lunedì 12 luglio 2021

Timballo di Annelletti alla siciliana

Gli ultimi quattro giorni li ho trascorsi in Sicilia. 
Oggi riparto, in macchina, per riavvicinarmi lentamente a casa. 
Fortunatamente non farò l'intera tratta come all'andata, da Siena a Giardini Naxos. 
12 ore di piccolo calvario in una macchina scomodo (a noleggio) per accompagnare mio marito durante una missione di lavoro. 
Per la prima volta nella mia vita ho attraversato lo Stretto di Messina ed è stata una sensazione stranissima, pensando a quelle migliaia di persone che lo fanno abitualmente ogni giorno. 
La Sicilia mi ha accolta con 40°C all'ombra, un mare azzurrissimo battuto da un vento instancabile ed un intenso profumo di oleandro ed altri fiori estivi che non sono riuscita a riconoscere. 
Che terra incredibile.
A proposito di cucina siciliana.
Non la conosco. ⁠
Almeno non quanto vorrei. ⁠
Quel poco che ne so, arriva da assaggi avvenuti sul posto durante le mie sporadiche visite, dai libri di Camilleri e dalla sperimentazione avventurosa delle più famose e classiche ricette della tradizione, anche se non ho modo di giudicarne il risultato non conoscendo la versione originale. ⁠
Eppure so che è una delle più ricche della nostra penisola, la più contaminata ed anche quella che maggiormente è legata al suo passato fatto di occupazioni, di culture variegate, di ricchezza di ingredienti e materie prime meravigliose. ⁠
Forse anche una delle più complete a livello nutrizionale e più saporite grazie alla forza di un clima generoso anche se spesso un po' tiranno. ⁠
Certo è che vorrei saperne di più, vorrei conoscerla da vicino, osservare mani femminili trasformare gli ingredienti in piatti sontuosi, annusare i profumi che escono dalle pentole e rubacchiare segreti qua e là, con gli occhi, le orecchie e soprattutto con la mia bocca. ⁠
La cucina siciliana resta un mistero che ho voglia di svelare, come anche la sua terra, che mi è entrata nel cuore ma vorrei tanto donarle più spazio. ⁠

Così in tema di tentativi avventurosi, eccone uno (che comunque ho già ripetuto più di una volta e posso garantire che è buonissimo). 

Il Timballo di annelletti con le melanzane secondo la tradizione sicula, che è buono ed ancora di più il giorno dopo, appena tiepido da mangiarsi anche sotto l'ombrellone in spiaggia. 

Io lo adoro e spero che gli amici siciliani mi perdonino. Ho letto e trovato molte versioni. 

Ho messo insieme i pezzi ma so che non sarà mai come l'originale. 

Il mio vuole essere un rispettoso omaggio ad un piatto straordinario che letteralmente adoro. 


TIMBALLO DI ANNELLETTI ALLA SICILIANA 

Difficoltà: facile

Preparazione: 2 ore 

Cottura: 30 min. per le melanzane – 1h30 per il ragù – 30 minuti per il passaggio in forno. 

Si può preparare in anticipo. 


Ingredienti per 4/6 persone 

500 g di aNnelletti o pasta corta a vostro piacere 

400 g di carne macinata mista (manzo e maiale)

1 carota 

1 gambo di sedano

1 piccola cipolla 

2 foglie di alloro 

200 g di piselli (freschi o surgelati)

800 ml di passata di pomodoro 

mezzo bicchiere di vino bianco 

un mazzetto di basilico 

200 g di scamorza 

5 melanzane scure (le violette non vanno bene) 

2 cucchiai di parmigiano 

Olio extravergine per friggere 

Pan grattato qb

Sale e Pepe 

  • Preparate il ragù. Dopo aver pulito e tritato gli odori, versateli in una larga casseruola con 3 cucchiai di extravergine e le foglie di alloro e fate passire a fiamma media sempre mescolando. 
  • Quando le verdure saranno morbide e traslucide, aggiungete la carne e fatela rosolare bene nel fondo fino a che non avrà perso i suoi succhi e sarà dorata. A quel punto alzate la fiamma, bagnatela con il vino e fate sfumare. Aggiustate di sale e pepe. 
  • Aggiungete la passata di pomodoro ed i piselli e mescolate bene. Abbassate la fiamma al minimo, profumate con tanto basilico ed aggiustate di sale, quindi coprite e fate cuocere per almeno 1 ora e mezza.
  • Mentre il ragù cuoce, lessate la pasta al dente (3 o 4 minuti meno del tempo indicato dalla confezione, scolatela e mettetela in una ciotola mescolandola con un cucchiaio d’olio. 
  • Tagliate la scamorza a dadini. 
  • Affettate le melanzane sottilmente per la lunghezza, cospargetele con sale grosso e mettetele in uno scolapasta sovrapposte e schiacciatele con un peso. Lasciatele così una ventina di minuti in modo che perdano l’acqua di vegetazione. 
  • Una volta pronte, passatele sotto l’acqua corrente strizzandole per eliminare il sale. Strizzatele bene ed asciugatele perfettamente nella carta assorbente. 
  • In una larga padella per frittura, versate due dita di olio extravergine e fatelo scaldare a 180°. Immergete poche melanzane alla volta e friggetele fino a doratura. Fatele asciugare su carta assorbente. 
  • Una volta pronte, ungete uno stampo circolare ad anello, cospargetelo di pan grattato ed adagiate le melanzane sovrapposte a metà l’una all’altra lasciando che una parte strabordi all’esterno. 
  • Condite la pasta con il ragù e mescolate bene. Aggiungete il parmigiano quindi mettete metà del composto nello stampo sopra le melanzane. Aggiungete la scamorza al centro lungo tutta la corona circolare e rifinite con la restante pasta. Richiudete le melanzane sulla pasta e mettete in forno a 190° per 30 minuti fino a quando la superficie non sarà ben dorata. 
  • Sformate su un piatto di portata e servite caldo o a temperatura ambiente. Sarà comunque buonissimo. 

Potete preparate il timballo il giorno prima conservandolo in frigo, e cuocerlo al momento di servirlo. 

In alcune zone della Sicilia si aggiunge anche del salame ed uova sode. 

Esiste anche una versione senza melanzane. 




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