lunedì 12 febbraio 2018

Cake arancia, vaniglia e cioccolato morbidissimo: un cake per tutte le stagioni!

Breakfast in America - Supertramp
La difficoltà di mantenere in vita un blog di cucina, non è tanto trovare delle ricette degne da realizzare e pubblicare.
Quella è la parte più semplice.
La difficoltà vera è riempire quel vuoto comunicativo in cui spesso precipito specialmente nei momenti di "riavvolgimento su me stessa".
Il problema di questo spazio, è che la cucina è solo un pretesto.
Un magnifico pretesto escogitato a scopo terapeutico, dove la parola ha più importanza di un dosaggio, il confronto prevale sulla procedura e lo sfogo liberatorio sulla lievitazione.
Mi capita spesso di tornare a leggere vecchi post, trascinata dalla curiosità di capire cosa vi abbia spinto ad andare a cercare quella ricetta piuttosto che un'altra.
Finisco con l'indugiare sul mio scritto, sull'emozione di quel momento.
Mi sorprendo a volte di tanta schiettezza; altre, provo quella stessa emozione. 
Spesso mi chiedo come abbia trovato l'ispirazione per scrivere quella pagina.
In quei casi, la frustrazione è dietro l'angolo.
Così comincio a pensare che la mia vita sia talmente priva di sorprese che le parole finiscono con l'essere sempre le stesse.
Forse la ragione è molto più semplice di quanto non voglia credere: è lunedì.
Un'altra settimana è passata, Sanremo, Dio piacendo, è finito, il Carnevale sta per andarsene e di S. Valentino non ce ne accorgeremo neanche.
Non avevo considerato tutte queste belle cose tutte insieme.
Allora, buon lunedì a tutti.
Sto per dirvi una cosa assoluta: questo dolce è MAGNIFICO!
Dopo aver provato decinaia e decinaia di ciambelloni, cake, tortine alla ricerca della morbidezza ed umidità perfetta, convinta ogni volta di averla trovata, sono incappata su lei, la mitica Donna Hay e mi sono innamorata.
La realtà è che stavo cercando un cake al limone come dico io: sofficissimo, profumato, dal dichiarato aroma di agrume ed umido al punto giusto. Magari anche senza burro.
Soprattutto, cercavo un dolce da poter fare a occhi chiusi, senza bisogno di montare, di sciogliere, di preoccuparmi della temperatura degli ingredienti...insomma, un dolce a prova di dummies, la cui ricetta ti resti in mente al primo colpo.
ED ECCOLA QUA!
Una ciotola, una frusta e semplici ingredienti per una base di dolce estremamente versatile, visto che io l'ho subito provata in 3 diverse varianti (personali).
Questa marmorizzata è la preferita di mia figlia.

