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mercoledì 7 gennaio 2015

Avanti veloce: Maki di galette con grano saraceno ripieni di indivia e speck croccante.

Putesse essere allero - Pino Daniele 
Sarà che quando scavalchiamo la mezzanotte del 31 dicembre addentrandoci nel buio di un nuovo anno  io non mi sento mai troppo allegra.
Sarà che sono nata a gennaio e che insieme all'anno appena passato, se ne va subito anche un altro della mia vita.
Sarà che quando insieme ad un anno si spegne anche un grande artista le cui canzoni sono legate a doppio filo alla tua spensieratezza giovanile, prova tu a darti risposte consolanti agli inevitabili perché.
Sarà che sono un anno più vecchia.
Beh, saranno tutte queste cose ma non ce la faccio a scrivere un post edificante, pieno di buoni propositi, maturo, consolatorio, ironico, intelligente.
Anzi.
Avrei voglia di scrivere qualcosa di assolutamente sguaiato, balordo, maleducato, cinico, beffardo, cattivo, 'gnorante e ciuco.
Liberatorio insomma.
Ma puntualmente non lo farò perché di sguaiatezza ce n'è più che a sufficienza intorno a noi.
Riemergo mezza influenzata dai bagordi delle feste, con qualche centimetro di ricrescita bianca sui miei capelli e di ciccia sui miei fianchi e mentre mi guardo allo specchio cercando di riconoscermi (vi capita mai di guardarvi dritte negli occhi e trovarvi estranee?), provo a convincermi che basterà una tinta ed una dieta a rimettermi in forma.
Ci sono momenti, molto più frequenti ultimamente, in cui la memoria si prende gioco di me, lanciandomi random, immagini di me ragazza, di luoghi, voci, risate, musica.
Situazioni che mi sembra impossibile avere vissuto, ricordi abbandonati nella fretta di andare, chissà dove poi.
Come se la mia vita sia andata avanti veloce, governata da un telecomando impazzito nelle mani di un bambino capriccioso.
Invece sono ancora qui, davanti a questa tastiera, e mi sembra in realtà di non essere mai andata più lontana di così.
Certo che quando ho voglia di amareggiarmi, ci riesco bene.
La prima ricetta dell'anno è qualcosa di semplice travestito da ricetta figa. Perché non c'è più nulla di rustico di una galette al grano saraceno, quelle che usiamo per preparare le famose Galettes Bretonnes, crepes salate ripiene di prosciutto, formaggio e uovo all'occhio di bue che molti di voi avranno almeno una volta mangiato in Francia.
Con le galette di grano saraceno si possono fare moltissime preparazioni gustose e questa è un'idea che mi è venuta per l'ultimo numero di ThreeF dedicato ai finger food.
Potete sfogliarlo proprio qui accanto.
Provateci, sono deliziose e facili nonostante le diverse preparazioni.
PER 4 persone
Per le galette
20 g di burro salato fuso
1 uovo
150 g di farina di grano saraceno
2 cucchiai da minestra di farina 00
150 ml di latte
150 ml di acqua
1 pizzico di sale
1 noce di burro per la cottura
Per il ripieno
3 cespi di Indivia belga
1 porro
1 noce di burro
100 g di robiola di capra
4 fette di speck tagliato non troppo sottile
sale – pepe macinato fresco
Preparate la pastella per i Maki. Fate fondere il burro e tenetelo da parte.
Versate le due farine ed il sale in una ciotola, mischiatele con un cucchiaio quindi fate una fontana.
Sbattete l’uovo e versatelo nella fontana. Cominciate ad incorporare la farina mescolando ed aggiungendo il burro a filo.
Successivamente versate lentamente la miscela di latte ed acqua  e cominciate a mischiare con una frusta fino ad ottenere una crema fluida.
Fate riposare coperta per un’ora.
Intanto preparate il ripieno.
Lavate con cura l’indivia eliminando le foglie esterne e la base dura.
Affettatatela a rondelle sottili.
In una larga padella fate sciogliere il burro e cuocete il porro affettato sottilmente, facendolo passire a fiamma molto dolce per circa 5 minuti. Quando sarà morbido (se necessario aggiungete un cucchiaio d’acqua), aggiungete l’indivia e continuate la cottura a fiamma media.
Mescolate il porro e l’indivia e fate stufare per c.ca 8 minuti, salando alla fine della cottura.
Tenete da parte e fate raffreddare.
Versate la verdura in una ciotola ed aggiungete la robiola.
In una padella antiaderente molto calda, mettete le fette di speck e fatele rosolare su entrambi i lati fino a che non siano croccanti.
Toglietele dalla padella ed asciugatele fra due fogli di carta assorbente. Riducetele a grosse briciole e tenete dei pezzettini per decorare i Maki.
Aggiungete lo speck alle verdure e robiola e mescolate bene con un cucchiaio di legno.
Il ripieno è pronto.
Cuocete le galette.
In una padella antiaderente di c.ca 30 cm di diametro mettete una noce di burro e fatela sciogliere. Quando è ben calda, versate un mestolino di pastella e ruotate il fondo della padella per far spandere l’impasto su tutta la superficie.
La prima galette vi servirà ad aggiustare la temperatura, inoltre non dovrete aggiungere burro per le successive cotture.
Quando i bordi cominceranno a staccarsi ed a dorarsi, ed al centro compariranno dei piccoli buchi, con una spatola sottile girate la galette e proseguite la cottura. Vi serviranno da 1 a 2 minuti a lato.
Impilate le galette per tenerle calde via via che le fate.
Stendete le galette su un tagliere e spalmatele con il ripieno.
Arrotolatele su loro stesse e ricavate i Maki tagliando dei rotolini di c.ca 4 cm di altezza.
Con un pochino di ripieno rifinite il Maki ed guarnitelo con lo speck croccante.
Serviteli a temperatura ambiente. 

