Patty - Ehhhhh…una lucertola nel bagno? E me lo dici così.
Vuoi farmi smettere di fare pipì a vita?
R - Nooo, dai, è piccola, piccolissima, ma non l’hai
vista?
P - Certo che no, altrimenti mi sentivi urlare fino a casa
tua! Dove diamine è?
R - Adesso guardo. Dietro la porta….ma..oooh è
morta…poverina.
P - Sarà morta dallo spavento quando è entrato Luca,
ehehehe….
Conversazione casuale in ufficio, tra mia cognata Rosa (che è
anche mia collega) ed io. L’unico maschio del club, Luca, ogni tanto subisce le
nostre angherie di donne, ma puntualmente a parole vince lui tutte le partite.
In quel momento non era presente. Io seduta alla scrivania, vivevo un momento
surreale immaginando la lucertola che si passava la cipria alla toilette e Rosa
piegata in due dal ridere. Ci piace giocare, altrimenti sai la noia? In questo
periodo poi, che in agenzia si vedono passare solo corrieri che portano
cataloghi e povere lucertole che si vanno a suicidare in bagno! Che tristezza!
Vabbè, la verità è che io odio i rettili. Mi
terrorizzano a morte, mi annichiliscono e purtroppo mi tormentano anche nei
sogni. Nei momenti della mia vita di maggiore tensione, ho sempre sognato
serpenti: sul ciglio della strada, sulle maniglie delle porte, nel letto, arrotolati ovunque. Fin da piccola, sotto esame di maturità e
all’università, non c’era periodo che ‘sti viscidi esseri si riproponessero nel
mio subconscio. Vai poi a chiedere il significato e tutti a dirti: "ahh,
sono problemi, preoccupazioni, cose brutte!" E tu come un’imbecille a crederci,
a deprimerti e a sognarne ancora di più!
Adesso è tanto che non mi succede, grazie al cielo, ma
l’effetto viscido = terrore non mi è mai passato. Con il tempo giganteggiano
altre paure: mi annienta quella dell’altezza e del vuoto, mi angoscia quella per i luoghi stretti e
chiusi, mi inorridisce Emilio Fede e tipi simili, ecc.
Per l’altezza ormai so come comportarmi, a parte agguati tesi a
tradimento, come quello di due week end fa, quando con mio marito e mia figlia abbiamo
fatto i turisti nella nostra città. Una sensazione meravigliosa visitare il
Museo dell’Opera Metropolitana e restare estasiati di fronte alla Maestà di
Duccio Boninsegna e al rosone originale del Duomo.
- Dai saliamo sul “Facciatone” (il Facciatone altro non è che la facciata incompiuta della Cattedrale, da cui si gode un panorama mozzafiato) - Una giornata che più bella
non si poteva. Cielo color cobalto, luce bellissima, sottile, temperatura
estiva. Mi sono detta: perché no, dai che ce la faccio!
Ci arrampichiamo intorno ad una scala a chiocciola angusta che sale, sale, sale. Mi gira il capo. Ok, prima terrazza. Panorama splendido, vedo Piazza del Campo e tocco la Torre del Mangia con la mano - Dai mamma continuiamo - E sali, sali, fino al corridoio del facciatone. Ballatoio alto 60 cm. Mi da al ginocchio. Il passaggio è largo un metro e mezzo o poco più. Sotto di me, piccolissima, la città. Ho un capogiro. Dietro di me, un’orda di turisti che mi spinge per passare avanti e vedere per intero il panorama. Allora io mi faccio da parte, mi accuccio come una gallina (giuro) e mi metto a sedere su uno scalino con le braccia attorcigliate come liane al passamano. Non riesco più a muovermi, a respirare. Un terrore gelante, puro panico. Tengo lo sguardo basso e tento di fare l’indifferente e in quel momento arriva una ragazza che appena si affaccia al ballatoio, ha la mia stessa reazione: sbianca e si accuccia. Il suo ragazzo mi fa –“Anche lei signora?” – Adesso mi viene da ridere ma in quel momento gli avrei tirato un pugno. E accidenti a me che mi sono fatta convincere a salire quassù! Quando tutti i turisti sono entrati sul ballatoio, io mi alzo e di corsa scendo le scale a chiocciola riprendendo colore in faccia e circolazione agli arti. Mio marito e mia figlia arrivano dopo una decina di minuti, belli sorridenti. Hai avuto paura mamma? Grrrrrr!!!
Ci arrampichiamo intorno ad una scala a chiocciola angusta che sale, sale, sale. Mi gira il capo. Ok, prima terrazza. Panorama splendido, vedo Piazza del Campo e tocco la Torre del Mangia con la mano - Dai mamma continuiamo - E sali, sali, fino al corridoio del facciatone. Ballatoio alto 60 cm. Mi da al ginocchio. Il passaggio è largo un metro e mezzo o poco più. Sotto di me, piccolissima, la città. Ho un capogiro. Dietro di me, un’orda di turisti che mi spinge per passare avanti e vedere per intero il panorama. Allora io mi faccio da parte, mi accuccio come una gallina (giuro) e mi metto a sedere su uno scalino con le braccia attorcigliate come liane al passamano. Non riesco più a muovermi, a respirare. Un terrore gelante, puro panico. Tengo lo sguardo basso e tento di fare l’indifferente e in quel momento arriva una ragazza che appena si affaccia al ballatoio, ha la mia stessa reazione: sbianca e si accuccia. Il suo ragazzo mi fa –“Anche lei signora?” – Adesso mi viene da ridere ma in quel momento gli avrei tirato un pugno. E accidenti a me che mi sono fatta convincere a salire quassù! Quando tutti i turisti sono entrati sul ballatoio, io mi alzo e di corsa scendo le scale a chiocciola riprendendo colore in faccia e circolazione agli arti. Mio marito e mia figlia arrivano dopo una decina di minuti, belli sorridenti. Hai avuto paura mamma? Grrrrrr!!!
E voi, piccole fobie quotidiane?




