Fool on the hill - The Beatles
La ragione per cui siamo tutte pazze per questo bel ragazzone sano, schietto, entusiasta e profondamente convinto del messaggio che da anni porta avanti a voce piena auspicando rivoluzioni alimentari là dove le rivoluzioni sembrano impossibili, è soprattutto una: la coerenza di chi fa ciò che predica. Ci piace perché il suo credere in ciò di cui è convinto, è sincero e lo trasmette con una onestà intellettuale davanti alla quale non possiamo che capitolare conquistate. Nel suo lungo percorso di crescita durante il quale ha potuto confrontarsi con le cucine di mezzo mondo, la chiave di tutto è sempre stata: cucina sana. In questo libro, ovviamente costruito intorno alla tradizione gastronomica britannica, si percepisce fortemente il suo costante occhio alla dieta mediterranea, le cui basi arrivano a "contaminare" anche alcuni dei piatti più tradizionali elevandoli verso una dimensione più salutare. Un elemento chiave di questa rilettura è l'uso dell'olio extra vergine, di cui Jamie è innamorato (Jamie Santo Subito!). L'olio extra vergine ha quasi completamente sostituto l'uso di grassi animali nella sua cucina. A parte il burro presente in molti dolci, l'olio extra vergine è alla base di quasi tutti i piatti in questa pubblicazione. E non si può certo dire che l'olio sia un prodotto tradizionale della cucina del Regno Unito!
La ricetta a cui mi sono dedicata per questo ennesimo appuntamento Starbooks, è una insalata di pollo "arrosto" la cui preparazione mi ha fatto trascorrere un paio d'ore in totale allegria. Puro divertimento nella preparazione degli ingredienti, nella cottura, nell'allestimento finale del piatto. In tutta la durata dell'esecuzione, ho goduto di un 100% puro Jamie. Il risultato finale è un piatto assolutamente squisito, molto estivo nei sapori e nei colori e molto, molto goloso: perfetto per un picnic ma anche per essere consumato il giorno dopo nella vostra schiscetta in ufficio. Un piatto bello a vedersi, ricco di consistenze diverse e sapori che si amalgamano armoniosamente in un disordine creativo ed irresistibile. La preparazione è facilissima. Ve la lascio dalle stesse parole di Jamie.
Prima di passare alla ricetta in dettaglio, vi ricordo che oggi potrete continuare il viaggio nel mondo di Jamie e la sua cucina Britannica "Da Pub" attraverso gli incredibili post delle mie compagne di avventura, e vi garantisco che troverete delle ricette veramente irresistibili:
Toad in the Hole a casa di Menu Turistico
Crispy roasted fishcakes a casa di Ale only Kitchen
Paté di trota affumicata con Yorkshire Puddings a casa di Vissi d'Arte...e di cucina
Happy Fish pie and shaved fennel and celery salad with anchovies a casa di Poveri ma belli e buoni.
BUON DIVERTIMENTO!
Per il pollo arrosto
olio di oliva
1 pollo ruspante da 1,2 kg
sale marino-pepe
1 mazzetto di timo fresco
1 limone
400 g di pomodori ciliegini
1 testa d'aglio
Per l'insalata
ca.300 gr di pane casereccio
6 fettine di pancetta affumicata di ottima qualità
200 gr di fagiolini verdi
olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di mostarda in grani
aceto di sidro (io aceto di mele)
un mazzetto di prezzemolo a foglia piatta
un mazzetto di menta fresca
6 cipollotti
Preriscaldate il forno a 200°C. Irrorate il pollo di olio e cospargetelo con olio e pepe. Spargete le foglioline di timo sulla superficie del pollo conservando i rametti e massaggiate bene tutti gli aromi sulla pelle. Tagliate in due il limone ed inseritelo nella cavità insieme ai rametti di timo. Disponete il pollo su una larga pirofila (25x32 cm), e cuocete in forno per c.ca 1 ora.
Nel frattempo, tagliate a metà i pomodorini, schiacciate la testa d'aglio e pulite gli spicchi liberandoli dalla camicia. Dopo c.ca 30 minuti versate i pomodorini e l'aglio nella pirofila con il pollo, tenendo possibilmente il pollo sollevato con delle pinze da cucina, distribuendo il tutto bene sulla superficie, mescolando bene i pomodorini con il succo formatosi. Riponete il pollo sui pomodorini e rimettete il tutto in forno per altri 30 minuti o fino a che il pollo non sia dorato ed dalle cosce non esca un succo chiaro se premute con un coltello.
Trasferite il pollo su un piatto, copritelo con un foglio di alluminio e lasciatelo raffreddare.
Riducete il pane in bocconi grossi come un pollice e disponeteli nella pirofila con i pomodori ed insaporiteli bene con il succo. Appoggiate le fettine di pancetta sul crostoni di pane e mettete la teglia in forno da 15 a 20 minuti o fino a tutto non sia croccante, dorato e appetitoso.
