lunedì 17 ottobre 2011

Le cuginette campagnole dei Macarons: les Abricotines di Ladurée

Carmen  Intermezzo - Bizet
Nel raptus spendereccio di agosto, quando siamo venuti ahimé a conoscenza che gli sconti sui libri oltre il 15% sarebbero stati banditi a partire dal 1 di settembre, ho speso una piccola fortuna su Amazon in meravigliose pubblicazioni culinarie. Ci si è messa anche Federica, che probabilmente mi ha battuto in questa corsa all’acquisto, e che mi ha fatto venire la voglia irresistibile, a cui ho prontamente ceduto, di acquistare il piccolo capolavoro “Dolce” di Ladurée.
Quando è arrivato a casa il pacchetto, ho aperto freneticamente la scatola ritrovandomi davanti una confezione elegantissima: un cofanetto di cartoncino rigido, color pistacchio chiaro di forma quadrata , che a prima vista sembra una golosissima scatola di cioccolatini o bon bon o altra delizia immaginabile. Sollevato il coperchio, una velina lilla nasconde come un gioiello il libro, ricoperto da una carta velluto sempre verde pistacchio, al cui centro campeggia il fregio di Ladurée. Immediata soggezione, curiosità e stupore. Ogni pagina contiene un piccolo grande miracolo di alta pasticceria e il mio primo pensiero è stato: “questo non è un libro di cucina, è solamente un bel catalogo di cose irrealizzabili da noi poveri mortali.”
Chi di voi lo possiede e vi si è attardato nella lettura, sarà d’accordo con me. Certi dolci sono così incredibilmente belli e perfetti da dissuadere anziché stimolare il desiderio di cimentarsi nella preparazione.
Però, dopo aver ronzato intorno al libro, averlo letto e contemplato per diverse settimane, ho trovato la ricetta che mi ha fatto venir voglia di provare. Ho più volte manifestato il mio timore nel misurarmi con i macarons nonostante ne sia grandemente golosa, ma questa ricetta è in pratica un’evoluzione lievemente più grezza ma forse potrei anche azzardare che è proprio dalle “Abricotines” che hanno avuto poi origine i macarons. Chi potrà dircelo? In breve posso dire che come primo tentativo non c’è male. Questi biscottini sono riusciti perfettamente e dopo il loro riposino di 12 ore, hanno sprigionato un aroma di mandorla fantastico, esaltato dalla leggera e fresca acidità della composta di albicocche. Sono pasticcini perfetti per un te, un fine pasto o per un regalo elegante. A mio gusto, vanno bene in qualsiasi momento abbiate voglia di coccole.
Se amate i macarons, vi consiglio di provare le Abricotines. In futuro non mi lascerò intimorire da altre preparazioni  illustrate su questo libro perché credo che sia molto dettagliato e corretto nelle spiegazioni. Vi invito a provare: in ogni caso è un libro bellissimo anche solo da possedere. 

venerdì 14 ottobre 2011

Grazie al cielo è venerdì! La mia vellutata di zucca.

Perfect day - Lou Reed
Vi capita mai di arrivare in fondo alla settimana a passo di giaguaro? Si, sdraiate per terra trascinandovi per i gomiti insomma. Ma che domande vi faccio: certo che si. Praticamente sempre! Però, e fortunatamente c'è un però, l'arrivo del venerdì mi procura un'euforia sottile, una sorta di decontrazione che si manifesta con quegli "ahhhhhhh" sospirati e lunghi delle migliori occasioni. L'arrivo del venerdì è uno di quei piccoli piaceri della vita, è una premessa di dolci aspettative, una grande cosa: finalmente domani dormo fino alle 9.00! Così oggi, parlando di piccoli piaceri quotidiani, vi invito a fare una lista. Ve lo ricordate "Alta fedeltà" di Nick Hornby? Per chi non lo avesse letto (e vi esorto a farlo) è la storia di un ragazzotto che negli anni novanta si trova a fare i conti con una vita non tutta rose e fiori. Un tantinello sfigato ed incasinato, segna i momenti salienti della sua esistenza con liste meravigliose del tipo "i libri preferiti di tutti i tempi" o " i film preferiti dai miei genitori" o "lavori da sogno" o "la musica che vorrei fosse messa al mio funerale"...insomma, solo la lettura delle liste vale il libro. Così, per chiudere la settimana in leggerezza e anche per conoscervi meglio e ridere insieme, vi invito a lasciarmi la lista dei vostri 10 piccoli piaceri quotidiani, chiedendovi ovviamente di escludere qualsiasi cosa legata al cibo (perché altrimenti so già dove andiamo a finire) e confessando anche le cose che lo so vi imbarazzano, ma vi danno un piacere illimitato. Intanto io vi lascio la mia, di cui ho già elencato un elemento, giusto per incoraggiarvi. 
- L'arrivo del venerdì 
- Mettermi in pigiama e ciabatte appena entro in casa la sera e d'inverno trasformarmi in uno dei Teletubbies coperta da capo a piedi di pile (roba da separazione immediata, lo so!)
- Poter leggere un libro o un giornale mentre faccio colazione in casa (ma da noi è proibito, quindi quando è possibile, capite il piacere)
- Quando non devo caricare o scaricare la lavastoviglie! 
- Vedere la mia casa in ordine (succede una volta ogni 3 anni per una durata di 2 minuti secchi)
- Il momento in cui mi alzo, e tutti ancora dormono, la casa è in silenzio e l'unica cosa che sento è in profumo del caffè appena fatto e il rumore dei miei pensieri: è un nuovo giorno. 
- Se quando esco di casa per andare a prendere la macchina, incontro qualcuno che mi da il buongiorno con un sorriso sincero. 
- Guardare un pezzettino di "La storia siamo noi" alla tele prima di uscire la mattina.
- Quando il cellulare non squilla mentre sto pranzando o sono appena entrata in bagno! 
- Il bacio del mattino ai miei due squinternati (è l'ultimo in classifica, ma capite, non volevo sembrare troppo melensa.....).