venerdì 29 giugno 2012

E' di nuovo Palio: Tarte casuale con ricotta e limone candito di Kalamata

SQUILLI LA FE' - Marcia del Palio


Da mille serenate ti fai cullare
Ti fanno sempre festa le tue bandiere
Il tempo passa e non ti sa sciupare
Se rinascessi vorrei nascer qua…

Bella meravigliosa la mia città
La luna affascinata la sta a guardar
Va a da’ un’occhiata dentro al Castellare
Scivola in Fontebranda e poi risale

Ma quanto sarà bella questa città
Quando l’hai vista non la puoi scordar
La Torre ti s’infila dentro il cuore
E i merli con le stelle fanno all’amore   

Sei cara dolce amica innamorata
Passi come in un sogno la tua giornata
Se ti dovessi perder Siena mia
Tanta sarebbe la malinconia…


(da Mille Serenate - Canzone tradizionale di Siena)


Questi sono i giorni che preferisco nella mia città
Tre giorni al Palio e Siena è già irriconoscibile. Colori, suoni, una strana energia lungo le stradine che costeggiano la Piazza ormai avvolta nel tufo. 
Quando arriva "la terra in Piazza" è già Palio. I riti si ripetono all'infinito. 
Mi piace passeggiare osservando le facce dei turisti, il loro stupore, la meraviglia rispettosa. Mi sento un po' anch'io come loro, turista in casa mia. 
E' una sensazione che adoro, perché ogni tanto bisogna abbandonarsi alla riscoperta dei nostri posti, alla consapevolezza che si conosce sempre troppo poco di queste pietre e della nostra storia. Siena ha un grande passato che il Senese vero non dimentica e lo rimette sul piatto ogni qualvolta si parla di Palio. Il vero Senese è un tipo orgoglioso, tendenzialmente chiuso e molto protettivo nei confronti della propria città. Non è cosmopolita: il suo mondo è tutto qui, dentro queste mura. Il Senese può girare il mondo per una vita ma tornerà sempre qui, a toccare la terra di Piazza e quando il destino lo trattiene lontano, nei giorni del Palio continuerà a sentire il rintocco della campana della sua Contrada  che lo chiama e dice "vieni". 
Siena è una città chiusa, isolata dal mondo. Una sorta di Brigadoon che si è preservata bella e meravigliosa grazie alla sua posizione completamente scollegata con il resto della Toscana. 
Eppure ha un grande cuore: "Cor magis tibi Sena pandit". Sulla porta di Camollia, quella che guarda a Nord, c'è questa scritta immortale che parla della natura del Senese. Siena ti apre il suo grande cuore
Ed è vero, per te visitatore, Siena si apre nella sua bellezza e ti avvolge e se sai capirla, ti resta dentro per sempre. 
Potete immaginare quale sia il mio sentire, sapendo che a Siena io ci sono capitata per destino e ci sono cresciuta dopo essere nata nell'hinterland milanese. La sensazione di avere vinto un biglietto per il Paradiso. 
Ho cominciato a capirlo solamente da qualche anno, dopo aver visitato i posti della mia prima infanzia. Tanta, immensa, inattesa fortuna. 
Questa Tarte è nata per caso. Dalla rimanenza di sablé dalla Stupendissima di Ale che avevo preparato qualche giorno prima ed da una meravigliosa ricotta fresca acquistata dai miei omini preferiti. La torta di ricotta che fa mia suocera è un miracolo, e prima o poi dovrò farla e raccontarvela, ma questa è stata una mia creazione dall'avanzo e qualcosa andrebbe migliorata anche se mio marito, da giudice severo qual'è, l'ha trovata veramente buona. 


Tarte di Ricotta con limone candito di Kalamata
Ingredienti per uno stampo da 18 cm
Per la sablé
- 200 gr di farina
- 100 gr di burro freddo
- 50 gr di zucchero sottile tipo Zefire
- 1 tuorlo
Per il ripieno
- 300 gr di ricotta freschissima
- 100 gr di zucchero
- 3 uova
- 50 gr di limone candito e conservato nel miele di Kalamata (me li ha portati mio marito dal suo ultimo viaggio e sono magnifici, teneri e non eccessivamente dolci.)
- la buccia grattuggiata di un limone non trattato
- un cucchiaino di essenza di vaniglia
Preparate la frolla molto velocemente mescolando nel robot la farina con burro e zucchero fino ad ottenere un composto sabbioso, quindi aggiungete il tuorlo ed appena gli ingredienti staranno insieme, formate una palla velocemente e mettete in frigo a riposare almeno 1 ora. 
Setacciate la ricotta e mescolatela bene fino ad ottenere una crema. Aggiungete le uova e lo zucchero e mescolate bene. Io ho aggiunto i tuorli separatamente dagli albumi che avevo montato a neve, mettendoli all'ultimo. Il composto una volta cotto, è risultato poroso e leggero, ma personalmente preferisco l'effetto "crema cotta" che da la ricotta con le uova intere. Scegliete voi come procedere. 
Una volta aggiunte le uova, tagliate i canditi a dadini ed aggiungeteli al composto con un paio di cucchiai del loro miele. Aggiungete la scorza di limone grattata e la vaniglia e mescolate bene. 
Stendete la frolla e foderate una tortiera dai bordi alti e fondo rimovibile, imburrata e infarinata. Rifilate bene il bordo con un coltello e bucherellate la base. Versatevi il composto di ricotta e mettete in forno a 180 ° per almeno 40 min o fino a quando il guscio non sarà bello dorato e la superficie della ricotta gonfia e dorata. Togliete dal forno e fate raffreddare. Buonissima fredda anche nei giorni successivi! 




