venerdì 15 gennaio 2016

Zuppa di orzo e cavolfiore con speck croccante per l'MTC #53

Grande grande grande - Mina 
La prima sfida dell'anno Mtcino 2016 è un respiro di sollievo per molti.
E' la festa del cucchiaio colmo, della ciotola fumante, delle verdure rese velluto e della semplicità.
Per chi ancora riesce a "tepossinarmi" a distanza di un paio di mesi dalla sfida di Jack the Ripper, è arrivato il momento del riscatto ed della "normalità" se così vogliamo chiamarla.
Perché se ben ci pensiamo, la minestra o zuppa che dir si voglia a volte è talmente normale da essere insopportabile.
Ne sa qualcosa un mito della mia adolescenza, l'adorabile Mafalda, 50 anni e non sentirli, che per tutta la sua eterna infanzia ha intrapreso una battaglia senza esclusione di colpi contro la detestabile MINESTRA.
E di minestra, nelle strisce di Quino, se ne vede molta, talmente tanta da chiedersi se Raquel, la mamma di Mafalda, non fosse una casalinga senza fantasia.
Insomma, una di quelle donne per cui l'emancipazione ha finito col produrre solo danni, tra i quali l'odio per la cucina e l'inevitabile esibizione in disperate variazioni sul tema "minestra del cornuto" (simpatico modo usato da mia madre per definire la minestra di dado).
Non si spiega.
Non si capisce perché Mafalda odi così tanto la minestra da lanciarsi in battute meravigliose e memorabili come "Le tue mani madre, si sono macchiate di brodo innocente!!"
Però, pensandoci bene, Quino era un genio.
Non perché abbia dato vita ad un personaggio così autenticamente ribelle, privo di filtri, contestatore ed esilarante come solo i bambini di 6 anni sanno essere, ma perché attraverso Mafalda, ha cercato di spingere ognuno di noi a ricordare come eravamo a quell'età.
E se vogliamo essere onesti fino in fondo, da bambini ODIAVAMO la minestra.
Tutti l'abbiamo odiata: noiosa da vedere, lenta da mangiare, causa di ustioni a tradimento e sbrodolamenti senza controllo. Con la minestra non ci si può riempire la bocca all'estremo come col maccherone, né parlare ciancicando.
La minestra ti costringe all'ordine, detestato da ogni ragazzino sano di mente, e se l'abbiamo mangiata, è perché siamo stati dei bravi soldatini che obbedivano al comandante.
Mi pare già di sentirvi: "ma no, i miei l'adorano, me la chiedono, mangiano tutto, puliscono la ciotola..."
Vabbè, ditelo che siete delle illuse.
I vostri figli (a parte qualche rarissima eccezione di infante nato già vecchio) la minestra proprio non la sopportano.
Provate a dare loro la scelta: "Topino che ti faccio per cena? Spaghetti al pomodoro o minestrone?"
Ci siamo capiti.
Mafalda dice la verità: i bambini hanno troppa fantasia per amare le minestre.
La differenza tra un adulto ed un bambino è facile da dire: sta in un piatto di zuppa.
Ed io sono definitamente un adulto.
Mio malgrado sono una mangiaminestre seriale ed anche un po' pigra, ospite di una terra in cui la zuppa è quasi un simbolo sacro.
Pigra perché non amo le lunghe preparazioni, a parte quelle per i legumi di cui sono innamorata e perché il tempo che ho a disposizione per preparare una cena è sempre uguale a zero.
Meno tempo ci vuole a prepararla, più io sono felice.
Quindi accolgo la sfida di Vittoria, vincitrice dell'Mtc di novembre,  con l'entusiasmo di Raquel, casalinga senza fantasia, che alla fine di questa manche avrà a disposizione centinaia di meravigliose versioni a cui attingere.

