lunedì 22 febbraio 2016

Torta di Mais al miele di agrumi gluten free: tolleranti, pazienti o solo stupidi?

Io non ho paura - Ezio Bosso 
Sono in un periodo di ricerca di essenzialità, ma anche di tranquillità zen.
Rifuggo il più possibile situazioni che possano provocarmi stress o nervosismo, ancora di più rabbia, che fa male alla salute.
In realtà bisognerebbe avere l'animo predisposto all'atteggiamento pacifico, tollerante, eppure c'è sempre qualcuno in grado di farti scattare "il lupo" (come lo chiamo io).
Così faccio esami di coscienza in continuazione, del tipo: ma mi arrabbio perché sono una pentola a pressione o è questo qui che si meriterebbe due cazzotti a ragione?
Con l'età si impara a tenere a bada l'impulsività ed a contare fino a mille, però ogni qualvolta cerco di calmare la reazione da nazi zitella insita nel mio subconscio di fronte ad atteggiamenti di evidente ingiustizia, ho la sensazione di fare un torto, non solo a me stessa ma all'intera comunità delle persone civili, educate e passive.
Qualche giorno fa mi sono ricordata con orrore che avrei dovuto iscrivere mia figlia al secondo anno di scuola e sono corsa ai ripari ovviamente all'ultimo minuto.
Corro alla posta per pagare il bollettino ed entro alle 12.20: in ampio anticipo sulla chiusura.
L'agenzia in cui mi reco abitualmente è minuscola, a pochi passi da casa, con due soli addetti che nella vita precedente erano dei bradipi o testuggini, vista l'agilità con cui servono i clienti.
Davanti a me un signore simpatico, di una certa età e visibilmente sordo visto il tono con cui parla.
L'addetta allo sportello urla ai presenti che essendo le 12.30 deve fare la chiusura della posta.
Il signore ed io ci guardiamo sgranando gli occhi ed io, per accertarmi chiedo se la posta sia chiusa in quanto ero convinta che l'orario prevedesse le 13.00.
Lui mi risponde ridendo che non mi sbaglio.
Poco dopo entra un'altra signora seguita a ruota da una quarta.
Tutto questo mi consola: la posta è aperta, ma l'addetta è lì che fa la chiusura: sigilla buste, chiude sacchi, chiude la cassa, timbra, spilla, sposta scatoloni, il tutto con una calma da fare invidia a Gandhi.
Sono passati 15 minuti ed io comincio a sentire gli artigli del lupo che mi graffiano lungo la schiena. Non avessi esperienza di lavoro al pubblico, potrei forse, anche tollerare, dico forse.
Ma siccome ho un'attività commerciale in cui il 90% delle volte, dopo giornate vuote, ti arriva il cliente un minuto prima di uscire, so benissimo come funziona.
E le chiusure si chiamano così perché si fanno quando l'ufficio è chiuso!
Insomma, la signora fa le sue cose quindi a 10 minuti dalla chiusura, comincia a servire il gentile signore che mi precede.
Lui deve prelevare dal postamat ma lei gli mette fretta urlando velocemente la procedura, e lui sbaglia due volte il pin. A quel punto cala il silenzio. Il poveruomo fruga nel portafoglio cercando un foglietto, lo trova e digita pronunciando ad alta voce il codice, che risulta essere corretto.
Lei si congratula in maniera sarcastica e lo manda via.
E' il mio turno. Le passo il bollettino senza dire una parola.
Inserisce il pezzo di carta nella macchina e questa si inceppa. Lei tira fuori il pezzo di carta tranciato in due.
Io sento che la metamorfosi sta definitivamente impossessandosi di me: avverto il labbro superiore assottigliarsi ed i canini sporgersi; le vene del collo grosse come cavi dell'alta tensione e gli occhi ormai sul ciglio delle orbite.
Lei non osa guardarmi.
Prende dei pezzetti di carta adesiva e ricompone il bollettino come fosse un puzzle. Lo reinserisce e termine l'operazione.
Io ho le corde vocali congelate: pago ed esco dal locale senza salutare.
Mi sento una perfetta cretina, un'inetta totale: per il resto della giornata sogno di essere un vendicatore solitario armato di fucile con ripetitore a pompa e martello chiodato.
Fare una torta è la migliore terapia calmante.
Fare una torta semplice, confortante, umile e profumata, è un atto yoga. Ti rimette in equilibrio con quelle parti di te che si sono smarrite dietro pensieri truci.
Ho comprato una farina di mais finissima, che desideravo provare da tempo.
La prima idea era quella di farci delle paste di Meliga, ma il lavoro diventava troppo lungo, così ho optato per una torta, che richiede neanche 10 minuti per farla e che dà parecchia parecchia soddisfazione poi.
Liberamente ispirata dalla torta di origine brasiliana Bolo de Fubà, mi è piaciuta subito per la presenza del miele (non mi è ancora passata la fissa per l'MTC #54 di questo mese) e ho voluto renderla completamente gluten free, aromatizzandola all'arancia.
Una delizia che migliora col tempo.

