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venerdì 17 luglio 2020

Insalata di patate novelle alla Mediterranea

Onda su onda - P. Conte 
Sono capitata a Cetara molti anni fa, fresca sposina che accompagnava il marito in una missione di lavoro.
Era il 28 giugno.
Come faccio a ricordarmelo? Perché il giorno dopo avrebbe avuto luogo la celebrazione dell'Apostolo S. Pietro ed il paese era già in festa.
Cetara è l'ultimo borgo sulla Costiera Amalfitana prima di giungere a Vietri sul Mare.
Il borgo come lo ricordo (ci sono tornata poi in inverno e mi ha sempre fatta sognare), piccolo, aperto direttamente sul mare e abbarbicato alle colline circostanti che si trasformano in un monte alle sue spalle, è ancora autentico e lontano dai fasti turistici di un'Amalfi o Positano, quindi assolutamente incantevole.
Arrivarci durante una festa così importante che coinvolge tutto il paese, mi ha lasciato un ricordo splendido nel cuore, grande come l'emozione dei fuochi d'artificio sul mare a chiusura della processione del Santo, portato su una barca.
Cetara è anche il posto dove ho mangiato i miei primi spaghetti con la colatura di alici, prodotto per cui è famosa nel mondo: uno dei piatti più straordinari che uno possa immaginare, considerando che è realizzato con praticamente 3 ingredienti.
Ma non c'è solo colatura a Cetara: uno dei prodotti principe è il tonno, che ancora viene lavorato a artigianalmente spesso da mani femminili, e le acciughe ovviamente, messe sotto sale con antica maestria e dalla cui acqua di vegetazione si ottiene il celebre condimento.
La ricetta di oggi nasce dalla collaborazione con un'eccellenza di Cetara, l'azienda IASA che dal 1969 lavora il tonno ed è la prima in Italia a conservarlo in filetti interi nel vetro.
Per me è stato un'enorme sorpresa scoprire la qualità del prodotto di questa piccola azienda familiare che non potrete trovare nella grande distribuzione, ma che volendo potrete provare ordinando direttamente dal loro sito.
Dimenticatevi qualsiasi "tonno che si taglia con un grissino".
La qualità del tonno sott'olio non è data dalla sua "morbidezza" se così vogliamo chiamarla. Nella maggior parte dei casi aprendo un scatoletta o un vasetto, il prodotto si sbriciola a toccarlo.
Per la prima volta ho assaggiato un filetto di tonno consistente, dal gusto intenso, non eccessivamente sapido, favoloso per essere utilizzato in tantissime preparazioni.
Anche se confesso che io lo mangerei al naturale senza pensarci su troppo.
Per questa prima ricetta, perché ne arriveranno altre, ho usato un Tonno bianco sott'olio e patate novelle con un condimento a base di colatura che conferisce una spinta di salinità marina davvero interessante. Semplice semplice.

Ingredienti per 4 persone
1500 g di patate novelle con la buccia
200 g di Tonno Bianco Iasa
due cucchiai di fiori di cappero sottaceto
50 g di Olive Taggiasche sott'olio
Un mazzetto di prezzemolo tritato grossolanamente
1 cucchiaino di colatura di Alici Iasa
il succo di mezzo limone
30 ml di Olio extravergine d'Oliva Colline Salernitante Dop
Sale in fiocchi qb
  • Lavate accuratamente le patate scegliendo fra le più piccole. Mettetele in abbondante acqua fredda e portatela a ebollizione. Cuocete sino a quando le patate non saranno morbide ma la buccia ancora integra (ci vorranno c.ca 25 minuti).  Scolatele, raffreddatele sotto acqua fredda e pelatele con le mani velocemente e lasciatele raffreddare. 
  • Nel frattempo preparate una citronette con l'olio extravergine, il limone, la colatura sbattendo bene gli ingredienti.
  • Condite le patate con la citronette ed aggiungete il prezzemolo mescolando bene. Salate con i fiocchi di sale. 
  • Versate il tutto nella ciotola di portata e disponete con grazia i filetti di tonno bianco privati del loro liquido di conservazione, le olive taggiasche ed i fiori di cappero sott'aceto. Servite a temperatura ambiente. 

sabato 27 maggio 2017

Caesar Salad per il Club del 27 e quella prima volta 25 anni fa.

For once in my life - Frank Sinatra 
"Caesar Salad" ha per me un unico ed indimenticabile sapore.
Quello del mio primo viaggio in US, all'alba dei miei 25 anni, di cui ogni tanto torno a raccontare su questo blog.
Perché come tutte le prime volte, fu un viaggio potente, pieno di situazioni irreali a cui tutt'ora stento a credere e perché ero giovane, ma tanto, nel corpo e nell'anima.
Partivo per lavoro, un viaggio di 3 settimane tra Usa e Canada con una delegazione di politici e notabili locali al seguito e primo sbarco a NY city, tanto per ricevere la prima vera botta di emozione tra capo e collo.
Non avevo neanche preso possesso della mia camera al mitico Drake, che il mio capo mi disse: "fatti trovare pronta fra mezz'ora che dobbiamo andare a cena fuori".
Eravamo atterrati alle cinque del pomeriggio e per le sette mi trovavo già in reception in attesa dell'auto che ci avrebbe portato al ristorante.
Con mio grande stupore, nell'auto ci aspettavano già 3 persone e solo dopo essermi seduta, venni a sapere che la cena sarebbe stata nel New Jersey, praticamente a 200 miglia da NY.
Un po' come da Siena decidere di andare a prendere un aperitivo a Roma!
Non proferii parola anche perché preferivo ascoltare le conversazioni dei nostri ospiti, in particolare dell'autista, che spiegava in tono scanzonato, l'allora situazione della città, molto diversa da adesso: "Se dovessi perdermi casualmente fra le strade del Bronx, la speranza è avere una capsula di cianuro in un dente", e tutti a ridere come matti nell'abitacolo.
Io invece, mi rimpicciolivo pregando che l'autista conoscesse bene la destinazione verso cui eravamo diretti.
Soltanto un paio d'ore dopo, mentre già sentivo salire una sorta di allucinato torpore da Jet lag, arrivammo al ristorante, situato all'interno di un Club privato.
Fummo accolti da un attempatissimo President che ci guidò al nostro tavolo. Altri ospiti ci attendevano e la serata si prospettava frizzantina.
Sul tavolo erano già sistemati i menu ma ancora prima di ricevere l'entrée, uno dei miei delegati cominciò a richiedere a gran voce la Caesar Salad della casa. Seguito poco dopo dal resto rumoroso della brigata.
Dentro di me pensavo ringhiando: "Ma proprio a me, i soliti italioti..." e cercavo di capire cosa fosse 'sta "sisarsalad", mai sentita nominare.
Un istante dopo si manifestò in sala lo chef spingendo un carrellino su cui campeggiava un'enorme ciotola di cristallo piena a metà di foglie verdissime.
Come un novello giocoliere, lanciò in aria uno svariato numero di uova, le ruppe una dietro l'altra dentro una scodella e cominciò a sbattere furiosamente con una frusta, aggiungendo via via diversi ingredienti che distinguevo con difficoltà.
Dalla platea si levava il ritmico"sisar sisar sisar" acclamato dagli astanti.
Il mio sguardo si fece vitreo quando a mani nude, lo chef prese un capo d'aglio, lo strofinò vigorosamente fra i palmi e dopo aver liberato gli spicchi dalle camice, li strizzò in un pugno e buttò le "briciole" nell'impasto delle uova che riversò sulle foglie di insalata.
Aggiunse una palata di crostini e sempre a con le sue manone (Jamie non era ancora nato) mescolò il tutto, sollevando in aria il contenuto come coriandoli.
Pepe nero da un macinapepe lungo un metro, sale a pioggia e la Sisar era pronta.
Con lo stomaco in rivolta all'idea di dover cominciare una cena con un insalata condita con uova crude e aglio a pezzi, quello fu l'esatto istante in cui capii il significato della parola "compromesso".
Ogni 27 del mese il Club del 27 si scatena affrontando un tema splendido, collegato alla sfida MTC in corso.
Questo mese tocca alle Insalate e le ricette protagoniste arrivano in buona parte dal bellissimo libro Insalata da Tiffany, parte della collana MTC. 
Insieme ad una cospicua combriccola di pazze, oggi sul web sarà un tripudio di freschezza, che farà la felicità di molti in vista dell'estate.
Se non si fosse capito, io celebro la Caesar Salad.