Ingredienti per 4 persone 
1 piccolo cavolfiore di cca 800 g
400 g di patate
160 g di orzo perlato
80 g di Speck dell'Alto Adige tagliato a fettine sottili
1 gamba di porro
150 ml di latte intero
olio extravergine d'oliva Garda Dop
sale - pepe nero macinato fresco
Lavate bene il cavolfiore tagliandolo a cimette ed eliminando i gambi alla base (non buttate i gambi che potrete utilizzare per altri minestroni o passati di verdure).
Pulite il porro tagliando le radici e recidendolo all'inizio della parte verde. Non buttate la parte verde che pulita adeguatamente può essere usata per aromatizzare il vostro brodo vegetale.
Eliminate la prima (e nel caso anche la seconda) guaina esterna e lavatelo bene sotto acqua corrente quindi affettate sottilmente e mettetelo in una larga casseruola con due cucchiai di olio extravergine.
Fate passire a fiamma molto dolce.
Nel frattempo pelate le patate e dividetele a dadini.
Quando il porro sarà cotto e morbido (se necessario durante questa operazione aggiungete piccole quantità di acqua), aggiungete le patate ed il cavolfiore e mescolate bene per insaporire qualche minuto, quindi versate il latte ed acqua in quantità sufficiente per coprire le verdure a filo.
Fate cuocere per una ventina di minuti fino a che le verdure non saranno morbide.
Aggiustate di sale.
Il latte, oltre a conferire alla zuppa una morbidezza di sapore, ha la capacità di assorbire il caratteristico odore sprigionato dal cavolfiore, a patto che si abbia l'accortezza di non far bollire il liquido in cui si cuoce.
La cottura quindi deve essere sempre dolce quasi a fremito e posso garantire che all'ingresso dei vostri cari in casa, non sentirete ripetere la solita frase " E anche oggi son cavoli nostri!"
Mentre le verdure cuociono, cuocete separatamente l'orzo perlato secondo le indicazioni presentate sulla confezione. Nel mio caso 20 minuti versato in acqua fredda nella casseruola.
Una volta pronto scolate e tenete da parte.
Frullate solo parzialmente con un mix a immersione la zuppa pronta quindi aggiungete l'orzo e riportate a ebollizione.
Fate abbrustolire lo speck su una piastra asciugandolo nella carta assorbente prima di tagliarlo a fettine sottili.
Versate la zuppa nelle ciotole quindi rifinite con un filo d'olio e una generosa macinata di pepe e posizionate lo speck croccante sulla zuppa.
Servite subito con crostini di pane o quello che preferite.

Con questa ricetta lascio il mio primo contributo alla Sfida MTC 53 sulle Zuppe e Minestre.

29 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Io mi sono innamorata. Mi sono innamorata del tuo modo di scrivere che mi rapisce ogni volta (e non mi stancherò mai di ripeterlo). Mi sono innamorata del tuo essere così pacatamente realista (i casi di infanti nati gia' vecchi e' gia' nel mio repertorio). Mi sono innamorata dei colori delle tue foto. Mi sono reinnamorata di Mafalda. Mi sono innamorata di questa zuppa e di quel tarallo a firma di grissino cosí volutamente attorcigliato da sembrare un cucchiaio di legno bucato. Patrizia ti ringrazio perche' ogni tua ricetta e' un motivo per me di capire che "autore" voglio essere.

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    1. Oh mamma, ma tu mi fai arrossire. Sono veramente felice del tuo innamoramento...grazie perché il tuo apprezzamento mi incoraggia.
      Un abbraccione,

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  3. È sempre un piacere,grande,passare da te e leggere i tuoi post. Perché sono veri,divertenti,mai banali. Sono scritti magistralmente e contengono sempre ricette che sono piccole perle e io lo sibisco tutto il fascino di chi cucina e scrive bene al tempo stesso!

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    1. Francesca è lo stesso piacere che ho io quando ho l'occasione di leggere i tuoi post. Grazie di vero cuore. Un bel bacione.

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  4. È sempre un piacere,grande,passare da te e leggere i tuoi post. Perché sono veri,divertenti,mai banali. Sono scritti magistralmente e contengono sempre ricette che sono piccole perle e io lo sibisco tutto il fascino di chi cucina e scrive bene al tempo stesso!

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  5. Carissima Patty questa zuppa è meravigliosa, come del resto la tua foto, il tuo pensiero spicca sempre profondo in ciò che scrivi e devo ammettere ( ma l'ho sempre saputo) che TU SI NA COSA GRANDE!!!!
    Ora che ti ho fatto una bella sviolinata quando posso venire a mangiare la zuppa da te? Zuppa e film....un'abbinata vincente! Dai che ho già pronto il cucchiaio quello buono, quello delle feste! Dai! Dai! Dai! Ti lovvo.
    Susy May

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    1. Allora, la tua proposta non è per nulla indecente ed io dico che si può davvero fare. Porta il cucchiaione d'ordinanza, mettiti comoda e vai con la maratona mangia e guarda!
      Lovvoti anche io!

