mercoledì 31 maggio 2017

Ciambella di cioccolata amara e ciliegie con extravergine: evviva le ciliegie!

Cherry oh baby - Rolling Stones
Proprio quando sei lì a morire di invidia osservando dalle immagini dei social, mani golose che arraffano manciate di frutti rossi, certa che per provare un po' di quello stesso godimento dovrai rassegnarti a fare un mutuo, in quello stesso istante squilla il telefono.
Un amico generoso ha un cesto di ciliegie appena colte, ancora calde di sole, "ma vieni a prenderle che se non le mangi oggi, passano...".
Figurati: neanche è chiusa la telefonata che il marito è già per strada!
Ed ecco qua svariati chili di rosse sorelline campeggiare sulla mia tavola.
La prima operazione smaltimento, avviene quasi immediatamente.
Una sciacquata veloce sotto l'acqua fresca per eliminare qualche impurità (sono ciliegie km 0 da alberi selvaggi e fieri di Castellina in Chianti) e via con la festa!
Ma quante ciliegie è in grado di farsi fuori un essere umano in salute?
Il detto "una tira l'altra" è verissimo, ma funziona soprattutto quando queste sono poche.
Ovvero, il tutto si riduce ad una corsa per non restare indietro e vedere l'ultima croccante delizia finire nella bocca del tuo vicino di desco.
Ma quando di fronte a te c'è un cesto colmo di cui non vedi la fine, un po' cedi e ti dici: ok, a voi ci penso dopo!
Senza contare quella strana, impalpabile ed inquietante sensazione di lieve smottamento nell'area intestinale che ti fa chiedere: che sarà?
Sarà che ti sei mangiato questo e quell'altro mondo di ciliegie...non ti dice nulla?
Vi avverto preventivamente: questa torta è diabolica.
L'unico aspetto positivo è la sua dimensione: piccola, stampo da 18 cm, un'illusione che non impedisce di rovinarsi definitivamente a suon di "ok, ancora una fettina, ma sottile eh!".
Quando arriva il caldo, si prende distanza dalla cioccolata, se non in forma di gelato.
Posso garantirvi che questa deliziosa ciambella dall'aspetto innocuo, diventerà la vostra prossima dipendenza.
E come si dice "uomo avvisato..."
Giornata Nazionale delle ciliegie sul Nuovo Calendario del Cibo Italiano. 
Questo frutto paradisiaco che vive il suo trionfo di sapore nell'arco del mese di giugno, verrà declinato in decine di ricette intriganti e deliziose grazie ai numerosi contributi che potrete seguire sulla pagina FB del Calendario.
Questa è la mia proposta ma presto ne arriverà un'altra perché come potevo smaltire tutte 'ste ciliegie?
In ogni caso non ho inventato nulla.
Si tratta di una ricetta trovata su Sale & Pepe giugno 2014, successivamente ispiratami dal blog di Gabila in una sorta di ipnotica incitazione.
Dire che è splendida è poco.
Vi prego: usate dell'ottimo extravergine. Va bene il Ligure sia riviera Levante che Ponente, oppure un più fruttato e dolce olio del Garda.
Siate audaci e date un'occasione a dell'ottimo extravergine. Vi sorprenderà.
Ingredienti per uno stampo a ciambella con fondo amovibile 18/20 diametro

NOTA BENE: Nel mio caso, l'impasto avrebbe potuto stare comodamente in uno stampo da 20 cm e la ciambella risultare comunque bella alta. Una piccola parte di impasto ho dovuto sacrificarla perché lo stampo era già colmo quindi a regola uno da 20 cm è perfetto.
Se monterete bene le uova e farete in modo da non smontare l'impasto nell'aggiunta del resto degli ingredienti, la torta crescerà molto il cottura.
A me è salita di almeno 2 cm oltre il bordo (senza strabordare fortunatamente).
Quindi vi consiglio di alzare i bordi con 5 cm di carta da forno che aiuterà la torta a sviluppare il proprio volume senza rischi di travaso.

