggiore istruzione e libertà mentale che ha fatto si che con i nostri figli ci si ponga più come amici che come guida. Personalmente credo di essere una mamma severa quanto basta ma soprattutto credo di non averla resa autonoma come invece hanno fatto i nostri con noi, preoccupandomi troppo e facendole da rete di protezione. Ma potrei anche dire che in qualsiasi altro modo abbia potuto fare, avrei sbagliato. Ti ringrazio per le tue considerazioni che sono sempre molto intelligenti e sensate. Un forte abbraccio.

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  10. Che belli che sono ..una tira l'altra. Buona serata<3

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  11. Ciao, Patty.
    Ho letto questo tuo post con un nodo alla gola, perché, da figlia, raramente ho avuto il privilegio di fare una scorrazzata nel punto di vista del genitore. Immaginavo molte difficoltà, ma non avrei mai pensato che ogni nostro "fallimento" si ripercuotesse sul vostro animo.
    Mi hai fatta riflettere molto, ti ringrazio.

    Biscotti bellissimi, ne vorrei uno ora. :)

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    1. Agnese magari tutti i genitori non sono così però le aspettative sui propri figli sono sempre sovradimensionate. E' così, per tutti. Più le aspettative sono altre, più significa che la considerazione che abbiamo di voi è grande. IL che è un segno di grandissimo amore, ma credo anche possa penalizzare chi questo amore lo riceve. Perchè ne deve rispondere. La mia paura più grande è quella di essere una madre che chiede troppo. Solo questo. Grazie per essere passata. Un abbraccio grande.

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  12. Io studiavo un bel po' e mi ricordo i tempi di scuola come una verifica quotidiana, interrogazioni a sorpresa. Tornerei invece ai tempi dell'università, quelli sì che me li sono proprio goduti :-) Come mi godrei anche i tuoi biscottini! Proprio proprio belli e chissà che buoni :-) Bacioni Patty!

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    1. Tu sei ancora una pischella. Ne riparliamo più avanti ok? Un bacione bella bionda!

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  13. Cara Patty, come ti capisco, io ho versato lacrime sulle aspettative deluse ( perchè in fondo di quello si tratta) e sul prendere atto che la mia Alice era qualcosa di diverso da quello che immaginavo ( o desideravo).
    Metterla di fronte alle proprie responsabilità ci sta , così come ogni forma medievale di ricatto psicologico, materiale e morale, altro che madre ideale, deve studiare e basta.
    ps il cammino con la mia è stato lungo, doloroso e faticoso, riuscendo sempre a farcela, ma con liti, urla, oggetti distrutti ( da parte mia) punizioni a gogo, oggi siamo quasi al termine del percorso, manca un anno di scuola superiore e , finalmente, si è arrivati alla consapevolezza da parte sua,che quello che fa lo fa principalmente per sè stessa.
    È dura, durissima, faticosa, destabilizzante, fallimentare e deprimente, ma loro sono le nostre creature e a noi tocca amarle, così come sono, perchè i nostri 40 anni non spossiamo passarglieli neanche volendo.
    Un abbraccio

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    1. Lori, ecco, la risposta che ho dato ad Agnese riprende le tue parole. Sono d'accordo con te, al mille per mille. Anche il mio cammino si profila complicato. Ne prendo atto e credo che questo sia solo l'inizio. Magari ti chiamo per una consulenza, ok? Ti strabacio.

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  14. bellissimi, li proverò sicuramente!!!!

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  15. Cara Patty non strafogarti di biscotti mi raccomando, per lenire le tue ansie, anche se questi sono molto appropriati e ottimi per "farsi del male"… sai credo che ogni tanto noi donne, mamme, mogli, fidanzate, dovremmo ricordarci che i nostri figli, mariti, fidanzati etc. sono altre persone da noi e che seppure la società supermaschilista, da generazione ci ha instillato il senso di colpa perenne per tutto (soprattutto nei confronti dei figli) non tutto dipende da noi,anzi molto poco dipende da noi, con difficoltà cerca un minimo di distacco farà bene anche alla tua piccola!
    E così non finirai tutti i dolci in casa… un bacio

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    1. Il senso di colpa ce lo danno in dotazione alla nascita. Ormai è geneticamente modificato per attivarsi compulsivamente.
      Cara Laura, grazie per essere passata. Un bacio.

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  16. Non farlo. Non lasciarla in balìa di niente, non dico di controllarla ansiosamente e soffocantemente ma dimostrale la tua preoccupazione , perchè anche se forse lei ancora non lo sa e non se ne accorge, ne ha assoluto bisogno.
    Detto da una che la mancanza d'interesse della propria madre su questo fronte ( e altri) l'ha sempre sofferto, anche fino a estreme conseguenze. Non vuoi che poi sia costretta a cercare attenzione in altri modi.. non fargliela mai mancare.
    Immagino quanto cercare di essere una buona madre possa essere difficile, ma l'assenza è una delle colpe più gravi di cui ci si può macchiare.
    Ti abbraccio Patty, tieni duro :)

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    1. Non lo farò mai, promesso. Anche perché non ci riesco.
      Ti abbraccio mia cara. Forte.

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  17. squisiti biscottini pieni d'aroma... e ti stupirò: le armelline... le ho!!! Niente aromi naturali!
    Quanto alla "madre non idonea": non posso dirti nulla, in merito; non avendo figli mi risparmio "gioie e dolori" correlati al loro vivere. Però di una cosa sono sicura: che tu sia un'ottima madre. Non lo dico per consolarti (e mica ne hai bisogno!!!) ;) ma perché lo credo realmente. Una madre che ha questi pensieri non può che essere una buona madre, attenta e presente, anche silenziosamente, se la situazione lo richiede. Un angelo custode. Si cresce e a quell'età si passa facilmente da momenti di crisi ad altri di euforia... è la natura che si sta risvegliando e presto ti troverai a vivere accanto ad un fiore sbocciato, un fiore meraviglioso anche per merito tuo! Ora bando alla lacrimuccia!!! ... vado a godermi la tua panna cotta :)))). Coccolati e lascia perdere i pensieri neri. Un bacione!!!

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    1. Che ti devo dire? Meno male che ho tutte queste amiche che mi fanno da rete di protezione. In web alla fine è davvero una cosa meravigliosa.
      Ti stritolo cara Fausta.

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