mercoledì 7 novembre 2012

Una giornata in Umbria: Tozzetti alle mandorle di Bevagna

Take a walk on the Wild side - Lou Reed
E' Novembre. 
Me ne accorgo dal cimitero di capelli nel mio lavandino dopo la classica spazzolata mattutina. Ogni volta mi chiedo se resterò pelata osservandomi basita allo specchio. 
Non succede ma il dubbio persiste e so che il problema affligge molte di voi. Non importa, Novembre è un bel mese. L'anticamera di Dicembre. 
Novembre è anche il mese in cui ricomincio a girare come una trottola per visitare Hotel, strutture, ville che venderò nel nuovo anno turistico. 
Da sola o con qualche cliente americano che viene  a trovarmi per "imparare" cos'è la Toscana o l'Umbria, o altre destinazioni previste dalla nostra programmazione.  
E' lavoro, ma è la parte migliore della fatica quotidiana perché posso uscire dal mio ruolo di topo di agenzia e diventare per qualche ora esploratrice golosa. 
I sopralluoghi si fanno quando ormai la stagione è finita. Purtroppo visito Hotel in chiusura, villaggi addormentati, città silenziose. Ma se becchi la giornata giusta, con il sole che fa brillare le foglie gialle e bruciare le viti americane, allora tutto viene ripagato con gli interessi. 
Venerdì ero in Umbria con una cliente molto piacevole. Montefalco, Bevagna, li conoscete? Due gioielli da non perdere. Un sole settembrino, colori magnifici e il profumo dei camini accesi che si diffonde lungo le stradine vuote. 
A Bevagna abbiamo visitato l'Orto degli Angeli, di cui vi ho già parlato qui. Uno dei luoghi più incantevoli di questa regione, ricchissimo di storia. 
Pensate solo che il ristorante dell'Hotel, Redibis, si trova all'interno del primo ambulacro del teatro romano che sorgeva nel cuore di Bevagna, e sul quale sorge l'intero quartiere medievale. Se volete programmare un week end su queste terre, non dimenticate Bevagna. 
Di questo incantevole borgo, vi regalo la ricetta dei Tozzetti alle mandorle, che nulla hanno a che vedere con i nostri cantucci anche se la forma e la procedura assomigliano. Sono estremamente friabili e l'aroma di anice li rende irresistibili.
La ricetta arriva dritta dritta dal libro La cucina di Bevagna, un magnifico volume prodotto dall'Orto degli Angeli a seguito del loro splendido Le Ricette degli Angeli, che racconta attraverso magnifiche ricette, un anno di vita quotidiana della nobile famiglia Mongalli di Bevagna. Foto e racconti assolutamente affascinanti. 
Ingredienti per 10/12 persone
4 uova
300 gr di zucchero
1 pugno di anici
150 gr di mandorle non spellate
50 gr di burro
50 gr di strutto
1 bicchierino di rosolio di menta (che potrete sostituire con liquore di anice o maraschino)
1 bustina di lievito in polvere
farina q.b.
La parte interessante di questa ricetta è che per la farina non vi è una dose precisa. Si userà quella che viene presa dal composto liquido. Vi riporto la procedura come descritta nel libro...praticamente scritta di pugno da una delle signore del borgo anni e anni fa.
"Si battono i rossi insieme allo zucchero (io li ho montati con la planetaria fino a che non sono stati belli gonfi e spumosi) poi ci si mette dentro tutto il resto, comprese le chiare montate a neve e in ultimo le polveri ed un po' di farina e si maneggia ancora. 
Quando è quasi fatto, si getta sulla spianatoia e si finisce d'indurire come il pane. Come al solito si formano i bastoncini piuttosto spianati con segni obliqui (fate dei bastoncini larghi non più di 4 cm perché poi cresceranno e potrete tagliarli obliquamente). Si cuociono non troppo (cuocete a 180° per 15/18 minuti poi togliete dal forno e fate raffreddare, quindi tagliateli), si tagliano e si asciugano sul forno (fateli dorare alla stessa temperatura per c.ca 10 minuti.) "
Controllate voi il colore. Fate raffreddare su una griglia ed evitate di mangiarne la metà perché uno tira l'altro. Siete avvisate! 





lunedì 5 novembre 2012

Spiced fruit cake per un profumo di festa!

