venerdì 7 marzo 2014

Cacciucco di ceci alla senese per la cucina dell'Extravergine

Perché no - L. Battisti 
Cacciucco di ceci?
Occheseimatta? Se ti sente parla' un livornese, ti insegue con un bastone e te lo dà ni' capo!
Macchè ni' capo... il bastone glielo tiro dietro eccome e il cacciucco di cecini me lo mangio uguale, che è tanto bono e lo faceva pure la mi' nonna coll'avanzo delle verdure servati'he che aveva raccolto ni' ccampo.
Sa' come faceva?
Metteva a mollo i ceci in tanta acqua e ce li lasciava tutta notte, li bellini a riposa'.
Poi di giorno, li scolava, rimetteva l'acqua nova e ce li copriva bene dentro al coccio.
Du' foglie d'alloro e piano piano a foco pio, li faceva morbidi e quando la pelle cominciava a levassi,  li toglieva dall'umido, profumava l'olio bono con du' spicchi d'aglio e ce li buttava.
Tenea il foco bello pieno e rimestava svelta e poi ci lasciava cade' du' acciughine sotto sale e continuava a rimesta' contenta, perché dal coccio arrivava un profumino che ti levava di sentimento.
Quando le acciughe s'erano disfatte tra i ceci, chiappava una manciata di erbine verdi mondate a modino e le faceva cuocere là dentro, fino a che diventavan tenere.
E siccome alla mi' nonna non gli garbavano i pomodori nel cacciucco, un ce li metteva.
Però quarche volta c'aveva voglia di cipolla così ce ne buttava un pochettina.
Pe' desina, prendeva una scodella e col pane abbruscato ci copriva il fondo.
Con le su' mani che sapevan di mille sapori, ci strisciava bene bene l'aglio e poi giù con l'olio bono che quello non dovea manca' di certo.
Du' mestolate di cacciucco per coprire il pane e tanto pepe pe' profuma'.
E ancora olio...ma tanto, perché fa bene e a noi cittini ci garbava un monte.
Perdonate la parentesi in vernacolo senese improvvisato.
Era un pretesto per raccontare come questo piatto sia di tradizione sulla tavola toscana contadina, e di come la parola cacciucco non voglia identificare esclusivamente la famosa zuppa di pesce livornese.
Fino a poco tempo fa credevo che il cacciucco di ceci fosse un piatto tipicamente senese, invece ho scoperto che è un piatto ampiamente conosciuto anche nelle province di Arezzo e Grosseto.
L'origine della parola "cacciucco" è ancora poco chiara ma la teoria maggiormente riconosciuta è che derivi dalla parola turca "Kucuk", che significa minuto, piccolo, e nella fattispecie un insieme di minutaglia come avviene per altro per la zuppa di pesce più famosa.
Anche nel cacciucco di ceci infatti, si ha un miscuglio di legumi e verdure, bieta erbetta magari selvatica o spinacini novelli, insaporiti da aglio, cipolla e acciughe sotto sale per la sapidità (la ricetta infatti non prevede sale).
Il tutto servito su pane tostato e generosamente agliato condito con abbondante olio extravergine.
La bella notizia di oggi è che ripartiamo con "La cucina dell'Extravergine", la rubrica promossa dall'Associazione Nazionale Città dell'Olio, nella quale si valorizzano gli oli extravergini regionali attraverso ricette realizzate da uno sparuto ed agguerrito gruppo di blogger.
Ricominciamo da dove ci eravamo fermati, con rinnovato entusiasmo e nuovi splendidi oli.
Questa settimana si va in Puglia, nella fattispecie nell'area di Andria e Corato, dove di produce una delle maggiori quantità di olio extravergine italiano.
La cultivar sovrana che cresce lungo le pendici da cui si staglia la poderosa Fortezza di Castel del Monte è la Coratina.
La caratteristica principale di questa cultivar è la sua amarezza e l'intenso piccante, ancora più evidente nell'olio appena franto.
Ho pensato di abbinarlo ai ceci ed alla bieta che hanno una preponderante dolcezza ed hanno bisogno di uno sprint che sicuramente gli arriva da quest'olio così pieno ed intenso.
Per questa ricetta ho utilizzato l'olio Elixir prodotto dal Consorzio Olivicolo Oro di Andria , un olio eccellente estremamente fruttato e dai sentori di erba tagliata, molto piccante all'assaggio.
Le altre ricette che potrete leggere oggi per la cucina ell'extravergine sono:
Vellutata di lattuga con ricotta fritta di Stefania
La finta genovese di Teresa
Torta rustica con finocchietto selvatico e cipolla di tropea di Sabina
Ecco la ricetta
Per 4 persone:
300 g di ceci secchi del Chianti o ceci piccoli
200 g di bietoline
2 acciughe sotto sale
1 spicchio d'aglio
pepe nero macinato fresco
pane toscano abbruscato
Olio extravergine Elixir del Consorzio Oro di Andria
Ammollare i ceci in acqua con una manciata di sale grosso per tutta la notte.
Il giorno dopo, scolare i ceci quindi versarli in una casseruola capiente, coprendoli d'acqua aggiungere 2 foglie di alloro e fateli cuocere per almeno 30 minuti o fino a quando saranno morbidi ma non sfatti.
A questo punto fate rosolare uno spicchio d'aglio in un filo d'olio extravergine e buttatevi i ceci, mescolandoli spesso per farli insaporire. Dopo qualche minuto unite le acciughe sotto sale ai ceci e continuate a mescolare fino a che non si saranno sciolte fra i legumi. Non salate.
Aggiungete la bietta erbetta precedentemente pulita e continuate la cottura, se necessario aggiungendo un mestolino d'acqua.
Quando la bieta sarà morbida e ben amalgamata ai ceci, il piatto sarà pronto.
Tostate una bella fetta di pane toscano o casereccio e strofinateci sopra una spicchio d'aglio.
Condite con olio Elixir e coprite con il cacciucco di ceci.
Irrorate con generoso olio e finite con una macinata di pepe nero. Servite subito.