La Caesar, che tutti pensano americana, è una delle tante ricette nate da un cervello in fuga ai tempi in cui si fuggiva dall'Italia letteralmente per non morire di fame.
Fu creata dal ristoratore Cesare Cardini, trapiantato in California in cerca di fortuna, che spesso arriva sotto le sembianze della disperata necessità e come ben sappiamo, il bisogno aguzza l'ingegno.
Durante la festa Nazionale del 4 Luglio 1924, il nostro eroe si vide inaspettatamente riempire il ristorante da clienti affamati, e non avendo previsto affluenza, mise insieme quei pochi ingredienti presenti in dispensa ed inventò la Caesar Salad.
Che non è dedicata a Giulio Cesare, come molti pensano (o magari chissà, potrebbe anche), ma più semplicemente prende il nome del suo creatore, che fece del condimento, una pseudo maionese fatta da limone, uovo, parmigiano e Worcestershire sauce, il successo di un piatto minimal.
Le interpretazioni ad oggi, si contano a migliaia, così come le sue variazioni. Quella di maggior successo vede la presenza di pollo grigliato nell'insieme o acciughe nel condimento.
Resta il fatto che questa insalata, è entrata di diritto nell'Olimpo della cucina e qui resterà.

La ricetta è tratta direttamente dal libro MTC Insalata da Tiffany, ed il suo autore è Leonardo Bellocchio (alias Cozzaman)

Ingredienti per 4 persone
4 cespi di lattuga romana
60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
4 uova freschissime
10 cucchiai di olio extravergine d'oliva (qui sarebbe perfetto un Trevi Dop)
2 limoni
4 spicchi d'aglio
12 gocce di salsa Worcestershire
6 fette di pane casereccio
sale e pepe macinato fresco qb

  • Per prima cosa preparate i crostini. Nella mia prima Caesar Salad ho visto mettere aglio crudo direttamente nel condimento. Immagino che qualcuno lo faccia, magari schiacciandolo per trarne il succo e versando poi questo nel condimento. Se non volete vedere svenire qualche commensale per aver masticato un pezzo d'aglio crudo (a me succederebbe - garantito), l'aglio lo usiamo per insaporire i crostini. Prendete quindi 6 cucchiai di olio su totale, un pizzico di sale e gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati e lasciate il tutto in infusione per una decina di minuti o più. Con un coltello affilato riducete le fette di pane a dadini non troppo piccoli (1 o 2 cm di lato).
  • Versate l'olio aromatico in una larga padella, fatelo scaldare bene quindi friggetevi il pane, facendo attenzione a dorarlo su tutti i lati e a non bruciarlo. Scolate quindi il pane e tenetelo da parte. 
  • Procedete quindi alla preparazione del condimento. Come raccontavo prima, l'idea di vedere condita un'insalata con uova crude mi fa accapponare la pelle e confesso di non essere schizzinosa. Qui procederemo ad una cottura parziale mettendo le uova in un pentolino pieno di acqua che bolle, non prima di averle sciacquate sotto acqua corrente, e le facciamo "cuocere" per 1 minuto esatto. Raffreddatele immediatamente quindi sgusciatele nel condimento. Quando le aprirete, vedrete che parte dell'albume resterà attaccato al guscio. Usate tutto il resto. 
  • Con una frusta a mano sbattete energicamente le uova con il succo di limone filtrato, la salsa Worcestershire ed il parmigiano reggiano ed il resto dell'olio, in modo da ottenere una sorta di maionese. Personalmente ho effettuato questa operazione mettendo la ciotola a bagnomaria su una pentola con acqua bollente, perché volevo ottenere uno zabaione salato. Ci vorranno dai 4/5 minuti di sbattimento continuato. 
  • Una volta pronto il condimento, versatevi dentro i crostini, in modo che lo assorbano in parte. 
  • Preparate l'insalata lavando bene le foglie intere ed asciugandole con cura. 
  • Disponetele sul piatto di portata, creando un letto su cui adagerete i crostini, condirete il resto con la salsa rimasta e aggiusterete di sale e pepe in finale. Mescolate con cura e servite immediatamente. 

Meraviglioso banner realizzato dalla nostra Mai Esteve - GRAZIE! 

giovedì 9 giugno 2016

Insalata di grano saraceno verdure grigliate e radicchio rosso: vogliamo stare fuori.

May Be - Janis Joplin
Fino a che non smetterà di piovere, continueremo imperterriti a cucinare ma già la voglia di stare dietro ai fornelli scarseggia, così come quella di abbandonarsi a pasti luculliani, sontuosi, a cui difficilmente rinunciamo nella brutta stagione (valore consolatorio?).
Insomma riparte la voglia di stare "fuori".
Di pensare a tutto quanto si possa fare all'aperto, nella luce meravigliosa del mese di giugno.
Che quest'anno, Maremma piovosa, è partito proprio male.
La mia terrazza, sede agognata di cene al lume di una candela, avvolti dall'incantevole profumo del gelsomino in fiore, è tutt'ora orfana di movimento.
I morbidi cuscini delle poltroncine da giardino, sono tutt'ora rinchiusi in cantina in attesa che il sole possa nuovamente baciarli.
I miei portacandele di vetro colorato, sostano sul tavolo di legno pieni di acqua piovana.
Un po' stufa lo sono, lo ammetto.
Ho voglia d'estate, che non è propriamente la voglia di  spiaggia o di mare o di caos viaggiante, ma è quella di cambiare pelle e di vivere fuori le 4 mura.
Con la leggerezza tipica degli abiti impalpabili che vi sfiorano il corpo in questa stagione, anche il cibo si avvicina a quel desiderio di levità.
Così ho scoperto il grano saraceno, tenuto prigioniero in dispensa da un po' senza idea di quale fine fargli fare.
Ho optato per una fine semplice, veloce, leggera ed indolore.
Soprattutto buona buona.
Di grano Saraceno sentiamo spesso parlare sotto forma di farina ed anche in questo blog potete trovare qualche ricetta tipo questa.
Ma il chicco, dalla caratteristica forma conica,  non l'avevo mai assaggiato prima e ne ero molto curiosa.
Poche parole per dire che non si tratta di un vero e proprio cereale in quanto non fa parte della famiglia delle Graminacee, ma come la quinoa è uno pseudo-cereale.
La maggiore zona di produzione in Italia è il Trentino e la Valtellina (da qui i celebri pizzoccheri).
Le sorprese che riserva questo alimento sono molte: grande fonte di sali minerali come ferro, zinco e selenio.
Ricco di antiossidanti come rutina (che rafforza i vasi capillari riducendo il rischio di emorragie ed aiutando la microcircolazione)  e tannini.
Inoltre come molti celiaci ed intolleranti sanno, è privo di glutine quindi amatissimo da coloro che soffrono di questi problemi.