Ingredienti per uno stampo da cake da 30 x 10,8 (o da ciambella 24/26 cm) 
180 ml di olio di semi di girasole o mais
60 ml di succo di arancia non trattata + la sua scorza grattugiata
2 uova grandi
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
280 g di yogurt greco (è necessario uno yogurt denso, quello bianco classico non da' lo stesso risultato)
300 g di zucchero semolato fine
300 g di farina 00 setacciata
25 g di cacao amaro setacciato
50 ml di latte
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato setacciato
  • Accendi il forno a 170° e imburra e fodera lo stampo da cake con carta da forno. 
  • In una ciotola capiente versa l'olio, la scorza ed il succo di arancia, le uova, lo yogurt, la vaniglia e lo zucchero quindi con una frusta a mano mescola con cura in modo da ottenere un composto cremoso ed omogeneo. Non ti preoccupare se le uova e lo yogurt saranno freddi di frigo. Non ci sono rischi che il composto crei problemi in cottura. 
  • Adesso setaccia bene la farina con lievito e bicarbonato direttamente sulla ciotola, incorporandola sempre utilizzando la frusta così che non si formino grumi. Mescola fino a che non ottieni un composto liscio e lucido. Non sarà tanto denso ma simile alla consistenza di una crema.
  • Versa la metà del composto in una ciotola ed in questa versa il cacao setacciato ed il latte. Sempre con la frusta, mescola in modo da ottenere un bel composto scuro e lucido. Il latte è necessario perché il cacao assorbe molti liquidi ed il composto tende ad indurire con la sua aggiunta. Il latte ripristina i liquidi assorbiti riportando l'impasto alla consistenza originale. 
  • Utilizzando 1 cucchiaio grande per ogni ciotola, comincia a versare cucchiaiate di impasto chiaro alternandole a quello scuro, magari cercando di formare una sorta di scacchiera su due colonne. Formerai un primo strato e quando la base sarà ben coperta, con una bacchetta cinese o un coltello, fai dei ghirigori sugli impasti in modo da creare dei disegni dei due colori. 
  • Procedi quindi a terminare il resto dell'impasto con lo stesso procedimento senza dimenticare di fare i tuoi ghirigori. 
  • Prendi in mano lo stampo, smuovilo leggermente per livellare l'impasto e metti subito in forno per 55 minuti c.ca. Fai la prova dello stecchino che dovrebbe uscire pulito. 
  • Una volta tolto dal forno, lascia raffreddare all'aperto per una decina di minuti, quindi aiutandoti con la carta da forno, toglilo dallo stampo e fallo raffreddare completamente su una griglia, in modo che non si formi condensa. 
  • Servi a temperatura ambiente. Si conserva morbido ed umido per giorni se coperto con pellicola o alluminio. Perfetto per la colazione o il te ed assolutamente delizioso. 
VARIANTE AL LIMONE 
  • L'originale di Donna Hay prevede la scorza grattugiata e 60 ml di succo di un limone non trattato. Tutto il resto è identico (tranne la parte del cacao che ovviamente ometterete). La versione al limone è personalmente la mia preferita, ma mia figlia mi impone la versione marmorizzata, dato il suo amore per il cioccolato. In ogni caso questo cake è adorato da tutta la famiglia. Facile, veloce, riuscita perfetta. Non perdetevelo. 



28 commenti:

  1. Patty! vorrei essere il primo a commentare che questa meraviglia della natura sarà presto realizzata nella mia minicucina parigina!

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    1. Lo so che ti sarebbe piaciuto. E' una torta perfetta per te!
      Un abbraccione grande super pasticciere!

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  2. Due osservazioni anche se non sempre dolci...
    La prima sulla scrittura: penso che ciascuno in maniera diversa dal blog di cucina si cerchi comunque una comunicazione più vasta; certi blog lo dicono esplicitamente come Giuliana o Nora, o lo fanno in modo molto chiaro come un tempo Arabafelice. Sono i blog più interessanti secondo me, sono quelli come il tuo con cui si può instaurare una conversazione e nei casi più fortunati discutere senza remore di ciò che piace come di ciò che non piace, purché si sappia continuare a argomentare sui contenuti senza prenderla sul personale, cosa che non tutti sanno fare. Del resto le donne hanno sempre comunicato attraverso i quaderni di cucina, dove venivano annotati pensieri e avvenimenti, per secoli. Una via di mezzo tra il diario, lo schedario pratico e un tentativo di letteratura o semplicmente di scrittura. Il web permette oggi di condividere quell'anelito a uscire dalle padelle familiari, amate ma a volte troppo strette. Del resto cucinare è come tutte le realizzazioni gratuite un modo di offrire sé stessi e andare verso gli altri, traduce un'esigenza in primo luogo personale di intrecciare relazioni. Non so se ho capito la questione del vuoto comunicativo, ma i tuoi lettori sicuramente colgono l'aspetto di cui parlavo nelle tue parole e quindi per loro è importante leggere quel che hai in mente, non importa cosa sia fosse pure il "vuoto" che inr ealtà è sicuramente pieno di ombre e di fantasmi, come quello di tutti, chi più e chi meno vicini e brucianti. Ne escludo coloro che stanno su un blog per farsi un salotto da gestire ma tu non ne fai parte per fortuna, altrimenti probabilmente non ti leggerei perché da luoghi del genere scappo a gambe levate: sono allergica ;P.
    Quindi qualsiasi cosa sia scritto lo si legge sempre...

