Amarcord theme - N. Rota

Domenica mattina. La sveglia strilla alle 8.00 e vorrei restare con la faccia tatuata sul cuscino ancora per qualche istante, ma c'è una vocina nella mia testa che imperiosamente mi scaraventa giù dal letto. Scendo le scale con passo grave e gli occhi ancora appiccicati e comincio a preparare la colazione, lasciando qualcuno ronfare beatamente nel letto. Faccio un calcolo mentale sui tempi di viaggio Siena - Versilia e mi convinco che è umanamente impossibile arrivarci in meno di 2 ore a meno che non si utilizzi il teletrasporto, così mi affretto a radunare il minimo necessario per la giornata che ci aspetta cercando di ricordare cosa non devo dimenticare e che sicuramente lascerò a casa all'ultimo momento. Concerto di Vinicio Capossela a Massa Carrara. Da una settimana, appena ho saputo da mio marito che avevamo i biglietti, ho trattenuto a stento il ballo di S. Vito. Non mi importa una cippa se per andarci dobbiamo attraversare tutta la Toscana - praticamente siamo in Liguria - ma sono anni che cerco di vedere questo geniaccio musicale dal vivo e un sacrificio lo si fa ben volentieri. "Vuol dire che la mattina ce ne andremo al mare e il pomeriggio ci facciamo una passeggiata al Forte" - mi fa l'omino di casa. Ed io che batto le manine come una scema sotto l'effetto di stupefacenti naturali. Ok, si parte: costumi, asciugamani, libri, protezione solare, cambio per la sera...preso tutto? Si, via!
Fuori di casa, il buio! Un cielo da apocalisse ci aspetta dietro la prima curva. All'altezza di San Casciano, sulla via per Firenze, si scatena l'inferno. Una cortina d'acqua annulla ogni visibilità e noi esterrefatti ci guardiamo increduli. Che si fa? Si torna? Si? No? Al diavolo...andiamo, tanto sicuramente sulla costa il tempo sarà bello.
A Montecatini, non ha ancora smesso di piovere. In macchina regna un silenzio ammusonito. Ad Altopascio, la pioggia smette e fanno capolino scampoli di azzurro. Ci si ferma a Viareggio? No, andiamo più a nord che il cielo è più aperto. Ok, vada per Camaiore, però non proseguiamo oltre altrimenti si arriva a Forte dei Marmi e lì poi, sai le salaccate per un ombrellone e due sdraio?
Il cielo su Forte dei Marmi è completamente azzurro. Una lieve brezza ha spazzato via le nuvole. Crepi l'avarizia, fermiamoci qua per stavolta!
Bagno da Giovanni: un ombrellone, 2 sdraio ed un lettino:€ 50 e ti levi la paura! Ma vuoi mettere? C'è anche il bagnino che ti sistema il telo sul lettino. Peccato che il telo è mio, me lo sono portata da casa e sopra c'è scritto Holiday Inn (viene dalla Florida, ricordino di viaggio) e quando lui chiede "avete i teli che ve li sistemo?", io sgamo e dico " si, si, ma non c'è bisogno". Questo povero ragazzino di neanche 20 anni, gentile e con gli occhialetti mi sorride clemente e fa "Signora, ma sono qui apposta!". Così, consegno i teli mestamente e mi dileguo in bagno per cambiarmi. Quando torno, mio marito è ancora lì che si sganascia: "Holiday Inn...marò che figuraaa", prendendomi ampiamente in giro. Chissene! Mi spalmo ben bene di crema, mi sdraio sul mio telo Holiday Inn come una principessa e chiudo gli occhi. Ahhh, come soffro!!!