Insalata di grano 
Saraceno, verdure grigliate e radicchio rosso
Ingredienti per 4 persone.
320 g di grano Saraceno
200 g di primo sale
1 zucchina tonda
1 melanzana lunga non troppo grande
1 cespo di radicchio rosso
1 cipolla rossa di Certaldo
10 pomodorini tipo Piccadilly
50 ml di olio extravergine + 3 cucchiai
un rametto di menta fresca
un ciuffetto di maggiorana
un ciuffetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino di aceto balsamico
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino di miele
sale e pepe qb
Lavate e ragliate a julienne il radicchio rosso.
Affettate sottilmente la cipolla e mettete 3 cucchiai d'olio in una larga padella.
Fate passire con dolcezza la cipolla per una 10 di minuti, se necessario aggiungendo dell'acqua.
Aggiungete il radicchio e fatelo stufare per 7/8 minuti. Aggiustate di sale quindi tenete da parte.
Lavate e affettate la zucchina e la melanzana ad uno spessore di 3/4 mm e fateli grigliare su una bistecchiera molto calda fino a che non mostreranno le caratteristiche strisce abbrustolite su entrambi i lati. Una volta pronte, tenete da parte.
Fate una concassé con i pomodorini e conditeli con un filo d'olio e poco sale.
Fate una citronette con l'olio, il balsamico, il miele, lo spicchio d'aglio pulito e diviso a metà, e le erbe aromatiche. Aggiungete il sale e il pepe a piacere, e sbattete bene con un forchetta. Fate riposare nel tempo che cuocete il grano.
Mettete a bollire abbondante acqua salata e cuocete il grano saraceno per c.ca 15/20 minuti (seguite le indicazioni sulla confezione).
Scolate e passate immediatamente sotto abbondante acqua fredda.
Versate il grano in una larga ciotola.
Aggiungete il radicchio brasato, le verdure grigliate ridotte a striscioline, la concassé di pomodorini, i primo sale ridotto a dadini.
Condite con la citronette preparata, dopo avere eliminato l'aglio, aggiustate di sale se necessario, rifinite con foglioline di rosmarino e servite.

lunedì 11 aprile 2016

Insalata tiepida di agretti, carciofi e uova barzotte: dieta, ma chi me lo fa fare?

If it makes you happy - Sheryl Crow
Quando sei a dieta, un solo ed unico pensiero invade la tua testa.
Ti svegli la mattina, scendi inebetito dal letto, fai le tue cose, prepari la colazione e intanto quell'unico neurone che si è messo in moto grida: mangiare!
Dopo la colazione (che naturalmente non assomiglia in nessun modo alle colazioni meravigliose che ti concedevi quando la dieta ancora non ti aveva ancora fatto prigioniero), l'amico neurone sveglia tutti gli altri e in un moto rivoluzionario, li istiga a muoversi verso quell'unico proibito obiettivo: mangiare!
Allora cominci a lavorare, scrivi al computer, mandi e.mail, rispondi al telefono, chiami al telefono, ti imbufalisci con qualche povero malcapitato, e intanto pensi: cibo!
La cosa bella è che non pensi a nulla in particolare ma senti crescere la tristezza che ti provoca il dover pesare tutto, il dover fare il controllore di te stesso, di dover cercare di essere onesto e non aggiungere quel cucchiaino in più di olio sulla pasta che ti fa sentire così bene.
Provate a fare una dieta lavorando da casa.
Un incubo!
Le mie giornate ruotano intorno agli spuntini, i pasti e le cene, la bilancia e lo sguardo fisso al pensile della colazione, dove sostano biscotti, snack e zozzerie di vario genere che si concede mia figlia.
Lo sportello proibito!
Cerco di liberare il tavolo da qualsiasi tentazione che emani profumi invitanti.
L'unica concessione è il cesto della frutta, che contiene la mèta delle 11.00, ovvero la mia mela-spuntino che ho idealizzato come una meravigliosa concessione.
Poi alle 12.00 comincio a prepararmi il pranzo perché alle 12.30 sono già affamata come una iena e non ce la faccio ad aspettare mia figlia che arriva alle 14.00...in più per lei devo cucinare a parte: pastasciutta, secondo proteico, contorno...insomma cucino senza guardare!
Tutto il mio lavoro di volontà e costanza cominciato a Febbraio, è stato miseramente distrutto dalla Pasqua e da tre giorni di vacanza da una suocera ipercinetica in cucina, a suon di lasagne, arrosti e dolci di ogni genere.
Risultato: ripresi i due chili faticosamente bruciati e adesso risiamo da capo.
Difficile ripartire quando ci ricadi.
Mi sembra di parlare come un alcolista anonimo, ma effettivamente è così, perché dentro di te una voce ripete costantemente: ma chi te lo fa fare?
E la risposta inevitabile è: già, ma chi me lo fa fare?
Se dieta deve essere, che dieta sia, ma almeno che mi dia un po' di gusto quando arriva il momento di mangiare.
Questa è la stagione degli agretti e dei carciofi.
I secondi sono la mia verdura del cuore, i primi li ho scoperti da poco e sono saliti immediatamente ai primi posti di gradimento nella mia personale classifica.
Una non ricetta, facilissima e veloce da fare e naturalmente super buona senza pretese.

Insalata tiepida di agretti e carciofi con uova barzotte
Ingredienti per 2 persone
300 g di agretti
2 bei carciofi Morelli
4 uova bio da allevamento a terra
il succo di un limone
olio extravergine Garda Dop
Un mazzolino di mentuccia selvatica
sale - pepe

Private gli agretti delle radici e delle parti più coriacee alla base quindi lavateli molto bene sotto acqua corrente per eliminare tutta la terra.
Fateli cuocere al vapore per 7 minuti.
Intanto fate bollire le uova. Per ottenere delle uova barzotte, vale a dire con il bianco rappreso ma il tuorlo cremoso, dovrai prendere delle uova a temperatura ambiente e metterle in acqua fredda quindi portarle a ebollizione. Dal momento in cui l'acqua comincia a bollire, bisogna dare al timer 6 minuti.
Subito dopo bollite, mettere le uova sotto acqua fredda corrente per qualche minuto in modo da riuscire a sbucciarle con facilità.
Mentre le cuociono le uova, pulite i carciofi eliminando le foglie dure esterne, il gambo (ma non lo buttate, potete cuocerlo e mangiarlo nella pasta), e la punta tagliandola a 2/3 del carciofo.
Mettete i carciofi in acqua acidulata con il succo di mezzo limone.
Quando gli agretti saranno cotti, disponeteli con cura sul piatto di portata, affettate i carciofi a carpaccio quindi sistemate le fettine sugli agretti, sbucciate le uova e appoggiatele sull'insalata.
Qui, potrete tagliarle a metà in modo che il tuorlo cremoso possa colare sulle verdure, e condite il tutto con una citronette preparata con il succo di mezzo limone, 2 bei cucchiai di olio extravergine, sale e pepe e foglioline di menta.
Condite bene il tutto e rifinite con la menta fresca.
Servire subito.