    Quanto al dolce beh la questione è meno dolce... Un dolce morbido umido agrumato o cioccolatoso piace moltissimo anche a me. Poi però a guardare la realizzazione scappa fuori il solito dolce anglosassone modaiolo finto salutista, imbottito di zucchero per controbilanciare dosi insensate di agenti lievitanti e certo non privo di grassi, animali e vegetali. Ma quando impareremo il buonsenso di rispedire certe assurdità fatte a uso e consumo del cibo industriale al mittente? Abbiamo davvero perso ogni manualità e ogni tecnica? Non credo, francamente. Possibile che non sia possibile avere un dolce del genere, che piace moltissimo anche a me, sia chiaro, senza questi eccessi? Finisco col diventare importuna ma francamente non riesco a fare a meno di chiedermelo: cosa di tutto questo è davvero tecnicamente necessario? per gente che ha un filo di manualità in più del mercato USA "apri la busta aggiungi il latte inforna fai la foto al risultato e posta su istangram ohhhh, la mangerei adesso lovelovelove e cagnolino finto?"? poi ognuno mangia quel che vuole, ma la domanda resta, purtroppo. E la subordinazione culturale a un certo tipo (scadente) di cucina pure e questo è peggio.

    P.S.: ma perché infliggersi sanremo se non va giù anziché spegnere la tv, uscire, cucinare, mangiare, leggere, scrivere, dormire, passeggiare sotto la luna, abbracciare il proprio amore??? pure litigare, guarda! Sono troppo limitata, non riesco a capirlo... dovrebbe essere un diritto evitare almeno l'evitabile che l'inevitabile già ci assilla fin troppo :)

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    1. Grazie per il tuo intervento che mi fa sempre piacere perché ragionato e sentito. Solo non so se ho capito il tuo commento sulla ricetta.
      So che tu sei apertamente contro lo zucchero, me l'hai più volte detto e non mi trovo in contrasto cercando anche io di bilanciare le quantità quando possibile. Ma se in questo dolce posso forse capire la quantità dello zucchero (che io ho ridotto dall'originale e che sicuramente potrebbe essere ancora migliorata), non capisco dove siano gli altri eccessi.
      2 cucchiaini di lievito non sono neanche 6 grammi + il bicabonato che agisce come lievitante perché ha una reazione chimica con l'acidità dello yogurt. Tra l'altro la ricetta è una versione della nostra più popolare torta dei vasetti che se permetti non si fa mancare nulla in zuccheri e lievito (addirittura una bustina).
      Sulla tecnica di realizzazione, vuoi mettere la facilità per una mamma che vuole preparare in un attimo una torta per la merenda o colazione ai suoi bambini senza stare un intero pomeriggio ad imbrattare la cucina? Spesso è liberatorio.
      Mi sento spesso criticare per le mie ricette, perché troppo complicate, impegnative, tecnicamente difficili.
      Adesso mi viene da ridere al sentir parlare di subordinazione culturale ad una cucina scadente.
      So che io tuo sfogo non è diretto a me...ma magari parliamone :D
      Ti abbraccio cara e su con la vita.

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    2. Certo perché non parlarne? Sempre meglio che tacere.