35 commenti:

  1. Che bella l'introduzione...adoro la vostra parlata, ho trascorso tanti anni della mia vita in vacanza in Toscana ed un pezzettino del mio cuore è ancora lì!!! Non conoscevo questo piatto...una zuppa favolosa che sa di casa e se poi la arricchisci con un signor olio extravergine di oliva ancora meglio...

    Un abbraccio e buon fine settimana
    monica

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    1. Grazie mille Monica, un forte abbraccio

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  2. Ma sai che faccio una ricetta simile. L'ho sempre chiamata zuppa ... ma che forse si potrebbe allora chiamare caciucco??? Ma con l'aggiunta dei pelati messi poco prima delle bietole. Questa versione in bianco mi piace tanto e la proverò la prossima volta ... anzi no ... mi garba un monte!!! ;)

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    1. In realtà la zuppa ha l'elemento liquido che in questo caso è molto poco. I pelati vengono aggiunti in alcune versioni ma io non li metto perché mi piace così minimalista. Grazie mille Martina. Un abbraccio.

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  3. e mi par di sentirlo, un profumino che mi leva di sentimento :)
    adoro i ceci e soprattutto la cottura in coccio, che faccio spesso sotto il camino, come da tradizione salentina. Così come l'olio buono, fatto con le olive di mio padre, oro colato. E che dire delle erbine pulite a modino? :)
    bruschetta al caciucco, meravigliosa

    Buona giornata e buona caciuccata!

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    1. Grazie Tamara, anche io adoro i ceci in tutte le versioni, ma interi in questa ricetta, mi piacciono davvero tanto. Un bacio e grazie.

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  4. Nonostante l'ora ti confesso che mi mangerei quella fettona di pane ora, subito!
    Ho letto tutta l'intro con la tua voce in testa e ti ho sorriso :)

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    1. ahahahaah...non ho resistito! Un bacione mia cara.

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  5. Parole sante Patty! Mentre leggevo, nella mia mente pensavo alla mì nonna, che mi ha insegnato a usare sempre e soltanto olio evo e così faccio io! Viva l'olio evo, sempre e comunque!
    Bono il caciucco veg!
    Ciao
    Isabel

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    1. Brava Isabel: olio extravergine è la mia parola d'ordine. Sempre e comunque.
      Un bel bacio alla tu' nonna!
      Pat

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  6. amo questo piatto!!
    ora ti tocca portarmelo fino a Palermo!!

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    1. Magariiii....verrei subito a mangiarlo insieme a te. E tu cosa mi prepari?