martedì 2 dicembre 2014

ThreeF nr 8: il gusto in punta di dita

Falling slowly - Once
Un nuovo sognante appuntamento con la rivista ThreeF, che questa volta vi prende in punta di dita e vi guida dentro un numero fatto di cose piccole, minute, delicate.
Pezzi unici da portare in tavola giocando, certi della sorpresa che si stamperà sul volto dei vostri ospiti.
Un mondo di ricette che arrivano direttamente da Lilliput, per il piacere di una serata diversa fatta di fantasia e grazia.
Questo numero è dedicato al cibo da prendere con le mani e portare direttamente alla bocca senza l'aiuto di posate, a parte i cucchiaini che vi serviranno a scalare questi Mont Blanc.
Finger food è un termine che non amo, ma che universalmente racconta il piacere di toccare il cibo. Mangiare con le mani è un'azione all'origine della nostra civiltà e tutt'ora fondamentale momento di convivio in molte culture.
Io lo trovo intimo e rilassato, un po' come questo ThreeF, ancora una volta bello, elegante e con una personalità tutta sua.
Qua e là, sprazzi di Natale, un richiamo alle feste che arrivano ma che non fanno di questo numero, un appuntamento natalizio.
Vi invito a sfogliarlo perché le ispirazioni saranno tantissime. Troverete il link nella sidebar.
Divertitevi ed innamoratevi.
Come è successo a me.

lunedì 1 settembre 2014

Settembre ricomincia con ThreeF

The sweetest thing - U2
Considerando l'estate appena passata, fatta di bombe d'acqua (e non gavettoni), temporali al limite del nubifragio, vento inarrestabile, grandine e si, anche neve, probabilmente il mese di Settembre che sta appena cominciando, ci riserverà giornate calde e temperate dal colore dorato.
Dico probabilmente perché gli ultimi mesi ci hanno provato che nulla, mai va dato per scontato quando si parla di meteo.
In ogni caso, se avete nostalgia di calore e cercate l'evasione dalle rogne del maltempo, ci ha pensato la Redazione di ThreeF a creare l'atmosfera perfetta per imprigionare la bellezza dell'estate.
Tra le pagine del numero di Settembre, che potrete sfogliare a partire da oggi, c'è tutta la fantasia e creatività delle amiche in materia di recupero e trasformazione.
Nulla si spreca e tutto si rinnova, sempre con un occhio attento alla stagionalità ed al sapore, al gusto.
Immagini come sempre bellissime ed evocative, con il tocco minimale e delicato che contraddistingue lo stile di ThreeF.
Inoltre potrete scoprire qualcosa delle persone che da ormai 7 numeri, lavorano dietro lo quinte di questo piccolo gioiello. Le tre F misteriose che per la prima volta si presentano a voi.
Scaricate e sfogliate il numero 7 di ThreeF e buona lettura a tutti.

