lunedì 21 marzo 2011

Le Spumiglie, il Pane Brot e la macchina del tempo.

Prélude à l'après-midi d'un faune - Debussy
Spumiglie, sospiri, spumini, meringhette, spumoni….quanti nomi per chiamare questi piccoli nidi di zucchero che svaniscono al solo contatto del calore della nostra bocca. Ne conoscete altri? Mi piacerebbe saperlo.
Confesso che “sospiri”, come li chiamiamo qui da noi, rende bene l’idea…un sospiro è un desiderio inespresso, una parola sospesa e mai pronunciata, un’idea zuccherina che sembra sabbia e miele sulla nostra lingua e svanendo ci lascia con lo stupore divertito dei bambini.
Quando da piccola trascorrevo le vacanze sul lago di Garda, la mamma ci portava in paese a fare la spesa e ci fermavamo sempre dallo stesso fornaio che aveva sull’insegna una strana parola “ Pane – Brot”. La cosa faceva ridere a crepapelle me e mia sorella, che associavamo il suono della parola a scostumati versacci corporali, mentre mia madre, che conosceva bene l’amore del popolo tedesco per quella parte d’Italia, continuava a ripeterci che Brot era il pane, il paneeee!. Ovviamente fino alla volta successiva, quando il gioco ricominciava.
La cosa più meravigliosa di quella panetteria, era la vetrina, da cui troneggiavano splendenti delle meringhe gigantesche, candide e lievi come gardenie. La mamma riusciva a portarci via da lì solo promettendoci che avrebbe comprato una spumiglia a testa, e quello era il regalo più bello della giornata. La meringona gigante con noi due non aveva vita facile.
Ho rivisto delle meringhe di quelle dimensioni lo scorso autunno a Stresa.
Sapete che Stresa è famosa per le Margheritine, quei meravigliosi biscottini di frolla superfrollosa, fatte con tonnellate di burro e tuorli sodi, e generosalmente coperte di zucchero a velo. Ecco, durante l’ennesimo giro con il mio gruppo di americani, nell’unico momento di tempo libero sono scappata nella mia pasticceria preferita per fare incetta di Margheritine, ed è stato lì che le ho viste: delle meringhe giganti, grosse quanto pompelmi e lo sapete cosa è successo? Avete presente il film Ratatuille, quando il critico Ego assaggia il piatto preparato dal petit chef ed ha una regressione strabiliante alla sua infanzia? Ecco, io ho avuto la stessa emozione, un flash back potentissimo che mi ha risucchiata dentro la panetteria con Brot sull’insegna, le risate con mia sorella e le spumiglione che ci comprava la mamma….Per un momento ho trattenuto una lacrima, poi non ho potuto che cedere alla bellezza di quei fiori di zucchero: me ne sono comprata 3, numero perfetto.
Solo dopo ho capito che per smaltire tutti i bianchi d’uovo avanzati dalla preparazione delle Margheritine, è necessario trovare degli escamotage…
Meravigliose spumiglie giganti, la mia macchina del tempo personale
Qual'è la vostra? 


Meringhe con nocciole di Alba.
In seguito alla preparazione della torta alle mandorle e lemon curd di un paio di post fa, mi sono avanzati ben 8 bianchi d’uovo e non ho trovato altra soluzione d’utilizzo che quella di preparare delle meringhe a cui ho però deciso di aggiungere delle belle nocciole di Alba che avevo ben nascosto nella mia dispensa (ho un paio di topi in casa, uno grande ed uno piccolo che periodicamente mi fanno fuori cioccolata, frutta secca, guarnizioni di zucchero…quindi bisogna correre ai ripari).
Ingredienti per c.ca 25 meringhe
-         250 gr di zucchero a velo
-         120 gr di bianco d’uovo (circa 3 bianchi)
-         150 gr di nocciole
-         succo di limone – sale  o un pizzico di cremor tartaro se preferite.
Ho proceduto preparando una meringa all’italiana, montando con il Kitchenaid a velocità ridotta i bianchi con un pizzico di sale e qualche goccia di succo di limone (che aiuta la meringa a restare candida), a temperatura ambiente, aumentandola via via che si rassodavano, ed aggiungendo gradatamente metà dello zucchero a velo setacciato.
Quando il composto è finalmente gonfio e lucido e la meringa fa delle punte ferme, interrompete ed aggiungete delicatamente con una spatola il resto dello zucchero, in 2 o tre tempi, mescolando dal basso verso l’alto affinché la meringa non si smonti. Aggiungete le nocciole e mescolate amalgamandole al composto.
Con un cucchiaio disponete dei mucchietti di meringa su una teglia rivestita di carta da forno e fate cuocere in forno ventilato a 100°C per c.ca 2h30. Fate si che lo sportello del forno resti leggermente aperto apponendo un cucchiaio di legno a contrasto, in maniera che all’interno non si formi umidità.
 Al termine della cottura, spegnete il forno e fate raffreddare le meringhe all’interno del forno stesso. Non le togliete fino a che non saranno fredde. Conservatele poi in una scatola ermetica. Si conservano a lungo (se non avete topi ingordi in casa!).


giovedì 17 marzo 2011

Italia bagnata, Italia fortunata? 150 anni sotto la pioggia e pollo arrosto per consolazione.