giovedì 21 gennaio 2016

Insalata di arance finocchiella e spinaci novelli ai due pepi per la Giornata Nazionale dell'insalata di Arance e Finocchi

Fields of Gold - Sting
Ho dovuto correre ai ripari.
Dopo un inconsulto Dicembre fatto di totale sregolatezza nel mangiare (credo che un po' tutti ne siano stati vittime), ho cominciato gennaio con propositi di "alleggerimento" e da una decina di giorni sto seguendo un regime alimentare piuttosto rigido anche se completo, che con mio enorme piacere mi sta facendo sentire molto meglio.
La mia dieta di questo periodo è ricchissima di vegetali, molto pesce, poca carne e misurata, pasta ogni tanto e cereali e legumi in buona dose.
Zero zuccheri e latticini (e qui si soffre e parecchio).
Ma voglio essere brava e mantenere l'impegno una volta tanto, così i prossimi due mesi cercherò di non farmi distrarre dalle tentazioni.
Ovviamente ogni tanto mi capiterà di postare qualche dolcino perché ultimamente sto facendo il buon samaritano, distribuendo ai colleghi d'ufficio (la torta del mio compleanno se la son pappata loro!), ma principalmente vi proporrò ricettine sane e leggere.
Una delle quali è proprio questa stupenda insalata di finocchiella e arance Tarocco arrivate da un produttore siciliano, alla quale ho deciso di aggiungere delle foglioline di spinacini novelli, per dare un piccolo spunto tannico.
Condimento semplice: Olio extravergine Riva del Garda Dop, con una bella nota piccante, emulsionato con il succo delle arance, un pizzico di sale di Cervia in fiocchi, pepe nero macinato fresco e pepe rosa per finire con una sfumatura aromatica inattesa.
Ah, dimenticavo: io l'ho chiamata "ai due pepi", ma il pepe rosa in realtà non è un pepe ma una bacca aromatica chiamata anche "falso pepe", per la sua somiglianza al primo.
Facile e veloce, a me è piaciuta moltissimo.

Oggi è la Giornata Nazionale dell'Insalata di Finocchi e Arance per il Calendario del Cibo Italiano, inserita nella Settimana Nazionale degli Agrumi.
L'ambasciatrice di questa giornata è Raffaella Fenoglio del blog Tre Civette sul Comò.
Il suo bellissimo articolo racconta la storia di questo piatto e vi offre l'opportunità di leggere numerose versioni attraverso i contributi dei soci AIFB 
Che aspettate allora? A tutta vitamina C!
Ingredienti per 4 persone:

4 piccole finocchielle maschi
8 arance Tarocco di media dimensione + 1
100 g di Spinacini novelli (le foglie più piccole e tenere)
Olio Extravergine Riva del Garda Dop
Sale di Cervia in fiocchi qb
Pepe nero e pepe rosa qb

Pulite al vivo le arance soltanto nella parte esterna ed ai poli quindi tagliatele a fettine non più spesse di 5 mm.  Spremete una arancia e tenete il succo da parte.
Pulite i finocchi togliendo le estemità con le barbe e le parti più dure, ma  mantenendo il "globo" intero. Con un coltello affilato o una mandolina, affettate i finocchi sottilmente partendo dal "culetto" cercando di mantenere le fettine integre con tutti i cerchi concentrici.
Pulite bene gli spinaci eliminando i gambi.
Assemblate il piatto alternando arance a finocchi e completando con gli spinaci.
Condite con l'emulsione ottenuta dal succo di arancia, 3 cucchiai di olio extravergine.
Completate con il sale in fiocchi, una macinata di pepe nero e chicchi di pepe rosa a piacere.
Servite subito.


martedì 28 aprile 2015

Quando si smette di essere eterni. Insalata tiepida di finocchiella, pere e feta.

Eternity - Robin Williams
La primavera è tempo di pulizia.
In casa, intorno e dentro di noi.
Pulizia in tutti i sensi ed in particolare dal superfluo o dall'eccessivo, decidete voi.
Sono appena rientrata da un week end all'insegna dello "stile di vita" come attenzione a noi stessi ed alla nostra salute, elemento che si tende a dimenticare o trascurare per tutto quel periodo in cui ci si sente eterni. Mai provata questa sensazione?
Io si.
Se non fosse per i dolori, per le malinconie, per il ritmo vitale improvvisamente rallentato, vi direi che mi ci sento ancora, ma non è così.
Siamo eterni ed imbattibili con l'energia dei nostri venti/trent'anni, con le tasche vuote ma la testa piena di idee, obbiettivi, sogni.
Siamo eterni ogni volta che ci innamoriamo e non solo di qualcuno, ma di qualcosa, di un luogo, di un progetto, una canzone, un quadro, una poesia.
Il nostro senso di eternità ci sostiene e ci fa fare cose mai credute possibili, dal capolavoro alla figura barbina, ma siamo eterni e ce ne dimentichiamo un attimo dopo.
Più ci scontriamo con il dolore, con la morte, più crediamo all'eternità, le siamo fedeli, ci rifugiamo in lei. Usciamo, corriamo, mangiamo, facciamo l'amore. Gridiamo alla morte: non ci fai paura perché noi, noi siamo eterni.
Mai, per un momento, ci abbandoniamo al compiacimento dell'idea della fine, perché siamo certi di essere immortali. Siamo giovani, belli, forti e immortali.
Poi qualcosa cambia. Non so dire quando e come, ma improvvisamente si comincia a contare alla rovescia. Si contano anni, persone che mancano, le cose non fatte, i luoghi mai visti.
Paradossalmente ogni mancanza non sembra così atroce se quando eri eterno hai messo da parte esperienze ed affetti. Ti dici solo che ci saranno altre storie a riempire quei buchi e va bene così.
Senti vibrare ancora quel senso di eternità negli occhi scuri di tua figlia, nel suo agile corpo di cavallina ribelle. Lo riconosci ed il cuore ti batte ancora forte.
Un giorno si smette di essere eterni ma non è poi così male.
Si assapora ogni cosa come se fosse l'ultima , si sceglie perché si vuole e non perché capita, si riesce anche a dire dei "no" che ci danno autostima.
Si diventa grandi, mortali e si smette di preoccuparsi della cellulite. :)
Ora, perchè si diventa mortali non vuol dire  che si debba morire domani.
Magari se continuiamo a volerci bene, campiamo fino a cent'anni e qualche altra soddisfazione possiamo pure levarcela.
Le mie ultime analisi mi hanno riportato con i piedi per terra e sul fronte colesterolo and co., sono stata moooolto moooolto cattiva.
Da qui cominciamo a ragionare e comincerò a postare qualche piatto un pochino meno lussurioso ed un po' più morigerato, senza dimenticare che a me mangiare piace, ancor più di cucinare.
Una non ricetta per oggi, perché è talmente facile che non dovete far altro che lavare ed affettare due ingredienti vegetali, metterli su una placca da forno e lasciare cuocere il tempo sufficiente.
Un'insalata buona, ma buona, di quelle che piacciono tanto a me, con un sapore inedito e gustoso ed una parte croccante deliziosa composta da un mix di semi pieni di buone proprietà, principalmente Omega 3 che mantengono giovani e frizzantini.
Ho scoperto una linea di prodotti Bio nati in Toscana che mi ha lasciato a bocca aperta per la varietà e qualità delle proposte. Se volete saperne di più, andate a leggere cosa vi racconta Nuova Terra.
Qui di seguito la mia ricetta velocissima.
Ingredienti per 4 persone
4 finocchielle femmine non troppo grandi
2 pere abate IGP
250 g di feta
3 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaino di aceto balsamico tradizionale.
3 cucchiai di Mix Omega (semi di girasole, semi di zucca, semi di lino) Nuova Terra
1 cucchiaio di semi di finocchio Nuova Terra
Sale - pepe a piacere
Lavate e affettate le finocchielle ottenendo dei ventagli non più spessi di 5 mm.
Lavate le pere con la buccia e tagliate a fette longitudinali alte 1 cm.
Disponete pere e finocchi su una placca coperta di carta da forno quindi miscelate l'olio, l'aceto balsamico ed il sale in una ciotolina e versatelo sulle verdure.
Spargete il mix omega sulle verdure con i semi di finocchio, che avrete parzialmente schiacciato con un mortaio.
Mettete in forno a 180° per 45 minuti fino a che i finocchi non saranno dorati e le pere cotte ma non sfatte.
Disponete le verdure in una insalatiera.
Sbriciolatevi sopra la feta e condite con un filo d'olio a crudo e se vi piace, aggiungete ancora il mix Omega per rifinire. Servite subito.