martedì 3 giugno 2014

Giugno è un soffio di libertà e bellezza con ThreeF #6

Magic - Coldplay
Avete aspettato e forse ve ne siete anche dimenticati.
Ma alla fine il 1 giugno è arrivato e con lui, su una brezza leggera, è approdato il nuovo numero di ThreeF.
Che senza falsa modestia è una delle cose più belle presenti nel web in questo momento.
Lo dico in maniera molto obiettiva e non perché ci sia anche un piccolo contributo della sottoscritta. Perché, veramente, ogni sua pagina trasuda bellezza, emozione, poesia e amore per il bello.
Dentro ThreeF, siamo oltre le ricette, oltre la cucina, oltre il cibo.
Sfogliare ThreeF è fare un viaggio.
L'ho già detto e non mi stancherò di ripeterlo. Una rivista senza parole perché a parlare bastano le immagini.
Immagini sognate, rubate e raccolte da uomini e donne con uno sguardo così vivo e curioso da inventare ogni volta una storia indimenticabile.
Trovate qualche minuto del vostro tempo per scoprire la storia raccontata in questo numero.
Che ha anche fare con la strada, con la libertà, con l'ancestrale uso delle mani che portano generose il cibo alla bocca e lo fanno con allegria e sfrontatezza. Di fronte al mondo.
Il cibo della strada è il cibo dell'anima.
Che si abbandona all'esperienza come dovete fare voi leggendo questo nuovo numero (potete sfogliando direttamente dalla sidebar del mio blog).
Prima che l'estate arrivi, tanto la troverete tutta qui dentro.
Sono molto felice di condividerlo con voi.
Un bacio


lunedì 2 dicembre 2013

Threef nr 4: Winter Wonderland

Winter Wonderland - Ray Charles
Con un freddo degno di nota, Dicembre è arrivato anche quest'anno.
Veloce, improvviso, ogni anno di più.
E con Dicembre è arrivato il primo regalo del mese: il nuovo numero di Threef.
Bello, intenso, limpido come la luce ghiacciata dell'inverno ma caldo e confortante come le nostre case divenute rifugio, nido per i giorni più freddi.
Stupende suggestioni, immagini come al solito incantevoli e piene di poesia.
Ricette che avrete voglia di ripetere immediatamente.
Ancora una volta e sempre di più, sono immensamente felice di far parte di questo gruppo di sognatori che riescono a raccontare storie così speciali.
Buona lettura.



martedì 1 ottobre 2013

Appuntamento con l'emozione: ThreeF number 3!

Smooth - Santana
Tarte meringate con mirtilli e marmellata di prugne - ricetta su ThreeF nr 3
Primo Ottobre. 
E come ogni primo giorno ogni due mesi, cade l'appuntamento con l'emozione. 
Ovviamente parlo della mia emozione, quella per cui mi ritrovo la lingua appiccicata al palato e che mi impedisce di proferire parola ogni qualvolta sfoglio le pagine di questa rivista. 
Una piccola redazione nata dal nulla, anzi, da un'idea che ha continuato a volteggiare nell'aria fino a che un manipolo di coraggiose ha deciso di afferrarla e farla propria. 
Un lavoro lungo, impegnativo, ragionato e profondamente sentito che ha dato vita a pagine eloquenti più di mille parole. 
Che c'azzecco io, vi chiederete
E' quello che mi chiedo anche io da qualche mese a questa parte, ma le temerarie autrici del progetto hanno deciso che non avrei fatto poi così troppa confusione e mi hanno invitato a pasticciare alla mia maniera. 
Non voglio dilungarmi con inutili parole. 
Vi esorto a sfogliare ThreeF di Ottobre, il famigerato numero 3, ed a farvi un'idea. E poi ditemi se questo viaggio vi è piaciuto. 
Succede che non si abbia tempo o denaro per viaggiare. 
Chiaramente è un peccato. Quando vi capita, non vi crucciate. 
Attendete l'occasione buona, ma nel frattempo, leggete THREEF. 

lunedì 5 agosto 2013

UNA LETTURA PER L'ESTATE: BUONE VACANZE CON THREEF!

