Questo mese di maggio sta volando senza che me ne renda conto. Forse la ragione primaria è che sarò in viaggio tutti i week end del mese, a partire da quello scorso che purtroppo è già lontano.
Mentre voi starete leggendo queste brevi righe io sarò in viaggio per la Baviera, dove sono stata invitata con l'orchestra in cui suono per un concerto e sarò di rientro domenica notte.
Lo scorso week end invece, ero in fuga con marito e pargola a Parigi.
Il secondo post nella breve vita di questo blog è stato dedicato a Parigi. Questo dovrebbe dire tutto o almeno un po' dell'amore che nutro per questa città.
La mia prima volta con lei è stata all'età di 17 anni, durante uno di quegli scambi interlinguistici che si fanno a scuola e da allora fu devozione totale.
Ormai non saprei dire le volte che ci sono stata, decine per lavoro, molte di più per nostalgia. Fatto sta che ho contagiato un'intera famiglia, tra cui anche mia madre che non fa che ripetermi che deve tornarci prima o poi.
Parigi è Parigi, è difficile da spiegare.
E' la sua luce che si allunga all'infinito nei primi giorni d'estate; il senso di immenso e grande e perfetto che provi quando ti affacci per la prima volta da Trocadero ed oltre la poderosa torre di ferro, il tuo sguardo corre lungo gli Champs de Mars, giù fino a Les Invalides e ancora più avanti fino agli Champs Elysées senza riuscire a fermarsi.
E' il fiume che si ripara sotto mille ponti ed il verde dei giardini aperti al mondo e curati come salotti.
Parigi per me è un tavolino "à la terasse", la casualità di sedersi stremati dopo tanto camminare nella "brasserie più bella del mondo", quella che ti sceglie e ti chiama e ti dice "aspetta, siedi, mangia, guarda".
Parigi è il profumo del pane che esce da una boulangerie gremita di gente, un trancio di pain de pays su cui spalmare del semplice burro o una terrine de campagne seduti nei giardini del Palais Royale, quando la luce della sera fa sembrare tutto rosa.
Parigi ti confonde, ti incanta, ti incute soggezione facendoti credere di essere in una immensa città mentre, appena giri l'angolo, ti trovi in un paesino con le sue viuzze, dove tutti si conoscono e la gente gira in bicicletta e c'è ancora il fruttivendolo con le fragole più belle che abbia mai visto.
Per non dimenticarsi di quanto si può amare questa città, bastano anche solo 60 ore insieme alle 2 persone più importanti della mia vita in un week end rubato all'insaputa di tutti, fregando anche il meteo che ostinatamente mette pioggia!
Amo i tetti di Parigi. La metà del tempo la passo guardando in aria. Si scoprono cose incredibili con il naso tra le nuvole!
Il mercatino dei fiori dietro Notre Dame ti ricorda che è finalmente primavera e che il tuo giardino vuole colori. Anche se la giornata è uggiosa ed il sole non vuole saperne di darci il benvenuto!
Lei però si fa riconoscere nonostante si nasconda tra folti alberi. Nostra Signora di Parigi è il cuore gotico della città e per me un luogo di grande emozione. Per ammirarla devi alzare gli occhi al cielo. Non c'è segnale di devozione più grande.
E se Quasimodo si nascondesse ancora qui tra questi archi acuti e tra le luci delle candele?
A Parigi puoi ascoltare concerti stupendi in ogni angolo della città. La perfetta colonna sonora per un sogno a cielo aperto.
Lungo la Senna ci sono spazi per gli innamorati....ma anche per chi ha voglia di mettersi in posa.
Spesso il bianco e l'azzurro sono così accecanti da costringerti a strizzare gli occhi. Ma a Montmartre questi colori ti commuovono ed incantano.
Ci si nasconde dalla Place du Tertre, dove la folla di turisti si accalca intorno agli artisti e dai caricaturisti che ti inseguono per poterti ritrarre. Quale luogo migliore di questo per un bicchiere di vino e qualche assaggio di delizie?
Se poi è una mattinata brumosa e un po' malinconica, il Jardin de Luxembourg è il posto adatto per una passeggiata scacciapensieri. Anche se non c'è nessuno........
....ma si può almeno sorridere seguendo con gli occhi l'unica barca italiana che ancora veleggia senza indugi..
A Parigi è facile scacciare i cattivi pensieri....
...per dare spazio a quelli più buoni
Nessuna ricetta oggi, solo un piccolo spazio per sognare.
Se siete in partenza per Parigi, o progettate di andarci, scrivetemi! Sarò felice di darvi consigli, suggerimenti e dritte golose sulla mia città del cuore. Un buon week end a tutte voi ed un gros bisou!
NOTA MUSICALE: Ho inserito su questo post una colonna sonora perfetta a ricordarmi l'armosfera di Parigi. Un Django Reinhardt struggente, in uno swing lento che molte di voi avranno già sentito perché spesso usato in film o passaggi pubblicitari. Questo meraviglioso artista belga, naturalizzato francese, ha vissuto il pieno del suo successo e della sua incredibile produzione musicale negli anni '40, morendo nel pieno della sua notorietà a soli 43 anni.
Il genere musicale per cui è conosciuto è il "Jazz manouche", genere tipicamente francese con sonorità legate alla presenza di strumenti particolari come il banjo, chitarre e violini usati nei gruppi tzigani. Un genere che fa il verso allo swing americano del dopoguerra, ma con uno stile decisamente più elegante e ricercato, con grande virtuosismo e con la ricerca di atmosfere fortemente caratterizzanti. La produzione di Reinhardt è impressionante e potrete ascoltare molti dei suoi pezzi su youtube, tra cui la celeberrima Swing Minor utilizzata qualche anno fa come colonna sonora del fil Chocolat. Buon ascolto.

