Ingredienti (da me ritoccati in parte)
300 g di ciliegie denocciolate + alcune per decorare.
130 g di farina 00
3 cucchiai di Maraschino
150 g di zucchero di canna finissimo
60 g di cacao in polvere amaro (io Olandese)
120 g di olio extravergine Garda Dop.
120 g di acqua
100 g di cioccolato fondente al 70% tritato grossolanamente.
3 uova grandi freschissime (a temperatura ambiente)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
burro per lo stampo.
  • Lavate ed asciugate le ciliegie quindi denocciolatele. Mettetele in una ciotola con 30g di zucchero ed il Maraschino. Mescolate bene e lasciate macerare fino al momento di usarle. 
  • Scaldate l'acqua quindi mettete il cacao in una ciotolina. Versatevi sopra l'acqua bollente lentamente, mentre mescolate con cura con una frusta, per sciogliere bene polveri ed eventuali grumi. Tenete da parte
  • Nella ciotola della planetaria montate a velocità elevata, le uova con il restante zucchero. Dovrete ottenere una massa aerea chiara e sostenuta. Vi ci vorranno almeno 10 minuti.
  • Abbassate un po' la velocità e continuando a montare, aggiungete a filo interrompendo via via, l'olio extravergine. Per evitare che l'impasto smonti, versate una piccola quantità e montate per un minuto, quindi proseguite così fino ad esaurimento dell'olio. 
  • Sempre montando, aggiungete lentamente il cacao disciolto nell'acqua e montate fino a che non sia ben amalgamato. 
  • Togliete la ciotola dalla testa e aggiungete la miscela di farina e lieviti ben setacciati incorporandone metà alla volta, ed aiutandovi con una spatola mescolando dal basso verso l'alto, in modo che non restino sacche di farina nella massa montata. 
  • Per ultimo aggiungete le ciliegie con il loro liquido e la cioccolata tritata mescolate bene il tutto con delicatezza.
  • Versate il composto nello stampo precedentemente imburrato e con le pareti foderate con carta da forno, e cuocete in forno preriscaldato a 180° per almeno 50 minuti. Fate comunque la prova stecchino, che dovrà uscire ben pulito. 
  • Fate raffreddare completamente prima di sformare.
  • Per servirla, io ho pareggiato la superficie con un coltello affilato, eliminando la parte convessa del dolce, che ho poi ridotto in briciole finissime e con cui ho cosparso il bordo della ciambella capovolta. Ho decorato con qualche ciliegia.
  • Si serve da sola (è bella umida) o accompagnata da una pallina di gelato alla crema o vaniglia. Ma anche con la panna è niente male! 




sabato 27 maggio 2017

Caesar Salad per il Club del 27 e quella prima volta 25 anni fa.

For once in my life - Frank Sinatra 
"Caesar Salad" ha per me un unico ed indimenticabile sapore.
Quello del mio primo viaggio in US, all'alba dei miei 25 anni, di cui ogni tanto torno a raccontare su questo blog.
Perché come tutte le prime volte, fu un viaggio potente, pieno di situazioni irreali a cui tutt'ora stento a credere e perché ero giovane, ma tanto, nel corpo e nell'anima.
Partivo per lavoro, un viaggio di 3 settimane tra Usa e Canada con una delegazione di politici e notabili locali al seguito e primo sbarco a NY city, tanto per ricevere la prima vera botta di emozione tra capo e collo.
Non avevo neanche preso possesso della mia camera al mitico Drake, che il mio capo mi disse: "fatti trovare pronta fra mezz'ora che dobbiamo andare a cena fuori".
Eravamo atterrati alle cinque del pomeriggio e per le sette mi trovavo già in reception in attesa dell'auto che ci avrebbe portato al ristorante.
Con mio grande stupore, nell'auto ci aspettavano già 3 persone e solo dopo essermi seduta, venni a sapere che la cena sarebbe stata nel New Jersey, praticamente a 200 miglia da NY.
Un po' come da Siena decidere di andare a prendere un aperitivo a Roma!
Non proferii parola anche perché preferivo ascoltare le conversazioni dei nostri ospiti, in particolare dell'autista, che spiegava in tono scanzonato, l'allora situazione della città, molto diversa da adesso: "Se dovessi perdermi casualmente fra le strade del Bronx, la speranza è avere una capsula di cianuro in un dente", e tutti a ridere come matti nell'abitacolo.
Io invece, mi rimpicciolivo pregando che l'autista conoscesse bene la destinazione verso cui eravamo diretti.
Soltanto un paio d'ore dopo, mentre già sentivo salire una sorta di allucinato torpore da Jet lag, arrivammo al ristorante, situato all'interno di un Club privato.
Fummo accolti da un attempatissimo President che ci guidò al nostro tavolo. Altri ospiti ci attendevano e la serata si prospettava frizzantina.
Sul tavolo erano già sistemati i menu ma ancora prima di ricevere l'entrée, uno dei miei delegati cominciò a richiedere a gran voce la Caesar Salad della casa. Seguito poco dopo dal resto rumoroso della brigata.
Dentro di me pensavo ringhiando: "Ma proprio a me, i soliti italioti..." e cercavo di capire cosa fosse 'sta "sisarsalad", mai sentita nominare.
Un istante dopo si manifestò in sala lo chef spingendo un carrellino su cui campeggiava un'enorme ciotola di cristallo piena a metà di foglie verdissime.
Come un novello giocoliere, lanciò in aria uno svariato numero di uova, le ruppe una dietro l'altra dentro una scodella e cominciò a sbattere furiosamente con una frusta, aggiungendo via via diversi ingredienti che distinguevo con difficoltà.
Dalla platea si levava il ritmico"sisar sisar sisar" acclamato dagli astanti.
Il mio sguardo si fece vitreo quando a mani nude, lo chef prese un capo d'aglio, lo strofinò vigorosamente fra i palmi e dopo aver liberato gli spicchi dalle camice, li strizzò in un pugno e buttò le "briciole" nell'impasto delle uova che riversò sulle foglie di insalata.
Aggiunse una palata di crostini e sempre a con le sue manone (Jamie non era ancora nato) mescolò il tutto, sollevando in aria il contenuto come coriandoli.
Pepe nero da un macinapepe lungo un metro, sale a pioggia e la Sisar era pronta.
Con lo stomaco in rivolta all'idea di dover cominciare una cena con un insalata condita con uova crude e aglio a pezzi, quello fu l'esatto istante in cui capii il significato della parola "compromesso".
Ogni 27 del mese il Club del 27 si scatena affrontando un tema splendido, collegato alla sfida MTC in corso.
Questo mese tocca alle Insalate e le ricette protagoniste arrivano in buona parte dal bellissimo libro Insalata da Tiffany, parte della collana MTC. 
Insieme ad una cospicua combriccola di pazze, oggi sul web sarà un tripudio di freschezza, che farà la felicità di molti in vista dell'estate.
Se non si fosse capito, io celebro la Caesar Salad.