Neanche cinque minuti di godimento balneare che si alza un'arietta. Che dico arietta, un phon formato galleria del vento che cerca di strapparmi ogni cosa di mano ed il costume di dosso. In meno di un minuto ho una testa che Medusa in confronto sembra una sciuretta appena uscita dal parrucchiere. Aghhh, ho dimenticato la spazzola! Diavolo... Mi faccio una coda approssimata e mi rimetto giù tentando di dimenticare il vento. Nel tentativo di dormire, mi addormento davvero. Drammaticamente. Si, perchè sapete tutte benissimo che non c'è cosa più traditrice del vento sotto il sole. Nasconde la calura, anzi, ogni tanto un brividino scorre sulla pelle, stai così bene, ti lasci adulare. Intanto lui ti passa i raggi uva sul corpo con un cannello da pasticceria e l'effetto lo contemplerai solamente a doccia fatta. Mi sveglio ed ho voglia di leggere. Prendo il libro dalla borsa e cerco gli occhiali da sole...nooooo...ecco quello che non dovevo dimenticare! Senza occhiali sono un'anima in pena, adesso ho voglia di rifugiarmi all'ombra ma il bagnino ha chiuso l'ombrellone per via del vento (ed io che l'ho pagato a fare?). Sgrunt, che rabbia. Guardo il marito che beatamente immerso nel suo quotidiano, mi sbircia da dietro gli occhiali da sole e mi fa: non sei un po' rossa?
Di questa frenetica giornata al mare conservo gelosamente un fermo immagine che tirerò fuori dal personale cassetto dei ricordi in quei giorni troppo freddi e bui, quando il maltempo ci tapperà in casa come maialini d'India e la malinconia mi colpirà vigliaccamente ai fianchi: un ragazzo ed una ragazza non più giovanissimi, seduti sullo stesso lettino di fronte al mare, che guardano incantati cavalloni imbizzarriti rovesciarsi sul bagnasciuga. Alle loro spalle montagne verdi dal ventre spaccato e lucente. In mano una granita al limone da succhiare lentamente e nelle orecchie le cuffiette condivise di un unico Ipod da cui passa languida "Amarcord" di Nino Rota. I due sorridono complici, sembrano conoscersi bene. Non per niente sono 27 anni che si frequentano.
Qual'è l'immagine di questa imprevedibile estate che salverà il vostro inverno?
Un altro piccolo dolce che potrete gustare fino a che la generosa natura di stagione ci regalerà pesche polpose e sarete improvvisamente vittime di un'irresistibile voglia di cioccolata. Io ho preparato delle monoporzioni, ma questo dolce si presta benissimo ad essere trasformato in una torta di grande effetto.
Ingredienti per 6 tortine:
- 3 pesche sode
- 150 gr di cioccolato fondente
- 150 gr di burro
- 150 gr di zucchero a velo
- 75 gr. di farina
- 6 amaretti morbidi di Mombaruzzo
- 3 cucchiai di latte
- 3 uova
- sale
Tritate il cioccolato e mettetelo in una casseruola con il latte e fate sciogliere a bagno maria. Una volta sciolto, aggiungete il burro a tocchetti e mescolate fino che che non si sarà sciolto completamente ed amalgamato al cioccolato. Lasciate raffreddare.
Separate i tuorli dagli albumi e montate i primi con la metà dello zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa che aggiungerete mescolando delicatamente al cioccolato.
Montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale ed aggiungete gradatamente lo zucchero per ottenere una meringa. Sbriciolate gli amaretti ed uniteli al composto di cioccolata e per ultimo aggiungete in due volte la meringa all'impasto, e mescolate con una spatola. Preparate le monoporzioni imburrandole ed infarinandole quindi versate il composto per 2/3 della capacità di volume ricordando di tenere da parte 6 cucchiaiate di composto. Appoggiate su ogni tortiera, la metà di una pesca lasciando l'incavo del nocciolo a vista e riempitelo con il composto di amaretti. Se vi piace, potete tagliare le pesche a fettine come vedere nell'immagine ed appoggiarle delicatamente a ventaglio sulla superficie. Mettete in forno nella parte bassa a 150°C e fate cuocere per 45/50 min. L'impasto si gonfierà creando una crosta di meringa che poi franerà golosamente su se stessa una volta tolta dal forno. Non vi preoccupate, è il suo bello. Servire tiepide magari insieme ad una pallina di gelato alla pesca.
Con questa ricetta partecipo al contest sul Cioccolato di Meris di Vaniglia e Cannella