      No, non intendo te in particolare parlando di subordinazione, altrimenti non ti seguirei e non avanzerei nemmeno certe osservazioni, ma quel tipo di cucina che viene secondo me accettata in modo troppo acritico, perché carina, perché di moda, perché colorata, perché cheap, perché sbrigativa e pigra anche intellettualmente, perché sostenuta da una grande forza editoriale, mediatica, industriale e della GDO. Tu, al contrario, spesso difendi una cucina diversa, che io non trovo affatto difficile, se mai talvolta un po' lunga da fare, ma non sempre (quella delle bravissime Galliti o Fabiana Del Nero per me è quasi sempre una cucina impossibile, non la tua). La tua per me, di base, è una cucina fattibile in ogni senso e a volte lo zucchero basta ritoccarlo. Questo discorso per me però non vale quando si prendono pari pari questi dolci anglosassoni che sono fatti sullo stampo di quelli industriali che hanno anzitutto esigenze di risparmio sugli ingredienti, quindi procedimenti banalizzati all'estremo, e di stabilità per lunghe conservazioni (quindi anche tanto lievito e tanto zucchero che secondo me sono legati perché lo zucchero stabilizza di suo e in più mitiga il sale del lievito. 300 g di farina e 6 di lievito chimico non sono poi così pochi, un tempo una dose del genere si sarebbe usata su mezzo chilo almeno e non sarebbe comunque stata poca). Però perdonami l'argomento mamma che dà da mangiare ai pulcini poverina, non lo condivido per nulla, c'è un equilibrio la cui cognizione pare oggi essersi persa, tra il gettare tutto in una ciotola e l'imbrattare la cucina intera ogni momento, cosa quest'ultima che neppure io faccio, certo meno di te e nemmeno sono mamma. A me non viene proprio, ad esempio, per quanto ci sogni su e le invidii, di fare marmellate lussuriose per usarne 8 cucchiai per dire, sono cose che riservo alla pensione, ammesso di averla, perché mi interessa di più fare altro, anche se vorrei da matti che qualcuno mi preparasse la tua crostata sublime dell'altro giorno (a proposito grazie per la premura ma la vita va benissimo, persino senza zucchero; qui c'è un sole radioso, tutt'al più un po troppi microbi ostinati in gola). Sono una che si mangia senza problemi la pasta fresca artigianale comprata sotto casa, che non si metterebbe a fare la fregola e il cous cous se lo fa andare bene precotto, ma possibilmente bio e non delle grandi marche industriali, il pane non se lo farà mai a casa ma vorrebbe del pane vero e non spugnoso o appunto strapieno di lievito che la sera già pare gesso, non passo la vita in cucina, certo non per pulirla, e credo poco nell'autoproduzione come nell'autopunizione. Allo stesso modo non sono "contro lo zucchero": lo uso, di tutti i tipi, anche se per abitudine familiare sono stata educata a metterne meno della media, a non bere soft drinks, non consumare snack, nutelle o cibo spazzatura in generale; non tengo più in casa il muscobado (altra classe, eh) perché finisce che me lo mangio a mo' di caramelline (le uniche caramelle che sopporto, proprio forse perché sono meno dolci e più artigianali) ma uso solo quello nei dolci al cioccolato o frutta (un'idea che mi è venuta facendo il tuo bundt cake in versione umanamente dolcificata :P tra l'altro), ma quando leggo pari peso di zucchero e farina, come qui, e come sempre più spesso si trova nelle ricette in rete senza uno straccio di riflessione, magari in presenza di altri ingredienti dolci come la frutta secca o fresca o i derivati del latte che comunque contengono zuccheri, ecco lì no, non mi convince, per non parlare di prodotti usati anche come basi pronte e ahimé fin troppo sponsorizzati e gridolinati che hanno lo zucchero come primo ingrediente, quando non il glucosio, e contengono magari farce che anch'esse hanno come primo ingrediente lo zucchero, unito a grassi improbabili. Non mi dire che di roba del genere non hai mai sentito parlare...

      [segue]

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    3. [seguito]
      Questo intendo parlando di colonizzazione culturale, l'idea che non ci sia altro modo di fare le cose se non questo. La stessa torta a vasetti a me sembra un'americanata di lungo periodo: perché è una traduzione delle torte a cup zeromanualità che più usa non si può alla fin fine.
      A lungo lo zucchero è stato un mito per chi magari venendo dalla guerra era vissuto in un periodo in cui scarseggiava come ogni cosa piacevole; ma è sempre stato un cibo scadente, specie quello di barbabietola, che in certe ricette ci vuole, per carità, ma nasce come surrogato per chi non poteva permettersi calorie più sane e complete... e tale rimane oggi, anche se surrogato psicologico.

      Dopodiché potremmo anche parlare di salute, per esempio così, per il rapporto appunto tra salute e grande industria alimentare guarda caso proprio dello zucchero ma non esclusivamente. Cose di cui essere attivamente consapevoli quando si maneggia il cibo e se ne parla pubblicamente, perché il cibo e la sua scelta non sono neutri né aproblematici, né lo è la maniera di parlarne. Ma sarebbe ancora un altro discorso.