Inno di Mameli
Come avete trascorso la vostra giornata di celebrazioni?
Con una certa emozione ieri sera alle 22.00, ho appeso la bandiera al balconcino della finestra della cucina. Non pensavo che avrei potuto farlo semplicemente perché non avevo una bandiera.
Mia figlia è tornata da scuola con un piccolo tricolore di carta fatto a mano, dipinto con i pennarelli e sorretto da una cannuccia di plastica rigida. Che bello - ho pensato - almeno un piccolo simbolo in casa ce l’avremo. Mi intristiva però l’idea di non avere una bella bandiera grande e lucida da far sventolare in un giorno come questo.
Invece mio marito mi ha sorpresa e rientrando tardi dopo due giorni di viaggio, mi porge un pacchettino morbido da cui scivola fuori una grande bandiera in rayon pronta per essere ammainata. Probabilmente vi sembrerò stupida, ma tenendola in mano mi sono emozionata, così come appendendola ho provato un moto d’orgoglio e mi è sembrato un gesto molto solenne.
Stamattina era bello vederla sventolare gonfiata dal vento e resistere alla pioggia che non ha interrotto per un istante di disturbare il desiderio di festa.
Il programma della giornata prevedeva un’uscita in centro nel pomeriggio per approfittare dell’apertura dei musei cittadini, in particolare di quello del Monte dei Paschi, la sede storica, la cui visita è sottoposta ad autorizzazioni complicatissime durante l’anno, ma che oggi apriva i suoi saloni medievali a chiunque desiderasse scoprirne le meraviglie. Alle tre del pomeriggio il vento schiaffeggiava la pioggia sui vetri di casa con un rumore assordante; alle quattro uno scatafascio d’acqua allagava il giardino.
Senza proferire parola, mia figlia si è chiusa in camera a giocare, mio marito, che fino a mezz’ora prima manteneva un ottimismo incredulo affermando “adesso si apre, adesso smette di piovere” – ha miseramente ceduto all’abbiocco post-pranzo ed io ho deciso che avrei potuto anche mettermi a stirare per dare una bella smazzata alla piramide di Cheope di panni che mi guardavano severi dal cesto della biancheria. Così niente festa, niente musei, tanta acqua ovunque.
Spero che siate state più coraggiose di me e vi siate buttate nella mischia. Ditemi come l’avete trascorso questo compleanno.
Compleanno bagnato, compleanno fortunato si spera.  La bandiera però lì appesa ce la lascio: il compleanno dura tutto l’anno, e poi mica sarà così facile essere presenti al prossimo, almeno cerchiamo di ricordarci questo. Voglio fare un augurio a questa Italia: che sia sempre forte come la mia bandiera, si gonfi al vento e resista alla pioggia. Ed abbia sempre intorno tanta gente come me che la ama, nonostante tutto.  Viva l’Italia!

Per questa giornata importante, sono andata sul classico. Non avevo voglia di sperimentazioni e sorprese; sentivo che era necessario andare sul tradizionale e su un piatto che piace sempre a grandi e piccini (ed io ne avevo una voglia matta). Ho preparato un bel pollo arrosto con patate alla salvia come le faceva la mia nonna Gina.
Ingredienti per 4 persone
Pollo arrosto:
-          Un pollo intero eviscerato di c.ca 1 kg
-          Rosmarino, salvia, aglio, timo
-          Olio extravergine d’oliva
-          Sale q.b.
Patate alla salvia
-          1 kg di patate a pasta bianca
-          salvia
-          olio extravergine d’oliva
-          sale
Lavate il pollo ed asciugatelo bene. Cospargete bene l’interno con sale marino quindi inserite un ramo di rosmarino, salvia, rametti di timo e 2 spicchi d’aglio in camicia. Spennellate il busto, cosce ed ali con abbondante olio d’oliva quindi strofinate il tutto bene con sale fino. Ponete il pollo in una casseruola, irroratelo con un po’ d’olio e mettetelo in forno caldo a 180°C.
Durante la cottura che sarà di c.ca 2 ore e comunque fino a quando la pelle non sarà bella dorata, dovrete continuare ad irrorarlo (ogni 10 minuti c.ca) con i propri liquidi usando un cucchiaio o un pennello. Fate attenzione a non bucare la pelle e la carne per non fare disperdere i liquidi della carne.

Tagliate a grossi spicchi le patate e mettetele in una larga padella antiaderente in cui avrete scaldato bene 5 bei cucchiai d’olio e diverse foglie di salvia. Cuocete le patate a fiamma media, mescolandole di tanto in tanto fino a che non saranno belle croccanti e dorate. Salate direttamente nella padella qualche minuto prima di finire la cottura e servitele su un piatto di portata con il pollo.