mercoledì 26 gennaio 2011

Son giorni gelidi - Ribollita!

Studio per pianoforte opera 10 – nr 12 “La Rivoluzione” - Chopin

Sono giorni gelidi.
Succede che esci di casa la mattina coperta da capo a piedi come l’esploratore di una spedizione antartica e ti avvii alla macchina parcheggiata nel piazzale munita di puntello rompighiaccio per sbrinare i vetri. Una volta seduta nell’abitacolo, percorri i pochi chilometri che ti separano dall’ufficio soffiando fiato caldo sul parabrezza come un mantice  nella speranza di creare un oblò di visibilità dal quale interpretare la strada ed arrivare sana e salva a destinazione. Succede che una volta in ufficio, non riuscirai a riprenderti dal congelamento che solo verso l’ora di andar via e rientrata a casa, l’unica cosa in grado di ripristinare la circolazione in tutto il corpo sia una doccia a temperature da altoforno.
Ma il freddo, quello vero, quello che ti annienta ogni capacità di reazione ed è l’anticamera all’ibernazione morale, lo provi solo dopo quando, finalmente impigiamata, rilassata, predisposta alla pace interiore, alla coccola divano/pile, ti aggredisce subdolo accendendo la televisione.
E mentre sei lì che fai zapping distrattamente, ti capita di incappare in una telefonata pubblica con toni da delirio di onnipotenza, in cui colui che dovrebbe garantire la democrazia in un paese cosidetto civile, tutto fa tranne che quello. Il gelo.
Consoliamoci così, senza clamore, rimuginando rabbiosamente sul fatto che il vero medioevo per noi donne è oggi; che milioni di meravigliose persone di sesso femminile ci vivono accanto, creano, salvano, sostengono, lottano e profondamente gridano che no, le donne non sono tutte meteorine.
Consoliamoci dal gelo dell’imbarazzo che ormai caratterizza il nostro sentirci donne in Italia oggi e versiamoci una bella mestolata di ribollita fumante. Come dire: la rabbia ci ribollirà pure nella pancia, ma almeno lo stomaco per un istante sarà contento!
Ingredienti:
Premetto – la ribollita la faccio alla mia maniera e generalmente vado molto ad occhio con le quantità, ma cercherò di essere abbastanza precisa, così scusatemi in partenza. Questa è la dose per c.ca 6 persone.
1 mazzetto di bietoline - cc.a 100 gr
una carota grande o un paio piccole
mezzo cavolo verza (c.ca 300 gr)
mezzo cavolo cappuccio (c.ca 300 gr)
un mazzo di cavolo nero (c.ca 200 gr)
1 cipolla - 1 gambo di sedano - prezzemolo
1 patata grande o 2 piccole
1 carota grande o 2 piccole
500 gr di facioli cannellini (peso da cotti)
passato di pomodoro
olio extra vergine di oliva
pepe- sale q.b.
pane toscano raffermo
Mettete a bagno i fagioli per una notte quindi fateli cuocere in un litro e mezzo d’acqua ed una manciata di sale. Il brodo che ne ricaverete servirà poi a cuocere la vs. zuppa di verdure, quindi l’acqua deve essere in abbondanza. Ora, qualcuno griderà alla blasfemia, ma quando ho fretta io uso degli ottimi cannellini in scatola ed il risultato è comunque eccellente. Quando i fagioli saranno cotti, riduceteli in crema (tenetene da parte un bicchiere) con un frullatore a immersione e tenete in caldo questo brodo.
Fate un trito per soffritto con la cipolla, il gambo di sedano. Tritate a parte il prezzemolo. Quando cipolla e sedano sono ben rosolati in olio extra vergine d’oliva, io aggiungo mezzo bicchiere di salsa di pomodoro fatta in casa dalla nonna molisana e lascio tirare il tutto. La variante prevede che i pomodori siano interi, ma a me piace di più il passato. Profumate il tutto con il prezzemolo tritato. A questo punto comincio ad aggiungere le verdure che ho preventivamente tagliato a fettine sottili (i cavoli e le bietole) e li faccio insaporire nel soffritto, bagnando poi il tutto con brodo. Quando saranno lievemente appassite aggiungerò il resto delle verdure ed i fagioli lasciati a parte, e coprirò il tutto con il brodo di fagioli, e lasciando cuocere (ben oltre un’ora o come preferite). 
Avrete ottenuto un bel minestrone di verdure, profumato e sicuramente invitante, ma non si può parlare di ribollita, non ancora.
In genere nelle case contadine si serviva questa minestra nei giorni di festa, e gli avanzi venivano poi “ricotti” ed allungati con brodo e l’aggiunta di pane. Certo è che la versione “del giorno dopo” ha avuto molto più successo e non c’è casa toscana in cui non si prepari almeno una volta al mese.
Lasciate riposare la vs. minestra fino a raffreddarla e solo al momento di servirla potrete riportarla a ebollizione, dopo avendo aggiunto delle fettine sottili di pane raffermo.
Io preferisco in genere tostare leggermente il pane e posizionarlo sul fondo del piatto a mo’ di crostino, con un lieve filo d’olio, quindi vi verso sopra la zuppa, lascio riposare e  servo a tavola. In questa maniera il pane non si “beve” tutto il brodo trasformando la zuppa in una sorta di pappone. L’equilibrio sta proprio nella quantità di pane che utilizzerete perché le vere protagoniste di questo piatto sono le verdure.