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    4. Ma fare qualcosa perché semplicemente piace? E a me, al di là di tutte le implicazioni di cui parli, giustissime e sacrosante, una cosa deve pure piacere. Potrei allo stesso modo dire che certi piatti super sani e sostenibili, non sanno proprio di una cippa lippa. Anzi, mi fanno proprio senso. E ti parla una che ha dovuto cambiare il proprio modo di alimentarsi per problemi di non poco conto. Ma una tantum, posso anche solo seguire il mio palato ed il piacere che mi da un dolce come questo senza sentirmi in colpa. O anche questo deve diventare ragione di mortificazione in un panorama già densamente deprimente?
      Solo perché mi piace. Dovrei crearci un hashtag: magari lo farò!
      Ciao ;)

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  3. Spero che questo tuo umore sia dovuto al fatto che è lunedì, e in tal caso lo comprendo perfettamente :P
    Il cake è straordinario, devo vedere se con lo yogurt di soia viene bene lo stesso, sicuramente la densità è differente. Però mi ispira un casino e non posso non provare a farlo.
    Un bacio grande e buon lunedì... un abbraccio stritolante

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    1. Se lo yogurt è molto liquido, dovrai forse ribilanciare un po' gli ingredienti secchi. Oppure semplicemente prolungare la cottura. E' da sperimentare ma sono curiosa se lo farai. Un bacione grande mia cara. <3

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  4. I lunedì sono tremendi, quando uggiosi lo sono ancora di più. Capisco bene quel senso di non saper che scrivere di fronte a una pagina bianca, prima della ricetta. I nostri blog sono piccoli diari, diario emotivo, come ho sempre chiamato il mio, che segue i miei ritmi, la mia voglia di fare e l'umore del momento. Sono capitati spesso motivi di silenzio, quando non c'erano parole. In quei momenti ho sempre preferito star zitta, non postare nulla, piuttosto che abbandonarlo a una ricetta lasciata lì, senza le giuste parole ad accompagnarla. Mi ritrovo moltissimo nelle tue parole e mi ritrovo moltissimo nella ricerca della semplicità in cucina, che a volte mi manca. Questo lunedì uggioso lo affronterei volentieri con una fetta di questo cake. Mi rimetterebbe in pace, se non col mondo, almeno con me stessa. Buon lunedì, Patty. Un abbraccio grande grande

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  5. Mah...eccessi io non ne vedo, sì, forse metterò un po' meno zucchero ma soltanto se farò la versione senza il cacao.
    Per il resto direi che la tecnica è proprio una cosa che non ti manca.
    Ma è lunedì per tutti, io devo pure andare a una noiosa visita medica. Il pensiero di questo dolce da fare stasera mi farà trascorrere il tempo dell'attesa in sala d'aspetto :))
    Un abbraccio cara Patty, domani sarà martedì.

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  6. Il lunedì non ha lo stesso "sapore"del venerdì è più... faticoso il Lune più... complicato ma a volte pieno di propositi o cose da fare, migliorare... non so, però so per certo che questo plumcake va benissimo dal lunedì alla domenica.
    Domanda: io adoro l'aroma di arancia ma se avessi ospiti che non lo gradissero posso sostituire latte o acqua al posto della spremuta di arancia?
    Grazie!
    Buona settimana!

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    1. Bella domanda: penso che potresti tranquillamente aggiungere poco latte. 60 ml di liquidi come il succo di limone o arancia sono veramente molto pochi, ma mantengono una bella umidità. Penso che si, latte o acqua senza problemi. In ogni caso hai la vaniglia che aromatizza. Un bacione cara Laura. Fammi sapere se lo fai!

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  7. Sai che anche io faccio le stesse riflessioni quando leggo i vecchi post? Quanto siamo simili... Anche nella passione per questo tipo di dolci, semplicissimi eppure irresistibili, per me.
    Un bacio e a presto cara Patty!