Ingredienti per uno stampo di 24 cm di diametro
200 g di farina di mais macinata fine tipo fioretto
100 g di farina di riso
100 g di fecola di patate
150 g zucchero semolato
250 ml di latte fresco intero a temperatura ambiente
150 g di burro morbido
3 uova grandi a temperatura ambiente
100 g di miele di agrumi
la scorza grattugiata di una arancia
12 g di lievito in polvere
Zucchero a velo per rifinire.
Al momento della preparazione del vostro dolce, il burro dovrà essere morbido.
La procedura è semplicissima: accendete il forno a 180°.
Nella ciotola della planetaria la farina di mais e lo zucchero e mischiateli con un cucchiaio.
Aggiungete il burro bello morbido, le uova ed il latte a temperatura ambiente, il miele e la scorza di arancia.
Azionate la frusta a media velocità ed impastate fino ad ottenere un composto omogeneo.
A parte setacciate la farina con il lievito quindi, togliete la frusta e sostituitela con il gancio a foglia, aggiungete la farina ed il lievito ed impastate a bassa velocità per 5 minuti.
Foderate con carta da forno uno stampo di 22/24 cm di diametro e versatevi il composto scuotendo lo stampo per livellarlo.
Fate cuocere la torta per 50/60 minuti. Fate la prova stecchino.
Se doveste notare che la superficie si scurisce dopo c.ca 30 minuti, coprite il dolce con un foglio di stagnola.
Fate la prova stecchino che dovrà uscire asciutto e pulito.
Fate raffreddare su una gratella per una decina di minuti, quindi sformate e fate raffreddare completamente.
Rifinite con zucchero a velo e servite.


12 commenti:

  1. Martello chiodato mi piace...e se mi dici dove posso,trovarlo ti bacio in fronte ben due volte quando ci vediamo ! Perché a Roma serve...sopratutto quando ti chiudono con la macchina o quando lasciano la macchina in seconda fila in mezzo alla carreggiata. Ma sai che non ho mai fatto un dolce con la farina di mais ? Mi sa che a tutti è venuta la malattia del miele...quasi quasi proseguiamo ! Baci Terminator 😊

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  2. Non so come hai fatto, io sarei sbottata. Ti ammiro ;-)
    Meno male per che esistono le torte, saranno state inventate in momenti di rabbia? ;-)

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  3. io penso che ci si debba ribellare: di fronte all'impiegato cazzone, o all'insegnante che non fa il suo mestiere, di fronte al datore di lavoro che non ti paga, alla multinazionale che con la scusa della crisi di prende i nostri soldi. io credo che presto debba arrivare l'ora della grande ribellione e dell'affermazione della nostra dignità
    la torta - ca va sans dire - la debbo provare subito.

