lunedì 4 giugno 2012

Una domenica di giugno: Pollo alle 7 spezie e limone in Tajine.

Domenica bestiale - Fabio Concato
Le giornate di giugno sono sicuramente le più belle dell'anno. 
Ho sempre amato il momento in cui la luce si allunga all'estremo ed il colore del sole che scende è una colata di oro fuso che copre tutto ciò che che tocca. 
Un vento teso ma caldo ha soffiato tutto il giorno. 
Nel pomeriggio sonnolento, l'unico suono presente in casa era il suo canto di flauto di pan dal ritmo ipnotico e suadente. 
Verso le 17,30, abbiamo deciso di uscire per andare a far volare gli aquiloni in un grande campo non lontano da casa. Mio marito, mia figlia ed io formiamo un impareggiabile trio di super allergici. Io lo sono da quando avevo 16 anni, mio marito dalla maggiore età e mia figlia dalla nascita. La primavera, che per la maggior parte delle persone è il tempo delle gite fuori porta e delle passeggiate all'aria aperta, per noi è la fine della tranquillità. Purtroppo, mentre io e mio marito non ci facciamo troppi problemi per uno starnuto o occhi gonfi da anfibio e andiamo avanti con antistaminici, collirio e spruzzini di vario genere, per mia figlia siamo sempre in ansia perché in passato ha avuto delle gravi crisi di asma e dobbiamo cercare il più possibile di attenuare i sintomi per evitare il broncospasmo. Evitiamo accuratamente di frequentare campi dove possano fiorire graminacee, di cui tutti e tre siamo allergici, ma ieri era una giornata così straordinariamente bella che abbiamo rischiato. Siamo stati un'oretta in questo bel campo in mezzo alla campagna Toscana, la cui strada pianeggiante non è molto trafficata e frequentata quasi esclusivamente da ciclisti, podisti e sportivi dell'ultimo minuto. Il nostro aquilone ha volato alto e mentre mia figlia e mio marito si davano da fare per far fischiare il nostro coloratissimo delta, io mi godevo la bellezza dell'intorno, l'erba frusciante, gli alberi dei boschi circostanti e la magnifica luce di una giornata che volgeva al termine. 
Più tardi, mentre tornavamo a casa, non ho potuto fare a meno di rubare qualche immagine della mia terra, che ogni volta mi sembra così bella da sorprendermi. 


La domenica in casa mia il pollo è di rigore. Sono però diverse settimane che non lo preparo perché tutti i week end di maggio li ho passati fuori casa e questo è stato il vero primo tranquillo fine settimana dopo quello scorso passato a fare il maledetto cambio di stagione. Così, complice anche un graditissimo pacco a sorpresa che ho ricevuto recentemente dalla Amadori, ho potuto nuovamente cucinare questa carne bianca e delicata. A me piace molto il pollo cucinato intero, ovviamente arrosto, ma lo faccio anche spesso alla birra o in umido visto che la famiglia ama questo tipo di carne. Ho voluto provare una cottura nuova, con la Tajine e le spezie che mio marito mi ha portato lo scorso autunno dal Marocco. Si tratta di una miscela di 7 spezie che, gli hanno spiegato, viene utilizzata soprattutto sulle carni alla brace o alla griglia ma ho pensato che magari sul mio pollo poteva dare un tocco di novità alla preparazione. 
Ingredienti per 4/6 persone
- 1 pollo intero eviscerato di c..ca gr 1200,00 (io Pollo Campese Amadori)
- 3 limoni
- 2 rametti di rosmarino
- 2/4 foglie di salvia
- 2 spicchi d'aglio in camicia
- 2 cucchiaini della miscela 7 spezie (pimento, pepe nero, cannella, zenzero, chiodo di garofano, mahlab - l’interno del nocciolo della ciliegia macinato - noce moscata)
- 3 cucchiai di sale fino
- 50 ml di olio extra vergine