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  6. E immagina un po' dalle mie parti dove la minestra quotidiana consiste nel consommé con dentro una pasta tipo capelli d'angelo !!! Una roba da sbrodolarsi fino alle ginocchia e poi ti sgridavano perché ti eri sporcato...io tutt'ora la pasta troppo sottile non la reggo. Quando si dice il trauma d'infanzia...

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    1. Vedi che ho ragione? Io ho un senso di odio mal represso per la pastina "semi di melone" che mi rifilavano all'asilo (e la ricordo ancora). Poi ogni tanto me la faceva anche mia madre...viscida da non sopportare. E siccome ero una pazza scatenata, la minestra richiedeva tempo per essere sorbita ed io a tavola non resistevo più di 10 minuti. Una sofferenza infinita. Un'altra ragione per cui amo Mafalda.
      Ti abbraccio cara Marina.

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  7. Ovviamente ho fatto la domanda a Cecilia ma la risposta già la sapevo! Pasta a vita! Anche qui le minestre, benché siano sempre diverse e particolari a volte proprio non vanno giù! Abbiamo tutti una Mafalda che si ribella dentro ;-)

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    1. Prova provata! Grazie per la testimonianza Arianna :D
      Un bel bacione.

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  8. Che meraviglia orzo e cavolfiore sono due dei miei alimenti preferiti!
    M apoi quel grissinazzo mi ha fatto venire una faaaaaame!! la prima foto è meravigliosa, un abbraccio!

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  9. Questa non è una zuppa.... ma un'opera d'arte!!!!!!!!!!

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  10. Fosse per me ogni mese ti farei vincere la sfida.
    Non ho mai letto un post tuo senza meravigliarmi di tutto. Poi ne vogliamo parlare di queste foto???? E' come sedermi a tavola!!!!!
    Sei un mito!
    Ti abbraccio ma forte forteforte !!!
    Baci

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  11. Fin da bambina, quando abitavo in Sardegna, il minestrone era un cibo diffusissimo che si preparava in tutte le case (alternandolo ovviamente ad altre innumerevoli pietanze a base di carne e di pesce..)al punto che si considerava un pò incosciente la massaia che non lo preparava in quanto 'il
    minestrone fa bene'. Io sono cresciuta con l'idea che 'il minestrone fa
    bene', mia madre e prima di lei anche mia nonna dedicavano una gran cura nella sua preparazione..assolutamente bandite le buste di minestrone surgelato (che a dire il vero neanch'io ho mai acquistato)ma la ricerca era
    rivolta unicamente alle verdure fresche e ai legumi migliori, acquistate dal verduraio di fiducia..ricordo che per insaporire , tantissimi anni fa utilizzavano le cotiche di maiale...poi con il passare degli anni furono
    omesse per renderlo più leggero! Da bambina mangiavo il minestrone per quanto non facevo salti di gioia quando lo vedevo, preferivo di gran lunga lasagne, dolci e cibi nell'immaginario collettivo più sfiziosi..eppure lo
    mangiavo...con il passare degli anni...ho imparato ad apprezzarlo sempre più e a casa mia, in un'altra regione dove non ho percepito affatto il culto del minestrone ma per altri tipi di cibi, lo propongo, in Inverno, abbastanza
    spesso e dedico alla sua preparazione la stessa cura che applicavano mia nonna e mia madre.
    Ho letto il tuo post con divertimento e grande piacere perchè i tuoi articoli sono sempre estremamente piacevoli e inducono sempre a riflettere e spesso mi immedesimo in ciò che scrivi! Ricordo benissimo Mafalda e mi torna
    alla mente il tormentone:'zuppa, sempre zuppa....' detto con tono insofferente..in effetti le minestre, le zuppe e i minestroni in genere non
    sono amate dai bambini, che spesso imparano ad apprezzare in età più adulta...la tua è veramente invitante e sfiziosa, mi ha fatto venire un'acquolina incredibile e tanta voglia di provarla, bravissima come sempre
    Patty, ti faccio i miei migliori e più sinceri complimenti:))
    un bacione:))
    Rosy

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  12. Ma sai che anche io da piccola leggevo sempre Mafalda! E questa cosa della minestra mi faceva proprio ridere ma mi era anche molto lontana perché, grazie a Dio, a casa mia la minestra non è mai usata! A mio babbo non piace e nemmeno a me. Ma probabilmente perché per minestra ho sempre inteso quella lunga e sbrodolosa di cui parla Marina B. E invece grazie a questa sfida possiamo osare ed esplorare e scoprire che...certe minestre sono proprio buone! Come la tua...con quella montagna di speck, poi!! :-D
    A volte mi è capitato di trovare ricette in cui si facesse cuocere il cavolfiore nel latte ma non sapevo che fosse per questa ragione! Grazie...ogni volta imparo trucchi nuovi da te!
    Un abbraccio,
    Alice

