venerdì 1 maggio 2020

Frittata soufflé e il pic nic mancato

If you want to sing out, sing out - Cat Stevens
Ho sempre amato i pic nic.
Ho un ricordo lontano delle mie prime scampagnate sul Ticino. Avevo forse 5 o 6 anni.
Quando vivevo a Milano, il Ticino era un po' il nostro mare.
Mi madre aveva una cesta di vimini color marrone bruciato, molto grande o almeno, a me sembrava così.
I piatti di plastica non esistevano, semmai di carta, ma lei portava quelli di ceramica che venivano fissati da laccetti di cuoio resistenti.
I bicchieri, quelli si, di plastica. E noi bambine avevamo i nostri bicchieri magici, ve li ricordate?
Erano tanti cerchi di plastica dura di diametro crescente, uno incastrato nell'altro.
Stavano comodamente dentro due coperchietti avvitabili e quando svitavi il sopra, capovolgevi l'altro ed usciva il bicchiere, componendosi come una sorta di cannocchiale alto 10 cm.
Quando bevevo, avevo sempre il terrore che il bicchiere si richiudesse ma questo, misteriosamente, non succedeva mai.
La cesta di vimini conteneva tutto il necessario per il pranzo e spesso su questo argomento mi sono confrontata con mio marito.
Lui ricorda benissimo i pic nic con la sua famiglia di quando era bambino, semplicemente perché c'era sempre un piatto preparato da sua madre (e confermo perché lo ricordo anche io, che sono arrivata molto dopo, perché mio marito mi ha sempre costretto e ripetere le routine della sua famiglia) che non poteva mancare, ovvero la micidiale lasagna al forno servita ancora caldissima.
Io invece non ricordo nulla di quello che preparava mia madre, perché il cibo era assolutamente l'ultima cosa che mi interessasse al momento, impegnata com'ero a mettermi nei guai.
Di certo però cerano pietanze da servire sui piatti e mangiare con la forchetta: della pasta condita in maniera semplice e certamente dei panini con l'immancabile frittata, adorata da mio padre.
Una bella macedonia come dolce. All'epoca mia madre non cucinava granché.
Il tutto veniva appoggiato su un tavolinetto pieghevole mentre noi mangiavamo sedute su un plaid e continuavamo a giocare senza troppe distrazioni.
Crescendo i più classici pic nic cadevano proprio il 1 Maggio, con amici e un'organizzazione scientifica per preparare i bracieri per la grigliata perfetta.
Nelle macchine entravano tavolate che avrebbero ospitato 4 famiglie, con tanto di sedie!
Ed il cibo che bastava per pranzo e cena.
Il primo maggio di quest'anno magari lo faremo in terrazza, ovviamente da soli.
Sempre che il tempo sia clemente!
Ecco la mia personale Piccola Guida per il Pic nic perfetto e “sostenibile”. 

Organizzare un pic nic è una cosa semplice purché si abbia la complicità del tempo meteorologico e negli ultimi anni il sole non è sempre così scontato.
Così se vogliamo organizzare una gita fuori porta, che sia al mare, in campagna o montagna, portando con noi cose buone a cornice di una giornata perfetta, dobbiamo seguire semplici brevi precauzioni. Con un occhio speciale alla natura che ci ospita.