Eliminare eventuali residui di piume o peluria dal pollo passando la pelle vicino alla fiamma del fornello. Lavare bene il pollo ed asciugarlo con carta assorbente. 
Mischiare le 7 spezie con il sale quindi strofinarne con cura una parte all'interno del pollo. Inserire l'aglio, i rametti di rosmarino, incidere il limone in più punti fino a raggiungere la polpa ed inserirlo intero insieme alla salvia. Continuare a strofinare l'intera superficie del pollo con il sale misto alle spezie e posizionare il pollo nella tajine. Spremere i limoni, aggiungere l'olio, miscelare con una forchetta ed irrorare bene il pollo. Sistemare il coperchio sulla tajine e mettere il coccio in forno preriscaldato a 200°. Far cuocere per 40 min. c.ca. 
Trascorso questo tempo, togliere il coperchio dalla tajine e continuare la cottura  del pollo per altri 30 min., irrorandolo periodicamente con i succhi rilasciati durante la cottura in modo che non si secchi. Una volta che il pollo avrà assunto una bella colorazione dorata è pronto da servire.

Con questa ricetta partecipo con piacere al contest di Max "Un coccio per 12 mesi"





venerdì 1 giugno 2012

Arrivederci Strenne: Sablé morbidi con crema di latte al gelsomino e fragole

Kiss from a Rose - Seal (live)
"Non mangiate le margherite!" 
Ve lo ricordate quel bellissimo film con David Niven e la mitica Doris Day alle prese con 4 figli scatenati? Ad un certo punto del film lei canta questa deliziosa canzoncina "Please don't eat the daisy" accompagnata da uno stuolo di bambini che fanno il girotondo intorno a lei in coro. Di sicuro Doris non sapeva che con le Strenne questo genere di raccomandazione non funziona, perché altro che margherite: qui ci mangiamo tutto il giardino! Lo sapete no che i fiori si mangiano? Insomma, non tutti tutti i fiori, ma parecchi si, e sono anche buoni, colorano i nostri piatti, danno una nota di poesia e riempiono di aroma speciale anche la più semplice delle preparazioni. 
Questo è il concetto che l'energetico gruppo delle Strenne ha voluto trasmetterci con il tema del mese: "Grazie dei Fiori". Cucinare con ciò che di più bello madre natura ha voluto donarci dalla notte dei tempi: i fiori. 
Essendo l'ultima Strennina in gioco, oggi tocca a me parlarvi dell'uso dei fiori in cucina. Onestamente appena scoperto, il tema proposto mi ha lievemente preoccupato. Poi ho pensato: se in cucina una cosa buona è giusto che sia anche bella, perché una cosa bella non deve essere anche buona? E i fiori non riempiono la nostra vita di bellezza? Vi garantisco che possono riempirla anche di incredibile bontà. Mi sono documentata a lungo. Ho scoperto che i fiori edibili sono moltissimi e vengono usati in cucina più di quanto pensiamo. 
Moltissimi grandi chef ne fanno uso ed ultimamente il tema è diventato very fashionable! Ma li avete mai assaggiati? A parte i più celebri e celebrati quali rosa, lavanda, primula, rosmarino, viola del pensiero, sambuco e l'immancabile zucca, potete utilizzare e gustare fiori come il tulipano, la violetta, la magnolia, il nasturzio, il gelsomino ed il geranio, nonché il lilla, il fiordaliso, il garofano, il glicine, il trifoglio, il tiglio...ecc...ecc...ecc... Si perché la lista è incredibilmente ancora lunga.
La cosa che mi stupisce è pensare al sapore che possano avere: si dice che il garofano sia pepato, che la rosa ricordi la mela, che la borragine assomigli al cetriolo e le viole del pensiero abbiano il gusto dell'erba fresca. Ve lo immaginate? Non è affascinante?
Le regole fondamentali per utilizzare i fiori in cucina sono poche e facili da ricordare: devono essere appena sbocciati, lavati con delicatezza sotto abbondante acqua corrente fredda. Bisogna eliminare i pistilli, lo stame e la parte bianca che si chiama "sperone" e che è fortemente amara. Si asciugano all'aria ed hanno una durata limitata nella conservazione. Bisogna essere sicuri della provenienza e certi che non siano stati trattati, quindi acquistate solo fiori da aziende che li producono per l'alimentazione. Evitate di andare in giro per il bosco a raccogliere fiori come Cappuccetto Rosso perché l'epoca delle foreste vergini ed integre è finita. 
In più, ricordate che se come me siete allergiche al Tiglio ed alla Bocca di leone, farci un'insalatina non è propriamente la cosa più indicata. 
Vi lascio con una ricetta estremamente facile e versatile per dei biscotti sablé morbidi, che diventano degli eleganti pasticcini per l'ora del te, ingentiliti da una crema di latte al gelsomino che sono certa vi farà innamorare al primo assaggio. 