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  13. Tutto giusto. Però, però. Il minestrone è una cosa, la minestra un'altra e la zuppa/vellutata un'altra ancora! Solidale con Mafalda per le prime due cose, la terza, mono o al massimo biverdura eventualmente con cereali, rustica come questa qui o vellutata, buona il primo giorno, squisita il giorno dopo, invece la amo da sempre, specie se solo vegetale. Inoltre grande e saporita risorsa per salute e dieta.

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  14. Odio anche io i semi di meloni....non li acchiappo col cucchiaio e se devo faticare a mangiare a me passa il piacere! Questa squisitezza che hai fatto....ne vogliamo parlare?! Io credo che convertiresti alle verdure qualsiasi infante! Brava come sempre.

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  15. uno dei leit motif preferiti da mia madre per ricordare come fossi cocciuta fin da bambina, riguarda proprio la minestra: il minestrone, per la precisione. Era stato un testa a testa epocale e, alla fine, sembrava che fosse stata mia madre ad aggiudicarselo, perchè il piatto era vuoto ed era pure stato svuotato davanti a lei.
    Senonchè, gliel'ho restituito, sulle scarpe nuove.
    Oltre che dappertutto.
    E' stato uno dei momenti in cui la curva de "le gioie della maternità" ha toccato l'apice, per dire.
    Da allora, mia madre non ha più insistito per farmi mangiare alcunchè.
    Ma ha raccontato così tante volte l'episodio (deve esserne rimasta traumatizzata) che nemmeno io mi sono mai sognata di far mangiare qualcosa contro voglia, a Carola
    In mezzo, però ho cercato di imparare quanto più potevo, della cucina di mia madre. E poi quanto più potevo dalle mie amiche "brave", delle quali tu sei la portabandiera :-P
    Carola non ha mangiato verdure fino all'adolescenza- se non quelle poche volte che per pietà mi ha fatto credere di cascare nei camuffamenti ingegnosi che ho cercato negli anni.
    Ora le apprezza, esattamente come ho fatto io. Che, da 20 anni a questa parte, vivrei solo di quelle.
    Mafalda era l'altra mia lettura di formazione- dopo i Peanuts. Ma ormai non ci stupiamo.
    Quello che mi stupisce, invece, è questa zuppa: orzo e cavolfiore per me sono una novità assoluta, che va a creare un sussulto in una catena di ingredienti altrimenti collaudata e confortante (pensavo di essere la sola a far bollire il cavolfiore nel latte- vedi sopra).
    Tu non lo sapevi,, vero, che fra ibuoni propositi del 2016 c'è giusto quello di aprirmi agli altri cereali.. vero? :-)

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  16. Presente, io ero tra quelle adorabili bambine che piuttosto che trangugiare una minestra si sarebbe cucita la bocca...
    Però poi crescendo, purtroppo o per fortuna, i gusti e le abitudini si modificano, e anche una noiosona come me, riesce a gustare minestre e zuppe.
    Nella tua mi ci tufferei infatti, densa al punto giusto e piena di sapori!
    ;P

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  17. questa minestra è splendida, patty, come splendide sono sempre le tue ricette, da cui trasuda amore per il cibo, conoscenza profonda degli ingredienti, competenza sul come utilizzarli.
    Però...
    però mi sento di dissentire profondamente dal resto di questo post.
    A casa mia quando chiedo "cosa faccio per cena?" la risposta invernale è quasi sempre, all'unisono da parte di entrambi i figli, "Minestra di zucca!!!" oppure, in alternativa "Porri e patate!" senza nemmeno specificare che si deve trattare di roba brodosa.
    Il passato di verdure piace tantissimo, la minestra di fagioli pure, la farinata al cavolo nero fa il fumo, la ribollita, quando trovo la pazienza di farla, non ne parliamo.
    insomma, siamo un disastro statistico.
    Dici che forse è perché non so cucinare la pasta? Dopo il tuo post comincio a domandarmelo...
    L'orzo non abita più qui, purtroppo, sto pensando con cosa sostituirlo per far provare ai miei folli figli questa meraviglia... forse grano saraceno... perché, per scompaginare sempre più le statistiche, qui la verdura che va per la maggiore d'inverno è... il cavolfiore! :-)