mercoledì 27 giugno 2012

Arrivederci Vefa: pollo in umido con ceci. Starbooks va in vacanza

Pelagia's  song - Il mandolino del Capitano Corelli 



















Mi sono probabilmente già ripetuta ma ci tengo a ribadire che preparare un piatto di cui non si conosce nulla seguendo le indicazioni del libro, magari anche in lingua straniera, è una sfida accattivante e sempre piena di sorprese. 
Per chiudere l'appuntamento con Starbooks (non vi preoccupate, torneremo a settembre) e con il libro "La cucina di Vefa", ho sfogliato a lungo il volumone. 
Il tema di oggi è "La Tradizione", quindi ho cercato un piatto che fosse abbastanza strutturato e con una decisa impronta mediterranea. 
Volevo moltitudine di sapori, un insieme armonico, dolcezza ed un pizzico di acidità per conferire un'idea di freschezza. Avrei potuto scegliere tra le numerose proposte di insalate fantastiche ma un piatto di carne mi sembrava più consono per l'idea di "tradizione" che avevo in testa. 
Poi sono incappata su questa ricetta. 
Pollo in umido...com'è che il pollo mi corrompe sempre? Forse perché è la carne che mi da più soddisfazione in cucina e che mi riesce facile. Forse perché mi piace sempre tanto...insomma.
Ho letto la lista degli ingredienti ed ho cominciato ad illuminarmi: peperoni, ceci, pomodoro, meravigliosi aromi e chissà che intingolo finale....Così mi sono messa al lavoro. 
Comincio col dirvi che è una ricetta di estrema facilità. La preparazione è lunga solo per via dei ceci, che vanno ammollati per una notte, ma se avete fretta, dei ceci in scatola sono una valida alternativa. Per il resto, ogni fase della cottura è un crescendo di profumi che inebriano e che vi scatenano un'acquolina  irresistibile. Ricordatevi di procurarvi dell'ottimo pane fresco perché l'intingolo è talmente buono che vorrete pulire il fondo della padella senza ritegno. 
E per la Tradizione, troverete delle ricette splendide ed imperdibili dalle mie amiche di avventura:
Spaghetti con salsa di acciughe a casa di Menu Turistico
Moussaka e Souvlaki di pollo a casa di Ale Only Kitchen
Insalata paesana a casa di Vissi d'arte e ...di cucina




Ingredienti per 4 persone
300 gr di ceci secchi
450 ml di brodo vegetale
5 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 pollo di c.ca 1,5 kg tagliato a pezzi
1 cipolla grande, affettata
1 piccolo porro, nella sola parte bianca
1 carota grande tagliata a dadini
2 spicchi d'aglio tritati finemente
1 peperone rosso, pulito e tagliato a quadretti 
1 peperone giallo, pulito e tagliato a quadretti
400 gr di polpa o salsa di pomodoro
250 ml di brodo di pollo
1 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di origano secco
2 cucchiai di basilico o prezzemolo finemente tritati più extra da cospargere sul piatto
1 cucchiaino di peperoncino secco tritato
sale e pepe. 
Mettete i ceci in una ciotola e copriteli d'acqua, mescolateci un cucchiaio di sale e lasciateli a bagno tutta la notte. Scolateli e sciacquateli e metteteli in un padella. Aggiungete il brodo vegetale e portateli a ebollizione facendo cuocere per 30 min. Quindi toglieteli dal fuoco.
Scaldate l'olio in una larga padella quindi aggiungete il pollo in pezzi. Cuocete a temperatura media, girando i pezzi frequentemente per 8/10 minuti, fino che non saranno belli dorati. Aggiungete quindi la cipolla, il porro, l'aglio, i peperoni e la carota e cuocete mescolando con delicatezza ma frequentemente per almeno 5 minuti, fino a che non saranno morbidi. Versatevi la salsa di pomodoro, il brodo di pollo, lo zucchero , l'organo , il basilico o prezzemolo ed il peperoncino. Aggiungete i ceci con il loro liquido ed assaggiate. Aggiustate di sale e pepe se necessario quindi fate cuocere a fuoco lento per 30/40 minuti, fino a che i ceci ed il pollo non saranno teneri. Servite caldo, cosparso di prezzemolo o basilico. 


Con questa colorata ricetta, chiudiamo l'omaggio a Vefa's Kitchen e ci vediamo a Settembre con nuove sorprese Starbooks