lunedì 4 marzo 2013

La bambina che contava le formiche e la donna che realizzava i sogni

The impossible dream - The man of the Mancha
Certe vite assomigliano al prodotto della fantasia di uno scrittore capriccioso. 
Più imprevedibili di un romanzo di avventura, più dense di un giallo, più struggenti di una storia d'amore dal finale incerto. 
Nelle nostre tranquille esistenze, riusciamo ad emozionarci leggendo un romanzo senza renderci conto che alcuni, il loro romanzo lo vivono giorno dopo giorno. 
Lo scorso giovedì 28 febbraio, ho conosciuto una donna che ha domato il proprio destino, ha tolto la penna allo scrittore capriccioso ed ha riscritto la propria vita, da zero. 
Una donna minuta, dal fisico esile e leggero, dall'espressione di ragazza ancora piena di curiosità e di desiderio che un giorno, improvvisamente, dietro l'ombra della depressione e della solitudine, ha avuto una visione e l'ha resa una realtà tra le più esemplari della propria città e nel mondo.
Gabriella Ganugi è una donna da cui tutte noi dovremmo trarre ispirazione. 
Nel suo ultimo libro "La bambina che contava le formiche", Gabriella si confida al lettore, raccontando la sua vita dall'infanzia solitaria trascorsa nel giardino della sua casa di campagna, al fallimento del suo matrimonio, fino all'idea che ha cambiato la sua esistenza e la resa una donna diversa e soprattutto felice. 
Si può dire che è la cucina che ha tratto in salvo Gabriella, in tante fasi della sua vita: il suo amore per il cibo, il suo spiccato olfatto, il potere calmante del preparare un piatto e del cucinare per gli altri. 
Nei racconti delle storie della propria famiglia e dei suoi insuccessi e difficoltà, fino al sorprendente finale (ma è solo l'inizio), questo libro si legge con grande piacere, si ritrovano momenti comuni alla propria infanzia, ci si emoziona. 
La seconda parte del libro, è una raccolta di ricette suddivise come le fasi della sua vita: le ricette della Nonna tanto amata, che riportano all'infanzia di Gabriella; quelle della mamma, grande lavoratrice e instancabile cuoca, esempio di disciplina e premura; quelle di giovane sposa (che lei chiama "Della Brava moglie - un po' noiose secondo l'autrice); le inevitabili Ricette della Tristezza che descrivono il periodo di limbo prima della rinascita; e finalmente "Le ricette della nuova vita", che respirano di libertà e gioia.
Dal 1996 ad oggi, Gabriella ha aperto ben 8 scuole internazionali, cominciando dalla famosissima Apicius, la scuola di cucina internazionale, dando vita alla FUA, Florence University of the Arts. 
Questa sua avventura è cominciata da un sogno, quello di creare una scuola di cucina per stranieri, e come una formica che accumula briciole e semi per il proprio inverno, le briciole accantonate da Gabriella hanno dato vita ad un progetto meraviglioso che abbiamo potuto osservare con i nostri occhi. 
Molte sono le attività ed i progetti seguiti da Gabriella e dai suoi splendidi collaboratori e partner. Vi consiglio di dare un'occhiata qui e qui .
Ai miei occhi, Gabriella è un donna formidabile come lo sono tutte coloro che non si arrendono e che trasformano la propria vita in una missione.




La nostra prima tappa è stata Fedora, l'ultimo spazio nato e da poco inaugurato, come estensione ideale di Apicius. 
Una minuscola pasticceria di grande livello, gestita direttamente dagli studenti della scuola, in cui si possono assaggiare delle incredibili ghiottonerie. Abbiamo avuto modo di visitare i laboratori e vedere i ragazzi all'opera sotto l'occhio attento dello chef Simone De Castro.

Tutte le scuole che abbiamo potuto visitare sono l'esempio di come dovrebbe essere una vera scuola: tecnologia all'avanguardia, spazi dinamici, attrezzati, docenti giovani ed entusiasti. 
Insomma, che tristezza non poter tornare a scuola! 
Al ristorante Ganzo, anche questo frutto del lavoro di studenti che mettono in pratica la propria esperienza al pubblico, abbiamo potuto assaggiare alcuni piatti tratti dalle ricette di Gabriella, una selezione delle sue più amate....da ripetere presto! 
La giornata è terminata con la presentazione del libro e la lettura di alcuni brani fatta dagli amici più cari di Gabriella, persone che hanno condiviso con lei particolari momenti della sua vita. 
Un momento molto bello, intervallato dalla degustazione di dolci tratti sempre dal libro di Gabriella, ed abbinati a vini liquorosi e...a profumi. 
Gabriella insegna che se si può sognare, se siamo capaci di sognare, dobbiamo farlo alla grande! 
Grazie Gabriella per la stupenda esperienza e per l'esempio che sei per chi ti circonda. 