giovedì 28 agosto 2014

Sei mai stato a Montalcino? Insalata di cuori di indivia, fichi e Notti Bianche

Strangers in the night - F. Sinatra
Con questo post tiro sfacciatamente l'acqua al mio mulino.
Si, perché vi parlerò di un posto e di un momento che non potete perdere.
Il luogo è Montalcino. Il momento è la sua Notte Bianca.
Un appuntamento goloso che si tiene ormai da quattro anni su questa collina, patria di uno dei vini più celebri e celebrati al mondo, il Brunello.
In questi giorni questa splendida cittadina che ha mantenuto integra la sua anima medievale nel cuore della Valdorcia, si veste a festa e riempie le sue strade di musica e prodotti gastronomici di unica eccellenza.
Dal 29 al 31 agosto, con il momento clou nella notte del 30 agosto, chi verrà a Montalcino avrà l'opportunità di ascoltare musica dal vivo, assistere all'affascinante spettacolo Huma Show, degustare centinaia di prodotti tipici d'eccellenza tra cui ovviamente, il prestigioso Brunello, ballare fino all'alba sotto le stelle, nella fortezza. Ma soprattutto scoprire l'incantevole borgo nella sua interezza.
Tutti gli appuntamenti musicale e spettacoli lungo le strade sono ad ingresso libero.
Io ci sarò e mi godrò questi momenti ma spero che qualcuno di voi voglia raggiungermi per vivere questa splendida occasione. #TUTTOINUNANOTTE
Vi aspetto amici.
Nell'attesa vi lascio con una ricetta leggerissima e con alcune immagini di Montalcino.
Insalata di cuori di Indivia Belga, fichi, prosciutto croccante e robiola di capra
Per 2 persone
4 fichi non troppo maturi
2 cespi di Indivia Belga
4 fette di prosciutto crudo dolce
50 g di robiola di capra freschissima
4 cucchiai di olio extravergine
2 cucchiaini di melassa di melograno (o balsamico con un cucchiaino di limone)
fiocchi di sale
pepe nero macinato fresco
Velocissima e deliziosa come entrata, si prepara in poco più di 10 minuti.
Lavate bene l'indivia, eliminate le foglie esterne, tagliatela a metà e poi a spicchi e ricavate i cuori tenendo da parte anche le foglie esterne più tenere.
Lavate i fichi accuratamente, asciugateli e tagliateli a metà.
Fate grigliate le fettine di prosciutto su una piastra e quando saranno croccanti, toglietele ed asciugatele in carta assorbente.
Preparate il salmoriglio con l'olio, il sale, la melassa o balsamico, e sbattete bene con una forchetta.
Sistemate i cuori di belga, i fichi ed il prosciutto ridotto a scaglie sul piatto di portata.
Decorate con la robiola tagliata a dadini grossolani e condite con il vostro salmoriglio.
Servite con pane croccante.




giovedì 27 giugno 2013

Insalata Canasta con polpettine speziate, datterini e carciofi di Perinaldo.

Great balls of fire - J. Lee Lewis
Mai come questa volta mi dispiace essere arrivata a fine mese! 
Sono rimaste nel mio cassettino delle cose golose, almeno un altro paio di versioni di insalata che avrei voluto preparare per questa edizione dell'MTC dettata da Leo.
Se nella prima proposta, ho liberamente dedicato la mia insalata alla più celebre Nicoise, questa volta ho seguito esclusivamente la mia golosità ed ho preparato qualcosa che poco ha a che vedere con le grandi insalate di inizio secolo, ma parecchio con il mio mood personale. 
Spero di non essere sbattuta a calci fuori concorso, ma posso garantirvi che questo piatto nato spontaneamente da un momento di deciso appetito, è assolutamente da ripetere per la quantità di sfumature che si sposano così bene tra loro. 
Ho condiviso quest'insalata con la mia sorellina, capitata per caso nella mia cucina dopo una notte insonne passata a controllare gli addetti che posizionano la terra in Piazza. 
Per chi non parla la mia lingua, quando si dice Terra in Piazza, si dice Palio a Siena, e quando i piedi si appoggiano sul tufo, la città finalmente si risveglia.
Come si è risvegliata lei, che è arrivata stravolta in casa mia, si è addormentata di botto sul divano, ed ha ripreso i sensi di fronte a questo piattino. 
Che si è pappata con grande gusto.  
Ingredienti per 4 persone
Per le polpettine
200 gr di macinato magro (io ho usato naturalmente la nostra Chianina)
3 cucchiaiate di pane grattuggiato
2 cucchiaiate di parmigiano
1 uovo
2 cucchiaini di curry masala
1 cucchiaino di paprika dolce
1 macinata di miscela 4 pepi
un ciuffetto di foglie di coriandolo fresco
Sale 
Olio Extravergine per cuocere
Per l'insalata
Un cespo di lattuga Canasta
Una manciata di pomodori datterini
8 carciofi di Perinaldo sott'olio
4 fette di pane toscano 
Per il condimento
2 cucchiai di succo d'arancia spremuta fresca
3 cucchiai di olio extravergine
2 cucchiai di salsa di soia 
1 cucchiaino di polvere di curry masala
Preparate le polpettine mischiando tutti gli ingredienti e mescolando bene con le mani in modo da omogeneizzare bene l'impasto.
Fate delle polpettine grandi un cece e cuocetele in un filo d'olio extravergine ben caldo, smuovendole spesso affinché si rosolino bene su tutti i lati. Devono essere ben dorate.
Al termine della cottura, appoggiatele su della carta assorbente e tenete in caldo.
Non eliminate l'olio di cottura delle polpette e fateci abbrustolire il pane che avrete ridotto a piccoli dadi, in maniera che raccolga i succhi rilasciati dalla carne. Tostate bene.
Pulite l'insalata e disponetela con le grandi foglie allargate sul piatto di portata. 
Pulite e tagliate a metà i datterini.
Riducete i cuori di carciofo in quarti.
Assemblate il piatto disponendo graziosamente le polpette, i pomodorini, i carciofi ed il pane. 
Preparate la citronette con il succo d'arancia ed il resto degli ingredienti sbattendo bene con una forchetta, quindi irrorate il piatto.
Finite con foglioline di coriandolo fresco a decorare il piatto. Servite subito. 