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    1. Tesoro mio, i tuoi figli sono ormai grandi. Quindi non scompagini alcuna statistica. I bambini sono per me quelli che vanno dai 4 ai 10 anni poi si parla di ragazzini che grazie a Dio hanno già cominciato ad affinare il palato e prendere le abitudini della famiglia. Non so se a 6 anni erano così appassionati di minestre, brodi e zuppe. Figurati che mia figlia adesso mi chiede il brodo di carne con il tortellino, o la pastina piccola nel passato. Ma da piccolissima se non aveva pasta e pomodoro mi metteva su delle litanie che non hai idea. Scavando nella mia memoria, per me è stato lo stesso. Dopo i 12 anni, le minestre di patate e carote della mamma dense e pastose erano la mia passione. Ma prima, avrei dato un piede per un piatto di lasagne di fronte ai semini di melone sbrosciati. Un forte abbraccio mia cara.

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    2. un abbraccio forte forte anche a te!

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  18. Patty, mia cara Patty, sto leggendo le ricette degli altri concorrenti e la più citata è la ribollita che abbiamo mangiato al raduno. ah che poesia.
    Adesso si capisce da dove arriva tutta questa sapienza, è stata Mafalda a darti la forza di creare dei piatti così buoni e famigliari, delle coccole fatte con gusto e sapienza. Si i tuoi post per me sono delle coccole, se poi mi prepari una zuppa la coccola diventa ancora più dolce e gradita.
    Per ora le mie nanette non sono ancora in fase mafaldiana, mangiano quasi tutte le verdure e a volte anche inzuppose, ma se dovessero mai cambiare rotta le spedisco dritte dritte a provare la tua ribollita.

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  19. Patty sai sempre farmi stupire!
    Le foto, la ricetta, le tue parole.
    Concordo con le altre è un piacere venire da te!

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  20. L'invettiva contro la minestra mi ha appassionato, Mafalda la adoro!
    Non so neanche dirti se da bambina odiavo la minestra. C'era tutte le sere, sempre diversa, ma c'era e non era neanche ammesso il pensiero di non mangiarla. C'era e basta come ci sono il sole e la pioggia e si mangiava. Punto. L'unico esentato era mio padre al punto che sono cresciuta fino all'adolescenza convinta che i papà non mangiassero la minestra. Tutti, per definizione. Poi un giorno sono andata a cena da un'amica e sono rimasta di stucco vedendo che suo padre la mangiava. E ho avuto l'illuminazione: si poteva scegliere! ma vedi in che caserma sono cresciuta!
    Detto questo ora la minestra l'adoro, ma devo limitarmi perchè il marito non la regge tanto e il foglio la mangia, ma ovviamente è più felice di una pasta al pesto.
    La tua zuppa mi ha fatto conoscere dei sapori che non ho mai sperimentato. Da provare sicuramente una di queste fredde sere.
    In ultimo, il "brodo del cornuto" mi ha fatto veramente sbellicare, bellissima!

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  21. Da bambina ero una Mafalda, in tutto e per tutto (a partire dai capelli) e le minestre per me erano un flagello piovuto da cielo per punirmi di non si sa quale malefatto. Oggi, invece, che un po' vecchietta inside mi sento, le adoro. Mi piace tornare a casa e trovare qualcosa che mi riscaldi, dopo una giornata intera trascorsa z correre a destra e manca per la città. E mi piace avere quel momento tutto mio in cui poter mescolare quello che frigo e fantasia offrono. Ecco, no, non è un piatto per chi non ha fantasia, anzi, è un piatto per chi la fantasia ha imparato a usarla anche in maniera più adulta :) Bella la tua minestra e, se posso, bella anche la foto :)

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  22. Arc le minestre le mangia, magari non entusiasta, ma le mangia. A ben guardare è peggio l'XY grande che brontola e recalcitra.
    Io Mafalda lo sono stata (e non solo per i capelli sempre in disordine, l'essere brontolona e cicciotta), da piccola, poi sono migliorata. Nel senso che sono sempre con i capelli in disordine (ma li tengo corti che "aiuta"), brontolona è la mia missione, cicciotta oramai è un eufemismo ma le minestre no, quelle ho imparato ad amarle e la tua mi ricorda vacanze in Trentino, sere davanti al fuoco, casa...
    Baci
    Nora

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