mercoledì 4 novembre 2015

Biscotti al doppio cioccolato ed extravergine: cerco lentezza!

Go slowly - Radiohead 
Ho bisogno di staccare un po' da ricette impegnative con una dolcezza autunnale di estrema facilità.
Il mese di Ottobre mi ha messo a dura prova grazie all'MTC nr 51 sul pollo ripieno di cui sono stata Terzo Giudice e adesso sono stremata.
Quindi il massimo che posso fare è impastare dei biscotti e sdraiarmi sul divano per finirli con grande soddisfazione.
Il mese di Novembre nella mia testa è già finito poi arriverà il Natale.
Ma anche per voi tutto rotola via con questa velocità?
Ogni minuto che passa ne sono sempre più sconvolta.
Ho voglia di estrema lentezza mentre tutto sembra complottare contro questo mio desiderio.
Se avete trucchi per fermare il tempo, vi prego fatemene partecipe.
Altrimenti, datemi il vostro conforto, perché a me sembra di vivere in un centrifuga.
L'ispirazione per questi biscotti è arrivata da una ricetta dalla rivista Cucina Naturale dello scorso Dicembre.
Li ho preparati ma ho modificato un poco la ricetta in quanto la quantità di cacao amaro faceva emergere un'eccessiva tostatura mentre l'originale quantità di cioccolato a mio avviso era insufficiente (esattamente la metà e solo amara). Con questa variante, il sapore è più "morbido" e avvolgente e l'uso di olio extravergine al posto di quello di girasole, conferisce una notevole personalità a questi biscotti. Facilissimi e buonissimi.
Ingredienti per c.ca 60/70 biscotti
350 g di farina macinata a pietra (tipo 0)
250 g di light brown sugar
100 g di fecola di patate
50 g di farina di riso
100 g di cacao olandese
50 g di cioccolato fondente al 50%
50 g di cioccolato  al latte o gianduia (se preferite)
150 g di olio extravergine d'oliva Garda Dop
150 ml di acqua a temperatura ambiente
12 g di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale
In una larga ciotola setacciate e mischiate le farine, il cacao, la fecola ed il lievito. A questo aggiungete il cioccolato tritato grossolanamente.
Fate un emulsione con l'olio e l'acqua poi aggiungete lo zucchero. Mescolate qualche istante per fare sciogliere bene il tutto.
Fate una fontana fra gli ingredienti secchi e versatevi al centro l'emulsione.
Impastate tutto molto velocemente e formate un panetto compatto.
Dal panetto ricavate dei rotoli di 5 cm di diametro (o più piccoli se vi piace): dovrete procedere con calma perchè il composto tende a sbriciolarsi quindi non vi agitate. Avvolgete i rotoli nella pellicola e lasciate in frigo almeno un paio d'ore affinché si induriscano.
Una volta pronti tagliateli a fette spesse 1 cm e metteteli su una placca coperta di carta da forno.
Fate cuocere a 170° per c.ca 20 minuti.
Fate raffreddare su una gratella e conservate in sacchetti per biscotti. Si conservano a lungo e sono più buoni dopo un paio di giorni.

lunedì 2 novembre 2015

MTC 51: la ricetta che ha vinto è....

Celebration - Kool & The Gang 
MTC 51Pollo Ripieno in stile Matrioska di Monica e Luca - Fotocibiamo