Con questa ricetta ecco il mio secondo ed ultimo contributo all'MTC di giugno 


mercoledì 19 giugno 2013

Dalla Nicoise alla mia Salade de la Cote per l'MTC di giugno.

Moi je joue - Brigitte Bardot
Il tema di questo mese è assolutamente magnifico. 
Il vincitore Mr CozzaMan o MeravigliosopulitoredicozzemaritodiMai dal "un nome un destino" Leonardo, è riuscito con un colpo di genio imprevedibile, a risollevare gli animi, appesantiti da tielle e piaccelle (in senese roba appiccicosa e pesante) che hanno caratterizzato tutto il mese di maggio.
Qualcosa di lieve, fresco, sano, appetitoso, salvacalura come un'insalata, e che insalata Siori e Siore, ha visto la platea dell'MTC elevarsi in un'ola spumosa come un'onda di mare e gridare in coro: Grazie! 
Lamento solo una maledetta mancanza di tempo, perché altrimenti sarei qui a preparare insalate praticamente ogni giorno, che è quello che in realtà sto facendo per rispondere all'inappetenza che mi segue al comparire della prima lingua di fuoco estivo. 
Il brutto è che mi fermo sempre lì, a quei due, tre pomodori, una carota grattugiata ed un po' di insalata gentile....L'impegno è al minimo.
Volete mettere il tempo di preparare una sontuosa Caesar Salade, sistemare bene il piattino, trovare la luce, scattare in mutande alle 2 del pomeriggio in una cucina dove ci sono 38 gradi a fornelli spenti prima che l'insalatina si mortifichi e perda qualsiasi idea di freschezza?
Complicatissimo. 
Ne ho in mente un'altro paio di versioni e spero di poterle realizzare da qui alla chiusura. Mi sa che i prossimi post saranno tutti in verde! 
Quest'insalata ha preso forma nella mia testa da un ricordo bellissimo legato ad un viaggio in Provenza. 
C'è Arles, la piazzetta di Van Gogh, un'arena in piena decadenza, una luce trasparente ed un'aria che profuma lieve di lavanda. 
Dai negozietti di souvenirs, arriva il suono delle cicale prodotto da piccoli congegni elettronici che immediatamente vorrei comprare per trasportare l'estate nella mia camera da letto. 
Sono i primi di giugno ed un caldo sfacciato ci costringe a camminare lentamente. 
All'ora di pranzo ci fermiamo in una brasserie à la terrasse e cerchiamo sulla carta la lista delle insalate. 
Non posso che ordinare una Nicoise, che già conosco e che tanto mi piace. 
La sua città di nascita è Nizza ma in tutta la Costa Azzurra e Provenza (senza trascurare il resto del mondo), è uno dei piatti che non possono mancare nella selezione delle insalate di un ristorante che si rispetti. 
Uova sode, pomodori, peperoni verdi, cipolle rosse, sedano, acciughe, olive di Nizza ed dal XIX secolo tonno (che si aggiungeva solo nei giorni di festa perché troppo caro) sono gli ingredienti fondamentali di questa poderosa insalata, che a seconda delle stagionalità vede l'aggiunta di piccoli cuori di carciofo, cetrioli, cipollotto e fave fresche. 
Nella tradizione, il pomodoro andrebbe salato 3 volte e l'elemento proteico dovrebbe essere solo uno, o tonno, o acciuga o uovo sodo. Ai giorni nostri invece questi 3 ingredienti sono quasi sempre presenti. 
Sono partita da questo ricordo ed ho cominciato un viaggio a ritroso, per trovare la mia Nicoise che oggi chiamerò "Ma salade de la Cote" perché di Nicoise c'è forse solo un'idea.
MA SALADE DE LA COTE 
Ingredienti per 2 persone
- 50 gr di lattughino 
- 50 gr di spinacini freschi
- 2 uova 
- Una patata media
- un manciata generosa di olive Taggiasche
- una dozzina di fiori di cappero di Pantelleria in salamoia
- 8 acciughe sott'olio (io ho usato acciughe di Cetara)
- 4 fettine di Ciabatta francese 
- Olio Extra Vergine 
- Fleur de Sel 
Per il condimento
- 2 cucchiai di olio Extravergine Riviera Ligure DOP
- 2 cucchiai di panna fresca
- 1 spicchio d'Aglio
- sale grosso
- un rametto di timo fresco
- 4/5 foglie di menta
- miscela di 4 pepi
Preparate le uova sode immergendole in una casseruola coperte di acqua fredda. Portate ad ebollizione e dal momento della bollitura date 8 minuti. Mettete la casseruola sotto l'acqua fredda corrente e fate raffreddare velocemente le uova poi sbucciatele. Tenete da parte.
Lessate la patata quindi eliminate la pelle e tagliatela a dadi non troppo piccoli. Tenete in caldo. 
Preparate il condimento. 
Pulite l'aglio eliminando la camicia ed il cuore. Immergetelo in acqua bollente per pochi istanti quindi mettetelo in un mortaio, un pizzico di sale grosso e cominciate a pestare bene fino a che non otterrete una purea bianca. Aggiungete quindi la panna e l'olio a filo e continuate a pestare per far incorporare bene l'olio. Quando otterrete un composto liscio e cremoso, aggiungete le foglioline di timo e la menta tagliata a julienne sottilissima. 
Mescolate bene.
Cominciate ad assemblare il piatto. 
Disponete il lattughino ed gli spinacini sulla base del piatto in uno strato non troppo spesso. 
Spargete i dadi di patata ancora calda sull'insalata.
Tagliate le 2 uova in quarti e sistematele sul piatto.
Tagliate le acciughe a pezzetti o se gradite, arrotolatele come ho fatto io e disponetele sul piatto.
Spargete le olive taggiasche e disponete con grazia i fiori di cappero.
Ultimate con il condimento ed una macinata di miscela di 4 pepi. 
Servite con crostini di Ciabatta francese tostati sul grill e conditi con olio Extra vergine e Fleur del Sel. 

Set da insalata Venice - Esna
Con questa proposta partecipo con entusiasmo all' MTC di giugno con la Caesar Salad di Leo 





mercoledì 6 marzo 2013

La luce del sole ci risveglia: Insalata mista di radicchi con pollo glassato alla gelatina di balsamico.