Contemporaneamente rimuovete completamente la pelle del pollo e tenetela da parte, quindi usate 2 forchette per sfilacciate fino all'ultimo pezzetto di carne dalle ossa. Distribuite la polpa su di una larga ciotola ed irroratela con il succhi rimasti dalla cottura. Cuocete i fagiolini in acqua bollente salata per 5/6 minuti, cotti ma ancora al dente. Scolateli velocemente ed aggiungeteli al piatto con la carne con 5 o 6 cucchiai di ottimo olio extra vergine d'oliva, la mostarda ed qualche spruzzo di aceto di mele. Tritate il prezzemolo e la menta ed affettate finemente i cipollotti. Aggiungeteli alla ciotola, mischiate tutto con cura ed assaggiate aggiustando di aceto o condimento a piacere. Una volta che i crostoni di pane sono dorati, aggiungete velocemente la pelle di pollo nella pirofila (evitatelo se desiderate un piatto più sano), e mettete al forno fino a che nuovamente non sia croccante. Una volta pronta e appetitosa, togliete tutto dalla ciotola e disponete su un bel piatto da portata. Mescolate bene il tutto e servite a centro tavola.
"Potrei dirvi che questo è un meraviglioso modo di utilizzare gli avanzi del pollo, e sarebbe vero, ma vale assolutamente la pena cucinare alla perfezione un pollo intero per preparare questa splendida insalata". J. Oliver
mercoledì 14 marzo 2012
lunedì 12 marzo 2012
Fred Astaire o Gene Kelly? La ciambella classica di Santin
Go home with Bonnie Jean - Brigadoon
Quando ero ragazzina ricordo che alla televisione passavano spesso dei meravigliosi film in grado di risucchiarti in un attimo dentro un sogno. Ve li ricordate Fred Astaire e Ginger Rogers? E che mi dite di Gene Kelly e Cyd Charisse? Ci fu un periodo che la Rai passò l'intera produzione dei film di Fred Astaire che io adoravo letteralmente: da "Cappello a Cilindro" a "Papà Gambalunga", passando da "Cenerentola a Parigi" a "Seguendo la Flotta"...solo alcuni dei titoli che ricordo e che onestamente rivedrei con grande gioia. Questi film erano per lo più in bianco e nero ma non mi impedivano di immaginare tutti i colori di quelle storie così lievi, divertenti, pulite, fatte di abiti di chiffon e bastoni con il pomello di madreperla, saloni eleganti ed orchestre impegnate a suonare una musica così incantevole da strapparti i passetti dai piedi. E poi c'era lui: quel fuscello d'uomo in grado di sfidare la forza di gravità a colpi di tip tap. Quel viso scarno, un corpo minuto ed agile come un giunco, un sorriso malandrino che conquistava tutte le ragazze della storia senza difficoltà.
Più avanti nel tempo, probabilmente tra i miei 15 e 17 anni, mi resi conto che nel mio cuore Gene Kelly aveva preso definitivamente il posto di Fred. Non per niente "Brigadoon" resta ed è uno dei miei musical preferiti, anzi per me è Il Musical, una sorta di film feticcio, un simbolo dell'unione tra me e mio marito, qualcosa di intimamente condiviso che spesso rivediamo insieme e che ci fa sognare.
Insomma, Gene Kelly, con la sua sfacciata fisicità, la sua agilità d'atleta e la sua grazia inaspettata, la sua voce soffiata e lievemente roca mi aveva definitivamente conquistato, facendomi riporre quelle immagini in bianco e nero nella mia fantasia di bambina. Ve lo ricordate in "Un americano a Parigi"? E in "Due Marinai e una ragazza" con un giovanissimo ed incredibile Frank Sinatra? E poi, in veste avventurosa nella più bella versione mai prodotta dei "Tre Moschettieri"? Maurice Bejart, uno dei più grandi coreografi del secolo scorso, parlando di Gene Kelly, disse che il suo meraviglioso talento non aveva nulla da invidiare a Nurejev.
Perché non abbiamo la fortuna di godere nuovamente della visione di queste pellicole insieme ai nostri bambini? Perché non possiamo condividere la famosa scena di "Cantando sotto la pioggia", un vero e proprio inno alla felicità, forse il più bello mai proposto dal cinema, in una serata in famiglia?
E voi, per chi batteva il vostro cuore tra Fred e Gene, se amate il genere?
Quando penso due dei nostri pasticcieri più famosi, quelli che godono maggiormente il privilegio della visibilità televisiva come Montersino e Santin, mi viene in mente la storica competizione tra Fred Astaire e Gene Kelly, i due ballerini che hanno fatto la storia del musical americano. In piccolo, ovviamente, i nostri due artisti del dolce, hanno creato due vere e proprie fanzine, sostenitori appassionati che li adorano e li seguono con grande interesse cercando di riprodurre i loro capolavori.