1.     IL METEO: La base di tutto. Organizzatevi in anticipo ma date un’occhiata al meteo un paio di giorni prima, per passare al piano B in caso di capricci del tempo. Trovarsi sotto un temporale nel mezzo del nulla non è piacevolissimo. A questo proposito dotatevi di una bella tovaglia cerata che sarà la base della vostra tovaglia in tessuto, se il terreno è umido di piogge precedenti (ma che è comunque un aiuto anche in spiaggia o sui prati dei pascoli montani).
2.     COSA PORTARE? Tenere sempre a mente che un pic nic non è il festival dell’abbuffo. Potrete decidere di fare come le nostre nonne o mamme che si armavano di lasagne, parmigiane, panini con la cotoletta, peperonate – tutta roba leggerissima – e le tiravano fuori dalle borse avvolte dai canovacci per tenerle al caldo.  Oppure declinare il tutto in un vero e proprio “déjeneur sur l’herbe”, aggraziato, buono ma non eccessivo, con quel tanto di eleganza che non guasta mai, evitando di lasciare tracce del nostro passaggio alla partenza. Via libera allora a cestini di vimini con piatti in ceramica o plastica colorata riutilizzabili, bicchieri e calici di vetro, tovaglioli in tessuto. Una bella borsa di polibox per conservare il ghiaccio e qualche bibita la fresco, posate in metallo leggero.
3.     LA COMPAGNIA: portate con voi chi volete ma meno sarete e meglio sarà. Il rischio di degenerare in una curva da stadio è dietro l’angolo. Non invadete lo spazio con tavolini, sdraio, lettini pieghevoli: non siete in campeggio. La musica, le urla, i cellulari…lasciate tutto a casa che è meglio.
4.     IL MENU: un bel pic nic assomiglia più o meno ad un cocktail, con cibi da spiluccare, portare alla bocca con le mani. Al bando cibi pesanti, unti, laboriosi da servire, pieni di salse o intingoli. Si a panini, focaccine, torte salate, crudité e frutta già pronti e lavati, dolci da credenza in monoporzione o da affettare al momento senza difficoltà. Sono permessi formaggi e salumi da affettare sul posto, insalate da condire al momento ed eventuali paste o risi freddi per i più irriducibili.
5.     USA E GETTA? NO GRAZIE: il nostro pic nic perfetto deve essere sostenibile non una macchina per produzione di rifiuti e plastica. Evitate piatti e bicchieri usa e getta a favore di piatti che siano resistenti e riutilizzabili, rimettete in uso i vostri bei tovaglioli di stoffa che fanno anche allegria e non volano ovunque, ricordatevi di portare con voi dei sacchetti per la raccolta della carta in cui avrete avvolto il cibo e siate gentili con il luogo che vi ospita.
 FRITTATA SOUFFLE’ AL FORNO
 Ingredienti per 6 persone - per uno stampo dalla capacità di 1 litro. 

7 uova medie
4 zucchine con i loro fiori
50 g di prosciutto cotto a fette
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di latte
1 piccola cipolla affettata finemente
una manciata di basilico tritato
olio extravergine qb
sale – pepe qb
  • Grattugiate le zucchine grossolanamente, fatele saltare in una larga padella dove avrete rosolato la cipolla in poco olio. Cuocete due o tre minuti, salate e tenete da parte.
  • In una ciotola sbattete le uova con il latte, il parmigiano, il prosciutto tagliato a listarelle, tenendone da parte una manciata, il basilico. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete le zucchine mescolando bene.
  • Versate il tutto nello stampo di ceramica imburrato e infarinato, sistemate i fiori di zucchina puliti sulla superfice e rifinite con il prosciutto rimasto. Cuocete in forno caldo a 180° per 45 minuti o fino a quando il tutto non sia ben gonfio e dorato. Trasportate la frittata nello stampo e servitela con una insalatina di misticanza o pomodori.

4 commenti:

  1. Anche io avevo i bicchieri magici... e ti dirò di più: noi avevamo un tavolo da pic-nic che si chiudeva e al suo interno c'erano quattro sedioline. Una volta chiuso diventava una valigetta. Che ricordi i pic-nic da bambini, che mi hai fatto ricordare. La frittata soufflè è un ottima pietanza da asporto, da mangiare stesi nell'erba sopra il plaid. Un bascetto

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    1. Nuuuuu la valigetta....quella ce l'ha ancora mio suocero 😂😂😂. Che bei tempi cara Patti.

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  2. I miei picnic si sono tutti svolti sui prati del Monte Amiata. Ad Abbadia San Salvatore infatti abbiamo trascorso 3 mesi estivi sino al 1971, poi siamo passati a 2 mesi, perché il terzo lo trascorrevamo a Pricipina.
    Erano pic nic con la valigetta tavolo/sedie comunque erano riservate agli adulti...che tanto i bambini non stanno certo seduti. A quel tempo si poteva ancora accendere il fuoco ed il.piatto principale era cotto sul fuoco. Il resto erano panini. Per il dolce...si scendeva al bar di qualche rifugio e poi un passaggio a qualche fonte per bere acqua fresca resa effervescente con il Brioschi Ahahaha.. Tanti bei ricordi con caratteristiche non più attuali. Sono venuta a leggere la tua frittata al forno perché a qualcosa di simile stavo pensando per all'Mtc.

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  3. Che bella guida..spero di poterla mettere in pratica molto presto ^_^
    Buona festa della mamma <3

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