The sun does' t like you - Norah Jones
Ricetta super fast, super light, super easy e super tasty. 
Oggi mi va così. 
Abbiate pazienza ma sarà l'aria leggermente primaverile, quel friccicorino che si sente galleggiare intorno a noi, quella vaga sensazione di risveglio dopo un lungo sonno....è l'effetto della luce
Ha una potenza incredibile. 
La capacità del sole di farci sentire vitali. 
Come ho già detto in passato, la primavera non è il mio periodo migliore causa allergia, ma è indubbio che questa meravigliosa sensazione di rinascita sia irresistibile. 
Quello che scatta immediatamente in me è la voglia di colore
La voglia di circondarmi di tanto colore, addosso, sulla tavola, in casa....
La seconda necessità è quella di trascorrere il più tempo possibile all'esterno. Come fanno i popoli del nord, solo che a loro questa opportunità è data a partire da maggio, quando le giornate si allungano e la temperatura comincia ad essere clemente. 
Lo so che non devo cantare vittoria per il momento, ma un week end pieno di sole come quello appena passato è di certo incoraggiante.
Mi è bastato incontrare un gruppo di care amiche e non rendersi conto neanche che le ore fossero volate chiacchierando a raffica, per aver dato senso ad una domenica. 
Ma torniamo alla ricetta. Oggi non voglio tediarvi. E' solo che sono giunta ad una considerazione. In certe situazioni non c'è altra soluzione che cercare la semplicità. Soprattutto quando ti trovi di fronte a dei prodotti che già da soli ti lasciano senza parole. 
Per partecipare al contest della futura chef stellata Ema Arricciaspiccia (e non lo dico scherzando, ma sono serissima - il tempo mi darà ragione), mi sono state inviate dalla Prunotto, delle gelatine e delle composte stratosferiche. 
Ho dovuto tenere calmo l'entusiasmo per evitare di finirmi i vasetti a cucchiaiate. 
Ci è stato richiesto di creare delle ricette salate su cui potessero essere valorizzate queste preparazioni, quando già da sole queste si valorizzano, perché sono assolutamente perfette. 
Ho pensato ad un milione di possibilità ed ho ancora 3 prodotti da abbinare, ma ogni volta che mi addentravo in ricette complesse, il vasetto mi guardava scuotendo la testa con aria infastidita. 
Solo all'ultimo, stimolata dal bel sole che splendeva fuori, ho deciso di farmi un' insalata. 
E ci ho infilato la gelatina di balsamico.  
Insalata di radicchi misti con pollo glassato al balsamico, scaglie  di Parmigiano delle Vacche Rosse e semi di zucca tostati.
Questo è il genere di piatto che mi preparo spesso. 
Non questo in particolare, ma adoro le insalate piene di sorprese, sapori e consistenze diversi. Così grazie a dei bei cespi di radicchi veneti che avevo in casa, un bel pezzo di parmigiano delle Vacche Rosse stagionato 32 mesi e la gelatina di balsamico, ho buttato lì questa semplice idea, senza pretese e molto salutare. Si prepara tempo zero e anche questo ha il suo bel perché! 
Ingredienti per 2 persone:
2 fette di petto di pollo da 80 gr ciascuna
- un piccolo cespo di radicchio di Verona
- un piccolo cespo di radicchio tardivo di Treviso
- qualche bella foglia di Variegato di Castelfranco Veneto
- 40 gr per piatto di scaglie di parmigiano Vacche Rosse
- 2 manciate di semi di zucca tostati
- Sale 
- Olio extravergine
- 2 cucchiaini di gelatina di balsamico 
Pulire i radicchi lasciando intere le foglie del Variegato e di quello di Verona. Tagliare a striscioline il radicchio di Treviso. Mettere da parte. 
Su una padella antiaderente salare il fondo della padella, farla scaldare quindi mettere a cuocere i petti di pollo e portarli a cottura aggiustando di sale.
Poco prima di toglierli, aggiungere in padella 2 cucchiaini di gelatina di balsamico che si scioglierà, glassando i petti di pollo. Togliere dal fuoco e tenere in caldo.
Sistemare le foglie grandi del Variegato sui piatti di portata, quindi aggiungere il radicchio di Verona e quello di Treviso disponendoli con grazia. 
Aggiungete il petto di pollo tagliato a filettini, i parmigiano a scaglie ed semi di zucca tostati. Condire con generoso olio extravergine, aggiustare di sale e servire accompagnata da crostini de vostro pane preferito. 
Con questa ricetta partecipo con grande piacere al Contest di Arricciaspiccia "Dolcemente Salato" in collaborazione con Prunotto, nella categoria Gelatina di Balsamico. 



mercoledì 23 maggio 2012

Tomato party: una festa in rosso per salutare Plenty e Ottolenghi

Lets call the whole thing off - George and Ira Gershwin
Quale cosa migliore di un party per chiudere la celebrazione del nostro Starbooks del mese, Plenty ?
Un party tutto rosso, succoso, acidulo e fresco come il sapore dei pomodori che Ottolenghi esalta in questo semplice piatto super estivo. 
"Tomato party", questo è il nome della ricetta che ho scelto oggi per chiudere il nostro ultimo appuntamento con questo libro meraviglioso. Ne ho già vantato la splendida accessibilità con le proposte precedenti ed a malincuore confesso il mio dispiacere nel riporlo. C'erano sicuramente almeno altre 5 ricette che avrei voluto raccontarvi, anzi prometto ritornerò presto sui miei passi, visto che l'estate chiama leggerezza e sapore e Ottolenghi in questo è un maestro
Mi è piaciuta immediatamente l'idea di utilizzare il couscous e la fregola per realizzare un'insalata inedita, un piatto che può diventare un perfetto contorno ad un piatto di pesce, penso ad una bella grigliata di spada o tonno, oppure ad essere arricchita trasformandola in un piatto completo con l'aggiunta di olive di Kalamata, feta sbriciolata e a chi piace, cipollina fresca tagliata sottile. Un connubio di mediterraneità che incontrerà il favore di molti palati. 
Per una conclusione davvero in bellezza, non perdetevi assolutamente i post delle altre Starbookers:
Socca a casa di Menu Turistico
Green Pancakes a casa di Ale Only Kitchen
Black Pepper Tofu a casa di Vissi d'Arte e di Cucina
Green Been Salad with Mustard seeds and Tarragon a casa di Insalata Mista
Ingredienti per 4 persone
- 125 gr di couscous
- 150 gr di Fregola
- Olio extra vergine d'oliva
- 150 ml di acqua bollente
- 300 gr di pomodori di tipo Perino tagliato in quarti per lunghezza
- 1 cucchiaio raso di zucchero
- 1 cucchiaio di aceto balsamico
- 150 gr di pomodori ciliegia gialli tagliati a metà
- 1 piccolo pomodoro verde tagliato in fette sottili
- 100 gr di pomodori ciliegino (io ho usato pachino e datterino)
- 2 cucchiai di origano fresco sminuzzato grossolanamente
- 2 cucchiai di dragoncello sminuzzato grossolanamente
- 3 cucchiai di menta sminuzzata grossolanamente
- 1 spicchio d'aglio schiacciato
- sale e pepe
Preriscaldate il forno a 170°. Mettete il cous cous in una ciotola con un pizzico di sale ed un goccio d'olio quindi versatevi sopra l'acqua bollente, mescolate e coprite la ciotola con una pellicola. Lasciate riposare per 12 minuti quindi togliete la pellicola e sgranate i chicchi con una forchetta e lasciate raffreddare. 
Buttate la fregola in una pentola di acqua salata in ebollizione e lasciate cuocere per c.ca 18 minuti, e comunque al dente. Scolate quindi sciacquate sotto l'acqua fredda. Lasciate asciugare completamente.
Nello stesso tempo sistemate i pomodori perini divisi in quarti, su una placca da forno rivestita di carta e cospargeteli con lo zucchero, il sale e pepe. Spruzzate un po' di aceto balsamico e olio sui pomodori e passate in forno. Dopo 20 minuti toglieteli dal forno, aumentata la temperatura a 200° ed aggiungete sulla placca i pomodorini gialli tagliati a metà. Continuate la cottura per altri 12 minuti.
Togliete il tutto e lasciate raffreddare. 
Mescolate cous cous insieme alla fregola su un piatto di portata. Aggiungete le erbe, l'aglio, i pomodori cotti con il loro succo, il pomodoro verde, i ciliegini o pachino. Mescolate con delicatezza usando le mani . Assaggiate per aggiustare aggiungendo a piacere olio, sale, pepe. 
NOTE PERSONALI:
- Ricetta assolutamente super estiva. Tenetela a mente per quando potrete disporre di una infinita varietà di pomodori succosi, e più ne userete, meglio sarà. Lo scopo di Ottolenghi è proprio quello di poter sfruttare il maggior numero di varietà per dare mille sfumature al sapore del sole. 
- Ho usato fregola sarda fatta a mano ed aromatizzata allo zafferano. Non si riesce a vedere dalle foto...immaginatela nei pallini grossi coperti di cous cous. Il contrasto tra le consistenze della granella di cous cous e la fregola è davvero molto piacevole all'assaggio.
- Non trovando i pomodorini gialli, ho usato i Majora sardi che hanno un consistenza molto morbida una volta cotti e sono estremamente succosi e dolci. Non ho resistito nell'aggiungere datterini e pachino alla festa in rosso, ma io li adoro.