Ho sbagliato tutto.
Non ho capito niente.
E si che di MTC ne ho fatti ben più di 40. Qualcosina uno dovrebbe averla imparata.
Ero certa che, tornando ad una piccola provocazione che è rimasta il leit motiv di questa sfida, dopo il disosso ai vostri blog sarebbero cresciuti i peli sul petto.
Ed è qui che ho sbagliato tutto: voi, i peli sul petto ce li avete già! Eccome!
Una moquette ben pettinata e soprattutto ben nascosta.
Mai come in questi giorni mi sono sentita soggiogata dall'emozione e dallo stupore procedendo nella lettura dei vostri post.
Per la serietà con cui avete preso la sfida, il primo disorientamento comprensibile divenuto energia propositiva e positiva un attimo dopo, l'ironia ed il divertimento secondi solo ad una bravura senza limiti.
Ad un certo punto ho dovuto chiedere al primo Giudice se potessi dichiarare 113 ricette vincitrici (confesso di avere tentato di fare un collage con tutte vostre foto ma non c'entravano), e lei, implacabile, ha detto: "NO!".
Ok, allora se non posso farlo praticamente, lo farò idealmente: "AVETE VINTO TUTTI!"
Non sto scherzando e chi mi conosce sa che quando smetto di fare la buffona, so essere molto molto seria.
Tutti voi che avete voluto tentare, avete moralmente vinto.
So perfettamente di avervi messo in difficoltà, ma qui non siamo a Masterchef, quindi tutto è possibile.
Se da questa testa è uscita la sfida del pollo, la certezza era che ce l'avreste fatta.
Sul come non avevo idea, ma la dimostrazione che l'MTC è un luogo in cui si realizzano meraviglie, è nella lista di 113 straordinari post che porterò per sempre nel cuore.
Questa è l'occasione per prendere in aiuto il monologo di Roy Batty, debitamente manipolato alla bisogna (Ridley perdonami...)
"Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: Galline ripiene ai due macinati rosolate al largo di Ponte Vecchio; Polli ruspanti inseguire scalogni ripieni nell'intreccio di broccoli alle porte di Catania; Piccioni d'autunno balenare nell'incanto di mirtilli e noci; Conigli in roulade su letti di fregola in attesa di un menù su cui apparire; Galantine bolognesi  ricordare azdore appassionate; Quaglie tonnate e pastellate  confondere lo sguardo dei golosi; Faraone farcite del proprio passato adagiarsi sulle proprie radici; Antichi polli romani reggere alla sutura; Boeri Torresani di sangue Morlacco prigionieri di un magico enzima; Anatre selvatiche imitare la poesia del Bardo; Piccioni ripieni raccontare fiabe moderne; Galletti livornesi corteggiare chicchi d'uva nera in un mare di gelato al parmigiano; Polli tartufati confondere anatre alla brezza di ventagli di patate; Anatre dal collo lungo desiderose di perle; Galline nostrali gelose delle proprie rigaglie adagiarsi su campi di cipolle ripiene; Vegetariani farcire polli bastian contrari e battezzarli alla presenza di un gatto...
E tutti quei momenti resteranno nel tempo, come lacrime sul gravy...è tempo...di disossare".

La ricetta vincitrice.
E' qualcosa che non si può spiegare. Chi ha vinto un MTC lo sa. E' come l'abito da sposa. Quello giusto lo riconosci subito.
Poi ne provi almeno 20, ma il pensiero torna sempre là, a quello che ti ha fatto battere il cuore.
E' quello che ho provato quando ho letto la ricetta di Monica e Luca.
Che sia affascinata dalla storia del pollo ripieno non posso nasconderlo (per altro dovete leggervi questo stupendo articolo della Redazione dell'MTC), e continuo ad avere questa piccola "ossessione" del ripieno nel ripieno.
Un effetto Matrioska con sapori incatenati e segreti, visibili solo a taglio effettuato.
Non ero però certa che qualcuno avrebbe osato, anche se svariati tentativi ci sono stati fra i partecipanti.
Leggere, osservare e restare invischiata senza possibilità di revoca, è stato tutt'uno.
Non solo un'abilità notevolissima nella tecnica di disosso, applicata a 3 volatili (4 in realtà) di dimensioni diverse, ma l'arguta intuizione che senza utilizzare cotture differenti per i ripieni, prima di inserirli nel guscio finale, il fallimento sarebbe stato dietro l'angolo.
Ogni ripieno separato dall'altro da "membrane di sapore" che garantiscono contemporaneamente che i ripieni non "asciughino" troppo in cottura; l'uovo al centro delle quaglie, origine e sintesi di un intero percorso creativo, e per finire, una bardatura da capolavoro.
Tralascio commenti su gravy e accompagnamento spettacolari solo perché mi sono dilungata troppo.
Sono certa che Monica e Luca sapranno afferrare questo testimone con entusiasmo e scrivere una bellissima pagina MTC con una nuova sfida al cardiopalma.
E a voi tutti, grazie ancora con tutto il mio cuore per averci provato!