Dopo la splendida rassegna di ricetta delle Strenne che tutte voi conoscete, Alessandra e Daniela, Stefania, Flavia, Mapi, e Massimo e Annalu, mi hanno preceduto con magnifiche proposte le Strennine Roberta, Mai, La Roby, Eleonora, adesso è il mio turno. Poi le Strenne andranno in vacanza! Grazie amici!
Ingredienti per c.ca 20 sablé
Per i sablé
250 gr di farina con lievito incorporato
2 cucchiaini di lievito in polvere
75 gr di burro tagliato a dadini
50 gr di zucchero a velo
1 uovo leggermente battuto
2 o 3 cucchiai di latte freddo
15 gr di burro fuso
250 gr di fragole tagliate a fettine
zucchero a vero (facoltativo)
Per la crema di latte al gelsomino
500 ml di latte intero
70 gr di amido di mais
50 gr di zucchero
2 cucchiai di fiori di gelsomino
2 cucchiaino di essenza di vaniglia 
Preparate i sablé: Setacciate la farina ed il lievito dentro la ciotola della planetaria (potete fare il tutto anche a mano), aggiungete il burro e mescolate con la foglia fino a che non otterrete un composto sabbioso. Incorporate quindi lo zucchero, aggiungete l'uovo e successivamente il latte fino ad ottenere una palla morbida, liscia ma non appiccicosa.
Stendete la pasta su una spianatoia infarinata ad 1 cm di spessore e tagliate con un coppa pasta di 7/8 cm di diametro dei dischi che posizionerete su una larga placca coperta di carta da forno. Spennellateli con cura con il busso fuso quindi fateli cuocere a forno preriscaldato a 200° per 10/15 min fino ahce non saranno gonfi e dorati. Fateli raffreddare su una griglia.Quando saranno tiepidi tagliateli in due per aprirli, con un coltello affilato e con molta delicatezza. 
Sono pronti per essere farciti.
Adesso preparate la crema. Versate 450 ml di latte in una pentolina con fondo spesso, insieme ai fiori di gelsomino che avrete accuratamente passato sotto l'acqua corrente, e alla vaniglia. Aggiungete lo zucchero e portate a quasi ebollizione. Nel frattempo sciogliete l'amido con cura in una ciotolina con il restante latte, mescolando bene affinché non ci siano grumi e l'amido sia ben disciolto. Quando il latte sta fremendo, toglietelo dal fuoco e passatelo al setaccio per eliminare il gelsomino. L'aroma sarà già molto intenso. Rimettete il latte nel pentolino ed aggiungete la miscela di amido. Rimettete sul fuoco e continuate a mescolare fino a che la crema non avrà preso la consistenza desiderata. Togliete dal fuoco e versate in un ciotola per raffreddarla un poco.
Quando la crema è ancora calda, cominciate a farcire i sablé. Mettete un paio di cucchiaini di crema sulla base del biscotto, affettate le fragole che avrete precedentemente pulito e lavato, e richiudete con la parte superiore del biscotto formando tanti piccolo "panini dolci". Lasciate riposare un attimo. 
La crema calda ammorbidirà ulteriormente il sablé e assorbirà l'aroma del gelsomino.
Servite per l'ora del te accompagnato da un bel te al gelsomino o agli agrumi.
La crema di latte potrà essere utilizzata per farcire torte come per esempio una Victoria Sponge Cake (ricordatevi di usarla sempre calda perché l'amido tende a farla indurire raffreddandosi) oppure ad un bel ciambellone di casa per renderlo un po' speciale. L'aroma del gelsomino, pur essendo presente ed inconfondibile, si sposa in maniera incantevole con le fragole e non risulta assolutamente invasivo, ma dona un carattere molto elegante a questi semplici dolcetti (che sono ottimi anche a colazione perché si inzuppano con grande facilità). Ho trovato la ricetta dei sablé sul piccolo libro PATISSERIE FACILE di Sarah Lewis (Marabout), un minuscolo scrigno di deliziose ricette facili e di grande riuscita per ogni occasione. 


Con questa ricetta partecipo alla raccolta delle Strenne "Grazie dei Fiori"!