La Caesar, che tutti pensano americana, è una delle tante ricette nate da un cervello in fuga ai tempi in cui si fuggiva dall'Italia letteralmente per non morire di fame.
Fu creata dal ristoratore Cesare Cardini, trapiantato in California in cerca di fortuna, che spesso arriva sotto le sembianze della disperata necessità e come ben sappiamo, il bisogno aguzza l'ingegno.
Durante la festa Nazionale del 4 Luglio 1924, il nostro eroe si vide inaspettatamente riempire il ristorante da clienti affamati, e non avendo previsto affluenza, mise insieme quei pochi ingredienti presenti in dispensa ed inventò la Caesar Salad.
Che non è dedicata a Giulio Cesare, come molti pensano (o magari chissà, potrebbe anche), ma più semplicemente prende il nome del suo creatore, che fece del condimento, una pseudo maionese fatta da limone, uovo, parmigiano e Worcestershire sauce, il successo di un piatto minimal.
Le interpretazioni ad oggi, si contano a migliaia, così come le sue variazioni. Quella di maggior successo vede la presenza di pollo grigliato nell'insieme o acciughe nel condimento.
Resta il fatto che questa insalata, è entrata di diritto nell'Olimpo della cucina e qui resterà.

La ricetta è tratta direttamente dal libro MTC Insalata da Tiffany, ed il suo autore è Leonardo Bellocchio (alias Cozzaman)

Ingredienti per 4 persone
4 cespi di lattuga romana
60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
4 uova freschissime
10 cucchiai di olio extravergine d'oliva (qui sarebbe perfetto un Trevi Dop)
2 limoni
4 spicchi d'aglio
12 gocce di salsa Worcestershire
6 fette di pane casereccio
sale e pepe macinato fresco qb

  • Per prima cosa preparate i crostini. Nella mia prima Caesar Salad ho visto mettere aglio crudo direttamente nel condimento. Immagino che qualcuno lo faccia, magari schiacciandolo per trarne il succo e versando poi questo nel condimento. Se non volete vedere svenire qualche commensale per aver masticato un pezzo d'aglio crudo (a me succederebbe - garantito), l'aglio lo usiamo per insaporire i crostini. Prendete quindi 6 cucchiai di olio su totale, un pizzico di sale e gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati e lasciate il tutto in infusione per una decina di minuti o più. Con un coltello affilato riducete le fette di pane a dadini non troppo piccoli (1 o 2 cm di lato).
  • Versate l'olio aromatico in una larga padella, fatelo scaldare bene quindi friggetevi il pane, facendo attenzione a dorarlo su tutti i lati e a non bruciarlo. Scolate quindi il pane e tenetelo da parte. 
  • Procedete quindi alla preparazione del condimento. Come raccontavo prima, l'idea di vedere condita un'insalata con uova crude mi fa accapponare la pelle e confesso di non essere schizzinosa. Qui procederemo ad una cottura parziale mettendo le uova in un pentolino pieno di acqua che bolle, non prima di averle sciacquate sotto acqua corrente, e le facciamo "cuocere" per 1 minuto esatto. Raffreddatele immediatamente quindi sgusciatele nel condimento. Quando le aprirete, vedrete che parte dell'albume resterà attaccato al guscio. Usate tutto il resto. 
  • Con una frusta a mano sbattete energicamente le uova con il succo di limone filtrato, la salsa Worcestershire ed il parmigiano reggiano ed il resto dell'olio, in modo da ottenere una sorta di maionese. Personalmente ho effettuato questa operazione mettendo la ciotola a bagnomaria su una pentola con acqua bollente, perché volevo ottenere uno zabaione salato. Ci vorranno dai 4/5 minuti di sbattimento continuato. 
  • Una volta pronto il condimento, versatevi dentro i crostini, in modo che lo assorbano in parte. 
  • Preparate l'insalata lavando bene le foglie intere ed asciugandole con cura. 
  • Disponetele sul piatto di portata, creando un letto su cui adagerete i crostini, condirete il resto con la salsa rimasta e aggiusterete di sale e pepe in finale. Mescolate con cura e servite immediatamente. 

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