mercoledì 16 maggio 2012

Amo la semplicità: Starbooks e Sauté di ceci con yogurt Greco

Cheek to Cheek - Ella Fitzgerald and Louis Armstrong
Ahhh, ma quanto è bella la semplicità? Quanto ci tranquillizzano le linee pulite, i colori armoniosamente fusi, quel piatto dove puoi riconoscere uno dopo l'altro tutti i sapori, che non per questo sono scollegati tra loro ma si uniscono in una sola perfetta armonia? Quanto è rassicurante il meno invece del più...
Per quanto mi riguarda, se mi osservo allo specchio prima di uscire, trovo sempre qualcosa da togliere piuttosto che da aggiungere. Sarà la mia atavica timidezza o il mio desiderio di passare inosservata. O forse semplicemente perché non amo gli orpelli. Amo il meno sul più. Amo la semplicità. 
Di conseguenza amo Plenty, questo incredibile libro protagonista di Starbooks di Maggio, scritto da Yotam Ottolenghi e che sta riservandomi delle entusiasmanti sorprese. Credo che sarà il mio libro dell'estate, il mio inno alla natura nel piatto, il mio asso nella manica per qualche cenetta speciale. Ed intendiamoci bene: essere semplici non significa "essere insipidi". Ognuna delle ricetta inserite nel libro, anche quelle più complesse, non richiede più di un'ora tra la preparazione e la cottura. Ma un'ora è già un record perché l'amore che Ottolenghi dimostra alle verdure, si esprime con cotture semplici, brevi, con pochissimi grassi e spesso secondo le tecniche di cottura orientali atte a preservare i vegetali belli croccanti e pieni di colore. Ogni ricetta ha una ricchezza di sapori ed aromi che le arriva da un sapiente uso delle spezie e delle erbe aromatiche e che Ottolenghi dimostra di conoscere in maniera magistrale. Ve lo prova il piatto che ho preparato per questo post: un'insalata di ceci, carote e bietole, saltati e serviti caldi o a temperatura ambiente. Tre sapori estremamente basici e votati al dolce che però vengono esaltati ed armonizzati dalla presenza del cumino, del coriandolo fresco e della menta. Il tocco dello yogurt finale, miscelato con l'olio d'oliva ad ammorbidirlo, è strepitoso. Abbraccia tutti i sapori e li seduce, li sposa in un impeto di freschezza. 
Non tralasciate lo yogurt greco e non usate un semplice yogurt bianco, non avreste lo stesso risultato. Questo è un piatto che potete preparare in esattamente 20 minuti se avete dei ceci già pronti. Io ho usato la mia scorta personale surgelata di ceci giganti che ho comprato in Molise e che ho preparato in giornate meno frenetiche. Provatelo, è veramente un piacere di leggerezza e semplicità. 
Proseguendo nella scoperta di Plenty, potrete trovare altre 4 meravigliose ricette testate dalle mie compagne di avventura e che trovate qui di seguito:
Melanzane Tricolori e pomodorini alle Erbe - a casa di Menu Turistico 
Cous cous verde - a casa di Ale Only Kitchen
Itamar's Bulghar Pilaf - a casa di Insalata Mista
Crostini di pere - a casa di Vissi d'Arte e di Cucina
Ingredienti per 4 persone
300 gr di bietola
75 ml di olio extra vergine d'oliva più un goccio per finire
4 carote medie pelate e tagliate in dadini di 1 cm di lato
1 cucchiaino di semi di cumino
250 gr di ceci preparati freschi (oppure in barattolo)
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di menta sminuzzata
1 cucchiaio di coriandolo fresco sminuzzato
1 cucchiaio di succo di limone
sale e pepe nero
Per la salsa
100 gr di yogurt Greco 
1 cucchiaio di olio d'oliva
Separate i gambi bianchi dalle foglie della bietola. Eliminate i fili e riduceteli in bastoncini quindi buttateli in acqua bollente salata e fate cuocere per 3 minuti. Aggiungete le foglie e continuate a cuocere per altri 2 minuti. Al termine scolate il tutto e raffreddatela sotto acqua corrente. Strizzate bene e sminuzzate grossolanamente. 
Scaldate l'olio d'oliva in una larga padella dal fondo spesso. Aggiungete le carote e fate saltare per 5 minuti a fuoco medio. Aggiungete la bietola ed i ceci e continuate a cuocere per altri e 6 minuti almeno. Adesso aggiungete l'aglio, le erbe aromatiche, il succo di limone, sale e pepe. 
Rimuovete dal fuoco e lasciate raffreddare un po'. Assaggiate ed aggiustate di sale e pepe. 
Per servire, miscelate bene l'olio con lo yogurt ed un pizzico di sale e pepe. Sistemate le verdure nei piatti da portata e versate con un cucchiaio lo yogurt sulla cima. Spargete del pepe macinato fresco e versate un filo d'olio per completare. 
NOTE PERSONALI:
- Semplice, semplice, buonissima. Io non avendo a disposizione il coriandolo fresco, ho passato nel mortaio alcuni semini di coriandolo e li ho polverizzati cospargendoli sul piatto. Sicuramente il risultato è diverso, ma a me non è dispiaciuto assolutamente. Anzi, la nota dolciastra del coriandolo si sposa perfettamente con le verdure del piatto. 
- E' un insalata che non si apprezza completamente se fredda di frigo. Un piatto estivo molto rinfrescante e nutriente grazie alle proteine del mio legume preferito, il cece. Ma servirla fredda significa mortificare i sapori e svilirli. Tiepida o a temperatura ambiente sarà perfetta. 
- Seguite i tempi di cottura della bietola. Deve poter mantenere una certa croccantezza. 
- Può senza problemi essere un perfetto piatto unico da portarsi nella schiscetta in ufficio. 
- La nota in rossa nella ricetta è una mia aggiunta. 
 E con questa deliziosa ricetta vi invito a seguirci mercoledì prossimo con l'ultima ricetta dello Starbooks di maggio dedicato a Plenty.


Con questa ricetta partecipo al contesti di Patrizia " Oggi pranzo fuori"