Come foglie - Malika Ayane
Andante con gusto chiude ufficialmente per ferie! 
Spento il gas, chiusa l'acqua, sprangate le finestre e svuotato il frigorifero dalle ultime cose deperibili, riempite le valige di costumi, libri e macchina fotografica, il bloggino e la sua proprietaria si accingono a levare il disturbo per il prossimo mese. 
Vi lascio con un nuovo stupendo numero di Threef, che potrete sfogliare direttamente cliccando sull'icona nella sidebar, uscita fresca fresca il 1 agosto scorso, perfetta per questi giorni lenti, assolati, che profumano di resina di pino e di salmastro. 
Finalmente vacanze. 
Non si cucinerà per un bel po', o se lo faremo, sarà per preparare piatti freschi e appetitosi come una panzanella, da mangiare anche in spiaggia se ci va, o da portarsi dietro per un bel picnic in piscina (per chi in ferie ancora nisba!). 
Vi prego di dare anche un'occhiata al sito di ThreeF curato magicamente dalle 3 meravigliose Fausta, Federica e Francesca, nonché dalla mano attenta di Valeria. Potete leggere di loro e di tutto il gruppo di entusiasti che hanno contribuito a realizzare, ancora una volta, un numero così bello.
A tutte voi, care amiche che passerete di qua, un forte abbraccio la raccomandazione di mollare tutto per qualche settimana.
Un po' tempo solo per voi è il regalo più grande. 
Ci rivediamo a Settembre! Pat 

lunedì 3 giugno 2013

ThreeF: non solo ricette

You're beautiful - James Blunt 
Quando ho aperto il blog un milione di anni fa (non è vero ma la sensazione è quella), la prima cosa che ho pensato è che non sarei mai stata in grado di gestire il lato "immagini" del mio diario gastronomico. 
Cucinavo con passione, scrivevo con grande gioia, ma sul lato fotografia ero completamente annichilita da quello che vedevo in giro: foto professionali, creative, di una bellezza imbarazzante. 
Un esercito di aliene con reflex incorporata vagava sicuro nella blogosfera ed il mio pensiero è stato: ma c'è proprio bisogno dell'ennesimo blog di cucina?
Ho preso un grande respiro e mi sono detta che tenere questo diario on line non avrebbe aiutato nessuno, ma di certo avrebbe divertito me e questa era la cosa più importante.
Non avevo fatto i conti con il mio carattere né con la mia propensione ad assecondare le passioni volatili che periodicamente si impossessano della sottoscritta e la possiedono. 
Quando qualcosa mi prende davvero, io devo andare a fondo e scoprire il più possibile, imparare e diventare artefice, avere il completo controllo di ciò che sto facendo
Senza di questo, la fiamma dentro di me si spegne e finisco con l'abbandonare tutto. 
Quello che è successo con il blog sul lato fotografia, è stato esattamente questo: la piccola compatta, che mi ha accompagnato nel primo anno e mezzo di blog, ha lasciato il passo ad una reflex per la quale ho perso la testa e che detiene un'enormità di segreti ancora da svelare. Ed il mistero ovviamente, tiene accesa la passione.
Mai avrei pensato di poter un giorno, collaborare ad una rivista come ThreeF, che dell'immagine e dell'eleganza ha fatto la sua nota distintiva.  
Oggi, con un impeto di orgoglio e malcelato imbarazzo, posso dire "ci sono anche io", ma vivo nonostante tutto ancora un senso di inadeguatezza di fronte alla bravura di tutte le stupende amiche ed amici che hanno collaborato e danno vita ad una pubblicazione di questo livello.
ThreeF non è una rivista di cucina. 
ThreeF è un viaggio emotivo nel colore che guida le immagini e la nostra fantasia. 
Il grande potere evocativo di ThreeF sta nell'abilità di chi lo costruisce e nella maniera in cui, attraverso collegamenti cromatici, si racconta una storia. 
Le ricette non sono il fine, ma il mezzo, e a chi cerca ricette in questa rivista, io dico: guarda più a fondo. 
Personalmente sfogliandola ho avuto grandi emozioni. 
Viaggiatrice nell'anima, mi sono sentita trasportare lontano, ho sentito il salmastro sulle labbra, il profumo delle spezie portate dal vento, il calore del sole lambirmi i capelli. 
Ho udito il brusio della gente accalcata di fronte a bancarelle di souvenirs e lo scalpiccio di piedini vivaci che giocano in cortile. 
Ho ascoltato il rumore delle cicale e la voce delle donne che tendono i panni allo spuntare del sole. Da lontano, lo scampanellio di biciclette che volano su una strada sterrata alzando la polvere. 
Se guarderete più a fondo, allora troverete davvero ThreeF. 
Grazie Federica, Grazie Fausta, Grazie Francesca, con tutto il cuore. 
Vi invito a sfogliarla, a gustarvela con lentezza, a lasciarvi andare con la fantasia. Per le ricette ovviamente, potrete leggerle sulla rivista oppure stamparvele andando qui
Le ragazze della redazione hanno previsto tutto, anche magnifici pdf da stampare e conservare gelosamente. 
Non mi resta che augurarvi buon viaggio!