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  7. mia nonna ci faceva tutto con l'olio ance i dolci
    ho tutto l'occorrente oggi caciucco
    i ceci quelli buoni ( nonna paterna me li ha mandati già belli cotti :) )
    buonissimo

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    1. Brava la nonna, vedi come sono premurose? Devi soltanto mettere due erbine e sei a posto!
      Un bel bacione.

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  8. Mmmm che buono che dev'essere! Peccato che tutti questi meravigliosi piatti tradizionali richiedano lunghe preparazioni O_o

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    1. Robin, è buonissimo provalo. Un bacio carissima.

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  9. La tu nonna mi garba tanto, da tanto somiglia a come era la mia... io pure me lo mangio sto caciucco, con buona pace di tutti i livornesi...

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    1. ahahahahaah. Cara Lara, alla fine le nonne si assomigliano tutte. Ti abbraccio cara.

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  10. Il caciucco nella mia testa è solo quello di pesce, brodosetto e saporito. Quante cose si imparano...Questo tuo caciucco di ceci non è un piatto è una poesia... un abbraccio
    simo

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    1. Ciao Simona, si, in effetti per la maggioranza cacciucco è uguale a Livorno. Ma questo si lascia davvero mangiare. Un abbraccio.

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  11. In effetti qui a Firenze non se ne sente parlare, o almeno io non lo conoscevo..che dire, non posso che esser contenta di sapere che il cacciucco lo posso mangiare anch'io! ;D la nonna mi perdonerà se le acciughine le lascio dove stanno, dai!
    (e la parentesi in vernacolo senese è stata tenerissima ^_^)

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    1. Lascia da parte le acciughine, non succede niente, tanto è buono uguale. Sulla parentesi senese, è la mia seconda anima che è emerse prepotente! Un bel bacione.

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  12. adoro i piatti appartenenti alla tradizione, che sanno di ricordi legati a persone care che ormai non ci sono più o che sono ormai molto anziane:))e questo è buonissimo e troppo invitante..mangerei anche ora quella bella fetta di pane:)
    baci
    Rosy

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    1. Esatto, purtroppo le mie nonne sono sempre e solo nei miei pensieri. Cerco di onorarle con questi ricordi.
      Un abbraccio mia cara.

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  13. Davvero divertente la tua introduzione al post :-) E che meraviglia questa ricetta, pochi ingredienti poveri ma davvero creano una meraviglia! Un bacione

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    1. GRazie cara Ely, sono felice che vi ho divertito. Un bel bacio.

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  14. ma Pat, ma quant'è bellino il tu' post, in 'hodesta lingua senese!
    Certo la fantasia 'un te manca mica, eh? E sta bella ricettina della tu' nonna, e che aspettavi a tiralla fori? Ci voleva proprio quest'olio bono per riacchiappalla! Garbare mi garba, ma tanto tanto. Ceci in coccio, erbine, aglio, olio onesto... mi sa che te ne rubo 'na scodella bella piena, ché cittina 'un sono più, ma golosa sì!
    :))

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    1. ahahahaha sei un mito cara Fausta, ed il toscano lo parli meglio di me!
      Davvero!
      Ti abbraccio forte cara amica.

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  15. davvero bellissimo!!! Mi piace molto il tuo blog e sarei molto felice se passassi dal mio: http://golosedelizie.blogspot.it/
    ti aspetto ^_^

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  16. Che brividiiii, un post da poesia. Me lo son letto tutto in livornese, in aretino e in fiorentino. Tu m'ha fatto venì i bordoni, la ricetta, semplice, diretta, profumatissima e piena d'amore. Un'incanto. Finisco bene la serata. GRAZIE.

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  17. Felice di ricominciare questa nuova avventura con te e felice di aver assaggiato questo delizioso piatto, che presto rifarò. Ti abbraccio

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  18. Questi sono i piatti che amo di più, quelli che io chiamo i piatti dei ricordi del cuore. Raccontano storie e ti ammaliano.
    Buon fine settimana :-D

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  19. Ma che meraviglia questo caciucco di ceci.. io che ci vado matta lo adorerei, ne sono certa!

    E mi piace pure la parentesi in vernacolo :)

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  20. E si che gli garbava, garba molto anche a me!

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  21. Per me, milanese per infausto destino ma toscana di cuore, leggere questo post mi ha fatto sentire "a casa". Ottima ricetta, io amo i crostini o bruschette toscane, in qualsiasi modo con qualsiasi ingrediente. Piacere di averti scoperta, buona giornata. Lorena

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