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  8. Sai...capita spesso anche a me di pensare che la mia vita sia sempre uguale, priva di sorprese ma mi rendo conto che questa è la visione che ne ho..."dall'alto".
    "Spiandola dall'alto", superficialmente, la mia vita scorre sempre allo stesso modo: sveglia, lavoro (e qui un buco nero di 9 ore), casa, faccende, cena, nanna.
    Tutto questo dal lunedì al venerdì.
    E le settimane sembrano tutte uguali.
    Poi "zoommo" e scorgo quei dettagli che mi fanno capire che la mia vita tanto povera di sorprese non sia.
    Sorprese che possono essere le risate fatte con i colleghi e gli amici, le belle parole nate spontaneamente, i commenti ai miei post, un pensiero gentile, l'abbraccio prima di cenare che LoveOfMyLife ci scambiamo sempre prima di sederci a tavola. E questi sono solo esempi delle cose che bisogna cercare più attentamente, per le quali bisogna aumentare lo zoom :-).
    Va beh forse sono stata un po' logorroica ma questi momenti di "stallo" sono solo momenti! E sono tipici di chi...si mette in discussione sempre (sono un'esperta).
    Ma che bella questa torta e chissà che profumooo!!!

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    1. Carissima, subito dopo aver scritto quella frase, ho avuto un moto di vergogna contro me stessa perché so per certo che nonostante le apparenze, non posso certo considerare il cammino fatto fino ad oggi come ripetitivo o piatto o monotono. Sarei ingiusta ed egoista, soprattutto mancherei di rispetto a chi vive malamente. Perché quello che ho vissuto fino ad oggi potrebbe riempire diverse pagine, e scavando a fondo, anche diversi libri. Sono circondata da persone che mi amano e che amo, ci sono state prove da superare, anche difficili, ma la vita è questa, grazie a Dio, e fino a che c'è, è preziosa e va celebrata.
      Quindi, il mio pensiero ricalca il tuo. Dovremmo usare più spesso lo zoom per osservare da vicino la nostra fortuna.
      Ti ringrazio e ti abbraccio caramente.

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    2. <3
      ma grazie a te ed alle tue sincere condivisioni!!
      un abbraccio!

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  9. Ma quale vuoto comunicativo, Patty???!!!...Io ti leggo proprio perché, prima ancora dello splendore delle tue ricette, nei tuoi post ritrovo un clima bellissimo che tu riesci meravigliosamente a comunicare perché sei te stessa. E anche quando le parole ti sembrano le stesse, in realtà non lo sono mai.
    Tranquilla, carissima, e buona serata!!!

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  10. Ciao, ti seguo relativamente da poco, complimenti per i post e per tutto!!!
    Vorrei sapere se ho compreso bene, tu dici che questa torta può essere fatta in tre modi: marmorizzata, al limone e la terza versione? Mi sono persa qualcosa???
    Attendo tua risposta e fremo fino al prossimo post.
    Buon lavoro e buona vita

    Laila

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    1. Ciao Laila, la base per questa torta che in origine è a limone, io l'ho già provata al limone, all'arancia e marmorizzata (all'arancia). Personalmente credo che bilanciando la quantità di liquido (nel caso il succo di limone, o il succo di arancia o qualsiasi altro liquido come acqua o latte), si possa personalizzare come meglio si voglia. Ecco, per esempio, se volessimo farla completamente al cacao, considerando come ho detto sopra, che il cacao assorbe maggiori liquidi, si potrebbe usare 250 g di farina, 50 di cacao amaro e bilanciare con 80/100 ml di latte.
      L'aggiunta di gocce di cioccolato o frutta secca o uvetta o altro, è da valutare con attenzione perché l'impasto di per sé è molto morbido e difficilmente potrebbe sostenere il peso di queste aggiunte che finirebbero ahimé sul fondo della torta.
      In ogni caso si presta ad interessanti sperimentazioni ed anche, se cotta in uno stampo rotondo, a farcitura perché morbida e porosa.
      Grazie Laila per essere passata e spero di leggerti presto, magari dopo aver preparato il dolce.
      Baci

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    2. Grazie per le dritte, lo preparerò di sicuro e ti farò sapere

      Laila

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  12. Ripeto perché evidentemente mi sono spiegata male. Il problema non è fare o non fare quel che piace, l'ho già scritto. Ho pure scritto che non credo nell'autopunizione e ho fatto una lenzuolata moderatamente interessante per dettagliare come io non sia "contro lo zucchero" a priori, ad esempio, dato che ne faccio uso in tanti modi.