Spero che non me ne vogliate, ma faccio un gioco: io vedo Montersino come Fred Astaire, ballerino dalla tecnica ineguagliabile, capace di coreografie difficilissime ed estremamente elaborate mentre Santin è il Gene Kelly dei pasticceri, più fisico, terreno, di grandissima tecnica e sensualità nel gesto. Entrambi sull'Olimpo della pasticceria italiana.
Un dolce terreno, facile ma non scontato come si può immaginare. La ciambella classica di Santin mi ha fatto desiderare di essere già a colazione per provare l'inzuppo nel latte. Non ho resistito però alla tazza di te e golosamente l'ho accompagnata da una composta di fragoline di bosco. Un sogno di morbidezza. Eccovi la ricetta pubblicata sul suo ultimo libro "Pasticceria, le mie ricette di base"
300 gr di Farina
250 gr di zucchero
4 uova
1 bicchiere di olio di semi
1/2 bicchiere di latte
7 gr di lievito per dolci
5 gr di sale fino
zeste di limone o arancio o vaniglia (a vs. preferenza).
Battere i tuorli con lo zucchero, il sale e l'aroma scelto. Montateli fino a renderli spumosi. Aggiungete l'olio ed il latte e mescolate. Per ultimo unite la farina setacciata con il lievito. Montate gli albumi a neve ferma ed uniteli al composto con molta delicatezza. Versate in uno stampo da ciambella imburrato ed informate a 180° per 40/45 minuti. Fate raffreddare bene prima di sformarla.
Più avanti nel tempo, probabilmente tra i miei 15 e 17 anni, mi resi conto che nel mio cuore Gene Kelly aveva preso definitivamente il posto di Fred. Non per niente "Brigadoon" resta ed è uno dei miei musical preferiti, anzi per me è Il Musical, una sorta di film feticcio, un simbolo dell'unione tra me e mio marito, qualcosa di intimamente condiviso che spesso rivediamo insieme e che ci fa sognare.
Insomma, Gene Kelly, con la sua sfacciata fisicità, la sua agilità d'atleta e la sua grazia inaspettata, la sua voce soffiata e lievemente roca mi aveva definitivamente conquistato, facendomi riporre quelle immagini in bianco e nero nella mia fantasia di bambina. Ve lo ricordate in "Un americano a Parigi"? E in "Due Marinai e una ragazza" con un giovanissimo ed incredibile Frank Sinatra? E poi, in veste avventurosa nella più bella versione mai prodotta dei "Tre Moschettieri"? Maurice Bejart, uno dei più grandi coreografi del secolo scorso, parlando di Gene Kelly, disse che il suo meraviglioso talento non aveva nulla da invidiare a Nurejev.
Perché non abbiamo la fortuna di godere nuovamente della visione di queste pellicole insieme ai nostri bambini? Perché non possiamo condividere la famosa scena di "Cantando sotto la pioggia", un vero e proprio inno alla felicità, forse il più bello mai proposto dal cinema, in una serata in famiglia?
E voi, per chi batteva il vostro cuore tra Fred e Gene, se amate il genere?
Quando penso due dei nostri pasticcieri più famosi, quelli che godono maggiormente il privilegio della visibilità televisiva come Montersino e Santin, mi viene in mente la storica competizione tra Fred Astaire e Gene Kelly, i due ballerini che hanno fatto la storia del musical americano. In piccolo, ovviamente, i nostri due artisti del dolce, hanno creato due vere e proprie fanzine, sostenitori appassionati che li adorano e li seguono con grande interesse cercando di riprodurre i loro capolavori.
Spero che non me ne vogliate, ma faccio un gioco: io vedo Montersino come Fred Astaire, ballerino dalla tecnica ineguagliabile, capace di coreografie difficilissime ed estremamente elaborate mentre Santin è il Gene Kelly dei pasticceri, più fisico, terreno, di grandissima tecnica e sensualità nel gesto. Entrambi sull'Olimpo della pasticceria italiana.
Un dolce terreno, facile ma non scontato come si può immaginare. La ciambella classica di Santin mi ha fatto desiderare di essere già a colazione per provare l'inzuppo nel latte. Non ho resistito però alla tazza di te e golosamente l'ho accompagnata da una composta di fragoline di bosco. Un sogno di morbidezza. Eccovi la ricetta pubblicata sul suo ultimo libro "Pasticceria, le mie ricette di base"
300 gr di Farina
250 gr di zucchero
4 uova
1 bicchiere di olio di semi
1/2 bicchiere di latte
7 gr di lievito per dolci
5 gr di sale fino
zeste di limone o arancio o vaniglia (a vs. preferenza).
Battere i tuorli con lo zucchero, il sale e l'aroma scelto. Montateli fino a renderli spumosi. Aggiungete l'olio ed il latte e mescolate. Per ultimo unite la farina setacciata con il lievito. Montate gli albumi a neve ferma ed uniteli al composto con molta delicatezza. Versate in uno stampo da ciambella imburrato ed informate a 180° per 40/45 minuti. Fate raffreddare bene prima di sformarla.
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