mercoledì 7 maggio 2014

Il nuovo Starbooks del mese: It's all good!

Viva la vida - Coldplay
Lo Starbooks di maggio si inserisce perfettamente in un'atmosfera che chiama leggerezza, salute ed in qualche maniera il desiderio di togliersi di dosso abiti e chili.
Per questo abbiamo voluto mettere in tavola un libro che siamo certe piacerà a tutte voi.
Si tratta di It's all good di Gwyneth Paltrow, che oltre ad essere una brava attrice, è diventata un'icona di stile e grazia ormai da qualche anno.
Testeremo le ricette del suo libro dedicato ad una cucina per coloro che vivono quotidianamente la problematica di alimentarsi con prodotti che non causino loro allergie, ma anche per chi ha fatto una scelta di vita personale convertendosi ad una alimentazione vegetariana o vegana.
Insomma, un libro diverso e curioso, ma anche molto ben confezionato.
Oggi troverete questa ricetta tratta dalla sezione menu per bambini.
Un piatto molto buono e divertente da preparare.
Venite a leggere di là e fatemi sapere cosa ne pensate.
Tra l'altro le ricette che propongo sono due. In un colpo solo!
Buona lettura.

3 commenti:

  1. ... e vengo a sbirciare perchè questi ravioloni mi intrigano assai!!! Un bascione!

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  2. interessante, vado a sbirciare meglio ;)

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  3. Beh, concordo assolutamente sulle sostituzioni nella cucina fusion per adattarla al contesto (non nella tradizionale, come giustamente fai osservare tu) e sull'intolleranza, si fa per dire, al... tofu & similia. Penso che oggi come oggi si stia correndo un grosso rischio. Quello di introdurre in maniera acritica delle mode quando non delle fissazioni, importate chiavi in mano in contesti diversi da quelli che le hanno prodotte, che ne vengono disarmati culturalmente fino a farsi distruggere il buonsenso. A scanso di equivoci, non sono quella che proibirebbe il kebab, lungi da me. Anzi, sono curiosa. Ma mi sembra che se da un lato sperimentare fa bene e insegna, dall'altro bisognerebbe avere dei punti fermi anche nel modo di farlo. Uno di questi dovrebbe essere la naturalità dei cibi: che nella cucina USA manca troppo. Sia se si parla dei rapporti grassi/zuccheri/lieviti, sia negli additivi, sia negli alimenti che vengono propagandati come salutari, vedi gli oli in questa ricetta (per non parlare della soia e dei sali), mentre la cosa da fare per noi, sarebbe di difendere a spada tratta il vero EVO, salutare e sapido come poche cose. Per non parlare della fobia che prende su glutine, latticini ecc: magari diretta conseguenza delle troppe manipolazioni che certi alimenti subiscono da parte di un agroalimentare troppo industrializzato e poco controllato negli USA, che vorrebbe farci vivere di ciambelle "neutre" a lunghissima conservazione.
    Ecco, penso che questa questione non venga mai realmente esaminata e che l'importare senza riflettere salute e malattia possa condurre passo passo, impercettibilmente ma durevolmente, a un'alimentazione meno sana senza neppure averne la consapevolezza. Diventando una perdita anziché una sperimentazione. Anche perché generazionalmente siamo in un passaggio cruciale. Stanno diventando adulte le generazioni figlie di quelle donne che hanno - giustamente, secondo me - messo in secondo piano, o proprio respinto, il ruolo femminile come custode di tradizioni anche alimentari, insieme con una certa manualità e concezione di economia domestica, anche culinaria. Cioè siamo al momento in cui si potrebbe interrompere un passaggio di saperi che non si trovano codificati e trascritti altrove, e potrebbero andare facilmente dispersi per sempre. In una fase del genere andare al super e svuotare una busta nel piatto o nel forno può diventare paradossalmente la maniera "naturale" di nutrirsi, specie poi se ricettari e trasmissioni fanno capire che si fa così, in assenza di altre fonti di formazione e informazione. E anche montare due chiare a neve usando un po' meno lievito, che è salato e quindi porta a usare più zucchero, diventa un problema insormontabile. O pelare una mela. O spremere un agrume: e vai di succo...
    In questo importare mode e modi, secondo me i blog più attenti hanno una responsabilità che si dovrebbero giocare bene.

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