    Tuttavia, proprio per questo, non sono convinta dell'uso che se ne fa, in un certo tipo di prodotto culinario e editoriale di stampo prettamente anglosassone/USA. Uso secondo me, ma siccome non sono preparata particolarmente in questo campo potrei sbagliarmi, legato agli agenti lievitanti in eccesso, cosa cui forse una maggiore tecnica, magari relativamente banale, (montare le chiare a neve?) potrebbe ovviare.
    Questa per me è la questione legata a ‘sto cake: possibile che porre una simile domanda debba suscitare tanto fastidio in chi comunque di cibo si occupa in modo non solo appassionato ma non ottuso né scontato, anzi, recensisce libri ecc. ecc.?

    (Tra l'altro non tutta la cucina anglosassone è così, ad esempio qui, evidente sito salutista estremo e mortificante, basta guardare le dosi infinitesimali di grassi, le quantità di zucchero sono ragionevoli e lì sì, volendo diminuirlo ancora interverrebbe il gusto personale che nel mio caso è certamente restrittivo rispetto a altri. Certo si tratta di un tipo di dolce del tutto diverso, più tradizionale, forse - e senza lievito, sarà un caso? Questa sarebbe una cosa interessante da capire, altro che mortificazione!)

    Possibile che ogni osservazione debba essere ricondotta a un estremo, che non esista una via di mezzo, ma se non convince qualcosa allora ah, ma quanto sono insipidi i piatti salutisti? a parte il fatto che vorrei capire dove starebbe scritto che io sono per i piatti salutisti più o meno insipidi? O addirittura per la mortificazione? Voglio dire proprio il contrario, cioè che est modus in rebus. Possibile che non esista la curiosità di domandarsi e sapere come e perché le cose possano essere fatte o meno? Boh. Mi sembra un atteggiamento talmente rinunciatario e mortificante, altro che le lodi del tofu (che peraltro non mangio).

    La cosa che trovo proprio sbagliata è pensare che una cosa vada fatta in un certo modo perché così è e basta, senza chiedersi perché. Magari si potrebbe fare in maniera migliore e anche un po' più sana, perché no, o persino più buona, solo a volerci ragionare un po'. Magari chi ce la vuole imporre in quel modo nella testa, o chi vuole imporre nei propri libri passivamente ripresi sul web un gusto così simile ai preparati industriali della grande distribuzione ha dei motivi tutt'altro che buoni per farlo. Magari una volta si faceva davvero in modo diverso, ma poi, magari per vendere di più, si è cambiato (cosa che credo sia davvero accaduta, ad esempio alla nutella, oggi un impiastro di zucchero e grassi dubbi mentre dovrebbe essere fatto solo con nocciole e cacao, ridotti invece a percentuali di una cifra, o a biscotti pieni della qualunque).

    Dire "solo perché mi piace" è sacrosanto, per carità, ma essere tecnicamente capacissimi, fare un blog pubblico di cucina di livello tutt'altro che insignificante, e che non scarta mai il confronto con le riflessioni come fa invece l'affermazione di cui sopra, ha una portata diversa, che non sarà mai neutra, con nessun hastag: significa perciostesso, lo si voglia o meno, anche scegliere che tipo di cibo si vuole sostenere e essere consapevole di tutte le implicazioni che quel tipo di cibo comporta, piaccia o no.

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    1. Manca un link, quello alla ricetta inglese, qui eccolo.

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  13. Dopo averla fatta al limone (eccezionale) oggi ho provato a farla solo alla vaniglia, e al posto del succo di limone o arancia ho messo del latte intero. L'aspetto e il profumo sono perfetti, dopo l'assaggio.

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    1. Cara Isabella, grazie per il report. Proverò sicuramente anche io. Un bel bacione.

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    2. È molto buona, e anche umida al punto giusto, ma vale la pena cambiarla solo se non piace l'aroma di limone.
      Secondo me il limone (o l'arancia) la trasformano da torta da colazione a torta da dessert.
      Peccato che mia figlia grande sostenga che 'gli agrumi non vanno messi nelle torte' :D

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    3. Concordo con te. Con il limone è una perfetta torta da servire anche dopo cena, magari accompagnata da una salsa che può essere una crema inglese o una salsa di frutti rossi, o perché no, una chantilly. Con la cioccolata è molto "merenda e colazione" . Un abbraccio

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