venerdì 1 marzo 2013

Cucina Italiana 2.0: soufflé di pecorino di Pienza e pere caramellate al miele

Surprise - A Chorus Line 
Il post di oggi è per ringraziare un'amica e per celebrare una piccola soddisfazione personale
Lo so che certe pappardelle autocelebrative sono estremamente noiose ma un grazie sincero a Roberta d'Ancona è dovuto. 
Qualche mese fa Roberta mi scrisse chiedendomi se fossi disponibile per dare il mio piccolo contributo al libro che stava scrivendo sul mondo del foodblogging. Mi chiese di preparare un intero menu, dall'antipasto al dolce seguendo un tema personale o un'ispirazione e di rispondere ad una sorta di intervista sul mondo del webfood. 
Ovviamente sono stata felicissima di partecipare, nonostante un estremo senso di inadeguatezza al momento in cui venni a sapere quali erano le blogger coinvolte nell'iniziativa. 
Il libro di Roberta è uscito in tutte le edicole proprio ieri ed io ho ricevuto già la mia copia grazie alla quale ho ovviamente cominciato a pavoneggiarmi in casa e zone limitrofe. 
Cucina Italiana 2.0 - A tavola con i Foodblogger (Giunti Editore). 
Un volume che indaga a fondo le dinamiche del mondo del web legate al cibo ed alla comunicazione food con una bella introduzione che racconta l'evoluzione del food blogging dalle origini ad oggi, cercando di immaginarne la dimensione futura. 
Roberta ha fatto un lavoro accurato, da ottima giornalista, intervistando personaggi di rilievo del mondo della comunicazione, osservando dall'alto il fenomeno e creando una sorta di prontuario/identikit del foodblogger e della cucina ai tempi di internet.  
Nel percorso di analisi del fenomeno, si raccontano 22 foodblogger italiane, che danno vita ad un ricettario inedito, divertente e fuori da i classici schemi. 
Dietro le loro ricette, sono svelate personalità, passioni, manie e sogni. 
La cosa incredibile (per lo meno per me), è che fra queste 22 bravissime blogger ci sono anche io, il che potrebbe ovviamente far venire qualche dubbio sulla capacità di selezione e senso critico di Roberta. 
Ovviamente sto giocando perché sono estremamente onorata di aver potuto partecipare a questo interessante progetto, ed auguro a Roberta che questo libro abbia grandissima diffusione e successo. 
Piccolo spazio pubblicità: la presentazione ufficiale del libro sarà a Firenze, al Taste il giorno 10 marzo prossimo. 

SOUFFLE’ MIGNON AL PECORINO DI PIENZA CON PERE AL MIELE DI CASTAGNO E VIN SANTO
Il tema delle mie ricette presentate sul libro di Roberta è la frutta. 
Ho voluto inserire un elemento non così frequente in piatti salati ma che tanto facilmente riesce ad armonizzare con gli ingredienti principali se si rispettano gli equilibri tra sapidità e dolcezza, acidità ed elementi grassi. 
Questo è il piatto che apre il mio menù che ha la frutta come ospite a sorpresa.
In questa ricetta, il celebre binomio pere e formaggio, viene vestito con un abito inedito ed elegante, nonostante la rusticità dei sapori. 
Ingredienti della mia provincia, come un ottimo Pecorino di Pienza semistagionato e del miele di Castagno dai marroneti dell’Amiata, con uno spruzzo dell’immancabile Vin Santo.
Ingredienti per 4 persone – 
Preparazione: 20 min. per i soufflé e 16/18 min per la cottura.
Per i soufflé:
100 gr di Pecorino di Pienza semistagionato
100 gr di latte fresco
50 gr di burro
30 gr di farina
20 gr di parmigiano grattugiato
10 gr di senape di Dijon
4 albumi
3 tuorli
100 gr di pere (pera Williams)
Un pizzico di noce moscata
Sale – pepe nero
Burro e farina per gli stampini
Per le pere
20 gr di burro
2 cucchiaini di miele di castagno
30 gr di Vin Santo
Accendete il forno a 200°
Preparate la pera tagliandola a cubetti piccoli e saltarla in padella con il burro. Spruzzatele con il Vin Santo ed una volta evaporato, fate glassare le pere con il miele di castagno fino a che diventano dorate. Mettere da parte e lasciare raffreddare.
In una casseruola versare il latte con il burro, la noce moscata, il sale ed una macinata di pepe. Portate ad ebollizione quindi aggiungete la farina setacciata e mescolate con attenzione per un miunto circa.
Togliete dal fuoco ed incorporate i tuorli, il Pecorino grattugiato finemente e la senape di Dijon. Mescolate per far incorporare bene gli ingredienti. Montate gli albumi a neve, ricordando di non montarli a neve fermissima (ma solo fino a quando avrete dei picchi morbidi) perché questo consentirà agli albumi di sprigionare aria durante la cottura e far gonfiare al meglio i soufflé.
Unite gli albumi al resto del composto con estrema delicatezza. Imburrate ed infarinate gli stampi. Con un cucchiaio dividete le pere nei 4 stampi distribuendole sul fondo quindi riempite con il composto di uova fino a 2/3 dello stampo. Spolverizzate la superficie con il parmigiano e mettete in forno a Bagnomaria (in acqua calda). Cuocete per 16/18 minuti fino a che la superficie sarà ben dorata. Servite subito.
Si può accompagnare con un buon bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi. 

Se volete scoprire chi sono le altre 21 blogger presenti sul libro e saperne di più  di questa interessante pubblicazione, correte in libreria!