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  4. A parte il fatto che, nonostante il tema serio, mi sono addoppiata dalle risate, capisco benissimo la sensazione. Ma per me è il contrario. Io fatico a farmi sentire, a reagire, a sbottare. Molto più naturale restare in silenzio, per me. Ma non so quanto sia giusto. Forse ha ragione Gaia, e se tutti ci facessimo sentire qualcosa cambierebbe. Ma ho sempre paura di fare una valutazione sbagliata, che ci siano spiegazioni e ragioni delle quali non sono al corrente, ci penso, e nel frattempo il momento è passato.
    Il lupo lo dico anche io. Nello specifico, A Chiusi, si parla di "lupo manaro", con una sola N, che fa ancora più paura e mi pare renda l'idea dell'accesso d'ira e furore di cui si è preda. A me capita poco, ma forse dovrei sbottare più spesso. Chissà.
    Torta deliziosa, amo la farina di mais e la fissa da miele è rimasta anche a me: anche io l'ho messo in una torta. :-)
    Scusa per i commenti fiume...quando ti leggo mi fai venir voglia di parlare.
    Baci,
    Alice

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  5. Di fronte a qualcosa che non va mi sale il nervoso alle stelle e avrei voglia di urlare ma spesso mi limito a mordermi la lingua...anche tu hai mostrato un ammirevole autocontrollo e immagino la rabbia che avevi dentro...concordo in pieno sulla funzione terapeutica delle torte..calmano,rilassano e quasi ci mettono in pace con il mondo:))la tua poi è spettacolare e sicuramente buonissima e troppo golosa,oltre ad avere una consistenza perfetta e soffice come piace a me:)).
    Un bacione e grazie mille per la bellissima ricetta:))
    Rosy

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  6. Due cazzotti no, quattro.
    La saga delle poste è lunghissima. Borgata romana, io precaria devo fare quattro bollettini di concorsi. Terminali in tilt, folla inferocita, ufficio minuscolo strabordante di gente che fa la fila ovunque, dentro, fuori, fin sul tetto e sul dirupo, perché l'hanno costruito, meglio installato trattandosi di prefabbricato, in cima a una specie di scarpata. A dieci minuti dalla chiusura ritorna la linea, quando la direttrice esce per dire che loro adesso chiudono. Siccome non è la prima volta che capita, si rischia la sollevazione. Pare che l'ufficio sarà penalizzato dall'amministrazione delle Poste se non chiude e spedisce il sacco della posta entro una certa ora, ma l'ufficio non ha potuto realizzare le operazioni PERCHE', non per sua colpa, la linea non funzionava. Alla fine i bollettini me li fanno e poi continuano. Ma... Che fai? Vai a strozzare il provider? Per me volentieri, ma richiede un minimo di organizzazione...
    Accadeva a Roma capitale nel gennaio 2005.

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  7. Ciao cara Patty sarà un caso che nel nuovo cartone al cinema in questi giorni e visto domenica con i miei nanetti ad un ufficio pubblico sono i bradipi i protagonisti :)? Ho frequentato cancellerie, conservatorie catasti per lavoro e ti assicuro che il "lupo" se li sarebbe divorati tutti quegli inetti. Uh mi sono agitata a leggere la prima parte ...adesso mi rilasso con un'"asana" e la tua torta :)! Buonissima e da provare. Buona giornata baci Luisa

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  8. Ciao Patty..lo so che ci vuole tanta pazienza. Quello che é successo corrisponde ad un Italia che non va, e questo mi dispiace e mi fa arrabbiare parecchio.
    A me é capitato come te, all'ultimo minuto di iscrivere mia figlia al primo anno di superiori, perché questo ritardo? Ho voluto aspettare, affinché si decidesse per la scelta, poi alla fine abbiamo scelto, ma per fortuma che ho messo una seconda scelta! Noi genitori non siamo d'accordo, perché con quella che ha scelto secondo moi non ha sbocchi in futuro. Adesso ci troviamo si spera, visto l'opzioni di poter cambiare al momento della conferma. Bho ma non sono sicura. Adesso non voglio pensarci, voglio rilassai con una fetta di questa buona torta accompagnata e vista l,'ora da un buon thé. Un abbraccio ...tiriamoci su!!

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Penso che le poste mettano a dura anche il più serafico degli uomini :) Adoro le torte con la farina di mais, e questa la voglio proprio provare!

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  11. Mi piace tanto la farina di mais! trovo che torte e biscotti fatti con la fioretto abbiano un gusto incredibile. Pur non essendo un'amante di torte in generale, questa è proprio di mio gusto!
    Ciao
    Alessia - myiummy.it

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