There must be an Angel (playing with my heart) - A. Lennox
Ho fatto una fatica mannara a riprendere il filo della situazione. 
Non mi sarei mai aspettata che da un semplice post nato da un momento indigesto giunto al termine di una grande esperienza, si sarebbero alzate tante voci. 
Mi scuso se non sono passata a rispondere a tutte. Questo layout non mi consente di rispondere immediatamente ad ogni singolo commento ed è la cosa che mi irrita maggiormente perché ho perso questo accessorio cambiando il vestito del blog. 
Ma forse non era neanche il caso, visto che comunque mi ritrovo in molte delle vostre considerazioni e per un attimo il mio blog si è trasformato in un piccolo forum. Grazie per essere intervenute ed avermi fatto sapere cosa ne pensate. Le vostre voci appassionate mi hanno davvero molto colpita. 
Anche se l'argomento probabilmente non è ancora chiuso e capiterà occasione per riparlarne, oggi preferisco raccontarvi di questa ricetta, che sono certa incuriosirà qualcuna di voi. 
Il tradizionale Fruit cake, principe natalizio della cucina anglosassone, è una preparazione che vanta centinaia di versioni, anzi si può tranquillamente affermare che ogni famiglia abbia la propria che tiene gelosamente al segreto o che tramanda da madre a figlia.
La ricetta classica richiede la presenza di una gran quantità di frutta disidratata e secca, ammorbidite nel liquore, preferibilmente whisky o brandy, ma potete senza problemi utilizzare Gran Marnier, Cognac o il vostro "spirit" preferito. 
In ogni caso non mancano spezie, frutta secca ed una discreta quantità di burro e la consistenza finale sarà particolarmente "massiccia" ma umida. Il pregio di questo dolce è il poter essere conservato per lungo tempo. 
Non devo ovviamente raccontarvi che adoro questo genere di preparazione particolarmente ricca ma decisamente "festiva" e old fashioned. 
La ricetta che ho affrontato si discosta leggermente da quella tradizionale per la consistenza finale, che è inaspettatamente più soffice e leggera rispetto a quella classica. 
Ho preparato questa torta per una serata in orchestra ed ha avuto un grande successo. Il profumo intenso della frutta aromatizzata con arancia e whisky era in perfetto equilibrio con le spezie ed il sapore è assolutamente irresistibile. Provatela per le feste. 
Oggi invece è il mio contributo al delizioso contest di Emanuela Arriciaspiccia in collaborazione con Noberasco. Accompagnata da crema inglese aromatizzata alla cannella o da panna semi montata, sarà un perfetto dolce di compleanno profumatissimo ed anche con quello "spirito" in più per festeggiare in allegria! Auguri sinceri ad Emanuela per il suo primo anno di Blog! 
Ingredienti per 12/14 persone
250 gr di uvetta sultanina
100 gr di misto frutta disidratata (albicocche, pere, mele - io ho usato quella Noberasco)
50 gr di cranberries secchi
50 gr di prugne secche (sempre Noberasco)
100 gr di nocciole tostate e tritate grossolanamente
la buccia grattugiata di 2 arance non trattate
150 ml di Whisky
200 gr di burro morbido
180 gr di zucchero di canna
4 uova medie
275 gr di farina 00
8 gr di lievito in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di misto spezie
80 gr di gelatina di albicocche.
Preriscaldate il forno a 160°. 
Mettete la frutta disidratata, la buccia grattugiata delle arance con il whisky in una padella e scaldate a bassa temperatura. Tenete sul fuoco per 3/4 minuti quindi lasciate tutto nella padella e mettete da parte. 
Imburrate uno stampo a cerniera di 23 cm di diametro e foderatelo con carta da forno.
Battete il burro con una frusta elettrica o con la planetaria, fino a che non sarà chiaro e spumoso. Aggiungete lo zucchero di canna e continuate a battere ottenendo un composto che abbia aumentato di volume e lo zucchero si sia ben sciolto. Aggiungete le uova, una alla volta. Non aggiungete il prossimo uovo fino a che il precedente non sia stato perfettamente incorporato.
Setacciate la farina con il lievito e le spezie e aggiungete il tutto gradatamente nell'impasto, continuando a battere. Incorporare la frutta ammorbidita, le nocciole in granella e mescolate con una spatola dall'alto in basso. 
Versate il composto nello stampo e livellatelo con un cucchiaio. Se vi piace, potrete decorare con mandorle pelate e tostate. 
Fate cuocere per 1h15 ma fate comunque la prova stecchino, che dovrà uscire pulito ed asciutto. Lasciate raffreddare prima di sformare il dolce.
Scaldate la gelatina di albicocca in un pentolino a bassa temperatura con un cucchiaio di acqua bollente. Mescolate bene quindi spennellate la gelatina su tutta la superficie del dolce per lucidarlo bene. 
Servite con del buon te aromatico; per me perfetto un Earl Grey dai lievi toni agrumati.

Con questa ricetta partecipo al contest di Emanuela - Arricciaspiccia "WoW che dolce!" in collaborazione con Noberasco.