Questa volta, per cambiare, ho servito la ribollita come antipasto, su crostoni di pane tostato, irrorati di ottimo olio nuovo e pepe profumato. 

Piccola nota sulla colonna sonora di questo post. Lo studio di Chopin "La rivoluzione", che vi invito ad ascoltare (troverete anche dei notevoli video su youtube) è un pezzo di grandissimo virtuosismo per i pianisti. L'energia che trasmette è potente ed in crescendo per quasi tutto il brano. C'azzecca poco con un piatto come la ribollita, ma è molto vicino al mio stato d'animo in questi giorni. Spero che vi piacerà all'ascolto. Alla prossima. 

9 commenti:

  1. gnammmmmmmmmmm :)
    io adoro le zuppe e tutto ciò che riguarda verdure bollite quando è freddo.
    anzi, diciamo che è proprio uno dei motivi per cui amo più l'inverno che l'estate :)
    un bacione...
    me la metto in preferiti che domenica la faccio.

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    Risposte


    1. - Vậy thì tốt rồi.

      Vừa nhìn thấy Tô Hân Nhi, Tư Mã Yên Nhiên đã thở dài một hơi, sau đó lập tức nói với Đỗ Mật Nhi, Nhạc Kiều và Âu Dương Phiên Tình:
      đồng tâm
      game mu
      cho thuê phòng trọ
      cho thuê phòng trọ
      nhac san cuc manh
      tư vấn pháp luật qua điện thoại
      văn phòng luật
      số điện thoại tư vấn luật
      dịch vụ thành lập doanh nghiệp
      http://we-cooking.com/
      chém gió
      - Các ngươi không có chuyện gì chứ, Kiều tỷ, vừa rồi tỷ mới chảy máu, tỷ cảm thấy thế nào?

      - Không có chuyện gì, nuốt đan dược vào thì đã tốt hơn rất nhiều.

      Nhạc Kiều cất tiếng trả lời.

      - Tên Nhạc Thành khốn kiếp này hiện tại không biết ở nơi này để bọn mình phải liều chết liều sống.

      - Có thể hắn có chuyện gì đó trọng yếu.

      Tư Mã Yên Nhiên cất tiếng nói, nàng có chút bận tâm với Nhạc Thành, ở trong Quỷ Uyên đúng là hỗn loạn, chỉ sợ Nhạc Thành sẽ gặp phải nguy hiểm gì đó, cũng may ở bên cạnh Nhạc Thành có hai con lục giai ma thú nên nàng cũng yên tâm.

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  2. Eccoti!!!
    Non abbiamo solo la mamma del lago...
    la cucina! il conservatorio? il 44...in aprile!
    ..e chissà che altro!
    Piazzolla...Cafè 1930 per flauto e chitarra?
    Un abbraccio
    Gianly
    http://giato.blogspot.com

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  3. @Veronica: carissima, sei sempre la prima. Fammi sapere come ti viene la ribollita e mi raccomando, non dimenticare il cavolo nero. Buon week end.
    @Gianly: che bello incontrarti. Hai ragione per il conservatorio. Indovina, in Pierino e il lupo, se tu sei l'uccellino, io sono il gatto! Dobbiamo parlare sicuramente. E salutami il lago, mi manca tantooooo. Un abbraccione e a presto. P.S non riesco ad inserire il tuo banner sul mio blog...ma come si fa? Sono ancora una principiante!

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  4. Ciao Patty, sono una tua omonima e anch' io come te sono nuova nel mondo blog e come te un po' imbranata nelle funzioni da utilizzare....ti ho visto su un altro blog, non ricordo quale, e mi sono incuriosita per la similitudine che hai con me ( nome, nuova foodblogger, poco pratica nell' informatica ) e così ti ho cercato...spero che diventeremo amiche, se ti va visita il mio blog: I dolci nella mente
    Mi metto tra i tuo sostenitori...un bacio a presto
    Patrizia

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  5. @Patrizia: Ciaoooo, benvenuta! Sono molto felice di conoscerti nella dimensione bloggesca e mi fa piacere averti tra i miei follower. Ricambierò sicuramente il favore, anche perchè ti confesso che è principalmente la passione per la pasticceria che ha motivato l'apertura di questo blog. Adoro preparare dolci ma non volevo un blog monotematico. Ti auguro di incontrare tanta gente simpatica attraverso il blog e ci sentiremo spesso, sono sicura. Buona settimana.
    Pat

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  6. Ok, Patty, bravissima. Mi sono divertito anch'io a fare "La zuppa di pane", proponendo una versione preparata a braccio (o come dici tu, a occhio), pronto a raccogliere le eventuali sfuriate dei puristi della ribollita e in generale delle ricette "vere", particolarmenti presenti sui piatti della tradizione. Poi vengo qui, da una Toscana DOC, e trovo una larghezza di veduta encomiabile: la sensazione che ne deriva e' di sollievo.

    Una cosa: ma il formaggio non ce lo metti?

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    Risposte
    1. Caro Andy, parafrasando un celebre gastronomo toscano, il formaggio sulla ribollita è del demonio!
      Grazie per le tue parole a presto.

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Ciao! Grazie per esserti fermato nel mio angolino. Se ti va, lascia un pensiero, un commento, una critica. Se potrò ti risponderò qui, altrimenti verrò sicuramente a trovarti. La tua opinione è importante.

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